30 libri in un anno – Sfida di lettura 2026

Come ogni anno è giunto il momento di scrivere questo post, che poi aggiornerò di continuo fino alla fine del 2026, per sancire l’inizio della mia personale sfida di lettura. Leggere 30 libri in un anno. Nel 2025 le cose sono andate anche peggio del 2024 e del 2023 e non sono riuscito a leggere tutti i libri che volevo in un anno quindi ho abbassato la quantità di libri che voglio leggere.

  1. The Legendary Scarlett and Browne di Jonathan Stroud
  2. Orfeo – Carne e Sangue di Luca Tarenzi
  3. Il Re Giallo di Robert W. Chambers
  4. The Dresden Files di Jim Butcher
  5. Il Priorato dell’Albero delle Arance di Samantha Shannon

40 libri in un anno – Sfida di lettura 2025

Come ogni anno è giunto il momento di scrivere questo post, che poi aggiornerò di continuo fino alla fine del 2025, per sancire l’inizio della mia personale sfida di lettura. Leggere 40 libri in un anno. Nel 2024 le cose sono andate anche peggio del 2023 e non sono riuscito a leggere tutti i libri che volevo in un anno. Uno dei propositi di quest’anno è cercare di leggere di più come facevo prima. Su Goodreads oltre ai libri “normali” la sfida includerà anche fumetti e volumi illustrati, infatti la soglia che ho scelto per quella sfida è di 50 volumi in tutto. Il primo libro che leggerò quest’anno è una bellissima edizione di Abeditore dal titolo: L’orrore di Abbot’s Grange-Il vampiro di Kaldenstein. Due racconti di vampiri di Frederick Ignatius Cowles.

  1. L’orrore di Abbot’s Grange-Il vampiro di Kaldenstein. Due racconti di vampiri di Frederick Ignatius Cowles
  2. Fantasmi dopo cena di Jerome K. Jerome
  3. How i Saved the World di Julius Levinson
  4. Il Rinomato Catalogo Walker & Dawn di Davide Morosinotto
  5. Razza e storia – Razza e cultura di Claude Lévi-Strauss
  6. La compagnia degli enigmisti di Samuel Barr
  7. Il Rione dei Segreti di Enzo De Simone
  8. Appunti cosmici per cacciatori di taglie di Emanuele Corsi
  9. Il grande libro dei fantasmi di Natale
  10. Orfeo – Musica e tenebre di Luca Tarenzi
  11. 1901 di Robert Conroy
  12. Snuff di Terry Pratchett
  13. I segreti del Vaticano: Storie, luoghi, personaggi di un potere millenario di Corrado Augias
  14. Conclave di Richard Harris
  15. L’Uomo della polvere di J. M. Miro
  16. Cose Spiegate bene – Corpi Speciali
  17. Star Trek – Antico Sangue di Diane Carey
  18. L’uomo e il mare: Storia di un sub ucciso da uno squalo e dei tentativi falliti di ucciderlo ancora di Stefano Tamburini
  19. A Christmas Ghost Story di Kim Newman
  20. Raising Steam di Terry Pratchett
  21. Duma Key di Stephen King
  22. La mano sinistra del buio di Ursula K. Le Guin
  23. The Man from the Diogenes Club di Kim Kewman
  24. I figli dell’odio: La radicalizzazione di Israele, la distruzione della Palestina, l’umiliazione dell’Iran di Cecilia Sala
  25. Saving Lucca di Licia Troisi
  26. Robot 98
  27. Sinder – Lasciati Tentare di Franz Palermo
  28. I salici di Agernon Blackwood
  29. Cuore di Succuba di Stefania Toniolo
  30. Trapassato Prossimo SRL – Becchini Spaziali dal 2064 di Rachele Tarpani

40 libri in un anno – Sfida di lettura 2024

Come ogni anno è giunto il momento di scrivere questo post, che poi aggiornerò di continuo fino alla fine del 2024, per sancire l’inizio della mia personale sfida di lettura. Leggere 40 libri in un anno. Nel 2023 le cose sono andate molto male e non sono riuscito a leggere tutti i libri che volevo in un anno, spero di fare meglio nel 2024. Su Goodreads oltre ai libri “normali” la sfida includerà anche fumetti e volumi illustrati, infatti la soglia che ho scelto per quella sfida è di 70 volumi in tutto. Quest’anno inizio da “Streghe! Malie e misfatti (ovvero abomini e sortilegi) delle figlie della notte” di Abraham Merritt, Fritz Leiber, James Blish, Fletcher Pratt e L. Sprague de Camp, edito da Mondadori nella collana Oscar Draghi.

  1. Streghe! Malie e misfatti (ovvero abomini e sortilegi) delle figlie della notte” di Abraham Merritt, Fritz Leiber, James Blish, Fletcher Pratt e L. Sprague de Camp
  2. L’orologiaio di Filigree Street di Natasha Pulley
  3. Mondo in Fiamme, Vol.3: Illusione degli uomini di Edoardo Stoppacciaro
  4. Ordinary Monsters di J. M. Miro
  5. Notte Horror 80 di Simone Corà, Germano Hell Greco, Paolo Prevedoni, Masa, Decimo Tagliapietra, Michela Mosca, Marco Crescizz, Andrea Cavaletto, Claudio Vastano, Stefania Toniolo, Flavio Dionigi, Massimo Cerrotta
  6. Iperborea e oltre di Clark Ashton Smith
  7. Favole e leggende del Giappone di Claudius Ferrand
  8. Ossa danzanti, fantasmi e altri incubi tropicali di Humberto de Campos, Bernardo Guimarães, Machado de Assis e Monteiro Lobato
  9. Follettiana di Grierson, Bowker, Crofton Croker, Esenwein e Stockard, Blackwood, Hogg, Molesworth, Saki, Lang, Ozaki, Im Bang e Yi Ryuk, Rouse, Roggero, Serao.
  10. Buio di Mary Elizabeth Braddon
  11. La maledizione di Arianna di Sara A. Benatti
  12. Vendetta a freddo di Lee Child
  13. Navi e battaglie di Guadalcanal di Robert D. Ballard e di Rick Archbold
  14. Recreating Titanic and Her Sisters: A Visual History di J. Kent Layton, Tad Fitch
    e Bill Wormstedt
  15. Orfeo – Sogno e Morte di Luca Tarenzi
  16. Il ritrovamento della Bismarck di Robert D. Ballard
  17. Exploring the deep di James Cameron
  18. Archivi Cthulhu. Gli abominevoli casi di Sherlock Holmes di James Lovegrove
  19. Return to Midway di Robert D. Ballard
  20. Ken Marschall’s Art of the Titanic di Ken Marschall
  21. Lost Liners di Robert D. Ballard
  22. I Trionfi del Vuoto – Ombre nel Meriggio di Masa
  23. L’arciere del re di Bernard Cornwell
  24. La Leggenda di Sleepy Hollow di Washington Irving
  25. Titanic – The John B “Jack” Thayer Jr Chronicles di Jack Thayer e Thomas Cornwall
  26. I shall wear midnight di Terry Pratchett
  27. I modi di dire romaneschi di Giuliano Malizia
  28. Zappa e Spada – La Vendemmia
  29. Il viaggio di Shuna di Hayao Miyazaki
  30. Foto dal futuroPiccoli Brividi di R. L. Stine
  31. Clover – Il cuore del mondo di Camilla Cosmelli
  32. Nerone. La rinascita di Roma e il tramonto di un imperatore di Alberto Angela


Il racconto di Natale 2023: Canto di Natale 3.0

BenvenutƏ a tuttƏ carissimƏ, sono il demone cornuto Mad Dog che vi parla per raccontarvi un altro racconto di Natale. Come ricorderete sono, purtroppo, imprigionato da un anno in una angusta prigione e sono dovuto andare al risparmio quest’anno. Non ci sono molti soldi per questa produzione anche per via dell’inflazione e ho pensato di riciclare il primo racconto che vi ho mai raccontato. Come ho fatto ben dieci anni fa e poi di nuovo tre anni fa massacrerò per la terza volta Canto Di Natale di Dickens. Bando alle ciance quindi ma prima dobbiamo trovare il nostro nuovo protagonista per questo ci spostiamo nella assolata Puglia. E a causa del cambiamento climatico era primavera e non inverno! Ci troviamo in una stanza ricca di cimeli di One Piece, dell’Inter e di manuali di traduzione.

Mik si svegliò all’improvviso aveva sentito uno strano rumore, era certo che qualcuno si era introdotto nel suo letto. Accese la luce impaurito e si ritrovò davanti il faccione di Mad Dog che lo guardava sornione. Una orrenda puzza lo avvolse. Il ragazzo urlò come mai aveva fatto in vita sua.

“Ehi! Non mi lavo solamente da un secolo e otto anni! Non puzzo così tanto!”

“Un diavolo della fossa??” esclamò il ragazzo tremando visibilmente.

“Si, sono io, Mad Dog il diavolo cornuto. Saprai sicuramente chi sono!”

“No, io conosco solo Stolas…”

“Come fai a non conoscermi? Io che ho avuto un cameo in un libro della Acheron Books! Io che posso parlare milioni di lingue, tutte male! Io che ho visto una mezzelfa copulare con un pegaso nero!”

“Perché?”

“Quella mezzelfa aveva seri problemi… e per dirlo io. Ma adesso verrai con me!”

“Cosa ho fatto di male?” esclamò il traduttore ufficiale di Roccia del Drago.

“La colpa è la tua passione per gli stallieri e perché sei tifoso dell’Inter. Ti hanno dannato!”

“Che culo! E non intendo il tuo!” disse Mik che aveva intuito come fosse la mente del demone.

“Caro il mio Mik ora partiamo per quella che all’epoca era, forse, la città più inquinata al mondo… e non sto parlando di Milano!”

Mad Dog presenta Canto di Natale 3.0

Londra, fine dell’Ottocento, la capitale mondiale della fuliggine e del carbone. Siamo in pieno inverno, manca un sol giorno al Natale. In un ufficio arredato con vecchie librerie e mobili in legno scuro, dietro ad una pesante scrivania comprata all’IKEA dell’epoca, c’era Hogwarts Express™ – Edizione del collezionista. Ehm intendevo MikenezerScrooge, dannato copia e incolla! La Scrooge & Marley si occupava di prestiti, traduzioni errate, scommesse in bische clandestine, traduzioni errate e all’occasione truffe finanziarie. Con Marley ormai defunto da sette anni l’unico che guidava la società era Mikenezer. L’anziano uomo, con una folta capigliatura riccia incanutita, con un naso importante stava contando delle monete quando vide che nel suo ufficio era entrata una persona. Riconobbe subito la barba incolta castana, i capelli arruffati, il viso gioviale. Era Tommaso Percivallo, un creatore di giochi di ruolo squattrinato a cui aveva già prestato dei soldi.

“Signor Scrooge, mi serve un’altra sterlina e potrò mandare il mio gioco di ruolo nuovo sui kaiju al miglior editore inglese! Quando diventerò famoso, le ridarò tutto con gli interessi!” disse Tommaso allegro.

Mikenezer guardò ancora questo individuo vide che indossava un vecchio completo marrone rattoppato in più punti che era sporco, in varie parti, con macchie di colori diversi. Colori per miniature probabilmente.

“Niente da fare Signor Percivallo. Ho esaurito la pazienza con lei, mi tengo anche tutti i soldi. Vediamo se i suoi mostri e i suoi rettili la fanno mangiare! Ed ora via dalla mia vista scellerato feniano!”

Dopo che il suo debitore fu così malamente scacciato, Mikenezer chiamò la sua assistente scrivana, addetta ai riassunti e contabile (ma era davvero scarsa nei conti, Scrooge non l’aveva licenziata solo perché la pagava una miseria). La ragazza arrivò velocemente, un po’ intralciata dalle tre paia di vestiti che indossava infatti il suo padrone non voleva usare il riscaldamento per risparmiare. Giusj era una ragazza dalla carnagione pallida, a causa del freddo che faceva nell’ufficio, e dai capelli lunghi castani come il mogano.

“Metti via questi soldi e ricontali prima, due volte, mi raccomando! Che sei andata al Classico e non sai la matematica te! Poi so che domani è Natale. Potrai festeggiare con quello scansafatiche di tuo marito Domenico ma ti detrarrò la vacanza dalla lauta paga mensile!” esclamò soddisfatto Scrooge.

“Graaaazie, signore!” disse la sua segretaria sbattendo i denti per il freddo.

Quindi suonò il campanello della porta e nell’ufficio entrarono due persone, due uomini. Il primo, che disse di chiamarsi Nicola, aveva dei modi molto educati e un tipico accento della Northumbria che è un po’ la Toscana d’Inghilterra. Il secondo, che si chiamava Matteo, aveva un accento più del nord e indossava una sciarpa nera e azzurra. Erano vestiti bene ma non benissimo, entrambi si erano tolti il copricapo. Il primo quindi disse:

“Signore, siamo della famosa fondazione Wellmannered che aiuta i poveri. Visto che domani è Natale le chiediamo una piccola elargizione per sfamare i poveri in questi giorni di festa…”

“Voi volete che faccia beneficenza?!” esclamò stupito e preoccupato Scrooge a cui per poi non venne un infarto.

“Si” disse Matteo “esatto. Noi aiutiamo i poveri in onore della nostra Regina, la somma e saggia Laura dei Draghi!”

“Pezzenti! La nostra giovane Regina non ha portato giovamenti se non nelle sue tasche con le altissime tasse che ha applicato sui ricchi di cui faccio modestamente parte! Se vedessi quella ragazza gli farei vedere come si governa un regno come la nostra gloriosa Inghilterra! La Regina pensa solo ai suoi gatti, io ci farei una bella zuppa con quei gatti! I poveri poi! Se sono poveri è solo colpa loro, non si impegnano abbastanza. Dovrebbero morire tutti così si risolverebbero molti problemi come l’affollamento delle carceri e la sovrappopolazione! E la carenza di stallieri!”
Il viso di Scrooge era diventato paonazzo mentre eseguiva la sua invettiva solo quando ebbe finito si accorse che i due attivisti erano scappati dall’orrore per quello a cui avevano assistito. L’avaro traduttore sperava di potersi rimettere a lavorare ma venne interrotto dall’arrivo impetuoso della sua unica parente ancora viva, la nipote, Tiny che entrò nell’ufficio facendo alcune capriole e ruote. La ragazza, infatti, era una nota atleta e aveva aperto la prima palestra dell’Inghilterra. A cui, purtroppo, non andava ancora nessuno.

“Carissimo Zio, Buon Natale! Per domani sei invitato a casa mia per…”

“Fannullona! Sono tutte sciocchezze! Che hai da festeggiare che sei povera? Hai un lavoro che non ti frutta abbastanza per essere ricca come me. Non verrò mai a trovarti!”

“Zio per me è solo questione di tempo! Prima o poi la mia palestra mi renderà ricca. La mia è una passione che anche se non frutta troppi soldi mi rende felice. Vieni domani, ti prego, è Natale, non ti chiedo nulla, solo che tu possa passare una giornata felice con me ed i miei amici!”

“Non verrò mai, il tempo è denaro e tu me ne hai già fatto sprecare abbastanza. Vattene!” urlò il vecchio.

La giovane dai capelli ricci non si scompose troppo rivolse un nuovo “Buon Natale e Felice Anno Nuovo” allo zio per poi salutare la contabile. Tiny uscì dall’ufficio ed incrociò alla porta un gruppo di cantori natalizi a cui lanciò un’occhiata piena di compassione sapendo che lo zio li avrebbe sgridati e quindi lasciò qualche moneta ai cantanti. I cantori ringraziarono la loro benefattrice e la videro sparire nel vicolo ormai oscuro tra cascate di fiocchi di neve. Si misero a cantare dietro la porta della Scrooge & Marley, intonando la famosa canzone “Silent Night The Mother of Dragon is right”. Passarono pochi secondi e il vecchio avaro spalancò la porta urlando, brandendo un attizzatoio e facendo fuggire i poveri cantori, per poi tornarsene dentro borbottando. Dopo pochi minuti suonò l’ora per andare a casa e staccare dal lavoro. Scrooge non rivolse nemmeno un saluto a Giusj e si incamminò incupito verso casa ripetendo alle volte la parola “sciocchezze”. Non salutò nessuno e appena qualcuno si avvicinava per fargli auguri li scansava e grugniva in malo modo. Quando stava per entrare nella sua vecchia e logora casa, due senzatetto che dormivano a lato della strada, gli chiesero qualcosa in elemosina. L’uomo le osservò malignamente.

“Cosa fate! C’è la peste e il tifo, bisogna tenere la distanza di sicurezza!” disse l’anziano traduttore allontanandosi.

Il vecchio non le degnò più di uno sguardo e le scansò malamente con il suo bastone pensando che doveva avvertire qualcuno per togliere queste derelitte dalla sua soglia. Salì in fretta le scale che conducevano al suo portone e stava per immettere la chiave nella serratura quando il batacchio della porta assunse le fattezze della faccia del suo vecchio e defunto socio di affari, Frank Marley. Sembrava assai sofferente, gli occhiali infranti, gli occhi spiritati più del solito, il naso grosso e grasso, la pelle chiazzata dalla dermatite. Poi tutto sparì e tornò come prima. Scrooge sebbene spaventato entrò con calma in casa, ripose cappello e cappotto sull’attaccapanni per poi dirigersi verso la sua cupa stanza. Mentre mangiava un po’ di brodaglia riscaldata su un piccolo fuocherello non poteva non pensare all’immagine che aveva visto alla porta. Doveva essere per forza un disturbo di stomaco e le arrabbiature di quella giornata. Stava rimuginando su quanto era successo quando sentì dei tonfi provenire dalle scale che portavano alla sua stanza. Tonfi sordi e ritmici. Qualcosa adesso si trovava dietro la porta chiusa saldamente a chiave, ma il mero legno non poteva tener lontano quello che entrò. Uno spettro. Lo spettro di Frank Marley il suo vecchio socio in affari morto proprio quel giorno sette anni prima. Il suo vecchio amico aveva tutto il corpo legato da catene a cui erano affibbiati come lucchetti Transformers, Lego e astronavi di Star Trek.

“Frank… sei proprio tu?”
“Sono lo spirito di Frank Marley lo dubiti per caso?” chiese lo spettro con voce spettrale e anche con spettrale carisma, ma facciamo anche con spettrale spettralità!
“Pensavo fossi un disturbo di stomaco, uno davvero ma davvero brutto, ma tanto brutto.”
Lo spettro urlò di disperazione e scosse le sue catene con violenza tanto da far diventare ritti i capelli di Scrooge.
“Cosa sei venuto a fare qui Frank?” chiese titubante Scrooge.
“Sono qui per avvertirti che farai la mia stessa fine!”
“Scivolare su una lastra di ghiaccio, cadere dalle scale del Palazzo Reale, schiacciare il gattino preferito della nostra Regina, Laura dei Draghi, per poi infine essere goffamente schiacciati dalla stessa carrozza della Regina?”
“No stupido! Intendo diventare uno spettro e vagare per l’eternità dannato sulla terra con la catene che mi sono costruito in vita, e noi non abbiamo la fortuna del Fantasma di Canterville, non possiamo fare scherzi al prossimo!” gemette Marley facendo rabbrividire il suo vecchio socio.
“Perché saresti condannato a questa pena? Eri un bravo uomo d’affari, riuscivi a gabbare chiunque con le tue contrattazioni! E nessuno riusciva a falsificare i conti come facevi te!”
“E’ quest’atteggiamento egoista che mi ha portato alla dannazione eterna! E i conti non li falsificavo, sono andato al Classico pure io come Giusj, non ho mai imparato la matematica! Ma tu Scrooge potrai evitare il mio fato! La tua catena è assai più pesante della mia. Tre spiriti ti visiteranno dalla mezzanotte di questa notte per farti cambiare vita. E’ grazie a me se hai quest’occasione, così forse anch’io potrò riposare in pace se avrò fatto una buona azione… ti saluto Scrooge, e non sai quanto mi manchino la pizza e il tiramisù!”

Lo spettro di Frank Marley scomparve lentamente lasciando nel povero Frankezer Borgonizer ehm… Mikenezer un senso di inquietudine che non aveva mai provato prima in vita sua. Si cambiò velocemente mettendosi il suo vecchio pigiama dell’Inter e la sua vecchia vestaglia dell’Inter e si coricò nel letto a baldacchino. Passarono lente le ore e quando le campane suonarono la mezzanotte una luce accecante invase la stanza e riuscì a penetrare le cortine del letto di Scrooge che si svegliò di soprassalto. Le tende lentamente vennero scostate mentre la luce diminuiva. Davanti a sé, l’avaro, poté vedere una donna, dallo sguardo penetrante, capelli lunghi rossi e un mattarello lucente in mano. Lo spirito aveva un grande pigiama a forma di orsogufo, con cappuccio.
“Viene con me, io sono Queen il Fantasma del Natale Passato, del tuo Natale!” esclamò lo spettro che prese senza tanti complimenti la mano di Scrooge. Un vortice di luce li risucchiò e li portò in un largo locale, una specie di magazzino. Tanto per gradire, lo spettro diede una mattarellata in testa all’avaro. In uno sgabuzzino all’entrata un ragazzo stava finendo di fare dei conti prostrato su di una scrivania che riusciva a stento a contenerlo. All’improvviso un uomo che assomigliava più ad un nano, con una folta barba, piombò nello stanzino urlando “E’ tempo di prepararsi per la festa di Natale. Su su finirai questi conti nei prossimi giorni. Vai a chiudere il locale e prepara la carne, io penso alla birra!”
“Ma quello è il vecchio Zio Nanewing, gli ho fatto da apprendista per qualche anno. Poi gli ho fregato la sua società. Chissà che fine ha fatto!” disse Scrooge sovrappensiero.
Intanto erano arrivate altre persone, tutta la numerosa famiglia di Zio Nanewing, le sue figlie, i suoi figli, sua moglie, tutti e tutte con la barba, oltre a loro erano arrivate anche molti ragazzi e ragazze. Un orchestrina si mise a suonare un motivetto leggero e le danze poterono cominciare. Il vecchio Scrooge notò che la sua versione più giovane non stava ballando ma stava aspettando qualcuno con impazienza. Proprio in quel momento entrò nel locale una ragazza bellissima, leggiadra, divina, insomma era una bellissima ragazza. Questa fantastica creatura indossava un bel vestitino color giallo canarino, colore che sinceramente fa davvero schifo ma come ho scritto prima i gusti son gusti. La ragazza si chiamava Jessica, chiamata da tutti Jess. Ed era la ragazza di Scrooge. E da questo si capisce come questo racconto sia un fantasy, quando mai una bella ragazza come Jessica Nigri si metterebbe con Scrooge? Mai! La cosa che spiccava di più di questa ragazza erano gli occhi. Assolutamente da mangiare, perfetti, verdi come… come… non è che avete presente la bava di un drago verde? Beh il colore era più o meno quello, senza il bianchiccio della saliva acida. Come si illuminarono gli occhi di Scrooge, di tutti e due gli Scrooge, si ingrandirono e strabuzzarono davanti a quelle bellezza. I due giovani incominciarono a ballare e tutti gli occhi si spostarono su di loro, erano davvero un bello spettacolo, sorridenti, felici, gioiosi.
“All’epoca lo festeggiavi il Natale…”
“Spirito ero giovane, sciocco, poi ho capito che il Natale è solo una sciocchezza. Perché dovrei essere felice se non ho un soldo in tasca? Perché dovrei festeggiare se sto male? Perché dovrei sprecare una giornata di lavoro in cui potrei guadagnare tanti soldi? E’ una festa per i fannulloni…”
“Meglio essere poveri e felici, che ricchi e brontoloni come te Scrooge. E’ tempo di andare avanti…”
La scena cambiò improvvisamente, il mondo intorno al vecchio avido e allo spettro si dissolse, cambiò contorni e divenne un viale alberato, ricoperto di foglie marcescenti. Due figure avanzavano nella nebbia, uno era il giovane Scrooge e l’altra era la sua fidanzata Jess. Stavano discutendo animatamente.
“No spirito, ti prego, non farmi vedere questa scena, è troppo doloroso!” gracchiò il vecchio Scrooge.
Lo Spettro del Natale Passato non si scompose più di tanto alla richiesta dell’uomo, per buona norma diede un’altra mattarellata in testa all’avaro traduttore e osservò tristemente quello che era già successo molti anni prima. Jess diede un sonoro schiaffo al suo ormai ex fidanzato e corse via piangendo allontanandosi per sempre da Scrooge.
“Ho scelto l’amore per il denaro al posto del suo amore… l’ho rimpianto per tutta la mia vita. Non l’ho mai ammesso chiaramente, ma rivendendo questa scena ho capito quanto sono stato folle. Spirito ti prego riportami a casa, non voglio più vedere altro!”
“Abbiamo ancora molto altro da vedere per esempio quello che hai fatto alla tua famiglia…”
Lo Spirito del Natale Passato non poté continuare la sua frase perché venne aggredito da Scrooge che spinse il cappuccio del pigiama in basso fino a che il fantasma non venne completamente risucchiato per sparire in lampo di luce accecante. Scrooge si risvegliò illeso nel suo letto come se nulla era successo, sentì chiaramente che c’era qualcuno che mangiava nel suo, a lungo deserto, salone anche perché la porta era socchiusa e si intravedere un filo di luce che penetrava nella sua stanza da letto. Scese piano dal letto e in punta di piedi, cercando di non fare il minimo rumore, si affacciò titubante. Quel che vide lo sconvolse, su un trono di cibarie cotte, quali arancine, cannoli siciliani, cassate, frittura di pesce, calamari fritti, polli, tacchini, oche, maiali, buoi, capre, pecore, insomma tutto quello che si poteva mettere sotto i denti entrando in una drogheria, sopra questo strano trono, era issato un gigantesco uomo, altro circa tre metri, che si sollazzava mangiando parti del suo stesso scranno. L’uomo indossava una vestaglia rossastra bordata di ermellino, due anzi tre maglietta della salute e stava bevendo un caffè, fumando una sigaretta e mandando un audio su Telegram nello stesso momento!
“Mortale fatti avanti, io sono il Fantasma del Natale Passato… no aspetta… sono quello del Natale Che deve ancora venire! No… quello è ‘n’atro… io sono ecco si, ora ricordo, io sono il Fantasma del Natale Presente! Mi chiamo Mokay, dai andiamo che non ho molto tempo, la strada per Palermo sarà già intasata!” disse lo spirito.
Scrooge cercò di scappare, impaurito da questa visione, ma l’essere fu più veloce di lui, lo agguantò con una delle sue mani e lo portò in un altro luogo.
“Dove sono?” chiese il vecchio avaro traduttore.
“Come non riconosci la famiglia della tua impiegata? L’uomo con la faccia da videogiocatore di retrogaming è il marito di Giusj e vedi quanti cabinati di videogame che ha in casa? E’ un vero e proprio appassionato. Peccato che non ci sia ancora l’energia elettrica e non possa usarli! E vedi quanti cani hanno? Davvero troppi per una famiglia così modesta ma Giusj adora i cani. E guarda che belli tutti vestiti da draghetti! Se ci fossero già i social come Instagram sarebbe una influencer ricchissima!”
“Tu Spirito, parli in maniera assai strana…”
“E tu sei un avido ed idiota mortale, ora guarda e ‘sta attento. Questi qui saranno anche poveri, perché te gli dai uno stipendio da fame, ma almeno sanno godere la vita!”
Scrooge distolse l’attenzione dallo spirito e vide che i cani stavano intralciando il marito mentre stava apparecchiando la tavola proprio mentre Giusj e un canetto gigantesco tornarono. Il cuore del vecchio ebbe un sussulto quando vide questo cane che si chiamava Tiny Tim, no non era la nipote di Scrooge, è una omonimia. Il cane, che era un bassotto gigantesco, doveva pesare almeno cinquanta chili e camminava lentamente, strascicando la pancia in maniera evidente. Si sedettero tutti a tavola ed intonarono una breve preghiera, poi Giusj dispose sul tavolo un’oca, non molto grande, cotta a puntino che accompagnata da piselli e cipolle sarebbe stata l’unico piatto di quel pranzo di Natale.
“Non hanno altro da mangiare per il pranzo di Natale?”
“No caro Scroggetto, sai com’è c’è qualcuno che paga i suoi dipendenti una miseria, mica si possono permettere le laute minestrine insipide che ti pappi tu. Non si possono permettere nemmeno un’arancina!” gli rispose sarcasticamente Mokay.
“E dimmi Spirito, è davvero obeso quel cane, cosa gli accadrà nei prossimi anni?”
“Cosa ti aspetti che gli accada zucca pelata? Tutto il vicinato lo rimpinza, Tiny Tim vivrà più di tutti voi! Purtroppo vedo altro, vedo le sedie vuote degli umani di questa famiglia. E la loro morte sarà solo colpa tua! In fondo non sei te quello che ha detto che i poveri dovrebbero morire tutti? Che non si impegnano abbastanza sennò sarebbero ricchi? Anche loro sono poveri, quindi meritano di morire?”
“Io non intendevo…” cercò di dire Scrooge che venne interrotto dalla risata dello spirito.
“Sei uno spasso mortale, ora vediamo come se la passa qualcun altro, tua nipote…”
Il mondo attorno a Scrooge si dissolse, la casa della sua scrivana divenne quella, ben più spaziosa, della nipote. Si trovarono in un salotto dove la nipote e i suoi amici, stavano bevendo un po’ di liquore dopo aver gustato il pranzo di Natale.
“Ve lo giuro” – disse Tiny – “Ha detto proprio che il Natale è una sciocchezza!”
Ci fu una risata generale a cui si unì, volentieri, anche Mokay, dando anche una poderosa spallata al povero Scrooge che ruzzolò sul pavimento del salone.
“Tuo zio è proprio irrecuperabile!” disse una delle ospiti, una donna di origini italiane dall’accento, chiamata Pulicitta, con un tipico vestito vittoriano di color beige.
“Diciamola tutta lo zio di Tiny è un vecchio avido e gretto che non vorrei incontrare per nessuna ragione al mondo! Non capisco perché tenti ancora di invitarlo ogni anno…”
“Pulicitta lo faccio soltanto perché è l’unico parente che mi è rimasto e che mia madre lo amava profondamente.”
“E’ ora di andare, mi rimane poco tempo per farti vedere anche tutto il resto, andiamo!”
Lo Spettro del Natale Presente non aspettò un altro momento e preso Scrooge per un braccio lo trascinò in strada, qui si fermò all’improvviso e cascò bocconi a terra ansimando.
“Credevo di avere più tempo! Stanno uscendo come gli Alien!” urlò Mokay contorcendosi. Tra urli e strepiti dal suo torace uscirono due uomini proprio come facehugger.

“Cosa fa un truffatore siciliano a Pechino? Barancina!” disse il primo.

“Non avete messo le decorazioni? Non avete fatto il presepe? Nemmeno l’Halbrand di Natale?” fu, invece, l’esclamazione del secondo.

“Loro sono i fredduristi di Roccia del Drago, M4ndd0 e FaMinore. Guardati da loro, ma soprattutto dal primo fa delle freddure così brutte che non le facevano nemmeno a La Sai L’ultima?! Ormai lo sento sto scomparendo… dopo di me, verrà il Fantasma del Natale Futuro… cazzi tuoi!”
E queste furono le ultime parole dello spirito che scomparve insieme ai due fredduristi. Scrooge si ritrovò da solo nella strada ammorbata di nebbia, mentre il gelo gli penetrava nelle vecchie ossa. Dalla bruma sbucò una luce come di carboni ardenti che si avvicinava sempre di più. Qualche secondo dopo, davanti all’impaurito avaro, comparve un uomo, con una barba e dei baffi molto curati. Fumava una pipa che aveva prodotto quel bagliore che Scrooge aveva visto poc’anzi. Lo spirito aveva una divisa militare di tutto punto, completa di mostrine e medaglie.
“Tu sei il Fantasma del Natale Futuro?” chiese titubante il vecchio avaro.
Lo Spettro non rispose ma diede solo un accenno con la testa, l’aura che irradiava era metallica, fredda come la Morte, dura. Nella sua mente Scrooge sentì una voce dire: “Sono il Bardo la morte, il distruttore di mondi, il Fantasma del Natale Futuro!”

Il mondo prese a vacillare e a cambiare come ormai Scrooge sapeva bene. Si trovarono in un vecchio bugigattolo pieno di cianfrusaglie, vestiti, mobili vecchi, posate, bottoni e tanti altri oggetti messi alla rinfusa. Un uomo, massiccio e muscoloso, con una presa nella mani in grado di stritolare anche un gigante, si trovava davanti ad una stufa intento a riscaldare le sue dita intirizzite. Dalla porta entrarono due uomini e una donna, portando ognuno un fagotto chi piccolo, chi grande. I tre si guardarono e poi esplosero tutte in una risata collettiva.
“Noto che avete tutte preso qualcosa al vecchio avaro, iniziamo da te, come va il tuo lavoro di becchino?” disse Lord Wolf, il rigattiere.
“Bene, vecchio mio, tanta gente muore per il freddo e poi quando li seppellisco posso sgraffignare qualcosa… ecco cosa ho preso io a quel vecchio rachitico!” esclamò l’uomo vestito completamente di nero con dei capelli ormai grigi aprendo il modesto sacchetto che aveva con portato con sé. L’unica nota di colore nel suo vestito era una spilla rossa, con un teschio.
“Uhm… vediamo… una forchetta, una spilla d’argento di non pregevole fattura… e qualche bottone. Caro Damiano, ti darò esattamente sette scellini, per tutta questa mercanzia, cosa fai accetti?”
“Accetto ovviamente, tra averceli e non averceli sette scellini!” esclamò il becchino che doveva riparare il suo calesse.
“Passiamo a te, cosa mi porta Maurito il cuoco di quel vecchiaccio? Uhm vediamo” – disse il rigattiere aprendo il sacco del cuoco – vecchi lenzuoli, qualche posata d’argento ed una vestaglia dell’Inter. A te darò esattamente un pound, otto scellini e un pence… ora tocca alla cameriera del vecchio. Vediamo un po’ oh! Sublime qui ci sono le tende del suo letto, con ancora attaccati gli anelli e… una canottiera di pregevole fattura, cara Jenny, sarai quella che prendi di più oggi!” disse Lord Wolf con un sorriso sornione.
“Bene, almeno abbiamo guadagnato qualcosa noi dalla sua morte, nessuno è stato accanto a lui nei suoi ultimi momenti. E ben gli sta, era malvagio, gretto e si meritava solo questo dalla vita!” esclamò la cameriera del morto suscitando un’altra risata generale.
“Spirito dimmi ma di stanno parlando? Quella mi sembra la mia cameriera e quella la mia vestaglia…” chiese il povero Scrooge impaurito che stava iniziando a capire a chi si riferissero questo gruppo di donne. La scena cambiò di nuovo, ora si trovavano nella casa di Giusj e del marito sembra abbandonata, i cani avevano fame, tantissima fame.

“Spirito no! Questi cani moriranno di fame!”

Il Fantasma del Natale Futuro fece si con la testa ma scomparve in uno sbuffo di fumo della pipa prima che i cani gli potessero saltare addosso. Per lo stupore di Scrooge un nuovo Fantasma del Natale Futuro apparve accanto a lui. Anche lui aveva la barba lunga e aveva un martello molto grande in mano. Sul martello c’era scritto “banhammer”.

“Sono Cris, la Morte in trasferta Olanda e sono qui per…” ma non riuscì a finire la frase, anche lui scomparve via prima che i cani lo potessero divorare.

Quindi un altro Fantasma del Natale Futuro, un terzo, anzi apparve vicino a Scrooge. Questa volta era davvero alto, capelli lunghi, pizzetto, sguardo da avvocato, denti da cainita. Si chiamava Berus.

“Sono, il Fantasma del Natale Futuro nuovo e a me i cani non faranno nulla!”

Lo Spettro infatti aveva Animalità e poteva influenzare gli animali. La muta di cani quindi scappò dalla casa e andò ad imperversare per Londra. La scena cambiò di nuovo, ora si trovavano un cimitero, invaso dalla bruma con vecchie lapidi vaiolate dai licheni. Il Fantasma del Natale Futuro indicò una lastra tombale che si trovava davanti all’avaro Scrooge che indietreggiò inorridito vedendo che nella lapide c’era scritto il suo nome.
“Quindi è questo il mio destino Spirito… ho capito, Spirito, cambierò! Lo prometto ora portami a casa, ti prego!” squittì Scrooge sempre più impaurito.
La risata del fantasma penetrò nel cervello dell’avaro che si accasciò a terra bocconi, ormai convinto che fosse arrivata la sua fine. Aprì gli occhi, si trovava nel suo letto avvinghiato tra le coperte, fuori era mattina e si sentiva il cinguettio degli uccelli. Scrooge si affacciò alla finestra tutto contento, fuori dalla porta c’erano quei ragazzi, quei cantori che aveva scacciato dal suo studio.
“Ehi voi, dico a voi, si, ditemi che giorno è oggi?”
“E’ il giorno di Natale!” risposero in coro cantando. Allora, pensò Scrooge, gli spiriti mi hanno tenuto impegnato solo una notte, quindi di volata si vestì ed era pronto per uscire. Prima di andare via di casa decise di cambiare il suo testamento e di fare di Giusj la sua unica erede. Davanti alla porta della sua casa trovò ancora i coristi a cui donò cento sterline, poi corse dal pollivendolo per ordinare un tacchino gigante da portare alla famiglia della sua contabile. Infine decise di andare dalla nipote con un bel dolce per cercare di riallacciare i rapporti. Purtroppo non arrivò mai da Tiny, infatti la vita di Mikenezer Scrooge venne stroncata poco dopo quando la carrozza reale, lo investì e lo uccise sul colpo. Il cocchiere, per sicurezza, fece retromarcia con la carrozza e passò di nuovo sulla schiena del vecchio. Non si sa mai!

“Nessuno minaccia i miei gatti e sopravvive!” disse la giovane Regina dei Draghi che indossava un cappotto con delle simil scaglie di drago che avrebbe fatto invidia a quello che indossava Lara Croft in uno dei film con la Jolie!

Con questa immagine brutale finisce questo racconto di Natale. Ora è tempo di far tornare Mik nel suo letto. Non si ricorderà niente ma avrà mal di schiena per tutto il giorno! MUAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH

The End

Personaggi ed Interpreti

  • • Mik: Mikenezer Scrooge
  • • Giusj : Giusj Cratchit
  • • Tiny : La nipote di Scrooge
  • • Laura dei Draghi: La Regina
  • • Nicola : Benefattore 1
  • • Matteo : Benefattore 2
  • • Tommaso Percivallo: Debitore di Scrooge
  • • Queen : Fantasma del Natale Passato
  • • Mokay : Fantasma del Natale Presente
  • • Il Bardo : Fantasma del Natale Futuro 1
  • • Cris : Fantasma del Natale Futuro 2
  • • Berus : Fantasma del Natale Futuro 3
  • • Lord Wolf : Il rigattiere
  • • Maurito : Il cuoco
  • • Damiano : Il becchino
  • • Jenny : La cameriera
  • • Pulicitta: L’ospite italiana
  • • M4dd0: Freddurista 1
  • • FaMinore: Freddurista 2
  • • Zio Nano: Zio Nanewing

Scena dopo i titoli di coda

Era la mattina di Natale. Borgo si risvegliò nel suo letto. Per una volta Mad Dog non l’aveva rapito. Non era successo niente di strano durante la notte. Beh, si, una cosa diversa dal solito c’era. Qualcuno gli puntava un trinciapollo alla gola. Quel qualcuno era un elfo blu come i tizi di Avatar e con le orecchie a punta. Era vestito con una tunica viola e cavalcava una tazza del wc che fluttuava in aria.

“Dov’è questo Mad Dog? Ma soprattutto conosci una sarta? Mi serve un nuovo cappello a punta viola!” esclamò l’elfo.
“Cavolo!” fu l’unica cosa che riuscì a dire Borgo prima di far finta di perdere i sensi.

Il ritorno di Drago Nero

La loro diretta di Pirati era appena finita quando un lampo di luce, che proveniva dai loro computer, li avvolse. Dopo qualche secondo riuscirono a riaprire gli occhi si ritrovarono tutti e cinque su di un galeone in mezzo all’oceano. Non c’era terraferma all’orizzonte. Si trovano sul ponte di coperta, vicino all’albero maestro. Le rifiniture del vascello erano di colore rosso e oro, il resto era di legno scuro e lucido. Le vele, che garrivano sui tre alti alberi principali, erano a strisce bianche e rosse con un teschio e due spade su ognuna di esse. I marinai che si trovavano sulla nave non sembravano prestare molta attenzione ai nuovi venuti ed erano impegnati nei loro compiti.

“Oh no. Di nuovo!” esclamò Laura che aveva capito dove si trovava.

“Di nuovo Laura? Cosa significa di nuovo?” chiese Giada sospettosa.

“Sto sognando vero?” fu invece il commento del DM Alberto.

“Era tutto vero. Il racconto… oh no, non l’ho ancora finito!” esclamò invece Tsuki.

“Siamo sulla Drago Rabbioso!” disse Luois eccitato.

“Non siete sulla Drago Rabbioso ma sulla Oricalco. L’ammiraglia della flotta terrestre del Pianeta Oricalco.”

La voce era quella ormai familiare del dio dell’Antico Egitto, Anubis.

“Mi dovete scusare se vi abbiamo portato tutti e sei sulla Oricalco. E’ una emergenza. Drago Nero vi stava per rapire tutti e abbiamo dovuto agire prima che lui vi catturasse per portarvi nella sua tana nella zona delle montagna della Costa della Spada.”

La voce della divinità era, come sempre, fredda e distante, quasi come se provenisse dall’oltretomba.

“Sei?” disse Laura

“Costa della Spada?” esclamarono tutti gli altri

Solo allora i quattro giocatori e il dungeon master di Pirati si accorsero che quello vicino a loro, appoggiato pesantemente sulla balaustra rossa, non era un marinaio ubriaco ma una persona “normale” come loro. Che si stava sentendo molto male.

“Soffro di mal di mare…” furono le prime parole di Francesco. Occhi rossi, bianco come un cencio, in questo momento sembrava più uno zombie che un essere umano.

“Quindi questo non è un sogno?” chiese ancora Alberto

“Magari fosse solo un sogno! Drago Nero e un diavolo della fossa chiamato Mad Dog mi hanno rapito a Natale. E sono personaggi che ha creato Francesco…” e Laura indicò il suo draghetto. O dragone vista la stazza.

“Non è colpa mia se…” ma Francesco non riuscì a finire che un altro conato di vomito gli mozzò il respiro e si accasciò, di nuovo, sulla balaustra.

“Quindi un drago nero ci vuole morti?” chiese Giada

“Non sono un drago nero qualunque, Drago Nero è il mio nome! E sono temuto in tutte le realtà dell’Omniverso!”

La testa del mostro era comparsa fluttuante in alto davanti a loro. Le molteplici corna appuntite e ricurve, le scaglie di osso nere, gli occhi intelligenti e malvagi, l’icore nerastro che trasudava dalla sua bocca, Drago Nero era esattamente come lo ricordava Laura.

“Sono ancora indebolito dal nostro ultimo scontro ma presto tornerò alla mia antica potenza ma voi non potrete assistere al mio ritorno sulla vostra Terra perché sarete morti! Ho affidato questo compito a dei nuovi alleati. Appena avrò eliminato voi, nessuno potrà contrastare il mio dominio! Non ci saranno più Brahma, Pelor, Zeus, Yahweh, Vega, Odino o Cthulhu! Diventerò l’unico dio di tutti gli universi e riplasmerò tutte le realtà a mia immagine e somiglianza!”

La testa di Drago Nero scomparve in uno sbuffo di vapore nerastro e si poteva sentire ancora echeggiare la sua risata malvagia. Tsuki, Giada, Alberto e Louis erano senza parole. Avevano appena visto, con i loro occhi, un vero drago parlante. Non era una cosa che capitava tutti i giorni.

“Ed ora cosa facciamo?” chiese la pragmatica Laura alla divinità dell’Antico Egitto. Prima che Anubis potesse rispondere un urlo che non sembrava umano scosse la Oricalco.

“GET OVER HERE!”

Un kunai legato ad una corda saettò dal nulla verso Laura ma venne intercettato dalla ferma mano della divinità.

“Questa è l’arma di Scorpion. Gli alleati di Drago Nero devono provenire da Outworld. E’ una realtà diversa rispetta alla nostra. Preparatevi al combattimento, stiamo per essere attaccati.” Appena il dio ebbe finito di parlare la ciurma del galeone rispose immediatamente all’ordine.

“Scorpion non sarà da solo. Avrai sicuramente bisogno di aiuto. Condizioni estreme richiedono soluzioni estreme…”

“Certi poteri vanno usati con cautela ma hai ragione Francesco. Posso leggere nella tua mente qual è la tua idea…”

Il dio egizio piantò il suo bastone sulla tolda del galeone, dall’arma partì un lampo di luce che avvolse Laura e i suoi amici. La Madre dei Draghi, adesso, aveva un terzo occhio aperto in fronte, gli altri invece non sembravano cambiati, almeno, all’apparenza. Inoltre Giada, Alberto e Tsuki avevano delle armi in mano, comparse dal nulla, i primi due avevano ricevuto delle asce bipenni naniche e Tsuki un bastone ferrato.

“Cosa avete fatto?” chiese sconvolta Laura

“Adesso avete gli stessi poteri ed abilità dei vostri personaggi di Pirati. Per chi aveva un patrono è Anubis. Molto meglio lui di Cthulhu. Alberto, sei un barbaro come Giada. C’è bisogno di qualcuno che meni, abbiamo già abbastanza caster.”

“Ma io non voglio combattere, non ci possiamo parlare con questi?” chiese Loius

La risposta fu l’apertura di decine di portali viola su tutto il vascello. Le squadre di sterminio di Outworld sciamarono sulla Oricalco. C’erano umanoidi muscolosi, con la bocca irta di molti denti aguzzi, strane protuberanze ossee sulle spalle e sulla braccia e delle lame di osso che sbucavano dalle mani, quelli che sembravano dei ninja e un essere a quattro braccia, alto due metri e mezzo, che piombò davanti a Giada. La canzone di Mortal Kombat, degli The Immortals, risuonava per l’aria grazie allo smartphone di Francesco. Da un altro portale emerse un uomo albino e pelato, strani tatuaggi rossi gli adornano la testa e le braccia. Sulla fronte aveva un punto rosso e due strisce di colore nero partono dalla parte superiore degli occhi per circondare tutta la testa. Il vestito di pelle nera era ricco di borchie e spuntoni e di un teschio umanoide sul torace.

“Quello è Quan Chi, stregone e necromante del Netherrealm.” disse Francesco

“Laura dei Draghi, Shao Kahn sarà contento quando prenderò la tua anima e ti farò diventare una mia revenant!” la voce decisa e calma di Quan Chi fece venire i brividi ai mortali sulla nave.

“Perché deve essere proprio la mia anima?”

“Shao cosa? E chi sarebbe?” chiese Loius prima che qualcuno lo colpisse con un calcio e lo facesse volare a terra. Il giocatore di Dunn, il monaco pirata, non aveva visto chi l’aveva attaccato perché non c’era nessuno davanti a lui, o almeno così sembrava.

“Deve essere Reptile. E’ uno dei ninja e può diventare invisibile!” Francesco era un grande esperto di Mortal Kombat e stava sfruttando la sua conoscenza per descrivere i kombattenti di Outworld.

“Sono il Principe Goro! Generale degli eserciti di Outworld e Principe del regno sotterraneo degli Shokan! E tu chi sei misera e patetica mortale?” chiese l’essere a quattro braccia a Giada.

“Quella che ti spezzerà la schiena in due!” rispose la giocatrice di Anakis attaccando Goro con la sua arma.

Nel frattempo Laura aveva castato Armatura di Agathys su se stessa e una patina di ghiaccio aveva ricoperto il suo corpo. La content creator e Tsuki avevano lanciato due deflagrazione occulte, due raggi di energia viola erano partiti dalle loro mani, avevano colpito il loro nemico, il ninja Scorpion. Questi era apparso dal nulla davanti a loro e aveva ingaggiato battaglia. Tsuki aveva provato a colpirlo con il suo bastone ferrato ma Hanzo Hasashi era così veloce che ogni colpo era andato a vuoto. I due Eldritch Blast sembravano avere solo fatto arrabbiare il non morto e la comparsa dell’armatura di Agathys sembrava averlo fatto infuriare ancora di più. Scorpion si tolse la sua maschera, sotto c’era un teschio umano e una palla di fuoco partì dalla sua bocca. Laura e Tsuki pensavano di essere spacciati ma un muro di sabbia evocato dal dio egizio li salvò dalla palla di fuoco. Nel frattempo Alberto era impegnato a difendersi da ben due Tartakan, i mostri con le lame sulle braccia e Louis stava venendo malmenato da Reptile, ancora invisibile. Anubis stava fronteggiando Quan Chi che usava i portali per apparire e sparire a piacimento, per colpire da più parti e aveva anche evocato dei raggi di energia dalla forma di teschio che però la divinità aveva evitato facilmente. Giada nel frattempo era andata in ira ma serviva a poco per contrastare la forza delle quattro braccia del Principe degli Shokan. Scorpion era scomparso dopo aver lanciato la sua palla di fuoco e apparve dietro a Francesco, lo agguantò e punto un kunai alla sua gola.

“SUCKERS!” urlò il ninja giallo di Mortal Kombat ai suoi avversari.

Il tempo si era come fermato, sembrava davvero che i kombattenti dell’Outworld e Drago Nero avessero vinto questa volta.

“Non è stato Sub Zero ad uccidere la tua famiglia. Guarda nel terzo occhio di Laura, vedrai che è così.” disse un assai impaurito Francesco con un filo di voce.

Hanzo Hasashi guardò dove gli veniva detto, sembrava come ipnotizzato. Il terzo occhio nella fronte della Madre dei Draghi era spalancato e riluceva di luce rossa. L’unione dei poteri di Mama e di Anubis aveva permesso qualcosa di incredibile. Tutti sulla nave poterono vedere la famiglia di Scorpion venire massacrata dal Lin Kuei, il clan del ninja noto come Sub Zero, ma ugualmente riuscirono a vedere che quello non era Sub Zero ma Quan Chi che aveva preso il suo aspetto.

“QUAN CHI!!” urlò Scorpion fuori di se, lasciando andare Francesco e scomparendo in una vampata di fiamme.

“Oh no.” disse il necromante calmo prima di sparire da un altro portale e andare via. Le truppe di Outworld si ritrovarono senza il loro principale comandante e lo scontro poi durò poco. Luois usò il corno di Dunn, che gli era apparso sulla cintura, per lanciare un liquido ambrato sul ninja con cui stava combattendo. Reptile era invisibile ma era diventato pigro e si poteva intuire da dove colpisse ormai. L’invisibilità di Reptile sparì all’istante e il ninja si ritrovò zuppo dalla testa ai piedi.

“Era pisssscio?” disse Syzoth prima di ricevere così tanti pugni da Luois che il ninja verde crollò a terra svenuto dopo qualche secondo.

Giada era riuscita a colpire varie volte Goro che stava perdendo copiosamente il suo sangue sul ponte della Oricalco. Il Principe degli Shokan si guardò intorno, molti ninja e Tartakan giacevano a terra gementi, tra cui quelli che aveva attaccato Alberto. Il DM era poi riuscito a rompere le braccia ad uno dei suoi assalitori, mentre l’altro era finito direttamente fuori bordo.

“Ritirata!” urlò quindi Goro che scomparve in un portale insieme a tutti i kombattenti di Outworld.

La situazione si era rapidamente capovolta, forse aveva influito la benedizione fatta da Tsuki o l’abilità di alcuni tra i più bravi giocatori e giocatrici di Dungeons & Dragons al mondo o la musica galvanizzante di Mortal Kombat che ancora veniva trasmessa dallo smartphone, o forse era l’insieme di tutti e tre queste cose.

“Siete stati davvero bravi. Complimenti. Adesso vi toglierò i poteri che avete ottenuto e tornerete a casa vostra. Drago Nero non è abbastanza potente adesso per attaccarvi di nuovo. Non ricorderete niente di tutto questo.” disse il dio egizio.

“Cosa faremo quando Drago Nero ci attaccherà di nuovo?” chiese Francesco

“Farete del vostro meglio, come oggi, è tutto quello che mi aspetto da voi. Ci prepareremo quando Drago Nero ci attaccherà di nuovo saremo e sarete preparati.”

Detto questo il solito lampo di luce li avvolse e si ritrovarono ognuno a casa loro, senza avere memoria di quello che era successo.


FINE


La Madre dei Draghi

Giada di Ruolo

Alberto

Luois

Tsuki

(Nel video potete vedere un anticipo di qualcosa che verrà… un trailer diciamo! :D)

50 libri in un anno – Sfida di lettura 2023

Come ogni anno è giunto il momento di scrivere questo post, che poi aggiornerò di continuo fino alla fine del 2023, per sancire l’inizio della mia personale sfida di lettura. Leggere 50 libri in un anno. Nel 2022 sono andato meglio rispetto al 2021 e sono riuscito a leggere 50 libri in un anno. Su Goodreads oltre ai libri “normali” la sfida includerà anche fumetti e volumi illustrati, infatti la soglia che ho scelto per quella sfida è di 100 volumi in tutto. Quest’anno inizio con Harry Potter and the Prisoner of Azkaban di J. K. Rowling!

  1. Harry Potter and the Prisoner of Azkaban di J. K. Rowling
  2. Harry Potter and the Goblet of Fire di J. K. Rowling
  3. Harry Potter and the Order of the Phoenix di J. K. Rowling
  4. Harry Potter and the Half-Blood Prince di J. K. Rowling
  5. Harry Potter and the Deathly Hallows di J. K. Rowling
  6. L’Ora dei Dannati: La Guerra di Luca Tarenzi
  7. Kronaka : viaggio nel cuore oscuro del nord di Stefano Nazzi
  8. Clover – Il custode delle storie incompiute di Camilla Cosmelli
  9. Il bacio della buonanotte di Francesco Dimitri
  10. La canzone di Achille di Madeline Miller
  11. A knight of the Seven Kingdoms di George R. R. Martin
  12. The tales of Beedle The Bard di J. K. Rowling
  13. La Tigre nel pozzo di Philip Pullman
  14. Blackwater – La piena di Michael McDowell
  15. Kitchen di Banana Yoshimoto
  16. Le follie di Caligola di Roberto Riccioli
  17. Atlantide e i mondi perduti di Clark Ashton Smith
  18. Il volto del male: Storie di efferati assassini di Stefano Nazzi
  19. Unseen Academicals di Terry Pratchett
  20. Gli animali fantastici: dove trovarli – Newt Scamander di J. K. Rowling
  21. Giro di vite di Henry James
  22. Un samba per Sherlock Holmes di Jô Soares
  23. Rompicapo in quattro giornate di Isaac Asimov
  24. La Stirpe di Ossa di Lorenzo Manara
  25. Il Medaglione di Andrea Camilleri
  26. Blackwater – La Diga di Michael McDowell
  27. Animali misteriosi & come mangiarli
  28. L’isola del tesoro di Robert Louis Stevenson
  29. Blackwater – La Casa di Michael McDowell
  30. A blink on the screen di Terry Pratchett
  31. Blackwater – La Guerra di Michael McDowell
  32. Dolomites – Cuore di Rovi di Sara Simoni
  33. Blackwater – La Fortuna di Michael McDowell
  34. Vampiri! a cura di Stephen Jones
  35. Blackwater – Pioggia di Michael McDowell
  36. Felis Incubi – Gattini e altre oscurità feline
  37. Draculea – Figli delle Tenebre
  38. O Mirto o Morte di Titania Blesh
  39. Brancalonia. La compagnia della sòla di Simone Laudiero
  40. Il tredicesimo nume di Giorgia D’Aversa
  41. Natale Dickens di Charles Dickens

I libri più belli che ho letto nel 2022

Ed ecco che scrivo il solito ultimo post di fine anno sulle letture più belle di questo 2022. Questo 2022 è stato difficile quanto il 2020 e il 2022, ci sono state difficoltà e purtroppo ho letto meno. Ho letto molti meno libri e fumetti, da quando è iniziata la pandemia sono molto più distratto e non riesco a leggere tanti libri e fumetti come un tempo. Ecco quindi la lista, in ordine sparso, dei libri che ho preferito quest’anno. Come al solito ripeterò spesso parole come “bellissimo”, “interessante”, perché non sono bravo a scrivere recensioni e ad esprimere le mie opinioni.



1) A colpi di Cannonau e Un Bagno di Sangria di Titania Blesh

I due libri di Titania Blesh con protagoniste Fiammetta, Diamante e le altre donne delle ciurma, ambientato nel 1600 in Sardegna e nel Mediterraneo mi sono piaciuti davvero tantissimo. Bella la storia, i personaggi, l’ambientazione e i colpi di scena. Divertente e anche struggente. Non vedo l’ora di scoprire come finisce la storia!

2) Romanzo di un naufragio. Costa Concordia: una storia vera di Pablo Trincia

Dopo aver apprezzato molto l’ottimo podcast di Pablo Trincia sulla vicenda, ho dovuto comprare il libro che racconta la storia del terribile naufragio della Costa Concordia. Davvero un ottimo libro, scritto benissimo.

3) California. La fine del sogno di Francesco Costa

Altro libro molto interessante che mi ha preso moltissimo e ho finito di leggere in pochi giorni. Francesco Costa è un giornalista de il Post e seguo, ogni mattina, dal lunedì al venerdì, il suo podcast Morning con le notizie del giorno. Il suo libro parla della California e della crisi che sta attraversando.

4) L’ascesa del drago. Una storia illustrata della dinastia Targaryen. e Fire and Blood: A History of the Targaryen Kings from Aegon the Conqueror to Aegon III di George R.R. Martin, Elio M. jr Garcìa, Linda Antonsson

Ho messo insieme questi due libri perché, anche se in maniera leggermente diversa, raccontano in fondo la stessa storia. Sono la cronistoria della dinastia Targaryen da Aegon il Conquistatore all’inizio del regno di Aegon III. Immancabili per un fan sfegatato come me di Game of Thrones e immancabili in vista di House of The Dragon (o dopo averla vista). Le illustrazioni in entrambi i libri, poi, sono stupende.

5) Zona pericolosa di Lee Child

Il primo romanzo della saga di Jack Reacher che ho letto dopo aver visto l’ottima serie tv. Anche il libro merita e l’ho apprezzato parecchio anche se la serie tv è leggermente meglio.

6) Bloody Rose di Nicholas Eames

Il secondo romanzo fantasy della serie The Band di Nicholas Eames è bello quanto il primo. Divertente ma anche questo struggente e profondo quando deve. Bello come il primo libro, anche di questo spero di leggere presto il terzo libro per vedere come continua la storia.

7) The Notorious Scarlett and Browne di Jonathan Stroud

Anche questo è il secondo romanzo di una serie di libri, quella di The Outlaws Scarlett and Browne, scritta dal bravissimo Jonathan Stroud. Che dire, è una serie che mi sta piacendo molto, ambientata in una Inghilterra distopica e post apocalittica. Un bel secondo libro e aspetto, anche qui, che la saga prosegua.

8) Circe di Madeline Miller

Questo è davvero un romanzo fantastico! L’ho adorato e l’ho letto in davvero poco tempo. Una bellissima rilettura dei miti greci con Circe come protagonista. Cosa si può volere di più dalla vita?

9) L’ultimo giorno di Roma e L’inferno su Roma. Il grande incendio che distrusse la città di Nerone di Alberto Angela

Due bellissimi libri che raccontano cosa, probabilmente, è accaduto prima e durante il grande incendio che distrusse Roma durante il regno di Nerone. Belli, interessanti, approfonditi ma mai troppo difficili da capire. Non vedo l’ora di poter leggere il terzo e ultimo di questa trilogia.

In evidenza

Il racconto di Natale 2022: La Casa Stregata di Mad Dog

BenvenutƏ a tuttƏ carissimƏ, come ogni anno è tempo per un racconto di Natale ma c’è una differenza rispetto agli anni passati. Il narratore non sarà Mad Dog, con la crisi economica che c’è il suo costo era eccessivo. Non vi preoccupate, ritroverete il demone cornuto durante il racconto, ha un ruolo di primo piano! Ci troviamo nel capoluogo della Lombardia, Milano, l’inverno era veramente arrivato e un vento freddo spirava per la città. E’ il pomeriggio inoltrato di giovedì 22 dicembre, ormai mancano pochissimi giorni alla più grande festa dell’anno, mentre fuori le persone normali andavano a fare gli ultimi regali, una nostra conoscenza sta provando ad uscire dalla sua camicia di forza dell’Inter. Gli inconfondibili occhiali ci fanno riconoscere il mitico Borgo, che ormai è una presenza fissa di questi racconti. Il giovane interista sta provando a saggiare, anche se ristretto dalla camicia di forza, le pareti, imbottite, della sua cella quando davanti a lui comparve, in tutto il suo fulgore, il demone cornuto Mad Dog!

“Borgo, finalmente sono tornato per portarti… Per tuttƏ i demonƏ degli Inferi! Cosa ti è successo?” chiese il diavolo che si era anche rifatto un po’ look per assomigliare al Diavolo della Fossa della quinta versione di Dungeons & Dragons.

“Mad Dog, sei tornato! Pensano che io sia pazzo perché parlo da solo e dico che a Natale, ogni anno, mi rapisci e mi fai cose innominabili! AHAHAHAHAHAHAHAH” lo sguardo di Borgo era quello di una persona completamente folle… più o meno come quelli che fa Nicholas Cage!

“Non saresti stato comunque il protagonista per quest’anno, ho già scelto chi rapire. Visitarti all’inizio del racconto ormai è una prassi. Facciamo che per quest’anno va bene così, ma almeno ti trattano bene?” chiese il demone cornuto.

“Ho cibo e riscaldamenti gratis. Cosa voglio di più dalla vita? AHAHAHAHAHAH” la risata di Borgo era molto più folle di quella del Joker!

“Ah. Ok. All’anno prossimo!” e così detto Mad Dog scomparve in un sbuffo di vapore sulfureo.

“E quest’anno l’ho scampata!” disse Borgo che aveva finto di essere pazzo.

La porta della stanza si aprì, Borgo in realtà si trovava in una escape room difficilissima, e anche se aveva perso, era contento perché aveva evitato di essere rapito da Mad Dog, almeno per un anno!


Ci troviamo in una stanza ordinata piena di librerie, libri e manuali tutti con la loro plastica protettiva e le loro etichette dai colori diversi, gadget, led, dadi, lo stendardo nero e rosso dei Targaryen e tanti ma tanti draghi. In una delle librerie c’è un piccolo albero di Natale con strane palline raffiguranti uova di drago, mimic, testa di orsogufi, beholder, d20 e il medaglione di Pomi D’Ottone e Manici di Scopa. Il conto alla rovescia era finito da poco. La diretta era appena iniziata, stasera per la community di Roccia del Drago era la serata di pittura delle miniature, quando Mad Dog comparve dal nulla nella stanza di Laura meglio nota come la Madre dei Draghi. Il demone cornuto era così alto che doveva chinare un po’ la testa, infatti con le corna toccava il soffitto, si era incastrato tra la scrivania e le librerie, dietro alla giovane streamer che guardava esterrefatta questo essere che le era apparso, nudo, improvvisamente davanti. Laura aveva lunghi e folti capelli corvini e degli espressivi occhi verdi scuro, che ripresi dalla webcam sembravano marroni, e dei tatuaggi che erano così belli da sembrare quasi vivi anche se adesso erano coperti da una felpa grigia di Dragonball. La chat, intanto, era impazzita, i moderatori che cercavano di contattare la Madre e gli utenti che erano usciti fuori di testa, anche se in realtà dalla webcam non si vedeva tutto il demone ma solo una sua zampa e una parte del suo addome. Un commento spiccava tra gli altri, nella chat, c’era solo scritto “Cosa ci fa lì Mad Dog?!”. Chissà chi l’aveva scritto, è un mistero! C’era pure un altro commento con scritto solo “Ho fame”, ma quella era Polliciotta e non era una novità che avesse fame!

“Sono Mad Dog il demone cornuto, forse mi conoscerete perché una volta ho mangiato tutti i personaggi dei libri fantasy italiani e per quella volta che ho zombizzato Babbo Natale! Madre dei Draghi sono qui per portarti ad avventura che non potrai mai dimen…” il diavolo non riuscì a finire la frase che Laura era passata all’azione. Non temeva solo per la sua incolumità ma aveva anche paura che il suo canale di Twitch venisse bannato a vita, dato che era apparso un demone nudo con varie appendici ben visibili. La content creator allora aveva preso Sweggon, il suo uovo di drago, e l’aveva lanciato verso le parti basse del diavolo. Quel che successe dopo fu drammatico. Mad Dog preso di sorpresa, colpito nel suo punto più vulnerabile cascò sulla scrivania di Laura distruggendo tutto quello che incontrava, webcam, pc, libri, Sweggon e con la coda tranciò anche lo stendardo dei Targaryen e della casata degli Slytherin… Questo era troppo per la Madre dei Draghi che svenne.


Laura si risvegliò in un posto che non conosceva, era notte e si trovava su di una collina circondata da un fitto e oscuro bosco. Davanti a lei c’era quella che sembrava essere una vera e proprio casa stregata con finestre sinistre, doccioni inquietanti e una torretta malandata. Assomigliava un po’ alla casa della Famiglia Addams. I colori predominanti della facciata erano grigio e un verde smorto. Intorno all’edificio c’erano delle lapidi storte e sporche, a causa delle intemperie non si leggevano più i nomi dei defunti. Faceva molto freddo e Laura, oltre ai suoi vestiti, aveva solo la sciarpa che portava al collo quando era arrivato quel mostro a rapirla. Non sapendo cosa fare si avvicinò al portone della casa che si aprì da solo scricchiolando. Dietro alla porta c’era Mad Dog si era vestito da perfetto maggiordomo, anche se il vestito gli andava un po’ stretto.

“Madre dei Draghi, benvenuta in questa casa stregata! Entra pure, non rimanere al freddo che ti becchi un raffreddore mortale! Ti spiego le regole per sopravvivere all’esperienza di questa notte. Dentro questa casa stregata troverai molti amici e molte amiche di quello che si crede il mio creatore, Francesco Roghi. E anche alcuni e alcune dei tuoi draghetti e draghette. Ci sono anche persone che il mio… creatore non conosce ma che sono tuoi amici! Allo scoccare delle sei del mattino se non avrai indovinato chi mi ha aiutato a rapire te e tutte le altre persone qui presenti e dove ci troviamo veramente… rimarrete per sempre qui! Se non accetti di partecipare sarà lo stesso! MUAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH!

La ragazza entrò nella casa e lanciò uno sguardo di ghiaccio verso il demone cornuto. Se gli occhi di Laura avessero potuto lanciare l’incantesimo fulmine, direttamente da D&D, Mad Dog sarebbe stato incenerito all’instante. L’atrio della casa era spazioso anche se oscuro, c’erano delle lampade a gas ma la loro luce non era così forte e delle strane ombre si allungavano sulle pareti tappezzate con motivi che sembrano usciti dall’hotel di Shining. La polvere regnava sovrana su tutti i moltissimi mobili, quadri, ninnoli che occupavano questo spazio. Laura si mise una mascherina, non si sa mai, con tutta quella polvere le poteva venire una irritazione alla gola. Vicino a delle scale a chiocciola che conducevano al piano di sopra c’era anche una pendola sinistra, con il vetro spaccato, che produceva un gong molto tenebroso. Varie stanze diverse, buie, davano su questo atrio, il demone cornuto prese per un braccio la streamer e la portò verso la prima stanza.

“Un piccolo avviso ai lettori, anche se probabilmente nessuno leggerà mai questo pessimo racconto, ci sarà qualche differenza rispetto all’anteprima che forse avete già letto. Questa casa cambia con il tempo e non è detto che ciò che è stato scritto in quel racconto… sia vero per questo!”

“Francesco ha fatto un errore di continuity vero?” chiese Laura che ormai stava capendo un po’ tutta la situazione. Si ricordava di aver letto qualche settimana prima un racconto molto strampalato del suo draghetto.

“Ehm si ma lasciamo che siano i lettori a trovarlo! Dato che probabilmente chi leggerà questo racconto… rimarrà chiuso qui per sempre, nessuno lo troverà! MUAHAHAHAHAHAHAHAHAH! Poi è noto che nessuno legge veramente questi deliri! Ma guarda dove ti ho portato… la sala dei giochi!”

Laura e Mad Dog infatti si trovavano in una sala con tavoli da biliardo, da poker, roulette e librerie piene di manuali di giochi di ruolo e di set di dadi. Qui c’erano varie persone che la Madre dei Draghi riconobbe perfettamente, alcuni suoi amici e amiche dungeon master. Nella stanza era palpabile la disperazione. Il primo che andò da Laura era il suo caro amico Andrea Master of Masters.

“Laura è terribile! Ci siamo scordati tutti scordati tutte le regole di tutti i gdr a cui abbiamo giocato!”

“E i manuali che si trovano qui sono tutti scritti in una lingua incomprensibile!” esclamò sconsolata Laura del Salotto di Giano accorrendo pure lei.

“Non è solo quello” disse Humberdale dei D20 Nation “quando tiriamo i dadi facciamo sempre e solo 1! Dovrò cambiare il nostro nome di D1 Nation! Ma poi perché ci sono solo io qui dei D20 Nation?”

“Ho saputo che ti piace molto il Natale. Quale cosa migliore che essere rapito da un demone cornuto e diventare uno dei personaggi in uno strampalato racconto ambientato a Natale?” rispose sarcastico il demone cornuto.

“Che culo!” rispose sconsolato Humberdale.Un uomo accorse veloce da una delle altre stanze, aveva capelli corti, una barba mediamente lunga, degli occhiali e un aspetto tipicamente genovese.

“Non lo conosci Laura, ma questo è Luca Volpino un amico di Francesco, lui è un vero volpone! MUAHAHAHAHAHAHAAHAHAH che bella battuta! Anche lui è un giocatore di ruolo da moltissimi anni e pure forse qualcosa in più. Ma i dettagli delle vite dei mortali mi sfuggono spesso. L’importante è che sia rinchiuso qui senza possibilità di uscire!” esclamò il demone che sembrava godere veramente dalla disperazione che aleggiava nella stanza.

“Mad Dog sei un bastardo! Non solo non riesco più a giocare di ruolo ma quando ho provato a fare la pasta con il pesto in cucina, per uno spuntino di mezzanotte, è venuta con la panna e con pezzi di ananas!” detto questo Luca si accasciò mortificato su uno dei divani.

Laura vide altri suoi amici cioè Zoltar e Stef Kiryan, erano seduti attorno ad un piccolo tavolino. Avevano provato a giocare almeno a poker ma tutte le carte nei mazzi erano due di picche. I tavoli da biliardo non avevano le stecche mentre le roulette giravano a vuoto, all’infinito.

“Laura non ci sto capendo niente, dovevamo fare la live insieme e poi mi sono ritrovato qui e ho questa parola in mente, Ravenloft, però non ricordo cosa significhi!” disse Stef Kiryan.

Zoltar guardò Laura con affetto e disse soltanto sorridendo:

“Questo posto è davvero orrendo, la casa nella casa era più accogliente, meglio i non morti e bambini fantasma di questo demone. Però Laura sono sicuro che ci salverai tutti!”

“Andiamo alla libreria, ti piacerà!” esclamò Mad Dog e prese Laura per un braccio senza possibilità di rivolgere una parola ai suoi amici. Al demone non erano piaciute quelle parole del famoso Zoltar, non voleva che la Madre dei Draghi vincesse, infatti stava iniziando a piacergli il sapore della disperazione, lo stava facendo diventare molto più forte.

La stanza in cui erano rapidamente arrivati piaceva veramente alla ragazza, era piena di librerie che arrivavano fino al soffitto zeppe di libri e c’erano pure quelle scale che si ancorano alle librerie, un po’ come quelle dei cimiteri.

“Questa stanza è bellissima!” disse Laura che però non aveva dimenticato quello che aveva visto e sentito nella sala dei giochi.

Al centro della stanza c’era un grande tavolo di legno scuro, ricoperto di fogli di carta, taccuini, libri, appunti, computer portatili aperti, tablet. E intorno al tavolo c’erano varie persone.

“Ecco quel ragazzo che vedi è Masa della Acheron Books. Lui e quelli e quelle della Acheron e le tre ragazze della Gainsworth stanno lavorando a revisionare il racconto. Questa è la loro maledizione! MUAHAHAHAHAHAHAH!”

“E’ davvero terribile! Stiamo correggendo da ore e troviamo sempre refusi ed errori!” disse Masa quasi piangendo.

“Comunque Masa il tuo libro, I Trionfi del Vuoto – La Nuova Alba era davvero buono!”

Gli occhi Mad Dog luccicarono in maniera sinistra quando disse questa frase.

“Buono? Non avrai… un autore sa riconoscere certe cose! Hai mangiato i Trionfi del Vuoto!” esclamò Masa inorridito puntando un dito accusatore contro il demone cornuto.

“Si! Ho mangiato anche tutti i tuoi personaggi, come pensi che possa essere diventato così potente? Era l’unico modo per riuscire… ma sto parlando troppo. Sappi che sono sicuro di essere più forte di Drago Nero o di Lot Destr adesso!” disse tronfio il demone cornuto.

“Drago Nero e Lot Destr chi sono?” chiese invece Laura che stava cercando di raccapezzarsi qualcosa in tutta questa intricata vicenda.

“Drago Nero e Lot Destr noto anche come l’Imperatore Nero sono due dei cattivi dei gdr e dei racconti di Francesco. Tizi molto più malvagi di me, te l’assicuro. Drago Nero soprattutto, è il tipico cattivo che è cattivo perché è cattivo, però in questo periodo l’ho rivalutato, non è stato così malvagio con me. Anche l’altro è sempre meglio non incontrarlo. Loro due non ti aiuterebbero affatto. Potresti provare ad evocare Anubis, lui è uno dei buoni ma prima che riesca a trovare dove siamo, saranno le sei di mattina. Nemmeno la mente di Francesco è intrica come questo posto! MUAHAHAHAHAHAHAHAH! Comunque torniamo a noi!”

“Basta! Io me ne vado! Tutti questi comunque, esclamò e questi punti esclamativi mi stanno facendo impazzire!” disse con il suo accento altolocato Chiara Strazzulla della Gainsworth alzandosi dal tavolo e andando via.

“Questa è una punizione che già ci hai dato Mad Dog nel racconto parodia dell’Inferno di Dante!” esclamò Julia Sienna della Gainsworth che indossava un cosplay di Ash da Evil Dead.

“Ero io il protagonista quella volta! Bel il ringraziamento per averti fatto fare un cameo nell’ultimo libro di Eternal War!” disse il povero Livio Gambarini tremante, seduto su di una sedia, che ricordava bene come era finito quel racconto.

Laura stava riflettendo sulle stranezze, tantissime, di questo posto e la sua mente analitica e logica era arrivata ad una conclusione.

“Questa non è una casa stregata ma più una sorta di Inferno…” disse la famosa content creator.

“Ok! Si, hai ragione! Sono un demone cornuto cosa avrei mai potuto escogitare? Chi è in questa casa deve subire punizione che ho scelto personalmente. Grazie ai miei nuovi poteri ho creato questa dimensione tasca in un altro posto e nessuno potrà trovare dove siamo veramente nascosti! Avresti qualche possibilità in più ma dato non ti piacciono Star Trek e il Doctor Who…. Sei spacciata! MUAHAHAHAHAHAHAHAH! Qui comunque ci sono altre persone conosciamole!”

Al tavolo si trovava una ragazza bionda molto alta, la scrittrice Titania, aveva aperto una bottiglia di cannonu ma sputò quanto aveva bevuto.

“Che schifo! Sa di acqua sporca di detersivo mista a zolfo! Che ho fatto di male per essere qui?”

“A Francesco è piaciuto il tuo primo libro su Fiammetta. E sappi che tutti i liquori qui hanno quel sapore e aspetta di assaggiare il caffè!” esclamò Mad Dog sorridendo sinistramente.

Vicino a loro c’era anche Sonia della Gainsworth che prese la bottiglia di cannonu e bevve un lungo sorso dicendo soltanto:

“Sei uno stronzo Mad Dog!”

“E’ questo e molto di più. Mad Dog una volta eri un trickster ma adesso sei cambiato…”

Chi aveva parlato era un uomo vestito da fauno, barba e capelli lunghi striati di grigio, corna, zampe da caprone e a torso nudo. Assomigliava un po’ a Radagast e insieme a lui c’erano altri scrittori e scrittrici che si trovavano in fondo all’immensa biblioteca quando Laura e Mad Dog erano arrivati nella stanza.

“Laura ti presento Luca Tarenzi, non è un fauno, è solo un cosplay. La sua ultima fatica, la trilogia dal titolo l’Ora dei Dannati l’ho trovata molto succulenta! Ed era pure ambientata in parte a casa mia, negli Inferi! Ho mangiato anche i suoi di personaggi anzi vi rivelo che ho mangiato tutti i personaggi di qualunque libro fantasy o di fantascienza o fantastico italiano prima di rapire la Madre dei Draghi! Mi sono cibato di tutta l’immaginazione degli scrittori e delle scrittrici italiane, ormai non sono più un normale demone cornuto sono molto di più! MUAHAHAHAHAHAHAH!”

“Un tempo ti ho definito una eggregora, adesso sei qualcosa di diverso…” disse Francesco Dimitri, un altro scrittore i cui occhi di solito sprizzavano simpatia ma che adesso erano solamente preoccupati.

“Qualcosa ti ha cambiato Mad Dog, lo vediamo. Perché sei così?”

Ora aveva parlato Aislinn, dai lunghissimi capelli ramati. Il suo sorriso era spesso contagioso ma adesso era serissima.

“Questo dovreste chiederlo a Francesco. E’ tutta colpa sua…” disse il demone cornuto con vero e proprio astio.

“Guarda Madre dei Draghi, c’è una persona che conosci, Licia Troisi! Sai cosa ho progettato per loro e per gli altri scrittori e scrittrice qui presenti che non hanno come punizione di editare questo racconto? Qualcosa di più brutto! Non hanno il blocco della scrittore no… hanno solo idee bellissime e tutte con me come protagonista! Non è stupendo?”

“No, Mad Dog, non è bellissimo! Mi stai facendo immaginare tutti i miei libri con te come protagonista! Non avrei mai voluto vederti con il costume di Nihal, sappilo!” disse Licia che stava schiacciando forsennatamente i tasti di un laptop per scrivere queste terribili idee inculcate da Mad Dog.

Poco più c’era Francesco Falconi prolifico autore di alcuni dei libri più buoni e variegati che il demone cornuto avesse mai mangiato. Si teneva la testa con le mani, stravaccato su di una poltrona.

“Mad Dog sei proprio demone malvagio!” esclamò soltanto lo scrittore con il suo tipico accento toscano.

“Lo so!” rispose il maggiordomo demoniaco sogghignando rapace.

Laura e Mad Dog arrivarono quindi da due ragazze, una era rannicchiata in posizione fetale, l’altra invece non sembrava tanto preoccupata per la situazione e stava disegnando su di un taccuino.

“Ti presento Linda e Daniela. Linda non è una scrittrice ma non sapevo dove metterla. Daniela è una scrittrice, una disegnatrice e scrive e disegna cose zozze. MUAHAHAHAHAHAH!”

“Mad Dog non mi sta facendo immaginare niente di diverso da quello che immagino normalmente…” disse Daniela sorridendo.

“In effetti forse ho sbagliato punizione…”

“A me invece sta facendo immaginare il Doctor Who di Chibnall ma con lui come protagonista. E’ terribile ma non perché il protagonista è Mad Dog ma perché riesco a pensare solo al Doctor Who di Chibnall! Non riesco a togliermelo dal cervello! Ti odio Mad Dog!” esclamò la povera Linda che continuava a rimanere nella stessa posizione.

Un uomo, dai capelli corti e con gli occhiali, si scontrò quindi con il demone cornuto e per poco non cadde per terra ma venne sorretto da Mad Dog che gli diede pure una spolverata per rassettarlo.

“Grazie Mad Dog! Mi hai fatto venire una idea fantastica per un crossover! Don Matteo e Godzilla contro Mad Dog. Sarà un fumetto fantastico, diventerò ricco!” e l’uomo riprese la sua corsa, per prendere carta e penna e scrivere questa idea.

“Chi era quello?” chiese la Madre dei Draghi.

Adriano Barone, scrittore di libri e fumetti. E’ un tipo strano anche per i miei di standard…”

“E’ ora che andiamo in cucina dai tuoi cari draghetti e draghette! Vedrai cosa gli ho riservato!”

“Sei hai fatto del male alla mia guardia reale e ai miei draghetti io…” la voce della Madre dei Draghi, in questo momento, avrebbe anche fatto ghiacciare le fiamme eterne dell’Inferno.

“Tu cosa? Sono un demone immortale e mi sto trasformando in qualcosa più potente, tu e tutti gli altri e le altre qui siete solo miseri e patetici mortali. Non potreste mai fermarmi, neanche volendo!”

Il demone cornuto quindi trascinò via malamente Laura per portarla nella vicina sala da pranzo. Qui si trovavano infatti alcune persone che conosceva molto bene, riuniti ad un grande tavolo c’erano tutti i suoi draghetti e tutte le sue draghette del suo gruppo Telegram, suo “fratello” Giuseppe e anche un ragazzo che non conosceva che sembrava avere più o meno la sua età. Questa persona era poco più alta di lei, aveva occhi azzurri ghiaccio, fronte alta e spaziosa, labbra sottili, un sorriso perfetto ma triste e una corporatura e un fisico da vero guerriero. Indossava una divisa militare bianca, sulle mostrine c’era uno strano simbolo, un triangolo viola aperto, in mano stringeva una daga. Quando la Madre dei Draghi entrò nella stanza venne, letteralmente, assaltata dalla sua community che nella confusione riuscì a staccarla dal demone cornuto e a porsi tra lei e Mad Dog. Inoltre tutti e tutte si erano armati con armi improvvisate, chi un mattarello, chi una padella, e così via.

“Coraggiosi…” fu l’unico commento del maggiordomo demoniaco che stava facendo una pausa snack mangiando un maiale intero ricoperto di salsa all’ananas che aveva trovato in uno dei tavoli della cucina.

“Piacere di conoscerti, ragazza, mi chiamo Atil, ero uno dei protettori della Terra. Parlando con la tua guardia reale ho capito che conoscete Francesco. Io sono il primo protagonista delle storie di Francesco. Non mi ha creato lui, non ha creato nessuno di noi, ha raccontato le nostre storie. Ci sono infinite realtà nell’Omniverso e… Mad Dog ha quasi finito di mangiare. Ci dobbiamo sbrigare. Quando ti do il segnale, scappa, ci pensiamo noi a fermare il demone. Alcune delle porte di questo posto portano in altri luoghi, potresti trovare aiuto. Questa casa non è quel che sembra…” le disse l’uomo parlando sottovoce.

“Atil cosa ci fai qui?” chiese il demone cornuto, appena finito di mangiare, era stupito della presenza del guerriero, lui non l’aveva messo nella casa stregata.

“Non lo so. L’ultima cosa che ricordo è che sono stato ucciso da Drago Nero poi mi sono risvegliato qui. Sentivo che c’era bisogno di me. E tu Mad cosa stai facendo? Mi sto pentendo di averti salvato molti secoli fa…”

“Si. Chissene frega. Madre dei miei stivali! La punizione che ho dato ai tuoi draghetti e alle tue draghette è la seguente! In questo posto il cibo, le bevande, il caffè fanno sempre schifo! Non c’è connessione, i set di dadi sono sbilanciati, mancano pezzi a tutte le Lego, ogni strumento musicale suona male e ogni libro è pieno di errori di traduzione! MUAHAHAHAHAHAHAHAH!”

“Come stai Laura? Ti ha fatto del male?” chiese Queen che stringeva in mano il suo fido mattarello che avrebbe voluto spiaccicare in faccia al demone cornuto.

“No, più o meno, voi?”

“Nemmeno noi, a parte qualche disagio e l’essere stati rapiti. Io ho trovato questa in compenso!” disse Giuseppe sfoggiando una katana, senza filo, che sembrava avere avuto tempi migliori.

“Non c’è niente di buono da bere o da mangiare. Ed io ho fame! Maurito sta cercando di cucinare qualcosa in cucina ma finora…” Polliciotta non finì la sua frase che si senti una chiara esplosione provenire dalle vicine cucine. Maurito arrivò trafelato, vivo anche se completamente annerito dall’esplosione e con i capelli dritti e bruciacchiati.

“Ehm. Penso di aver appena inventato il tacchino esplosivo…” rispose Maurito alla domanda inespressa di tutti i presenti.

“L’unica cosa decente è la birra del barilotto del nano Rugni che abbiamo trovato qui in cucina…” disse Bardonatale tracannando un po’ della rinomata birra nanica e passando poi il barile Berus, un altro dei mod.

“Demone è per colpa tua che adesso mi piacciano i Ventrue?” chiese il moderatore dopo aver bevuto anche lui un po’ della birra di Rugni.

“Certo. Ho distribuito qualche maledizione in più, giusto perché mi piaceva! Come è colpa mia se a Mokay adesso piacciano le battute di Policiotta ma adesso Policiotta non riesce a fare più battute! MUAHAHAHAHAHAHAH!”

“Me la pagherai Mad Dog!” esclamò il mod siciliano per poi scoppiare a ridere ricordando una vecchia battuta di Giusy.

“Non ti verrà risparmiato il banhammer, demone!” disse risoluto Cris.

Dato che il demone cornuto era distratto, essendosi messo a mangiare un altro maiale, Atil scelse quel momento per incitare Laura a scappare e disse:

Zionano attacca ora!” disse il valente guerriero lanciandosi contro Mad Dog. Mentre succedeva tutto questo si iniziò a sentire una canzone da combattimento come in una partita da D&D.

Nello stesso momento Zionano, che aveva preso la botticella del nano Rugni, la lanciò in faccia al demone cornuto. Il barilotto andò in frantumi e il demone si trovò inondato di birra. Nello stesso momento Giuseppe diede un colpo di piatto con la katana al sedere di Mad Dog che veniva attaccato da tutti i draghetti e da tutte le draghette. Queen gli diede un colpo allo stinco con il suo fido mattarello, mentre Cris e Berus armati con dei martelli trovati in cucina colpirono l’altro stinco. Comparve anche un Mik selvatico che lanciò un Rocci vocabolario di italiano-greco trovato in giro in testa al demone, mentre Mokay e Bardonatale ruppero, il primo una sedia, il secondo una chitarra sulla schiena del demone.

“L’ho sempre voluto fare!” disse il bardo euforico.

Polliciotta e Mauro si erano armati di padelle e le usavano senza lesinare colpi. Nella mischia si potevano vedere anche Tiny Seeds, Lord Wolf, Damiano, Jenny, Roby, Lord Drago, Matteo, Marie Roger, Adreamery, Zanfib, Marco che da poco non era più un piccolo angelo e tutte le altre persone che facevano parte di Roccia del Drago. Per ultimo arrivò Sasone Potterone che lanciò due caffettiere giganti sul demone cornuto. Infine Atil cercò di colpire al ventre il demone cornuto con la sua daga ma il suo attacco fallì perché Mad Dog, stufo di quanto stava avvenendo, si liberò facilmente di tutti i suoi aggressori, parò il colpo con un avambraccio e prese la gola l’atlantideo. Il malvagio maggiordomo sollevò da terra il guerriero che scalciava e senza tanto sforzo gli ruppe il collo, poi buttò il corpo sopra il tavolo.

“Vediamo se torni in vita questa volta…”

In tutto questo trambusto però Laura era scomparsa, il demone cornuto non si curò minimamente dei draghetti e delle draghette e andò a cercare la sua preda. Mad Dog riuscì a ritrovare la Madre dei Draghi, come dovreste sapere se avete letto l’anteprima del racconto di Natale di qualche tempo fa. Il demone cornuto stava portando la ragazza in un’altra stanza quando vennero fermati da alcune persone che stavano pulendo il corridoio dove si trovavano.

“Mi ero dimenticato! Non sapevo più cosa inventarmi e quindi ad alcuni amici e ad alcune amiche di Francesco ho dato come maledizione… quella di pulire tutta questa casa stregata! Solo che appena finiscono di pulire, lo sporco ritorno! E’ geniale! Quella che sta pulendo tutto in maniera maniacale, in stile serial killer, usando prodotti brandizzati Esselunga, è Ciane Nemo.”

“Questa macchia è ostinata come il mio ghoul!” disse la ragazza che ostinatamente continuava a strofinare il parquet.

“Ha dato poco iniziato a giocare a Vampire, non farci caso. Ah ecco le migliori! Odry e Pamela due delle più care amiche di Francesco e per questo gli riservo sempre dei ruoli importanti… la servitù! E’ una gag ricorrente, fa schiattare dalle risate! Quando mi ricordo di dare loro un ruolo! Sono in pratica sorelle anche se non di sangue. Non so se capisci la loro lingua, vengono da un posto lontano per te… Roma! MUAHAHAHAHAHAH!”

“Sei proprio uno stronzo Mad Dog!” dissero all’unisono le due ragazze che stavano spolverando dei quadri orrendi con degli spolverini.

“Ti piace proprio sentire la tua voce demone…” fu il commento laconico di Laura

“A Mad Dog piace moltissimo la sua voce. E’ la persona più egocentrica dell’universo, lo conosco bene! Mi ha rapito varie volte in questi anni…”

Quello che aveva parlato era Borgo che evidentemente non si era, in realtà, salvato dal far parte del racconto di Natale di quest’anno. Il ragazzo stava pulendo dell’argenteria piena di ragnatele ma le ragnatele tornavano sempre.

“Alla fine non eri pazzo allora, come Francesco, anche tu mi hai abbandonato…” il demone cornuto sembrava veramente triste.

“Mad Dog anche se a volte sei uno stronzo e mi rapisci, sono sempre tuo amico…” esclamò Borgo.

Laura però era rimasta indietro, interessata di più ad un quadro che rappresentava il Golden Gate crollato sul Caffè delle Mura a Lucca. La firma del pittore, soprattutto, attirò la sua attenzione. Il demone prese di nuovo il braccio la ragazza e riprese a camminare.

“Passiamo avanti che ho visto qualcuno di molto più importante di Borgo! Liz, la prima protagonista di uno dei miei racconti, la prima versione di Alice! Sei bellissima anche da cameriera, cara!”

“Sei pessimo Mad Dog!” esclamò la ragazza senza alzare gli occhi dal punto che stava pulendo.

Finalmente Laura e il demone cornuto si ritrovarono in un altro posto, era una grandissima stanza, da una parte c’era un bancone di un bar con un barista e alcuni avventori mentre tutte le pareti erano piene di gadget, action figure, statue, fumetti, libri e cose da nerd di Sailor Moon, Marvel, Lego, Robottoni, dinosauri e anche console per videogiochi. Appena la Madre dei Draghi entrò in questo locale, venne raggiunta da Lilletta, che abbracciò subito l’amica, e da Kanon.

“La punizione per queste persone è che se si avvicinano alle loro collezioni… verranno distrutte! Inoltre il caffè del bar fa schifo così come i liquori!”

“C’è tutta la mia collezione di cimeli di Sailor Moon!” esclamò Lilletta sconsolata.

“E la mia di Robottoni!” disse Kanon.

Al bancone intanto il disegnatore siciliano Zerov si disperava per questa terribile maledizione e perché, come stava dicendo di continuo:

“Mad Dog io l’ho disegnato varie volte! E questo è il suo ringraziamento?”

“Pensa che a me fa sempre fare una fine bruttissima. Almeno questa volta sono viva… anche se questo vino sa di sturalavandini!” esclamò Simona bevendo direttamente dalla bottiglia.

“Io cosa dovrei dire che vengo sempre rappresentato come un ubriacone? Non è assolutamente vero! Passami un po’ quella grappa che sta vicino a te Simona, proviamola!” Prima di berla però Valberici guardò l’etichetta, c’era scritto “Miracolosa Grappa dell’Ultravita” e un’idea malsana gli venne in mente.

“Sei un pisano Mad Dog! Mi stai facendo servire caffè scadente! Non ti perdonerò mai! Poi se solite battute a Fabrizio, non sono più carine!” urlò il barista, Tanabrus famoso per avere il miglior caffè di tutta Lucca.

Fab quindi si avvicinò al demone e gli puntò il dito indice contro:

“Mad Dog celtico senza glutei non fa più ridere nessuno! Lo trovi solo te divertente! E non c’è niente senza glutine in questo posto!”

“Io lo trovo molto divertente! MUAHAHAHAHAHAHAH!”

“Solo tu trovi divertenti questa bruttissime battute! Quest’anno per fortuna non mi fai mangiare da dei dinosauri. Almeno qualche novità. Sappi che non parlerò mai di te nei podcast!” esclamò Sergio, che si trovava anche lui al bancone del bar a guardare malinconico la sua collezione di dinosauri, irraggiungibile.

“Le mie battute sono sempre bellissime! Ma il tempo è ormai finito, Laura non sei riuscita a…” Mad Dog non finì la sua frase che venne interrotto da Valberici.

“Secondo me, Mad Dog, nemmeno te riesci a bere questa grappa! Fa troppo schifo!”

Il demone punto nell’orgoglio, senza nemmeno rispondere, prese la bottiglia di grappa dalla mano di Valberici, la scolò in un sol sorso e cascò a terra svenuto, di sasso. Il demoniaco maggiordomo si risvegliò un po’ di tempo dopo ed era circondato da tutte le persone che aveva rapito. Intorno al demone cornuto era stato sparso del sale ed erano state dipinte delle linee e dei simboli con il gesso. Laura avanzò risoluta in mezzo alla folla per mettersi davanti al demone cornuto, scortata dalla sua guardia reale e da Atil che era tornato, nuovamente, in vita.

“Nessuno ti ha aiutato, hai fatto tutto da solo. Ti sei sentito abbandonato da Francesco e questa è la tua vendetta. E per dove siamo, siamo nella mente di Francesco. C’erano dei chiari indizi…” disse la Madre dei Draghi risoluta.

“Non so come tu abbia fatto ma ci hai preso alla perfezione! Sono l’unico che può farvi scappare di qui ma vi terrò in questo posto per sempre, non penserete veramente che un po’ di sale e dei simboli disegnati con il gesso mi possano fermare! Sono un demone immortale cosa potete fare per sconfiggermi, annoiarmi a morte? E’ tempo di finirla!” urlò Mad Dog tentando di avventarsi su Laura per colpirla con i suoi artigli affilati. Il demone però non riuscì nemmeno a toccarla che un corvo fatto di inchiostro si originò dalla ragazza e lo ferì al volto, per poi volare di nuovo dalla sua proprietaria.

“Figata!” esclamò la Madre dei Draghi che non sapeva di avere questa abilità.

“Com’è possibile che tu abbia dei poteri qui? Io sono l’unico che ha certe abilità qui e ve lo dimostrerò! Posso lanciare una palla di fuoco e sopravvivere ma voi no! MUAHAHAHAHAHAHAHAH!”

Il demone cornuto però non poté compiere la sua azione che venne fermato da un vortice di sabbia rossa che lo avvolse e lo fece sbattere e bloccare contro uno dei muri della stanza. Il vortice quindi divenne una persona, Anubis, la cui testa di sciacallo faceva impressione a tutti e a tutte. La divinità, dal fisico scolpito, era nuda, a parte un gonnellino azzurro.

“Mad Dog, finiscila.” disse solamente il dio egizio, con la sua voce fredda.

“Per quanto tu sia solo un ricordo dell’Atil che conoscevo, è bello rivederti, amico mio.” continuò Anubis rivolto all’atlantideo.

“Come è possibile che dei miseri e patetici mortali siano riusciti ad evocare una divinità!?”

“Hai riunito qui scrittori, scrittrici, esperti ed esperte di occulto, dungeon masters, giocatori e giocatrici, un atlantideo e pensavi che non trovassimo un modo per fermarti?” esclamò Luca Tarenzi.

“Per essere un diavolo della fossa non sei così intelligente…” disse Humberdale.

“Non posso essere stato battuto da dei miseri e patetici mortali!”

“Mai sottovalutare il potere dello spirito umano Mad Dog. C’è dell’oscurità in te, molta più del normale, devo capire cosa sia ed è tempo che tutto questo finisca.” il dio schioccò le dita e davanti a tutti e tutte loro comparve Francesco, che era molto imbarazzato di essere al centro dell’attenzione.

“Ah eccolo! Il traditore! Vuoi sapere perché ho fatto tutto questo? Perché ho rapito tutte queste persone? Ero importante un tempo, facevo interviste, ero al centro delle giocate di Vampire, di D&D e dei tuoi racconti, le mie fattezze venivano disegnate di continuo e poi è tutto finito! Giusto qualche comparsata ogni tanto! E dopo hai scoperto anche Roccia del Drago! Sono stato dimenticato del tutto! Ho voluto rapire la Madre dei Draghi e tutta la sua community così potevo avere la mia vendetta! Ragazza ti sbagliavi quando hai detto che ho fatto tutto da solo, l’unico che mi è stato a sentire è stato Drago Nero! Mi ha ceduto parte dei suoi poteri, ho solo dovuto mangiare qualche sua scaglia ed ora quando mangio qualcuno che ha poteri magici… posso usarli pure io come Drago Nero. Non sono mai stato così potente!”

Mentre il folle discorso di Mad Dog andava avanti, Anubis e Atil avevano fatto indietreggiare tutti, infatti stava succedendo qualcosa di dannatamente strano al demone. La sua pelle stava diventando nerastra e il suo corpo si stava ingrandendo, liberandosi dalla sabbia che lo intrappolava.

“Ho un brutto presentimento!” disse Giuseppe, il “fratello” di Laura.

“Mad Dog è stato una pedina tutto questo tempo. Francesco è la tua mente, puoi fare tutto quello che desideri. Quando Drago Nero sarà qui dobbiamo fermarlo nel più breve tempo possibile, sennò ci divorerà tutti e farà lo stesso con la tua mente. Poi avrà mano libera per conquistare tutte le realtà.” la voce di Anubis era sempre priva di emozione.

“Sono sicuro che farete tutti e tutte del vostro meglio. Io e Anubis cercheremo di distrarre Drago Nero.” disse sicuro Atil.

Intanto il corpo del demone cornuto si era trasformato, in maniera terrificante, tra ossa che si spezzavano, muscoli che si formavano e articolazioni che schioccavano, in quello di un piccolo drago nero con ali membranose di pipistrello. Malvagi occhi gialli simili quelle di un gatto guardavano con odio chi gli stava davanti. Dalla bocca, ira di zanne aguzze, colava un icore nerastro. Varie corna e spuntoni, di dimensioni diverse, occupavano il retro della testa del drago. Sembrava che il mostro stesse ancora crescendo e presto avrebbe raggiunto la stazza di un drago adulto. Il dio egizio aveva evocato dei vortici di sabbia per cercare di fermare Drago Nero mentre Atil punzecchiava il suo avversario, sul lato sinistro, usando la sua daga. Francesco chiuse gli occhi e quando lì riaprì tutti i suoi amici e le sue amiche indossavano le vesti delle rispettive case di Hogwarts e avevano in mano delle bacchette magiche. Lilletta e Kanon sfoggiavano le vesti dei Ravenclaw, la Madre dei Draghi, Sasone e Francesco avevano invece quelle degli Slytherin.

“Usiamo la killing curse, tutti e tutte insieme, al mio via, 1, 2, 3!” esclamò Francesco che aveva da poco finito di leggere il primo libro di Harry Potter.

AVADA KEDAVRA!” urlarono tutti e tutte e miriadi di raggi verdi partirono dalle loro bacchette e colpirono Drago Nero le cui scaglie ossee iniziarono a sbiadire ma il mostro resisteva non era ancora abbastanza per distruggerlo.

“Pensate davvero di fermarmi usando una misera magia umana?” la voce del più potente cattivo dei racconti e delle giocate di Francesco era profonda e gutturale. A questo punto accanto a Laura comparve un nuovo venuto. Di aspetto assomigliava un po’ ad Atil, sembrava esserne un parente, ma i suoi capelli erano neri come ossidiana così come gli occhi che non avevano pupille. La sua pelle invece era grigio scuro e indossava un completo giacca, cravatta e pantaloni eleganti anch’esso grigio. Sembrava provenire da un mondo in cui non esistevano i colori ma solo una scala di grigi e la sua presenza attutiva i colori di tutto quello che lo circondava. Anche lui aveva una bacchetta in mano.

AVADA KEDAVRA!” urlò l’uomo con una voce carica di una rabbia palpabile. Il suo raggio verde colpì in pieno Drago Nero che urlando di dolore iniziò a disintegrarsi.

“No, no non riuscirete a sfuggirmi; anche dal cuore dell’inferno riuscirò ad annientarvi; e in nome dell’odio io sputo il mio ultimo respiro su di voi!” urlò il mostro prima di essere annientato.

“Lot Destr, grazie.” disse Francesco rivolto al nuovo venuto.

“Lot Destr? Ma non è l’altro cattivo delle tue giocate?” chiese la Madre dei Draghi incuriosita.

“Si, sono io. Non nego che un tempo alcune mie azioni possano essere considerate malvagie. Per come la vedevo io ero dalla parte del bene, del mio bene. Da quando i miei figli, mio fratello e Atil sono morti a causa di Drago Nero, ho deciso di votare la mia esistenza alla distruzione di quell’essere che ho creato io millenni fa. Vi ho aiutato perché abbiamo un nemico comune. Sono stato io a darti l’indizio nel quadro. Non potevo scrivere molto e speravo che la frase: la casa è nella sua mente, fosse abbastanza.”

La voce di Lot Destr era suadente e accattivante, tanto che tutti e tutte non avevano fiatato quando aveva fatto il suo monologo. Atil si avvicinò la cugino e gli rivolse solo un cenno del capo. Sembrava che si stessero parlando ma senza usare la voce.

“Mad Dog ha creato un grande danno a tutto l’Omniverso, dobbiamo ripararlo in qualche modo. ” disse Anubis che non sembrava sorpreso della presenza dell’antico atlantideo e continuò rivolgendosi agli amici ed amiche di Francesco.

“Un po’ di pazienza e vi riporteremo nelle vostre rispettive dimore. Dimenticherete tutto e tornerà tutto alla normalità.”

Lot Destr si diresse quindi verso i resti di Drago Nero e li fece sparire solo indicandole con un dito. Mad Dog era ancora vivo, aveva tentato di nascondersi sotto i resti del drago ma adesso era stato scoperto.

“Ehm. E’ troppo tardi per farvi le mie scuse?” chiese il demone cornuto.

Lot Destr per tutta risposta gli ficcò una mano in corpo ed estrasse, tra le proteste di Mad Dog, un pezzo di carne nera e ricca di icore nerastro e scaglie d’osso. La carne si dissolse e dal corpo del demone cornuto si sprigionò un vero e proprio tornado di luce, in cui si vedevano delle anime vorticare, erano le anime di tutti i personaggi che il diavolo aveva mangiato prima dell’inizio del racconto. Infine il tornado di luce scomparve così come si era iniziato.

“L’equilibrio è stato ristabilito. Tutti i danni che ha fatto Mad Dog sono stati ripristinati.” disse il dio egizio.

“Ma chi ripagherà la Madre dei Draghi di tutti i danni che ho fatto in camera sua? Eh Francesco mica ha tutti questi soldi, ha speso già un botto in Lego e in…” prima che il demone cornuto riuscisse a finire la sua frase venne seccato da un Avada Kevadra di Francesco.

“Tanto torna in vita tra poco…”

“Signora Madre dei Draghi, verranno ripristinati anche i danni che Mad Dog ha fatto alla sua abitazione, non si deve preoccupare.” rispose Anubis ad una domanda che stava per fare Laura.

“Resta il fatto che dobbiamo punire Mad Dog per quello che fatto. E’ praticamente immortale, dobbiamo scegliere una punizione apposita. Vorrei sceglierla io ma parafrasando un detto di voi mortali non v’è peggior furor di una content creator a cui hanno distrutto pc, webcam e Sweggon!” disse sorridendo Lot Destr.

“Ci devo pensare, non è semplice…” Laura che si mise a rimuginare quale potesse essere una punizione ideale per il demone che intanto era tornato in vita.

“Ah e se il modem della Madre dei Draghi si è fritto settimana fa, è colpa mia!” fu la prima cosa che disse Mad Dog tornando in vita.

Questa volta l’Avada Kevadra partì da Laura e da tutti i draghetti. Nel frattempo Francesco si era avvicinato ad Anubis e gli stava dicendo qualcosa sottovoce. Il dio non era convinto ma alla fine annuì. Intanto il luogo in cui si trovavano stava subendo una trasformazione, la casa scomparve e si trovarono tutti e tutte fuori da un anonimo parcheggio a due piani. Vicino si vedevano dei binari di una stazione ferroviaria. Sembrava di essere in una normale città di provincia italiana.

“Ehi ma siamo a Monterotondo!” esclamarono insieme Pamela e Odry.

“Laura quel cappello da elfing ti sta davvero male e che battute brutte ti fa fare!” disse invece un redivivo Mad Dog. Vari raggi verdi partirono dalla bacchette e il demone cornuto morì nuovamente. Morì varie volte in quei minuti, sempre perché diceva qualcosa di… poco carino. Tra le varie frasi che il demone disse c’erano: “Sailor Moon fa schifo!”, “Ma Masa e Titania che razza di nomi sono?”, “I Maneskin non sanno cantare!”, “In questo racconto ci sono più errori che nelle traduzioni italiane di GoT!”, “In fondo Ravenloft non è una bella ambientazione!”, “Le Lego sono solo per bambini!”, “Le migliori stagioni del Doctor Who sono quelle di Chibnall”, “Le battute di Bardonatale e di Polliciotta sono orribili!”, “La grappa è un pessimo liquore!”, “I tortellini vanno mangiati solo con la panna!”, “La vera lasagna è quella con la sfoglia gialla e con il ketchup!”, “Quel topo Ernie è davvero succulento!”, “Martin non scriverà mai i due libri che mancano!”. Mentre succedeva tutto questo Lot Destr, Anubis, Francesco e Laura stavano discutendo, sembravano aver preso una decisione e si avvicinarono al demone cornuto. Mad Dog li guardò e gli sguardi della ragazza e dell’atlantideo gli fecero tremare le gambe.

“Questo farà male!” fu tutto quello che riuscì a dire il demone cornuto prima che Lot Destr lo indicasse con un dito. Il corpo del diavolo venne come pixerizzato, ogni pixel si avviluppò su se stesso e Mad Dog scomparve, urlando, in un lampo di luce.

“Quale sarà la sua punizione?” chiese Polliciotta che era molto interessata alle punizioni.

“Oh, vedrai, è una sorpresa.” rispose Lot Destr maliziosamente.

“Esimi ospiti, l’unica cosa giusta da fare per ricompensarvi delle sue vostre tribolazioni è offrivi un lauto pranzo a Castel Oricalco. Prenderemo un treno molto speciale che ci porterà fuori dalla mente di Francesco e sul Pianeta Oricalco. E’ il luogo dove svolgiamo il nostro lavoro di guardiani e protettori dell’Omniverso. Francesco ha anche proposto di organizzare una crociera con la nostra nave ammiraglia, la Oricalco, dopo le vacanze di Natale. E’ contro le regole permettere ai mortali di accedere al pianeta Oricalco ma per questa volta faremo una eccezione. Se volete seguirmi, da questa parte.”

Il dio egizio portò tutti e tutte attraverso un sottopassaggio e poi su di una banchina di un normale binario ferroviario di una stazione italiana. C’era un treno magnifico che li aspettava, le sue pareti erano completamente trasparenti e all’interno si potevano file di comode poltrone bianche più simili a quelle di un salotto nobiliare che a quelle di un treno. Tutte le persone che erano state rapite da Mad Dog iniziarono a salire sul treno e trovarono ad accoglierli cibo e bevande calde per ristorarli.

“Questo è un addio. Sono soltanto un ricordo di Atil, non sono veramente vivo, devo rimane qui. E’ stato un onore combattere per te Madre dei Draghi e combattere con la tua guardia reale e con i tuoi draghetti. Spero di essermi guadagnato il titolo di draghetto onorario.” disse l’atlantideo con un sorriso mesto.

La commozione era palpabile tra tutti i draghetti, Laura stava per rispondere quando si fece avanti Lot Destr.

“Sei sempre stato così drammatico cugino.” e così facendo appoggiò la mano destra che sul petto di Atil. Una strana vibrazione sembrò partire da Lot Destr ed avvolgere l’altro atlantideo.

“Ecco, ti ho donato parte della mia essenza vitale. Ne ho in abbondanza. Non c’è bisogno che mi ringrazi.” e Lot Destr entrò sul treno senza dire altro. Atil era così stupefatto da quanto era avvenuto che era rimasto senza parole.

Atil, Laura, Francesco e tutti i draghetti e le draghette salirono, felici, sul lungo treno che partì immediatamente in volo. Il mezzo prese velocità e attraversò un portale, viola con i bordi arancioni, che si era aperto in cielo. Dentro i vagoni, in sottofondo si poteva sentire l’inizio del Bolero di Maurice Ravel. Alla Madre dei Draghi, Francesco e a chi era astemio venne offerta dell’ottima cochina bella fresca, agli altri e alle altre venne offerto dello spumante. Da mangiare c’erano salatini, rustici, pizzette con alternative vegane, vegetariane e pure, per la gioia di Fab, per celiaci. Dopo aver attraversato il portale, il treno stava sorvolando una immensa città futuristica, grattacieli ricoperti di alberi si protraevano verso un cielo limpido e azzurro. Stavano attraversando un grande viale alberato, ai lati del quale c’erano statue policrome, alte almeno cinquanta metri. Raffiguravano tutti i Borgo che c’erano stati nei vari racconti di Natale, dal Borgo Pirata al Borgo Bian Coniglio. Festoni e bandiere giganti con il triangolo viola aperto, chiamato Tetraktys Imperiale, simbolo del Pianeta Oricalco e il Sole Oscuro di Lot Destr, adornavano tutti gli edifici. Una folla festante aveva invaso le strade e i viali della città per festeggiare coloro che avevano salvato l’Omniverso.

“Ma… è bellissimo!” esclamò Borgo al culmine dell’emozione.

“Anubis ha una… fissa per le statue.” spiegò molto imbarazzato Francesco.

“Ho fatto costruire statue di tutti e tutte voi, come è giusto che sia. Questa è la Via dei Borgo Riuniti, presto arriveremo alla Via di Roccia del Drago.” disse il dio egizio che poi si avvicinò alle ragazze della Gainsworth. Nelle sue fredde mani aveva tre libri che loro conoscevano bene era i due libri usciti della saga di Death is not the worst di Julia Sienna e Equinox di Chiara Strazzulla.

“Vi pregherei di firmarmi i vostri libri. Li ho apprezzati moltissimo!”

“Hai letto i nostri libri?” chiese stupita Julia mentre Sonia cercava di rianimare Chiara che era svenuta.

“Sono immortale, non dormo, ho molto tempo a mia disposizione.” disse Anubis.

“Dobbiamo fare un brindisi! Abbiamo battuto un drago nero!” esclamò invece felice Zoltar.

“Un altro brindisi perché abbiamo anche battuto un diavolo della fossa!” replicò Andrea, Master of Masters.

Francesco intanto si era avvicinato a Luca Tarenzi e ad Aislinn.

“Aislinn, grazie per avermi consigliato i bellissimi libri di Nicholas Eames. E’ da Bloody Rose che ho preso l’idea di fare in modo che i tatuaggi di Laura si animassero in caso di estremo pericolo. Ci ha fatto guadagnare tempo prezioso.”

“Prego, Fra. Ma sai se ci sono altre divinità qui?” chiese la scrittrice curiosa.

“A palazzo c’è Ecate. Ci dovrebbero essere anche Castore e Polluce. Sicuramente c’è Giano, se la signorina Laura dell’Accademia di Giano lo vuole incontrare…” rispose il dio egizio.

Laura di Giano, che in quel momento stava mangiando un rustico, per poco non si strozzò e riuscì a bofonchiare un “ok”.

“Vampiri ne avete?” chiese estremamente interessato Stef.

“Certo, non discriminiamo nessuno. Abbiamo anche zombie e altri non morti che lavorano per noi. A Castel Oricalco ci sono due cainiti Matt Stakes, un Lasombra, e il Conte Von Orlok, che è un Nosferatu. Provengono dal Mondo di Tenebra, ma ci sono anche vampiri che vengono da altre realtà. Possiamo organizzare un incontro se vuole…” rispose il dio egizio.

“Comunque io seguo tutti i vostri canali di Youtube e Twitch. Sarò anche un Dark Lord alla Sauron, come mi descrivono ma apprezzo contenuti interessanti come quelli che fate voi. Mi è piaciuto soprattutto il video in cui la Madre dei Draghi e Stef Kiryan parlano degli allineamenti di Game of Thrones. Secondo voi qual è il mio allineamento?” chiese interessato Lot Destr.

Per fortuna di tutti e di tutte fu quello il momento in cui Polliciotta esclamò:

“Ma sono statue nostre!”

Infatti il treno stava passando in mezzo ad un altro grande viale, questo aveva sempre delle statue policrome giganti che però raffiguravano tutti i draghetti e tutte le draghette. C’era Maurito con un pentolone di sugo e un mestolo in mano, Polliciotta in posa mentre mangiava un pezzo di pizza, Mik con in mano tantissimi manuali e libri poi c’erano le statue delle Guardia Reale che avevano tutte una corona di alloro dorato in testa. Bardonatale con un’arpa, Queen con il fido mattarello, Mokay con i suoi gatti e il manuale dell’Unico Anello, Cris con un martello da guerra e Berus con il classico manuale verde di Vampire The Masquerade. Quindi arrivarono in una piazza che poteva contenere una piccola cittadina mentre il Bolero arrivava al suo momento clou. Non era semplice lasciare Laura senza parole ma lo spettacolo che stava vedendo era qualcosa che non avrebbe mai immaginato. Intorno alla piazza c’erano molte statue che rappresentavano tutti i vari personaggi che la Madre dei Draghi aveva interpretato durante le sue numerose sessioni di gioco di ruolo, da Tama a Jean Claude con Bombo, da Mama a Vissen, da Stelium a Sallivan fino a Abigail Van Larsen, il suo nuovo personaggio, con una balestra nelle mani puntata davanti ad un ipotetico pericolo. Tutte queste statue erano uguali alle miniature che aveva creato con Heroforge. In mezzo alla piazza, invece, c’era un’altra statua, più grande delle altre, che rappresentava Laura, la Madre dei Draghi, assisa sul Trono di Spade, in mano Sorella Oscura, in testa una corona nera, sulle spalle ai lati, delle versioni piccole di Smaug e Drogon e in grembo Spyro. La statua aveva lo stesso cosplay di Visenya Targaryen che Laura aveva portato a Lucca anni prima ed era, in toto, la riproposizione in forma fisica del logo del canale Twitch della Madre dei Draghi. Nella piazza poi c’erano numerose e grandi bandiere di due tipi, quelle dei Targaryen, con il classico lo sfondo nero e il drago rosso, e quelle verdi e argento della casa Slytherin.

“Questa è la piazza Madre Dei Draghi, il viale prima si chiama Roccia del Drago. Ci piace fare le cose in grande qui. Siamo quasi arrivati a destinazione.” disse Anubis

Il treno si stava avvicinando ad un castello enorme, arroccato su di una collina scoscesa, circondato da un parco, ricco di torri, torrette, masti. Il tetto era blu, la pietra delle mura era bianca mentre la facciata, verso cui si stavano muovendo, era di colore rosso. Era una versione più grande, ricca ed adorna del castello di Neuschwanstein. Proprio quando il Bolero stava finendo si ritrovarono tutti e tutte teletrasportati nel cortile del castello. Laura e Licia come tutti e tutte rimasero a bocca aperta perché sopra di loro stavano volteggiando dei draghi di vari colori. Veri draghi a quattro zampe, non quelle finte viverne di Game of Thrones.

“Benvenuti a Castel Oricalco. Se volete seguirmi, andiamo alla sala del trono.” e il dio egizio portò i suoi ospiti per sale e corridoi affrescati e impreziositi da opere d’arte famose che, in teoria, si trovavano sulla Terra. Quindi arrivano in un grande salone immenso, pieno di arazzi che raffiguravano i simboli del Pianeta Oricalco, di Lot Destr, dei Targaryen, degli Slytherin e il logo del canale Twitch della Madre dei Draghi. Un tavolo a forma di “u” occupava la sala e in una porzione sopraelevata della stessa c’era un trono interamente fatto d’oro, con una fenice scolpita che sembrava iniziare a prendere il volo dalla parte più alta dello schienale. Vicino al trono c’era una teca, aperta, in posizione verticale, con dentro una spada. L’arma era molto semplice, con una guardia a croce disadorna.

“Il trono della fenice. Sono secoli che non lo vedevo.” disse Lot Destr che non aveva parlato da un po’ di tempo. Tutto quello che vedeva gli ricordava il fratello defunto.

“Di cui sei il legittimo erede.” gli replicò Anubis.

“Anubis, sai bene quanto me che non sono la persona adatta per sedersi su quel trono. Non sono infallibile e giusto come era mio fratello. Sono più simile ai mortali di quanto voglia ammettere e Atil è come me in questo. Forse è giusto che il trono rimanga vacante, come monito di cosa abbiamo perso. E mortali, vi voglio dire una cosa che ho imparato a caro prezzo, ognuno è artefice del proprio destino. Divinità, semidei, demoni cornuti ed anche voi mortali. Ora vi saluto. Vado a vedere la tomba di mio fratello e dei miei figli. Tornerò quando sarà il momento di aiutarvi contro Drago Nero.” Detto questo Lot Destr scomparve in un vortice di luce, aria e fulmini neri.

“Quella spada è interessante, posso vederla da vicino?” chiese Livio che era un esperto di armi e armamenti della Basso Medioevo lombardo.

“Se la spada vorrà. Non è semplice spiegare cos’è quell’arma anche per me che sono una divinità. Ha avuto vari nomi e forme nel corso dei millenni ed è dotata di vita e volontà proprie, rappresenta l’essenza stessa dell’Omniverso. Sento che la spada ci verrà in aiuto, nel momento più critico, quando l’oscurità incomberà. Ma ora diamo inizio al banchetto!” rispose Anubis.

Presto vennero portate decine e decine di portate di cibo succulento e bevande gustose, molte a tema natalizio. C’erano cotechini con le lenticchie, zamponi, stinchi di maiale al forno, polli allo spiedo, patate al forno, sushi, interi pesci cotti sulla brace, polenta, lasagne, tortellini in brodo e poi carbonara, amatriciana, la vera pasta con il pesto genovese e quintali di pizza di ogni tipo. Erano anche iniziate le canzoni di Natale e ci fu grande costernazione perché Anubis non sapeva cosa fosse il Whamageddon. Verso la fine del lauto pranzo, il dio, che non aveva toccato cibo si alzò in piedi per un brindisi.

“Da quel che ho capito di queste usanze natalizie, bisogna cantare tutti insieme una canzone. Non sono in grado di farlo, renderei ogni canzone orribile con la mia voce quindi ho scelto che sia Francesco a cantare per primo, poi lo seguirete tutti e tutte.”

Appena ebbe sentito queste parole, Francesco cercò, invano, di nascondersi sotto il tavolo ma venne riacchiappato dalla Madre dei Draghi e da Lilletta.

“Una volta hai detto che l’unica cosa che avresti mai cantato sono le canzoni di Natale. Questa è l’occasione giusta.” disse Laura con un sorriso divertito.

“Te lo ricordi, eh. Ok, se proprio devo. Questa la dedico alla Madre dei Draghi, a Lilletta, a Kanon a tutti i draghetti e a tutte le draghette e a tutti e tutte voi.” disse Francesco imbarazzato mentre Anubis gli passava un microfono.

Quindi Francesco si mise a cantare When Love is Found/It Feels Like Christmas direttamente dal finale di Muppet Christmas Carol. Pian piano che la canzone andava avanti, tutti e tutte si misero a cantare come se conoscessero perfettamente queste canzoni. Atil guardò divertito il dio egizio e gli disse sottovoce:

“Vecchio mio, tu non lo fai vedere ma ti stai divertendo un mondo!”

“Non posso provare divertimento ma se fossi vivo come voi direi che è bello vederli così felici. E che facce faranno quando verranno Santa Claus, il Krampus e Hogfather portare i regali!”

“Poi gli farai dimenticare tutto vero?” chiese l’atlantideo.

“Dopo la crociera, si, i loro ricordi svaniranno un po’ alla volta. Le foto e le altre testimonianze digitali e analogiche scompariranno pure. E’ la prassi. Al momento giusto ricorderanno. Stanno per arrivare i doni che ho scelto per ognuno di loro, quelli rimarranno invece!”


Era passato qualche giorno dalla loro avventura. Erano stati teletrasportati che era quasi il tramonto e la nave in cui si erano ritrovati tutti e tutte sembrava un vero e proprio galeone dei pirati, il legno scuro ma perfettamente lucido, le rifiniture delle balaustre, delle finestre delle poppa e dei corrimani erano rosse e oro. Il veliero era immenso, gli alberi erano altissimi e le loro vele erano bianche e rosse a strisce e sopra campeggiava un teschio con due spade incrociate. La polena era uno scheletro che reggeva una spada. Il galeone era uguale a quello in versione Lego che Francesco aveva in camera sua.

“Benvenuti a bordo della Oricalco, la nave più grande e lunga al mondo. 380 metri di lunghezza, diciotto ponti, spaziose cabine con l’aria condizionata, una cambusa ben rifornita e wifi gratuito. Atil mi ha detto che gli dispiace ma dato che Anubis viene con noi, rimane lui a difendere il forte per questi giorni…” disse Francesco che era molto contento, era da tanto tempo che voleva fare questo viaggio.

Sul ponte della gigantesca nave erano comparsi Anubis, Francesco, la Madre dei Draghi, Borgo, Lilletta e Kanon, tutti i draghetti e le draghette di Roccia del Drago, tutti gli scrittori e tutte le scrittrici e tutti gli amici e le amiche di Francesco.

“Dove andiamo?” chiese Laura che si era portata un valigia gigante piena di vestiti di ogni tipo. Non le era stato detto dove andavano e voleva essere pronta a tutte le evenienze.

“Lo scoprirete fra poco. Anubis è tutto pronto?”

“Si Francesco. L’equipaggio attende i vostri ordini. Siamo pronti a salpare. Non avete i vestiti giusti però…” e con uno schiocco delle dita della divinità, tutti e tutte, tranne Francesco che non amava travestirsi e aveva chiesto di avere solo un capello a tricorno con il Jolly Roger cucito sopra, si ritrovarono in perfetti e bellissimi costumi da pirati. La casacca della Madre dei Draghi era nera e aveva il drago rosso dei Targaryen riprodotto sia davanti che dietro, quella di Lilletta era simile ma invece dei draghi aveva rappresentati dei gatti.

“I vestiti che avevate sono stati riposti nelle vostre cabine. Adesso se la signora Madre dei Draghi e la signora Lilletta seguono me e Francesco alla ruota del timone sopra il cassero di poppa, possiamo partire. Agli altri nostri ospiti verrà servito da bere e da mangiare qui sul ponte principale.” la voce del dio, come sempre, non tradiva la minima emozione.

Quando i quattro salirono le scale e si trovarono sopra il cassero di poppa, Francesco aprì un pannello sulla parete, posto dietro alla ruota del timone.

“Vieni qui Lilletta, qui ci sono vari pulsanti, c’è scritto cosa fanno e quando Laura darà i comandi, tu premerai il bottone apposito. E’ semplice. C’è anche un display e un interfono collegati alla sala di comando vera e propria e alla sala macchine. Laura tu vai alla ruota del timone, puoi muoverla come ti pare, tanto è finta, davanti al timone c’è il microfono collegato con tutta la nave. La tua è la voce migliore per dare gli ordini sul questo veliero!” disse Francesco che non stava più nella pelle

“Ma come è finta? Una volta che sono su di un galeone pirata e sono vestita da pirata, voglio manovrare una vera ruota del timone di un vascello pirata!”

“Sapevo che l’avresti detto. Madre prometto che, fra poco, capirete tutto. L’aspetto di questa nave può sembrare antico ma è quanto di più tecnologico ci sia sulla faccia della Terra e anche di più. Adesso, ti passerò dei bigliettini, c’è scritto quello che devi dire. Tieni ecco il primo.” Francesco ormai stava quasi saltellando sul posto dall’emozione.

Le vele erano dispiegate al vento, le ancore erano state tirate su, il cibo e le bevande, tutte rigorosamente analcoliche, erano state distribuite. Anubis, infatti, per un viaggio che sarebbe durato qualche giorno, aveva evitato di imbarcare alcol. La delusione per l’assenza di bevande alcoliche era palpabile ma Mauro e Polliciotta salvarono la situazione. Avevano infatti trovato delle casse di liquori pregiati di Mad Dog nascoste, malamente, nella cambusa.

“Quel demone sarà anche uno stronzo ma ha buon gusto per gli alcolici!” esclamò il Bardo bevendo un altro po’ dello Château Picard del 2386 che aveva appena aperto.

“Avviare il campo di forza!” disse un po’ a disagio Laura. Non sembravano le parole giuste da dire su di un galeone pirata.

Al comando della Madre dei Draghi, Lilletta schiacciò il pulsante corrispondente. Il veliero quindi venne avvolto da un campo di energia tremolante.

“Avviare i motori!” la voce di Laura chiara e limpida si poteva udire in qualunque luogo dell’immensa nave. Dall’interno del galeone adesso si poteva udire un sommesso rumoreggiare, i motori si erano avviati e si poteva sentire una leggerissima vibrazione sulla nave.

“Laura mi hanno chiesto qual è la rotta da seguire…” disse Lilletta rivolta alla sua amica

“E’ giusto Fra?” chiese Laura che era davvero sorpresa da quello che c’era scritto nell’ultimo biglietto. Un cenno del capo di Francesco fu l’unica risposta.

“Seconda stella a destra e poi dritto fino al mattino!” esclamò la Madre dei Draghi con voce decisa e precisa.

A quell’ordine di Laura, l’immensa Oricalco, sulle note di Drink Up me Hearties dei Pirati dei Caraibi che era iniziata in sottofondo da circa un minuto, si alzò in volo uscendo dall’acqua del mare. La nave prese velocità, con le vele gonfie per il vento e si diresse spedita verso il cielo, sempre più in alto, oltrepassando le nuvole verso il sole. Lo stupore era grandissimo tra tutti gli ospiti, nessuno aveva immaginato una cosa del genere. Francesco Dimitri scoppiò in una risata, aveva immediatamente capito dove si stavano dirigendo. Laura stava manovrando con perizia la ruota del timone, il suo draghetto l’aveva avvertita che non serviva a nulla ma la ragazza si stava divertendo un mondo e non si era ancora staccata da lì.

“Qual è la nostra meta?” le chiese Lilletta.

“L’Isola che non c’è!” esclamò contenta e sorridente la Madre dei Draghi.

Il disegno di Mad Dog è opera di Zerov. Il disegno di Impero e il disegno con Drago Nero, Lot Destr e Adriana sono opera di Angela Vespa.







Mad Dog si risvegliò, ancora vestito da maggiordomo, in una caverna strana chiusa da una grata, e notò che era tutto di plastica. Non aveva più alcun potere, la sua forza era nulla e non riuscì ad aprire l’inferriata che lo bloccava in questa vera e propria gabbia. La cosa più preoccupante era quello che vedeva all’esterno di questa piccola prigione. Riconosceva, infatti, la scrivania, le librerie, la sedia da gaming, la stufetta nuova, i capelli neri e lunghi della ragazza. Era nella stanza della Madre dei Draghi. Rinchiuso senza possibilità di uscire. Così piccolo da essere scambiato per una miniatura, la sua voce così flebile da non essere udibile. Si buttò a terra, reggendo le sbarre e urlando e implorando di farlo uscire proprio mentre Laura esclamava con voce divertita:

“Draghetti come la va?”




THE END




Mettete il follow al canale Twitch di La Madre Dei Draghi, mi raccomando!

Un’anteprima del Racconto di Natale 2022!

Questa era sicuramente la serata più strana di tutta la sua vita. Prima era stata rapita da questo demoniaco maggiordomo chiamato Mad Dog durante una sua diretta su Twitch ed era stata portata in una casa stregata poi era riuscita a scappare e aveva aperto la prima porta che aveva visto e adesso si trovava a Lucca. Era nella zona del padiglione della Star Comics ma c’era qualcosa di tremendamente sbagliato. Il Golden Gate Bridge di San Francisco stava levitando in aria e c’erano delle persone sopra di esso, dietro al ponte, invece c’era come uno squarcio nel cielo da cui si vedeva la Baia di San Francisco con l’isola di Alcatraz in primo piano. Intorno a Laura c’erano dei soldati con delle divise nere e dei baschi con un simbolo particolare, un triangolo viola aperto. Questi soldati stavano costruendo, rapidamente, delle trincee con dei sacchi di sabbia e stavano portando delle armi e degli armamenti mentre la folla intorno a loro scappava impaurita aiutata dal personale della Protezione Civile e delle Forze dell’Ordine. Nella confusione nessuno sembrava badare alla sua presenza.

“I rinforzi arriveranno tra cinque minuti, dobbiamo resistere a Magneto e alla sua Confraternita fino ad allora. Preparatevi all’impatto!” disse quello che probabilmente era il comandante dei soldati.

“Charles ha voluto sempre costruire ponti!”

Dopo aver detto questa frase il Signore del Magnetismo girò le mani in giù e il grande ponte crollò sul Caffè delle Mura e sui padigioni del Lucca Comics & Games. Le parole di Magneto si persero tra il fragore del metallo divelto del Golden Gate che sbriciolava le strutture sottostanti. Una nube densa di polvere si alzò oscurando la vista che fece tossire la povera Laura che aveva la gola già provata dal brecciolino che si trovava sulle mura. Dove inoltre sapere che Laura, nota sul web come La Madre dei Draghi, era la più grande studiosa italiana delle opere di George R. R. Martin. La scena che si presentava davanti agli occhi della ragazza era al tempo stesso terrificante e assurda. Nelle sue tantissime giocate a Dungeons & Dragons e agli altri gdr aveva assistito ad altri eventi strani e particolari come quando un suo personaggio era stato trasformato in un dirigibile di pietra o quando una apocalisse zombie si era scatenata al Play di Modena ma era giocate, questa era la realtà! Il grande ponte rosso di San Francisco giaceva ora appoggiato sulle mura medievali di Lucca, sopra di esso un gruppo di persone stava parlando.

“Il ragazzo è nell’ala sud est dell’edificio.” disse Callisto la mutante che poteva percepire i poteri degli altri della sua specie.

“Bene allora.”

Magneto fece un rapido cenno con la testa al suo braccio destro, un ragazzo di nome Pyro, che esclamò soltanto “Distruggiamoli!” e un’orda di persone inferocite calò contro i soldati in attesa. I mutanti si lanciavano all’attacco gridando frasi come “Uccidiamo gli umani!” e “Morte ai genezero!” e c’erano di tutti i tipi, teleporta, telecineti, superveloci, superforti, c’era persino uno, con la pelle da rettile, con il potere di attaccarsi ad ogni superficie. Anche il Fenomeno, che era mezzo nudo sfidando il freddo della sera lucchese, stava per avanzare per unirsi allo scontro imminente ma venne fermato da leader della Confraternita dei Mutanti.

“Negli scacchi i pedoni vanno avanti per primi.” disse il Signore del Magnetismo fermando l’altro mutante.

Laura stava pensando che questa serata stava diventando sempre più strana quando il maggiordomo demoniaco che l’aveva rapita, le comparve davanti, dal nulla.

“Se te lo stai chiedendo Madre dei Draghi questa è la scena finale di X-Men: The Last Stand ma ambientata durante il Lucca Comics & Games!” esclamò il demone cornuto con un sorriso sornione mostrando la chiostra dei suoi denti aguzzi. Mad Dog, questo era il nome del mostro, assomigliava ad un diavolo della fossa della quinta edizione di Dungeons & Dragons. Per fortuna di Laura e di tutti noi, questa volta era vestito, con un completo perfetto da maggiordomo che però gli stava davvero male.

“Non è vero. Il completo mi sta benissimo! Risalta le mie forme! Ed è da me che hanno preso l’idea del demone della fossa non viceversa!” urlo il demone contro il cielo.

“Come…cosa… e perché c’è questa musica?” per una volta Laura era quasi senza parole.

“Questa è una bellissima domanda. Francesco Roghi il mio… padrone immagina tante cose, decisamente troppe, quando si trova a Lucca e ascolta quel dannato lettore mp3 che prima o poi lo renderà completamente sordo. La musica che stiamo sentendo è l’inizio di Attack on Alcatraz sempre da X-Men: The Last Stand. Mi piacerebbe rimanere ma fra poco Arclight userà le sue onde d’urto e soprattutto si scatenerà la Fenice Nera. Nemmeno io posso resisterle, anche se mi dispiace che non assistiamo all’arrivo di Castel Oricalco. Nelle storie del mio creatore viaggiamo in un castello volante, uguale a Neuschwanstein. Francesco è proprio un tipo strambo. Comunque l’idea del castello volante è presa, più o meno, da Dune di Frank Herbert, ma io non ti ho detto nulla! Però ora è meglio continuare l’esplorazione della casa stregata!”

Quindi Mad Dog agguantò Laura per le spalle e la spinse via, attraverso la porta che poi richiuse. Ora si trovavano in un corridoio, debolmente illuminato, lunghissimo con una tappezzeria orrida che sembrava presa dall’Overlook Hotel, pieno di porte tutte uguali, esattamente come quella che aveva oltrepassato Laura poco prima.

“Dietro questa porta c’è Lucca invasa da Shao Kahn di Mortal Kombat, quell’altra invece è Lucca invasa da Thanos e con un cameo del Decimo Dottore. Poi c’è Lucca attaccata da Megatron e dai Decepticons. Abbiamo anche una new entry la Lucca in cui arriva Rhaenyra Targaryen e tutti i suoi seguaci, con i loro draghi e con la musica di Ramin Djawadi a palla. Infine c’è la classica Lucca infestata dagli zombie! Se fossi un lucchese inizierei a toccarmi le parti basse, MUAHAHAHAHAHAHAH!”

La risata del maggiordomo demoniaco era bassa e gutturale e decisamente inumana.

“Perché queste porte? Perché hai scelto me? E qual è la porta di Rhaenyra?” chiese la famosa streamer di Twitch nota come La Madre dei Draghi (che se non la seguite su Twitch immediatamente verrete rapiti da Mad Dog e portati nel suo antro. Dove non prende la connessione. E l’unico canale che si riceve è Rete 4! Quindi andate subito a mettere il follow!)

Il demone dalle corna ricurve guardò la bella Laura dai lunghi e folti capelli corvini e dagli espressivi occhi verde scuro e gli venne l’acquolina in bocca per la fame. Era da ben cinque minuti che non mangiava un essere umano però riuscì a trattenersi, il racconto doveva andare avanti! The show must go on! Inoltre il demone aveva qualche pezzo di carne di “politico italiano generico caduto in disgrazia” da qualche parte, avrebbero soddisfatto la sua fame fino alla fine del racconto. Forse…

“Non abbiamo tempo per andare da Rhaenyra e poi non abbiamo il budget per animare tutti quei draghi! Non siamo mica ricchi come il mio carissimo amico Bezos. Per le porte dovremmo chiedere a Francesco, Imp, Impo, Imperatore, ho perso il conto dei suoi soprannomi, solo lui sa perché ha messo queste cazzo di porte in questa casa e in questo racconto. Sembra un episodio a parte slegato da tutto il resto, come se fosse stato scritto prima e appiccicato lì, in maniera posticcia. Forse per qualche occasione particolare. Direi il compleanno di qualcuno. Ma sono solo mie supposizioni. Sul perché immagina tutta questa distruzione, invasioni… sono un demone cornuto non uno psicologo! Non capisco nulla di queste cose! Ormai non so più che se sono un vero demone o se sono un parto della sua mente malata. Per l’altra domanda perché ho scelto te come protagonista… Borgo è impazzito, sono andato da lui troppe volte ed è uscito fuori di testa. Quando l’ho visto all’inizio del racconto, che in realtà ancora deve essere scritto, pensava di parlare veramente con un demone cornuto! Lilletta e Kanon mi hanno fatto scrivere dal loro avvocato e non mi posso avvicinare a meno di 500 metri da loro. Quelli della Acheron Books e della Gainsworth si sono uniti contro di me e mi hanno fatto un esorcismo. Se provo a scegliere qualcuno di loro come protagonista divento vegano! L’ultima volta che mi sono presentato in casa di Luca Tarenzi e di Aislinn mi hanno evirato con le loro spade. Licia Troisi ha una mia bambola voodoo e non ha remore nell’usarla quando mi vede. Ho rapito anche Polliciotta ma non riesco a schiodarla dal buffet demoniaco. Abbiamo le tipiche pietanze di Halloween, dita di streghe, cervelli e occhi umani, ma sono vere, non finte come quelle che usate voi. Lei e Queen Emeraldas, che non so come ha fatto ad arrivare nel mio antro, si stanno scolando tutto quello che ho nelle mia cantina. I migliori vini e liquori che ho rubato nei millenni in tutto il multiverso! Ho preferito evitare di disturbarle… il mattarello fotonico di Queen Emeraldas potrebbe fare male pure a me! Quindi non rimanevi che te Madre dei Draghi. L’unica persona interessante nelle conoscenze di Francesco da essere la protagonista del racconto di Natale 2022: Titolo ancora da definire in questo momento!”

“Che culo!” esclamò allora Laura

“Grazie. Lo dicono sempre tuttƏ! Comunque ce ne vuole per chiamare draghetto il mio padrone, sembra che ne abbia mangiati venti di draghetti lui! MUAHAHAHAHAHAHAHAHAH ma andiamo avanti nell’esplorazione della casa stregata così ti posso anche raccontare di quella volta in cui ho influenzato tutte le scelte degli showrunner di Game of Thrones per la settima e l’ottava stagione! MUAHAHAHAHAHAHAH!”

Questo dovrebbe essere il golden gate bridge che crolla sulle mura di lucca. Immagine creata con https://creator.nightcafe.studio/


To Be Continued

50 libri in un anno – Sfida di lettura 2022

Come ogni anno è giunto il momento di scrivere questo post, che poi aggiornerò di continuo fino alla fine del 2022, per sancire l’inizio della mia personale sfida di lettura. Leggere 50 libri in un anno. Nel 2021 purtroppo non sono riuscito a concludere la sfida. Sono arrivato a soli 34 libri letti, purtroppo la pandemia è stata una bella batosta anche per le letture. Su Goodreads oltre ai libri “normali” la sfida includerà anche fumetti e volumi illustrati, infatti la soglia che ho scelto per quella sfida è di 100 volumi in tutto. Quest’anno inizio con A colpi di Cannonau di Titania Blesh edito dalla Acheron Books!

  1. A colpi di Cannonau di Titania Blesh
  2. Il Guardiano degli innocenti di Andrzej Sapkowski
  3. Romanzo di un naufragio – Costa Concordia: Una storia vera di Pablo Trincia
  4. L’anno che a Roma fu due volte Natale di Roberto Venturini
  5. San Pietro. Segreti e meraviglie in un racconto lungo duemila anni di Alberto Angela
  6. I tuoi peccati ti troveranno di Aislinn
  7. Imperium di Robert Harris
  8. Cospirata di Robert Harris
  9. Dictator di Robert Harris
  10. Exploring the Lusitania di Robert Ballard e Spencer Dunmore
  11. I diari di Hitler di Robert Harris
  12. Recuperate il Titanic! di Clive Cussler
  13. Fire and Blood: A History of the Targaryen Kings from Aegon the Conqueror to Aegon III di George R.R. Martin e Doug Wheatley
  14. Titanic and Other Ships del Commander C.H. Lightoller
  15. Pompei di Robert Harris
  16. Something more that night di Kim Newman
  17. Incredibile Victory – The Battle of the Midway di Walter Lord
  18. La lista dei desideri di Eoin Colfer
  19. Zona pericolosa di Lee Child
  20. Il ritorno di William Shatner
  21. Il seggio vacante di J. K. Rowling
  22. Una modesta proposta e altre satire di Jonathan Swift
  23. Bartleby lo scrivano di Herman Melville
  24. I duellanti Joseph Conrad
  25. Il sogno di un uomo ridicolo – La mite. Due racconti fantastici di Fyodor Dostoevsky
  26. Vita di Mozart di Stendhal
  27. L’amicizia di Cicerone
  28. Arrivederci, bandiera rossa – Poesie degli anni Novanta di Yevgeny Yevtushenko
  29. Il Signore della magia di Raymond E. Feist
  30. The Notorious Scarlett and Browne di Jonathan Stroud
  31. Transatlantic Liners di J Kent Layton
  32. Storia della stregoneria di Giordano Berti
  33. Circe di Madeline Miller
  34. L’ultimo giorno di Roma di Alberto Angela
  35. L’inferno su Roma di Alberto Angela
  36. Bloody Rose di Nicholas Eames
  37. California. La fine del sogno di Francesco Costa
  38. Later di Stephen King
  39. Il giorno della civetta di Leonardo Sciascia
  40. Un uomo di Oriana Fallaci
  41. L’ascesa del drago. Una storia illustrata della dinastia Targaryen. di George R.R. Martin, Elio M. jr Garcìa, Linda Antonsson
  42. Titanic – Un viaggio che non dimenticherete di Massimo Polidoro
  43. I Trionfi del Vuoto – La Nuova Alba di Masa
  44. Gli incantesimi di Harry Potter – Non ufficiale di Evelyne Cole
  45. Harry Potter and the Philosopher’s Stone di J. K. Rowling
  46. Harry Potter and the Chamber of Secrets di J. K. Rowling
  47. Un bagno di sangria di Titania Blesh
  48. Il rione dei raggiri di Enzo De Simone
  49. Frattaglie di Chiara Strazzulla
  50. Tre racconti di Flaubert