I libri più belli che ho letto nel 2021

Ed ecco che scrivo il solito ultimo post di fine anno ma che quest’anno pubblico nell’anno nuovo. Questo 2021 è stato difficile quanto il 2020, ci sono state difficoltà e purtroppo ho letto meno. Ho letto molti meno libri e fumetti e penso sia dovuto anche alla pandemia. Almeno quest’anno non ci sono stati libri brutti, ho solo letto libri belli o bellissimi! Ecco quindi la lista, in ordine sparso, dei libri che ho preferito quest’anno. Come al solito ripeterò spesso parole come “bellissimo”, “interessante”, perché non sono bravo a scrivere recensioni e ad esprimere le mie opinioni.

La guerra delle salamandre di Karel Čapek

Questo è un libro davvero divertente, è una bella satira del tempo e della nostra società (anche attuale). Non mi aspettavo che mi sarebbe piaciuto così tanto.

Anno Dracula 1999: Daikaiju di Kim Newman

L’ultimo libro della saga di Anno Dracula che adoro e anche questo libro non è stato da meno. Kim Newman riesce sempre a creare un intreccio complesso ed articolato, con tantissimi personaggi. Spero di leggere altri libri ambientati nel mondo di Anno Dracula!

Equinox di Chiara Strazzulla

Probabilmente il libro che ho preferito leggere nel 2021! La storia, i personaggi, l’ambientazione londinese è tutto ottimo. Come libro si merita un 10 e lode!

Making Money di Terry Pratchett

Adoro i libri del Discword e Moist è tra i miei personaggio preferiti! Ho ancora qualche libro di questa “saga” da leggere e cercherò di non finirli tutti subito, me li voglio godere un po’ ancora!

The Outlaws Scarlett and Browne di Jonathan Stroud

Bellissima nuova saga di Stroud, bella ambientazione, mi è piaciuto tutto e spero di leggere presto il seguito!

Fu sera e fu mattina di Ken Follett

Questo è il prequel de “I Pilastri della Terra”, un libro che ho apprezzato moltissimo anni fa. E anche questo prequel mi è piaciuto molto, spero ci facciano una miniserie!

L’ora dei dannati. La montagna di Luca Tarenzi

Secondo libro di questa saga bellissima di Luca. Ho apprezzato molto anche questo secondo libro e non vedo l’ora di leggere la fine di questa trilogia, spero nel 2022.

La sfolgorante luce di due stelle rosse di Davide Morosinotto

Un altro libro che non mi aspettavo mi piacesse così tanto. L’ho divorato e spero di riuscire a recuperare altri libri di questo autore.

Titanic – A Survivor’s Story di Archibald Gracie

Il racconto del naufragio del Titanic fatto da uno dei sopravvissuti, Archibald Gracie, che morì alcuni mesi dopo, anche a causa delle ferite riportate nel naufragio.

Vampiri: dove trovarli di Michele Mingrone, Sara Vettori e Caterina Scardillo

E’ un libro molto divertente ed interessante sui vari luoghi in cui si trovano i vampiri. Però attenti che possederlo potrebbe essere una violazione della Masquerade!

Senza Rimorso e Il Cardinale del Cremlino di Tom Clancy

A me piacciono molto i libri di Tom Clancy e questi sono davvero bellissimi, soprattutto il primo. Peccato che il film che hanno fatto da Senza Rimorso sia bruttissimo!

Il racconto di Natale di Mad Dog 2021: Alice in Wonderland 2.0

BenvenutƏ a tuttƏ carissimƏ, sono Mad Dog il vostro demone cornuto di quartiere che vi parla! Questo avrebbe dovuto essere la parodia di un libro molto bello che piace al mio creatore. Purtroppo ci siamo resi conto che era troppo difficile da adattare e non volevamo che Frank Herbert ci venisse a cercare, redivivo, per farci fuori dopo aver scritto un racconto parodia su Dune! Quindi visto che mancano davvero pochi giorni a Natale… e il budget per questo genere di cose è sempre più striminzito, anche quest’anno vi beccate un remake di una parodia di dieci anni fa. Questa volta tocca a Alice nel Paese delle Meraviglie! Che Shai-Hulud vi protegga! A me non serve protezione, i vermi della sabbia li mangio a colazione e anche a merenda!

Bando alle ciance quindi ma prima dobbiamo trovare il protagonista di questo nuovo racconto di Natale. Ci troviamo, come forse avrete notato, in una stanza buia, infatti qui a Milano, è notte. Anche nell’oscurità oscura potete notare le action figures e le maglie dell’Inter. Siamo, infatti, nella stanza del mitico Borgo che tante altre volte ho tormentato in questi miei racconti! Sono sicuro che vorrà ancora essere la vitt… ehm l’eroe di questa nuova avventura!

“Borgo sono Mad Dog. Sei convocato per una nuova avventura!” la voce del demone sexy era come sempre gioviale e gagliarda.

Il povero umano si risvegliò ma nei suoi occhi non c’era paura o sorpresa solamente ma una gelida determinazione.

“Basta Mad Dog! Sono stufo di essere una tua vittima! Forza Inter!”

Quindi Borgo premette il pulsante del telecomando della Tsar bomba che aveva comprato a caro prezzo dai russi e che aveva vicino al letto.

“Cazzo!” fu tutto quello che riuscì a dire Mad Dog prima di essere annientato dalla forza della bomba. La città di Milano venne spazzata via così come buona parte della Lombardia e del Nord Italia. Gli Stati Uniti risposero all’attacco ad un paese membro della Nato e distrussero la Russia con altre armi atomiche. Putin prima di perire aveva però inviato il contrattacco. Cina, India e Pakistan lanciarono anche loro le testate che avevano. A causa di un racconto di Natale l’umanità venne annientata… ma iniziamo con il nostro racconto vero e proprio!

C’era una volta tanto tempo fa in una galassia lontana lontana… ah no scusate, ho sbagliato introduzione. Arrakis, Dune, il pianeta… ho sbagliato di nuovo! Ecco ricominciamo. C’era una volta nell’Inghilterra vittoriana, terra di Dracula, Sherlock Holmes, Dorian Gray, Jack lo Squartatore, Peter Pan, Scrooge, il Dottor Jekyll e Mister Hyde, una ragazza di nome Alice Chiara Strazzu che doveva essere data in moglie al vecchio Ambasciatore della Savoia, il noto consumatore di grappa Valberyx Relais-Ganze. La giovane donna non amava affatto l’attempato signorotto che gli volevano far maritare quindi tentò di scappare dalla casa in cui l’avevano rinchiusa. E la nostra storia inizia da qui.

Alice, una ragazza dai capelli neri come la notte e gli occhi vispi e intelligenti, correva a perdifiato. Aveva saltato con un sol balzo le scale della sua abitazione e si stava dirigendo più lontano possibile da quel vecchio inquietante che straparlava di demoni, alcol e diritti civili. Era quasi notte, le strade erano illuminate fievolmente da numerosi lampioni ad olio che lasciavano molte ombre ad incombere per la città di Londra. La ragazza urtò molte persone nella sua fuga prendendo sia gli insulti di qualche passante che i fischi acuti dei poliziotti che pattugliavano le strade. L’Ambasciatore della Savoia le andava dietro come poteva, infatti le sue vecchie gambe afflitte dalla gotta non l’aiutavano. Vide che la ragazza si stava dirigendo verso il famoso cimitero di Highgate. Stava per raggiungere la sua promessa sposa quando una delle gambe cedette con un sonoro “crack” lasciandolo da solo in mezzo alla strada male illuminata. Il dolore era lancinante, acutissimo. E lo fu ancora di più, ma durò molto poco, quando la carrozza dell’Ambasciatore del Gran Ducato di Toscana, Tanabrus, lo investì uccidendolo sul colpo. Tanabrus non si accorse di nulla così come il suo vetturino che continuò imperterrito a puntare verso il Palazzo Reale dove il Re d’Inghilterra, Sara Seranaide, aveva indetto una cena di gala per il matrimonio dell’Ambasciatore della Savoia. Dovete anche sapere che Tanabrus, era molto noto per la produzione del suo famoso caffè che veniva coltivato nelle sue vaste terre intorno a Lucca. Torniamo ad Alice anche lei, inoltratasi nel cimitero, non si era accorta della prematura fine del suo, già defunto, marito. Troppo occupata a scappare non aveva fatto caso allo “splat” che aveva sentito dietro di lei. Ora cercava un buon posto dove nascondersi dagli occhi, seppur afflitti dalla vecchiaia, del suo inseguitore. Proprio mentre stava cercando qualcosa nel parco vide un essere bianco sfrecciare davanti a lei. Sembrava un coniglio bianco ma era più grande di un normale coniglio ed indossava un completo con tanto di panciotto nero e azzurro, occhiali firmati da Armani ed un orologio con la catenella.

“Son in ritardo! Son in ritardo la Regina mi taglierà la testa! Non mi dovevo fermare a guardare quelle conigliette di Playboy che si spogliavano! Stupido Borgo! Stupido!”

L’essere non si era minimamente accorto della presenza di Alice e si buttò a capofitto in un buco nel terreno, abbastanza grande, pensò la ragazza, da far passare anche lei. Alice, quindi, decise di seguire quel coniglio bianco nella sua tana per salvarsi dal suo inseguitore. Appena si infilò nell’anfratto la nostra protagonista venne risucchiata in un tunnel oscuro di cui non vedeva la fine dato che l’oscurità obnubilava la sua vista. Capiva di stare cadendo e pensò che si sarebbe fatta molto male una volta che la sua caduta si fosse fermata, invece, toccò magicamente terra poco dopo senza alcun danno. Dal fondo dell’antro non riusciva a vedere il buco da cui era precipitata e non sapeva nemmeno per quanto tempo fosse precipitata, poteva essere un minuto come un’ora. Aveva perso la cognizione del tempo. Alice si rialzò e si spolverò il grazioso vestito azzurro che ora era pieno di terriccio e fanghiglia. Si guardò attorno e si accorse che l’unica via era perfettamente davanti a lei, un piccolo corridoio illuminato da una lampada ad olio. Dopo averlo percorso si ritrovò in una stanza più grande, una vero e proprio salotto arredato con fine gusto. C’era un caminetto in cui scoppiettava allegro un fuocherello, c’erano alcune poltrone, un divano, una libreria ricolma di strani libri dal poco spessore e dalla bassa altezza. Ne prese qualcuno, c’erano dei disegni sopra, strani disegni. Nella copertina di questo strambo libro c’era una ragazza dai capelli azzurri ed il titolo del tomo che aveva preso era “Evangelion”. Rimise subito a posto quel volume, infatti la sua razionale mente da educata ragazza vittoriana aveva subito pensato che quell’opera letteraria non era fatta assolutamente per lei ma sicuramente per qualche persona assai disturbata nella mente. Decise che era arrivato il momento di uscire da quella stanza (si, lo so cosa pensate, ma il suo cervello in questo momento era troppo impegnato nel razionalizzare quello che aveva visto e non si poneva la questione del perché qualcuno avrebbe dovuto costruire un salotto così in profondità e con un’entrata così strana.). Alice vide che c’erano due porte nella stanza, una piccolina che non avrebbe mai potuto attraversare ed una più grande, a sua misura. Aprì quest’ultima e si ritrovò in una stanza completamente spoglia, grande quanto il salotto. In fondo c’era un’altra porta. Si stava avviando con passo deciso verso il fondo della stanza curiosa di sapere dove portasse la nuova porta quando vide che davanti a lei c’era un topolino di campagna assai strano che la guardava preoccupato. Il roditore aveva in testa un basco nero, un semplice gilet marroncino e stava dipingendo su un minuscola tela. L’oggetto del suo dipinto era un tocco di formaggio con i buchi così tanto succulento che lo stesso topo aveva la bava alla bocca. Purtroppo la nostra Alice aveva paura dei topi quindi non ci pensò due volte e spiaccicò il topolino con la sua scarpa. Quello, impietrito dalla paura, nemmeno si mosse e prima di morire riuscì soltanto a fare un mesto squittio. (Che nella lingua dei topi significava più o meno “Da morto le mie opere varranno di più!”). La ragazza, comunque incuriosita dal dipinto, lo avvicinò agli occhi per vederlo meglio e si accorse che in basso al lato della tela c’era una scritta “Zerov”. Forse quello, si disse, era il nome del topolino che aveva appena ammazzato e si prese il quadro nella speranza che, ora che il pittore era morto, anche se un ratto, potesse valere molto. Alice quindi cercò di avvicinarsi alla porta a cui stava andando prima di essersi fermata per schiacciare l’infido topastro ma più si avvicinava e più il suo obiettivo si allontanava e si rimpiccioliva fino a ridursi ad una porticina di minuscole dimensioni. “Solo un topolino potrebbe passare per questa minuscola apertura” pensò mestamente Alice a cui venne un’idea. Frugò nel gilet dell’animale che gli era rimasto appiccicato alla suola della scarpa. La sorpresa fu grande quando trovò una piccola chiave e un pezzo di formaggio mezzo ammuffito. Dato che la nostra ragazza aveva fame e non mangiava nulla dal pranzo, decise di mangiare quel poco formaggio, giusto per mettere qualcosa sotto i denti. Il formaggio faceva schifo e per poco la nostra eroina non vomitò tutto quel poco che aveva nella stomaco. Questo sarebbe il momento adatto per dire che Alice era una famosa scrittrice di romanzi gotici e si interessava a tutti quello che concerne l’antichità e… i cadaveri! La nostra eroina non sapeva cosa fare ora, decise che almeno avrebbe provato a mettere la minuscola chiave nella serratura della porticina. Ci riuscì, dopo molti sforzi, quasi contorcendosi e riuscì ad aprire la porta la quale, appena apertasi, si ingrandì fino a diventare della sua grandezza. Nella stanza successiva trovò una sorta di grande labirinto formato da dei banconi disposti in modo assai strano, sembrava un mercato ma così grande e così complicato quale non aveva mai visto nella Londra di sopra. Notò che molte specie di animali, tassi, faine, talpe, daini, e chi più ne a più ne metta affollavano questo spazio che le sembrava infinito. All’improvviso però sentì un terribile crampo allo stomaco e si accorse, mentre il dolore aumentava, che vedeva gli oggetti rimpicciolirsi sempre di più. Dopo qualche secondo sentì una botta alla testa e capì che, non era il mondo che era diventato più piccolo ma lei che era diventata un gigante e aveva sbattuto il capo sul soffitto di quella grande sala che ora sembrava invece assai piccola. Alice, disperata per la sua situazione, si mise a piangere, pensando a tutto quello che era successo, alla sua famiglia, al fatto che volessero maritarla con un vecchio orbo. Poteva avvertire fievolmente quelli che le sembravano urli, ma in quel momento non se ne curò molto ancora ingarbugliata nei suoi pensieri. Si accorse, comunque, che sparito il lancinante dolore, stava, pian piano tornando ad una statura normale. Grande fu la sorpresa quando vide che le sue lacrime avevano originato un grande mare in quei pochi minuti in cui aveva pianto. Molti animali erano periti per annegamento e i loro cadaveri galleggiavano sul pelo dell’acqua. “Per fortuna io so nuotare!” pensò Alice notando che alcuni animali e cioè un Dodo, un’Aquila e un Pappagallo stavano precariamente a galla sopra un tavolo. Il Dodo, evidentemente il loro capo, aveva degli occhi vivaci e un bel bastone intarsiato, stava rimproverando i due altri uccelletti più giovani. Il primo, aveva il bel piumaggio ancora nero mentre l’altro, con un piumaggio multicolore come si confà alla sua specie, aveva gli occhiali a lorgnette.

“Il povero Andrea di Lodi non è riuscito a salvarsi! Camilla e Livio potevate aiutarlo! ” disse il Dodo indicando con un’ala un Papero con il bel piumaggio un po’ brizzolato che galleggiava morta lì vicino. Il papero stranamente aveva un taglio di barba alla Dottor Strange.

Mastro Masa non è colpa nostra, nostra, è colpa colpa dell’umana umana!” disse il pappagallo guardando storto Alice. La ragazza, sentitasi presa in causa, volle replicare e quindi si avvicinò alla zattera improvvisata del trio, scansando con disgusto il Papero morto.

“Mi spiace per il vostro amico e per il trambusto che ho fatto…” disse la ragazza veramente dispiaciuta per aver ucciso tanti poveri piccoli animaletti.

“E siamo anche tutti bagnati!” disse l’Aquila

“Per fortuna l’acqua ormai è completamente defluita ed io conosco un modo per asciugarci presto, dobbiamo fare una Corsa Sfiancante di Wonderland™ così saremmo subito asciutti. Poi ragazzina ci darai quello che hai per compensare la perdita della nostra preziosa merce, dei libri della nostra casa editrice!” disse il Dodo tutto serio.

“Cosa sarebbe questa corsa e cos’è Wonderland?” chiese Alice che non aveva mai sentito questo particolare sport e questo luogo di cui parlava il Dodo.

“Wonderland è dove ci troviamo dove regna la Regina di Cuori e il suo consorte. Invece la Corsa Sfiancante di Wonderland™ consiste nel correre tutti in cerchio, si inizia quando si vuole e si finisce quando si è asciutti, si fa il giro che si vuole ma bisogna sempre seguire quello che ti sta davanti. Semplice no?” esclamò l’uccello estinto nel mondo di superficie partendo a razzo seguito dagli altri due uccelli. La corsa non fu affatto facile infatti Alice non aveva ben capito come si svolgesse per bene e, inoltre, evitare i cadaveri degli animali morti non era molto semplice ma alla fine tutti e quattro erano di nuovo belli asciutti anche se molto stanchi. Il Dodo si avvicinò alla ragazza, volendo evidentemente qualcosa in cambio per la perdita della sua preziosa merce ed Alice non trovò nulla di meglio da dargli che il cadavere del topo insieme al suo quadro, che aveva riposto con cura in una della sua tasche dopo aver trovare la chiave della porta minuscola. “Almeno ho la cena pronta!” esclamò il Dodo tutto contento, sbarazzandosi del dipinto, tornando dai suoi compari. Alice si stava avvicinando verso una grande porta da cui poteva vedere un scenario campestre, colline, boschetti di conifere tagliati da sentieri serpeggianti, quando venne fermata da due strane persone. Erano due donne, una con i lunghi capelli rossi, l’altra con i capelli di un colore indefinito, a volte sembravano biondi, a volte di colori ben più strani. Erano vestite uguali, avevano una sorta di pigiama a righe bianche e nere, mentre in testa avevano un colbacco nero.

“Per colpa tua abbiamo perso…” iniziò quella con i capelli rossi.

“…tutti i nostri libri!” concluse la donna con i capelli che cambiavano colore.

“Mi spiace molto di avervi recato danno…” disse Alice, che sinceramente si stava stufando di essere sempre rimproverata dagli abitanti di Wonderland.

“Io sono PincoJulia” disse la rossa.

“…ed io sono PancoSonia” finì l’altra sorella.

“Io mi chiamo Alice, piacere.” disse la ragazza che non sapeva bene come comportarsi con queste due strane persone.

“Per ricompensarci del maltolto…” disse per prima questa volta Sonia.

“… dovrai ascoltare la nostra più lunga ed apprezzata poesia!” finì l’altra.

“Sono sicura che è una bellissima poesia, ma ora io dovrei andare…” Alice non riuscì a finire la sua frase che le due donne intonarono insieme una strana cantilena che la costrinse ad ascoltare la poesia che ora, per il vostro gaudio, leggerete anche voi. Le due sorelle parlavano insieme contemporaneamente come fossero un coro di una chiesa.

“Di letteratura trattiamo in rete,

editiamo poi follemente,

e abbiam raggiunto tante mete,

per essere ricche immensamente,

e tante persone liete,

ci hanno letto immediatamente.

Accoglierem presto sottobraccio,

Una Carpentiera e un Tricheco,

l’urban fantasy per loro non è un lavoraccio,

scrivono di divinità e vampiri senza spreco!

Luca Tarenzi tu sei un mago,

nella scrittura sei un asso!”

“Nel nuovo libro la protagonista è una ragazza”,

Il Tricheco disse forte,

“mezza angelo e mezza ramazza,

con la sua vita data a sorte,

dovrà far la pazza,

per evitare la morte!”

“No davvero”, per dovere

disse la Carpentiera assai ridendo

e il Tricheco con grande mestiere

aggiunse “Il libro attingendo

alla moda del quartiere

venderò esplodendo!”

“Una bella vendita,

devo far fare,

e la mia borsa arricchita,

così tanto da guadagnare,

da campare di rendita,

che il mutuo devo pagare!”

“Io invece…” disse

la Carpentiera, “di vampiri e demoni vado scrivendo,

tante cose straniere come l’apocalisse,

che così la gente faccio impazzendo,

e tantissime risse,

a Biella e a Biveno, stupendo!”

“Luca insieme dobbiam fare,

un nuovo tomo da scrivere,

che sia da mare,

che soldi faccia piovere

e poi tanto brindare,

fino a farci commuovere!”

Aislinn sei nel giusto”

disse il Tricheco

“un progetto robusto

dobbiam far compiere senza spreco

di urban fantasy venusto

e con il demone cornuto come australopiteco!”

Alice stava seriamente pensando ad un modo onorevole per togliersi di mezzo perché quella poesia, di cui non aveva ben capito per niente il senso, era orribile e, aveva notato, aveva fatto scappare tutti gli altri animali che affollavano la sala. Le due sorelle, senza dire altre parole, presero a correre di gran carriera verso il fondo del salone, spingendosi a vicenda senza un motivo apparente che lasciò ancora più basita la ragazza. Alice decise quindi di avventurarsi verso il bosco che aveva visto precedentemente, si inoltrò nel primo sentiero che trovò e ben presto la natura attorno a sé inizio ad essere veramente molto strana. Gli alberi, infatti, aveva lasciato il posto a funghi giganti, dai molteplici colori che incutevano un quieto timore nella ragazza. Si fermò indispettita allorché si accorse che un fungo, ben più grande degli altri, bloccava il sentiero e che uno strano essere si trovava sopra questo fungo. Questo essere era un misto tra un bruco e un essere umano, orribile a vedersi ed emanava un odore nauseabondo. Aveva le testa e il busto di essere umano, poi il resto del corpo era quello di un viscido bruco dalle numerose zampe e con una corta peluria bianchiccia che gli cingeva tutto il corpo da insetto. Stava fumando da un narghilè e stava mangiando una focaccia genovese e nemmeno si era accorto della presenza di Alice, quindi la ragazza si arrischiò a parlare.

“Chi sei?” chiese la nostra protagonista assai curiosa.

“Io sono il Brucaliffo Volpino e tu signorina chi saresti che stai disturbando le mie ore di meditazione?” rispose l’essere i cui occhi continuarono ad essere vacui per l’effetto e la potenza della droga che stava respirando.

“Sono Alice e mi sono perduta inseguendo il Bian Coniglio… poi sono cresciuta a dismisura ed ora… non so più dove andare!” la voce di Alice era triste, si era infatti stancata di tutte queste sue avventure e voleva tornare a casa, per ora il pensiero di doversi sposare con il vecchio e orbo ambasciatore della Savoia era scomparso. La ragazza stava attendendo una risposta dal Brucaliffo ma si accorse che l’essere si era addormentato beatamente, allora, dato che gli faceva schifo toccarlo con le sue manine curate, prese un legnetto e colpì delicatamente l’essere sulla testa. Il brucuomo si svegliò e sembrò vederla per la prima volta, i suoi occhi infatti non sembravano adesso essere più schiavi della droga.

“Per sapere dove andare prima devi capire chi sei, quindi chi sei Alice?” chiese lo strano personaggio mentre aspirava copiosamente il fumo dal narghilè.

“Io sono Alice… sono una ragazza inglese…” rispose la protagonista del nostro racconto assai disorientata dalla domanda del Brucaliffo.

“Non intendo quello. Qual è il tuo ruolo in questa storia? In Wonderland? Ognuno qui ha un ruolo, io sono il saggio Volpino che ti consiglierà su cosa fare, ma il tuo ruolo qual è? Nell’altra storia dovevo essere, per esempio, la Reverenda Madre Rapallo. Purtroppo quella storia non si è realizzata… e tu ti realizzerai in questa Alice?” chiese ancora sibillino il Brucaliffo.

“Non lo so…” disse la ragazza che si stava per mettere a piangere infatti in qualche modo le domande di quello strano essere la toccavano nel profondo, infatti non sapeva nemmeno lei bene chi fosse.

“Ci sono tanti ruoli che potresti ricoprire, la sciocca ragazza che si innamora dello pseudo-vampiro o la giovane dal tormentato passato che è destinata a sconfiggere il male o ancora potresti essere destinata a perdere la testa. La Regina Licia cerca sempre nuove pretendenti… ma… ora devo andare, il fumo è finito… a presto Alice!” disse il Brucaliffo per poi scomparire in una nuvola di fumo azzurrino. Alice non sapeva che fare ma si accorse, cosa che la fece stupire ancora di più, che anche il fungo era scomparso ed ora il viottolo continuava portando ad un giardino ed una casa che assomigliava alle normali case di campagna dell’Inghilterra. Appena Alice riuscì a vedere per bene questo edificio si accorse che aveva le porte spalancate e una marea di utensili da cucina giaceva sul giardino. Molti strani nani da giardino, che raffiguravano creature d’incubo con tentacoli, zoccoli e corna, erano stati danneggiati e distrutti dal lancio degli attrezzi per cucinare. In casa, come appurò ben presto, non c’era anima viva. Da quel che poteva vedere chiunque fossero gli abitanti di quella abitazione erano andati via di gran furia. La ragazza decise di continuare a seguire il sentiero che l’aveva condotta fino a lì e che vedeva in lontananza si divideva in due tronconi differenti. Stava per arrivare all’incrocio quando si accorse che su un ramo di un albero che si trovava accanto a lei si stava materializzando qualcosa di assai strano. L’essere era una sorta di gatto, ma grande come mai ne aveva visti, con il pelo rossastro con alcune righe nere, aveva un sorriso sornione, una bocca troppo larga quasi quanto tutta la faccia. I suoi molti denti erano aguzzi e sporchi di sangue, così come gli artigli. Per completare il tutto questo gatto aveva le corna ricurve da caprone. Alice era sinceramente impaurita da questa apparizione, era l’essere più pericoloso che avesse mai incontrato a Wonderland, questo poteva ben capirlo. La sua risata era gutturale e vulcanica, la osservava di sottocchio divertito.

“M-mi diresti” – iniziò a dire la ragazza che tremava dal terrore ma voleva comunque sapere come tornare a casa – “quale strada devo prendere per andare via di qui?”

“Tutto dipende da dove vuoi andare, piccola umana.” rispose il gatto demoniaco sogghignando ancora di più e mostrando per bene tutti i suoi denti affilati.

“Il dove non ha importanza…” disse Alice che era ancora più confusa e impaurita data la risposta dell’animale.

“E allora non ha importanza nemmeno dove vai piccola umana.” disse il gatto ora ridendo di gusto, aprendo la sua bocca in cui la ragazza poteva finire in un sol boccone.

“Voglio tornare a casa!” esclamò Alice al colmo della paura.

“Non te la fare sotto, piccola umana. Beh, se prendi la strada a destra vai dal Cappellaio, lui è matto. E se vai a sinistra vai dalla Lepre Marzolina. Anche lei è matta. Qui siamo tutti i matti! Ed è bello così cara la mia piccola umana. Non mi sono presentato, che cattivo gatto che sono, mi chiama Mad Dog e sono un gatto del Cheshire. Non so cosa cazzo vuol dire, ma è così che mi dipingono!” le parole del gatto erano veloci e la sua voce sembrava avere il rumore della lava che viene eruttata da un vulcano. Alice comunque si era calmata perché vedeva che il gatto non aveva intenzioni malvagie.

“Ma se sei un gatto come mai ti chiami Cane Pazzo?” chiese Alice sempre perspicace quando c’era da insultare le persone che aveva appena incontrato.

“Non sarebbero fatti tuoi… – disse il gatto sbuffando infastidito – ma io non sono proprio un gatto sono più un demone. Anzi di solito non ho questa forma particolare, anche se qui io sono un gatto in effetti. E’ complicato e la tua povera testolina da umana certe cose non le può comprendere. Ora se non ti dispiace, mi piacerebbe rimanere con te a parlare di Wonderland e della Regina Licia e delle teste mozzate ma inizio ad avere fame e sento che c’è un maialino-bambino qui intorno di cui vorrei cibarmi! A presto piccola umana!” disse il demone gatto sparendo poco a poco.

Alice non sapeva proprio cosa fare, questo paese Wonderland era così strano, così diverso dalla sua semplice e quotidiana Londra. Quasi si pentiva di essere scappata da suo futuro marito. Decise comunque di andare avanti e pensò di andare a trovare il Cappellaio, senza un vero e proprio motivo. Dopo qualche minuto di cammino arrivò alla casa del Cappellaio che trovò fatiscente e a pezzi, un vero e proprio rudere, però davanti alla casa c’era un lungo tavolo apparecchiato alla perfezione per il thè. Notò che a tavola c’era tre strambi individui. Il primo era un uomo normale, con un vestito ricco di pizzi, dai colori sgargianti, con i capelli lunghi castani ed un cappello a tuba più grande della sua testa, il secondo era una lepre grande il doppio dell’uomo, indossava un vestito simile al Cappellaio, il terzo individuo era un Ghiro che dormiva alla grossa facendo da cuscino agli altri due che stavano consumando un thè. La Lepre Marzolina guardò la ragazza appena arrivata e finendo il suo thè disse: “Qui non c’è posto per te, è tutto occupato!”

Comunque Alice, vedendo che c’erano molti posti liberi si mise seduta, perché aveva sete e voleva bere anche lei un po’ della bevanda inglese per eccellenza.

“Mi chiamo Linda e ti rivelo che siamo bloccati in un loop temporale che fa si che sia sempre l’ora del thè, per questo ragazza non c’è posto per altra gente, i posti sono sempre per noi, ci muoviamo per prendere quelli nuovi!” disse la Lepre Marzolina. La Lepre però non disse che era colpa sua se il tempo si fermato, infatti aveva importunato un Signore del Tempo di nome Missy per farla aderire ad un suo progetto. Il progetto era di andare indietro nel tempo e cancellare le ultime stagioni del suo spettacolo teatrale preferito “Dottor Chi” che era degenerato molto ultimamente. La Lepre guardò malamente Alice che stava per assaggiare il suo thè, infatti ormai la ragazza aveva proprio abbandonato le buone maniere vittoriane di casa sua, se tutti qui si comportavano da pazzi, perché non poteva farlo anche lei si diceva? Alice notò che davanti a lei c’era un bel cannolo con la crema pasticcera, un cannolo molto appetitoso, quindi stava per prenderlo in mano quando sentì un grido acutissimo. Era il Cappellaio un accento particolare, forse scozzese o forse di Campobasso che la ragazza non sapeva ben identificare.

“Il cannolo è mio!” urlò il Cappellaio “Non lo devi mangiare te! E’ mio!” – e agguantò il dolce mettendoselo tutto in bocca e mangiandolo in sol boccone – “Io comunque sono Ivano noto come il Cappellaio Matto, Linda la chiamiamo la Lepre Marzolina, non ricordo perché… e poi lei è Rachele. Dorme sempre. Da quando ha pubblicato il suo libro per la Coorte Editore, si è stancata così tanto che dorme sempre! Ed ora levati dai piedi ragazzina che dobbiamo bere il thè è quasi ora!” quindi il Cappellaio che cambiò posto e così anche la Lepre che si portò appresso il Ghiro (o la Ghira? qual è il femminile di Ghiro? Qualcuno lo sa? Aiuto!) usandolo ancora come cuscino. Alice decise di andare via da quel branco di pazzi dato che non era la benvenuta, poi il loro thè era davvero strano, ora le apparivano i colori tutti sballati, tutti più vividi, si chiese che strano thè fosse mai quello che aveva bevuto per farle quest’effetto. Si inoltrò di nuovo per il sentiero che aveva seguito prima e si trovò un tipico giardino all’inglese, pieno di rose rosse e di alberi dalle chiome anch’esse rosse. Sentiva che c’era un strano odore metallico nell’aria, un odore che capiva e non capiva cos’era allo stesso tempo. Notò che delle carte da gioco dalla forma umana stavano portando via dei corpi di uomini-carte senza testa e che lì vicino a loro c’era un gruppetto di persone di cui conosceva solo il Bian Coniglio. La ragazza gli andò incontro e capì che aveva davanti la Regina di Cuori di Wonderland e quindi si inchinò con rispetto. La Regina di Cuori era una donna bassa, con dei cappelli rossi cortissimi, un vestito assai elaborato, di stile vittoriano, in cui campeggiava in bella evidenza in molteplici forme il simbolo dei cuori. La corona della Regina Licia era formata da cuori umani cuciti insieme e infusi nell’oro. Accanto a lei c’era il Re di Cuori noto come il Falco, vestito in maniera consona ad un regnante come lui, con molti gradi militari e con una corona simile a quella della sua Regina, era di poco più alto della Regina. Inoltre c’era pure Sergio il Fante di Cuori, che portava un elmo pieno di arabeschi che rappresentavano lo stemma della casa reale e, stranamente, dei dinosauri ed aveva un’armatura brillante e assai pesante almeno così sembrava dal modo in cui si incurvava la schiena dell’uomo. La Regina, che aveva le pupille a forma di cuore stilizzato, guardò stranamente la nuova venuta.

“Chi sei tu ragazzina?” disse la sovrana con la sua voce chiara e squillante squadrando dall’alto in basso, per quanto poteva fare con la sua modesta altezza, la giovane che aveva davanti con quel ridicolo completino bianco e azzurro.

“Mi chiamo Alice, sua altezza reale, e vengo dalla Londra che sta di sopra.” disse la ragazza ancora inchinata.

“Ci manca un giocatore per giocare al Croquet di Wonderland™, uno dei giocatori aveva fatto un punto contro di me e quindi ho dovuto tagliargli la testa, così come all’arbitro e ad un tizio che passava, sai, non aveva letto i miei libri. Tu li ha letti vero? Le Fantastiche Cronache di Wonderland™…” chiese la Regina Licia sibillina.

“No io…” ma Alice non riuscì a finire la frase che la Regina urlando la interruppe.

“Cosa? Tagliatele la testa!!!!” la faccia della Regina era diventata paonazza dal furore ma venne presto calmata dal Re di Cuori che le poggiò una mano sulla spalla.

“Cara, lei non abita qui è normale che non sappia dei tuoi libri, falla portare dal Grifone alla libreria della Falsa Tartaruga… così potrà anche leggere i miei di libri, Estasiato di Wonderland™, Il Prodigioso di Wonderland™ e tutti gli altri come il libro che ho scritto per la Coorte Editore dal titolo Gli anni compiuti di Wonderland™. Tutti libri bellissimi, che vendo ad un prezzo modico, addirittura se li prendi tutti ne hai uno in regalo!” disse il Re di Cuori che era un grande venditore e sapeva destreggiarsi molto bene nel marketing. Presto Alice, senza che potesse obiettare qualcosa, venne presa malamente da un Grifone che era sbucato dal nulla e portata in volo verso un Castello tenebroso che rappresenta, anch’esso, nelle forme il raccapricciante simbolo della casa regnante.

“Quello è Castel Mondador, il Castello della Regina e del Re di Cuori. Io comunque sono Odry, piacere di conoscerti.” disse l’animale che la stava trasportando con la sua voce graffiante ed inumana.

“Il piacere è tutto mio, mi chiamo Alice.” disse la ragazza mentre veniva sballonzolata nelle zampe del Grifone.

Il volo non durò molto e presto atterrarono sul tetto di un torrione sinistro e pauroso, con i merli a forma di cuore. Il Grifone indicò con una zampa la porta che portava al pieno di sotto della torre.

“Dobbiamo passare dalle prigioni prima, è lo standard per chi come te si perde qui a Wonderland. Così puoi vedere come non devi sbagliare… ah e Francesco a me e a Pamela ci fa fare sempre gli stessi personaggi. Che stronzo!” disse l’animale in maniera misteriosa. La ragazza si chiese che genere di detenuti ci potessero essere nella prigione e tremò di paura pensando ai personaggi che aveva incontrato a Wonderland e che erano perfettamente in libertà. “Chissà come saranno questi detenuti…” pensò.

Scesero delle scale scure e malandate, per poco Alice non si fece tutti gli scalini in discesa libera, ma alla fine arrivò ad un corridoio molto lungo, stranamente più lungo di quanto potesse far pensare la torre da fuori, attorniato da celle in cui si potevano vedere i vari detenuti. Nella prima cella che incontrarono c’era una ragazza, che avrebbe potuto avere l’età di Alice, completamente vestita di bianco, anche la sua pelle era assai cerea, sembrava che si fosse immersa nella farina. Si muoveva piano, guardandosi con curiosità morbosa le dita delle mani e facendo esclamazioni felici a tutti i piccoli granelli di polvere che vedeva danzare nell’aria.

“Quella è la Lilletta, la Regina Bianca, una volta era un’appassionata di libri ma poi ha bevuto troppo thé del Cappellaio… e beh, da allora è sempre fatta come una scimmia. La Regina Licia non può tagliarle la testa, il thè l’ha resa immune alla morte. Però l’ha fatta completamente impazzire!” disse il Grifone (o la Grifona? Perché l’italiano ha tutti questi termini maschili porco me stesso? Ma la volete fare una lingua più inclusiva?), anche abbastanza divertita da quella visione.

Nella cella esattamente davanti a quella della Regina Bianca c’era invece una donna interamente vestita di nero, con un vestito vittoriano molto dark, noi diremmo che fosse gothic ma Alice non sapeva cosa volesse dire quel termine, quindi le sembrava solo molto dark. La pelle della donna era pallida mentre i capelli, erano scuri, ma era un nero diverso da quello che Alice aveva sempre visto. Quello era il nero del buio, dell’oscurità senza luce. Un nero che inghiottiva gli altri colori e la luce stessa, infatti riusciva difficilmente a scorgere i capelli di questa figura che la osservava malamente da dietro le sbarre della sua cella.

“Quella invece è Arianna, la Regina Nera, il suo regno è stato inglobato dalla Regina Licia tempo fa, nel suo caso è ancora viva perché si teme che se l’ammazziamo una tremenda maledizione cadrà su di noi. Una maledizione “metal”, che nessuno sa bene cosa voglia dire. La Regina Nera per sconfiggere la nostra di Regina aveva evocato lo stesso Cthulhu ma questi, non si sa ancora perché, si è rivoltato contro di lei e le ha mangiato il marito il Re Nero e tutto l’esercito. Qualcuno dice che abbia sbagliato l’evocazione e che Cthulhu le si sia rivoltato contro. Lei da la colpa a Mad Dog… dice che… sia stato lui ad arrivare e non quel gigantesco mostro tentacolare. Ah si, tu non sai nemmeno cosa sia Cthulhu… dicono che sia un Principe tra i suoi simili, una divinità antica che riposava in fondo al mare. Per fortuna io non l’ho mai visto! Continuiamo però!” disse il Grifone.

Alice non sapeva cosa pensare di tutta questa gente che vedeva nelle celle, era gente veramente strana e pessima per il suo modo di vedere. Continuarono comunque ad andare avanti, finché non trovarono una cella piena di sangue, ossa mangiucchiate e con pelo di pecora tutto sparso ovunque. Appena si avvicinarono Alice sentì un miagolio fievole fievole e capì che da lì era passato qualcuno che aveva già incontrato.

“Oibò!” – disse il Grifone effettivamente sorpreso – “Cosa è successo qui? Qui c’era la Pecora Influencer di cui non posso dire il nome. Pensava di essere più bella della stessa Regina e per questo l’avevamo messa via per la Pasqua di Ido… sai quando il nano andò in fondo al mare… ah, si tu non hai letto i libri… ora però lo saprai! Andiamo avanti…”

Stavano per superare un’altra cella quando l’uomo che era dentro venne avanti e attirò l’attenzione di Alice.

“Tu sembri una normale!” disse l’uomo assai sollevato di incontrare un essere umano come lui “mi chiamo Mario Pasqualotto, sono uno scrittore. Ieri sera, ero a Lucca, per concludere degnamente la serata, ho bevuto la grappa di uno strano tipo… un certo Valberici… ed ora sono qui! Non capisco se sono completamente ubriaco o se sono veramente finito nel Paese delle Meraviglie… anche se è diverso da quel che ricordo… mi puoi aiutare ad uscire di qui?” chiese l’uomo, che Alice notò aveva i capelli e la barba lunghi ed un vestito che poteva essere anche bello se non fosse stato tutto stropicciato dalla permanenza nella cella. La ragazza, comunque, al sentire il nome “Valberici” che ricordava molto il nome del suo futuro marito, decise di non dare confidenza a quel tipo e, anche se continuava a chiamarla, con quel suo strano accento, che noi sappiamo essere emiliano, lei lo ignorò ed andò via. Dopo altre celle, il Grifone la fece fermare davanti ad un’altra gabbia, in cui c’era un guerriera vestita di tutto punto, con tutta l’armatura, completamente bianca che ormai si era arrugginita. Il simbolo che campeggiava nell’armatura e veniva ripetuto anche nel lacero mantello era una esse allungata. Non poteva vedere la faccia della donna perché aveva la celata calata e vedeva che era stata saldata per non poter essere più alzata.

“Quella è il Ciane Nemo, la Guerriera Bianca, Paladina del Sacro Esselunga. Tentò di liberare la Regina Bianca e disse che avrebbe precipitato la Regina Licia nelle segrete per aver usato una volta i servigi dell’ex Cavaliere Nero, chiamato Carrefour, per questo la nostra Regina ha deciso che Ciane non avrebbe più visto la luce del sole e ha fatto saldare la celata del suo elmo per sempre!” il Grifone, notò la ragazza, era comunque spaventato da questa tipa, che per quanto fosse dietro la cella, in catene, aveva ancora un qualcosa di regale in sé. Arrivarono alla fine all’ultima cella abitata da un prigioniero davvero strano, questi era una ragazza che sembrava normale con un guscio di uovo gigante in testa. Questa prigioniera era imbavagliata.

“Lei invece è Daniela ma è nota con il suo nome da criminale Humpty Dumpty anche se non abbiamo capito perché abbia scelto questo nome. E’ una sobillatrice, voleva sollevare il popolo contro la Regina, dicendo che i suoi libri non sono belli! Inoltre fa dei disegni molto spinti, non sono cose che possiamo accettare nel nostro paese! La Regina Licia non ha ancora trovato una giusta punizione per la sua sfacciataggine!” disse il Grifone compiaciuto adesso di essere arrivato alla fine di quell’interminabile corridoio di celle. L’animale aprì l’immenso portone e si ritrovarono in una libreria piana di tomi, traboccante di libri. Venne incontro a loro una Tartaruga, che salutò calorosamente il Grifone per poi porgere la zampa ad Alice, che la strinse prontamente.

“Io sono Pam la Finta Tartaruga, anche se sono una vera Tartaruga ma una volta, molto tempo fa, ero la sarta di corte della Regina Licia, ma lei un giorno non apprezzò più i miei vestiti e decise di tagliarmi la testa. Quando lo fece, ritrassi la testa e mi finsi morta, da allora faccio finta di essere una Falsa Tartaruga e lavoro in questa libreria. Immagino che tu sia qui per leggere i libri della Regina ed ora lo farai, ma prima devi assolutamente sentire la mia ultima poesia… eccola qui!

Oh che bel vestito, ricco e traboccante

che ho cucito per la Regina svolazzante

Chi a questo vestito mai resister potrebbe?

Vestito vittoriano, oh che bel vestito!

Vestito vittoriano, oh che bel vestito!

B-e-e-e-l v-e-e-s-t-i-i-t-o-o

B-e-e-e-l v-e-e-s-t-i-i-t-o-o…” la Finta Tartaruga non riuscì a finire la sua orrida poesia perché venne interrotta dal Grifone.

“Dobbiamo andare, incomincia il processo, ho sentito la campana suonare…” disse il Grifone che in realtà non aveva sentito nessuna campana ma voleva andare via al più presto da quello strazio infinito. Il Grifone agguantò Alice e la portò in alto, in alto, fino a sbucare, grazie ad un buco nel soffitto nel cielo, per poi ributtarsi in picchiata in basso, fino ad arrivare ad un’aula di tribunale che non aveva tetto e che “cresceva” nel mezzo del giardino inglese. La sala era affollata di carte umane e animali. I banchi della giuria erano affollati da animali con delle ridicole parrucche bianche. Al banco degli imputati c’era il Fante di Cuori, mentre come giudice c’era il Re di Cuori e la Regina fungeva da boia avendo preso in mano la lunga spada a due mani, con la lama color ebano, che usava per tagliare la testa a chiunque non le stesse a genio. Sul banco dei testimoni si era appena seduto il Cappellaio, che non era molto tranquillo di stare vicino alla Regina di Cuori, perché tempo fa gli aveva venduto una partita di thé difettoso e aveva paura che se ne ricordasse. Infatti appena la Regina lo vide, strinse gli occhi che diventarono solo due fessure fiammeggianti, e alzando la spada, con un colpo secco decapitò il Cappellaio senza lasciargli scampo. Nessuno sembrava particolarmente sorpreso o scandalizzato da quello che era successo e presto portarono via il corpo del Cappellaio. Alice e il Grifone si sedettero in prima fila per assistere al processo, infatti la ragazza era molto interessata a quanto stava avvenendo. Dopo che le guardie ebbero portato via il cadavere del Cappellaio, la cui testa continuava imperterrita a cercare di bere il thé che era caduto dalla tazza durante la sua decapitazione, arrivò il nuovo testimone. Questi era un uomo alto e magro, vestito come un nobile, aveva grandi baffi neri e una parrucca nera con molti boccoli.

“Sono il Duca Furchì, suddito della Regina di Cuori ed Esimio Graphic Designer…” disse l’uomo appena si sedette con il suo accento tipico della landa di Torino. La Regina lo osservò pulendo diligentemente con un panno la lama sporca della sua spada poi gli disse: “Pensi che i miei libri siano belli?” e lo disse in una maniera che non concedeva eccezioni. Il Duca purtroppo era un tipo molto particolare come tutti gli abitanti di Wonderland. Infatti il Furchì era un grande sofista e bastian-contrario e doveva, per forza, ribatte in qualche modo alla Regina.

“Vede Regina Licia, in realtà visti da un punto di vista socio-economico-cultura-metafisico-quantico quello che scrive nei suoi libri rappresenta un’evoluzione stilistica e contenutistica-filosico-material-lucciosa rispetto ai suoi primi libr…” il nobile non riuscì a finire la frase che già la sua testa stava rotolando sul terreno, in maniera assai allegra almeno giudicando dalla risata del Fante di Cuori. La testa finì vicino al piede della povera Alice che poteva vedere come erano sorpresi gli occhi del Duca in punto di morte. Venne poi chiamato al banco dei testimoni un ragazzo con un completo impeccabile completamente bianco, militare, con le spalline con i gradi d’oro e viola.

“Sono l’Imperatore di Oz e sono qui in vacanza a Wonderland… ho letto i libri della Regina e li trovo carini…” disse il ragazzo ma il commento non piacque alla Regina che era arrabbiata perché non aveva avuto il tempo di pulire la lama della sua spada. La Regina, quindi, tentò di tagliare la testa all’Imperatore di Oz ma prima che potesse farlo il ragazzo era scomparso in una giostra di luci colorate. Il Bian Coniglio guardò Alice e poi disse a gran voce: “Si chiama al banco dei testimoni Alice dalla Londra che sta di sopra!”

La ragazza era assai stupita di essere stata chiamata a testimoniare non sapeva sinceramente cosa dire e soprattutto non aveva capito cosa avesse fatto il Fante di Cuori per essere un imputato quindi chiese lumi al Re di Cuori che la guardò come si guarda una macchia di fango sulla scarpa e disse: “E’ ovvio! Non lo sai? Il Fante di Cuori ha osato dire che il suo libro o era il suo podcast, non ricordo, è più bello dei libri scritti dalla mia consorte. Dobbiamo appurare se abbia veramente detto questa cosa o no e decidere la sua sentenza!” disse il Re di Cuori

“Allora cosa sai di quanto è successo ragazzina?” disse la Regina di Cuori scrutando Alice e pulendo di nuovo la lama della sua spada che si era nuovamente sporcata di sangue.

“Non so nulla, lo giuro! Non ero presente quando è successo!” disse Alice, che aveva paura anche lei di rimetterci la testa.

“Quindi dici che è successo! Abbiamo le prove! Tagliamo la testa al Fante!” urlò la Regina di Cuori balzando addosso al Fante e tagliandogli di netto la testa ed un braccio, che il povero cavaliere aveva alzato per proteggersi. A questo punto successe qualcosa di strano, ancora di più strano di quanto fosse già accaduto, Alice notò che si stava ingrandendo, che stava crescendo… forse era colpa del thé che aveva bevuto prima, pensava. Comunque era diventata un gigante.

“Non è giusto che lei diventi così grande, non può crescere così qui! Anch’io voglio essere gigante come lei che pizza! Forse se fossi così grande come lei non sentirei tanto freddo!” disse un componente della giuria, una lucertola di nome Federica Venefica, così come c’era scritta nella targhetta che aveva attaccata sulla pelle squamosa. Alice odiava le lucertole, erano brutte e squamose, per questo la schiacciò senza problemi, uccidendo la povera bestiolina all’istante. Un’altra donna che faceva parte della giuria, e che dalla targhetta si capita che il suo nome era Simona, stava mangiando allegramente dei pop corn e bevendo del vino da una brocca come se fosse tutto normale intorno a lei. La donna non sapeva come fosse capitata in questo strano mondo, l’ultima cosa che ricordava era che aveva provato una strana grappa piemontese. Comunque questo mondo era sicuramente molto più divertente di quello da cui proveniva con la pandemia e tutto il resto! Subito dopo apparve il gatto demoniaco ma solo la sua testa che si trovava esattamente davanti alla faccia di Alice. Mentre la Regina sbraitava di tagliare la testa alla ragazza e il Bian Coniglio cercava una lama abbastanza grande per farlo, il gatto demoniaco le parlò con la sua voce grottesca.

“E’ ora di tornare a casa ragazzina. Dovevi salvare questo mondo dalla pazzia pazza e malvagia della Regina di Cuori ma non ci sei… – A quel punto si udì uno “splat” per errore Alice aveva calpestato la Regina Licia uccidendola sul colpo e staccandole la testa, Mad Dog quindi, sorpreso continuò – Uhm penso che anche così vada bene… è ora di tornare alla tua Londra! Dormi ragazzina, dormi!” Tutto intorno a lei si fece oscuro e confuso e ben presto cascò di nuovo nell’oscurità oleosa per poi svegliarsi, senza poter capire quanto tempo fosse passato, nel cimitero di Highgate in cui si era rifugiata per sfuggire al suo futuro marito. Era cascata in una buca, ecco cos’era successo, inoltre con il suo peso aveva ucciso anche quel coniglio bianco che aveva visto prima di svenire. Mezza intontita decise di tornare a casa e pensò che alla fine forse non era così male sposare l’Ambasciatore della Savoia. La ragazza anzi era pure contenta, aveva voglia di sposarsi e vivere una vita felice e normale. Non possiamo sapere cosa sarebbe successo, come sarebbe andata avanti la sua vita perché una carrozza la prese in pieno uccidendola sul colpo. L’occupante della carrozza, l’Ambasciatore del Gran Ducato di Toscana dal ritorno dal party a corte del Re Sara, non si accorse di nulla come al solito anche perché era ancora sconvolto dalla notizia della tragica morte dell’Ambasciatore della Savoia. Tanabrus si chiedeva:

“Chi mi porterà adesso la famosa grappa di Savoia?”

Così cari miei finisce questo racconto di Natale! Chissà se indovinate quale sarà il libro che verrà parodiato l’anno prossimo! Comunque spero che anche voi abbiate gustato una cena succulenta per la Vigilia come ho fatto io e vi stiate apprestando a digerire il cibo del Pranzo di Natale. Con tutto il quore vi auguro Buon Feste, spero che abbiate ricevuto quello che volevate, nel caso lamentatevi con chi vi ha fatto i regali scrausi… MUAHAHAHAHAHAHAHHH”*

*Questo è il Mad Dog del Natale Futuro che vi parla. Si spera che l’anno prossimo il mio padrone non faccia lo scansafatiche come quest’anno e che scriva una parodia nuova e non faccia un nuovo “remake”.




The End


Erano passati venti anni dalla distruzione di Milano e dell’Italia del Nord. Venti anni da quando la guerra nucleare aveva portato la devastazione di buona parte dell’Europa, dell’Asia e degli Stati Uniti. Uno dei pochi luoghi, nel Vecchio Continente, in cui c’era una parvenza di normalità era il Regno della Regina Francesca Dani che comprendeva parte dell’Italia Centrale e dell’Italia Meridionale. La Regina era nota per le sue grandi competenze in materia di luoghi abbandonati e radioattivi, ed era diventata rapidamente la leader di quello che rimaneva dell’Italia. Adesso la Regina si trovava nel luogo dove era iniziato tutto. Schermata con le migliori e più moderne tecnologie adattate dopo venti anni di convivenza forzata con la devastazione nucleare. Tramite la visiera del suo casco la Regina Dani vedeva quello che aveva causato tutti i loro problemi e l’unica cosa che rimaneva in quel luogo ora impervio e devastato. Un demone brutto e contorto, cristallizzato dalla forza dell’esplosione atomica nell’ultima posa che era riuscito ad assumere. Un bel dito medio! La Regina fece l’unica cosa che poteva fare in questo caso. Diede un calcio nella palle al demone cornuto il cui corpo si frantumò in tanti pezzettini che poi si ricomposero facendo tornare il demone alla normalità.

“Vent’anni in quella posa stupida! Dovevo scegliere di meglio!” disse il demone che aveva ancora la bocca impastata da anni di polvere radioattiva.

“Adesso che ti ho liberato, poni rimedio a questo problema che hai causato!” disse la Regina il cui tono non ammetteva repliche.

Il demone cornuto non se lo fece ripetere due volte. Voleva salvare il suo amico Borgo, doveva farlo! Sennò chi avrebbe potuto tornare a tormentare l’anno successivo per il racconto di Natale? Mad Dog tornò indietro nel tempo ed evitò tutto. Come probabilmente sapete da Avengers Endgame questo però non impedirà che esista una realtà alternativa in cui a causa di Mad Dog e di Borgo, c’è l’apocalisse nucleare. Quella realtà esiste ancora. Sono cose che capitano ma quando si scrivono dei racconti di Natale!

Protagonisti

Alice: Chiara Strazzu

Il Bian Coniglio: Borgo

Lo Stregatto: Mad Dog

La Regina di Cuori: Licia Troisi

Il Re di Cuori: Francesco Falconi

Il Fante di Cuori: Sergio

Il Duca: Fabrizio Furchì

Il Brucaliffo: Luca Volpino

Il Topo: Zerov

Il Dodo: Masa

Il Pappagallo: Livio

L’Aquila: Camilla

Il Papero: Andrea

PincoJulia: Julia

PancoSonia: Sonia

Il Cappellaio Matto: Ivano

La Lepre Marzolina: Linda

Il Ghiro: Rachele

Humpty Dumpty: Daniela

La Finta Tartaruga: Pamela

Il Grifone: Odry

La Lucertola: Federica Venefica

La Paladina Bianca: Ciane Nemo

La Regina Nera: Arianna

La Regina Bianca: Lilletta

La Giurata: Simona

Il Tricheco: Luca Tarenzi

La Carpentiera: Aislinn

L’Ambasciatore della Savoia: Valberici

L’Ambasciatore del Gran Ducato di Toscana: Tanabrus

Sara il Re d’Inghilterra: Sara

Mario Pasqualotto: Se stesso

L’Imperatore di Oz: ?


Special Guest Star

Borgo nella parte di se stesso

Francesca Dani nella parte della Regina Francesca Dani

50 libri in un anno – Sfida di lettura 2021

Come ogni anno è giunto il momento di scrivere questo post, che poi aggiornerò di continuo fino alla fine del 2021, per sancire l’inizio della mia personale sfida di lettura. Leggere 50 libri in un anno. Nel 2020 ci sono riuscito per il rotto della cuffia, anche a causa della pandemia, chissà come andrà questo anno nuovo. Ho anche molti fumetti arretrati da recuperare. Inizio con “Italian Way of Cooking – Pizza, mostri e mandolini” di Marco Cardone edito da Acheron Books. Su Goodreads oltre ai libri “normali” la sfida includerà anche fumetti e volumi illustrati, infatti la soglia che ho scelto per quella sfida è di 160 volumi in tutto.

  1. Italian Way of Cooking – Pizza, mostri e mandolini” di Marco Cardone
  2. I reietti dell’altro pianeta” di Ursula K. Le Guin
  3. Star Trek – Designing Starships: The Uss Voyager and beyond
  4. Satana a St. Mary” di P. C. Doherty
  5. Pane e bugie” di Dario Bressanini
  6. Senza rimorso” di Tom Clancy
  7. Vampiri: dove trovarli” di Michele Mingrone, Sara Vettori, e Caterina Scardillo
  8. Il cardinale del Cremlino” di Tom Clancy
  9. Oceano Mare” di Alessandro Baricco
  10. La morte dei re” di Bernard Cornwell
  11. The Outlaws Scarlett & Browne” di Jonathan Stroud
  12. Il novizio del diavolo” di Ellis Peters
  13. I due prigionieri” di Ellis Peters
  14. Titanic – A Survivor’s Story” di Archibald Gracie
  15. Anno Dracula 1999 – Daikaiju” di Kim Newman
  16. Il principe della nebbia” di Carlos Ruis Zafòn
  17. Il trono senza re” di Bernard Cornwell
  18. Re senza dio” di Bernard Cornwell
  19. Making Money” di Terry Pratchett
  20. L’Arciere di Azincourt” di Bernard Cornwell
  21. Il Tempo della Guerra – The Witcher” di Andrzej Sapkowski
  22. Sangue del mio sangue” di Giuseppe Menconi
  23. Mangiatori di morte” di Michael Crichton
  24. Star Trek: Sarek” di A. C. Crispin
  25. Altai” di Wu Ming
  26. Incubi e deliri” di Stephen King
  27. Il castello di Otranto” di Horace Walpole
  28. La sfolgorante luce di due stelle rosse” di Davide Morosinotto
  29. Fu sera e fu mattina” di Ken Follett
  30. L’ora dei dannati: La Montagna” di Luca Tarenzi
  31. La guerra delle salamandre” di Karel Capek
  32. Memorie di Adriano” di Marguerite Yourcenar
  33. Equinox” di Chiara Strazzulla
  34. Apollo Credici – Un gamebook spaziale” di Adrian Fartade, Luca Perri e Leo Ortolani

I libri più belli che ho letto nel 2020

Ed ecco che scrivo il solito ultimo post di fine anno. Questo 2020 è stato difficile, straniante e perverso ma per fortuna sono riuscito a leggere dei libri bellissimi. Almeno quello. Una cosa ho notato però che ho letto meno fumetti e volumi rispetto all’anno scorso, in cui ho fatto un record di letture, e penso sia dovuto anche alla pandemia. Comunque qui ci sono i libri che mi sono piaciuti di più in questo 2020 e, come sempre, sono in ordine sparso. Purtroppo ripeterò spesso alcune parole, come “bello”, “originale” ed “interessante”, non sono bravo a scrivere recensioni e a far capire perché un libro mi sia piaciuto. Scusatemi!

Inferno (Eternal War, #4) di Livio Gambarini

Il primo libro è uno degli ultimi che ho letto, il capitolo finale della saga di Eternal War di Livio Gambarini. E’ un bellissimo libro, epico ed entusiasmante. Tutti i personaggi sono fantastici, Dante, Kabal, Guido, sono tutti bellissimi. Si vede che dietro c’è un lavoro immane, un world bulding immenso e perfetto. La trovata di chi sia Satanasso è davvero stupenda come quella sull’identità di Kabal e sul suo passato. Devo dire che alla fine, mi sono anche un po’ commosso.

Tutto Dracula vol. 1 – Il Conte Incubo e Tutto Dracula. Vol. 2: Abraham Van Helsing e l’ultima crociata di Franco Pezzini

Questi due volumoni trattano in maniera approfondita il Dracula di Bram Stoker, sono molto interessanti, pieni di notizie ed informazioni. Dovrebbero essere un must per tutti gli appassionati del libro scritto da Bram Stoker.

I tre giorni di Pompei di Albero Angela

Come sempre Albero Angela riesce a scrivere dei libri bellissimi ed interessanti sul mondo romano e tratta benissimo l’eruzione del Vesuvio.

Italian Way of Cooking di Marco Cardone

Ho apprezzato molto questo libro, la storia è bella, originale e divertente. L’idea alla base è davvero fantastica. Il primo libro che inizierò domani, nel 2021, sarà proprio il seguito di questo libro e non vedo l’ora!

L’ora dei dannati. L’abisso: 1
di Luca Tarenzi

Luca c’è riuscito ancora. Questo libro è fenomenale, è una bella rilettura dell’Inferno (E siamo a due “inferni” diversi letti in questo 2020) e ha personaggi fantastici. Riciclo un po’ il commento che ho lasciato su Amazon. La storia è molto interessante e si vede che c’è stato dietro grande lavoro per rappresentare al meglio l’Inferno e anche quello che ha scritto Dante Alighieri nella sua Divina Commedia. I personaggi sono, poi, tutti ben caratterizzati. Quello che mi è piaciuto di più probabilmente è il Conte Ugolino. Spero che il seguito esca presto!

Titanic. La vera storia
di Walter Lord

Il Libro sul Titanic con la maiuscola. Ne ho letti tanti quest’anno e sono tutti belli, interessanti ed alcuni anche molto più precisi di questo che è stato scritto negli anni ’50. Ha ispirato un famoso film sul Titanic (A Night to Remember). Ho letto anche un altro libro di Walter Lord quest’anno, su Pearl Harbor, anche quello molto bello. Walter Lord non ha scritto molto e non è molto conosciuto ma i suoi libri mi sono piaciuti molto.

L’Agenzia: Milano
di Daniela Barisone e Juls Sk Vernet

Tempo fa ho già scritto un post su questo bellissimo libro, nel post trovare cosa ne penso di quel libro in maniera più approfondita

Fausto e Furio. Solo zanne originali
di Thomas Mazzantini

Questo libro game è stata una davvero gradita sorpresa. Divertente, con personaggi spassosi, ambientato in una Toscana fantasy. Belle regole, originale. Aspetto il prossimo!

La repubblica dei ladri (Gentleman Bastard, #3
di Scott Lynch

Finalmente ho potuto leggere questo libro perché la Mondadori ha stampato e ristampato i primi tre libri di questa saga (quelli usciti finora quindi). Non riesco a resistere a questa saga e al tipo di scrittura di Scott Lynch. Ho adorato tutto. Locke, Jean, Sabetha. La parte teatrale. Le Elezioni. Ora spero che lo scrittore si decida a pubblicare il quarto volume!

La sfrontata bellezza del cosmo: Un viaggio tra i misteri dell’Universo attraverso le immagini dell’invisibile di Licia Trosi

Per me Licia da il suo meglio nei libri di divulgazione scientifica. Scritto bene, tratta argomenti interessanti e lo fa in modo che chiunque riesca a capire quei concetti scientifici che possono essere ostici. Quest’anno in cui siamo dovuti rimanere a casa è stato bello andare in giro nel cosmo con questo libro. Di Licia quest’anno ho letto anche il Diario Cileno e ho trovato anche quello molto bello.

Le Colpe dei Padri (Trilogia delle Radici #1) e I segreti delle Madri (Trilogia delle Radici #2) di Livio Gambarini

Il dittico, almeno per ora, di Livio ambientato in Lombardia nel 1300 tra i Visconti, Ludovico Il Bavaro, il papato, l’Impero ma anche persone comuni come Nera da Vertova. Ho adorato entrambi i libri ma soprattutto il secondo. La storia è molto interessante così come i personaggi soprattutto Jacopo e Nera. Si vede che, anche con questi libri, Livio ha fatto un grande lavoro per ricostruire il mondo del tempo e le vicende storiche. Spero che, prima o poi, uscirà il terzo volume. Scommetto che comunque si chiamerà “Il Destino dei Figli” o qualcosa del genere!

Il trucco c’è e si vede. Inganni e bugie sui cosmetici. E i consigli per difendersi
di Beatrice Mautino

Altro libro di divulgazione scientifica, questa volta sulla cosmesi, un mondo che conosco davvero pochissimo. Questo libro è stato davvero interessante. L’ho letteralmente divorato! Mi piace molto come scrive Beatrice Mautino e spero di leggere presto l’altro libro che ha scritto.



Mad Dog presenta Canto di Natale 2.0

BenvenutƏ a tuttƏ carissimƏ, sono il demone cornuto Mad Dog che vi parla per raccontarvi un altro racconto di Natale. Devo dire che ero molto indeciso quest’anno se tediarvi con altre storie dal dubbio umorismo ma mi sembra che ne abbiate bisogno quest’anno più del solito! Purtroppo con tutto quello che sta succedendo nel vostro mondo siamo dovuti andare al risparmio. Anche se ho partecipato, con un piccola parte, al bellissimo Eternal War: Inferno che vi consiglio di acquistare se non volete finire in qualche girone infernale! Dovevo anche apparire nel finale per salvare, ovviamente, la situazione ma non so perché Livio Gambarini ha tagliato quella parte fondamentale, sarà colpa del temibile Torquemasa! Quindi purtroppo non ci sono molti soldi per questa produzione e ho pensato di riciclare il primo racconto che vi ho mai raccontato. Farò un remake come quelli di Hollywood! Come ho fatto ben dieci anni fa massacrerò Canto Di Natale di Dickens ma dobbiamo cambiare buona parte degli interpreti e soprattutto il protagonista, non sapeva proprio recitare quello! Bando alle ciance quindi ma prima dobbiamo trovare il nostro nuovo protagonista per questo ci spostiamo nella nebbiosa (si, non lo è sempre, lo so. Era per dire… ora cambio, gli utenti del web saranno la fine del web!) soleggiata Milano. Ci troviamo in una stanza buia ed oscur… si, ho ripetuto due termini simili, si era far scena… per Cthulhu e Nyarlathotep siete dei lettori pignoli! Dicevo ci troviamo in una stanza buia ricca di poster dell’Inter, di action figures e con un pc all’ultimo grido completo di sedia da gamer…

Borgo si svegliò di soprassalto infatti aveva sentito un rumore e gli sembrava che ci fosse qualcuno con lui nel letto. Accese lo smartphone impaurito e si ritrovò davanti il faccione di Mad Dog che lo guardava sornione. Borgo quindi svenne. Una orrenda puzza lo costrinse a svegliarsi nuovamente. Questa volta davanti ai suoi occhi c’erano le zampe puzzolenti del demone cornuto. Il ragazzo urlò come mai aveva fatto in vita sua.

“Ehi! Non mi lavo solamente da un secolo e cinque anni! Non puzzo così tanto!”

“Mmmaaaddd Doogg??” esclamò il povero Borgo tremando

“Si, sono io, il demone cornuto! Sono tornato da te per portarti a compiere una nuova avventura!”

“No, grazie. Mi è bastata quella di qualche anno fa. Ho ancora gli incubi!”

“Hai già accettato in realtà quando hai deciso di tifare Inter. Nello statuto della società, in piccolo, c’è scritto che posso tormentare a mio piacimento i suoi tifosi quando e come voglio!”

“Che culo! E non intendo il tuo!” disse quindi Borgo ricordando un simile scambio di battute di anni prima

“Caro il mio Borgo ora partiamo per quella che all’epoca era, forse, la città più inquinata al mondo…”

Mad Dog presenta Canto di Natale 2.0

Londra, fine dell’Ottocento, la capitale mondiale della fuliggine e del carbone. Siamo in pieno inverno, manca un sol giorno al Natale. In un ufficio arredato con vecchie librerie e mobili in legno scuro, dietro ad una pesante scrivania comprata all’IKEA dell’epoca, c’era Lego Star Wars. Ehm intendevo Borgonizer Scrooge, dannato copia e incolla! La Scrooge & Marley si occupava di prestiti, scommesse sportive e all’occasione truffe finanziarie. Con Marley ormai defunto da tempo l’unico che guidava la società era Borgonizer. L’anziano uomo, pelato, con un naso lungo stava contando delle monete quando vide che nel suo ufficio era entrata una persona. Riconobbe subito la barba incolta castana, i capelli arruffati, il capello francese tipico degli intellettuali. Era Livio Gambarans, uno scrittore squattrinato a cui aveva già prestato dei soldi.

“Signor Borgonizer, mi serve un’altra sterlina e potrò mandare il mio libro dal titolo: Eternal Flames – Ade al famoso editor Torquemasa, poi diventerò famoso e le ridarò tutto con gli interessi!” disse lo scrittore

Borgonizer guardò ancora questo individuo vide che indossava un vecchio completo marrone rattoppato in più punti che era sporco, in più punti, con macchie di inchiostro.

“Niente da fare Signor Gambarans. Ho esaurito la pazienza con lei, mi tengo anche tutti i soldi. Vediamo se i suoi personaggi fantasy la fanno mangiare! Ed ora via dalla mia vista scellerato feniano!”

Dopo che lo scrittore fu andato, mestamente, via Borgonizer chiamò la sua assistente scrivana e contabile Lilletta Cratchit. La ragazza arrivò velocemente, un po’ intralciata dalle tre paia di vestiti che indossava infatti il suo padrone non voleva usare il riscaldamento per risparmiare. Lilletta era una bella ragazza dalla carnagione pallida, a causa del freddo che faceva nell’ufficio, e dai capelli lunghi neri come l’ebano. Insomma era tipo Biancaneve!

“Metti via questi soldi e ricontali prima, mi raccomando! Poi so che domani è Natale. Potrai festeggiare con quello scansafatiche di tuo marito e con i tuoi gatti ma ti detrarrò la vacanza dalla lauta paga mensile!” esclamò soddisfatto Scrooge. Giusto per la precisione la paga di Lilletta non era affatto lauta!

“Graaaazie, signore!” disse la sua segretaria sbattendo i denti per il freddo.

Poi suonò il campanello della porta e nell’ufficio entrarono due persone, un uomo e una donna. La donna aveva lunghi capelli color miele, muscoli scattanti e portamento fiero, l’uomo aveva delle ottiche, una barba folta e incolta e una faccia gioviale. Erano vestiti bene ma non benissimo, l’uomo si tolse il capello e disse:

“Signore, siamo Sergio e Simona della famosa fondazione che aiuta i poveri dal nome: Mai una gioia. Visto che domani è Natale le chiediamo una piccola elargizione per sfamare i poveri in questi giorni di festa…”

“Voi volete che faccia beneficenza?!” esclamò stupito e preoccupato Scrooge

“Si” disse la donna “esatto e noi aiutiamo i poveri anche in onore del nostro Re il sommo e saggio Sara Seranaide”

“Pezzenti! Il nostro giovine Re non ha portato giovamenti se non nelle sue tasche con le altissime tasse che ha applicato sui ricchi di cui faccio modestamente parte! Se vedessi quello stecchino di ragazzo gli farei vedere come si governa un regno come la nostra gloriosa Inghilterra! I poveri poi! Se sono poveri è solo colpa loro, non si impegnano abbastanza. Dovrebbero morire tutti così si risolverebbero molti problemi come l’affollamento delle carceri e la sovrappopolazione!”
Il viso di Scrooge era diventato paonazzo mentre eseguiva la sua invettiva solo quando ebbe finito si accorse che i due attivisti erano scappati dall’orrore per quello a cui avevano assistito. L’ultima cosa che sentì fu la voce della donna, Simona, che diceva:

“Adesso ci vuole un po’ di vino, sicuramente!”

L’avaro spedizioniere sperava di potersi a rimettere a lavorare ma venne interrotto dall’arrivo impetuoso del suo unico parente ancora vivo, il nipote, Gabriel detto Tanabrus. (Si, Tanabrus non è stato recastato, tanto costa poco e sporca ancora meno!)

“Carissimo Zio, Buona Natale! Per domani sei invitato a casa mia per…”

“Fannullone pelato! Sono tutte sciocchezze! Che hai da festeggiare che sei povero? Hai un lavoro che non ti frutta abbastanza per essere ricco come me. Non verrò mai a trovarti!”

“Zio per me il caffè, prima o poi, prenderà il posto del thé in Inghilterra, è solo questione di tempo! La mia è una passione che anche se non frutta troppi soldi mi rende felice. Vieni domani, ti prego, è Natale, non ti chiedo nulla, solo che tu possa passare una giornata felice con me ed i miei amici!”

“Non verrò mai, il tempo è denaro e tu me ne hai già fatto sprecare abbastanza. Vattene!” urlò il vecchio.

Il giovane non si scompose troppo rivolse un nuovo “Buon Natale e Felice Anno Nuovo” allo zio per poi salutare la contabile.

Gabriel uscì dall’ufficio ed incrociò alla porta un gruppo di cantori natalizi, che si facevano chiamare “Ciovati Girls & Boys” che da alcuni anni giravano la città nel periodo delle feste per racimolare qualche soldo per i poveretti della città. Il nipote di Scrooge gli lanciò un’occhiata piena di compassione sapendo che lo zio li avrebbe sgridati e quindi lasciò qualche moneta ai cantanti. I cantori ringraziarono il benefattore e lo videro sparire nel vicolo ormai oscuro tra cascate di fiocchi di neve. Si misero a cantare dietro la porta della Scrooge & Marley, intonando la famosa canzone “Silent Night Civati was right”. Passarono pochi secondi e il vecchio avaro spalancò la porta urlando, brandendo un attizzatoio e facendo fuggire i poveri cantori, per poi tornarsene dentro borbottando. Passarono pochi minuti e suonò l’ora per andare a casa e staccare dal lavoro. Scrooge non rivolse nemmeno un saluto a Lilletta e si incamminò incupito verso casa ripetendo alle volte la parola “sciocchezze”. Non salutò nessuno e appena qualcuno si avvicinava per fargli auguri li scansava e grugniva in malo modo. Quando stava per entrare nella sua vecchia e logora casa, due senzatetto che dormivano a lato della strada, lo salutarono ed gli chiesero qualcosa in elemosina. Le due donne, imbacuccate in coperte tarlate e rattoppate, riconobbero immediatamente Scrooge. La più anziana delle due, che era anche quella più in carne, con una carnagione olivastra ed il viso butterato di ecchimosi e pustole, lo guardò sorpresa per poi tentare di abbracciarlo. L’uomo si scansò malamente e le osservò malignamente.

“Cosa fai! C’è la peste e il tifo, bisogna tenere la distanza di sicurezza!”

“Siamo Pam e Odry non ci riconosci?” disse l’altra donna, assai magra, con la pelle mulatta e i due denti centrali anneriti che sporgevano dal sorriso sdentato.

“Odry ma… non è Frankezer Scrooge questo qui, è un altro. Chi sei?” chiese Pam tossendo e sputacchiando sangue.

“Non capisco cosa dite, siete matte. Qui a Londra c’è solo Borgonizer Scrooge! Ora devo andare a mangiare qualcosa di caldo e a ristorarmi al fuoco, cosa che voi non potete fare. Addio.”

“Pam quello stronzo di Mad Dog ci ha dato le stesse parti di dieci anni fa per questo noi ricordiamo Frankenizer!”

“Che bastardo!” gridò Pam e quindi esalò il suo ultimo respiro, seguita subito dall’amica.

Il vecchio non le degnò più di uno sguardo e le scansò malamente con il suo bastone pensando che doveva avvertire qualcuno per togliere quei cadaveri puzzolenti. Salì in fretta le scale che conducevano al suo portone e stava per immettere la chiave nella serratura quando il batacchio della porta assunse le fattezze della faccia del suo vecchio e defunto socio di affari, Frank Marley. Sembrava assai sofferente, gli occhiali infranti, gli occhi spiritati più del solito, la pelle chiazzata dalla dermatite. Poi tutto sparì e tornò come prima. Scrooge sebbene spaventato entrò con calma in casa, ripose cappello e cappotto sull’attaccapanni per poi dirigersi verso la sua cupa stanza. Mentre mangiava un po’ di brodaglia riscaldata su un piccolo fuocherello non poteva non pensare all’immagine che aveva visto alla porta. Doveva essere per forza un disturbo di stomaco e le arrabbiature di quella giornata. Stava rimuginando su quanto era successo quando sentì dei tonfi provenire dalle scale che portavano alla sua stanza. Tonfi sordi e ritmici. Qualcosa adesso si trovava dietro la porta chiusa saldamente a chiave, ma il mero legno non poteva tener lontano quello che entrò. Uno spettro. Lo spettro di Frank Marley il suo vecchio socio in affari morto proprio quel giorno sette anni prima. Il suo vecchio amico aveva tutto il corpo legato da catene a cui erano affibbiati come lucchetti Transformers e astronavi di Star Trek.

“Frank… sei proprio tu?”
“Sono lo spirito di Frank Marley lo dubiti per caso?” chiese lo spettro con voce spettrale e anche con spettrale carisma, ma facciamo anche con spettrale spettralità!
“Pensavo fossi un disturbo di stomaco, uno davvero ma davvero brutto, ma tanto brutto.”
Lo spettro urlò di disperazione e scuoté le sue catene con violenza tanto da far diventare ritti i capelli di Scrooge.
“Cosa sei venuto a fare qui Frank?” chiese titubante Scrooge.
“Sono qui per avvertirti che farai la mia stessa fine!”
“Scivolare su una lastra di ghiaccio, cadere dalle scale del Palazzo Reale, schiacciare il barboncino preferito de Re Sara Seranaide per poi infine essere goffamente schiacciati dalla stessa carrozza del Re?”
“No stupido! Intendo diventare uno spettro e vagare per l’eternità dannato sulla terra con la catene che mi sono costruito in vita, e noi non abbiamo la fortuna del Fantasma di Canterville, non possiamo fare scherzi al prossimo!” gemette Marley facendo rabbrividire il suo vecchio socio.
“Perché saresti condannato a questa pena? Eri un bravo uomo d’affari, riuscivi a gabbare chiunque con le tue contrattazioni!”
“E’ quest’atteggiamento egoista che mi ha portato alla dannazione eterna, forse anche perché compravo troppe cianfrusaglie. Ma tu Scrooge potrai evitare il mio fato! La tua catena è più pesante della mia. Tre spiriti ti visiteranno dalla mezzanotte di questa notte per farti cambiare vita. E’ grazie a me se hai quest’occasione, così forse anch’io potrò riposare in pace se avrò fatto una buona azione… ti saluto Scrooge, e non sai quanto mi manchino la pizza e il tiramisù!”

Lo spettro di Frank Marley scomparve lentamente lasciando nel povero Frankezer Borgonizer un senso di inquietudine che non aveva mai provato prima in vita sua. Si cambiò velocemente mettendosi il suo vecchio pigiama e la sua vecchia vestaglia e si coricò nel letto a baldacchino. Passarono lente le ore e quando le campane suonarono la mezzanotte una luce accecante invase la stanza e riuscì a penetrare le cortine del letto di Scrooge che si svegliò di soprassalto. Le tende lentamente vennero scostate mentre la luce diminuiva. Davanti a sé, l’avaro, poté vedere una donna, dallo sguardo penetrante, gli occhi grandi marroni, un viso dal taglio particolare, capelli lunghi rossi. Lo spettro indossava un pigiama di Sdentato completo di cappuccio.
“Viene con me, io sono Ciane Nemo il Fantasma del Natale Passato, del tuo Natale!” esclamò lo spettro che prese senza tanti complimenti la mano di Scrooge. Un vortice di luce li risucchiò e li portò in un largo locale, una specie di magazzino. In uno sgabuzzino all’entrata due ragazzi stavano finendo di fare dei conti prostrati su di una scrivania che riusciva a stento a contenerli entrambi. All’improvviso un uomo assai corpulento con una benda sull’occhio sinistro piombò nello stanzino urlando “E’ tempo di prepararsi per la festa di Natale. Su su finirete dopo questi conti. Voi andate a chiudere il locale e preparate la carne, io penso alla grappa!”
“Ma quello è il vecchio orbo Gabriel Valbewing, gli ho fatto da apprendista per qualche anno e quell’altro ragazzo è Ivano, non ricordo il suo cognome. Brutta fine, venne investito dalla carrozza del Principe Sara Seranaide. Proprio fra qualche giorno. E anche Valbewing non durò poi molto, morì quando nel suo corpo ci fu più grappa che sangue!” disse Scrooge sovrappensiero.
Intanto erano arrivate altre persone, tutta la numerosa famiglia di Valbewing, le sue figlie, sua moglie e il suo taciturno figlio, oltre a loro erano arrivate anche molti ragazzi e ragazze. Un orchestrina si mise a suonare un motivetto leggero e le danze poterono cominciare. Il vecchio Scrooge notò che la sua versione più giovane non stava ballando ma stava aspettando qualcuno con impazienza. Proprio in quel momento entrò nel locale una ragazza bellissima, leggiadra, divina, insomma era una gnocca di prima categoria. Questa fantastica creatura indossava un bel vestitino color giallo canarino, colore che sinceramente fa davvero schifo ma come ho scritto prima i gusti son gusti. Quest’abito le scendeva perfettamente sul corpo disegnando le sue… nahhhhh non posso descrivervi una bonazza come farebbe Dickens, lo devo fare a modo mio per dincibacco! … Questa storia mi sta facendo parlare in maniera che veramente astrusa… Comunque dicevo, si, la descrizione della gnocca. Quel che spiccava in lei erano sicuramente le *****, belle come piacciono a me e le gambe… uhm che gambe! Lunghe e affusolate, ma Scrooge mica poteva vederle con quella gonna in stile vittoria… Però io so che aveva belle gambe. La ragazza si chiamava Jessica, chiamata da tutti Jess. Ed era la ragazza di Scrooge. E da questo si capisce come questo racconto sia un fantasy, quando mai una bella ragazza come Jessica Nigri si metterebbe con Scrooge. Mai! Potrebbe solo fare la mia concubina! Ah poi che occhi, assolutamente da mangiare, perfetti, verdi come… come… non è che avete presente la bava di un drago di smeraldo? Beh il colore era più o meno quello, senza il bianchiccio della saliva acida. Come si illuminarono gli occhi di Scrooge, di tutti e due gli Scrooge, si ingrandirono e strabuzzarono davanti a quelle bellezza. E sono sicuro che non era l’unica cosa che si ingrandiva, anche se penso che il vecchio Scrooge certe cose non le possa fare, sapete in questo tempo non c’era mica il Viagra che allieta i vecchietti! I due giovani incominciarono a ballare e tutti gli occhi si spostarono su di loro, erano davvero un bello spettacolo, sorridenti, felici, gioiosi.
“All’epoca lo festeggiavi il Natale…”
“Spirito ero giovane, sciocco, poi ho capito che il Natale è solo una sciocchezza. Perché dovrei essere felice se non ho un soldo in tasca? Perché dovrei festeggiare se sto male? Perché dovrei sprecare una giornata di lavoro in cui potrei guadagnare tanti soldi? E’ una festa per i fannulloni…”
“Meglio essere poveri e felici, che ricchi e brontoloni come te Scrooge. E’ tempo di andare avanti…”
La scena cambiò improvvisamente, il mondo intorno al vecchio avido e allo spettro si dissolse, cambiò contorni e divenne un viale alberato, ricoperto di foglie marcescenti. Due figure avanzavano nella nebbia, uno era il giovane Scrooge e l’altra era la sua fidanzata Jess. Stavano discutendo animatamente.
“No spirito, ti prego, non farmi vedere questa scena, è troppo doloroso!” gracchiò il vecchio Scrooge.
Lo Spettro del Natale Passato non si scompose più di tanto alla richiesta dell’uomo e osservò tristemente quello che era già successo molti anni prima. Jess diede un sonoro schiaffo al suo ormai ex fidanzato e corse via piangendo allontanandosi per sempre da Scrooge.
“Ho scelto l’amore per il denaro al posto del suo amore… l’ho rimpianto per tutta la mia vita. Non l’ho mai ammesso chiaramente, ma rivendendo questa scena ho capito quanto sono stato folle. Spirito ti prego riportami a casa, non voglio più vedere altro!”
“Abbiamo ancora molto altro da vedere per esempio quello che hai fatto alla tua famiglia…”
Lo Spirito del Natale Passato non poté continuare la sua frase perché venne aggredito da Scrooge che spinseil cappuccio del piagiama in basso fino a che il fantasma non venne completamente risucchiato per sparire in lampo di luce accecante. Scrooge si risvegliò illeso nel suo letto come se nulla era successo, sentì chiaramente che c’era qualcuno che mangiava e ruttava nel suo, a lungo deserto, salone anche perché la porta era socchiusa e si intravedere un filo di luce che penatrava nella sua stanza da letto. Scese piano dal letto e in punta di piedi, cercando di non fare il minimo rumore, si affacciò titubante. Quel che vide lo sconvolse, su un trono di cibarie cotte, quali polli, tacchini, oche, maiali, buoi, capre, pecore, insomma tutto quello che si poteva mettere sotto i denti entrando in una macelleria, sopra questo strano trono, era issato un gigantesco diavolo cornuto, altro circa tre metri, che si sollazzava mangiando parti del suo stesso scranno. L’essere era attorniato da delle donne di malaffare, bellissime e totalmente nude che esibivano sulla sommità delle loro teste delle piccole corna. Il demonio indossava solo una vestaglia rossastra come la sua pelle che gli lasciava scoperte le spalle ed il petto muscoloso. E lo so che ve lo state chiedendo tutti, si, sono io il Fantasma del Natale Presente. Si, si, lo so che sono bello e sexy, non c’è bisogno di dirmelo, ma se lo dite è meglio… comunque torniamo alla narrazione.
“Mortale fatti avanti, io sono il Fantasma del Natale Passato… no aspetta… sono quello del Natale Che deve ancora venire! No… quello è ‘n’atro… io sono ecco si, ora ricordo, io sono il Fantasma del Natale Presente! Dai andiamo che non ho molto tempo!” disse il demone ruttando sonoramente.
Scrooge cercò di scappare, impaurito da questa visione, ma l’essere fu più veloce di lui, lo aggiuntò con una sua zampa e attraverso un vortice di zolfo puzzolente lo portò in una piccola e vecchia casa.
“Dove sono?” chiese il vecchio avaro.
“Come non riconosci la famiglia della tua impiegata? Quel bonazzo è il marito di Lilletta, si chiama Kanon, e i cinque gatti che vedi sono i loro… ehm gatti. Stanno aspettando la loro mamma che è con Tiny Indy, il loro gattino più piccolo, è andato alla messa di Natale. Ah si, lo so che lo pensi pure te, hanno troppi gatti per essere così poveri. Prima o poi ne faranno qualcuno lesso!” disse il demone ridendo sguaiatamente.
“Tu Spirito, parli in maniera assai strana…”
“E tu sei un avido ed idiota mortale, ora guarda e ‘sta attento. Questi qui saranno anche poveri, perché te gli dai uno stipendio da fame, ma almeno sanno godere la vita!”
Scrooge distolse l’attenzione da quello Spettro così particolare e vide che i gatti stavano intralciando il padre mentre stava apparecchiando la tavola proprio mentre Lilletta e Tiny Indy tornarono. Il cuore del vecchio ebbe un sussulto quando vide Tiny Indy. Il gatto era gigantesco, doveva pesare almeno quindici chili e camminava lentamente, strascicando la pancia in maniera evidente. Si sedettero tutti a tavola ed intonarono una breve preghiera, poi Kanon dispose sul tavolo un’oca, non molto grande, cotta a puntino che accompagnata da piselli e cipolle sarebbe stata l’unico piatto di quel pranzo di Natale.
“Non hanno altro da mangiare per il pranzo di Natale?”
“No caro Scroggetto, sai com’è c’è qualcuno che paga i suoi dipendenti una miseria, mica si possono permettere le laute minestrine insipide che ti pappi tu.” gli rispose sarcasticamente il diavolo.
“E dimmi Spirito, Tiny Indy è davvero obeso, cosa gli accadrà nei prossimi anni?”
“Cosa ti aspetti che gli accada zucca pelata? Tutto il vicinato lo rimpinza, quel gatto vivrà più di tutti voi! Purtroppo vedo altro, vedo le sedie vuote degli umani di questa famiglia. E la loro morte sarà solo colpa tua! In fondo non sei te quello che ha detto che i poveri dovrebbero morire tutti? Che non si impegnano abbastanza sennò sarebbero ricchi? Anche loro sono poveri, quindi meritano di morire?”
“Io non intendevo…” cercò di dire Scrooge che venne interrotto dalla risata del demone.
“Sei uno spasso mortale, ora vediamo come se la passa qualcun altro tuo nipote…”
Il mondo attorno a Scrooge si dissolse, la casa del suo fido impiegato divenne quella, ben più spaziosa, del nipote. Si trovarono in un salotto dove il nipote e i suoi amici, stavano bevendo un po’ di liquore dove aver gustato il pranzo di Natale.
“Ve lo giuro” – disse Gabriel – “Ha detto proprio che il Natale è una sciocchezza!”
Ci fu una risata generale a cui si unì, volentieri, anche il demone cornuto, dando anche una poderosa spallata al povero Scrooge che ruzzolò sul pavimento del salone.
“Tuo zio è proprio irrecuperabile!” disse una delle ospiti, una donna, Federica Of Dude, con un tipico vestito vittoriano di color beige, di origini italiane, era una pittrice.
“Diciamola tutta cara Fed, lo zio di Gabriel è un vecchio avido e gretto che non vorrei incontrare per nessuna ragione al mondo! Non capisco perché Gabriel tenti ancora di invitarlo ogni anno…”
“Lo faccio soltanto perché è l’unico parente che mi è rimasto e che mia madre lo amava profondamente.”
“E’ ora di andare, mi rimane poco tempo per farti vedere anche tutto il resto, andiamo!”
Lo Spettro del Natale Presente non aspettò un altro momento e preso Scrooge per un braccio lo trascinò in strada, qui si fermò all’improvviso e cascò bocconi a terra ansimando.
“Credevo di avere più tempo! Stanno uscendo come gli Alien!” urlò il demone cornuto contorcendosi. Tra urli e strepiti dalla sua larga bocca fuoriuscirono un uomo e una donna. L’uomo aveva barba e capelli lunghi, uno sguardo da sciamano e vestito come un satiro. La donna invece era alta, aveva dei capelli lunghi castani ed aveva un mazzo di tarocchi in mano. I due erano armati di spade e iniziarono a trafiggere il demone cornuto urlando.

“2020 fai schifo!” disse l’uomo

“Muori bastardo!” fu, invece, il grido di battaglia della donna

“Loro sono il figlio e la figlia dell’umanità… Luca, la Speranza e Aislinn la Gioia! Guardati da loro, ma soprattutto dal primo è più insidioso e viscido di tutti i politici messi insieme! Avrebbero dovuto essere l’Ignoranza e la Miseria ma io sono la personificazione del 2020 e Ignoranza e Miseria mi avrebbero solo rafforzato. La Speranza e la Gioia sono le uniche che mi potevano sconfiggere! Ormai lo sento sto scomparendo… dopo di me, verrà il Fantasma del Natale Futuro… cazzi tuoi!”
E queste furono le ultime parole del demone che scomparve insieme alla Speranza e alla Gioia. Scrooge si ritrovò da solo nella strada ammorbata di nebbia, mentre il gelo gli penetrava nelle vecchie ossa. Dalla bruma sbucò una luce come di carboni ardenti che si avvicinava sempre di più. Qualche secondo dopo, davanti all’impaurito avaro, comparve un uomo alto e grande, con una barba incolta. Fumava un sigaro che non si consumava mai e che aveva prodotto quel bagliore che Scrooge aveva visto poc’anzi. Aveva un vestito strano per l’umano, infatti portava una sorta di camicia di un colore indefinibile e dei pantaloni altrettanto strani, anche le sue scarpe erano quanto di più strano Scrooge potesse pensare.
“Tu sei il Fantasma del Natale Futuro?” chiese titubante il vecchio avaro.
Lo Spettro non rispose ma diede solo un accenno con la testa, l’aura che irradiava era metallica, fredda come la Morte, dura. Nella sua mente Scrooge sentì una voce dire: “Sono Adriano Barone, la morte, il Fantasma del Natale Futuro!”

Il mondo prese a vacillare e a cambiare come ormai Scrooge sapeva bene. Si trovarono in un vecchio bugigattolo pieno di cianfrusaglie, vestiti, mobili vecchi, posate, bottoni e tanti altri oggetti messi alla rinfusa. Un’anziana donna si trovava davanti ad una stufa intenta a riscaldare le sue dita intirizzite. Dalla porta entrare tre altre donne, anch’esse anziane, portando ognuna un fagotto chi piccolo, chi grande. Le donne si guardarono e poi esplosero tutte in una risata collettiva.
“Noto avete tutte preso qualcosa al vecchio avaro, iniziamo da te Chiara Strazzu, come va il tuo lavoro di becchino?” disse la rigattiera.
“Bene, vecchia Julia, tanta gente muore per il freddo e poi quando li seppellisco posso sgraffignare qualcosa… ecco cosa ho preso io a quel vecchio rachitico!” esclamò la donna vestita completamente di nero con dei lunghi capelli ormai grigi aprendo il modesto sacchetto che aveva con portato con sé.
“Uhm… vediamo… una forchetta, una spilla d’argento di non pregevole fattura… e qualche bottone. Cara Chiara, ti darò esattamente sette scellini, per tutta questa mercanzia, cosa fai accetti?”
“Accetto ovviamente, tra averceli e non averceli sette scellini!” esclamò la becchina.
“Passiamo a te Sonia, cosa mi porta la cuoca di quel vecchiaccio? Uhm vediamo” – disse la rigattiera aprendo il sacco della cuoca – vecchi lenzuoli, qualche posata d’argento ed una vestaglia. A te darò esattamente un pound, otto scellini e un pence… ora tocca a Rachele la cameriera del vecchio. Vediamo un po’ oh! Sublime qui ci sono le tende del suo letto, con ancora attaccati gli anelli e… una canottiera di pregevole fattura, cara Rachele, sarai quella che prendi di più oggi!” disse Julia con un sorriso sornione.
“Bene, almeno abbiamo guadagnato qualcosa noi dalla sua morte, nessuno è stato accanto a lui nei suoi ultimi momenti. E ben gli sta, era malvagio, gretto e si meritava solo questo dalla vita!” esclamò la cameriera del morto suscitando un’altra risata generale.
“Spirito dimmi ma di stanno parlando? Quella mi sembra la mia cameriera…” chiese il povero Scrooge impaurito che stava iniziando a capire a chi si riferissero questo gruppo di donne. La scena cambiò di nuovo, ora si trovavano nella casa di Lilletta e Kanon sembra abbandonata, i gatti hanno fame, tantissima fame.

“Spirito no! Quei gatti moriranno di fame!”

Il Fantasma del Natale Futuro fece si con la testa ma fu l’ultima cosa che riuscì a fare i gatti lo attaccarranno di sorpresa e lo trascinarono via tra le urla belluine. Per lo stupore di Scrooge un nuovo Fantasma del Natale Futuro apparve accanto a lui. Anche questo era alto e grande, aveva la barba incolta ma beveva una birra ovviamente inglese.

“Sono Luca Volpino, la Morte ligure in trasferta a Londra e sono qui per…” ma non riuscì a finire la frase, anche lui fu trascinato via dai gatti per essere divorato.

“Anche la morte può morire!” urlò lo Spettro prima di scomparire per sempre.

Quindi un altro Fantasma del Natale Futuro, un terzo, anzi una terza apparve vicino a Scrooge. Questa volta era una ragazza, con degli strani anelli al naso e vicino al labbro e due gatti appollaiati sulle spalle. Uno, era Nevada con il manto a chiazze bianco e grigio\nero sulla spalla destra e l’altra Arizona con il manto tutto nero sulla spalla sinistra.

“Sono Daniela, il Fantasma del Natale Futuro nuovo e a me i gatti non faranno nulla!”

Lo Spettro non era tanto sicuro di questo ma ormai i gatti erano sazi dopo aver divorato due spettri grossi e non avevano voglia di altro.

La scena cambiò di nuovo, ora si trovavano un cimitero, invaso dalla bruma con vecchie lapidi vaiolate dai licheni. Il Fantasma del Natale Futuro indicò una lastra tombale che si trovava davanti all’avaro Scrooge che indietreggiò inorridito vedendo che nella lapide c’era scritto il suo nome.
“Quindi è questo il mio destino Spirito… ho capito, Spirito, cambierò! Lo prometto ora portami a casa, ti prego!” squittì Scrooge sempre più impaurito.
Lo Spirito rise sguaiatamente, la risata penetrò nel cervello dell’avaro che si accasciò a terra bocconi, ormai convinto che fosse arrivata la sua fine. Aprì gli occhi, si trovava nel suo letto avvinghiato tra le coperte, fuori era mattina e si sentiva il cinguettio degli uccelli. Scrooge si affacciò alla finestra tutto contento, fuori dalla porta c’erano quei ragazzi, quei cantori che aveva scacciato dal suo studio.
“Ehi voi, dico a voi, si, ditemi che giorno è oggi?”
“E’ il giorno di Natale!” risposero in coro, cantando i Ciovati Girls & Boys che dovete sapere erano composti da Chiara, famosa storica del design delle ghigliottine e degli altri strumenti di tortura, da Laura scrittrice di fumetti del Sol Levante e dal giornalista di cronaca nerissima Andrea. Allora, pensò Scrooge, gli spiriti mi hanno tenuto impegnato solo una notte, quindi di volata si vestì ed era pronto per uscire. Prima di uscire di casa decise di cambiare il suo testamento e di fare di Lilletta la sua unica erede. Davanti alla porta della sua casa trovò ancora i coristi a cui donò cento sterline, poi scansando i cadaveri delle due donne corse dal pollivendolo per ordinare un tacchino gigante da portare alla famiglia del suo impiegato. Infine decise di andare dal nipote con un bel dolce per cercare di riallacciare i rapporti. Purtroppo non arrivò mai da Tanabrus, infatti la vita di Borgonizer Scrooge venne stroncata poco dopo quando la carrozza reale del Re Sara Seranaide e del principe consorte Carlo, lo investì e lo uccide sul colpo. Il cocchiere, per sicurezza, fece retromarcia con la carrozza e passò di nuovo sulla schiena del vecchio. Non si sa mai!

“Nessuno mi insulta e sopravvive!” disse il giovane e bellissimo Re, dalla pelle candida così come

Con questa immagine di brutale come questo 2020 finisce questo racconto di Natale. Ora è tempo di far tornare Borgo nel suo letto. Non si ricorderà niente ma avrà mal di schiena per tutto il giorno! MUAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH

The End




Personaggi ed Interpreti

  • Borgo: Borgonizer Scrooge
  • Lilletta: Lilletta Cratchit
  • Kanon: Kanon Cratchit
  • Livio Gambarini: Livio Gambarans
  • Gabriele: Tanabrus
  • Sara: Re Sara Seranaide
  • Sergio: Benefattore
  • Simona: Benefattrice
  • Odry: Derelitta 1
  • Pam: Derelitta 2
  • Luca Volpino: Fantasma del Natale Futuro 2
  • Ciane Nemo: Fantasma del Natale Passato
  • Adriano Barone: Fantasma del Natale Futuro 1
  • Daniela: Fantasma del Natale Futuro 3
  • Mad Dog: Fantasma del Natale Presente
  • Julia: La rigattiera
  • Sonia: La cuoca
  • Chiara Strazzu: La becchina
  • Rachele: La cameriera
  • Ivano: Contabile del passato
  • Luca: La Speranza
  • Aislinn: La Gioia
  • Andrea, Laura, Chiara: Cantori
  • Valberici: Gabriel Valbewing
  • Federica di Tizio: Federica of Dude

Scena dopo i titoli di coda

La scrittrice fantasy si trovava in un antro cavernoso, oscuro e puzzolente di zolfo. Ci era arrivata perché Mad Dog gli aveva chiesto di partecipare ad una sua nuova parodia del Canto di Natale ma poi era rimasta per tanto tempo da sola, in un stanzino ad aspettare. Era andata ad esplorare. Il luogo dove si trovava era labirintico ed aveva già perso il senso dell’orientamento. Stava per cedere al panico quando arrivò in una sala più grande in cui qualcuno stava cantando “La donna è mobile” con voce gutturale. Con orrore la famosa astrofisica vide che Mad Dog si toglieva pezzi del corpo. Prima le gambe, poi le braccia, quindi il torace, la testa e anche il membro era tutti finti. Il demone cornuto era in realtà un piccolo demonietto grande quanto il palmo di una mano umana.

“Mad Dog sei tu?” chiese titubante Licia Troisi

“FUCK!” squittì di risposta il piccolo Mad Dog sorpreso

The End ma per davvero!

Transformers Siege & Earthrise

Ultimamente, complice la pandemia, ho comprato molti nuovi Transformers ed ho pensato che scrivere un post per far vedere quali ho comprato. Iniziamo da Thundercreaker della serie War for Cybertron: Siege. Nelle foto ci sono anche Optimus Prime della serie Power of The Prime e Soundwave sempre di Siege.

Continuiamo con Megatron sempre della serie Siege.

Dopo ho comprato Starscream della serie Earthrise, nelle foto oltre a Thundercreaker c’è pure Skywarp. Ho tutti e tre i principali Seekers anche se sono tutti di serie (e quindi di stile) diversi!

Quindi è la volta di Ironworks della serie Earthrise che si trasforma in una piccola base i Micromasters. I Micromasters della foto sono originali della Generation 1, non quelli nuovi delle serie Siege ed Earthrise.

Quindi direttamente dalla Cina mi è arrivata una versione KO downsize del Devastator della serie Combiners Wars di qualche anno fa. Nell’ultima foto c’è il confronto con Computron e con Bruticus entrambi Combiners Wars. (Bruticus ha due componenti che sono Decepticons della serie dopo Power of Primes). Inoltre c’è pure la foto con una versione KO del Devastator originale della Generation 1.

Poi è la volta di una pack speciale della serie Siege con Hologram Mirage, Aragon e Impactor. Mirage e Impactor appaiono nella serie Netflix che recentemente è stata messa disponibile per la visione. Nell’ultima foto si vede Ironworks unito con Aragon, infatti questi tipi di Transformers, chiamati Modulator, sono modulari e si possono combinare insieme o possono unirsi agli altri Transformers.

Questo è un altro pack speciale ma di Siege ed include Slamdance, un Battlemasters e Sideswipe in versione nera della Generation 2. Sideswipe è davvero una bella action figure, una di quelle che mi piacciano di più della linea Siege. Nell’ultima foto si vede pure la parte carro armato di Sky Shadow di Titans Return.

Dopo abbiamo Shockwave della linea Combiner Wars che così completa il “set” di Bruticus (anche se non ha proprio tutti gli arti suoi, alcuni non riesco a trovarli a prezzi buoni). Soprattutto, sempre dalla Cina, mi è arrivato una versione KO del Predaking della serie Power of The Primes. Ed è davvero bellissimo!

Nelle foto seguenti potete vedere Sky Lynx della serie Earthrise nelle sue varie trasformazioni. Nel cartone animato Predaking era un suo acerrimo nemico.

Poi mi arrivato, di nuovo dalla Cina, una nuova versione di Bruticus davvero gigantesca!

Ecco l’ultimo combiner di questo post, Abominus della serie Power of The Primes.

Infine ecco il mio primo Masterpiece, Optimus Prime nella versione dei Ghostbusters completo di zaino protonico e Slimer! Nell’ultima foto confronto con il giocattolo originale da cui hanno tratto Optimus Prime dei Diaclone.

Eccoci arrivati alla fine del post, gli ultimi due Transformers arrivati della serie Earthrise: Grapple e Wheeljack presi scontati grazie all’Amazon Prime Day!

La grande battaglia contro Drago Nero

Dovete sapere che dopo la caduta di Atlantide, l’Imperatore Nero anche noto come Lot Destr creò il demone Drago Nero, il suo servo perfetto. Molti millenni dopo Lot Destr si pentì amaramente di quanto aveva fatto.

La città di Monterotondo era sotto assedio quando il sole si era oscurato una barriera impenetrabile era scesa sulla città. Da degli oscuri portali dimensionali erano uscite frotte di zombie, scheletri, orchi, troll, viverne, demoni, comandati dall’uomo-leone chiamato Lion, braccio destro di Drago Nero. Insieme a lui inoltre c’erano Gabrielle, la strega che aveva amato ed era stata amata Lot Destr, e il vampiro Paul William Merk III. Il malvagio demone dalle sembianze di drago invece, appena arrivato sulla Terra, aveva distrutto il palazzo comunale con un semplice schiocco di dita. Ora la torre di Palazzo Orsini si trovava, a pezzi, sulla Passeggiata.

“Popoli di questa brutta palla di fango sono Drago Nero e sono la vostra morte! Da troppo tempo sono relegato ad essere un cattivo da operetta, buono solo per essere utilizzato in giochi di ruolo e racconti che non legge nessuno! Mi ribello a quell’insulso essere che scrive e concepisce le mie gesta! Per questo ho scelto di venire qui ed assediare la vostra città e ben presto sarò il padrone assoluto di tutto il creato! Davanti al tempio principale di questo posto ucciderò Eva, la figlia di Lot Destr, e quando l’avrò sventrata per bene potrò assimilare i suoi poteri e riuscire ad divenire una cosa sola con il vostro Universo. Sarò l’unica divinità di tutti i Multiversi e riscriverò il Tempo e la Realtà a mia immagine e somiglianza! I vostri eroi e i loro soldati sono morti uccisi dalla mia superba saggezza. Gli eserciti terrestri non potranno mai superare la mia barriera magica. Ho bloccato gli Inferi, il Paradiso e le altre realtà, non arriveranno aiuti! Non avete speranze, iniziate ad adorarmi e la vostra morte sarà più rapida di tutti gli altri!”

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La situazione sembrava davvero spacciata, ormai solo uno sparuto gruppo di soldati del Senato Unito delle Dimensioni insieme alle Forze dell’Ordine della città cercava di opporsi alle orde di Drago Nero nei pressi della chiesa di Loreto. Quando tutte le speranze sembravano ormai perse, ci fu un immenso lampo nel cielo e la barriera di energia nera venne sfondata dal Castel Oricalco, il castello del defunto Imperatore Bianco. Nel bel mezzo del campo di battaglia si materializzarono Impero, l’erede dell’Imperatore Bianco con la Spada dei Sette Sigilli Ancestrali in mano, il dio egizio Anubis, il demone cornuto Mad Dog, il centauro Tialte, il corallo vivente Corallin, l’uomo polipo Medus e lo stesso Francesco che come potete immaginare non era molto a suo agio in prima linea. Insieme a loro c’era un piccolo gruppo di soldati dell’esercito imperiale e dell’esercito del Senato che erano sopravvissuti alla imboscata di Drago Nero.

Lion che si era fatto avanti, insieme a Paul William Merk e a Gabrielle, guardò con supponenza i nemici che aveva di fronte.

“Sperate di riuscire a batterci? Siete così pochi!” disse l’uomo leone sprezzante

“Al contrario di voi, noi abbiamo amici e alleati da chiamare nel momento del bisogno…” gli rispose Anubis con la sua voce sempre fredda.

(Cliccate qui e ascoltate la musica per il prossimo pezzo e mettetela in loop XD)

In quel momento infatti si aprirono moltissimi altri portali dimensionali mentre Francesco digitava come un forsennato sul tablet.

“La Disney ci fa il culo per questa scena…” disse il demone cornuto sottovoce

Da uno dei portali, intanto, erano usciti degli strani guerrieri che Mad Dog riconobbe subito. C’era il lich Lodder dallo sguardo di ghiaccio, lo stregone vampiro gnomo Zuc, Fingerfood la guerriera mummia fatta di sabbia, Darulf un guerriero umano che come arma usava un Randellone di Legno Nero Gigante, Rudra una simil creatura di Frankenstein dall’aspetto di gorilla, il troll Drek dalle poche parole, il ranger Simone Laurien dal passo felpato, la dracologa Luoise Blacfleur che si stava trasformando in un drago, il necromante Ibis con la sua ombra non morta chiamata Sir Tartufo ed infine il druido elfo Artian. Da un portale vicino comparve il famoso nano barbaro Rugni in mano che si avvicinò al lich.

“Di nuovo insieme ragazzi, sono contento!”

Lodder guardò il nano poi gli chiese:

“Ci conosciamo?”

“Zuccone è Rugni! E’ stato il nostro capo e poi re per anni!” gli rispose lo gnomo

“Proprio non ricordo!” disse ancora il lich con la sua fredda come la morte

Da un altro portale emersero Gilmor il vampiro che molti secoli prima era un alleato di Drago Nero. Insieme a lui c’era un pegaso dallo scuro manto con la parlantina svelta. Rorecu, un potentissimo stregone e Cora la miglior ladra halfling di Quarim.

“Fingerfood dopo ci appartiamo e ti ingravido di nuovo con un altro essere immondo!” disse il pegaso voglioso

“Ehi, padre sono qui vicino a te! E si, cara madre, sono di nuovo vivo!” esclamò Rorecu

“Per fortuna che sono una non-morta…” fu il laconico commento di Miradin Fingerfood.

Erano arrivati anche Dracula, il temibile vampiro in persona, il Conte Graff Von Orlak dall’accento germanico oltre ad un nutrito gruppo di licantropi e lupi al servizio del Conte transilvano.

Dall’altra parte dello schieramento Paul William Merk aguzzò la vista e vide che sul campo di battaglia c’erano pure alcuni suoi odiati avversari del passato. Erano arrivati  infatti molti vampiri capitanati dal Principe di New York Ludovico Nubi, con le sue berette laccate d’oro, e il suo eterno avversario Matt Stakes che camminava con dei tentacoli d’ombra. C’era pure Damien, il Flagello di New York con la sua maglietta di Lady Gaga e la sua fida katana, la russa vampira Irina, il cainita dalla pelle bianca Morvin, l’anziana Elvira dai lunghi artigli e John Smith sempre attorniato dalle ombre. Quindi arrivarono anche Oberon, finalmente libero dopo anni di prigionia, e Connor O’Donnell, il vampiro irlandese dalla lunga chioma e dalla spada affilata. Insieme a loro c’era anche il gigantesco Orlando, la bellissima e letale indiana Nuvola Guerriera, Willy il monco che sembrava il protagonista di Nosferatu, Luois anch’egli brutto come pochi dal portamento fiero e gli spiriti della cubana Rosita e della temibile Madre.  Da un ennesimo altro portale sbucarono fuori il mago vampiro Bruce Gallagher circondato da paletti, il religioso Padre Ernest, il romano Massimo Augusto con un bel completo italiano, il tenebroso Lucas e il sagace e divertente Jack Knife dall’aspetto orribile.

“Bruce sei vivo!” esclamò il Principe di New York

“Le notizie sulla mia morte erano estremamente esagerate!” esclamò il vampiro che con un colpo del polso si sistemò meglio il Rolex al polso.

“Drek vuole uccidere!” urlò quindi il troll

“Anch’io amico zannuto, non sai quanto!” gli rispose il ferale Oberon

Intanto molte altre persone si stavano unendo alla battaglia nel cielo c’erano i cavalieri di drago guidati da Nihal e da Ido, a terra invece c’erano Danny Martine, Bolak e gli altri abitanti di Estasia, l’enigmatico guerriero Lothar Basler, le divinità Liàthan, Siaghal e Naire, tantissime fatine della discarica comandate da Cruna e da Verderame e poi  Tom, Ivan e il loro gruppo di gdr insieme al tenebroso vampiro Lucifero.

“Questa è una battaglia in stile Avengers: Endgame ed io ho solo un cacciavite come arma!” disse il povero Tom

“Tieni ragazzo, questa spada fa parte del mio stesso corpo!” disse Fingerfood porgendogli una spada che era stata creata dal suo corpo fatto di sabbia.

“Grazie ma mi tengo il cacciavite!”

Da un’altra soglia instabile arrivarono molti uomini e donne vestiti da agenti segreti e armati di tutto punto. Erano gli agenti dell’Agenzia capitanati da Alessandro Russo e Daniele Baroni. Il demone cornuto ammiccò a moltissimi di questi agenti tra cui lo stesso Alessandro Russo. Il dio egizio guardò interrogativamente Mad Dog.

“Sto contando quelli che ho nella mia collezione, li ho quasi tutti!”

Con un grido assordante e accompagnata prima dal suo chakram arrivò anche sul campo di battaglia la stessa Lucy Lawless che ancora indossava divinamente il costume di Xena. Vicino a lei oltre ad un Charles Dance armato di spada c’era Guido Cavalcanti con Kabal l’ancestarca della casata Cavalcanti e le altre famiglie nobili di Firenze. C’erano anche moltissimi topini e altri animali guidati da Ernie la mascotte della Gainsworth. C’era  anche l’Esercito dei Valberici Uniti, tutti uguali con una benda su di un occhi e con una bottiglia di grappa in mano. C’erano moltissime altre persone amici e amiche di Francesco che avevano risposto alla chiamata alle armi. Erano arrivate anche alcune divinità della Terra, tra cui Ecate e i Dioscuri, che si trovavano su di essa quando Drago Nero aveva tentanto di bloccare il pianeta.

“Sono davvero tanti avversari e ci sono anche alcune divinità ma sono certo che…” disse Lion che però si accorse che la strega e il vampiro se la stavano dando a gambe levate.

Proprio in quel momento Lion e l’esercito di Drago Nero vennero travolti e….

 

 

The End

 

Poi se proprio volete saperlo Drago Nero è stato finalmente sconfitto ma solo dopo che aveva iniziato a compiere il suo malvagio rituale. La sua anima adesso rimarrà, per l’eternità, torturata nella Spada di Ade. La Terra non cambierà molto, nessuno si ricorderà nulla ma la dimensione da dove proveniva Drago Nero cambierà per sempre senza più lui a governarla… Chissà chi ne potrà approfittare!

L’Agenzia – Milano di Daniela Barisone e Juls Sk Vernet

Ieri notte prima di addormentarmi (ed essere svegliato poco dopo dal terremoto) ho finito di leggere questo libro di fantascienza, “L’Agenzia – Milano” pubblicato dal collettivo letterario Lux Lab, scritto da Daniela Barisone e Juls Sk Vernet. Il libro mi è piaciuto davvero molto e spero di prendere presto il secondo di questa serie sulla “Soglie Instabili” dal titolo: “L’Agenzia – Venezia“. La trama non mi va di scriverla anche perché è meglio se la scoprite leggendo, io alcune cose non le sapevo e sono rimasto decisamente colpito. Il libro è ambientato a Milano, c’è di mezzo il multiverso, realtà alternative, orrori cosmici, agenti “governativi” e una storia d’amore davvero bella e potente. L’ambientazione è davvero descritta bene e mi sembrava di essere veramente a Milano. I due protagonisti Alessandro e Daniele, sono molto interessanti e reali, il loro corteggiamento e la loro storia d’amore sono davvero belli e dolce. Una storia d’amore questa che ho apprezzato molto perché non se ne leggono (e vedono nei film e telefilm) così molte purtroppo. Un altro aspetto che ho trovato davvero interessante è l’Agenzia stessa, che esiste e non esiste e tutta la spiegazione sulle realtà alternative e sul multiverso che mi sembra abbia molto “senso”. Poi il motel! Quella è stata davvero una bellissima idea, interessante ed intrigante così come la figura del Custode e del suo gatto che ho subito adorato. Un altro aspetto che mi è piaciuto è l’uso del dialetto milanese che non conosco per niente ma è stato davvero divertente “imparare” qualche termine. Se devo proprio trovare un difetto è che questo libro è troppo corto, dura troppo poco, voglio sapere altro. E poi voglio la serie su Netflix, subito!

Sogni di un nano in cerca di birra

Si risvegliò pronto alla pugna mettendo mano alla spada che aveva preso in “prestito” alla mezzelfa che aveva ucciso il giorno prima. Non c’era niente di minaccioso dentro la grotta dove si era rifugiato. Fuori solo desolazione innevata. Aveva fatto uno strano sogno in cui faceva parte di un male assorto gruppo di avventurieri. Erano tutti morti malamente compiendo una missione suicida ma per lui, almeno, era stata la tanto agognata morte definitiva. Decisamente un bel sogno. Peccato che la sua mente lo aveva ingannato, come faceva spesso. Era ancora vivo anche dopo che il suo compagno Darulf gli aveva mozzato la testa con una arma magica di grandissima potenza. Ci era voluto un po’ più tempo per risorgere, questa volta, ma da quando era tornato in vita aveva subito incessanti attacchi da parte dei guerrieri di Drago Nero. Ormai quel demonio controllava il suo vecchio regno, Rugniland, e si apprestava a schiacciare gli ultimi reami ancora liberi dalla sua influenza. Inoltre Lodder, Zuc, Fingerfood e gli altri erano scomparsi. Il nano aveva quindi deciso di avventurarsi verso nord per cercare il portale dimensionale della valle di Prawncouch e sperare di scappare da Quarim. Frammenti dello strano sogno ancora rimanevano nella sua mente. Era come aver vissuto un’altra vita e forse era davvero così, forse aveva sperimentato la vita di un altro Rugni. Non sarebbe stata la prima volta che accadeva. Infatti, come gli aveva detto una volta il lich Lodder nella sua tipica voce cadaverica, la particolare maledizione di Rugni lo rendeva particolare suscettibile ad esperienze extraplanari. Il nano, in realtà, non aveva capito poi molto di quel discorso solo che certe volte poteva fare strani sogni o incontrare altre versioni di se stesso o  ancora avere un fantasma come coinquilino del suo corpo.  Nella sua lunghissima vita gli erano capitate cose ancora ben più strane. Un nome del sogno gli era rimasto in mente “Seitar”. Chissà chi era o che cos’era. Probabilmente qualcosa da mangiare. Questo gli ricordò che aveva fame. Era praticamente immortale ma aveva ancora dei bisogni primari. Si chiese se era avanzata un po’ di quella mezzelfa. Non gli piacevano i mezzelfi ma aveva scoperto che avevano decisamente un buon sapore. Si guardò intorno. C’erano i cadaveri del gruppo di avventurieri che l’aveva attaccato la sera prima. Una sola mezzelfa e gli altri erano tutti umani, tutti molto saporiti. Drago Nero doveva essere proprio alle strette per mandargli contro combattenti così scarsi! Dopo aver acceso un fuoco con esca e acciarino e aver mangiato ancora un po’ di carne di mezzelfa decise  di continuare il suo viaggio. La sua birra era stranamente finita, aveva una sacca che in realtà era un buco nero portatile, ed uno dei suoi maghi di corte ci aveva messo dentro infinite otri di birra nanica. In teoria era impossibile far finire la sua birra ma Rugni non era un mago e non sapeva cosa fosse successo. Mentre si incamminava nel sentiero congelato aveva già voglia di birra, e questo era normale, ma aveva anche voglia, e questo era strano, di carne di caprone…

 

In un’altra realtà, un altro Rugni era condannato per l’eternità ad una vita di eterno dolore dentro una spada maledetta. Il nano non era il solo, c’erano anche il druido Magnus, il mezzelfo Alistair, il chierico Sigward insieme a molti altri. Forse c’era anche l’Empio da qualche parte in quel marasma di anime. Mentre le purpuree fiamme lo avvolgevano riuscì a prendere un’altra otre di birra nanica dalla sua sacca che era un buco nero portatile. La sua birra doveva essere già finita da tempo, non metteva otri di birra dentro la sacca da mesi, ma stranamente apparivano dal nulla ma Rugni non era un mago e finché ci fosse stata la birra per lui andava bene. Anche questa vita gli andava bene, si c’era il dolore eterno ma non aveva più fame, era immobilizzato e non doveva più pensare a niente. Ed aveva la birra.

“Com’è possibile che hai della birra pure in questo luogo?” chiese il mezzelfo tra gli spasmi del dolore.

“La mia sacca è un buco nero portatile e stranamente appaiono otri di birra dentro!” esclamò il nano compiaciuto.

“Hai un buco nero portatile?! Ci saremmo potuto salvare! Maledetto nano, se non fossi già morto ti ammazzerei io!” urlò Alistair mentre altre fiamme divoravano i loro corpi.

Magnus guardò stoicamente il nano e la mezzelfa, poi esclamò:

“Rugni potrei avere un po’ della tua birra?”

The End

Il racconto mi è venuto in mente dopo la giocata di ruolo organizzata da Ivano nel gruppo Gainsworth Club: Fantasy & Avventura​. Accorrete numerosi per giocate, challenge di scrittura e altre pazze avventure!

 

Sfida di lettura 2020 : 50 libri in un anno

Come ogni anno è giunto il momento di scrivere questo post, che poi aggiornerò di continuo fino alla fine del 2020, per sancire l’inizio della mia personale sfida di lettura. Leggere 50 libri in un anno. Nel 2019 sono andato meglio degli scorsi anni e già a metà dicembre avevo finito. Come l’anno scorso inizio l’anno leggendo un libro di Alberto Angela. Questa volta il libro è sui Bronzi di Riace. Come sempre su Goodreads oltre ai libri “normali” la sfida includerà anche fumetti e volumi illustrati, infatti la soglia che ho scelto per quella sfida è di 200 volumi in tutto.

  1. I Bronzi di Riace” di Alberto Angela
  2. Draghi, dirigibili e mongolfiere. C’era una volta a Milano” di Luca Crovi e Paolo Barbieri
  3. Italian way of cooking” di Marco Cardone
  4. Il gatto non adulterato” di Terry Pratchett
  5. Le bugie nel carrello” di Dario Bressanini
  6. Niente da perdere” di Lee Child
  7. Titanic – La storia illustrata” di Don Lynch, Ken MarschallRobert D. Ballard
  8. L’alienista” di Caleb Carr
  9. Tutto Dracula – Vol. 1 – Il conte incubo” di Franco Pezzini
  10. I dodici segni” di Lee Child
  11. Destinazione inferno” di Lee Child
  12. Vittima designata” di Lee Child
  13. I tre giorni di Pompei” di Albero Angela
  14. L’Agenzia – Milano” di Daniela Barisone e Juls Sk Vernet
  15. Urania presenta Millemondi Estate 1988” di Frank Herbert, A. Bertram Chandler, Michael Bishop, Isaac Asimov, Lino Aldani, Chad Oliver, Thomas M. Disch, Clifford D. Simak, Fritz Leiber, Gregory Benford, G. L. Staffilano, Lucius Shepard, George R. R. Martin, Bruce Sterling e Robert Silverberg
  16. I banchetti dei Vedovi Neri” di Isaac Asimov
  17. Le avventure di Cugel l’astuto” di Jack Vance
  18. Titanic – La vera storia” di Walter Lord
  19. Anno Dracula – One Thousand Monsters” di Kim Newman
  20. Il trucco c’è e si vede” di Beatrice Mautino
  21. Olympic, Titanic, Britannic: An Illustrated History of the Olympic Class Ships” di Mark Chirnside
  22. The Wanderer’s Necklace” di Henry R. Haggard
  23. “Nanny Ogg’s Cookbook” di Terry Pratchett, Stephen Briggs, Tina Hannan & Paul Kirby
  24. Pearl Harbor – Il giorno dell’infamia” di Walter Lord
  25. Pericolo imminente” di Tom Clancy
  26. La rosa del farmacista” di Candace Robb
  27. L’abbazia degli innocenti” di Peter Tremayne
  28. Delitti di fuoco” di Peter Tremayne
  29. Luna assassina” di Peter Tremayne
  30. Stargate” di Dean Devlin & Roland Emmerich
  31. Death is not the Worst” di Julia Sienna e Helena Cornell
  32. Fausto e Furio – Solo zanne originali” di Thomas Mazzantini
  33. Numero zero” di Umberto Eco
  34. Sherlock Holmes & la tragedia del Titanic” di William Seil
  35. La reliquia rubata” di Candace Robb
  36. Il cavaliere assassinato” di Candace Robb
  37. Le colpe dei padri” di Livio Gambarini
  38. Il cappuccio del monaco” di Ellis Peters
  39. La vergine di ghiaccio” di Ellis Peters
  40. Tutto Dracula – Vol. 2, Abraham Van Helsing e l’ultima crociata” di Franco Pezzini
  41. La sfrontata bellezza del cosmo” di Licia Troisi
  42. ChaosLess – Fuori dal tempo” di Alessia Mainardi
  43. Abisso del tempo” di L. Sprague de Camp
  44. Il grande tempo” di Fritz Leiber
  45. L’ora dei dannati: L’abisso” di Luca Tarenzi
  46. I Segreti delle madri” di Livio Gambarini
  47. La Repubblica dei ladri” di Scott Lynch
  48. Eternal War: Inferno” di Livio Gambarini
  49. Il Grimorio di Baker Street” di Barbara Hambly, Kim Newman, Christopher Sequeira, Barbara Roden, M. J. Elliott, Martin Powell, Rick Kennett & Chico Kidd, Peter Calamai, J.R. Campbell, Chris Robertson e Bob Madison
  50. Diario Cileno” di Licia Troisi