Sogni di un nano in cerca di birra

Si risvegliò pronto alla pugna mettendo mano alla spada che aveva preso in “prestito” alla mezzelfa che aveva ucciso il giorno prima. Non c’era niente di minaccioso dentro la grotta dove si era rifugiato. Fuori solo desolazione innevata. Aveva fatto uno strano sogno in cui faceva parte di un male assorto gruppo di avventurieri. Erano tutti morti malamente compiendo una missione suicida ma per lui, almeno, era stata la tanto agognata morte definitiva. Decisamente un bel sogno. Peccato che la sua mente lo aveva ingannato, come faceva spesso. Era ancora vivo anche dopo che il suo compagno Darulf gli aveva mozzato la testa con una arma magica di grandissima potenza. Ci era voluto un po’ più tempo per risorgere, questa volta, ma da quando era tornato in vita aveva subito incessanti attacchi da parte dei guerrieri di Drago Nero. Ormai quel demonio controllava il suo vecchio regno, Rugniland, e si apprestava a schiacciare gli ultimi reami ancora liberi dalla sua influenza. Inoltre Lodder, Zuc, Fingerfood e gli altri erano scomparsi. Il nano aveva quindi deciso di avventurarsi verso nord per cercare il portale dimensionale della valle di Prawncouch e sperare di scappare da Quarim. Frammenti dello strano sogno ancora rimanevano nella sua mente. Era come aver vissuto un’altra vita e forse era davvero così, forse aveva sperimentato la vita di un altro Rugni. Non sarebbe stata la prima volta che accadeva. Infatti, come gli aveva detto una volta il lich Lodder nella sua tipica voce cadaverica, la particolare maledizione di Rugni lo rendeva particolare suscettibile ad esperienze extraplanari. Il nano, in realtà, non aveva capito poi molto di quel discorso solo che certe volte poteva fare strani sogni o incontrare altre versioni di se stesso o  ancora avere un fantasma come coinquilino del suo corpo.  Nella sua lunghissima vita gli erano capitate cose ancora ben più strane. Un nome del sogno gli era rimasto in mente “Seitar”. Chissà chi era o che cos’era. Probabilmente qualcosa da mangiare. Questo gli ricordò che aveva fame. Era praticamente immortale ma aveva ancora dei bisogni primari. Si chiese se era avanzata un po’ di quella mezzelfa. Non gli piacevano i mezzelfi ma aveva scoperto che avevano decisamente un buon sapore. Si guardò intorno. C’erano i cadaveri del gruppo di avventurieri che l’aveva attaccato la sera prima. Una sola mezzelfa e gli altri erano tutti umani, tutti molto saporiti. Drago Nero doveva essere proprio alle strette per mandargli contro combattenti così scarsi! Dopo aver acceso un fuoco con esca e acciarino e aver mangiato ancora un po’ di carne di mezzelfa decise  di continuare il suo viaggio. La sua birra era stranamente finita, aveva una sacca che in realtà era un buco nero portatile, ed uno dei suoi maghi di corte ci aveva messo dentro infinite otri di birra nanica. In teoria era impossibile far finire la sua birra ma Rugni non era un mago e non sapeva cosa fosse successo. Mentre si incamminava nel sentiero congelato aveva già voglia di birra, e questo era normale, ma aveva anche voglia, e questo era strano, di carne di caprone…

 

In un’altra realtà, un altro Rugni era condannato per l’eternità ad una vita di eterno dolore dentro una spada maledetta. Il nano non era il solo, c’erano anche il druido Magnus, il mezzelfo Alistair, il chierico Sigward insieme a molti altri. Forse c’era anche l’Empio da qualche parte in quel marasma di anime. Mentre le purpuree fiamme lo avvolgevano riuscì a prendere un’altra otre di birra nanica dalla sua sacca che era un buco nero portatile. La sua birra doveva essere già finita da tempo, non metteva otri di birra dentro la sacca da mesi, ma stranamente apparivano dal nulla ma Rugni non era un mago e finché ci fosse stata la birra per lui andava bene. Anche questa vita gli andava bene, si c’era il dolore eterno ma non aveva più fame, era immobilizzato e non doveva più pensare a niente. Ed aveva la birra.

“Com’è possibile che hai della birra pure in questo luogo?” chiese il mezzelfo tra gli spasmi del dolore.

“La mia sacca è un buco nero portatile e stranamente appaiono otri di birra dentro!” esclamò il nano compiaciuto.

“Hai un buco nero portatile?! Ci saremmo potuto salvare! Maledetto nano, se non fossi già morto ti ammazzerei io!” urlò Alistair mentre altre fiamme divoravano i loro corpi.

Magnus guardò stoicamente il nano e la mezzelfa, poi esclamò:

“Rugni potrei avere un po’ della tua birra?”

The End

Il racconto mi è venuto in mente dopo la giocata di ruolo organizzata da Ivano nel gruppo Gainsworth Club: Fantasy & Avventura​. Accorrete numerosi per giocate, challenge di scrittura e altre pazze avventure!