La neve cadeva lentamente comprendo ogni cosa con il suo soffice e candido manto bianco che rende tutto immacolato, anche il sangue che scorreva a fiumi tutto intorno a una vecchia e gigantesca slitta. Le renne ormai giacevano senza vita, squartate fin nelle budella, le corna spezzate, i musi deformati. Un anziano uomo, alquanto sovrappeso, sedeva, nudo, tra gli animali morti. Avidamente tranciò, con una forza sovrumana, una coscia da una delle renne e la spolpò in un attimo imbrattandosi di rosso la candida e folta barba. Si alzò facendo tremare la sua grande pancia flaccida, voleva del cibo caldo, non quella schifezza ormai fredda qualcosa in cui pulsasse ancora la vita. Sentiva distintamente l’odore di carne umana… viva. Si fermò. Ora avvertiva, anche se tutta quella neve attutiva i suoi sensi, un altro odore. Penetrante. Odore di zolfo. Sentì una voce gutturale e profonda, urlare qualcosa, che non riuscì a capire, la tempesta che infuriava rendeva difficile orientarsi. Subito dopo un camion lo travolse in pieno lanciandolo contro la sua stessa vecchia slitta. L’impatto gli fece staccare la testa barbuta che rotolò giù per la collina. Il mezzo colpì anche la slitta distruggendola completamente poi si fermò.
“Dannato Babbo Natale zombie! Gli avevo urlato di spostarsi e no lui deve rimanere in mezzo alla strada in cerca di carne viva!” disse il demone ribelle saltando giù dall’abitacolo del camion. Mad Dog si specchiò sul cofano del mezzo che aveva rubato, un autoarticolato della Coca Cola, con la faccia sorridente di Babbo Natale stampata sulle fiancate. Il demone ammirò le proprie corna ricurve, i suoi denti aguzzi, i suoi occhi felini e anche la renna zombie che incombeva dietro di lui. Il mostro, sbavante una schiuma rossastra dalla bocca, cercò di mordere il demone, ma la pelle coriacea di Mad Dog distrusse la dentatura dello zombie. Il nostro caro diavolo di quartiere non si fece intimorire, senza voltarsi prese la renna zombie con le sue possenti braccia e gli staccò di netto la testa. Mentre il sangue zampillava copiosamente dalla colonna vertebrale del mostro, Mad Dog si pulì le unghie usando una delle corna delle renna.
“Cazzo ma guarda un po’ che succede quando uno vuole rubare un po’ di Coca Cola in una dimensione parallela… dovevo proprio capire in una realtà di zombie!? La mia solita fortuna… come quegli scienziati stamattina, tutti preoccupati perché ero penetrato nel loro laboratorio e avevo rilasciato quel virus letale che trasforma… oh merda! Sono stato io! Vabbè… un’altra realtà in meno da difendere!” pensò Mad Dog prima di trascinare l’intero camion dentro un portale e apparire incolume in piazza “The League of Extraordinary Fashion Cosplayers” sul Pianeta Oricalco.
“E tu dove l’hai preso quello?” gli chiese il Dio della Morte quando vide il demone e il mezzo con il muso rovinato.
“Un regalo di Babbo Natale… a te non ha fatto nulla vero?” rispose sogghignando Mad Dog che si caricò in spalla il camion per portarselo a casa.
“E cos’è questa puzza di renna zombie? Mad Dog rispondimi! Se hai di nuovo zombizzato un’altra dimensione ti facciamo diventare vegano!” concluse Anubis trasformandosi in sabbia.