Mad Dog Cosplay Awardese 2010

Salve care vogliose lettrici e cari vogliosi lettori, qui vi parla il vostro demone grufolante preferito, Mad Dog! So che molte di voi bramano farsi fottere dal sottoscritto, ma la lista è lunga, e quindi ci vorrà un po’ di tempo prima che la vostra richiesta venga esaudita. Ma ora passiamo ai Mad Dog Cosplay Awardese 2010, essì si scrive Awardese ignoranti! Allora iniziamo con il premio più ambito… ah e chi non è d’accordo con i premi si attacca al tram infernale. Ecco.

Premio Ammazza Che Bonazza

Liz “Nemesi” Biella

Premio Che Begli Occhi

Mogu Cosplay

Premio WOW che lungo Spadone!

Luca Buzzi

Premio Scatola Ambulante Argentata

War Machine

Premio fumi davvero in maniera elegante

Nadiask

Premio miglior led

Nanachan

Premio ma che bel Ventrue!

Lord Ashram

Premio ma che belle geis… hem tizie in kimono

Le ragazze di Gattai

Premio Fidanzata Nuova Più Bella

Borgo

Premio Scazzato

Il mio padrone

Premio O’scostumata!

Tizia di Warhammer

Premio miglior corrispondente

Alessia Selene

Premio Miglior PR

Azusa18

Premio ammazza che belle… ehm… occhiali…

Hellena Cosplay

Premio Miglior Fotografo Pazzo

OperationOne

Premio Ma Spider-Man aveva la pancia?

Ad uno Spider-Man

Premio Miglior Ombrello

Odry

Premio Ma che brutti questi cosplay che hai cucito! (Si sono bastardo!)

Pamela

Premio secondo me vi serviva ‘atra po’ di biacca in faccia

Selaine e Ginevra

Premio Ma che bella stampella fa parte del cosplay?

Lisard

Premio Assenza più sentita soprattutto da Borgo

Drocell Cosplay

Premio Uh! Ma che bella Chun Li… ehm… bello Chun Li…

Il Chun Li

Premio Sei Succulento ti faccio arrosto la prossima volta

Teodoro76

Premio ma che belle mutante! (C’hanno pure i gufi!)

Lisard

Premio ma che bei dentini

Selaine & Ginevra

Premio Gruppo di Gnocche/Gnocchi

Mary Chan e il suo Gruppo

Premio “Aggiungi Scritta Preferita Qui”

Enoch

No alla chiusura dell'Ospedale di Monterotondo

Ho appreso qualche giorno fa la conferma che l’Ospedale di Monterotondo, il SS Gonfalone, verrà chiuso a partire del primo gennaio del 2011, con il taglio dei posti letto e dei finanziamenti attuato dalla Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini. E questo avviene senza alcun confronto, senza una discussione, senza interpellare la popolazione, la Regione lo chiude perché il governo ha attuato dei tagli. E’ una scelta profondamente sbagliata. E’, permettetemi il francesismo, una stronzata. Perché? Ok l’ospedale avrà tanti problemi strutturali e non, sono sperperati tanti soldi, ma è vitale per una città di quasi quarantamila abitanti, farlo diventare solo un pronto soccorso è assurdo! Poi non sono solo gli eretini che usufruiscono dell’Ospedale ma anche tutti gli abitanti delle numerose cittadine vicine. L’Ospedale avrebbe bisogno di una ristrutturazione sia dell’edificio sia dell’organizzazione e non di un taglio netto. Perché i cittadini hanno bisogno di una struttura pubblica per la loro salute e non possono essere costretti, come sarebbero se l’Ospedale venisse chiuso, ad andare in centri privati. Perché è quello che succederebbe. Meglio andare nei vari centri medici privati che ci sono nella zona che dover andare poi per un consulto a Tivoli o a Palombara Sabina, son più lontane… Insomma con questa chiusura si fa un danno rilevante ai cittadini… Trovate maggiori informazioni nella comunicazione del Comune in merito a questa vicenda. Sicuramente i cittadini di Monterotondo e dei paesi limitrofi si faranno sentire… e anche degli altri comuni laziali a cui verranno chiusi gli ospedali. Non siamo gli unici in questa barca purtroppo…

Terra X, Universo X, Paradiso X

Oggi ho finito di leggere Paradiso X, la terza parte della Trilogia X, composta da Terra X, Universo X e appunto Paradiso X. La settimana scorsa questa trilogia fumettistica ideata da Alex Ross è stata pubblicata dalla Panini Comics in formato Omnibus, cioè mega lusso. Devo dire che è una bella, interessante e complessa lettura, come tutti i lavori di Ross come Marvels e Kingdom Come. E’ una storia corale, profonda, che si interroga sull’origini della Universo Marvel, sul suo ipotetico futuro, se le azioni dei singoli siano veramente dettate dal libero arbitrio o siano imposte da qualcuno di superiore, se gli dei che conosciamo esistono veramente o sono solo frutto della nostra immaginazione, su cosa significa essere un essere umano. In origine questa trilogia doveva essere il futuro dell’Universo Marvel ma alla fine è stata considerata un gigantesco what if. Come sempre accade ad operazioni del genere. Alla fine questo futuro diventa obsoleto, ma oltre a questo si spinge troppo al di là per poter essere in continuity. La trilogia, come ho scritto, è stata ideata da Alex Ross, lo scrittore è Jim Krueger, mentre i disegni, principali, sono Léon e Braithwaite. Le copertine sono opera dello stesso Ross. Non vi voglio parlare troppo della storia, è molto complicata ci stanno di mezzo Celestiali, Mephisto, Galactus, Mar-vell, Machine Man, l’Osservatore, Loki, Capitan America, Kyle Richmond e tanti altri ancora… I disegni sono ottimi e così la storia. Quindi prendetelo. Il prezzo del cofanetto è di 105 € circa. Poco. Visto la mole di pagine. Saranno sulle 2000 pagine. E oltre al fumetto vero e proprio ci sono cover, variant cover, sketch book, bozzetti, disegni vari.  Insomma merita.

Eureka

Da qualche settimana ho iniziato a vedere un telefilm di fantascienza della Syfy, Eureka. L’ho conosciuto grazie ad un episodio crossover con un altro telefilm che seguo, sempre sci fi, cioè Warehouse 13. Eureka è ambientato in una cittadina omonima degli Stati Uniti, in cui sono riuniti tutti i più grandi scienziati del mondo per creare nuova tecnologia, per far progredire il sapere umano. Il tutto sotto l’egida del DOD, cioè il Department of Defense. La società che gestisce questa cittadina di geni si chiama Global Dynamics, l’assonanza con la Massive Dynamics di Fringe è un caso, anzi, forse gli autori di Fringe hanno “tratto” ispirazione da Eureka per quel nome, essendo questo telefilm precedente a Fringe. Per quanto Fringe e Eureka siamo tutti e due telefilm sci fi e per quanto siano simili in tematiche, sono completamente differenti, mentre Fringe è molto cupo, Eureka è più… amichevole, oserei dire. Più “simpatico”. Certo di sono momenti drammatici, ma non si supera una certa soglia. E’ un telefilm adatto a tutti. Comunque il pilot di Eureka inizia con l’arrivo in città per caso di un U.S. Marshal che diventerà il nuovo sceriffo della città. Suo malgrado. E dovrà risolvere tutti i piccoli e grandi problemi, incidenti, sabotaggi, complotti che possono accadere in una cittadina del genere. Come un piccolo sole artificiale che rischia di far cuocere tutti in città o naniti impazziti o ancora i geni che diventano tutti stupidi e non possono fermare un esperimento di replica del Bing Bang che potrebbe distruggere l’universo… cose di questo genere. Uno dei leit motiv del telefilm è il fatto che lo sceriffo, Jack Carter, è un idiota della tecnologia, anzi della scienza e di un po’ di tutto in generale. E’ il tipico americano medio. E quindi è molto divertente vederlo alle prese con i geni che abitano questa città. Insomma una serie divertente e carina, da vedere a chi piace la fantascienza.

Blood on the sky

La città brulicante di insignificante vita si estendeva a perdita d’occhio davanti a lui, frenetica, luminosa, noiosa. Gli umani erano come le formiche, li vedeva correre senza alcun senso da una parte all’altra della metropoli, interessati soltanto ai guai della loro misera vita mortale. Lui era diverso. Profondamente. Era importante. Una sua decisione poteva porre fine, in maniera assai cruenta, alla vita di decine di quegli insetti che pensavano di aver conquistato il mondo. Folli. I veri dominatori si celavano nell’ombra manovrando l’umanità come un burattino dalla notte dei tempi. Osservò il suo bicchiere di cristallo boemo ricolmo di quel liquido vermiglio che permetteva a quelli della sua razza di vivere per sempre. Ecco qual’era l’unica qualità degli umani, il loro sangue, senza di esso infatti, anche lui, Matt Stakes, così come tutti gli altri vampiri, non sarebbe stato nient’altro che polvere. Invece i loro difetti erano troppi, pensò il non morto sorseggiando cautamente il sangue. Uno di questi difetti era che gli umani, alle volte, si facevano coraggio e cacciavano gli stessi vampiri. Non sempre con scarsi risultati. Ed ora qualcuno stava venendo per lui. Li aveva avvertiti distintamente, un gruppo di cinque persone, altamente addestrati. Erano riusciti a disattivare il suo sistema d’allarme ed ora stavano salendo con l’ascensore direttamente al piano in cui si trovava. Se, dopo averli affrontati, qualcuno fosse sopravvissuto forse l’avrebbe trasformato. Gli servivano collaboratori di questo genere se voleva vendicarsi del torto che aveva subito anni prima. L’unica arma che gli serviva era la sua fida katana che aveva lasciato sulla scrivania di plexiglas. Era incazzato, infatti, probabilmente il suo bell’ufficio minimalista sarebbe andato distrutto nello scontro. Aveva speso tempo e denaro per trovare i mobili adatti al suo status e tutto andava perduto per degli idioti che credevano che dovessero servire un uomo morto su di una croce millenni prima. Dalla vetrata vide che la porta dell’ascensore si era aperta. All’interno dello studio rotolò una strana granata che esplodendo sparse tutto intorno del liquido che colpì il collo e la nuca del vampiro. Era acqua benedetta, capì il non morto. La sua pelle sfrigolava e si scioglieva dolorosamente. Si girò di scatto e si trovò davanti dei veri e propri soldati, armati fino ai denti. Soldati della fede, pensò vedendo tutte le croci ed altri simboli religiosi che ricoprivano il loro corpo. Gli faceva ribrezzo come ad ogni buon dannato. Dovette combattere con tutte le sue forze per non indietreggiare spaventato come un bambino. I loro maledetti fucili Steyr Aug spararono all’unisono. Venne crivellato di colpi e la sua bella scrivania andò in pezzi. Quegli stronzi si erano armati di proiettili benedetti che bruciavano la sua carne non morta ogni volta che scavavano buchi nel suo corpo. Se fosse stato un vampiro più giovane, se non fosse diventato così potente in questi ultimi anni, studiando arcane arti orientali ormai dimenticate, sarebbe sicuramente morto. Ridotto in polvere. Era ora di contrattaccare. Usando la telecinesi fece partire la katana così velocemente che nessun occhio umano avrebbe potuto vederla. In pochi secondi aveva trafitto pance, tagliato arti, mozzato teste. Ora c’era un lago di sangue e membra umane nel suo studio. Pensò che forse l’avrebbe lasciato così, dava un tocco vissuto al suo locale. Aveva lasciato illesa l’unica ragazza del team d’assalto. Voleva godersela. Le fu addosso in un attimo e distrusse in due pezzi quell’odioso fucile che imbracciava. Le strappò di dosso i vestiti mentre urlava a squarciagola. Era pure carina, pensò il non morto. Brunetta, alta, con le forme al posto giusto. La violentò tra i corpi maciullati dei suoi amici, imbrattandola del sangue che sgorgava ancora dai corpi devastati, la penetrò più volte finché raggiungendo il climax del piacere sessuale non le affondo i canini direttamente su di un seno. Bevve e bevve finché non fu sazio, finché non sentì la vita della ragazza andarsene via. Poi si alzò soddisfatto. Il suo vestito costoso ridotto a brandelli, il suo studio distrutto ma nulla importava, si era divertito e per qualche tempo la noia della non vita era scomparsa. Un piacevole diversivo. Ora doveva capire chi aveva osato attaccarlo. La vendetta doveva essere spietata. Si accorse che purtroppo nella concitazione del combattimento non aveva lasciato in vita nessuno. Poco male. Conosceva un rituale appreso dai negromanti che rendeva possibile parlare con chi era appena morto. Pensò però che difficilmente avrebbe avuto le risposte da chi aveva appena ucciso. Lui non l’avrebbe mai fatto. E quindi non l’avrebbero fatto nemmeno questi idioti di umani che aveva massacrato tanto facilmente. Gli venne anche in mente che esisteva un altro modo per sapere quello che voleva, una maniera fin troppo umana forse, ma non aveva scelta. Doveva perquisire i cadaveri, sperando che questi umani fossero così stupidi come pensava. Forse avevano qualche indizio che l’avrebbe aiutato nella sua ricerca. Non gli ci volle molto tempo. Questi mortali erano intelligenti forse, ma non così intelligenti da gabbare uno come lui. C’era una cosa che accomunava i morti nel suo studio, oltre al fatto di essere morti, era un piccolo tatuaggio sul lato nascosto del lobo dell’orecchio destro. La forma del tatuaggio era quella di una croce di Lorena, una croce con due bracci molto vicini tra loro invece che uno. Una croce che veniva definita a doppia traversa. C’era solo una setta di umani che usava questo tipo di croce come simbolo, qualche vecchio ordine di cavalieri di cui non si ricordava bene il nome. L’avrebbe scoperto. Sapeva da chi andare, non era certo un’informazione che si poteva trovare su Google. Doveva incontrare Louis anche se non gli sarebbe piaciuto affatto. Non sopportava quel vecchio vampiro pazzo che si credeva Louis XVI di Francia…

L'Aurora delle Streghe – Spoiler –

Qualche giorno fa ho finito di leggere il nuovo libro di Francesco Falconi, L’Aurora delle Streghe che mi è piaciuto davvero molto, probabilmente è il miglior libro scritto dal Falco. Almeno secondo me. Tutto le mie impressioni sono soggettive, non credo nell’oggettività. L’Aurora delle Streghe è decisamente diverso dai libri che ha scritto precedentemente Francesco, sia per stile che per ambientazioni che per trama. Ci troviamo a Barcellona, che il Falco adora e lo sa chi segue il suo blog, la protagonista è una ragazza, una zingara kalé che cerca di trovare la sua strada nel mondo, di farsi una vita. Trova un lavoro, un bel lavoro legato all’arte teatrale, trova l’amore… ma tutto le viene strappato dal fato… o da qualcosa di ancora più perverso. Usando poteri che nemmeno lei sapeva di avere riesce a far tornare in vita il suo ragazzo ma a carissimo prezzo… ora il suo Jago è una sorta di vampiro alla ricerca delle lacrime delle persone, delle loro emozioni, di cui si nutre per poi lasciare le vittime preda di una follia suicida. Un romanzo tra urban fantasy e horror con un chiaro e voluto omaggio al famoso libro della Shelley. Un romanzo particolare, scritto in prima persona, con protagoniste soprattutto donne, Abril, la sua amica Lux, la madre Miriam, scritto con un alternarsi di passato e presente… un libro molto interessante. Cupo. Decisamente un bel libro che però non finisce, probabilmente sarà il primo di una trilogia (?). L’unico dispiacere è che un personaggio, Eneko Serrano, molto interessante, non viene approfondito, per ragioni di trama e questo mi dispiace perché era decisamente un bel personaggio. Il personaggio che mi piace di più di questo libro. Abril, saranno gli avvenimenti che innesca, ma non mi riesce per niente simpatica… o almeno non riesco ad immedesimarmi… (un po’ come Sofia della Ragazza Drago… ma Sofia è una rompicoglioni di prima categoria, Abril no per nostra fortuna, sarà che sono ragazze… boh…). Il personaggio di Abril però è molto interessante, è di origine zingara e sappiamo bene quali sono i pregiudizi che si hanno sugli zingari. Abril è una giovane ragazza che vuole emergere, vuole avere una vita e cerca di farlo in tutti i modi senza dover contare sulla comunità kalè, cercando di superare i pregiudizi del mondo che la circonda. In fondo, razzisti o no, parliamoci chiaro sappiamo tutti cosa pensiamo degli zingari, che sono ladri, che sono furfanti, accattoni, che fanno mendicare i loro figli per fare soldi, che fanno prostituire le loro figlie. Sono stereotipi falsi, ma così radicati nella nostra società, nella nostra mente che anche se cerchiamo di dimenticarli e di trattare queste persone in maniera uguale alle altre, non lo facciamo. Abbiamo sempre quel sospetto nella mente, che ci fa toccare il portafoglio appena vediamo una zingara che ci viene vicino per chiedere qualche spicciolo. Per quanto vogliamo essere civili o fingere di essere tali, questo pregiudizio non si toglierà mai dal nostro cervello. Ormai sta li fermo, immobile. Pensate a vivere come loro, sapendo che nessuno si fiderà completamente di voi, che sarete sempre emarginati. Pensate se finalmente riuscite ad oltrepassare, apparentamene, questi maledetti limiti imposti alla nostra società. Questa ragazza trova il lavoro che la appassiona, trova il primo amore che le infiamma il cuore e poi perde tutto. E la prima cosa che sospettano i poliziotti è che sia stata lei l’assassina perché è una zingara kalè. Dev’essere devastante. Cosa fareste per riprendervi quello che vi è stato tolto? Fareste anche qualcosa che sarebbe proibito per le norme e le consuetudini morali e civili? Si lo fareste. Perché ad un certo punto non ti frega niente di quello che ti circonda, del mondo. Quando perdi qualcosa a cui tieni così profondamente, quando perdi qualcosa cui senza non sai vivere, faresti qualsiasi cosa per riportare tutto alla normalità. Anche vendere l’anima al diavolo in persona. Ed Abril lo fa. Chi non lo farebbe? Purtroppo l’odio va a braccetto con l’amore e quando, dopo essersi illusa che il Jago fosse tornato, si accorge dell’errore commesso, l’amore diventa odio per ciò che ha creato. Il finale ci lascia con alcune domande che ruolo ha avuto veramente Miriam nella vicenda e quali sono le sue vere intenzioni? Chi ha spinta Abril ad effettuare il rituale negromantico? Jago è stato ucciso da qualcuno o è stato un incidente? C’entra il fratello in qualche modo? A parte questo sicuramente Francesco è bravo a farci vivere Barçia, a farcela vedere come se fossimo davvero lì, un po’ come Licia con Monaco nel terzo libro della Ragazza Drago. Insomma vi consiglio questo libro… è ben scritto ed interessante. Ah e parla di streghe e cose simili… ma era facile capirlo dal titolo vero?

Mad Dog e la Miracolosa Grappa dell'Ultra Vita

Impo mi ha chiesto di raccontarvi qualche mia avventura, così per farvi divertire un po’, beh, essendo un demone sexy e prestante sessualmente ho vissuto molto avventure al limite del bizzarro e della promiscuità tra razze. Vi potrei raccontare quella volta che feci la lotta del fango con le più famose cosplayers d’Italia o di quando denudai il presidente di una famoso paese dell’est davanti al suo Gabinetto… troppa vodka quella volta, potrei anche raccontarvi di quando ho quasi distrutto l’Omniverso con un rutto, ma non farò niente di tutto questo. Vi racconterò di quando, anni fa, non troppi ma nemmeno tanti, diciamo una via di mezzo tra mille e venti anni fa, sventai il folle piano del malvagio signore del male alimentare, Valberikos Relegracias. Dovete sapere che anni fa abitavo al nord, si così a nord che più a nord c’era il nulla. Abitavo nel Polo Nord all’epoca terra dominata dalle due pissicopatiche Regine dei Ghiacci, Thirrin e Violadk. Il loro regno era giusto ed equo… ok, no, non era affatto così ma mi hanno pagato profumatamente per dirlo. Ok, le ho mangiate dopo, ma prima mi hanno pagato, io onoro i patti. Comunque loro regnavano dal loro castello di ossa e ghiaccio secco posto al centro dell’Artide. Mi avevano assunto per mangiare il loro più mortale e cattolico nemico, il Papa Eleas di Turin che da Cattolica regnava su gran parte dell’Italia. Anche se tentò di stendermi con le sue ampollose parole e di annoiarmi con i suoi interminabili discorsi sull’etica e sulla religione, alla fine, vittorioso, lo mangiai in un sol boccone. Tornai dalle Regine Pissicopatiche che ebbero un nuovo incarico per me, un nuovo e mortale nemico era salito sul trono della Siberia, proprio Valberikos Relegracias. Che mi comprò con un carico di renne che aveva sottratto ad uno scrittore pazzo tale Fransisco Al Falcon che andava blaterando di essere Estasiato, Prodigioso, Gothico e pure Auroroso. Lo mangiai per pietà. E mangiai anche le Regine come mi aveva ordinato il mio nuovo padrone, Valberikos. Alla sua corte Valberikos aveva raccolto i maggiori studiosi del tempo dall’astrofisica Likias Troisis al famoso cartografo Fabrizio Furchì noto anche come Fab, alla famosa danzatrice del ventre Violettè Bianchettè, alla cantante lirica Paula Milanos, alla scrittrice Jules Baron, alla scout Chiara De Los Non Mi Ricordas Il Cognomen Mas Potrei Vederes su Facebook Mas Non Mi Va, alla costumista Pamelà Fornasarì ed infine alla famosa cuoca Alessadra Oodrah. Inoltre c’era pure il disegnatore di corte un tale chiamato Orbo Iri e uno che non si sapeva bene cosa faceva, un po’ buffone di corte un po’ nerd, un certo Lord Tanabrus. C’erano anche altre persone ma erano antipatiche e le mangiai tutte subito. Comunque quel che mi va di raccontarvi è che una notte mentre mi aggiravo per le segrete del Castello Castelloso Misterioso e Misterante di Valberikos Relegracias, giuro, si chiamava così, scoprì un fatto agghiacciante! Il vecchio e canuto umano voleva diventare immortale e dominare ogni realtà tramite una supergrappa che aveva ottenuto usando un’antica e dimentica scienza unita ad una magia altrettanto antica. La distillazione radioattivasinteticalchemicoalterata. Avevo appena mangiato una coppia di nuovi venuti, una certa Ninna con un Orso d’appresso, e avevo sete… quindi bevvi io tutta la grappa. Essendo già immortale non mi fece alcun effetto se non una grande flatu… ehm… beh… ruttai alla grande. Sta di fatto che il castello venne sbriciolato e tutti morirono nel sonno. Ok no, io e il labrador di montagna ci mangiammo chi era sopravvissuto e poi io mangiai il labrador. Ma Valberikos era sopravvissuto e tentò di uccidermi con l’unica cosa che poteva ferirmi… una verga di argento! Ok vi sto prendendo in giro, tentò di farmi fuori ma mangiai anche lui. Beh credo sia tutto. Spero che questo mio racconto ambientato in un universo parallelo al nostro vi sia piaciuto. Alla prossima con altri bizzarri racconti del sottoscritto! MUAHAHAHHAHAHAHHAHAHHAHAHAHHAH

p.s.: essi cari miei è un vecchio racconto, ma mi andava di riproporlo XD