Drood

Dan Simmons è un grande scrittore, ho letto ancora poco di lui, ma mi piace davvero molto, e questo Drood è davvero un capolavoro, poi sarà che amo l’Inghilterra Vittoriana, quindi ho davvero apprezzato questo libro. Di cosa parla Drood? Principalmente degli ultimi anni di vita di Dickens e del suo amico Wilkie Collins dopo la tragedia di Staplehurst in cui Dickens fu coinvolto e in cui incontro per la prima volta un personaggio enigmatico, Drood. La storia si sviluppa raccontata da Collins che si rivolge ad un lettore del futuro a cui sta raccontando questa strana vicenda, più passa il tempo e più la figura di Drood acquista aspetti mistici e misteriosi che ci portano anche a dubitare della sua vera esistenza. Nel romanzo viene anche descritta anche la società del tempo e, soprattutto, quanto l’oppio ed il laudano fossero consumati al tempo e vengono descritte pure le famose fumerie d’oppio. Infatti lo scrittore Wilkie Collins, essendo perseguitato dalla gotta reumatica, per riuscire a sopportare il dolore, era costretto ad assumere ingenti dosi di laudano e di oppio. Alla fine lo scrittore era diventato talmente drogato che aveva delle vere e proprie allucinazioni come l’essere che chiamava “Altro Wilkie”, un suo doppio diabolico o un altro essere che abitava le scale di servizio della sua casa. Più ci addentriamo nel libro e più ci accorgiamo che il povero Wilkie soffre di evidenti allucinazioni o almeno queste sembrerebbero a noi lettori “più lucidi”. Non vi dirò di più se non che dal romanzo appare un quadro piuttosto negativo di Dickens, probabilmente dovuto al fatto che lo vediamo tramite gli occhi di Collins che più passa il tempo e più diventa instabile. Concludendo, è un libro da leggere, un bel tomo ricco di mistero e di un’efficace riproduzione della società del tempo. Quando ho letto il libro mi è sembrato di leggere uno dei racconti di Doyle, o il Dracula di Stoker o Canto di Natale di Dickens o ancora il grande capolavoro di Stevenson… insomma, l’atmosfera è quella, di quella Londra che ormai ben conosciamo, la Londra vittoriana… ed amiamo. Un libro che consiglio caldamente… e che invoglia a leggere le opere di Wilkie Collins, autore che, in confronto a Dickens, rimane poco conosciuto.

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