Non ho più lacrime da versare, per quanto gli occhi mi brucino dal dolore, non ho più maledizioni da gridare al cielo perché non ho più voce nella gola arida, non ho più speranza, non ho più un futuro. Sono dannato ad un’eternità di tormentosa vita noiosa. Il mio destino è morire lontano da tutti, disprezzato, odiato, mai rimpianto, mai amato. Ho urlato contro Dio, contro tutte le divinità esistenti la mia pena, ma sono state sorde ai miei richiami dolorosi. Non ho ricevuto risposte se non un terribile silenzio che faceva pari con quello sordo del mio cuore oscuro, ormai rinsecchito e morto. Ho urlato il cielo la mia agonia, la mia invidia per voi che vivete delle vite felici, beati, che vi beffate della mia disperazione, del mio tormento, della mia dannazione. Ho urlato contro il cielo la mia rabbia per la mia situazione, per come il fatto mi ha creato, per quello che il fato mi ha concesso come destino, come vita. Ho urlato verso il cielo la mia disperazione, ma non è servito a nulla. Sono da solo in questa valle di lacrime, solo senza niente e nessuno che mi possa aiutare. Solo perché voi mi odiate, odiate la mia diversità, mi odiate anche se non mi conoscete. E’ innato nella vostra natura odiare ciò che è differente da voi, ciò che può sconvolgere la vostra quotidianità. Vi odio con tutto me stesso, dal primo all’ultimo, da quello che è appena nato a quello che è morto un secondo fa, perché loro in qualche modo potranno godersi la vita, potranno viverla liberi, qualcosa che io non posso fare. Sono incatenato dalle catene eterne del fato. Vi vorrei sterminare tutti ma non posso più farlo, mi avete privato anche di questo divertimento. E’ causa vostra. E poi vi stupite se sono diventato quello che sono. Se sono divenuto un pluriomicida, se mi divertivo a vedere scorrere il sangue delle vergine sulle mani nere. E’ sempre stata soltanto e solamente colpa vostra. La vostra arroganza, la vostra moralità, hanno portato alla mia creazione e alla mia rovina. Era già tutto deciso, già tutto scritto, non ho fatto altro che interpretare una parte già predestinata nel palcoscenico della vita. Ho cercato anche di amare, ma quella stronza puttana decise di sputarmi in faccia. Cosa avevo fatto di male? Avevo ucciso suo fratello. E con questo? Pensate che sia abbastanza per rifiutare il mio amore? No. Non lo è. Il mio amore è sacro, io sono sacro, io sono divino. Io mi ero donato completamente a lei. E lei mi ha rifiutato. Oh ma si è pentita. Mai rifiutarmi. L’ho punita per quello che mi ha fatto, ma, alla fine, tutto torna indietro. Sapete quella storia del karma? Beh penso sia vera, tutto mi è tornato indietro centuplicato. Ho perso tutto adesso e anche se ho i poteri di un semi-dio sono inutile, indifeso. A cosa valgono tutti i poteri demoniaci di questa terra se non posso salvare le persone, le poche persone, che ho amato? A che cosa serve poter uccidere cento, mille persone, con un solo sguardo se non mi è nemmeno possibile salvare la mia stessa progenie da qualcosa ben più peggiore della morte? Ogni dannato e fottuto giorno in cui mi sveglio mi chiedo… perché a me? Perché proprio io debbo soffrire queste pene infernali, perché devo essere io. Perché non voi. Perché non il mio defunto fratello gemello. Perché? Quale scherzo crudele è il fato, quale gran bastardo è l’universo o Dio o come lo vogliate chiamare. Se mi fosse possibile varcare i cancelli del Sacro Palazzo, andrei fino da lui e lo ucciderei, con mio sommo godimento, ma anche questo mi è precluso. Io che ho conquistato buon parte del globo, io che ho creato dal nulla demoni e draghi, io che sono noto come l’Imperatore Nero, ora sono solo un uomo distrutto, senza futuro e per ironia della sorte non tanto diverso da voi poveri mortali. Ma almeno voi potete morite, a me non è concesso nemmeno quello… la morte sarebbe una liberazione che accoglierei a braccia aperte… ma sono Lot Destr e a me la Signora Morte non mi toccherà mai…

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Bene, racconto triste e disperato…come piace a me 😉
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