Ho finito di leggere, ormai quasi più di una settimana fa, un libro fantasy scritto da un ragazzo, Marco Varuzza, che a Monterotondo e pubblicato con la casa editrice Il Filo. Il libro si intitola Il Terzoregno, Neve, Magia e Morte. E, per fortuna, non è il solito fantasy. Certo ci sono alcuni elementi “classici” come la compagnia di “eroi” molto in stile D&D. E l’influenza del famoso del ruolo si sente molto durante la lettura del tomo. Non che questo sia un problema anzi. Sapete bene che io le recensioni non so scriverle, quindi parlerò solo diffusamente dei difetti e dei pregi che ho trovato nella lettura di questo libro. Sicuramente si nota che è il primo libro di Marco, sia per la scrittura, in cui, almeno secondo me, ci sono troppe ripetizioni di termini, sia per il ritmo iniziale della storia. Ma essendo il primo libro, penso sia normale avere certi difetti. Uno dei pregi di questo libro è l’originalità di certi aspetti, non ci sono i soliti elfi, i personaggi protagonisti non sono stereotipati ma sono ben caratterizzati. Poi non c’è quella seriosità scimmiottata alla Tolkien che molti fantasy classici cercano di emulare, anzi il libro è molto ironico, come direbbe un mio parente siculo-tedesco è “scherzevole”. Insomma non si prende troppo sul serio. Un altro grande pregio è che non c’è il grande nemico finale superforte che vuole distrugge tutto il mondo e che i nostri “eroi” devono sconfiggere. Anzi anche definirli eroi è sbagliato, i protagonisti non sono eroi, semmai sono persone comuni che si trovano loro malgrado in difficoltà. Infine, concludendo, aggiungo soltanto che il finale è molto coraggioso per un libro del genere e sfido altri autori che conosco a far finire in questo modo un loro libro…
A Marco piace tanto la neve… e meno male che qui fa un caldo… XD

La prossima settimana lo rileggo e poi ne parlerò anch’io 🙂
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Ma che belle parole! Non posso far altro che ringraziere il mio amico/lettore/consigliere/fan?/nonsochealtrodire.Posso solo dire che questo mio primo libro è l’anticipo di quello che succederà poi, spero di non tradire la mia vena ironica e di non cadere in quelli che sono gli schemi di questo genere. Come dico sempre ad un certo punto bisogna cercare di dare al lettore una cosa che non sia sempre la stessa storia, forse sono troppo ambizioso ma voglio provarci lo stesso a voi l’ardua sentenza. Concludo ringraziandoti alla maniera dei miei “eroi”.
Krinko: Per tutta la birra del clan di Kronk! grazie mio amico, sei un vero nano! La mia ascia è pronta per difendere il tuo onore.
Foglia d’Oro: Si, devo dire che grazie al mio aiuto è uscito fuori un bel libro.
Spina Bianca: Grazie, senza di te non sarei qui a poter parlare.
Lestir: Non trovo parole per ringraziarti, per questo non posso fare altro che stringerti la mano.
Krasta: Effettivamente dovrei ringraziarti ma non lo faccio così impari a riprendermi ogni volta che sbaglio un nome! brutto agglomerato di carne scollegata da un cervello!
P.S.: La foto che hai messo in coda mi ha fatto venire i brividi, in questa estate Romana tormantata dal caldo è stata una visione di “frescura” praticamente è stato come correre nudo dentro ad un frigorifero gigante.
Ancora grazie e buona notte/giorno.
Marco Varuzza.
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Per quanto mi riguarda l’ironia, o quanto meno il non prendersi troppo sul serio da parte dell’autore, è in genere quello che fa la differenza fra un buon libro e un libro _davvero_ bello. In altre parole la fed zeppelin lettrice ha bisogno dell’ironia come di una droga ^__^
Penso proprio che inserirò questo libro nella lista delle cose da leggere, anche perché con questo caldo un po’ di neve fa sempre piacere 😉
PS: ma chi l’ha detto che non sai fare le recensioni Impo??
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@fed: lo dico io XD
X-Bye
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eh ma mi sa che stavolta c’hai torto 😛
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