Apocalypse Please

La incontrai in un mondo che aveva subito un olocausto nucleare, finsi un’amnesia, millenni prima ne avevo avuta una, reale, di amnesia e non fu così difficile fingere. Mi raccontò di come le potenze del suo mondo per uno scherzo del destino si distrussero vicendevolmente in pochi giorni. I sopravvissuti lottavano contro le malattie, la fame, la sete e le strane creature che l’olocausto nucleare aveva creato. Sembrava di trovarsi in un filmaccio di fantascienza degli anni ’50. Mi chiedevo perché non ci fosse un dannato computer pazzo quando serviva per sterminare questi pochi e stupidi umani rimasti. Volevo silenzio. Volevo, ed è un controsenso, lo so, sentirlo da me, volevo la pace. Lei mi ricordava la bella Gabrielle. Era inquietante come l’avessi conosciuta in una situazione abbastanza simile. Non feci nulla quando la tarantola gigante la uccise, anzi infierii sul cadavere perché mi ricordava quella ragazza che mi aveva stregato la mente molto tempo prima. Non mi sentiì molto in colpa quando per errore innescai uno degli ultimi dispositivi nucleari rimasti. Una bomba al cobalto. E fu tutto molto un rosso e un azzurro senza fine. Solo io sopravvissi. Tutto il pianeta era un magma ribollente. Ora avevo la pace. hot-magma-planet-thumb5916386Apocalypse Please…

7 pensieri su “Apocalypse Please

  1. Avatar di impbianco ImperatoreNero

    @indigo: senti un po’ cazzone senza palle, a me non dai dell’emo capito? Io non vado in giro con i capelli laccati, le finte occhiaie e non mi taglio per fare il figo. Per ciò che hai scritto mi ciberò della tua anima quando tua misera esistenza mortale avrà fine…

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