Oggi ho finito di leggere un libro che mi è piaciuto davvero molto cioè “Memoria” il secondo tomo della trilogia di Multiversum scritta da Leonardo Patrignani. Già avevo apprezzato molto il primo libro l’anno scorso comprato a Lucca dopo aver seguito un evento degli autori Mondadori in cui c’era anche Leonardo. (E pensavo di averne parlato nel blog invece mi era sbagliato… XD). Poi per una volta ho avuto la possibilità di leggere una saga di fantascienza recente pubblicato da un italiano, quindi ero proprio curioso di comprarla e leggerla, e per ora ho fatto bene. Comunque, del volume precedente avevo apprezzato la storia dei multiversi (sono un amante delle terre alternative della Marvel e mi piace vedere Terre che hanno avuto una storia diversa dalla nostra…), e in generale avevo apprezzato lo svilupparsi della storia, la vicenda dell’asteroide e il finale che mi aveva stupito per la sua originalità. Quindi aspettavo con una certa impazienza questo secondo capitolo. E sono rimasto, come scrivevo, soddisfatto dal risultato. Non sapevo sinceramente dove sarebbe andato a parare Leonardo, davvero non ne avevo la minima idea. Si ok, Memoria… ma poi? Ecco non mi aspettavo affatto tutta la parte ambientata a Gea, da circa metà libro o poco prima. Mi piace l’idea di come sia ripartita la società depredando quella vecchia, di come il mondo sia cambiato ma alla fine sia rimasto sempre lo stesso, anzi sia pure peggiorato. Una cosa che ho apprezzato, sia in questo che nel tomo precedente, è che non c’è un arci-nemico, ok c’è una sorta di minaccia di fondo ma non c’è il classico cattivo che ti aspetti da questo genere di libri. E la cosa mi è piaciuta. Certo essendo il capitolo di mezzo lascia alcuni punti, anzi molti, da chiarire… chi influenza le persone per fare come la Tata di Jenny nel fare certe cose? Come è ripartita la civiltà con la caduta dell’asteroide? Perché cavolo non c’è una cartina del mondo post-asteroide nel libro? (Sono un feticista delle cartine geografiche, ne voglio una del mondo dove esiste Gea. Ora! XD) Chi ha mandato l’asteroide? Se era una asteroide? Insomma, ci sono ancora delle questioni da chiarire. Tornando agli aspetti del libro che ho apprezzato un altro è stato il personaggio di Marco, la sua evoluzione e quello che gli succede… che è abbastanza particolare ecco. Non faccio troppi spoiler, ma è una cosa che mi ha stupito molto. Parlando degli altri personaggi principali… sarà che ormai sono un po’ fuori target per questo genere di libro, penso, sarà perché Jenny e Alex sono adolescenti… sarà perché sarà ma non riesco a legarmi molto a loro. Il discorso è diverso per Marco, già ho più empatia per lui. Passando al finale di questo secondo libro, per quanto lasci molte porte aperte, è adatto al secondo capitolo di una trilogia e l’ho apprezzato. Parlando infine della scrittura di Leonardo a me piace molto, si legge davvero bene e scorre senza intoppi. E ho notato un certo miglioramento rispetto al libro precedente. Concludendo questo secondo capitolo di Multiversum merita di essere comprato e letto e mi lascia con le aspettative molto alte in vista del terzo e ultimo libro, “Utopia“.
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Hunger Games – The End
Circa una settimana fa ho finito di leggere il terzo libro della trilogia di Hunger Games dal titolo italiano di “Il Canto della Rivolta” mentre in originale è “Mockingjay“. Ed è strano pensare che le avventure di Katniss, Peeta e Gale siano finite… Devo dire che questo ultimo tomo è assai diverso dagli altri due, questo libro è incentrato, infatti, nella lotta dei vari distretti contro Capitol City e nel ruolo che avrà Katniss in questa rivolta. Quello che sicuramente ho apprezzato di più in questo ultimo libro della trilogia è che sia alla protagonista che a tutti gli altri personaggi non viene, davvero, risparmiato nulla. In fondo si sta combattendo una guerra, feroce, violenta come tutte le guerre e sia usa qualsiasi arma pur di vincere. Le guerre sono una roba brutta fatta di sangue, dolore, ferite, morte, più o meno come gli Hunger Games solo che muore più gente e vengono colpiti tutti, anche chi non ti aspetti. E questo mi è piaciuto, il fatto che non venga proprio risparmiato nessuno. Che alla fine non c’è tanta differenza tra i ribelli e Capitol City. Ho apprezzato quasi tutto della storia, anche il contestato finale che invece, per me, dato il tipo di atmosfera dei romanzi, è davvero il finale adatto. Direi che tutto questo libro è intriso di un’atmosfera triste, catartica ma che ha, nel suo cuore, una piccola stella di speranza. Quello che sinceramente ho apprezzato davvero poco di questo libro è stata la sbrigativa dipartita di un personaggio importante, di cui non farò il nome. Ecco mi aspettavo di meglio. Mentre altre morti eclatanti sono davvero funzionali alla storia e emotive per il lettore. Se proprio devo trovare un difetto penso sia quello, aver sprecato qualche personaggio. Per il resto però la storia è buona, come i libri precedenti si legge molto bene. Non è innovativo, ma è interessante e coinvolgente. Sarà strano pensare che i giochi siano finiti… beh, non resta che attendere i sequel di Hunger Games al cinema, poi si che i giochi saranno finiti!
Godzilla
Ultimamente grazie alla dieta e quindi al fatto che debbo fare la cyclette varie volte alla settimana mi sono visto alcuni film di Godzilla. Quelli giapponesi. Che per la cronaca si dividono in tre “ere”, l’era Shōwa di cui ho visto il primo film, l’iconico Godzilla del 1954, e che arriva fino al 1975, poi c’è l’era Heisei che va dal 1984 al 1995 e di cui ho visto la metà, circa dei film e poi, per ultima per ora, c’è l’era Mireniamu che va dal 1999 al 2004 e di cui ho visto tutti i film. Potete trovare più info qui su Wikipedia. Devo dire che di film di Godzilla, almeno di quelli che ho visto finora, ce sono alcuni davvero belli, altri passabili ed alcuni proprio brutti. Oggi vi voglio parlare di quelli che mi sono piaciuti di più.
“Godzilla vs. King Ghidorah” è del 1991 ed è il terzo film dell’era Heisei. Ci sono di mezzo viaggi del tempo durante la Seconda Guerra Mondiali, gente che viene dal futuro per evitare un disastro e Godzilla che lotta contro questo King Ghidorah che è, tipo, il secondo Kaiju più famoso in Giappone (e più potente, sempre però il secondo eh, che con questi film capisci che Godzilla lo puoi battere ma non lo puoi sconfiggere, lui è il più forte!). E’ un film molto divertente, c’è tanta distruzione, c’è una storia bella ed è bello lo scontro tra i due mostri del film. Ci sono solo due difetti, uno grande e l’altro piccolo. Quello grande è che se cambi qualcosa nel passato ci devono essere ripercussioni nel presente, se fai in modo che qualcosa nel passato non venga creato, nel presente non se lo devono ricordare e tutto quello che quella cosa ha fatto nel passato del viaggiatore del tempo non dovrebbe più essere avvenuto. E invece niente di questo paradosso temporale se ne fregano altamente. Poi il piccolo problema è che chi ha scritto la sceneggiatura di questo film ha pensato che in futuro il Giappone potesse diventare la più potente nazione del mondo, addirittura in grado di comprare continenti interi. E ripensandoci oggi va abbastanza ridere. Però per il resto, davvero un bel film. Per ora il migliore che ho visto di questa ‘era’.
Dell’era Mirenianu mi sono piaciuti molto gli ultimi quattro film cioè “Godzilla, Mothra and King Ghidorah: Giant Monsters All-Out Attack“, “Godzilla Against Mechagodzilla“, “Godzilla: Tokyo S.O.S.” e infine “Godzilla: Final Wars“. Del primo film mi è piaciuto soprattutto il ruolo che hanno Godzilla e gli altri kaiju, mentre il famoso Gojira ha la veste del mostro che si vendica di quello che ha fatto il Giappone, invece Mothra, King Ghidorah e Baragon sono i mostri guardiani del Giappone (non dei suoi abitanti, ma della terra nipponica). “Godzilla Against Mechagodzilla” introduce un personaggio, rivisto rispetto alle sue apparizioni nella altre “serie”, sto parlando di Mechagodzilla che in questa versione viene portato in vita, in forma di cyborg, dalle ossa del primo Godzilla che devastò Tokyo nel 1954. Oltre ai combattimenti tra Godzilla e la sua versione cyborg, ho apprezzato soprattutto il personaggio di Mechagodzilla che ritorna nel film seguente. In questo nuovo film fa la sua comparsa anche Mothra, la falena gigante che spesso appare nei film dei kaiju in versione di protettore della Terra. Mechagodzilla continua il suo viaggio verso “l’autodeterminazione”, se così vogliamo dire. Come al solito gli scontri sono belli (tenendo conto che sono fatti con modellini e città ricostruite, cosa che a noi occidentali abituati con la computer grafica può sembrare strano. Infatti i movimenti con le braccia di Godzilla fanno sempre sorridere). In questo film, comunque, mi fa ridere moltissimo le facce strambe che fa il nonno del ragazzino che richiama Mothra, sono da sbellicarsi dalla risate! (Però non penso che fossero fatte per far ridere, il problema è che certe volte i giapponesi fanno certe facce, quando sono sorpresi o spaventati che a me fanno sorridere molto). L’ultimo film lo reputo il migliore, un po’ perché ci sono tantissimi mostri dei film precedenti, un po’ perché ci sono dei tocchi kitch che sono stupendi. Godzilla si trova ad affrontare moltissimi mostri, tra cui Zilla del film di Godzilla fatto da Emmerich (che viene ucciso in pochissimo tempo). Questi mostri sono comandati da una razza di alieni dal dubbio vestiario ripreso direttamente da Matrix, che hanno lo stesso genoma di alcuni umani che hanno abilità particolari e, per questo, vengono definiti mutanti. Per conquistare la terra, questi alieni dovranno affrontare, oltre a Godzilla, anche l’Earth Defence Force con i suoi mezzi di trasporto spettacolari tra cui il Gotengo. Insomma un delirio di distruzione e di kitch, che è veramente divertente. (Comunque Don Frye, l’attore che interpreta l’unico personaggio che parla tutto il film in inglese sembra Stalin XD)
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Doctor Who – The 50th Anniversary
Ieri ho visto un video ed una foto che mi hanno fatto pensare. Mi hanno fatto pensare prima di andare a dormire. Perché? Perché mi hanno preoccupato. Non vorrei che si facessero di nuovo gli errori del passato. Ma se da una parte ero preoccupato dall’altra ero veramente contento ed eccitato. Ecco non sto parlando della travagliata vita politica del nostro paese ma del “Doctor Who“. L’immagine in questione è per il cinquantesimo anniversario del noto telefilm britannico.
E non c’è solo questa foto ma c’è anche un bellissimo trailer. Eccolo qui.
Tornate qui dopo averlo visto. Ecco. Non penso che alla fine il “Doctor Who” finirà con questo episodio. Almeno spero. Da fan penso che le avventure del caro Dottore non finiranno mai, ma ragionando un attimo capisco che queste avventure continueranno finché “Doctor Who” porterà molti soldi nelle casse della BBC. Sappiamo tutti bene che il telefilm con protagonista Matt Smith è uno di quelli di punta della televisione britannica. Finché rimarrà così non ci dovrebbero essere problemi. Ci sono due considerazioni che mi vengono in mente. La BBC non produrrà più il telefilm quando non avrà più profitti dallo stesso, giusto? E questo potrebbe accadere per due motivi 1) Lo mandano in vacca (come accaduto con il film-tv degli anni ’90) 2) Trovano un modo, alternativo al telefilm, per sfruttare il franchise. In questo caso dei film per il cinema. Come è successo con “Star Trek” che è passato dal piccolo al grande schermo così potrebbe avvenire con il “Doctor Who“. E se vi ricordate tempo fa c’erano degli inquietanti rumors di un film sul nostro Dottore preferito in produzione, un reebot ad opera di David Yates. Ci furono anche delle belle polemiche al tempo. Trovate più info qui. Certamente se la BBC, in questo tempo di crisi, volesse massimizzare gli introiti la via migliore sarebbe fare un film del “Doctor Who” adatto ad una platea internazionale. Un reboot della serie per renderlo appetibile a tutto il pubblico che guarda film come il nuovo “Star Trek” o i prossimi “Star Wars“. Ma non vi preoccupate, ancora, sono solo mie elucubrazioni. Sicuramente mi sbaglio. O almeno lo spero. Non mi piacerebbe vedere un film basato sul nostro Dottore che tradisce tutto quello che è il “Doctor Who“, poi forse se faranno mai un blockbuster potrebbe, anche, essere un bel film. Però, per esperienza, e guardando il precedente del film degli anni ’90, non vedo di buon occhio una versione cinematografica del nostro Dottore…
X-Men: Days of Future Past
In questi giorni mi sono rivisto quasi tutti i film degli X-Men, per ora mi manca solamente di rivedere “X-Men Origins: Wolverine“, e mi sta salendo la voglia di vedere il nuovo film degli X-Men che è andato da poco in produzione. Alla regia abbia Bryan Singer, che è stato, ad oggi, il migliore regista per i film degli X-Men. Il film poggia le sue basi sulla famosa storia dal titolo “Days of Future Past” (in Italia “Giorni di un Futuro Passato“) ad opera dei grandissimi Chris Claremont e John Byrne. In questa storia c’è tutto quello che mi piace degli X-Men, un futuro alternativo distopico in cui le Sentinelle hanno decimato i mutanti, un viaggio nel tempo, una missione che è quasi un suicidio per cambiare la storia, grandi personaggi e una grande trama. E’ una delle mie storie preferite e l’ho anche apprezzata quando è stata adattata nel famoso cartone “Insuperabili X-Men“. Quindi se da una parte sono molto contento che vogliano usare questa storia, dall’altra ho paura che la sfruttino male, che poi il film sia deludente. Comunque sono fiducioso perché ci sono Singer, Vaughn dietro il film e sono gli unici che siano riusciti a fare dei film degni sui Figli dell’Atomo. Sono anche contento che tornino gli attori della “prima” trilogia e alcuni di “X-Men: First Class“. Spero che con questo film si riesca a ricucire i primi tre film con gli ultimi film degli X-Men, per chiarificare tutte le incongruenze e tutti gli errori che ci sono tra i vari film. Sono anche molto contento che Peter Dinklage abbia avuto la parte dell’antagonista principale… che qualcuno dice sia Apocalisse (motivo in più per essere felice). Mi chiedo come ricuciranno tutto dalla fine di “X-Men: The Last Stand” a “X-Men: First Class“. Per quanto nel film ci sia Kitty Pryde, interpretata di nuovo dalla bravissima Ellen Page, non penso che il film seguirà la vicenda del fumetto in cui lo spirito della Kitty del futuro veniva mandato nel corpo della Kitty giovane. Sarebbe irrealizzabile perché Kitty non è ancora nata negli anni ’70 quando dovrebbe essere ambientato questo nuovo film. Quindi penso che alla fine si opterà per un classico viaggio nel tempo per fermare probabilmente Apocalisse dall’interferire con il continuum spazio-tempo un po’ come successo con “Star Trek: First Contact“. Una delle mie preoccupazioni è che iniziano ad esserci un po’ troppi personaggi, soprattutto ci sono un po’ troppi personaggi che dovrebbero essere “buoni”… anche se gli antagonisti sono pochi e contando che ci potrebbe essere il cammeo di altri vecchi X-Men, la lista di attori si fa lunga, guardate qua! Insomma vedremo quel che ci aspetta, se proprio devo dire qualcosa mi piacerebbe che ci fosse di nuovo Emma Frost interpretata da January Jones in “X-Men: First Class” e che si spiegasse se Nightcrawler è il figlio di Mystica e di Azazel. Si lo so, sono richieste da nerd… ma dato che questo film è fatto per i nerd spero che vengano prese in considerazione…
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Fringe
Ieri sera mi sono visto le ultime due puntate di Fringe. E’ strano pensare che il telefilm sia finito con la quinta stagione, che non vedremo più Oliva, Peter, Walter, Astrid e tutti gli altri. Per me Fringe è stato un telefilm importante infatti è stato uno dei primi, che ricordi, ad aver visto dall’inizio in inglese insieme penso al Doctor Who, Castle e a The Mentalist. E’ stato uno dei primi telefilm di fantascienza che mi abbia appassionato profondamente. A me è sempre piaciuto, a parte la quarta stagione che zoppica abbastanza. Questa quinta ed ultima season si è decisamente ripresa e in questi due episodi finali abbiamo avuto belle chicche. E qui parte lo spoiler, quindi se non avete visto questi due episodi non andate avanti con la lettura. Ecco, le chicche di cui parlavo, quelle che mi sono piaciute di più sono la mucca Gene, l’uso dei vecchi casi come arma contro il nemico e il ritorno di December. Ho apprezzato il fatto, in questi episodi, che si sia voluto chiudere tutte le questioni in sospeso, così da dare un significato a tutto quello che è avvenuto in queste cinque stagioni. Certo, visto come sono andate le cose e la deriva della quarta stagione, qualcosa non quadra perfettamente però posso dire che non ci possiamo lamentare. Alla fine è stato un bel finale, con il sacrificio che tutti, o almeno penso, ci dovevamo aspettare. Fringe è “finito” così come è iniziato, con un bambino che attraversa un portale con la mano stretta a quella del nostro caro dottor Walter Bishop. Un’altra chicca che mi è piaciuta molto è stata l’immagine della mano insanguinata sul muro che rimanda ovviamente, almeno è quello che ho subito pensato io, ad uno dei glifi di Fringe. L’unica cosa che rimane un po’ senza significato, almeno per me, è questo. Walter e il bambino vanno nel futuro e cambiano la storia degli Osservatori, niente più Osservatori. Poi vediamo che il tempo si resetta e torna quello del 2015 quindi l’invasione degli Osservatori viene sventata… ma non dovrebbe essere sventata anche quindi l’esistenza di September e quindi tutte le sue interferenze che hanno innescato il rapimento di Peter da parte di Walter? In teoria avrebbe dovuto tutto essere resettato, niente Peter, niente Etta… invece questo non avviene. Quindi penso che Walter e Michael nel futuro non hanno fatto in modo che gli Osservatori non vengano creati ma che vengano creati alla guisa di Michael. Così che avessero dei sentimenti e non fossero queste macchine senza cuore. Comunque a parte questo dubbio che si risolve riflettendo un po’ a me questi due episodi sono piaciuti così come questa quinta stagione. Certo non siamo ai livelli della seconda e della terza stagione che per me rimangono le stagioni migliori in assoluto. Tornando a questi ultimi episodi quello che ho apprezzato di più sono il passaggio Over There e il ritorno di Bolivia e di Lee, l’interrogatorio di Windmark (bello vederlo sanguinare) a Michael e il video-messaggio che Walter, nel 2015, aveva lasciato a Peter. Quel momento è stato davvero toccante e mi ha commosso come quando ho rivisto Gene, la mucca. Mi sono molto piaciute, poi, le interpretazioni di John Noble, che come al solito interpreta fantasticamente Walter, e di Anna Torv sia in Oliva che in versione Bolivia, anche lei è una grandissima attrice e mi è piaciuta molto in questi episodi. Quindi un bel finale per questa serie, poteva essere migliore, ma visto quello che hanno fatto con la quarta e che avevano pochi episodi e pochi soldi, mi va bene così. Speriamo solo che nel 2015 gli Osservatori non invadano noi!
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Verso il Lucca Comics & Games 2012
Ormai manca proprio poco alla fiera dell’anno in Italia. Già domani, infatti, partirò alla volta di Lucca, sperando che i prossimi giorni siano tutti di bel tempo. Comunque vi segnalo qui gli eventi a cui voglio assistere.
Giovedì 1 Novembre
ore 16,00
BAO Publishing presenta Da Zero a Zerocalcare- Zerocalcare incontra il pubblico. Partecipa l’autore, modera Luca Valtorta. (Auditorium Fondazione Banca del Monte)
Venerdì 2 Novembre
ore 16,30
Tra Rock e Pop la storia continua – Raggi Fotonici in concerto. Fotonik Guest gli storici compagni di viaggio: Fabrizio Mazzotta, Monica Ward e Douglas Meakin. Area Palco
Sabato 3 Novembre
ore 17,45
Presentazione Francesco Falconi, sala Ingellis
Domenica 4 Novembre
ore 11.30
L’INFERNO DI DANTE Paolo Barbieri, sala Ingellis
ore 15,00
Tavola rotonda con Licia Troisi, Leonardo Patrignani, Dorotea de Spirito, Paolo Barbieri, Francesco Falconi, Caffè delle Mura.
Ci si vede al Lucca Comics & Games 2012!
Doctor Who – 7 Season
Sono passati quattro episodi dall’inizio di questa nuova stagione del Doctor Who e posso ben dire che è la stagione che mi sta piacendo di meno. Premetto che non sono tanto un fan di Moffat quale produttore esecutivo ma più di Moffat come sceneggiatore, infatti il Moffat sceneggiatore è geniale ma il Moffat produttore esecutivo lascia molto a desiderare. Come produttore esecutivo era decisamente più Davies che riusciva, in ogni stagione, a dare un senso, una sorta di completezza e coesione a tutti gli episodi. Moffat invece non riesce in questo e, almeno per quel che vedo io, se ne frega un po’ quando gli episodi non sono scritti da lui. La quinta e la sesta stagione, pur con alcune pecche, a me erano piaciute abbastanza, non come quelli di Davies, ma era sempre il Doctor Who e non deludeva quasi mai. Invece questa nuova stagione, tranne un primo episodio davvero bello, è andata calando soprattutto con il secondo e terzo episodio, mentre già con il quarto la qualità migliora un po’. Non critico tanto il fatto che gli episodi siano molto stand alone ma che il Dottore si comporti in maniera non consona alla sua natura. Per citare due esempi basti pensare alla morte di Solomon nel secondo episodio e al fatto che il Dottore arrivi addirittura ad impugnare una pistola nel terzo. Capisco che il Dottore sia arrabbiato per qualcosa, lo capirebbero anche i polli, che non riesca a gestire la sua rabbia ma, almeno secondo me poi ognuno la può pensare come vuole, dovevano gestire meglio la cosa. E’ troppo evidente, è troppo semplice, è troppo facile così. Io ho la mia teoria e ve la espongo, anche se non penso sia quella esatta. Il Dottore che abbiamo visto nei primi episodi, sicuramente il secondo e il terzo, è un Dottore che ha già “perso” Amy e Rory (perché sappiamo che lasceranno, in un modo o nell’altro, lo show nel prossimo episodio) e per questo è arrabbiato, per non essere riuscito a salvarli, qualunque cosa accada nel prossimo episodio. Però già io mi accorgo che questa teoria non potrebbe essere vera per vari motivi, quindi spero che non sia veramente per questo che il Dottore sia arrabbiato. Un motivo, prima o poi, lo daranno e spero non andrà in vaccata. Il problema di questi primi episodi, soprattutto come scrivevo il secondo e il terzo, è che sono scritti male. I personaggi vanno cose senza senso, cambiano idea, atteggiamento, nello stesso episodio senza quasi motivo come il “dottore” criminale del terzo episodio. Sono episodi molto sotto lo standard del Doctor Who e anche il primo episodio per quanto bello ha le sue pecche, come il fatto che Amy e Rory riescano a risolvere i loro problemi matrimoniali in due minuti. Speriamo che la stagione si risollevi con i prossimi episodi e con l’entrata in scena di un nuovo personaggio che dovrebbe portare un po’ di aria fresca nello show…
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The Road
Ho recentemente finito di leggere questo bellissimo libro scritto da Cormac McCarthy, intitolato “The Road“, e vincitore del premio Pulitzer nel 2007. The Road (in italiano “La Strada“) racconta la storia di un padre e di un bambino che vagano in un mondo distrutto dopo un qualche disastro non specificato. E’ una storia che tratta di amore, quello tra il padre e il figlio, l’uno il mondo dell’altro, di morte, sia quella del pianeta, ormai senza più flora e fauna, sia quella della civiltà umana, spazzata via dalla barbarie. La morte aleggia continuamente sui protagonisti, ogni giorni e notte della loro triste esistenza. Il mondo è diventato un posto pericoloso, bisogna trovare da mangiare, in una terra che non da più sostentamento, bisogna trovare da bere acqua pulita, bisogna combattere il grande freddo che attaglia la terra, bisogna evitare gli altri uomini perché probabilmente ti vorranno uccidere o mangiare. Un mondo dove si va avanti per disperazione, un mondo in cui un padre va avanti solo per l’amore che prova per il proprio figlio. La Terra è diventata un mondo grigio, morto, nebbioso. The Road è davvero un bellissimo libro, molto profondo, molto “pesante”, scritto divinamente e con una scrittura molto diretta e senza fronzoli. Un libro che consiglio vivamente, ora non mi resta che vedere il film, se ci riesco!
The ultimate thing that i had do
Vorrei proprio far diventare questi post degli appunti fissi durante la settimana per cercare di ricominciare a scrivere nel blog. Non che non ci sia tempo, ma con il caldo che c’è ho poca voglia di scrivere nel blog.
The ultimate book that i had read
L’ultimo libro che ho letto, finito proprio ieri, è “Crociera nell’Infinito” di Alfred E. Van Vogt, classico libro di fantascienza degli anni d’oro che ho apprezzato molto. Tutti e quattro i “capitoli” in cui è diviso il libro sono molto interessanti come anche le forme di vita incontrate dagli scienziati dell’astronave Space Beagle (una sorta di Enterprise ante-litteram). Anche il protagonista è molto interessante lo scienziato Grosvenor che è un connettivista, un esponente di una nuova scienza chiamata Connettivismo. Grazie agli insegnamenti di questa disciplina Grosvenor riesce a sventare le minacce che via via lo Space Beagle incontra nello spazio. I “nemici” sono tutti molto interessanti e non sono i classici cattivi, sono tutti molto originali. Bisogna dire che Ixtl assomiglia proprio agli xenomorfi di della saga di Alien ed infatti Van Vogt fece causa alla 20th Century Fox quando uscì il film di Alien per le evidenti analogie tra il suo racconto e il film. Infine devo dire che la teoria dei cicli storici dell’archeologo giapponese Korita è davvero molto interessante… e potrebbe anche essere “vera”. Mi chiedo quindi se la nostra civiltà non stia attraversando la sua fase invernale…
The ultimate comicbook that i had read
L’ultimo fumetto che ho letto è stata la prima parte di Avengers X-Sanction, scritto da Joph Loeb e disegnato in maniera superba da Ed McGuinness. Cable, a cui rimangono poche ore di vita a causa del suo virus tecno-organico, è approdato in un remoto futuro dopo gli eventi di Second Coming. Scopre grazie a Blaquesmith che i Vendicatori, nel passato, hanno ucciso Hope e hanno condannato la Terra ad una fine orribile. Quindi Cable decide di andare indietro nel tempo ed eliminare i Vendicatori! Per ora la storia mi sta piacendo, anche se è solo una metà, devo aspettare il prossimo albo per poter dire di più. Comunque questa storia è il prologo ad Avengers vs X-Men, il maxi-evento che da noi arriverà, presumo verso fine anno. Non vedo l’ora sembra davvero molto interessante!
Cover di Ed McGuinness, presa da qui.
The ultimate movie that i had seen
L’ultimo film che ho visto, proprio ieri sera, è stato “The Abyss” di James Cameron. Ancora non l’avevo visto ed era l’unico film di James Cameron che mi mancava ancora da vedere. Devo dire che è davvero un bel film, uno dei migliori del regista canadese, bella storia, bei personaggi e begli effetti speciali, soprattutto per l’epoca. Quegli esseri marini sono ancora, a distanza di tanti anni, stupendi così come la loro città-astronave. Se James Cameron torna a fare film come questo e non come “Avatar” per me è meglio. Tutto il trittico degli attori principali Ed Harris, Mary Elizabeth Mastrantonio e Michael Biehn sono bravissimi. Le scene sotto l’acqua sono assolutamente spettacolari. Non deve essere facile poi, sia per gli attori che per la troupe, girare tutte queste scene sotto l’acqua. Davvero un bel film di fantascienza che merita di essere visto.


