New old memories

Oggi cercando tra vecchi dvd, ho ritrovato alcuni reperti di età liceale, caricature dei miei compagni di classe e amici, fatte dal sottoscritto con Paint, registrazioni audio di ripassi sul Machiavelli, vecchie campagne di Disciples 2 in cui troviamo la prima comparsa di Mad Dog, il primo video musicale che feci, in cui possiamo vedere alcune gesta di Undertaker, il famoso wrestler della WWE, con la canzone It’s My Life di Bon Jovi. Oggi se ho tempo lo caricherò nel mio canale di Youtube. Anzi lo farò subito. Lo trovate qui sotto…

Ed ecco la prima vera immagine di Mad Dog, direttamente dall’editor di Disciples 2, vi prometto che nei prossimi giorni, potrete vedere un’immagine assai più esaustiva sul nostro demone cornuto preferito…

mad-dog

Angry Mad

In questi giorni sto commentando più del solito nel blog di Licia ed ho notato che purtroppo la maggior parte dei commentatori ha il cervello di un macaco in calore. Senza nulla togliere ai macachi in calore. Più o meno il cervello che hanno i commentatori di Gamberetta. Il che ci dovrebbe far riflettere. Tra l’altro questi commenti nel blog di Licia suscitano l’appetito, sempre vorace, di Mad Dog. Anche perché alcuni commentatori veramente rasentano il ridicolo. Chi si arrabbia perché Licia non risponde alle loro importantissime domande. Come se quella povera donna passasse tutto il suo tempo sul blog a leggere i commenti. O chi si chiede se i libri di Licia non stiano diventando troppo commerciali con il fumetto e il gioco da tavolo in uscita… Che quando si fanno queste domande sulla commercialità di un prodotto, sinceramente, mi vien da pensare che chi fa ‘sta domanda sia un po’ tocco. E’ come dire che la Marvel o la DC non dovrebbero fare i film sui loro fumetti perchè troppo commerciali. Provate a dirlo a Quesada o a Di Dio, vi riderebbero in faccia!

A parte questo, oggi, ho in pratica, ordinato anche Queste Oscure Materie. In pratica ho fatto una tessera per avere sconti sui libri della Mondadori e della Feltrinelli e per farlo dovevo ordinare un libro… e quindi… 😛

Contest Ragazza Drago

Come sapete nel blog della Ragazza Drago è in corso un contest per vincere una copia del secondo libro della saga scritta da Licia. Purtroppo la Licia si è sbagliata, scrivendo nel suo blog che bisognava scrivere una fanfiction. Siamo due rincoglioniti. Io e lei. Lei perché non si è accorta che bisognava scrivere un racconto normale, io perché ho visto il suo post, l’ho letto, ma non ho recepito il messaggio in cui diceva che non bisognava scrivere una fanfiction sulla Ragazza Drago. Donc ma anche yep io la fanfiction l’ho scritta ed ora ve la beccate qui!

Un venticello fresco spirava dal lago, facendo frusciare le foglie degli alberi. Si stava godendo quel momento di pace, mentre i capelli si arruffavano e le veniva la pelle d’oca ad ogni respiro dell’aria notturna. Erano passati pochi giorni dalla terribile battaglia contro gli sgherri di Nidhogg per salvare la sua più cara e unica amica. Solo grazie alla sua forza di volontà e all’immenso potere che era racchiuso in lei, era riuscita nell’impresa. Sapeva che presto tutto sarebbe cambiato, aveva vinto soltanto una battaglia ma la guerra contro quella dannata viverna era lungi dall’essere finita. Prima che tutto mutasse, voleva assaporare un po’ di tranquillità, per rinfrescare la sua anima. Chiuse gli occhi e si distese sull’erba soffice per assaporare al meglio questi attimi, quando sentì un urlo gutturale provenire da qualche parte sopra di lei. Aprì gli occhi e scattò in piedi. L’urlo si fece più distinto. Qualcosa di rosso atterrò scompostamente davanti ai suoi piedi, l’impatto la fece ricadere a terra e creò un piccolo cratere alzando, in aria, polvere e terriccio. Passarono alcuni secondi di quasi assoluto silenzio, poteva solamente sentire il battito forsennato del suo cuore. Poi, ci fu un profluvio di bestemmie e parolacce, così tante e variegate, che mai aveva sentito in vita sua. Bastò un battito di ciglia e davanti ai suoi occhi sbalorditi c’era un diavolo rosso, tozzo e alto, con lunghe corna ricurve, zampe possenti, artigli affilati e due occhi gialli, come quelli gatti, che la guardavano in maniera indagatrice.

“Che hai da guardare con quella faccia da ebete? Ah certo, sono sicuro che non hai mai visto un demone così sexy come me. Mi presento, il mio nome è Mad Dog e sono il Demone Ribelle!” disse l’essere con una voce che somigliava a quella della lava che scorre in fiumi dopo l’eruzione di un vulcano. Per quanto all’apparenza quell’essere sembrava mostruoso, Sofia non era per nulla allarmata dalla sua presenza, non lo sentiva nemico. E sapeva che anche Thuban aveva la sua stessa idea.

“Non sono nel Mondo Emerso vero? Questo posto sembra tanto la Terra. Quello sembra il Lago d’Albano per esempio. Ci ho fatto una scorpacciata di idre, una volta, in quel lago, che non ti dico. Uauh, che bei ricordi!”

“Il Mondo Emerso quello dei libri di Licia Troisi?” chiese perplessa la ragazza.

“Si. Le Cronache per la precisione. Stavo andando a trovare quella bonazza di mezzelfo di nome Nihal. Sai, io sono un suo fan, ma ho imboccato la realtà sbagliata… Comunque tu non ti sei presentata….”

“Il nome è Sofia…” rispose timidamente la ragazza.

“Sofia?” esclamò stupito Mad Dog che socchiuse lievemente gli occhi osservando meglio l’umana, la sua attenzione si concentrò su uno strano neo azzurrino che campeggiava sulla sua fronte. Il demone spalancò gli occhi dalla sorpresa.

“Sono nel libro La Ragazza Drago della Licia! C’è quella stra-mega-bonazza di Nida! Dimmi hai già salvato quella tua amica ginnasta?” urlò il demone scuotendo violentemente Sofia.

“Si perché?” balbettò la protagonista del libro.

“Nemmeno questa soddisfazione. Volevo provare a sedurre Nida e poi l’avrei mangiata… ‘sta realtà fa proprio schifo. E se penso che il destino di questa dimensione è affidato a una ragazzina piagnucolona e imbranata come te che è la copia sputata della mia autrice preferita, per inciso Licia Troisi, beh mi passa la fame! Ora devo andare, avrei voluto parlare di più con te, ma ho le battute contate, sto partecipando a un contest su internet… credo che mangerò chi l’ha inventato… anche perché mi accorgo che non dovevamo scrivere una fanfiction. Credo mangerò Licia! Addio!” disse il demone scomparendo in una vampata di zolfo lasciando la povera Sofia a bocca aperta.

Is Mad Dog Monterotondo's Mayor?

Notizia eccezionale e sconvolgente, un altro candidato si affianca a Mauro Alessandri e Antonino Gatto per concorrere alla carica di sindaco di Monterotondo. Il nuovo candidato si chiama Mad Dog, è un demone cornuto e concorrere alla maggiore carica della città con una lista civica dal nome “Mad Dog Rulez!” Un impavido giornalista di un giornalaccio locale ha avvicinato il demone nel suo attuale covo, una vecchia casa diroccata vicino all’Arco di San Rocco. Ecco l’intervista…

“Come mai ha deciso di concorrere alla carica di sindaco di Monterotondo? Come mai farlo solo ora?”

“Non avevo un cazzo da fare in questi mesi….”

“Ehm… ma non le sembra un ragionamento futile? Non dovrebbe avere il nobile intento di governare la meglio questa città?”

“Sinceramente… no…”

“Ok, allora ci dica qual è il suo piano per la città, quali sono i suoi progetti, perché i cittadini di Monterotondo dovrebbero votarla?”

“E’ molto semplice, intendo adoperare dei rapidi e sostanziali cambiamenti alla città, prima di tutto istituirò le case chiuse, dei posti accoglienti dove potrò andare a sollazzarmi con le prostitute a vostre spese… poi dichiarerò guerra a Mentana, quell’odiasa cittadina è stata sempre una spina nel fianco di voi eretini, la distruggeremo, passeremo a fil di spada tutti i maschi, anche i bambini e ci prenderemo come schiave le donne più belle. E questo è solo l’inizio… il mio slogan poi sarà <Più Tette per Tutti e soprattutto per Me!>”

Capisco che voglia scherzare, ma non le sembra che con il suo slogan stia inneggiando alla donna oggetto?

“La donna è un oggetto. Sono un fervente maschilista, la donna va sbattuta quando serve e deve fare esattamente quello che dico il maschio, ogni singola cosa.”

“Non crede che queste sue dichiarazioni le inimicheranno il voto delle donne?”

“Non scherzi, le donne non votano! Quando mai qualcuno darebbe un diritto del genere a degli oggetti? Dai, parliamo seriamente…”

“Le donne possono votare in Italia ormai da molto tempo…”

“Allora io cambierò questa legge insulsa…”

“Non può farlo… non è nei suoi poteri di sindaco…”

“Una chiamata a Silvio e potrò farlo…”

“Intende Silvio Berlusconi? Il Cavaliere? Il Presidente del Consiglio?”

“Non credo ci sia un altro Silvio all’infuori di lui….”

“Quindi si può ben dire che lei fa parte dello schieramento del PDL?”

“No, anche se Silvio mi ha chiesto il favore di mangiare tutti i comunisti d’Italia. Purtroppo non l’ho potuto accontentare, non ci sono più comunisti in Italia da un bel pezzo! Sono estinti…”

“Quindi lei non si vede rappresentato da nessuno dei partiti attualmente in campo?”

“Si, quello della gnocca del Grande Fratello e credo siamo veramente in molti…”

A quale figura si ispira per la candidatura?

“Al Sindaco Quimby a chi altri?!”

Vuole dire qualcosa ai suoi due avversari?

“Si, certo. Prima di tutto che non li rispetto, sono umani, io sono un essere superiore, un demone. Quindi non c’è nemmeno possibilità che mi battano. Poi vorrei fare presente ad entrambi che li mangerò a colazione!”

“Parla metaforicamente….”

“Lei mi insulta! Dico la verità, li mangerò! Realmente! Sono un demone cornuto, cannibale, necroforo, necrofilo, pervertito, maschilista, ateo, miscredente, asessuato, bastardo, scomunicato, gay, etero, trans,  pagano, rozzo, egocentrico, narcisista ma sicuramente non sono dell’UDC!”

“Cosa c’entra l’UDC?”

“No, nulla, solo per dire che mi stanno leggermente sui coglioni… Sono bacchettoni, moralisti e soprattutto cattolici! E sappiamo tutti bene come sono i cattolici, chiusi come vongole, hanno un maledetto palo a croce di abate piantato su per l’ano! Un altro provvedimento sarà quello di abolire la religione cattolica… Lui non ne avrà a male, lo faccio sempre vincere a poker quando giochiamo il mercoledì…”

“Le sue affermazioni vanno totalmente contro la carta dei diritti dell’uomo! E’ sono incredibilmente aggressive nei confronti di Santa Romana Chiesa! E’ inaudito!”

“Dice? Ma sa esiste la Lega, quindi ci ho fatto il callo alle cose inaudite… colgo l’occasione per salutare mio figlio, uno dei tanti, il mio carissimo Borghezio… Poi Ratzi deve solo da star zitto… dato che da molto tempo se ne frega di quel che gli dice il mio amicone… Comunque mi sta venendo fame e non avendo altro a portata di mano credo che mi accontenterò di lei anche se lavora per quel giornalaccio locale… gnam…”

Successivamente Mad Dog ha deciso di rassegnare la sua candidatura dopo l’intervento congiunto del premier, Berlusconi e del leader del PD, Franceschini preoccupati da una possibile vincita del demone, hanno sollecitato l’intervento di Impero che ha paventato a Mad Dog la possibilità di farlo diventare vegano.

Blood's Inn

Entrò nel locale sporco e polveroso, una ventata di fumo e di olezzo puzzolente lo investì. Non ci fece caso. Squadrò la lurida taverna, il pavimento era così incrostato di vomito, escrementi, sporcizia che non si vedeva il suo colore originale, era tutto un miscuglio schifoso di marrone e giallo vivo. Pochi tavoli in legno, invasi dalle termiti, su cui erano stravaccati alcuni ubriachi. Si avviò verso il bancone, lercio come il grembiule dell’oste, un orco dalla faccia butterata dal vaiolo che tossiva e sputava quasi ogni minuto.

“Cosa vuoi?”

“Il meglio che ha la tua casa oste!” rispose l’uomo con la sua voce gutturale.

“Basta che paghi…”

Sul bancone apparvero magicamente alcune monete d’oro che l’oste fu veloce a far sparire dentro una tasca dei suoi pantaloni rattoppati alla meglio. Sputò quindi in un boccale, lo ripulì con uno straccio più nero della pece e ci verso dentro del liquido scuro e giallognolo che servì al viandante che lo ingollò tutto in sol sorso. Fece cenno di versagliene altro.

“Vuoi anche qualcosa da mangiare?” chiese l’oste riempiendo nuovamente il bicchiere.

“No. Sei tutto vaiolato di vaiolo, non saresti di mio gradimento!”

L’uomo non riuscì a comprendere la strana frase che aveva formulato lo straniero che ad una seconda e più penetrante occhiata gli appariva molto particolare. Indossava un pastrano nero di una strana pelle che non aveva mai visto in vita sua, lungo fino ai piedi, le brache erano della stessa fattura mentre la maglia che indossava era di un tessuto che si sarebbe detto lino, sempre del colore della pece, con strani e piccoli bottoni bianchi. Infine in testa portava un cappello molto strano con una falda molto larga, scuro come solo una notte senza luna poteva essere. Aveva poi un cinturone su cui si potevano vedere due pistole, interamente di acciaio e una sciabola nel suo bel fodero di avorio. All’improvviso, nell’osteria, irruppe una ragazza, i capelli rossicci inzuppati di sudore, la sottana sporca di sterco di cavallo. Piangeva e si stava avventando sulle scale che conducevano alle stanze nel piano superiore. Si fermò però di colpo quando qualcun altro entrò nel locale. Un prete, vestito con una tunica bianca linda e pinta, seguito da due armigeri armati di picche. Lo straniero si alzò dallo sgabello e andò lentamente verso i nuovi arrivati mentre i due uomini armati si avvicinavano velocemente verso la ragazza impaurita che cercava di scappare per le scale.

“Cosa ha fatto quella ragazza?” chiese con la sua voce gutturale.

“E’ accusata di aver fornicato con il demonio in persona! L’accusa è stata formulata dal vescovo, Magister Inquisitionis di Stuttgart! Dio vuole che questa ragazza venga bruciata al rogo!” esclamò il prete con fervore.

“Vi sbagliate. Non ha fornicato con me.” disse lo straniero la cui voce si fece ancora più gutturale e profonda.

Il prete guardò per la prima volta in faccia quello zotico. Capelli lunghi neri, barba incolta, un viso lungo e sottile, naso dritto e stretto. Quel che faceva spavento erano i suoi occhi. Rossi. Come braci ardenti in una notte senza luna piena. Vide inoltre che i canini di quello straniero si stavano allungando a dismisura. Gridò. Il demonio era davanti a lui! Gli armigeri accorsero per fronteggiare quel vagabondo che attentava alla vita del prete. Il quale, intanto, se l’era fatta sotto, sporcando la sua bella veste.

“Ah… Carne fresca finalmente. Spero non abbiate avuto il vaiolo.”

La sua voce era ancora più orrenda, più demoniaca di prima, al prete ricordò l’esplosione di molteplici cariche di cannone. Le picche andarono a segno, ma si infransero in mille pezzi, suscitando l’ilarità di quel demonio che non attese oltre. Afferrò il primo degli armigeri, un uomo corpulento con folti baffi marroni e gli staccò di netto la carotide inghiottendola con le sue zanne acuminate. Poi mentre la vita abbandonava la sua prima vittima, si scagliò contro l’altro soldato che cercò di sparare con la sua pistola. Tutto inutile. L’essere prese il braccio che impugnava l’arma e lo stacco dal corpo del malcapitato, spandendo sangue tutto intorno. L’uomo cadde a terra agonizzante mentre gli avventori della taverna scappavano veloci come il vento che spirava dal grande nord. Nella locanda ora si poteva sentire solo il salmodiare continuo del prete, che inginocchiatosi a terra, stava recitando il Pater Noster e ancora più sommesso il pianto e i singhiozzi di una giovane spaventata a morte.

“Puoi invocare tutti i santi del Paradiso, con tutta la gente che hai mandato al rogo, visiterai direttamente il mio amico ‘cyfer.”

“Vade retro satana!” urlò il prete sfoderando da sotto la tunica un crocefisso d’oro.

“Credi davvero che quel simbolo così possa farmi soggezione? Se tu avessi una fede pura forse sarebbe possibile, ma per tua sfortuna, così non è. Vaiolato di un prete, ora ti mangerò la tua testolina che credi santa in un sol boccone!”

“Demonio parli in maniera incomprensibile!” urlò il prete

“No parlo come scrive Alan D. Altieri!” disse l’essere demoniaco prima di abbassarsi e staccare con un morso netto la testa al religioso. Fiotti di sangue uscirono dal collo reciso per qualche secondo, poi il cadavere si accasciò a terra. La testa del prete esplose masticata dai denti aguzzi del demone come fosse un melone maturo. Si lecco voluttuosamente il sangue e la materia cerebrale che gli colava sul mento, poi si voltò verso la ragazza che si era rannicchiata in un angolo. Una vistosa chiazza di urina giallognola la circondava.

“Te la sei fatta addosso. Che schifo.” commentò il mostro sarcastico.

“Mangerai anche me?” chiese con un filo di voce la ragazza cercando di farsi forza.

“Te? Non potrei mai ucciderti, tu sei la figlia di Mad Dog, il demone ribelle, tu sei mia figlia… una delle tante!”