Intervista alla cosplayer Angy

Ciao, è un piacere farti quest’intervista , per prima cosa, presentati ai lettori del mio sito sul cosplay!

Beh, per cominciare… salve a tutti! XD *originalità portami via* Presentarmi, uhm… che dire, il mondo virtuale e del cosplay ormai mi chiama sempre e solo Angy, ho 21 anni e frequento l’ultimo anno di Psicologia a Padova. Da anni amo disegnare, passione sviluppata in modo del tutto autodidattico, leggere, scrivere storie, tradurre ed editare manga inediti… e anche collezionare SuperDollfie (fondi permettendo, purtroppo

>_<). Ho praticato per 10 anni nuoto a livello agonistico, da 3 mi dedico al Viet vo Dao (arti marziali vietnamite)… e da 2 anche al cosplay XD

Com’è nata la tua passione per il cosplay?

Com’è nata… beh, direi quasi per caso. Inizialmente mi piaceva andare in cerca di foto su Internet, ne ero incuriosita, ma la cosa non mi toccava più di tanto. Più che altro, vista la timidezza cronica, pensavo che mi sarei vergognata da morire ad andare in giro vestita come il personaggio di

un manga/videogame. Avevo sentito parlare anche delle fiere, chiacchierando con alcune amiche che c’erano già state, ma non ne avevo mai visitata una – vista anche la notevole distanza da quelle principali. L’occasione è arrivata quando una mia amica mi invitò, nel 2008, ad andare a Lucca insieme a lei in occasione del Comics. Dire che mi si sono spalancate le porte di un nuovo mondo è dire poco, ehehehe XD È stato allora che ho avuto la possibilità di vedere dal vivo i cosplay. Durante l’estate dell’anno successivo accennai a mia madre la mia intenzione di prepararne uno a mia volta, per “l’imminente” Lucca Comics: mi aspettavo quantomeno una risata in faccia, e invece ha voluto darmi più che volentieri una

mano, aiutandomi con stoffe e materiali vari. Solo che, si sa, quando entri nel girone del cosplay è difficile uscirne… e da lì, sono partiti progetti per altri cosplay, alcuni dei quali sono in lavorazione anche in questi mesi. Non so perché, ma il cosplay ha un effetto piuttosto benefico sulla mia autostima e vita sociale – quasi azzerata per via dell’attività agonistica. E poi, ammetto di aver trovato una compagnia davvero fantastica, come poche volte in passato mi era successo, fattore che rende ogni ritrovo (sia esso solo un raduno o una fiera vera e propria) un’occasione splendida per passare ore a divertirsi insieme.

C’è stato qualcuno che ti ha fatto da “mentore” nel mondo dei cosplay? O che comunque è stato il tuo punto di riferimento?

A dire il vero no. Non ho avuto mentori né punti di riferimento, ho preferito –e preferisco tutt’ora- adattare i miei cosplay ad un mio “stile”.

Qual è stato il primo cosplay che hai fatto?

Il mio primo cosplay è stato quello di Suigintou, dal manga/anime Rozen Maiden. È un personaggio che mi ha sempre affascinato molto per il suo carattere e background, trovo sia uno dei personaggi meglio sviluppati dell’intera serie. Cucire l’abito con il velluto cangiante è stata un’impresa titanica (penso di essermi attirata parecchie maledizioni da mia zia, la mia sarta ufficiale xD), però vederlo apprezzato in fiera è stato fantastico!

Invece qual è stato il cosplay che ti è piaciuto di più fare?

Attualmente, direi quello di Ciel Phantomhive, della serie Kuroshitsuji, nella versione della 6° cover del manga. Essendomi occupata dei 50 capitoli usciti prima dell’acquisto ufficiale della serie in Italia, mi ero parecchio affezionata a questo personaggio. Paradossalmente, lo trovavo affascinante proprio per via del carattere che –seppur in misura minore nel mio caso- condividiamo. Certo, io magari non ho un maggiordomo che infila la gente nei forni, non sono straricca come lui (sennò sai cosplay e SuperDollfie che avrei XD), non ho alle spalle il suo stesso passato –e meno male!-, però il carattere cinico, che reprime il carattere “vero”, diffidente e chiuso è quello. Riesco ad immedesimarmi bene nel personaggio e, all’occasione, non mi sento a disagio davanti all’obiettivo di una macchina fotografica.

L’ultimo cosplay che hai fatto qual è stato?

Quello di Ciel Phantomhive, portato a Fumetti in TV 2010. Volevo portarlo anche a Lucca, ma per una serie di complicazioni non ci sono potuta andare…

C’è un personaggio di cui vorresti fare il cosplay ma che ancora non hai fatto?

Ahahah… un sacco, direi! *sospira di fronte ai millemila progetti in attesa* Ok, a parte gli scherzi, – e al di là dei tre che sto preparando (e chiamatemi folle, lo so) – mi piacerebbe un sacco fare il cosplay di Yuu Kanda, della serie D.Gray-Man, con la terza versione della sua divisa – quella nera e rossa, per intenderci. Tempo e pecunia permettendo, comunque, sarà quello che preparerò alla prima occasione utile, una volta finiti i tre che mi stanno tenendo occupata. Sarà che adoro troppo questo personaggio… Poi, giusto per seguirlo a ruota, ci aggiungerei anche Nina William (versione abito da cocktail) di Tekken, Dark Rukia da “Bleach the Movie: Fade to Black – I call your name”, Franziska von Karma della serie Ace Attorney, Gojun di Saiyuki Gaiden, Kaito di Vocaloid in versione Magnet e Yami no Ou, Jam Kuradoberi di Guilty Gear (della stessa serie ho già fatto anche Testament)… e mi fermo qui, o potrei andare avanti per ore xD

Di solito come avviene la scelta di un cosplay da realizzare?

Innanzitutto, punto sull’affinità caratteriale. Per me è importante riuscire a rendere un personaggio bene, sia pure solo in fotografia, ma anche per sentirmi a mio agio nei suoi panni. Da notare che ho un’inquietante inclinazione per i personaggi, soprattutto maschili, che sorridono poco o niente XD Jam è un’eccezione, infatti come progetto è molto in forse – sarà per questo che ho puntato subito su Testament, quando mi invitarono a fare il gruppo di Guilty Gear – un po’ come Kaito, che non so quanto sicuramente porterò ad una fiera (certo è che prevedo grasse risate quando farò le foto per la versione Yami no Ou in coppia con Meiko, chi ha visto il video capirà perché), ma è talmente… come dire… stupidotto, forse, almeno in YnO, che personalmente non posso non adorarlo… XD Poi… beh, quanto bene conosco il suo ruolo e il suo atteggiamento nella storia. Non mi piace fare il cosplay di un personaggio solo perché “ha un vestito figo”, come dicevo prima voglio sentirmi a mio agio nel rivestire il suo “ruolo” – e tirarmela solo perché ho un vestito figo, particolare o chissà cos’altro non m’interessa. In genere evito personaggi troppo svestiti, tipo Yuna e Rikku di FFX-2, lascio il posto a quelle che hanno un fisico migliore del mio (non dico di essere più larga che alta, però c’è chi è fatto meglio, tutto qui) XD Paradossalmente, mi trovo molto più a mio agio nei panni di un uomo che in quello di una donna, anche se generalmente cerco sempre di bilanciare i vari personaggi. E, last but not at least… scelgo un personaggio perché mi piace, in qualsivoglia aspetto, e non perché è di moda.

Quando tempo ci vuole per creare un costume?

Beh, dipende da una serie di fattori. Innanzitutto dalla quantità di impegni che ho, infatti spesso e volentieri mi ritrovo a dover iniziare a preparare un vestito con mesi di anticipo, scandendomi tempi e “tappe” per poter essere sicura di riuscire a finire tutto in tempo per la fiera a cui voglio portare un determinato cosplay. Ammetto di essere schifosamente perfezionista su decori e dettagli, perciò talvolta passo più tempo a sistemare quelli che non ad occuparmi di tutto il resto – eventuale trucco e parruco, ad esempio. Ricordo che per il cosplay di Suigintou impiegai quasi due mesi a prepararlo, ma essendo agli esordi –e dovendomi macinare circa 30 km di strada per andare da mia zia per le prove- e non avendo basi su cui poter lavorare, direi che è normale. Per altri abiti, cerco dei cartamodelli quantomeno simili a quello che mi serve, modificando poi i vari dettagli nel corso della realizzazione. Per Testament, è stata una corsa contro il tempo. Era un periodo in cui avevo anche gli ultimi strascichi degli esami dell’università, e solo due settimane per poter preparare arma e abito, visto lo scarso preavviso. Per questo, il povero Gear si è “beccato” un cosplay fatto veramente alla velocità della luce e un’arma di una grandezza abbordabile da potermi scarrozzare in treno per 5 ore. Ad ogni modo, per il nuovo Rimini Comics vedrò di fare per tempo le ultime sistemazioni al vestito, e anche di realizzare una falce più grande.

C’è qualcuno che ti aiuta nella preparazione dei costumi? Gli accessori te li crei da sola o li compri da qualche parte?

Come detto precedentemente, la maggior parte della parte sartoriale è affidata a mia zia. Io mi occupo dei vari dettagli o decori da aggiungere all’abito (simboli o ricami vari, ad esempio, e tutto rigorosamente ad ago e filo… la macchina da cucire per me è ancora una sconosciuta xD), e della realizzazione delle armi o di particolari accessori, in cooperazione con mio nonno che mi reperisce i materiali migliori e adattabili allo strumento che devo preparare. Mia madre è quella che mi aiuta dal punto di vista della qualità dei dettagli, o in caso di applicazioni di decori particolari – tipo le borchie sul top e il collare di Testament -. Per quanto riguarda le parrucche, il più delle volte mi affido al vecchio Ebay, ma se me ne serve una di un colore “normale”, vedo in giro se trovo qualcosa di buono.

Hai partecipato a dei contest durante le fiere, ecc… , hai mai vinto qualche premio?

Ho partecipato solamente una volta ad un contest, e praticamente sotto minaccia di un mio amico XD È stata l’unica volta, e mi sono portata a casa la Menzione Speciale Tagliovivo, durante l’edizione 2010 di Fumetti in TV. Ad ogni modo, penso e spero di avere altre occasioni di salire sul palco, magari proprio durante il Lucca Comics 2011, insieme al mio gruppo.

Che vuol dire per te essere cosplayer?

Uhm, domanda complessa. È passione, divertimento, complicità, inventiva (spesso assurda e totalmente al di fuori delle leggi fisiche e naturali XD), un pizzico di follia… tante cose messe insieme, e personalmente non riesco nemmeno io a dare un mio personale significato a questa parola. So che il cosplay mi ha dato tanto, in questi due anni, soprattutto sul piano personale – strano, forse? –, permettendomi di trovare un gruppo con cui potermi divertire e parlare di ciò che più amo. È una continua sfida per realizzare un particolare accessorio o vestito, una “messa alla prova” per poter dare vita ad un personaggio che in realtà non esiste affatto, e vedersi apprezzati a lavoro ultimato fa salire di qualche tacca la mia scarsa autostima xD

Hai un sito web?

Un sito vero e proprio no, non ce l’ho, metto le mie foto quasi esclusivamente su Facebook o su DeviantArt
(http://damned-macabria.deviantart.com/)

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Principalmente, trovarmi un lavoro che possa aiutarmi a sostenere le mie –ahimé- costose passioni, cosplay e SuperDollfie in primis.
Partecipare ad altre fiere, ovviamente, portare cosplay nuovi, di fattura sempre migliore… e divertirmi un sacco con la mia compagnia xD

I sogni nel cassetto?

Un inno alla banalità: andare in Giappone, tanto per cominciare. Poter avere una casetta tutta mia, con una stanza da dedicare solamente ai libri, al cosplay e alle Dollfie. Magari fare 6 al SuperEnalotto, perché no? Poter pubblicare un libro tutto mio, o anche solo riuscire a finire di scriverne uno… xD ah, già, una cosa forse strana: trovare qualcuno disposto a suonarmi Il Trillo del Diavolo di Giuseppe Tartini dal vivo. Strano?

Spero che quest’intervista ti sia piaciuta, grazie di tutto, sei stata veramente gentile!

Grazie a te per questa opportunità! ^^

[flagallery gid=17 name=”Gallery”]

Autori per il Giappone

Vi volevo segnalare quest’importante iniziativa partita da un’idea di Lara Manni. In che cosa consiste? Vi copio quello c’è scritto nell’home del blog Autori per il Giappone e facciamo prima.

In questo sito troverete le parole, in forma di racconto, di poesia, o di anticipazione da romanzi inediti, di autori fra loro diversissimi. Scrittori che hanno già alle spalle molti libri e fan writers, grandi firme e persone che scrivono per puro divertimento. Siamo tutti insieme, in ordine alfabetico. Si uniranno a noi in tempi brevissimi anche illustratori: Paolo Barbieri ha già contribuito, intanto, disegnando il logo di questo sito e inviando una sua opera. Siamo diversi – così come sono diverse le storie, non tutte legate a quanto è avvenuto l’11 marzo – ma abbiamo qualcosa in comune: il desiderio di usare le parole per dare un aiuto al Giappone. Altri lo hanno fatto, in altri paesi. Vogliamo farlo anche noi. Per questo, ci serve la vostra collaborazione. Leggete le storie che troverete qui a fianco. E in cambio inviate quel che potete a Save the Children, associazione da me scelta liberamente, cliccando sul banner in alto. Un euro, dieci, mille. Quello che volete e potete. Una storia in cambio di un dono: anche un centesimo può fare la differenza. Sempre.

Potete contribuire sia con la donazione sia inviando un testo, un disegno secondo le modalità elencate nel sito. E’ un’iniziativa importante, che va supportata!

Mad Dog: cosplay e bellezza – Roma Comics & Games Awardese

Premessa da imp.bianco, essendo un post di Mad Dog è un presa in giro. Non prendetelo sul serio. E’ un demone cornuto alla fin fine e ragiona come tale. Intanto mi dissocio già da ora per qualunque cosa Mad Dog scriva. Non si sa mai!

 

Oggi insieme ad Impo sono stato ad una fiera di cosplay. Ok, lui non sapeva che ci fossi pure io. Sapete ero, come sempre, in incognito. Devo dire che c’era proprio tanto ben di Dio. O di Satana. O di Visnù. Fate voi. Insomma c’era tanta gnocca. Ma tanta per dire tanta. Comunque oggi non sono qui per parlare di questa fiera ma invece per parlare ancora del cosplay e soprattutto della relazione tra cosplay e gnoccaggine anche detta bellezza. Perché voglio fare questo post? E’ il mio sfintere anale che me lo chiede. E sapete bene che allo sfintere anale non si comanda! Allora nel mio ultimo post sui cosplayer maschi qualcuno che sta a Lisbona, almeno secondo quei siti farlocchi che ti mappano l’IP, ha detto ad Impo che lui ha la panza e quindi criticare chi ha la panza e fa cosplay è da merda secca. Ecco, chiunque tu sia, sappi che sei proprio un… sacco di merda di pterodattilo del giurassico! Si, e ne so qualcosa, l’ho mangiata quella merda e, signori miei, fa schifo al cubo. Dicevo, non può prendertela con Impo… sono io che scrivo ‘ste cose! E poi che c’entra se lui ha panza… non gli possono non piacere quelli che fanno cosplay e hanno la panza? Sarebbe sacrosanto, anzi, giustissimo. Infatti è di questo che voglio parlare. Di quel che voi pensate veramente nelle vostre testoline bacate e so bene che molti di voi mi criticheranno per quello che scrivo ed Impo già ha detto che si dissocia totalmente da quello che sto per scrivere. A tutti voi, sia maschi che femmine, gay e lesbiche, gamberi giganti e fotografi pervertiti, a tutti voi, piace la gnocca o il gnocco. Come a me. Voi la pensate come me ma siete moralisti del cazzo e non potete ammetterlo. Nel cosplay ci piace vedere il bello. Il cosplay è gnoccaggine. E’ perfezione del corpo. E’ belle tette e bei culi. E’ ventri piatti. E’ cosce sode. E’ bonanza. Perché a me piacciono tanto le fiere? Posso vedere tanta gnocca gratis. E sinceramente dato che ho pagato… cioè voi… io di solito con i metodi non pago. E’ utile essere un demone cornuto! Comunque dicevo, io mi aspetto di vedere certe cose e non panze da alcolizzatoa all’aria, cosce come tronchi di sequoia, assenza di tette (questa punibile con la morte immediata), culi che sembrano quello che Impo, parrucche che sembrano mocio vileda, abiti che manco ai barboni vedi indosso, armi e accessori che sembrano usciti da una discarica italiana, peli di culi maschili che escono a profusione, (io come demone cornuto sono per la totale depilazione, sapete, poi quando mangio mi trovo tutti ‘sti peli in bocca, un fastidio!). Ecco avete capito. Io voglio vedere la gnoccaggine cazzo. Se vuoi vestirti da Batman o da Sailor Moon fallo. Ma a casa tua. O se lo fai e vai in fiera… beh non ti stupire se parlano male di te o se qualcuno ti mangia o ti amputa una parte del corpo perché gli fai ribrezzo. Ecco se poi morite dissanguati non è colpa mia! Non date la colpa a me! Prima di concludere il post una mini-premiazione, si…

Premio Più bella coppia non c’è (In realtà me li sarei voluti pappare tutti e due ma Impo si è opposto… pena la castrazione perenne)

Liz & Entony

Premio Mi State Simpatici

Quelli di Cosmoplay

Premio Ammazza Che Belle…… occhi…

Giulia Frontalini

Premio Push Up

“Ino” Elena Anna

Premio ti inculo senza vasellina mon amour

Mauro Moscetta

Premio Gnoccaggine

Yuriko Tiger

Premio Ammazza Che Bonazze

Nadiask & Mogu

Premio c’è l’hai piccolo

Il Palco

Premio Miglior Fiocco

HelloLen

Premio Occhi Belli

Setsuna

Premio Orecchie Da Sturbo

Hellena

Premio Miglior Soprammobile

Veronica Neri

Premio Migliori Contorsioni

Roberto di Cosplay Planet

Premio Faccia Dolce

Cami Linalee

Premio Mentadent (lo vince sempre lei!)

Amy Colanera

Premio Sciancato (che è cascato sabato ed ha fatto un tonfo da primato!)

Impo

Premio Speciale Del Giurato Sbavante

Veronica Cetrano che ha commentato questo post

Premio Spacca Scettri

Mary Chan

I premi per ora sono finiti, forse ci saranno aggiornamenti, alla prossima oscuri lettori e gnocche lettrici!

Roma Comics: Conflitto Finale

Spesso si chiedeva perché l’avessero dimenticato, perché ormai era rilegato soltanto ai fumetti o a dei film idioti. Lui era un fottuto dio. Una divinità nordica. Doveva scegliere un bersaglio, qualcuno a cui tirare un tiro mancino così da poter essere di nuovo temuto come era stato un tempo, anzi ben di più grazie ai prodigi di quel nuovo tempo.

La prima cosa che gli venne in mente dopo aver superato i cancelli ed essere entrato dentro il palazzo dello sport, fu che c’era davvero una moltitudine di gente quella domenica al Roma Comics. Gli anelli del Palalottomica era ricchi di stand e di moltissime persone che si incuneavano in ogni spazio per poter vedere quale merce fosse esposta. Era un profluvio di fumetti, dvd e gadgets vari dai portachiavi alle action figures. Per pura fortuna riuscì ad individuare chi stava cercando, per quanto non fosse facile tra la marea di cosplayers che lo circondavano. L’aveva certamente aiutato il fatto che la sua amica, Liz, indossasse una parrucca bionda con i boccoli e che fosse accompagnata da un ragazzo, suo fratello, che portava il cosplay di Ergo Proxy dall’anime omonimo. Oltre al cappotto rosso indossava la maschera bianca con degli strani prolungamenti simili a lunghe ciocche di capelli. Calca permettendo riuscì ad avvicinarsi ai suoi amici e vide che insieme a loro c’era pure il suo amico lucchese Lord Ashram che come suo solito era vestito da impeccabile vampiro vittoriano, sembrava uscito direttamente dal famoso romanzo dello scrittore irlandese. Si era sempre chiesto come facesse Lord Ashram a sopportare i capelli così lunghi e fluenti, gli arrivano ben oltre alle spalle, neri e lucenti. Lui adorava avere i capelli corti, anzi cortissimi. Salutò tutti e rimase colpito, come capitava sempre, dalla bellezza della sua amica, era alta e snella. Ciò che piaceva soprattutto a Francesco era il viso della ragazza. La conformazione delle labbra, il taglio degli occhi, le sue guance. Liz era una ragazza che non lasciava indifferenti, non solo perché era bellissima ma anche e soprattutto per il suo carattere, per come era. Era travolgente, come l’onda di uno tsunami, ti sconvolgeva la vita e ti faceva girare la testa, ma era uno sconvolgimento buono. Benefico. Era una carissima amica. Era una delle amiche alle quali era più legato. Si stavano incamminando verso alcuni stand, in particolare, Francesco voleva andare a trovare i suoi amici di Gente di Cartoonia, quando sentì che qualcosa stava per accadere qualcosa. C’era un qualcosa di sbagliato nell’aria, lo percepiva. Era un’acuta sensazione nella propria mente quasi una sorta di deja vù. Sentì un dolore lancinante alle tempie, come se qualcosa venisse squarciato. L’amica lo guardò preoccupata.

“Tutto bene?” chiese con quella sua voce che aveva quell’accento che a Francesco piaceva tanto e di cui si scordava sempre la provenienza.

“Si, ho solo avuto una fitta alla testa. Niente di che.” rispose il ragazzo che aveva ancora quella strana sensazione. Qualcuno lo stava chiamando. Si girò. Quando vide chi era la persona, capì che la situazione doveva essere davvero molto brutta.

“Mio signore!” urlò ancora l’uomo. L’aveva riconosciuto immediatamente. Era Tom Goron, il capo degli Imperiali, la guardia scelta di Impero, che era il suo alter-ego nei suoi racconti. O in quelli che credeva essere tali. O che gli altri pensavano fossero tali. Era una questione ancora molto complicata che lui stesso non comprendeva chiaramente. L’uomo era assai muscoloso, pelato e la pelle della sua testa era perfettamente lucida. Indossava una divisa militare nera, molto semplice e sobria. Poteva vedere che l’uomo aveva un fucile mitragliatore a tracolla e una corta daga attaccata alla cintura infilata in un fodero di cuoio. L’uomo si fermò a pochi passi da Francesco e si batté il pugno destro chiuso sul petto per poi alzarlo in aria.

“Mio signore, abbiamo un problema, un’anomalia che abbiamo riscontrato nel continuum spazio-tempo. Qualcosa è emerso da un’altra realtà, non abbiamo il tempo per evacuarla in un altro luogo. Abbiamo avvertito Anubis, verrà ad aiutarci per fronteggiare la minaccia. Intanto lei ed i suoi amici sarete sotto la mia protezione e degli Imperiali.” disse Goron la cui voce era decisa e forte come ci si aspetterebbe da un soldato come il capo degli Imperiali.

“Chi è il tuo amico?” chiese Liz. Lei e gli altri non avevano sentito lo scambio di battute tra il ragazzo ed il soldato poiché erano impegnati a vedere uno stand di vestiti vittoriani.

“Mi chiamo Tom Goron, signorina Lisa Biella. Sono il capo degli Imperiali, la guardia scelta di Impero, il mio comandante nonché metà dello spirito di Francesco. Sono qui per portarvi al sicuro. Il continuum spazio-tempo è stato squarciato e qualcosa di assai pericoloso sta venendo qui. Non possiamo farvi evacuare, non abbiamo tempo, vi proteggeremo finché non arriveranno i rinforzi. Seguitemi se volete vivere.”

“Non avrei potuto dire di meglio. Direi di seguirlo. Anche se come imitazione di Terminator, lascia un po’ a desiderare…” chiosò Francesco stupendo i suoi amici che si aspettavano tutto fuorché quello che avevano appena sentito. Probabilmente fu la voce calma e decisa di Goron o le strane cosa che aveva detto, comunque tutti lo seguirono ed arrivarono ad uno stand vuoto in cui trovarono alcuni soldati che stavano caricando delle strane armi, dei mitragliatori, che sembravano fatti di plastica o di altri materiali simili. Intorno a loro altri soldati stavano ammonticchiando dei sacchi di sabbia e costruendo velocemente delle trincee e delle zone riparate. Goron il guidò ad un tavolo su cui erano sistemati due notebook in cui si poteva vedere l’esterno da delle telecamere di sicurezza come spiegò il capo degli Imperiali. Quello che videro li lasciò a bocca a aperta.

“Quello è il Golden Gate Bridge!” esclamò Francesco. Il ponte rosso di San Francisco, fluettante nell’aria, tranciato dai suoi sostegni, stava venendo a spron battuto contro il Palallottomatica. L’imponente ponte, trasportato da una forza invisibile, era uno spettacolo epico e pauroso al tempo stesso. La paura che suscitava era atavica, così impressa nell’animo umano da sconvolgere anche l’uomo più forte e tenace. La paura dell’ignoto. La paura dell’incubo che si realizza davanti ai nostri occhi. La paura dell’impossibile che prende vita.

“E’ impossibile, sarà lo scherzo di qualcuno, una manipolazione del video.”

“Vorrei che lo fosse, signor Betti, nemmeno noi siamo così bravi a creare effetti così verosimili. E’ reale. Lo dovete sentire. C’è qualcosa di terribilmente sbagliato nell’aria, è quello squarcio che vedete dietro il ponte, dove si intravede la baia di San Francisco. Qualcosa ha interferito con il normale corso degli eventi…”

“Ed ora Tom siamo noi che dobbiamo affrontare Magneto e la sua Confraternita dei Mutanti. Sono un esercito e hanno anche la Fenice Nera. Non c’è la farete da soli. Vi serve anche il mio aiuto.” disse risoluto lo scrittore dei racconti raccogliendo il poco coraggio che aveva in corpo.

“Non può. Lei non ha i poteri di Impero!”

“Ma ho questa con me.” esclamò Francesco brandendo dal nulla la mitica Spada dei Sette Sigilli Ancestrali. Non sapeva da dove fosse comparsa, non sapeva come avesse fatto, ma ora c’è l’aveva in pugno e attraverso di essa sentiva confluirgli in corpo gli immensi poteri di Impero. L’unica domanda che si poneva era se il suo corpo mortale potesse contenere tutto quel potere. C’era poco tempo per riflettere.

“Mio signore, come lei comanda. Non abbiamo molto tempo. I suoi amici resteranno qui. Abbiamo ordinato l’evacuazione ma ci sarà una ressa incredibile ai cancelli. Tutti gli uomini della sicurezza stanno accorrendo alle uscite. Abbiamo ordinato alle forze armate italiane di non fare nulla, sarebbero d’intralcio, intanto abbiamo anche ordinato l’evacuazione dell’intera provincia di Roma. Noi qui siamo cinquanta e abbiamo armi fatte di materiali non metallici, che Magneto non può usare quini contro i noi. Ne daremo anche a voi” – il capo degli Imperiali ora si stava rivolgendo agli amici di Francesco – “non si sa mai. Sono fucili laser all’oricalco, settati per tramortire, non vogliamo uccidere nessuno, non è la nostra politica, ma se le cose dovessero mettersi male… potremmo anche usare la forza letale. Vi daremo anche delle spade laser. Spero che comunque non le dobbiamo usare.”

“Due minuti all’arrivo di Magneto.” urlò uno degli Imperiali.

Il panico si era diffuso tra la gente, la paura serpeggiava diffondendosi in ogni dove, persino nell’animo di chi vi scrive. Come poteva essere diversamente? La folla rumoreggiando stava fuggendo verso le uscite di sicurezza che erano direttamente all’opposto della zona in cui sarebbe arrivato il ponte.

Francesco tirò un attimo in un luogo appartato il capo degli Imperiali.

“Affido a te i miei amici, se gli succede qualcosa, la tua anima sarà mia.” disse gravemente il ragazzo, con una luce oscura negli occhi castani.

“La mia anima è già sua. E’ la paura che la fa parlare, mio signore. La paura fa bene. Rende vivi. Più vivi di chi troppo coraggiosamente si butta a morte certa. Ma ora affrettiamoci, fra qualche secondo saranno qui!”

Prima di prendere posizione con gli Imperiali, il ragazzo si fermò dai suoi amici per dargli qualche parola di conforto nel caos che stavano vivendo.

“Andrà tutto bene, ve lo prometto.”

“Charles ha voluto sempre costruire ponti!”

Le parole del signore del magnetismo si persero tra il fragore del metallo che veniva divelto dai suoi poteri e dalle macerie prodotte dallo scontro tra il ponte e l’edificio. Una nube densa di polvere si alzò oscurando la vista. La scena era terrificante ed era stata ripresa dalle televisioni italiane per poi essere ritrasmessa in tutto il mondo. Francesco e una parte degli Imperiali si erano disposti a qualche metro dallo stand che fungeva da postazione di comando. Nel posto si erano rifugiati i suoi amici insieme agli Imperiali guidati da Tom Goron che aveva fatto portare anche dei cannoni all’oricalco puro. Le nuove armi all’oricalco erano le più efficaci che si potessero avere. Il loro raggio poteva essere modulato per colpire solo determinati gruppi di persone, in questo caso si era scelto di inibire il gene mutante.

“Il ragazzo è nell’ala sud est dell’edificio.”disse Callisto la mutante che poteva percepire i poteri degli altri della sua specie.

“Bene allora.”

Magneto fece un rapido cenno con la testa al suo braccio destro, Pyro, che esclamò soltanto “Buttiamolo giù!” e l’orda di mutanti inferociti calò contro il Roma Comics. C’erano di tutti i tipi, teleporta, telecineti, superveloci, superforti, c’era persino uno con i poteri di attaccarsi ad ogni superficie come un ragno. Anche il Fenomeno stava per avanzare per unirsi allo scontro imminente ma venne fermato da Magneto.

“Negli scacchi i pedoni vanno avanti.”disse il Signore del Magnetismo fermando l’altro mutante.

L’impatto iniziale fu devastante, i mutanti erano in soprannumero ma combattevano con rabbia, arroganza di chi pensa di essere superiore all’avversario mentre gli Imperiali erano un esercito altamente addestrato, in grado di rispondere prontamente ad ogni minaccia. Non si facevano intimorire da questi mutanti. Mentre i normali visitatori scappavano terrorizzati accalcandosi verso le uscite ancora agibili, i soldati di Impero rimasero nelle loro posizione aspettando finché l’orda di mutanti non fosse arrivata alla distanza ottimale di tiro. Ad un segnale di Tom Goron fecero fuoco simultaneamente. L’aria si saturò di raggi verdi. La precisione degli Imperiali era chirurgica, non sbagliavano nemmeno un colpo, questo sia grazie al loro addestramento militare sia al fatto che il loro DNA era stato migliorato tramite l’ingegneria genetica e la magia. I mutanti cadevano come mosche, privati dei loro poteri e storditi dal raggio all’oricalco puro. Il Signore del Magnetismo decise di intervenire, allungo la sua mano verso le armi dei soldati che gli si paravano davanti.

“Gli umani e le loro armi” esclamò… ma non successe nulla.

“Plastica, hanno imparato”.

I mutanti continuavano a cadere, le loro file decimate. Francesco non sapeva cosa fare, si era proposto di combattere, ma gli Imperiali stavano facendo tutto loro il lavoro. Nessun mutante riusciva ad arrivare nella zona in cui si era posizionato. Il ragazzo, però, sapeva bene che presto la situazione sarebbe peggiorata.

“Per questo motivo vanno avanti i pedoni”disse Magneto, vedendo qual era l’andamento dello scontro.

“Mirate al ponte!” urlò Tom Goron, facendo avanzare le mitragliatrici pesanti. I raggi partirono diretti verso i rappresentanti di spicco della Confraternita dei Mutanti e contro il loro leader, proprio quando sembrava che l’attacco era andato a segno, alcune lamiere contorte del ponte si alzarono in aria e deviarono i colpi.

“Archlight usa le tue onde d’urto, mira a quelle armi!” disse a questo punto il Signore del Magnetismo, sperando con questa mossa di ribaltare l’esito della battaglia. Francesco si ricordò immediatamente cosa sarebbe successo fra qualche secondo, lo sapeva perfettamente, aveva visto moltissime volte X-Men: Conflitto Finale. Quindi si precipitò davanti allo stand in cui si erano rifugiati i suoi amici, piantò la Spada dei Sette Sigilli Ancestrali a terra e creò un barriera di energia per difenderli da quello che sarebbe avvenuto a breve. La ragazza che rispondeva al nome di Archlight si fece avanti, si tolse i guanti e li buttò a terra, poi appena le lamiere del ponte caddero sul terreno, sbatté le mani due volte creando delle onde d’urto che distrussero le armi degli Imperiali e qualunque altra cosa fosse abbastanza fragile. Del sangue sprizzò dalla bocca di Francesco nel tentativo di tenere attiva la barriera per difendere i suoi amici dalle onde d’urto.

Intanto all’esterno comparve un’astronave di notevoli dimensioni, di forma ovale, perfetta e liscia nelle forme, che oscurava con la sua ombra l’intera città. Nella plancia dell’astronave, l’Ammiraglio della Flotta Spaziale Imperiale, Corallin, l’essere fatto di corallo, contemplò stupito lo spettacolo del Golden Gate Bridge che giaceva attaccato al Palalottomatica. Insieme a lui, oltre ai suoi ufficiali e guardiamarina, c’erano anche Anubis, il dio della Morte e braccio destro di Impero, Mad Dog, il demone ribelle e Ruber, l’atlantideo chiamato anche “Il Rosso”, per il colore dei suoi capelli e della barba.

“Per tutte le puttane dell’Inferno!” esclamò il demone cornuto, stupito anch’egli da questo scenario apocalittico.

“Ci sono altre forze in gioco oltre a Magneto, avverto un influsso magico… magia divina. Qualcuno sta giocando con noi. Magneto e i suoi non si sono nemmeno accorti di trovarsi in un mondo diverso…” disse il Dio con la sua voce sempre fredda e glaciale, distante nonostante quello che stava avvenendo.

“Non possiamo usare i jet o carri armati, Magneto li ridurrebbe in briciole. Attacchiamo con tutti gli Imperiali disponibili, evacuiamo più gente possibile… e che Dio ci assista… abbiamo anche la Fenica Nera da affrontare…”

“Hai perfettamente ragione Ruber. Non c’è tempo da perdere, ci teletrasporteremo direttamente nella zona dello scontro.” disse il Dio dalla testa di sciacallo prima di scomparire in un nugolo di sabbia rossiccia.

All’interno lo scontro continuava, gli Imperiali avevano abbandonato le loro armi ormai inutilizzabili e avevano preso in mano le loro spade laser. Intanto i mutanti si stavano apprestando ad attaccare nuovamente, fiduciosi del fatto che senza le loro armi gli umani sarebbe stati facilmente sconfitti. Magneto, ora, guardava compiaciuto il campo di battaglia, aspirando alla vittoria tanto agognata sui sapiens che tanto odiava. I mutanti si lanciarono all’attacco gridando “Uccidiamo gli umani!”, “Morte ai genezero!”. Uno di loro, lanciò un fiotto di lava dalla bocca che carbonizzò all’istante due soldati di Impero. Quando stava per avvenire lo scontro tra le due opposte fazioni, un muro di sabbia le divise momentaneamente, per poi trasformarsi in un turbine che si condensò davanti a Francesco, solidificandosi in Anubis. Accanto a lui, sul pavimento si formarono dei simboli cabalistici infuocati ed emerse Mad Dog in tutta la sua possanza. Da altri miniportali emersero altri Imperiali comandati da Ruber. I numeri in campo si equivalevano. Anubis fece disporre tutti su di una linea di difesa per scongiurare l’avanzamento dei mutanti, mentre le operazioni di evacuazioni stavano continuando.

“Sai bene bene quanto me cosa dovrò fare per fermare la Fenice Nera…” disse Francesco al Dio della Morte.

“Troveremo un modo per sconfiggerla senza sacrifici, mio signore, ora disponiamoci sulla prima linea.”

Gli Imperiali, grazie ai nuovi arrivati, avevano formato due linee compatte, l’una di fronte all’altra, una tipica linea “spartana”, tutti i soldati erano armati di spade e scudi laser, pronti allo scontro corpo a corpo.

“Tradiscono la loro stessa causa… Uccideteli!”esclamò Magneto facendo scatenare così la sua orda di mutanti che fu accolta dall’urlo demoniaco di Mad Dog. L’impatto fu devastante, i mutanti non erano disciplinati come gli Imperiali, ma avevano dalla loro parte, la forza bruta ed i loro poteri. La linea di difesa arretrò ed incassò il colpo, per poi, dopo qualche minuto di lotta, iniziarono ad avanzare. Il primo mutante che Francesco riuscì ad atterrare, fu un mutante che aveva le pupille completamente bianche. Il ragazzo gli sbatté la lama della spada, di piatto, in faccia mentre questo gli stava correndo contro. Nello stesso momento Mad Dog aveva trapassato con la sua arma da parte a parte un mutante che assomigliava a Blob per stazza mentre il Dio della Morte era riuscito a tramortire Arclight che aveva battuta facendole perdere l’equilibrio grazie alla sabbia che aveva insinuato nelle orecchie della mutante. Anche Callisto si buttò nella mischia e prese proprio di mira l’alter-ego di Impero.

“Non ancora” esclamò Magneto fermando Pyro che si voleva buttare anche lui nello scontro.

Callisto usando la sua supervelocità e la possibilità di prevedere le mosse degli avversari, riempi di calci e pugni Francesco, lo sgambettò e poi si apprestò a finirlo cercando di rompergli il collo. Il ragazzo era così tramortito che non aveva nemmeno capito cosa era successo. In pochi secondi aveva sentito un dolore lancinante da più parti del corpo e poi si era ritrovato a terra, sovrastato dal giunonica mutante. Prima che Callisto potesse fare quello che si era prefissa, Ruber si lanciò su di lei, atterrandola. I due combatterono per un po’, ma la superiore coordinazione motoria dell’atlantideo portò alla sconfitta della mutante, che si ritrovò, lei, con il collo spezzato.

“Va a prendere il ragazzo e uccidilo” disse il Signore del Magnetismo al Fenonemo

“Con piacere!” rispose Cain Marko, per poi lanciarsi verso gli Imperiali che aveva di fronte e atterrandone una decina grazie al suo potere di essere inarrestabile.

“Lo fermo io!” esclamò Mad Dog contento che poter affrontare qualcuno che aveva quasi la sua stessa stazza ma gli si parò davanti un uomo, pelato, che lo invitò a combatterlo. Tediato da questo contrattempo il demone mozzò entrambi gli arti superiori del mutante, che prontamente ricrebbero. Mad Dog stupito venne colpito al naso da due cazzotti del mutante che, ora compiaciuto di se stesso, invitava il demone a combattere. Per tutta risposta Mad Dog gli mozzò la testa.

“Prova a farti ricrescere quella, coglione!”

Il demone quindi andò a cercare il Fenomeno e lo trovò poco più in là, accerchiato da alcuni Imperiali che stavano tentando di fermarlo, invano. Mad Dog quindi, fece allontanare i soldati, e invitò il mutante a colpirlo. Quindi il Fenomeno prese una rincorsa e si lanciò contro il demone, ma venne rimandato indietro e cadde, privo di sensi per la botta, sul terreno. Negli stessi attimi Francesco si era ripreso dallo scontro con Callisto grazie ad un medico e si stava chiedendo se fosse stata una buona idea scendere in campo anche lui. Non sentiva i poteri di Impero dentro di sé come prima, era solo d’impiccio. Mentre il dottore lo medicava aveva visto Anubis occuparsi sia di Quill che di Psylocke con poche mosse del suo bastone istoriato. Gli Imperiali stavano vincendo ed i mutanti ancora in piedi erano ben pochi. Avevano vinto… per ora almeno.

“E’ tempo di porre fine a questa guerra!” esclamò Magneto che fece alzare in aria due delle macchine che si trovavano sul ponte per poi lanciarle in aria, a quel punto Pyro la incendiò e l’auto, trasformatosi in una bomba fiammeggiante caddero su due stand. Una pioggia di macchine infuocate si riversò contro quello che rimaneva dell’interno del Palalottomatica. Urla di dolore e grida di paura divennero gli unici suoni udibili oltre ai tonfi e agli scoppi delle macchine date alle fiamme.

“Tutti al riparo, attivate gli scudi di energia!” urlò Anubis.

Francesco si era rifugiato insieme insieme a Mad Dog e al Dio della Morte nello stand in cui si trovavano anche i suoi amici insieme ad alcuni Imperiali.

“Dobbiamo agire come nel film. Qualcuno deve bloccare Pyro così potremmo riuscire a neutralizzare Magneto e ricordiamoci l’unione fa la forza e la miglior difesa è l’attacco!” disse il ragazzo che ben sapeva di cosa parlava conoscendo a menadito il film in questione.

“Che frasi idiote! Comunque Impo io attirerò Pyro poi voi dovete pensare al magnete ambulante…”

“Lo farò io, Francesco non sa usare ancora bene i poteri di Impero. Dobbiamo fare in modo che la Fenice Nera non si scateni, abbiamo ancora la possibilità di evitare un confronto con lei. Dobbiamo evitare di ammazzarli, capito Mad Dog?” disse il dio egizio.

“Oh, si, si, come se io ammassi sempre la gente! Per esempio non ho ancora mangiato il midollo spinale di Liz… per quanto lo vada dicendo da tempo… deve avere un sapore assai gustoso…” disse il demone leccandosi le labbra con la lingua lunga.

“Non ti preoccupare Liz, Mad Dog è tutto fumo e niente arrosto.” disse il ragazzo cercando di tranquillizzare l’amica che era abbastanza spaventata dalla minaccia del demone.

Un secondo dopo Mad Dog uscì dal nascondiglio e quando una delle automobili in fiamme gli stava per venire addosso la tagliò a meta con la spada fiammeggiante. Quindi senza dare modo ai due mutanti di portare un altro attacco si teletrasportò accanto a loro e prima che potessero reagire diede una capocciata sia all’uno che l’altro, facendoli svenire. Accanto a se si materializzò Anubis che venne raggiunto presto da Francesco con i suoi amici e con Tom Goron e Ruber insieme ad alcuni Imperiali.

“Non hai rispettato il piano.” disse il Dio della Morte rivolto al demone con la sua voce perennemente glaciale.

“Era un piano stupido!” rispose Mad Dog ruttando per confermare la sua posizione sulla questione.

“E’ finita Jean, è finita…” disse il ragazzo cercando di calmare la Fenice Nera e di evitare che iniziasse a distruggere e ammazzare tutti così come faceva nel film. Purtroppo in quel momento una squadra d’assalto della Polizia comparve dietro Jean Grey e sparò contro di lei. Prima che i proiettili potessero arrivare a segno vennero distrutti e ridotti ad atomi dalla Fenice i cui occhi avevano era diventati completamente neri come la pece. Anche il colorito della sua pelle si era fatto più scuro, quasi grigiastro. La mutante iniziò a levitare per aria e con le lei anche pezzi di metallo e di macerie. Si girò verso i suoi assalitori e li distrusse solo con un sguardo scindendoli in molecole elementari. I poliziotti non riuscirono nemmeno a gridare tanto tutto avvenne rapidamente.

“Andiamo tutti via da qui!”esclamò il demone ribelle incitando gli Imperiali, i mutanti e i visitatori rimasti a scappare il più lontano possibile da quel vera e propria Forza dell’universo.

“Io sono l’unico che può fermarla, porta tutti in salvo, vai!”

“Mio signore lei non può…” cercò di argomentare Anubis che, una delle poche volte nella sua vita, esprimeva preoccupazione nella sua voce.

“Vai… ci penso io, questo forse è un buon giorno per morire. Porta i miei amici in salvo, Lu, vai!” lo esortò nuovamente Francesco che intanto aveva cercato di creare una sorta di barriera d’energia intorno alla Fenica Nera. Aveva, infatti, piantato la Spada dei Sette Sigilli Ancestrali nel terreno e poi ancorandosi ad essa aveva pensato ad un bozzolo d’energia che contenesse la terribile Jean Grey. Non sapeva se sarebbe riuscito a mantenere la barriera attiva, sapeva che doveva farlo per abbastanza tempo per far mettere in salvo i suoi amici.

“Dobbiamo andare via di qui. Ora!” esclamò il Dio della Morte rivolto a Liz e agli altri amici di Francesco. La sua voce era stranamente preoccupata.

“Non possiamo lasciare Francesco da solo!” gli rispose la ragazza.

“Non capisci? Si sta sacrificando per voi!”La voce di Anubis era sempre più ansiosa, vedendo che la ragazza non desisteva dal suo proposito fece solamente un gesto della testa a Mad Dog che prese la cosplayer recalcitrante come un sacco di farina e se la mise in spalla. Il gruppo si apprestò a scappare insieme a tutte le persone che erano rimaste ancora nel palazzetto dello sport, tra loro c’era anche Magneto, che scappava anch’egli dalla furia della Fenice Nera

“Che cosa ho fatto!” disse il mutante impaurito da ciò che aveva scatenato.

Francesco non riusciva più a contenere la furia distruttiva di Jean Grey, la barriera cominciò a cedere, a creparsi. Infine esplose in mille pezzi sbalzando di alcuni metri il ragazzo. La Fenice Nera ora era libera di rilasciare tutta la sua furia distruttrice. Tutto quello che si trovava intorno a lei iniziò a disgregarsi, a ridursi in atomi. Macchine in fiamme, cadaveri, pezzi di metallo, armi, fumetti, muri, stand, persone, tutto veniva distrutto. La struttura cominciò a cedere, interi blocchi del soffitto caddero al suolo. Anubis capì che non sarebbero mai riusciti ad uscire di lì prima che tutto non fosse crollato quindi, con uno sforzo immane riuscì a teletrasportare fuori tutte le persone che erano ancora presenti nel Palalottomatica. Pochi secondi dopo la coperta del palazzetto dello sport venne disgregata, l’intera struttura non esisteva più. Le uniche persone rimaste erano la Fenica Nera e Francesco, che si era rialzato in piedi, pieno di contusioni e ferite. Il ragazzo si appoggiava alla Spada per restare in equilibrio. Gli immensi poteri della Fenice Nera ormai stavano attaccando anche quello che si trovava all’esterno del palazzo appena distrutto. Francesco creò una nuova barriera, pensò a tutti quelli che amava, a tutti quelli a cui voleva bene, che sarebbe morti se non avesse fermato la Fenice. L’avrebbe fatto anche a costo della sua stessa vita e della sua anima. Risoluto come mai prima si preparò a fronteggiare l’ultimo assalto di quell’entità oscura. Solo i poteri di Impero l’avevano protetto dalla furia distruttrice della Fenice Nera, avrebbe dovuto usarli tutti per batterla. Puntò la Spada contro quella che una volta era Jean Grey e creò un’altra barriera per contenerla. Era stranamente calmo. Aveva accettato la situazione, era disposto all’estremo sacrificio pur di salvare coloro che amava. Proprio in quel momento il cielo sopra di lui si squarciò ed un luce dorata l’avvolse. Una forza, addirittura più grande di quella che gli davano i poteri di Impero, lo pervase. Il suo corpo divenne di pura luce e delle enormi ali di luce bianca, accecante si crebbero sulle spalle.

“Santo Dio!” esclamò Mattia, il fratello Liz davanti a questo spettacolo.

“Si, è proprio lui.” disse di rimando il demone ribelle che ben riconosceva quello che faceva sempre vincere nella partita di poker del mercoledì.

“Ti bandiesco dal mio Universo essere immondo!” esclamò con una voce assordante che sembrava provenire da tutti i luoghi e da tutti i tempi Dio che si era incarnato in Francesco. Il cielo divenne di fuoco, l’aria si fermò, sembrava che lo stesso Universo stesse trattenendo il respiro per quello che sarebbe successo dopo. Una scarica di luce partì dal corpo del ragazzo e dalla Spada ed andò a colpire la Fenice Nera che venne completamente disintegrata all’impatto poi il raggio di luce colpì la frattura nel continuum spazio-tempo e la chiuse. Subito dopo il cielo tornò normale così come Francesco che crollò a terra privo di sensi. Anubis scomparve in una nuvole di sabbia rossa per poi tornare trasportando il corpo inerte del ragazzo. Insieme a Tom Goron iniziarono febbrilmente a fargli il massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca. Dopo qualche secondo Francesco riprese i sensi, tossì e si rialzò in piedi. Venne abbracciato subito dal Dio della Morte, che per una volta mostrava qualche emozione di affetto per il ragazzo.

“Non me lo fare ma più.” mormorò Anubis quasi commosso.

“Lo so ragazzo, avresti voluto che fosse Liz a farti la respirazione bocca a bocca ma sei dannatamente fortunato che non te l’abbia fatta io! MUAHAHAHHAHAHAHHAHAHAHAH!”

Come sempre Mad Dog riusciva a far imbarazzare, con le sue frasi, tutto e tutti.

In pochi minuti i mutanti rimasti vennero condotti sull’Imperialitica per poi essere portati nelle prigioni del pianeta Oricalco. Francesco era rimasto insieme a suoi amici a contemplare la distruzione completa del Palalottomatica. Non si ricordava nulla di quello che era successo quando aveva affrontato la Fenice Nera per l’ultima volta.

“Ed ora cosa succederà?” chiese Liz all’amico.

“Dimenticherete tutto. Fanno sempre così. Impianteranno nella vostra memoria un falso ricordo. Sarà tutto perfetto. Nessuno sospetta mai niente.” disse il ragazzo stancamente. Era spossato dopo quanto aveva vissuto.

“Allora se dovete davvero dimenticare tutto, io ti devo dire a tutti voi, e anche a Liz, è un pensiero molto importante che devo dire a Liz da molto tempo…” disse serio Mad Dog che era sopraggiunto, il demone continuò seriamente “Io c’è l’ho più lungo! MUAHAHAHHAHAHH” concluse infine Mad Dog ridendo come un’idiota del suo scherzo. Francesco, a cui erano rimasti ancora un po’ dei poteri di Impero, creò dal nulla un martello gigante, sullo stile che usava Kaori in City Hunter. Il ragazzo lo passò alla sua amica dicendole che non era affatto pesante e che poteva benissimo usarlo per colpire Mad Dog sui gioielli di famiglia. Il demone intanto era rimasto perfettamente immobile a causa dei poteri del ragazzo. Liz colpì il demone cornuto proprio nel punto in cui gli aveva detto di mirare Francesco. Mad Dog venne lanciato a razzo, ad una velocità pazzesca e scomparve all’orizzonte.

“Home Run!” esclamò il ragazzo.

“Ora è tempo che noi andiamo. Mio signore è stato un piacere. A presto signorina Lisa Biella, speriamo di incontrarci per un evento più piacevole.” disse il Dio della Morte per poi scomparire in una nuvole di sabbia rossastra. Pochi secondi dopo anche gli Imperiali insieme a Ruber e a Tom Goron sparirono senza lasciare traccia e dalla mente di tutti i presenti, tranne uno, scomparve il ricordo di quanto era successo. Un dubbio rimaneva comunque nella mente di Anubis chi aveva scatenato Magneto e la sua Confraternita? Per una risposta a questa domanda ci sarebbe dovuti trovare in un altro luogo, nel Sacro Palazzo del Paradiso. Qui nelle camere più interne, Dio, l’Universo stesso, aveva catturato chi aveva giocato questo brutto tiro. Era Loki, il dio della menzogna e delle bugie norreno che ora era incatenato da catene mistiche al suolo della sala dove si trovavano. Dal suo trono lucente, Dio, un essere fatto di pura luce così come era apparso sulla Terra poco prima, avanzò verso la divinità nordica. Si fermò poco lontano da lui. Prima di parlare contemplò le mura, completamente spoglie, di solida roccia. Poi disse solamente.

“Nessuno mette a repentaglio la mia incolumità e quelle delle persone a me care senza pagare un prezzo. Finché avrò vita nessuno farà gli stessi errori del precedente Universo. Per quello che hai fatto ti condanno all’oblio eterno. Farai compagnia alla Fenice Nera.”

Detto questo Dio, i cui occhi brillavano di una luce oscura simile a quella che aveva avuto Jean Grey, strinse le mani sul collo di Loki che si spezzò come un fuscello. Il corpo della divinità si dissolse in liquame purulento che scomparve presto. Dio quindi si sedette di nuovo sul suo trono per osservare se stesso, continuamente, e per evitare che il Caos e il Male potessero dilagare. Era stato lui il portatore della Fine del precedente Universo. Aveva giurato che avrebbe fatto qualunque cosa per evitare che anche questo Universo, questa nuova chance, andasse persa.

Intervista ad Annetta

Ciao, è un piacere farti quest’intervista , per prima cosa, presentati ai lettori del mio sito sul cosplay!

Ciao a tutti, mi chiamo Anna, per gli amici Annetta, ho 21 anni e sono di Roma, mi piace tutto c’ho che abbia a che fare con la creatività, e tra queste anche il cosplay!

Com’è nata la tua passione per il cosplay?

Ma diciamo che ho iniziato a fare cosplay nel 2008, ma dopo la nona edizione di Romics ho iniziato ad intraprendere con molto più entusiasmo questa via perché grazie a questa manifestazione ho conosciuto nuove persone con cui ho iniziato a questa passione che ha continuato a crescere col passare di ogni singolo giorno.

C’è stato qualcuno che ti ha fatto da “mentore” nel mondo dei cosplay? O che comunque è stato il tuo punto di riferimento?

Io mi sono avvicinata da sola al mondo del cosplay, diciamo che vedendo le foto in giro per la rete mi ha incuriosito, e mi sono chiesta “Ma perché non provo anche io?!” Ed è nato tutto

Qual è stato il primo cosplay che hai fatto?

Il primissimissimo è stata Amane Misa di Death Note.

Invece qual è stato il cosplay che ti è piaciuto di più fare?

Ma sicuramente Chun-li di Street Fighters e Mai Shiranui di King Of Fighters.

L’ultimo cosplay che hai fatto qual è stato?

Nami di One Piece, in una delle tante versioni presentate dal maestro Oda.

C’è un personaggio di cui vorresti fare il cosplay ma che ancora non hai fatto?

Di progetti futuri ne ho parecchi, però mi piacerebbe preparare il cosplay di un personaggio di Tekken.

Di solito come avviene la scelta di un cosplay da realizzare?

Io ho sempre portato personaggi nei quali mi rispecchiavo o che mi stavano particolarmente a cuore magari perché legati alla mia infanzia come può essere il personaggio di Chun-Li oppure come ho detto prima un personaggio che mi somigli di carattere come Sakura Haruno di Nasuto, mi ci sono trovata molto bene ad interpretarla!

Quando tempo ci vuole per creare un costume?

Io solitamente ci metto poco sono, specialmente se il cosplay non è eccessivamente particolare che presenta un costume articolato! Poi per gli accessori se si riescono a trovare simili o uguali in giro per i negozi meglio ancora!

C’è qualcuno che ti aiuta nella preparazione dei costumi? Gli accessori te li crei da sola o li compri da qualche parte?

Solitamente se c’è da cucire un vestito mi faccio aiutare da mia madre, o altrimenti compro indumenti sui quali poi intervengo con i colori creando i motivi che servono per il personaggio che dovrò poi presentare. Fin ora gli accessori li ho creati sempre io.

Hai partecipato a dei contest durante le fiere, ecc… , hai mai vinto qualche premio?

Ancora no, magari un giorno… perché no!

Che vuol dire per te essere cosplayer?

Trasferirsi in un mondo parallelo in cui metti da parte la tua identità e ti tramuti in qualcun altro.

Hai un sito web?

Non proprio solitamente quando ho tempo e sono libera dallo studio aggiorno il mio profilo su MySpace.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Eh… difficile a dirlo, ma ci sto lavorando su!

I sogni nel cassetto?

Ce ne sono troppi!

Spero che quest’intervista ti sia piaciuta, grazie di tutto, sei stata veramente gentile!

Grazie a te dell’intervista! Un saluto a tutti!

[flagallery gid=16 name=”Gallery”]

Auguri Italia!

Prima di tutto, auguri all’Italia e a noi italiani per questi cento cinquant’anni, e penso che per festeggiare per bene bisogna prima di tutto ascoltare il nostro stupendo inno.

Per continuare a festeggiare degnamente vi metto anche il famoso video in cui Roberto Benigni, all’ultimo Sanremo, parla del Risorgimento e fa l’esegesi dell’Inno di Mameli.

Concludendo, non vorrei far polemica, ma penso che bisogna festeggiare questo compleanno anche solo per onorare la memoria dei tanti giovani e di tutte quelle persone che hanno sacrificato la loro vita per conseguire l’unità del nostro paese, per consentirci di esseri italiani.

Intervista a Nearina

Ciao, è un piacere farti quest’intervista , per prima cosa, presentati ai lettori del mio sito sul cosplay!
Ehilà, gentaglia 😀 Mi chiamo Sara, ma tutti mi conoscono come Nearina o Conte *-*

Com’è nata la tua passione per il cosplay?
Tre anni fa andai alla mia prima Fumettopoli. Fu lì che vidi per la prima volta dei cos player. Pensai che la cosa poteva divertire anche me *-*
Perché no? Proviamo! La migliore delle mie decisioni ♥

C’è stato qualcuno che ti ha fatto da “mentore” nel mondo dei cosplay? O che comunque è stato il tuo punto di riferimento?
Non penso di avere un mentore. Qualche consigliere, sì. Un punto di riferimento, no.

Qual è stato il primo cosplay che hai fatto?
Un cos play- FAIL X°D Hinata di Naruto, con una parrucca blu elettrica X°D C’è chi si affeziona al suo primo cos play. Io gli darei semplicemente fuoco D:

Invece qual è stato il cosplay che ti è piaciuto di più fare?
Simca di Air Gear. La scelsi soltanto perché aveva i roller, che amo da morire X°D Mi son divertita tantissimo, e mi piacevo parecchio. La amo ♥

L’ultimo cosplay che hai fatto qual è stato?
Kairi, Kingdom Hearts Final Mix + (Halloween town)

C’è un personaggio di cui vorresti fare il cosplay ma che ancora non hai fatto?
Kairi (KH2) e Yuna, ma rimarranno un sogno. Son troppo nude D: E io non ho il fisico, mannaggia.

Di solito come avviene la scelta di un cosplay da realizzare?
Prima di tutto cerco un personaggio in cui ritrovarmi caratterialmente. In secondo luogo, compro i vestiti che più mi colpiscono 😀

Quando tempo ci vuole per creare un costume?
Cinque minuti,se hai una connessione internet veloce X°D A parte gli scherzi, io non sono in grado di farmi i cos play da sola D: Posso affidarmi solo ed esclusivamente ad Ebay!

C’è qualcuno che ti aiuta nella preparazione dei costumi? Gli accessori te li crei da sola o li compri da qualche parte?
I pochi cos play made at home che ho a casa son fatti dalla mia mammina *_* Lei è un sacco brava e si diverte a cucire! Mi sento fortunata X°D

Hai partecipato a dei contest durante le fiere, ecc… , hai mai vinto qualche premio?
Ebbene sì! Partecipo per divertirmi e divertire, non per vincere. Abbiamo vinto una volta, con il gruppo di Kuroshitsuji. E’ stato meraviglioso. Mi son divertita come una matta X°D

Che vuol dire per te essere cosplayer?
Avere la possibilità di immedesimarmi nei personaggi che amo. Fare nuove amicizie. Vincere la timidezza.

Hai un sito web?
No x°D Non mi ritengo così figa da mostrarmi a tutto il web!

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Risparmiare D: Devo comprare un sacco di vestiti!

I sogni nel cassetto?
Portare Ciel con l’abito nero. Quanto amo Ciel, quanto. Ma non accadrà mai. Nel frattempo, continuo a sognare *_*

Spero che quest’intervista ti sia piaciuta, grazie di tutto, sei stata veramente gentile!
Grazie a te >w< Bye bye ♥

[flagallery gid=15 name=”Gallery”]

Per chi pensa che Liz vestita da Night Elf sia gnocca alzi la mano!

Come da titolo. E per alzata di mano ovviamente si intende mettere il “mi piace” al post. Ecco una rapida descrizione del cosplay di Liz, fatta, ovviamente dal demone ribelle Mad Dog. Cosplay della Night Elf di World of Warcraft!

Vi chiederete perché diciamo che Liz è gnocca in questa foto, non è per il push up che incrementa la voluminosità del decolté (se vi chiedete come mai non sono volgare, Impo mi tiene le palle strette in una cesoia dai mistici poteri, ecco, perché scrivo in maniera cattolica), continuo, scusate, allora non per il ventre piatto, frutto non tanto della palestra, quanto del trattenimento del respiro e dell’angolazione della foto, non il viso perfetto, gli occhi bianchi da drogata, la pelle di un colorito che direi violaceo, no, la cosa che rende gnocca Liz, non è nemmeno il fatto che è mezza ingnuda, no sono quelle orecchie da elfa che sono ben più lunghe del membro di un tipico otaku giapponese. E che dire anche di quelle piume di corvo che gli adornano le spalle? Sexy, sessissiseme, ti vengono in mente tutti i corvi spellacchiati che aspettano Liz fuori casa in questo momento. (E poi cara Lisa, si lo so, ti da fastidio quanto ti chiamano così, dicevo cara Lisa, poi ti sogni stormi di corvi che gracchiano… e vorrei vedere! Li spenni tu! E’ il minimo, già è tanto se non ti attaccano come tanti piranha affamati… ahia… Impo, dai, e che … corbezzoli! Sto cercando di farle paura, mi devo vendicare in qualche modo… hai detto tu che non posso decapitarla e poi mangiare il suo midollo osseo… eh, almeno fammi divertire così…. ok… come non detto. Non farai la fine del mio amico Ragno. No, no. Non ti preoccupare dei corvi. Ci penso io a sterminarli così non ti danno più fastidio. Così va bene Impo? Eh… cosa non si fa per avere le palle sane!). Concludendo cos’altro rende gnocca Liz in questa foto? Oltre a tutto quello che ho elencato? Sicuramente quella lampadina che tiene in mano. Così incandescente che probabilmente ora Liz avrà un’ustione di primo grado sulla mano. Così incandescente che potrebbe illuminare il mio antro senza problemi. Non sappiamo cosa voglia farci, forse pensa di essere una parente di Fester Adams e di poter accendere le lampadine mettendole in bocca, non lo sapremo mai. Ai posteri l’ardua sentenza! Ah Impo mi dice che si dissocia dalla mia descrizione e che diventerò un bravo soprano. Chissà cosa vorrà mai intendere!


Intervista a Michiru

Ciao, è un piacere farti quest’intervista , per prima cosa, presentati ai lettori del mio sito sul cosplay!

Salve a tutti :3 mi chiamo Valentina, conosciuta meglio sul web come Michiru, ho quasi 17 anni e abito in provincia di Milano! Sono una cosplayer da due anni o poco più, ma seguo ormai fiere ed eventi dal 2007 ^^!

Com’è nata la tua passione per il cosplay?

Sicuramente un buon incentivo mi è stato dato dalle varie fiere alle quali partecipavo :3 sognavo di poter indossare per un giorno gli abiti dei miei personaggi preferiti! Conoscevo il cosplay anche prima di partecipare alla mia prima fiera (tutto merito di internet!) ma vedendolo dal vivo mi ha dato subito un’impressione positiva e specialmente, avevo voglia di provarci anch’io!

C’è stato qualcuno che ti ha fatto da “mentore” nel mondo dei cosplay? O che comunque è stato il tuo punto di riferimento?

No nessuno >w< semplicemente ho iniziato a fare cosplay in modo serio grazie ad una persona, con la quale spesso faccio coppia in quest’ambito *^* ma nemmeno lei era espertissima nel campo, quindi non si può considerare un vero e proprio mentore! Qual è stato il primo cosplay che hai fatto? Sailor Neptune! Uscito malissimo >_> nemmeno poteva chiamarsi cosplay, era un tentativo uscito male X//D!

Invece qual è stato il cosplay che ti è piaciuto di più fare?

Mh..in primis Sailor Neptune –rinnovato, ovviamente- alla fumettopoli di febbraio di quest’anno! Essendo il mio personaggio preferito da sempre, portarla è stato emozionante *^* ma anche Alice in Wonderland è stato uno dei miei preferiti!

L’ultimo cosplay che hai fatto qual è stato?

Sailor Neptune *^*

C’è un personaggio di cui vorresti fare il cosplay ma che ancora non hai fatto?

Sì *_* ne ho un sacco! Ora sto preparando Kasane Teto, che non vedo l’ora di completare >w< ma desidererei portare anche Sakura Kinomoto (CCS), Honoka (Pretty Cure), Hinaichigo (Rozen Maiden)..la lista è lunga!

Di solito come avviene la scelta di un cosplay da realizzare?

Beh indubbiamente in base a chi preferisco e chi mi ha colpito come personaggio :3 ma sto abbastanza attenta anche alle caratteristiche fisiche, cerco di rientrarci il più possibile!

Quando tempo ci vuole per creare un costume?

Solitamente un mese o due, capita però che mi porti avanti con gli acquisti di parrucche o piccoli accessori anticipatamente! Non rischio mai un ritardo ç^ç mi prenderebbe male!

C’è qualcuno che ti aiuta nella preparazione dei costumi? Gli accessori te li crei da sola o li compri da qualche parte?

Beh, a volte capita che chiedo consigli come realizzare una certa cosa >*< del resto i vestiti, quelli più complessi, li faccio realizzare da una sarta..quelli meno complessi, comprando una base, li modifico poi io *^* per gli accessori vale la stessa cosa, se penso di potermela cavare e non siano difficili da realizzare, tento di crearli io!

Hai partecipato a dei contest durante le fiere, ecc… , hai mai vinto qualche premio?

No, non ho ancora partecipato a nessuna fiera, ma quest’anno dovrei iniziare pure io a gareggiare ^^

Che vuol dire per te essere cosplayer?

Essere cosplayer è essere una persona che adori e stimi per un giorno, interpretare il personaggio che ti colpisce ed entrare nei suoi panni. Metterci cuore e anima per essere come vorresti davvero, rimanendo in ogni caso se stessi! Dirsi da soli “wow, sto davvero interpretando quel personaggio?” e sentirsi pieni di gioia *^* e altrettanto, essere felici quando una persona ti riconosce e si complimenta con te, per la riuscita di un bel cosplay! È un modo per divertirsi e stare in compagnia, ma è anche un’arte capace di rappresentare due persone: noi stessi e il personaggio.

Hai un sito web?

Non ho un vero e proprio sito web ^^ posso lasciarvi FB, ci sono sempre! http://www.facebook.com/profile.php?id=1434475548

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Riguardo al cosplay, iniziare a gareggiare *^* e realizzare cosplay più realistici possibili e impegnarmi al massimo nella loro riuscita! Riguardo la mia vita, migliorare me stessa, finire bene la scuola e iniziare a suonare, forse.

I sogni nel cassetto?

Segreto >^< non si rivelano i sogni, altrimenti non si avverano!

Spero che quest’intervista ti sia piaciuta, grazie di tutto, sei stata veramente gentile!

Grazie a te per l’intervista >w< per me è stato un piacere! Chu ❤

[flagallery gid=14 name=”Gallery”]