Unthinkable non è un film semplice, non è un film per tutti. E’ un film duro. Come un macigno. Cosa si può essere disposti a fare pur di salvare delle vite? Si sarebbe disposti a torturare una persona, per quanto colpevole? Ad andare contro ogni morale? A fare l’impensabile? Sono queste le domande che ti poni alla fine della visione di questo film. E poi chi è il mostro? Chi è il vero terrorista? Lui o noi? Ed è un film violento. Ma tanto. Schizzi di sangue. Ma non solo. Torture mostrate senza veli. Quindi non è un film per stomaci deboli. E’ un film retto da due forti interpretazioni, da una parte Samuel L. Jackson, in uno dei ruoli migliori, e dall’altra parte Michael Sheen. La storia in breve è questa, un ex militare, americano di fede islamica ha piazzato tre bombe atomiche in tre città americane e le farà esplodere entro quattro giorni se non verranno esaudite le sue richieste. Il terrorista (Sheen) viene catturato e un pool dell’FBI, dei militari e di altre agenzie devo riuscire a scoprire dove sono le bombe prima che sia troppo tardi, “aiutati” in questo dal personaggio di Jackson, un “maestro” nell’infliggere le torture e spezzare l’animo anche della persona più combattiva. E per una volta il finale è veramente tosto, per un film del genere.

