Sono solo. Sono sempre stato un essere solitario. La compagnia delle altre persone non mi procura piacere ma bensì fastidio. Loro sanno che sono un abominio perverso. Lo percepiscono anche se non mi conoscono. Fin dalla mia triste infanzia, chiunque si avvicinasse a me aveva nello sguardo il disprezzo e l’odio per il mostro che ero. Sapevano, anzi erano convinti, che fossi malvagio. E forse è così… ma mi sono sempre chiesto se la malvagità in potenza nel mio stesso spirito, si sarebbe destata se la mia gioventù non fosse stata così traumatica. Il giusto Agatos, colui che mi aveva procreato (con suo sommo ribrezzo rimarrò sempre suo figlio), non mi ha mai accettato quale sua prole. Mi ha cresciuto privandomi di ogni affetto, di ogni felicità. A corte venivo considerato meno del figlio della sguattera. Quando iniziai a capire, a comprendere, e devo dire che sono stato molto precoce come bambino, decisi che la fama che mi ero guadagnato doveva essere corroborata dai fatti. Per questo uccisi quasi tutti gli atlantidei, il mio stesso popolo, e feci affondare Atlantide sotto i flutti del mare. Con gioia guardai il terrore nei loro occhi, la morte di intere famiglie, la consapevolezza nei genitori di non poter salvare i propri figli. Risi quando il mio augusto padre mi maledì e lo strangolai con piacere e mi sentii meglio quando gli sentii esalare il suo ultimo respiro. Purtroppo quel fottuto bastardo non è morto nemmeno nella morte. E’ sempre lì pronto a ricordarmi i miei errori, le mie disfatte, mi ricorda di quanto io sia inferiore al mio fratello gemello, di quanto sia inadeguato a questo mondo. So di essere fuori posto, ho cercato di diventare normale, di farmi accettare dagli altri, ma ho sempre fallito. Nessuno crede nella mia bontà, sono tutti convinti, io ormai su tutti, che in me non ci sia altro che male. Probabilmente è così… ma certe notti ripenso a Gabrielle, l’unica donna che io abbia amato, e mi struggo di dolore per quello che le ho fatto, per la condanna eterna a cui l’ho dannata solo per avermi rifiutato. Sono un fottuto bastardo proprio come il mio giusto padre Agatos. Un proverbio degli umani recita più o meno così “tale padre, tale figlio”. Non penso che il mio papà la pensi come me, ma in fondo io e lui non siamo tanto diversi… entrambi siamo soli ormai… e probabilmente siamo stati sempre soli… nell’oscurità…


Bello…certo però che io posso apprezzarlo di più perchè conosco le altre tue opere 😉
"Mi piace""Mi piace"
Very good. Mi piace il tuo tono dark e credo che questa sia proprio la tua vena letteraria. Poche righe che rendono perfettamente l’idea della solitudine e della miseria: efficace!
"Mi piace""Mi piace"
eccomi lo so commento poco da queste parti cercherò di essere un po’ più presente 😉 racconto triste e duro. Ma rende bene.
"Mi piace""Mi piace"