Zentropia di Adriano Barone

Ieri ho letto, tutto d’un fiato, “Zentropia” libro di Adriano Barone pubblicato da Agenzia X nel 2011. “Zentropia” come tutti gli scritti di Adriano non è un libro “semplice”… è strano e particolare (si potrebbe dire come l’autore). E’ anche abbastanza inquietante per quello che descrive, per il futuro prossimo che prospetta… e viste le recenti elezioni un futuro che è ancora, se possibile, più attuale. Il libro è ambientato in una Italia sconvolta dalla guerra civile, tra adolescenti alienati, tra religioni estreme deviate e tra gruppi terroristici che si dedicano anima e corpo alla rivoluzione contra-sessuale. Un’Italia in cui ci sono i “Bug Donald” dove si vendono insetti fritti (Adriano è fissato con gli insetti), un’Italia cacciata dalla NATO e dall’UE, da dove non si può scappare. Un’Italia che ricorda l’ex-Jugoslavia durante la sua guerra civile, un’Italia in cui vige un governo dittatoriale. Un paese senza via d’uscita (che ricorda tragicamente la nostra Italia). Per quanto sia un ritratto surreale ed estremo del nostro paese, non si fatica a vedere le basi reali da cui è stato tratto. La Chiesa dell’Asomatismo, per esempio, ricorda, in un certo qual modo, tutte quelle sette pseudo-religiose che vanno tanto di moda negli Stati Uniti (come la Visualize di “The Mentalist“). La particolarità di questa setta è che, oltre a devolvere ogni bene alla chiesa, gli adepti vengono privati degli arti, messi in una vasca con del liquido, attaccati a dei tubi e lasciati a meditare dimentichi delle disgrazie del mondo. (Un po’ come avveniva, ma con intenti più umoristici sicuramente, con i pro-pro-nipoti di Fry nell’episodio “Near-Death Wish” della settima stagione di Futurama). Un elemento assai interessante è il gruppo terroristico che ha come capo indiscusso Bea e le sue tematiche contra-sessuali. La nostra società è estremamente rigida su queste tematiche, il sesso accettato è solo quello etero, i gay, le lesbiche, lo sappiamo bene, vengono ancora discriminati. Tutto per una serie di ragioni che affondano nella storia del nostro paese e con la presenza della Chiesa Cattolica nel nostro suolo. Questa tematica del sesso diverso, difforme da quello accettato dalla nostra società, già l’ho riscontrata, con delle differenze ovviamente, in altri lavori di questo autore come il “Ghigno di Arlecchino” e nella sua storia di “Erotico Nero” come in quella di “Odissea NeraInsomma niente è mai “normale” con Adriano, è tutto sempre weird (e per fortuna!). Un altro aspetto molto interessante del libro sono i ragazzini nazisti chic che aggrediscono senza ritegno chiunque sia adulto e capiti nella loro strada. La loro caratterizzazione, il loro “credo”, è uno degli aspetti che mi ha colpito di più di “Zentropia“. Anche perché quella disumanizzazione di questi ragazzi è molto, purtroppo, molto attuale. Concludendo è un questo “Zentropia” è un bel libro? La risposta è si, è un bel libro, strano, particolare, sicuramente. Vi lascerà uno strano sapore in bocca dopo aver finito di leggerlo. Non ho voluto scrivere molto o approfondire troppo perché penso che questo libro debba essere scoperto da soli, senza troppe spiegazioni, anche perché non è molto lungo e uno spiegone troppo lungo rovinerebbe la lettura del libro. Quindi, vi consiglio di prendere “Zentropia” soprattutto se avete apprezzato altre opere di Adriano Barone!

"Il Gnigno di Arlecchino" e "Il Sentiero di Legno e Sangue"

Oggi vi voglio parlare di due libri della Asengard che ho finito di leggere pochi giorni fa, due romanzi brevi che hanno dei punti in comune sono, almeno sembra a me che di categorie non ci capisco nulla, tutti e due di genere “(new?) weird”, in parole povere significa ciò che è bizzarro e fuori dalla norma, folle. E tutti e due i romanzi sono folli, ma non vi ho detto i titoli dei due tomi, sono “Il Gnigno di Arlecchino” di Adriano Barone e “Il Sentiero di Legno e Sangue” di Luca Tarenzi. Oltre al genere i due romanzi sono simili per un altro aspetto, entrambi hanno per protagonisti due personaggi che sono ispirati a due burattini molti famosi, cioè Arlecchino e Pinocchio. Solo ispirati però. Niente di più. Il libro di Barone è davvero folle, folle quanto il Joker in The Dark Knight, che è una simitudine che mi è venuta spontanea. Il protagonista è Arlecchino, un essere craeto in provetta che, a causa degli esperimenti a cui è stato sottoposto, si rivela una sorta di divinità. Una divinità assai folle che si vuole ovviamente vendicare di chi l’ha seviziato e chi tenta di imprigionalo per vari motivi. Arlecchino è un pazzo e lo ammette lui stesso, è folle, fuori controllo è il Caos fatta persona. Ed il romanzo è caos anch’esso. Meraviglioso caos. Tranne qualche cosa che fa Arlecchino per godere, che mi ha fatto un po’ storcere il naso dalla schifezza (ma nemmeno tanto sono abituato a Mad Dog…), questo libro mi è davvero piaciuto tanto. Arlecchino è un personaggio inquietante ma ha la sua logica in quel che compie e sicuramente saremmo più vicini a lui che a chi tenta di imprigionarlo. In fondo non ci siamo sentiti come lui almeno una volta nella nostra vita? Rinchiusi in gabbia, usati dagli altri… Penso sia capitato a tutti. E’ logico quindi essere dalla parte di Arlecchino. Passando all’altro libro, anche solo l’introduzione di Francesco Dimitri merita il prezzo del tomo. Fantastica da incorniciare. “Il Sentiero di Legno e Sangue” è una sorta di rilettura (ma nemmeno tanto) di un classico come Pinocchio di Collodi. In un mondo futuro devastato dai Sognatori, persone che possono rendere reali i loro sogni, un essere fatto di legno dovrà fare di tutto per diventare umano. Ho divorato questo libro perché è scritto davvero molto bene, è appassionante, intrigante, folle. Le ambientazioni sono bellissime, oniriche, i personaggi interessanti, la sorpresa finale rende il romanzo ancora più bello. Un percorso verso una nuova consapevolezza. Verso la libertà. Dei personaggi di questo libro quello a cui sono più legato è sicuramente la Fata Turchina, che a preso le sembianze di Molly Quinn, che come Tarenzi alla fine del libro, è veramente la ragazza più bella del mondo. Ci sono legato perché la vedo sempre in Castle ed è stato davvero bello “vederla” anche in questo libro. Che dire di altro? Comprate questi libri. Meritano. Passerate qualche sana ora di pura follia. E’ nel nostro grigio mondo è qualcosa che vale come oro colato…

Piccola postilla, ho incontrato i due autori al recente Lucca Comics, sono due matti. Entrambi. Quindi mi stanno molto simpatici. Con Luca abbiamo parlato di fantasy e soprattutto della discussione sulla discussione sul fantasy tenuta da quelli di Fantasy On The Air e con Adriano Barone, che so essere rimasto favorevolmente colpito da una certa demone alata che conosco bene, abbiamo parlato di telefilm e soprattutto di Torchwood e del Doctor Who… 😛