Trenta

E sono trenta. Non mi sembra ancora vero. Il tempo ha un suo modo tutto strano di passare, la festa dei miei venti anni mi sembra, ormai, passata da un secolo e, a volte, mi sembra ieri che facevo il liceo. Trenta iniziano ad essere tanti. Ricordo che dieci anni fa, dopo aver festeggiato il mio compleanno, qualche giorno dopo nacque il mio primo nipotino, Michele. Allora entrando nell’ospedale per vederlo per la prima volta mi dicevo: “Quando lui avrà dieci anni, io ne avrò trenta. Chissà come sarà e cosa farò…”. La mia vita è decisamente cambiata da allora, è passata molta acqua sotto i ponti, sono successe tante cose belle e brutte. La vita si è fatta più difficile rispetto al passato o forse, semplicemente, quando sei bambino e ragazzo, di certe cose non te ne accorgi molto. Comunque tanti auguri a me che faccio trent’anni. La terra gira ancora intorno al sole (almeno spero, se fosse il contrario sarebbe tragico… ma almeno i complottisti sarebbero contenti!), alla fine non mi sembra di essere tanto diverso da ieri (un po’ come quando festeggiai i miei diciotto anni). Vi lascio con un piccolo regalo, per tutti voi che leggerete questo mio post, un augurio speciale che ho ricevuto da un mio caro… amico… si, amico… (dovete cliccare sul link per sentire questi auguri!).

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Spero di ricevere tanti bei libri e fumetti per questo compleanno (come sempre), anche se mi servirebbe di più una belle libreria dell’IKEA XD

Canada, le canadesi e le colonne d'Ercole – Canada, the canadians and the Pillars of Hercules

Sono arrivate la sera di domenica 26 maggio e sono andate via il 3 giugno. Sto parlando delle mie “cugine” canadesi, Meghan e Jessica, a cui ho fatto da Cicerone per tutti i quasi nove giorni che sono state in Italia. Una vera e propria tormenta di sana pazzia e di cuteness che ha imperversato per casa e che, sinceramente, ora rimpiango. In tutti questi giorni siamo andati in giro per Roma, per Firenze e anche per il centro storico di Monterotondo. Ho visitato luoghi di Roma in cui non ero mai stato, sono stato di nuovo a Firenze dopo diciotto anni, ho visto tantissime chiese così tante che per un anno non entrerò più in un luogo di culto cattolico! XD Siamo andati nei Musei Vaticani, abbiamo visto la Cappella Sistina, le stanze di Raffaello, la Basilica di San Pietro, il Laocoonte. Ho apprezzato i dipinti di Caravaggio, di Raffaello, di Michelangelo, di Leonardo e di tantissimi altri pittori. Mi sono venuti i brividi quando ho visto il campanile di Giotto e Piazza della Signoria a Firenze. Mi sono perso nel contemplare il Giudizio Universale di Michelangelo. Mi sono sentito davvero piccolo quando ho ammirato l’interno di San Giovanni in Laterano o di San Pietro con le loro immense colonne. Sarei rimasto ore dentro San Clemente con tutti i suoi livelli diversi. A parte tutti i monumenti, i dipinti, le statue che ho visto, sicuramente la parte migliore di questi giorni è stata conoscere queste due ragazze canadesi molto simpatiche, divertenti e un po’ pazze. Un po’ di sana pazzia fa sempre bene! Mi sono decisamente affezionato a loro e quindi ho deciso che il prossimo viaggio che farò sarà in Canada. Cercherò di mettere i soldi da parte per andare a trovarle. Il Canada poi mi sembra un paese molto bello da visitare, oltre ad essere la patria di Wolverine (XD), penso che abbia bei paesaggi naturali e belle città da vedere. Poi chissà potrei anche cercare di andare a qualche convention sui fumetti che si tiene in Canada o negli States. Insomma, vedremo, fatto sta che mi sono convinto una buona volta ad andare fuori dall’Europa per vedere com’è la vita dall’altra parte delle Colonne d’Ercole. 

They arrived on the evening of Sunday May 26 and they went away on June 3. I’m talking about my Canadians “cousins​​”, Meghan and Jessica, to whom I have do the Cicero for almost all the nine days were in Italy. A real storm of healthy madness and cuteness that has been raging my home and that, frankly, I miss now. In all these days we went around Rome to Florence and also to the historic center of Monterotondo. I visited places in Rome where I had never been, I was back in Florence after eighteen years, I have seen many churches so much that for a year I will not go more in a Catholic place of worship! XD We went to the Vaticans Museums, we saw the Sistine Chapel, The Raffaello Rooms, San Peter’s Basilica, the Laocoon. I appreciated the paintings of Caravaggio, Raffaello, Michelangelo, Leonardo and many other painters. I got chills when I saw Giotto’s bell tower and Signoria’s Square in Florence. I got lost in contemplating the Last Judgement by Michelangelo. I felt very small when I admired the interior of St. John in Lateran or St. Peter’s with their immense columns. I would have stayed for hours in San Clemente with all its different levels. Aside from all the monuments, paintings, statues I’ve seen, definitely the best part of these days was to know these two Canadian girls that are very nice, funny and a little crazy. A little healthy madness is always good! I find myself very fond of them and so I decided that the next trip I’ll be in Canada. I will try to put money aside to go and visit them. Canada then it seems to me a very beautiful country to visit, in addition to being home to Wolverine (XD), I think it has beautiful natural landscapes and beautiful city to see. Then who knows I might even try to go to some conventions about comics that takes place in Canada or the United States. Well, we will see, the fact is that I am convinced this time for good to go outside Europe to see what life is like on the other side of the Pillars of Hercules.

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L'odio al tempo di internet

Non sono un sociologo né un antropologo e nemmeno uno psicologo (magari XD) e non pretendo di fare un’analisi precisa di quanto vedo sul web ma da un po’ di tempo mi è sono accorto di un fenomeno che impazza su internet, nei social network come Twitter e Facebook. Più del semplice flame. Sto parlando dell’odio. Intere schiere di persone che odiano e insultano un’altra persona per i più svariati motivi. L’odio è diventato di massa, basta poco per accendere la miccia e far partire l’insulto collettivo. La cosa mi è saltata più all’occhio leggendo quello che è successo ad una fan della band One Direction. Questa ragazza ha vinto un biglietto con la possibilità di incontrare la band a New York. E ha ricevuto insulti, minacce di morte e quant’altro soprattutto su Twitter. Insomma è stata vittima di cyberbullismo. Trovate più informazioni in questo esauriente post. In questo caso è evidente che il catalizzatore sia l’invidia. La cosa più preoccupante è che siano soprattutto dei giovani e delle giovani, che hanno qualche anno meno di me, ad essere i bulli della situazione. E sicuramente non è una bella notizia in un paese come il nostro in cui il razzismo, la xenofobia, l’odio per chi è diverso, sta montando da qualche anno, sia per colpa della crisi sia per colpa di alcuni partiti politici che fanno dell’odio verso il diverso il loro leitmotiv. Io spero che i giovani che si comportino in questo modo siano una minoranza, ma comunque il problema resta, se si scatenano per un fatto così futile… cosa faranno quando andranno incontro ai veri problemi della vita? Se il futuro deve essere gestito dai giovani (tra i quali ci sono anch’io) e dai giovanissimi che razza di ragazzi e ragazze stanno crescendo in Italia se la pensano in questo modo? Forse ci dovremmo preoccupare più di questo che della crisi economica. E riconosco che è anche “colpa” della crisi se c’è così tanto odio in giro, se c’è così tanta tensione. E’ sempre così nei tempi di crisi, di difficoltà, si va contro chi è diverso da noi, contro le minoranze a cui è facile imputare tutti i nostri problemi. Basti ricordarsi quando è riuscito ad andare al potere il nazismo in Germania. Internet, i social network sono solo delle casse di risonanza, fanno in modo che l’odio scorra e si propaghi più velocemente. Lo schermo riesce ad accorciare le distanze ma anche riesce a fare in modo che anche la persona più riservata si possa scatenare senza problemi. Tanto davanti a te hai un browser, non la faccia di una persona vera. Puoi insultare, odiare, minacciare di morte tramite un monitor, non ti sembra vero, non ti sembra reale. Finché non ti arriva la Polizia Postale a casa…

Castel Oricalco in Cosplay

Quanto più pensi che la tua vita sia monotona, priva di cambiamenti, e poi… all’improvviso cambia e non riesci a stare al passo, ti sembra. Cambia così velocemente che ti devi mettere a correre per tenere il passo. Martedì mi ha portato due sorprese, per il momento infatti lavorerò solo la mattina e, questa notizia è molto più ferale, Dada, a causa dei suoi problemi, ha chiuso il portale di Supereva. Quindi i siti sul Cosplay e sulla Marvel sono chiusi. Anche se resteranno online. In realtà quelli di Dada ci hanno licenziati, ma si tengono i siti. Furbi loro. Ora Dada dovrebbe essere venduta e speriamo che i nuovo proprietari decidano di rimettere in sesto il progetto. Quindi per ora il mio sito sul cosplay si è trasferito in un nuovo blog Castel Oricalco in Cosplay. Purtroppo le interviste vecchie non le posso riprendere, quindi poi dovrò reintervistare tutte le cosplayers e i cosplayers… E vi segnalo anche la pagina su Facebook. Mi raccomando accorrete numerosi!

The Times They Are a-Changin'

[audio:http://www.casteloricalco.eu/wp-content/uploads/2010/05/03-The-Times-They-Are-A-Changin.mp3|titles=03 – The Times They Are A-Changin’]

I tempi cambiano. Stanno cambiando. La vita cambia. Nemmeno te ne accorgi. O quasi. A volte ci metti un anno per accorgerti che l’oca del vicino è morta da un anno, quando era chiaro che non essendoci più voleva dire pur qualcosa. Mio nipote ha compiuto cinque anni, sembra ieri che era nato, cinque anni che sono passati in fretta, ma anche velocemente. E ti viene da pensare. Cinque anni fa non avevo ancora un blog, non avevo conosciuto gli amici che ho adesso, non avevo un Ipod, non avevo Facebook, non avevo una maglietta di Capitan America…

P(s)ic(adelic) nic

Sabato per la prima volta nella vita, da che mi ricordi (infatti vengo puntualmente smentito da mia madre), sono andato a fare un pic nic all’Eur, sulla riva di un lago per niente artificiale da cui si godeva una bella vista di alberi giapponesi fiorenti e del palazzone dell’Eni. Tra rotolamenti vari ed canzoni dei cartoni animati ho passato davvero un bel pomeriggio insieme ad alcune cosplayers e fotografi spericolati. La festeggiata era Hellena, che ho intervistato tempo fa. Anzi. Quasi tutte le ragazze che erano al pic nic le avevo intervistate. Ad Hellena ho regalato il libri di Marco Varuzza, spero che le piaccia. Se non le dovesse piacere, poi si potrà lamentare direttamente con l’autore… XD Cosa ho imparato da questo pic nic? Che non solo in Dragonball ma anche nella vita vera le ragazze possono avere i capelli rosa o fucsia e starci bene! Vedete per credere! Andate a vedere nella mia gallery di Facebook!

Andate in pace

Ricordo bene che ero confuso, stordito, appena svegliato nel cuore della notte (in realtà saranno state le cinque o sei del mattino) da delle voci e dalle bussate frenetiche di mia sorella. All’epoca la mia camera era ancora il bugigattolo che, quando era stata costruita la nostra casa, era stato riservato alla cameriera, un buco di camera con vicino un buco di bagno. Qui la memoria si fa nebulosa, probabilmente scendendo dal letto a castello avrò quasi inciampato sulla scala metallica, che sarà stata fredda come il ghiaccio. Era dicembre. Era passata solo qualche ora dalla mezzanotte del giorno di Natale. Ho sempre associato questo ricordo ad un altro, ad un’altra notte in cui mi svegliò uno dei terremoti, credo il primo, che colpì anni fa le Marche e l’Umbria. Anche quella volta, ma posso sbagliarmi ed aver fuso i ricordi di queste due notti orrende, c’era mia sorella che bussava alla porta della mia camera. Appena mia sorella mi disse “E’ morto Stefano!”, sinceramente  la prima cosa che ho pensato è stata “Chi cazzo è Stefano?” non ho pensato subito ad uno dei miei cugini, ma ad un mio compagno di classe. Appena svegliato, in malo modo, il mio cervello non poteva funzionare a pieno regime. Il fatto che mia sorella fosse in lacrime, forse avrebbe dovuto farmi intuire al primo colpo che non si trattava di Ciccowater (come lo chiamavano scherzosamente). Dopo che i processi chimici del mio cervello si misero in moto, tutta la grandezza di quanto era successo mi colpì in maniera come un piccone in testa. Resta il fatto che mi devo ancora vendicare di mia sorella… capisco tutto, ma non è la prima volta che mi da notizia di un decesso in così malo modo. Non si fa. Non si può essere così indelicati in queste situazioni. Ricordo che ormai, dopo essermi messo la vestaglia, mi sono messo a parlare con mia madre per sapere come e quando era successo. Non ho molte altre memorie di quei giorni, oltre al giorno del funerale. Per la prima volta vedevo un obitorio, mi ricordo che ho voluto vedere solo da lontano il corpo di mio cugino. Non ho mai accettato la morte di mio cugino, posso accettare una morte per vecchiaia, per malattia, per un incidente stradale invece è difficile da comprendere… Ricordo una folla al funerale come mai né ho viste in vita mai a simili funzioni, c’era così tanta gente che a momenti nemmeno riuscivamo ad entrare in chiesa, ho dovuto fare quasi a gomitate. Dio quanto ho pianto quella volta, io cerco di non piangere ai funerali, non serve a niente, è qualcosa di inutile, la persona è morta a che cacchio serve piangere? Fare le tragedie greche? A nulla se non a rendersi ridicoli. Però quando il suo amico ha parlato dal pulpito, non c’è l’ho fatta, è stato più forte di me. Oltre all’istinto di ammazzare il prete, non ricordo bene cosa stesse dicendo, le solite stronzate sulla morte tipiche del cattolicesimo, così vuote e blasfeme. Si blasfeme, perché se dici che Dio l’ha voluto accogliere a sé prima del tempo, cazzo ora io ti strozzo, così anche te verrai accolto prima del tempo da Dio. Anche se non ricordo se il prete abbia detto esattamente quella famosa frase del cavolo. Qualcosa del genere sicuramente, dato che ero incazzato come una iena all’uscita della chiesa. Ricordo poco altro di quei giorni, oltre alla marcia funebre di Undertaker, mi ero fissato come non mai, e la sentivo in continuazione. Adesso invece mi porta ai quei giorni sentire Whisper degli Evanescence. Non so nemmeno bene cosa voglia dire veramente la canzone. Non ho mai indagato. Per me è la canzone dei funerali. E mi piace tantissimo. Si sta avvinando il 25 dicembre e per quanto sia una data legata alla nascita di qualcuno (almeno secondo i cristiani) per me quella è da quattro anni a questa parte e sarà per sempre una data di morte.

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Dad Strange

Ognuno di noi ha i suoi modi di fare tutti particolari, chi più chi meno, oggi non vi voglio racconto dei miei ma di quelli di mio padre. Ecco un piccolo elenco delle stranezze di mio padre.

  1. Non risponde al telefono e né al citofono. Solo in casi di estrema emergenza quando è costretto, risponde, questo perché, almeno è la tesi che gira in casa, abbia paura che i due infidi apparecchi gli risucchino l’anima. Proprio per questo non sa usare molto bene il cordless nuovo e non ha un telefonino.
  2. Mette avanti di cinque minuti l’orologio della cucina. Lui nega, ma sappiamo che lui ha farlo. Non sappiamo bene perché. Quando dovevamo andare tutti a scuola era già più “logica” la cosa. Lo faceva per farci sbrigare e arriva puntuali. L’unica altra spiegazione è che ci sia uno squilibrio temporale nella parete della cucina che sbalzi in avanti di cinque minuti ogni orologio che mettiamo nella parete…
  3. Se entri in un negozio devi sempre comprare qualcosa. Anche se vai a giocare al Superenalotto in tabaccheria, devi comprare anche qualcos’altro… qualcosa di materiale…
  4. Non si può usare, quando scendi le scale, il corrimano perché ci sono i microbi.
  5. Prima leggeva quattro libri contemporaneamente, ora solo due.
  6. Ha il vizio di nascondere gli oggetti, come il telecomando del videoregistratore, e poi di scordarsi sempre dove li abbia nascosti. Dopo dieci anni abbiamo ritrovato il telecomando del videoregistratore. Anzi ho.
  7. Per risparmiare dice lui, ora nasconde le scorte di carta igienica, dentifricio, saponette, ecc… con relativi problemi… soprattutto per la carta igienica…
  8. Difficilmente si fa fotografare… alcune volte taglia addirittura la sua testa dalle fotografie…

Ce ne sarebbero anche altre di stranezze e di tic, ma ora non mi sovvengono in mente, quindi accontentatevi di questa lista, almeno per ora… e se vi chiedete “Ma se tuo padre lo viene a sapere?”, non potrà mai, dato che non si avvicina ad un pc! XD