Qualche giorno fa ho finito di leggere “Né a Dio né al Diavolo” l’ultimo libro scritto da Aislinn edito dalla Gainsworth Publishing. Conosco Aislinn da un bel po’ di anni e ho letto con piacere i due Angelize quindi ero molto interessato a questo nuovo tomo e le mie aspettative sono state completamente soddisfatte. Cosa c’è di meglio, infatti, di un libro urban fantasy in cui ci sono vampiri, metal e giochi di ruolo? Nulla, probabilmente. La storia è interessante, soprattutto la parte ambientata nel “passato” che è molto angosciante e che da un’idea molto chiara di come doveva essere il pezzo di mondo in cui si svolge la storia all’epoca. Non mi dispiacerebbe leggere, in un futuro libro, altro sul passato di alcuni dei personaggi, in epoche diversa dalla nostra. Ho, ovviamente, apprezzato i personaggi, tra tutti Mircalla ma devo dire che sono tutti personaggi, sia gli umani che i vampiri, molto “veritieri”. Si vede che hanno tutti delle motivazioni ben precise, che hanno un passato vero e non sono stereotipati. E Tom mi ricorda in parte un mio caro amico, per certi versi sembra uguale, ma conoscendo il mio di Tom avrebbe probabilmente ucciso tutti i vampiri in ben poco tempo con la sua conoscenza enciclopedica dei succhia sangue (rivaleggia con la mia probabilmente). Non ho sopportato, a volte, il protagonista Ivan che, a volte, mi ha ricordato un po’ Shinji da Evangelion. Mi è piaciuto pure un personaggio che arriva alla fine (non dico il nome per evitare spoiler) che non viene approfondito completamente in questo libro ma di cui forse, intuisco, sapremo di più nel seguito. Uno dei pregi di questo libro, oltre ai protagonisti, è l’ambientazione. Aislinn ha ambientato la vicenda nella finta cittadina piemontese di Biveno, una cittadina italiana di provincia anonima ed è riuscita a cogliere perfettamente l’atmosfera e la “vita” di un luogo del genere. Mi sembrava di stare veramente a Biveno, ho avuto anche il dubbio che esistesse veramente. I vampiri di Aislinn sono tormentati e maledetti, come è giusto che sia, con qualche aspetto classico dei vampiri ed altri ripresi direttamente dal Dracula originale di Bram Stoker e spesso dimenticati nelle altre incarnazioni dei succhia-sangue. E’ molto… inusuale, inoltre, l’origine di uno dei vampiri che mi è piaciuta davvero molto, è un aspetto davvero raro che, a quanto sappia io, non è quasi mai stato usato in letteratura o nel cinematv. Poi ho assolutamente adorato tutti i riferimenti nerd e ai giochi di ruolo (non sono così metallaro da capire tutti i riferimenti sul metal XD) e ho colto pure il riferimento ad Angelize! Ciliegina sulla torta la bellissima intervista che Luca Tarenzi ha fatto ad Aislinn e che si trova alla fine del libro, davvero un tocco di classe per finire questa lettura. Insomma “Né a Dio né al Diavolo” mi è piaciuto moltissimo, è uno dei libri migliori che ho letto quest’anno finora e spero presto di leggerne il seguito.
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I libri più belli letti nel 2017
Come ogni anno, più o meno in questi giorni, è tempo di fare la classica classifica dei libri che ho apprezzato di più, questa volta di questo 2017 che sta per finire. Quindi bando alle ciance, ecco la mia personale classifica sui libri più belli del 2017:
- “The Bloody Red Baron” & “Dracula: Cha cha cha” di Kim Newman. Libri della saga iniziata con Anno Dracula e che ho apprezzato davvero molto. Sono tutti molto interessanti, scritti benissimo e il terzo libro, “Dracula: Cha cha cha” è ambientato a Roma durante il periodo della Dolce Vita! Ovviamente sono a tema vampiri ma si dovrebbe capire dai titoli! XD
- “Jingo“, “The Truth“, “The Last Hero“, “Il prodigioso Maurice e i suoi geniali roditori“, “Night Watch” e “L’intrepida Tiffany e i piccoli uomini liberi” di Terry Pratchett. Sono tutti libri della saga del Discword che adoro. Non saprei scegliere quello più bello tra questi, forse forse “Night Watch” ma non ne completamente sono sicuro. So soltanto che fra poco avrò finito di leggere tutti i libri del Discword e poi non saprò cosa fare. Probabilmente pregare Offler o il Blind Io che facciano altri film per la televisione tratti dalle opere di Pratchett!
- “La notte dei biplani” di Davide Morosinotto, bellissima ucronia ambientata in una Prima Guerra Mondiale leggermente diversa dalla nostra. Ne ho parlato in questo blog, in uno dei pochi post che ormai scrivo durante l’anno, cliccate sul titolo del libro per andarlo a leggere.
- “Niente e così sia” di Oriana Fallaci. Pian piano sto recuperando alcuni libri di Oriana Fallaci che da tempo volevo leggere. E devo dire che, almeno finora, non me ne sto pentendo. Mi è piaciuto davvero moltissimo questo libro e così ho potuto conoscere, in maniera più approfondita, un periodo ed una guerra, quella in Vietnam, che conoscevo solo a grandi linee.
- “Caliban’s war” di James S.A. Corey. Secondo libro della serie fantascientifica The Expense da cui hanno tratto un bellissimo telefilm che vi consiglio di seguire. Questa è la miglior fantascienza che ci possa essere. Interessante, coinvolgente. I libri sono un filino superiori al telefilm ma di poco. Non vedo l’ora di leggere gli altri!
- “The Empty Grave” di Jonathan Stroud. Ultimo libro della saga di Lockwood & co, dedicata ai fantasmi. Tutti i nodi vengono al pettine in maniera assai soddisfacente. Ho apprezzato molto questa saga, mi dispiace che sia finita, e devo dire che mi è piaciuta di più questa che quella di Bartimeus (che ho comunque adorato all’epoca). Spero che la serie tv, che dovrebbero produrre, sia all’altezza dei libri.
- “Eternal War: L’Esercito dei santi” di Livio Gambarini. Altro libro di cui ho parlato qualche tempo fa e che mi è piaciuto davvero molto. Sia l’idea, l’ambientazione e i personaggi. La Acheron Books sforna sempre ottimi libri di ottimi autori italiani. Spero di leggere presto un seguito di questo libro!
- “Multiverse Ballad” di Andrea Atzori e Tim D.K. Chiude la classifica una raccolta di racconti molto particolare, di cui ho scritto nel blog poco tempo fa. Tratta un argomento che mi sta molto a cuore, cioè il multiverso e le realtà alternative. Ed è davvero una bellissima raccolta che vi consiglio caldamente.
Con questo si conclude la mia personale classifica di quest’anno, per fortuna non faccio una classica dei fumetti che mi sono piaciuti di più sennò forse finiremmo nel 2118! XD
Il Racconto di Natale di Mad Dog: La Lega degli Straordinari Penny Dreadful
Carissimi lettori e carissime lettrici che ormai vi trovate in altri lidi perché i blog sono morti, sono io Mad Dog, il demone ribelle tornato alla ribalta come ogni anno, non per uno scandalo sessuale, non per essere l’artefice della vittoria di Trump, non per essere l’artefice della morte di Castro ma perché vi debbo narrare la nuova storia di Natale di quest’anno. Ormai è un appuntamento imprescindibilibbile! Quest’anno poi è sponsorizzato da “Torture Medievali & CO.™ Urlerai con noi e ti sentiranno pure nello spazio!” e da “Crudo e Sventrato – Miglior cucina carnivora crudista d’Italia“. Ma è giunta l’ora, non quella della vostra morte, beh si per Astrubulgidengrandesartemarte Von Brizzeggodegobah De Stoscrivendoparoleacasocosacasachiesa hvc8asdjpoasfmnapsfaslòkfnaslfh9 che morirà ora! Ecco, scrivevo, non è giunta l’ora della vostra morte ma è giunta l’ora per il racconto di quest’anno e quindi ecco in tutta la sua magniloquenza:
La Lega degli Straordinari Penny Dreadful
Era una notte buia e tempestosa a Londra, come sono tutte le notti a Londra da quando esiste Londra e da quando esiste un certo tipo di letteratura gotica. La pioggia veniva giù a torrenti così tormentati esistenzialmente che pure un Emo avrebbe detto che erano esagerati! Quindi in questa notte da lupi ci troviamo in un vecchia badia abbandonata che forse dovreste conoscere e no, non so cosa cazzo sia una badia, ma c’è in Dracula di Stoker e quindi fa figo metterla. Quindi stiamo in questa chiesa (eh pensavate che non sapessi cosa sia una badia vero? Santa Wikipedia!) sconsacrata, vicino all’altare sopra cui si trova un crocifisso di legno spezzato a metà e preda dei vermi (non vi chiedete perché, è meglio, anche perché essendo un racconto horror è così, non ci vuole una spiegazione scientifica). Attorno al derelitto altare ci sono alcuni loschi figuri. Uno lo conoscete, è il vampiro più magro della storia ma solo perché è celiaco. Ha una barbetta incolta e improduttiva. E’ il malvagio Conte Fabrizio Dracula, sopravvissuto non si sa come, non si sa perché, alla morte avvenuta nel racconto dell’anno scorso. Non c’è bisogno che lo descrivo di più, se volete andate a leggere il racconto dell’anno scorso! Sappiate solo che è secco come un chiodo ed oltre ad essere un succhia-sangue che aborra la luce del sole, aborra anche il glutine! Accanto a lui c’è un uomo assai misterioso, è avvolto da una nuvola di fumo generata dalla sua lunghissima pipa a grappa. L’unica cosa che si vede chiaramente della sua fisionomia, non per evitarmi troppo lavoro ma perché è veramente una sua caratteristica, è il fatto che ha una benda sull’occhio sinistro. Una benda, ovviamente, nera! E’ il famoso Fu Valberi-chu, stregone e contrabbandiere dell’alto Po’. Poi c’è il malvagio Eleas Moriarty amante delle mele e che odia tremendamente gli insetti. Ha il suo tipico costume da apicoltore per proteggersi dai possibili insetti che potrebbero avvicinarlo. Inoltre ha sempre nella sua cintura un potente insetticida. Accanto a lui c’è il Barone Adrian Kravinoff, noto villoso cacciatore di animali esotici, russo di origine, che si dice abbia cacciato, ormai, qualunque animale presente sulla Terra. Per far capire che è un cacciatore di fama mondiale usa, come mantello, una stola di leone che ha personalmente ucciso. Nel momento in cui scrivo questo racconto sta facendo un sonoro rutto dopo che si è mangiato una pantegana del Tamigi che ha personalmente ucciso per l’occasione. Il suo motto era “Mangio quello che riesco a cacciare!” e dopo essersi trasferito nella capitale inglese è diventato “A Londra anche gli animali sono inquinati!”. L’unica donna, per ora, del gruppo è Pandora la tizia della mitologia greca che…
“Sumera. Io sono la Pandora della mitologia sumera demone cornuto non quella greca. Da quel che ho capito nel telefilm Sleepy Hollow posso evocare mostri!”
Ehm… si sumera. Vabbè continuiamo la descrizione della scena. Allora c’è questa tizia che è la Pandora sumera. Che si fa chiamare nella vita normale con il nome di Licia Trois (si lo so, nome molto originale, però dopo tutti questi racconti non so più cosa inventarmi!). Ha un vestito incappucciato che nasconde le sue sembianze ma si posso intuire degli strani tatuaggi e simboli sulla sua pelle. L’ultimo membro di questa setta oscura e malvagia quasi quanto il MOIGE è il Conte David Mark Orlok chiamato amabilmente dai suoi amici “Nosferatu”. Oltre all’assenza di capelli e alle unghie delle dita lunghe quanto il mio conto in sospeso nel più famoso ristorante carnivoro crudista del mondo è noto soprattutto per essere un amante della pioggia. Il must per lui era dissanguare le sue vittime sotto la pioggia canticchiando. Ma ecco arriva l’ultimo ed obeso membro di questa accozzaglia di personaggi, il vile ed adiposo Dottor-Imperator Frank Von Frankenstein, l’unica nota positiva della sua misera esistenza era stata creare me, la Creatura perfetta, Mad Dog! Non c’è bisogno di descrivere questo personaggio molto poco importante nel nostro racconto infatti dovete solo sapere che appena arrivato, trafelato, nella stanza stramazzò al suolo morto colto da un infarto improvviso. Il suo debole cuore aveva ceduto perché aveva fatto i tre gradini della scala che portavano al salone di corsa per accaparrarsi, per primo, dei dolci ammuffiti che si trovavano nel mezzo del tavolo di quercia butterata dai tarli attorno che si trovava accanto all’altera a cui erano riuniti questi malvagi personaggi che non batterono ciglio di fronte all’improvvisa dipartita del Frankenstein. Subito dopo, infatti, prese parola l’odiatore mondiale degli insetti, cioè Eleas:
“Siamo tutti qui riuniti perché siamo i più geniali malvagi tra i malvagi dell’intero pianeta! Ed è ora che uniamo le nostre forze per dominare il mondo! Più volte i nostri piani sono stati sventati da una forza misteriosa, per ultimo, l’anno scorso con il povero Dracula. Io dico basta! Basta a questi buoni che ci intralciano il cammino! Basta tollerale quelli che usano Windows, io dico mettiamoli tutti ai Roghi!”
Un’esclamazione di giubilo si levò da tutti i malvagi malvaggissimi presenti, anche se molti di loro non avevano capito nulla di quello che Moriarty aveva detto. Il signore del crimine quindi continuò:
“Dichiaro quindi ora e qui fondata la Legion of Doom!”
Dal nulla apparve all’improvviso un uomo, vestito chiaramente da avvocato, con una cartellina in pelle sottobraccio. Tutti erano sorpresi da quanto era avvenuto ed erano rimasti a bocca aperta.
“Salve, sono Gianfrank Inver-nizz, vengo dal futuro e sono un avvocato per la DC Comics, con questo documento vi vieto di usare il nome Legion of Doom o qualunque altro nome legato alle proprietà della DC Comics. Arrivederci e grazie.”
Così detto l’avvocato dal pizzetto ben ordinato alla Tony Stark e dagli occhiali fighi scomparve nel nulla.
“Beh, allora” disse Moriarty “ci chiameremo i Signori del Male! MUAHAHAHAHAHAHAH!”
Non aveva nemmeno finito di fare la sua risata malvagia™ che l’avvocato riapparve così come era scomparso. Questa volta il completo era gessato marrone anziché blu e la cartellina in pelle era nera invece che grigia.
“Salve, sono sempre Gianfrak Inver-nizz, vengo sempre da un futuro futurissimo ma questa volta rappresento la Marvel Comics e vi vieto di usare il nome Signori del Male così come qualsiasi altra proprietà dei miei clienti come il cognome Kravinoff e il suo abbigliamento, con effetto immediato!”
“Chissà che sapore ha la carne di un avvocato del futuro!” fu la risposta del Barone. Poi ci furono solo molte urla avvocatesche. Poi si sentì solo qualcuno che mangiava. Mentre il cacciatore per eccellenza si cibava e si leccava le dita con il sangue fresco di avvocato romano, l’uomo che più odiava l’Ape Maya disse:
“Quindi è deciso, ci chiameremo i Signori del Male!”
Seguì ovviamente un’altra risata malvagia™ collettiva.
“Ora come primo ordine del giorno direi che ci sia, sicuramente, la distruzione dei nostri acerrimi nemici della Lega Degli Straordinari Penny Dreadful!”
“Concordo, Moriarty, e io non vedo l’ora, personalmente, di vendicarmi di Lilletta Murray e dei suoi amici che mi hanno quasi ucciso lo scorso anno! Devo ringraziare il defunto Doktor se sono tutto intero…” disse il vampiro più celiaco della storia.
“Ricordiamoci però” disse Fu Valberi-chu “che dobbiamo stare attenti alla Regina Thirrin. Lei ha istituito la Lega con lo scopo proprio di contrastare quelli come noi dopo che ha avuto uno spiacevole incontro con un tipo che si faceva chiamare Dottore ed era un Signore del Tempo. Ora le sue membra adornano il Big Ben, più Signore del Tempo di così dico io! Hic!”
“Fu Valberi-chu ha perfettamente ragione ma ora vorrei che rispondeste a questa domanda molto importante” disse colui che non si era mai commosso vedendo il cartone dell’Ape Magà “cosa ordiniamo per cena, kebab o cinese?”
“Io sono a posto grazie!” rispose il Barone che stava addentando lo stinco succulento di essere umano appena defunto. Con questa bella immagine nei vostri occhietti belli ci spostiamo nel Grande Ben, sede di questa famosa Lega dal nome troppo lungo. Davvero, ahò avrei dovuto farlo più corto! Comunque per semplificarmi la vita, la scena sarà simile a quella precedente, cioè ci troviamo in una stanza abbastanza grande, un grande tavolo rotondo, sedie, personaggi che discutono. Fa tutto molto Justice League ante-lettiera. (Si è sbagliato appostamente. Scrivo così, facendovi vedere degli errori fatti di proposito, così quando faccio qualche errore vero penserete: “Ma quant’è bravo Mad Dog che scrive queste cappellate!”. Si sono molto troppo vieppiù furbo!) E chi c’è a questo tavolo se non qualcuno che già conosciamo dal racconto precedente? Ecco infatti il famosissimo Borgomastro, in tutto il suo splendore occhialuto! Ma direte voi cosa ci fa un borgomastro ex-pirata in una lega di supereroi? Beh dovete sapere che poco dopo che il suo villaggio venne visitato da un certo Reinfield, il nostro Borgo venne mostro ehm morso da un lupo mannaro e divenne pure lui quindi un licantropo! Ma il suo aspetto non è cambiato, almeno nella sua forma umana, infatti è sempre lo stesso, occhialuto, naso aquilino, sguardo sexy e penetrò con violenza nella sua intimità… ah no, scusate, quello è un altro racconto, cosa scrivevo? Ah si. Borgo c’ha un naso che fa residenza a Londra ma ha l’affitto pure ad Edimburgo. Ma passiamo ad un altro personaggio, lo potremmo chiamare il Tiziano Ferro di no’ atri. O come si dice in romano, quella cosa lì, non conosco il romanesco, io, ma solo il maddoghiano! Questo personaggio è il bellissimo Dorian Falcon Grey. Uno splendido quarantenne trentenne ventenne appena maggiorenne con una particolare fissazione per gli specchi e per un dipinto che teneva sotto chiave nei meandri della sua soffitta. I suoi capelli erano setosi e di un color ebano che nemmeno Biancaneve, il suo vestito, di sublime fattura neo-gotica, era ricco di borchie e cose simili. Mi sono stufato già di descriverlo, ho fatto abbastanza. Poi c’era il miglior personaggio di questo racconto, così sexy e gnocco che al confronto Edward di Twilight è una fatina! Sto parlando di me stesso, il me stesso nel racconto però non il me stesso che racconta… ahò è difficile da spiegare. Comunque il me stesso del racconto è una parodia del mostro di Frankstin. Frankestein. Quello. Avete presente. Solo immaginatelo come un demone cornuto. L’unica differenza dal mio solito leggiadro aspetto è che il mio alter-ego del racconto ha dei bulloni che gli sbucano dal collo. Tutti comunque lo chiamavano la Creatura, era più semplice di quel nome del cazzo. Poi, ahò lo so uso troppi poi, quindi questa volta scrivo un sinonimo di poi, ordunque dopo… forse non è proprio un sinonimo ma vi dovete accontentare. Ordunque, quindi, poi… cazzo. Ordunque quindi dopo, c’era il Capitano Nemo Tanabrus, pisano di lunga data, famoso per il suo sottomarino che usava come propellente il caffè. Guercio da un occhio a causa dell’incontro con una strana balena bianca chiamata “bimbominkia”, il Capitano era famoso per la sua incipiente pelata e per un dente d’oro che sfoggiava ad ogni buona occasione. Indossava un trench sporco di salsedine e incrostato di conchiglie che aveva vinto a poker ad un certo Davy Jones. Dopo c’era il duo dell’avventura, i due più famosi esploratori del mondo, coloro che avevano sconosciuto la foce del Nilo e quella del Tanaro, sto parlando, ovviamente di Luke Quatermain e di Xena Aislinn. C’è poco da dire su di loro, il primo, inglese d’origine ma lombardo di adozione, era basso, peloso come un ghiottone, con capelli lunghi biondo cenere ed una barba alla Saruman, la seconda era molto alta, e non sembrava ma era proprio un amazzone, anzi la prima amazzone, immortale, anche lei aveva dei capelli lunghi ma i suoi erano castano scuri. Gli occhi, invece, erano dello stesso colore in entrambi, azzurro ghiaccio. Il primo indossava un ridicolo completo per l’esplorazione coloro cachi, provvisto anche di pantaloncini corti e elmetto di ordinanza, tutto sormontato da un mantello di capra che puzzava come una capra perché era una capra viva che si portava sopra pensando che nessuno si fosse accorto che la capra fosse ancora viva. La seconda, invece, indossava il classico vestito di Xena, non c’è bisogno che lo descrivo vero? Grazie. Così mi risparmio la fatica! Allora chi rimane? Ah si, un altro duo, purtroppo. Sono la Dottoressa Henrietta “Odry” Jekyll e il suo alterego Miss Edvige “Pam” Hyde. Una volta erano due persone separate, due grandi amiche, ma furono rapite dal Dottor F (tanto avete capito chi è!) che sperimentò su di loro una strana formula chiamata “pavlova” e che le rese unite per la vita. Tutte e due coabitano lo stesso corpo, ma solo una alla volta lo può abitare normalmente. Di solito si danno il cambio abilmente ed ognuna può fare quel che piace di più. Odry era una diplomatica e il collegamento tra la Regina Thirrin e la Lega mentre Pam era un’esperta di arti marziali dell’esotica Mauritius. All’improvviso improvvisamente improvvidentemente ecco arrivare, dall’improvviso nulla, la nostra cara Lilletta Murray. Ve la ricordate no? Era l’eroina del racconto dello scorso anno, quindi per la descrizione andatevi a leggere il post dell’anno scorso debosciati! Se non volete farlo il racconto dell’anno scorso era una parodia di Dracula, questo è una mezza parodia del famoso fumetto dello Scrittore Originale Innominabile cioè Alan Moore “La Lega degli Straordinari Gentlemen” e del telefilm “Penny Dreadful”, quindi dovresti capire cosa è diventata la bella signorina Murray. Una vampira! Inoltre il suo ragazzo, Jonathan Kanon era attualmente in viaggio verso il Sol Levante per vedere con i propri occhi i famosi samurai robot di quel paese così lontano che sarebbe tornato dopo due anni. Prima sicuramente delle cartoline di Natale che ho mandato ad inizio dicembre con Poste Italiane! La nostra bella ormai vampira però vegetariana, ma solo sul fatto del sostentamento vampirico, infatti beve succo di pomodoro non sangue, entra trafelata per dire al resto della Lega (non quella di Salvini ma è meglio specificarlo!):
“Dracula è tornato!”
“Quando esce al cinema?” chiede Borgo che è un appassionato di film soprattutto della serie di gialli iniziata con “Assassinio sull’Orient Express” e continuata con vari titoli, tra cui l’ultimo, “Omicidio sul Pechino Express”.
“No, intendo che è proprio tornato in vita! Non era mai morto. Ecco perché sono rimasta una vampira, il Dottor Van Tarenzi aveva ragione! Ma ora che mi ci fate pensare, lei Luke assomiglia un po’ al Dottore e Xena alla sua amica. E pure il capitano Nemo assomiglia al mio amico Dottore… ora sono tutti in viaggio, sono andati in Amazzonia per cercare una valle perduta in cui si dice ci siano gli ultimi dinosauri!”
“Vampirla! Vampirla!” urlò quindi la Creatura che non si sapeva esprimere molto bene.
“Forse il nostro amico intende dire che dobbiamo discutere del ritorno di Dracula e non del fatto che secondo te alcuni noi assomigliano un po’ a dei tuoi amici.” disse il pacato Luke mettendosi un paio di vistosi baffi finti per accentuare la sua diversità dal Dottor Van Tarenzi.
Dal nulla, sempre improvvisamente all’improvviso, si sentì una voce gutturale che i nostri eroi conoscevano bene, era quella del Demone Invisibile, anch’esso membro… mUHAHAHAHAHHAHAH membro! Ehm. Anch’esso appartenente alla Lega. E si sono ancora io che lo interpretisco!
“Sono appena tornato dalla sede degli appena formatisi Signori del Male, di cui fa parte Dracula e tanti altri nostri avversari tra cui il Barone Adrian Kravinoff che ho scoperto essere Jack il Cosplayatore colui che uccide i cosplayers e se li mangia! Inoltre questa Legione del Destino vuole anche ucciderci perché li ostacoliamo!”
“Ma non si chiamavano Signori del Male?” chiese Xena con il suo inglese dall’accento della Vecchia Tracia.
“Cazzo frega come chiamano! Nome nostro essere Lega non loro!” esclamò la Creatura con tutta la sua compostezza di cui disponeva. Cioè nulla. Chi gli era davanti, il caro Dorian, venne investito da una marea di sputazzi.
“Che schifo” disse il gran figo, pulendosi con un fazzoletto gigante di seta e poi continuò “Ma il nostro grosso e scemo amico ha ragione, dobbiamo fare qualcosa per fermarli!”
“Ucciderli. Mangiare loro carcasse!” disse con ancora più foga la Creatura.
“No. Faremo le cose per bene, Lilletta te e Borgo andate dal Barone mentre io appronterò il mio sottomarino per ogni evenienza. Gli altri tengano le orecchie aperte!” aggiunse, quindi Nemo, il vero capo del gruppo.
Quindi per voi ora passeranno pochi secondi ma per i nostri personaggi, invece, sono passate alcune ore. Ci troviamo nella mia mega-villa del Barone Adrian Vattelapesca, completa di piscina, voliera e gabbia con le tigri della Malesia. Quando i nostri due eroi entrarono di soppiatto nell’immensa abitazione trovarono il Barone che stava mangiando lautamente la cena nella sala da pranzo.
“Eccovi Barone! Finalmente abbiamo scoperto che è lei quello che uccide i cosplayers che dovrebbero andare al World Cosplay Summit nel Sol Levante!” disse la carissima Lilletta. Carissima perché per arrivare alla villa aveva affittato una carrozza trainata da sedici cavalli prussiani. Tutto nel conto della Lega ovviamente. Ah questo politici e dipendenti pubblici sprecano i soldi di noi cittadini!!!11! C’è pure il settordicesimo presidente del consiglio non eletto dal popolo e poi la Regina chi l’ha votata eh? Me lo dite? Uno per uno fa due a casa mia!11!!! Ma torniamo al nostro racconto.
“Come osate farmi questa accusa infamante! Non ci sono prove!” urlò il famoso Barone sputacchiando pezzi di carne tutto intorno.
“Ehm. Sta mangiando Maul il cosplayer tedesco più famoso, da quel che vedo l’ha fatto ripieno come fanno gli americani con il tacchino per il Giorno del Ringraziamento…” disse Borgo, che essendo un Licantropo ormai era avvezzo a mangiare la carne umana. Ed aveva anche un certo languorino. E non di Ferrero Rocher!
“Poi ci sarebbero anche le teste dei cosplayers che sono esposti dietro di lei come trofei…” continuò Lilletta.
“Ok. Ho capito mi avete beccato con le mani nel sacco. So di cosa siete capaci, avete certe doti che io come umano non posso eguagliare. Quindi vi dirò tutto quello che so sui Signori del Male di cui faccio parte…”
“Ma.. ma… quella è Nadiask” esclamò Borgo riconoscendo una sua cara amica del villaggio in cui era nato.
“Si, ci sono venute delle cotolette alla milanese buonissime!” esclamò il Barone non rendendosi conto che queste parole avrebbero segnato la sua fine. Borgo si trasformò, infatti, in un licantropo e uccise Kravinoff squartandolo e poi mangiandone le budella mentre era ancora vivo. Il Barone, però, morì non per le ferite riportate ma perché si era strozzando con un pezzo di Maul, infatti aveva continuato a mangiare anche durante tutto la sua aggressione. La signorina Murray, ormai avvezza a sanguinamenti vari non si fece sconvolgere tanto ma disse:
“Ed ora Borgo come avremo le informazioni che ci servono?”
“Guagnahhaga gnam… aghahgahg” rispose Borgo. Avete capito vero? Comunque la situazione venne salvata da una voce che proveniva dalla stessa stanza, infatti dietro di loro si trovava una bella ragazza avvolta interamente nel cellophane. Siccome Borgo e Lilletta erano rintronati come campane non si erano accorti di questa bellissima ragazza che riconobbero subito. Era infatti la Giorgia, la bellissima Regina del Cosplay. Immagino conosciate tutti la mitica Giorgia Cosplay quindi non la descrivo. Andate su Google se volete informarmi, poltroni! Ecco scrivevo, la cosplayer più famosa da Triste in giù disse:
“Ho sentito il Barone dire che vi vogliono uccidere tutti nella vostra sede con una bomba.” disse la Regina del Cosplay nel suo perfetto costume da Wonder Woman. Borgo liberò facilmente la cosplayer imprigionata che volò via tornando verso la sua casa nella nebbiosa Themyscira. (E se non avete capito che questa scena è una citazione da un episodio dei Simpsons siete ignoranti!)
“Dobbiamo avvertire gli altri della Lega immediatamente!” disse Lilletta che si precipitò insieme al suo amico verso la loro carrozza affittata abusivamente con i soldi pubblici! Quindi passiamo alla sede della Lega, il famoso Big Ben. Ci sono tutti, nel grande salone con la famosa Tavola Rotonda di Re Artù, tranne il Capitano Nemo, c’è pure la mitica Regina Thirrin, vera regina d’Inghilterra, che se vi ricordate è un fantasma.
“Forse è il caso di evacuare l’edificio…” disse la Dottoressa Jekyll.
“No! Nessuno lascerà il palazzo fino a nuovo ordine!” le rispose la bellissima anche se eterea Regina Thirrin.
“Dobbiamo assolutamente cercare questa bomba!” disse, quindi, Dorian Falcon Grey guardandosi nello specchio che si portava sempre dietro alla ricerca di qualche ruga.
“Cibo pesante. Creatura mal di stomaco. Ahia!” disse invece la Creatura ma nessuno ci fece tanto caso perché tutto stavano vedendo la trasformazione della Dottoressa Jekyll in Edvige Hyde.
“Ho visto qualcosa del genere quando ho combattuto contro Tifone e i suoi figli insieme ad Hercules.”
“Xena, non ricominciare con la storia che hai avuto una storia con Hercules eh!” disse, con il suo accento tipicamente nordico, Luke Quatermain.
“Ho capito tutto perché sono un genio! C’è un traditore tra noi!” esclamò quindi Pam, diciamo la nuova arrivata.
“Nemo non è con noi, è sicuramente lui il traditore!” disse prontamente Lilletta.
“Ormai comunque è troppo tardi per voi! La bomba è potentissima e fra qualche secondo scoppierà!”
Tutti riconobbero la voce del Demone Invisibile che proveniva esattamente dal centro del tavolo rotondo. Lilletta invece faceva la vaga.
“Mal di pancia tanto forte!” urlò quindi la povera Creatura cadendo a terra e contorcendosi dal dolore.
“Ehi coglione, morirai pure tu!” disse quindi Borgo preparandosi a saltare da una delle finestre.
“Cazzo è vero!”
Queste furono le ultime parole del Demone Invisibile. Poi… beh poi vedete pure il video e capirete quello che è successo! Cliccate sul tasto Play per scoprire cosa succederà ai nostri eroi!!! UNA NOTIZIA SCONVOLGENTE DALL’UNIONE ANSEATICA! CLICCA SUBITO! RENZIE A KASA! BASTA LA KASTAAAAA!!!!
Quindi si. Il racconto finisce qui. Con la Lega distrutta, I Signori del Male conquistarono tutto il mondo in poco tempo….
Ci avete creduto faccia da velluto, il velluto costa caro faccia da somaro! Eh si perché non finisce mica così! Mentre Moriarty e Valberi-Chu ammirano la distruzione del Big Ben qualcuno sta già complottando contro di loro… e chi se non Dracula in persona? Infatti lo troviamo sempre nella badia di Carfax ma questa volta circondato da altri vampiri. Ce ne sono molti, tra cui le tre spose di Dracula che abbiamo conosciuto nel racconto dell’anno scorso. Sono le redivive (grazie alla santa retcon) e bellissime Sbabby, Mary e Noy. Insieme a loro c’è pure Julia Westerna ormai anche lei trasformata in tempo pieno in una stupenda vampira. Ci sono anche altre nostre conoscenze dell’anno scorso cioè Lord Sergio Ruthven e la sua compagna Carmilla. Inoltre da segnalare, in questa assemblea di succhia-sangue, ci sono tre bellissime vampire. (Penso si sia capito che insomma ‘ste vampire sono tutte gnocche). Queste tre vampire sono la famosa cacciatrice di licantropi Adele Selene, tutta ricoperta da questo vestito attillato in latex nero che fa tanto film di vampiri anni 2000, Sara Pandemonium una vampira bionda bergamasca che gestiva un casinò illegale in un’antica tomba romana a Bergamo e infine Cristiana Vampirella nota, oltre per essere apparsa nel racconto precedente, anche, si per essere bellissima, ma anche perché era la prima donna di una famosa compagnia itinerante di vampiri che metteva in scena delle opere teatrali horror per gli umani senza che questi capissero che stavano vendendo dei vampiri all’opera. (Ahò avete visto tutti Intervista con il vampiro giusto?).
“Vi ho tutti riuniti qui, signori della notte perché abbiamo la possibilità di prendere il controllo di questo paese e poi del mondo intero! Ora che la Lega è stata distrutta dobbiamo solo uccidere i membri umani dei Signori del Male ed avremo vinto! I mortali saranno il nostro gregge e potremmo attingere a loro senza problemi! Anche noi celiaci!”
Fab pensava che il suo discorso sarebbe stato accolto da un applauso invece venne accolto da colpi di tosse nervosi e imbarazzanti.
“Mi dispiace ma io non posso accettare” disse Sergio “io e Carmilla siamo human free non potremmo mai far del male a qualcuno per avere il suo sangue!”
“Oggi mi chiamo Mllairac…. bbzzz…..z….z.z…”
Poi la testa di Carmilla esplose e tutti i presenti scoprirono che la vampira in realtà era un robot.
“Scusate! Pensavo di avere risolto questo problema con questo nuovo modello, la Mark 20. Purtroppo qualche mese fa Carmilla è impazzita dopo che non riusciva più a trovare un nuovo nome e ha sterminato la sua classe di yoga. Ho cercato di costruire dei sostituti robot ma impazziscono tutti!”
Poi Lord Ruthven scappò via imbarazzato portandosi dietro il robot che ancora fumava da dove una volta c’era la testa.
“C’è qualcun altro che vuole parlare?” disse Dracula molto innervosito da questo contrattempo.
“Se non fosse per gli umani non avrei i soldi per cacciare i licantropi. I miei dagherrotipi con il costume in latex vanno a ruba tra i mortali! Agli umani piacciano i dagherrotipi di belle ragazze!” disse Adele.
Se il discorso di Dracula non aveva attirato l’attenzione invece quello della bella Selene fece presa sui vampiri ma soprattutto sulle vampire.
“La mia compagnia potrebbe fondare un proprio teatro vendendo questi dagherrotipi!” esclamò Vampirella.
“Andranno a ruba nel mio casinò!” disse invece Sara.
“Finalmente non dovremmo più vivere degli scarti che ci da Dracula!” disse la bella Sbabby.
“E soprattutto ci potremo fare un bagno e vivere in un posto senza polvere e senza ratti!” continuò per lei Noy.
“Finalmente una gioia!” quindi disse Mary.
“Io potrei smetterla di vivere nei cimiteri ed aggredire chi pomicia tra le tombe!” esclamò quindi Julia. Tutte le vampire, quindi, andarono via per parlare più approfonditamente di questa questione in un luogo più adatto. Anche gli altri vampiri andarono via e Dracula rimase da solo. Almeno era questo che pensava, infatti venne ucciso facilmente. La sua testa venne staccato dal corpo e il suo cuore bruciato nel camino acceso.
“Sto morendo, sono ancora celiaco e non sono affatto contento!” esclamò il Signore dei Vampiri prima di morire.
Ma chi l’ha ucciso? Ma chi se non l’altro Signore dei Vampiri dei Signori del Male? Il Conte David Mark Orlok che disse:
“Anvedi ora sono io il Signore dei Vampiri!”
Il non morto non fece in tempo a gongolare troppo per avere ucciso il suo avversario che un pungiglione gigante gli sbucò dal torace. Rapidamente diventò polvere e, come avete capito, il suo assassino (anche se è strano scriverlo per un vampiro) era Moriarty. Tornato alla base con il prode Fu Valberi-Chu aveva assistito alla fine della riunione dei succhi-sangue.
“Questi due vampiri pensavano davvero di poterci uccidere? Che sciocchi io e te Val saremo gli unici Signori del Male! Andiamo a festeggiare!”
Appena fuori dalla badia però i due vennero investiti e fatti a pezzi da una carrozza trainata da sedici stalloni prussiani. Chissà chi c’era in quella carrozza vero? Ai posteri l’ardua sentenza! Ma non è ancora finita qui, infatti, ora andiamo avanti di qualche ora nel sottomarino che va a caffè del Capitano Tanabrus. Qui troviamo tutta la Lega, rediviva, tranne ovviamente il Demone Invisibile che è davvero schiattato. Ma vi direte come sono sopravvissuti tutti alla bomba? Perché i Signori del Male erano intrinsecamente coglioni. Non avevano capito che la maggior parte dei mem… ehm componenti della Lega erano immortali. In pratica tutti tranne il Capitano Tanabrus e il Demone Invisibile. Insieme a loro c’è pure l’algida (si come la ditta di gelati) Regina Thirrin e stanno tutti brindando al loro piano astuto che ha portato alla prematura fine dei Signori dei Male. Facciamoli festeggiare perché c’è un periodo più grande all’orizzonte… ma questo è argomento per il racconto dell’anno prossimo! (No in realtà non so che cavolo parodiare l’anno prossimo, ho finito gli spunti. Deve sventrare qualcuno per averne di nuovi!). Quindi si ecco:
THE EDN
Epilogo 1:
Pandora si svegliò dal suo sonnellino durato ventiquattr’ore.. Aveva dormito davvero bene però non si ricordava cosa avessero deciso nell’ultima riunione dei Signori del Male. Quel kebab era stato decisamente pesante. Quindi la supposta divinità sumera entrò nella sala principale, si guardò intorno ed esclamò:
“C’è nessuno?”
Epilogo 2:
Dracula guardò la sua nuova padrona. Quando si era risvegliato aveva scoperto due cose: primo che era morto e secondo che era negli inferi sotto il controllo di Liz Nemesi, l’angelo della Morte. Come lui tutti i morti erano sotto il controllo del bellissimo angelo dalle ali piumate nere. Si trovava ora con Moriarty e tutti gli altri componenti dei Signori del Male insieme a milioni anzi miliardi di defunti nelle pianure dello Stige davanti al trono di teschi e tibie e peroni e malleoli su cui si ergeva l’incantevole personificazione della Morte. Una personificazione della Morte così gnocca che pure Thanos si inchinerebbe davanti a lei come stanno facendo tutti i defunti.
“Presto, miei sudditi, marceremo nella terra dei vivi e faremo tremare il loro pessimo mondo!” esclamò quella che forse sarà la Nemesi (ahahahah) nel racconto di Natale dell’anno prossimo. E si quindi qui finisce il racconto di quest’anno ed ecco già i titoli di coda! E che coda!
Personaggi ed interpretisti (si scrive così!)
La Lega degli Straordinari Penny Dreadful
Lilletta Murray: Lilletta
Il Borgomastro: Borgo
Dorian Falcon Grey: Francesco Falconi
La Creatura: Mad Dog
Capitano Nemo Tanabrus: Tanabrus
Dr. Henrietta Jekyll / Edvige Hyde: Odry/Pam
Il demone invisibile: Mad Dog
Luke Quatermain: Luca Tarenzi
Xena: Aislinn
I Signori del Male
Dracula: Fabrizio Furchì
Moriarty: Eleas
Fu Valberi-Chu: Valberici
Il Barone Adrian Kravinoff : Adriano Barone
Dottor-Imperator Frank Von Frankenstein: Chi sarà mai? XD
Pandora: Licia Troisi
Conte David Mark Orlok: Marco Davide
Altri interpretisti
Jonathan Kanon: Kanon
Giorgia la Regina del Cosplay: Giorgia Cosplay
Le tre spose di Dracula: Sbabby, Mary, Noy
Julia Westerna: Julia Werecat
Lord Ruthven: Sergio
Carmilla: Simona
Vampirella: Cristiana Toxic Hime
Selene: Adele A.Bra
Sara Pandemonium: Sara Sacchy
Special Guest Star
Liz Nemesi: Liz Nemesi
La Regina Thirrin: Thirrin
Gianfrak Inver-nizz: Se stesso
I libri più belli che ho letto nel 2015
Ed eccoci arrivare al tipico post di fine anno sui libri che mi sono piaciuti di più in questo 2015. Ho dovuto restringere di molto la lista e ugualmente è rimasta, davvero, molto lunga. Alla fine ho deciso che invece che essere, soltanto, una lista di libri questa sarà una lista di autori che ho apprezzato molto. Sennò sarebbe diventato, veramente, un post chilometrico!
1) “Noi marziani” e “Ma gli androidi sognano pecore elettroniche?” di Philip K. Dick
Dick è uno dei miei autori di fantascienza preferiti e questi due grandi libri lo confermano.
2) “Poison Fairies – La guerra della discarica” e “Demon Hunter Severian – La Signora dei Cancelli della Notte” di Luca Tarenzi
Che dire di Luca? Che è uno dei più bravi autori italiani di urban fantasy. Non vedo l’ora di leggere il secondo della trilogia di Poison Fairies e di leggere altri suoi libri!
3) “The Dome” e “La zona morta” di Stephen King
Il Re si conferma un grande scrittore, uno di quelli che letteralmente adoro.
4) “Mondo senza fine” di Ken Follett
Il continuo di “I Pilatri della Terra” mi è piaciuto davvero molto, uno dei propositi letterari dell’anno nuovo è di leggere altri libri di Follett!
5) “A me le guardie” e “Mort” e “Eric” e “Stelle cadenti” e “Il tristo mietitore” di Terry Pratchett
Ecco, Pratchett penso che sia proprio uno dei autori preferiti. Lo adoro. E infatti, pian piano, sto cercando di leggere e comprare tutti i suoi libri. Impresa non facile visto che in Italia molti dei suoi lavori non si trovano o costano l’ira di Dio. Spero di leggere altri libri del Mondo Disco nel 2016. Già ho in programma di comprare il Streghe all’Estero!
6) “Anno Dracula” di Kim Newman
Questo libro è stato una delle sorprese di quest’anno. Sapevo di cosa trattava ed ero molto interessato a leggerlo e si è rivelato davvero un ottimo libro. Voglio e devo trovare i seguiti anche se non sono molto facile da trovare qui da noi.
7) “La fine dell’eternità” di Isaac Asimov
Probabilmente uno dei migliori libri di Asimov, che si conferma un grandissimo autore!
8) “Libriomancer” di Jim C. Hines
Una delle grandi sorprese di quest’anno. Un ottimo urban fantasy consigliatomi da Luca Tarenzi. Quando ho modo devo assolutamente comprare gli altri libri di questa saga!
9) “L’apprendista assassino” e “L’assassino di corte” e “Il viaggio dell’assassino” di Robin Hobb
Ho adorato questa trilogia molto particolare ed interessante. Avevo già letto anni fa il primo libro e quando ho recuperato i due altri tomi di questa trilogia ho deciso di leggerli tutti insieme. Ed è stata davvero un’ottima idea!
10) “Dova va a finire il cielo” di Licia Troisi
Questa ultima fatica di Licia mi è piaciuta davvero molto e spero che questo sia il primo di molti libri di divulgazione scientifica di Licia!
11) “I migliori racconti” di Richard Matheson
Ecco un’altra sorpresa di quest’anno. I racconti sono davvero bellissimi e ho intenzione di recuperare tutte le altre opere di Matheson. Il libro mi è piaciuto così tanto che l’ho regalato a tanta gente quest’anno!
12) “Il passaggio” di Justin Cronin
Avevo sentito parlare molto bene di questo libro di Cronin e l’avevo regalato a mio padre per Natale anni fa per poi leggerlo io. Finalmente l’ho fatto e non vedo l’ora di comprare e leggere gli altri volume di questa trilogia, particolare, sui vampiri.
13) “Hyperion” di Dan Simmons
Un altro libro di cui avevo sentito parlare molto bene e finalmente ho colmato la mia lacuna. Davvero un bel libro!
14) “Il rubino di fumo” di Philip Pullman
Ho comprato questo libro di Pullman per caso, l’ho trovato al mercatino e l’ho preso perché ho letto, tempo fa ormai, Queste Oscure Materie. E’ stata davvero una gran fortuna trovarlo e spero di trovare anche gli altri libri di questa saga!
Il Racconto di Natale di Mad Dog: Dracula
Come ogni anno, arriva puntale insieme alle feste e alle tasse il racconto natalizio di Mad Dog, il demone cornuto che vi ruba i regali mentre voi siete distratti leggendo questo racconto! Preparatevi quindi per il mistero, l’orrore e gli errori ortografici e di battitura che vi aspettano fra poco! Ecco il nuovo racconto che vi farà gridare: “Ridammi i soldi del biglietto!” ma siccome non avete pagato nulla, non ci sarà rimborso. Ecco a voi:
Mad Dog Presenta:
Dracula
Il nostro racconto inizia nelle brughiere della Transilvania. Se non ci sono le brughiere in Transilvania saranno state le pianure. Non sono mai stato in quella parte del mondo, quindi accontentatevi. Non sono come quegli scrittori che fanno ricerche, io! Insomma c’era tanta erba alta e una stretta strada dissestata che l’attraversava. Più che una strada era un viottolo. Una carrozza avanzava sobbalzando ad una velocità assai elevata. Il sole stava ormai calando e il postiglione aveva una paura terribile. Che non arrivasse in tempo al bagno. Ed anche delle temibili creature della notte che potevano succhiare il sangue alle persone. No, non gli avvocati. No… nemmeno i notai. Sto parlando dei… vampiri! Terribili creature della notte, seducenti e assolutamente non glitterati! Nella carrozza stava cozzando dappertutto la testa un uomo che sarà importante per la nostra storia. Il suo nome è Jonathan Kanon. E’ un dipendente di TecnoLondra, famoso studio immobiliare della capitale inglese, in viaggio verso Castel Dracula per portare degli importanti documenti al padrone di casa. In quel momento sta cercando di scrivere una lettera alla sua bellissima ragazza, la leggiadra Lilletta Murray. I suoi intenti sono però vani, per ora era riuscito solo a ficcarsi la penna direttamente negli occhi. Quindi al momento il nostro caro impiegato, sotto pagato, era pure cieco. Ehi tu! Ti ho visto stavi per fare una battuta sulla Repubblica Ceca… che umorismo di bassa lega che avete voi umani! Prima di continuare devo fare una descrizione del nostro protagonista, l’uomo era vestito come si vestivano al tempo, in maniera ridicola per me, vabbè tanto vi siete tutti visti il film di Coppola non serve che ve lo spieghi no? Continuo quindi descrivendo il suo aspetto. Aveva una statura… rispettabile, era atletico per essere un impiegato, poi aveva un naso nobile, degli occhi di ghiaccio, capelli neri come l’ebano, e dei favoriti che Elvis gli avrebbe invidiato. Dove ero rimasto? Ah si! Il nostro prode eroe sta per arrivare nella bella cittadina di BelBorgo, così chiamata in onore del suo famoso Borgomastro, che si chiamava, appunto, Borgo.
(Vi invito a visitare il nostro sponsor Borgo nel suo canale di Youtube. Non ve ne pentirete! Per avere pubblicità in questo spazio basta farmi recapitare dodici modelle vergini! MUAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH)*
*Nessuna modella è stata mangiata eo sacrificata per questa pubblicità
Quindi, dove eravamo, già alla fine? No… ah ecco! Si eravamo arrivati a BelBorgo, una ridente cittadina ai piedi dei Carpazi. O un’altra catena montuosa della zona, non sono molto ferrato nella vostra geografia. La cittadina era ridente nel senso che c’era una bella statua del suo leader con sorriso che manco Berlusconi, stampato in faccia. Per il resto era la tipica cittadina della Transilvania, una cinta muraria decadente, due portoni a cui si accedeva all’abitato, qualche casa sgarrupata che dava sull’unica strada principale del posto. Il cocchiere partì e scomparve per espletare i suoi bisogni in qualche viottolo oscuro, sempre meglio nella relativa tranquillità della cittadina che in mezzo ai boschi con i lupi. Mentre Kanon si sgranchiva un po’ le gambe e i cavalli tiravano il fiato, l’impiegato di TecnoLondra venne avvicinato dal Borgomastro. Ora bisognerebbe descrivere anche lui. Diciamo che aveva un vestito alla tirolese, sti cazzi che siamo in Transilvania, era vestito così. Era un tipo strano. Portava degli occhiali senza stanghette, tipici dell’epoca. (Più o meno, ora non vorrete mica che vada anche a cercare come e quali occhiali indossassero all’epoca!). La caratteristica che risaltava di più nel viso del Borgomastro era il naso aquilino, assai regale.
“Signore, spero si fermi per la notte nella nostra cittadina di BelBorgo. Io sono Borgo, il Borgomastro! Non si faccia spaventare dalla mia gamba di legno, un tempo sono stato un pirata. E un borgomastro ancora prima. Non mi ricordo bene cosa facevo prima ancora…”
“Piacere di conoscerla, il mio nome è Jonathan Kanon, devo proseguire stasera stesso per Castel Dracula…”
Appena il Borgomastro e gli altri abitanti del villaggio ebbero sentito la parola “Dracula” si fecero tutti il segno della croce, mormorando delle preghiere e facendo anche altri scongiuri. Ci fu anche chi tirò un sasso ma mancò completamente il bersaglio. Che era Kanon, ovviamente.
“No, non deve andare, soprattutto di notte! Succedono cose terribili di notte a Castel Dracula!”
“Cosa, di grazia?” disse Kanon, assai scettico di tutte queste antiche superstizioni.
“Rave. Dalla sera alla mattina non fanno altro che ballare, scopare, sentire musica… uno strazio! Non si riesce a dormire. Dicono che ci siano delle top model da favola! E quello stronzo di Vlad non ci ha mai invitato! Ah… poi è un vampiro e le succhierà il sangue e la ucciderà in una maniera orribile…”
“Capisco.” disse il prode Kanon, indietreggiando lentamente sperando di salire sulla carrozza ma il cocchiere, tornato dall’espletamento dei suoi bisogni, spiegò, allo sbigottito impiegato che avrebbe dovuto proseguire a piedi. Erano le solite scuse, i cavalli erano stanchi, lui aveva mal di stomaco dopo il cinghiale con i fagioli e i carciofi che si era pappato in mattinata, ci sono i non-morti in agguato nell’oscurità. Quindi Kanon decise di continuare a piedi, da solo, per arrivare il prima possibile dal suo cliente. In fondo lo pagavano a provvigione e non aveva nemmeno il rimborso spese! Tra l’ululato continuo dei lupi, una pioggia leggera ma persistente e i tuoni che sconquassavano questa landa desolata, l’impiegato della TecnoLondra arrivò in cima all’altura da cui si dominava poi il resto della vallata. Davanti a lui c’era tre grotteschi castelli, asserragliati su altrettanti speroni di roccia. Sembrano usciti direttamente da un film di Tim Burton, ma dato che Tim Burton non era ancora nato e, se per questo a momenti manco il cinema, Jonathan non poteva nemmeno supporre in quali guai si stesse cacciando. Non sapendo quale dei tre diroccati castelli fosse abitato dal Conte Dracula, il nostro eroe si avvio verso il primo di essi. I tre castelli erano stranamente uguali, torrioni pericolanti, doccioni con delle sembianze orribili, la cassetta delle lettere a forma di pipistrello gigante. Cose di questo genere. Kanon si avvicino al gigantesco battacchio della portone del castello e lo fece risuonare varie volte. E no, non si trasformò in polvere, non siamo in una parodia di Dracula: Morto e Contento! Il portone si aprì lentamente con il consueto cigolio da racconto dell’orrore. L’uomo che aveva aperto era… beh grande e grosso, aveva una faccia rotonda simpatica, una barba incolta e improduttiva e degli occhiali che oh l’avete capito sono quelli dell’epoca pignoli che siete… Indossava un completo bellissimo, raffinato, provvisto anche di mantello foderato di rosso e canini d’ordinanza. Vedendo quei denti allungati Kanon si fece subito sgomento però riuscì a dire:
“Lei è il Conte Dracula?”
“No, il mio augustissimo nome è Sergio, ma lei può chiamarmi Lord Ruthven, mi occupo di sistemi computerizzati in un ambiente ancora rurale, quindi sono sempre in vacanza e non si preoccupi non bevo sangue umano da secoli! Se sono human free è grazia alla mia compagnia, Carmilla vieni qui!”
Una leggiadra e avvenente fanciulla arrivò accanto a Lord Ruthven facendo capriole, salti mortali e passando dentro un cerchio infuocato. La donna era un poco più alta del suo compagno, indossava un abito da sera, rigorosamente nero e dei tacchi. Oh in fondo se una tipa è stata rincorsa da un T-Rex con i tacchi, ci può anche fare i salti mortali!
“Salve, mi chiamo Simona, ma lei mi può chiamare Rillamarc!”
“Rillarmac? Ieri eri Carmilla, l’altro ieri Millarca… non riesco a stare dietro ai tuoi nomi!” disse Lord Ruthven sconsolato.
“Una donna dell’alta società ha bisogno di molti nomi e purtroppo sono a corto di lettere ma al nostro gradito ospite questo non interessa… ma dov’è finito?!”
Kanon infatti si era dato alla macchia correndo come un forsennato al primo accenno di vampiri, salti mortali e simili, e si stava già dirigendo, a tutta birra, verso il secondo castello. Tutti noi abbiamo un punto di rottura, il povero impiegato londinese aveva raggiunto il suo. Appena raggiunto il battacchio del portone di questa nuova dimora, iniziò a sbatterlo impetuosamente. Sperava di trovare rifugio dentro questo oscuro edificio ma rimase a bocca aperta dalla persona che gli aprì. Era infatti una ragazza bellissima, i capelli lunghi folti e setosi color dell’ebano, manco fosse una modella dello shampoo Garnier, le labbra rosse carminio, un corpo da favola. E un vestito rosso succinto che lasciava poco, anzi pochissimo, spazio all’immaginazione. In pratica erano due strisce di stoffa che praticamente non servivano a niente. Anche questo nuovo personaggio, ovviamente lo si intuiva dai canini aguzzi, era un vampiro, anzi una vampira gnocca per la precisione. Una gigantesca insegna gigantesca al neon, e ‘sti cazzi che i neon non erano stati invitati, diceva che questa avvenente ragazza si chiamava Vampirella. Intorno a lei scorrazzava un bel bulldog rosso delle dimensioni di un piccolo pony, provvisto ovviamente di corna. La scritta sul collare recitava “Mad Dog“.
“Per gli amici sono Cristiana, ora se non ti dispiace, sei il take away del kebbabaro turco giusto? Ho fame!”
“Ahu, ahu, ahu!” che in gergo canino voleva dire: “Sono bloccato in forma canina, aiuto! Mi vuole mettere il maglioncino di lana!”
Ma la povera vampira doveva rimanere delusa, infatti, Jonathan era ancora più lontano di prima, correva ormai come manco Bolt, verso l’ultimo castello. Verso l’ultima speranza, però non c’era Obi Wan ad attenderlo bensì il Conte Dracula!
“Apritemi, per favore!” urlò l’impiegato impazzito dalla paura di finir mangiato, in tutti i sensi possibili, da una creatura della notte seppure molto affascinante. Il portone si spalancò all’improvviso proiettando il povero Kanon in un salone che aveva davvero bisogno di una bella pulita. Una nuvola di polvere accolse il suo ingresso a Castel Dracula. Poi il portone si richiuse da solo. L’illuminazione era assai scarsa, c’era solo qualche candela accesa in un grande candeliere ricoperto di ragnatele nel mezzo della sala, comunque il nostro eroe poté vedere una figura ergersi all’inizio di una scala immensa e molto ripida. Questa figura era avvolta in un mantello nero come la pece, era alta ma assai… magra, ecco rachitica almeno per i miei standard da demone cornuto.
“Benvenuto in mia casa!” disse il nuovo arrivato con un accento tipicamente torinese. Dovete infatti sapere che questo Conte Dracula, il cui nome di battesimo era Fabrizio, discendeva dal ramo dei Dracul, non molto conosciuto in verità, che era originario di Torino. Inoltre, per sfiga cosmica, era pure celiaco. Pensate che rottura di maroni essere un vampiro celiaco! Comunque questo oscuro figuro, si accinse ad avanzare e proprio in quel momento pestò una bella cacca di topo. Un topo in realtà molto grande, almeno se si giudica la grandezza del… ma qui scadiamo in ambiti un po’ schifosi. Ecco quindi che il signore dei vampiri si fa tutte le scale rotolando e urlando improperi in lingue sconosciute del tipo “Li mortacci vostri!”, “A soreta!”, “Chi te muort!”. Questi vampiri sono proprio poliglotti! Dracula si rialzò con il suo bel vestito di velluto nero, foderato di rosso, tutto pieno di escrementi puzzolenti. In quel momento il noto vampiro stava seriamente pensando di licenziare la cameriera che badava, da sola poveraccia, alla pulizia del castello. Si riprese quel tanto che bastava per dire:
“Avevi detto no alla parodia del film di Mel Brooks! Ci manca solo la mia ombra che si muove da sola! E dai!” esclamò spazientito Fabrizio Dracula.
Si vabbé però una citazione ci può stare dai. Se vuoi possiamo pure fare la parodia di Blade 3. Ti ricordi di Drake vero? Eheh
“Voce narrante che mi parli nella testa” disse IL SIGNORE DEI VAMPIRI (qui tutto maiuscolo perché si!) “per me va bene. Amici come prima!”
Ecco ora risolto questo piccolo problema, ci possiamo accorgere che i sensi sono venuti meno all’impiegato di TecnoLondra che ormai è passato nel regno dei sogni.
Kanon si risvegliò in un letto gigantesco a baldacchino, con un materasso assai comodo di piume. Davanti a lui c’era il famoso Conte Dracula, naso affilato, mento mentoso, denti bianchi come nella pubblicità di Mentadent (già l’ho fatta questa battuta? Mica ricordo!) e i palmi delle mani schifosamente pelosi. Ahò Dracula ma almeno la ceretta! Pure a me che sono un demone cornuto fanno schifo i peli sulle mani. Cioè è poco igenico!
“Sono il Conto Fab Dracula. Lei deve essere sicuramente Jonathan Kanon, l’inviato di TecnoLondra. L’aspettavo con impazienza. Benvenuto nella mia dimora. Il viaggio deve avere stremato il suo fisico e la sua mente. Delirava e ha avuto, certamente, delle allucinazioni. Ho avuto l’ardire, mentre riposava, di trovare i documenti che mi interessano. E li ho già firmati. Li controlli pure si trovano nel comodino accanto al suo letto.” disse il signore di casa con il suo accento tipicamente nordico. Il consulente controllò la sua documentazione ed in effetti era tutto in regola e lo disse al suo esimio cliente che fu molto soddisfatto di ciò.
“La lascio riposare, devo sovraintendere ai preparativi per la mia partenza per Londra…”
“Quindi avrò l’onore di viaggiare insieme a lei alla volta della Terra di Albione?” chiese Jonathan.
“No, perché lei morirà qui! MUAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH!” urlò Dracula che poi guardando la faccia sconvolta dalla paura dell’uomo, continuò dicendo: “L’ho detto ad alta voce vero? Ma no, scherzavo. Umorismo polacco, sa com’è! Ahah!”
“Ma lei non è della Transilvania?” chiese Kanon che per una volta forse era meglio se non avesse assecondato la sua curiosità. Lo sguardo che gli inflisse il Conte avrebbe potuto scacciare dalla portone del castello frotte di finti inviati dell’ENEL e dell’ENI, di zampognari che vengono a Natale e persino di Testimoni di Geova! Così il Conte esce di scena in maniera assai pragmatica… no, non era pragmatica… assai ecco si nobile anzi addirittura regale. Il suo portamento composto, il suo incedere cavalleresco… beh tutto finì quando pestò l’ennesimo escremento di topo e scivolò per tutto il corridoio, urlando come una ragazzina che ha appena visto Edward tutto glitterato, e andò a schiantarsi contro uno dei solidissimi muri del suo maniero. Così solido che cedette sotto il suo peso e crollò nell’immenso baratro sottostante. Per fortuna che il vampiro più famoso della storia poteva trasformarsi in un pipistrello e riuscì ad evitare di finire spiaccicato sul fondo del burrone. Invece Jonathan stava vivendo un bellissimo momento. Tre sensuali e assai gnocche vampire erano entrate nella sua camera, dai succinti vestiti bianchi che… beh rivelavano in pratica tutto! Purtroppo una clausola del contratto che ho dovuto sovrascrivere per scrivere questo racconto mi vieta di descrivere le esatte misure e proporzioni delle tre non-morte. Posso però dire che avevano tutte e tre dei bellissimi e grandissimi occhi azzurro ghiaccio. E no, non perché erano vampire, ma perché in gioventù erano cosplayers. E ‘sta fissa per le lenti strambe era rimasta a tutte loro. Poi avevano delle orecchie grandi, dei nasi grandi ed un bocca che… a no, quella è un’altra storia. Sicuramente avrete capito di chi sto parlando… sono le famigerate spose di Dracula! Al secolo Sbabby, Noy e Mary. La prima aveva i capelli rossi come gli ultimi raggi morenti del sole, la seconda aveva i capelli neri come l’ebano, la terza aveva i capelli castani come il mogano. Le malvagie, sexy, seducenti, ho-finito-gli-aggettivi vampire si avvicinarono al malcapitato che già, dimentico della sua fidanzata, pregustava qualcosa di proibito. E allora l’orrore quando si accorse dei canini snudati e delle labbra macchiate di sangue fresco. Per fortuna, almeno loro, avevano le mani senza peli. Prima che però potessero agguantare Kanon, questi, con un doppio salto carpiato all’indietro, si tuffò dalla finestra finendo esattamente nel burrone dove poco prima era, quasi, precipitato il Conte Dracula. Per ora quindi lasciamo la Transilvania e spostiamoci a Londra, in Inghilterra dove si svolgerà il resto della nostra lunga storia.
Ed eccoci nella capitale inglese all’epoca ricca di fumo, smog, serial killer che squartavano la gente, slum, fiumi così inquinati che se ti ci immergevi ti spuntavano le branchie… un po’ come adesso il Tevere quindi. Ecco questa bella città, così ricca di… puzza, oh è vero, c’era un puzzo de fogna che voi manco lo immaginate. Comunque dicevo, questa bella città, aveva un’anima più triste delle altre. Si chiamava Lilletta Murray e non aveva notizie del suo promesso sposo da ormai due mesi. Era scomparso inghiottito da quel luogo misterioso ed oscuro che era la Padania. No scusate, la Transilvania! E allora, presa dalla sconforto, scriveva nel suo diario, chilometri e chilometri di pagine perché ecco, questa carissima ragazza, aveva un sogno. Diventare una scrittrice. Tipo Jane Austen escludendo però il morire in giovane età e l’assenza di matrimonio. Prima di continuare, dobbiamo per forza descrivere Lilletta, era molto alta per l’epoca, aveva dei bellissimi occhi verdi… o marroni… o grigi… non ricordo, erano molto belli comunque. Aveva dei capelli lunghi castani, un sorriso sveglio e spesso, anche se non in questo momento, simpatico. Insomma era molto bella pure più di Winona Ryder. All’improvviso la porta della sua stanza si spalancò e una torma di gatti la sommerse. Infatti dovete sapere che Lilletta insieme alla sua amica Julia Westerna gestiva uno dei più grandi gattili di Londra. E dopo questo esercito di gatti che andavano per due con il resto di uno, arrivò proprio la bellissima Julia. Per lei dobbiamo fare proprio un discorso a parte, era bella ma tenebrosa, potremmo dire dark. Ecco si era una darkettona steampunk. I suoi fluenti capelli erano neri come la pece, la sua pelle era diafana come quella di una fata, i suoi occhi erano di una grandezza davvero ragguardevole ed erano di un bel viola. Grazie alle lenti a contatto dei cinesi. Già allora i cinesi erano il must per queste cose! Logicamente per far capire a tutti che era una dark, si vestiva di nero, con borchie, anelli a forma di teschio, orecchini a forma di teschio, cappelli a forma di teschio, teschi a forma di teschio. Ecco queste cose qui sono sicuro che avrete capito! Quindi arriva questa stupenda e bellissima gattara con una lettera in mano per l’amica dell’amato Kanon. E’ vivo, ma è stato quasi ad un passo dalla morte. Si sta riposando in un monastero di Bucarest ma quando la sua amata riceverà questa lettera probabilmente sarà già quasi di ritorno a casa e le spiegherà tutto quello che gli è successo. Quindi qualcuno suona alla porta, Lilletta corre pensando che sia il suo amato in realtà è l’aitante promesso sposo di Julia. Ed ecco quindi che entra in scena l’atletico André Holmwood, spalle larghe, viso virile, basette ribelli come andavano al tempo, sguardo tenebroso. Divisa bianca e rossa provvista di cappuccio di ordinanza, vari coltelli e pistole alla cintura. Infatti Andrè era uno degli appartenenti alla Loggia degli Assassini della Regina Thirrin ed era uno anche dei migliori. L’uomo scambiò un abbraccio e un bacio assai appassionato con la sua ragazza per poi dire:
“Vengo dal Goldrake Hospital. Kanon è ricoverato lì e mi ha pregato di farti arrivare da lui quanto prima.”
I tre partirono celermente alla volta del famoso ospedale che aveva anche una grande ala dedicata a manicomio. Accanto ad esso si trovava la famosa e abbandonata badia di Carfax. E qui trovarono l’esimio Dottor Tanabrus, primario dell’Ospedale che aveva appena finito di visitare il malato.
“Ha bisogno di molto riposo. Il viaggio è stato molto stancante nella sua condizione. E’ affetto, penso, da febbre cerebrale. Quindi signorina Murray può restare con lui se vuole ma non lo affatichi troppo. Se volete invece a voi signorina Westenra e voi caro Signor Holmwood posso far fare il tour dell’ospedale. Dall’obitorio fino al manicomio come piace fare a noi, non ve ne pentirete!”
Infatti non se ne pentirono. Il tour fu molto interessante e sanguinolento cosa che non dispiaceva ai due per vari motivi che potete ben capire. (Per lo stereotipo le darkettone sono sataniste ergo gli piace vedere il sangue cose del genere. L’altro era un assassino. Uguale pure per lui. E se qualcuno si lamenterà che i personaggio di questo lungo racconto di Natale sono tagliati con l’accetta… beh ha ragione sono tagliati con l’accetta! E’ la natura del racconto di Natale far finire qualcuno tagliato con l’accetta! MUAHAHAHAHAHAHAH). Lo zelante Dottor Tanabrus che era originario della Toscana ed aveva un tipico accento pisano, capelli molto corti e degli occhiali spessi, infine li accompagnò nella casa di cura per menti malate. Un posto assai invitante. Per nessuno. Faceva davvero schifo. Era un luogo tetro e dimenticato da Dio e dagli uomini. Dall’ispettore sanitario poi non ne parliamo! Mentre il Dottore esprimeva piacere per una nuova tecnica prodigiosa che aveva iniziato ad usare nel suo sanitario, cioè l’elettroshock, si potevano sentire varie persone urlare dalle loro anguste celle. C’era chi urlava:
“Io sono il Narratore e l’Imperatore Bianco! Questa è la mia cronaca di vampiri! Il Principe di New York si chiama Ludovico Nubi ed è un Ventrue. Il suo avversario è il Lasombra Matt Stakes…. Ahahahahah Hai fatto fallimento critico! …. Mad Dog sono tuo padre!”
Una donna che si chiamava Licia ma che tutti chiamavano, la Ragazza Drago, ed ora capirete perché, diceva ridendo:
“I draghi esistono! Li ho visti nel Mondo Emerso! Ne ho pure cavalcato uno! E’ tutto vero! Ci sono pure gli elfi, i mezzi elfi, gli gnomi che sono nani e tutte le eroine di quel mondo hanno i capelli di colori strambi!”
Non si limitava solo a questo ma, anche se veniva accolta dagli sberleffi di chiunque, diceva anche:
“I pianeti del Sistema Solare sono otto! Plutone è un pianeta nano! Probabilmente l’estinzione dei dinosauri è da imputarsi ad un meteorite caduto vicino al Messico!”
Un altro invece si aggrappò alle sbarre della sua cella ed urlò:
“Signorina, aiutatemi! Mi chiama Mario Pasqualotto. Fino a ieri ero a Lucca poi Gabriele mi ha offerto un sorso del suo rimedio universale e mi sono trovato qui! Aiuto!”
“Lasciala stare bifolco!” disse il buon Dottore usando il suo scudiscio, che si portava sempre dietro, contro le mani del povere uomo. Il tour poi proseguì finché arrivarono ad una cella particolare. Infatti conteneva il più famoso malato di mente di tutto l’ospedale. Si chiamava Renfield ma tutti lo chiamavano Valberici Relegrazie. In realtà non si sapeva nemmeno perché e soprattutto cosa significasse questo suo nomignolo. Qualcuno diceva che era l’anagramma del suo vero nome, qualcun altro invece sosteneva che era un nome legato alla massoneria o alla cabala, altri invece pensavano che era, semplicemente, un parto della sua mente malata. Quel che era sicuro era che questo Valberici era un pazzo scatenato. Entrava impunemente nelle scuole per sostituire o rubare gli abbecedari, spesso parlava a se stesso, a voce alta, chiamandosi “Me Medesimo”. Tipo:
“Me Medesimo oggi ti voglio parlare di quelle sentinelle che stanno sempre in piedi davanti al palazzo della Regina Thirrin!”
Ormai da molti anni era rinchiuso nel manicomio da quando aveva osato mangiare uno dei fenicotteri rosa dello zoo privato della Regina. I primi tempi erano stati molto difficili… per il Dottor Tanabrus mica per Valberici che aveva iniziato una dieta a base di insetti e ragni. Ormai era proprio partito di testa quindi alla fine il povero primario aveva adoperato un metodo particolare per farlo, parzialmente, guarire dal suo male. Dargli dosi massicce di grappa. In questo modo era sempre alticcio e ben più lucido di quando era in modalità “mangiatore di animali crudi”. Una volta aveva pure mangiato un fringuello sano! Faceva un baffo persino a Ozzy! Inoltre era il primo crudista della storia moderna, altroché quelli di Facebook! Quindi Tanabrus era molto contento di far vedere questo gioiellino ai suoi ospiti, questo essere umano (beh più o meno) che aveva curato ma i suoi propositi fallirono miseramente. Infatti Valberici appena vide la bella Julia esclamò guardandola con l’unico suo occhio iniettato di follia:
“Stia attenta al Signore Oscuro…”
“Chi Sauron?” rispose la ragazza.
“No, l’altro Signore Oscuro!”
“Darth Vader?”
“No, l’altro, l’originario! Lo scoprirai presto di chi parlo! Purtroppo per te povera ragazza! L’ho visto in sogno. Mi ha parlato ma io ho resistito! Grazie al potere della Grappa!”
Poi Valberici non poté continuare il suo discorso perché venne atterrato da alcuni infermieri che lo trascinarono via per fargli una bella seduta di elettroshock. Il primario si scusò per quanto avvenuto, dette la colpa ad una spiacevole e inaspettata ricaduta di pazzia e congedò i suoi ospiti. Non poteva sapere però che la mattina dopo sarebbe stato chiamato urgentemente proprio al capezzale della bella Julia, la cui carnagione era più bianco latte del solito. La ragazza era debole, esangue, con due evidenti punture sul collo. Ricordava di avere avuto degli strani incubi durante la notte come se una presenza misteriosa fosse entrata nella sua stanza. Il buon dottore non riusciva a capire cosa potesse avere la ragazza, l’unica cosa che poté fare fu ordinare di farle dare un po’ di sangue, tramite una trasfusione, dal suo fidanzato. Avevano anche chiamato in aiuto l’inquilino del piano di sopra, un disegnatore che veniva dal sud degli Stati Uniti, tale Quincey Zerov. Dato che ho descritto un po’ tutti, mi dedico un po’ pure a lui. Era… oh sentite me sò stufato, aveva la barba che non era molto corta ma nemmeno tanto lunga alla Marx per capirci, aveva i capelli corti, era castano come tutti quelli che vengono dal sud di quel paese. Aveva un slang o accento come dir si voglia, chiaramente di quelle parti lì… del Texas. La sua serie di fumetti più famosa si chiamava De Complottis ed era una parodia di tutte quelle teorie del complotto che andavano all’epoca cioè che la terra fosse in realtà piatta, che Jack lo Squartatore fosse in realtà un demone, che c’era un pianeta che si chiamava Urano. Insomma cose di questo genere, avete capito. Comunque il ragazzo si prestò celermente all’opera della trasfusione e dopo aver fatto questa semplice operazione, Tanabrus chiamò un suo esimio collega olandese che per fortuna si trovava a Londra cioè il famoso dottore e sciamano Luca Van Tarenzi e la sua bella e assai alta assistente Aislinn. Ma prima di loro nel nostro dramma drammatico drammaticamente drammoso entra in scena un altro personaggio, un prete. Don Falconi. Chiamato per aiutare la bella Julia, per scacciare gli spiriti che la stanno assediando. E’ un epoca molto superstiziosa e il buon (si fa per dire) Dottor Tanabrus è avvilito nel vedere arrivare questo rappresentante della fede, vestito interamente di nero. Ora ve lo descriverò… no basta mi sono stufato di descrivere la gente. Immaginatevi Tiziano Ferro in un vestito da prete. Ecco, fatto. Quindi questo aitante prete entra nella stanza della bella signorina Westerna. E non inorridisce davanti alla sequela di teschi, scheletri e altre cose gotiche e dark che addobbano la stanza della ragazza perché in fondo piacciono un po’ anche a lui ‘ste cose. Davanti ad André e a Tanabrus cosparge la malata addormentata con dell’acqua santa e poi inizia a salmodiare questa preghiera:
“Life is a mystery,
Everyone must stand alone
I hear you call my name
And it feels like home”
Ma viene prontamente fermato da Tanabrus che guardandolo negli occhi scuri gli chiede:
“Ma che razza di prete è lei?”
“Un prete della Madonna!” risponde l’ecclesiastico.
Non nel senso che era un prete fantastico eh, ma che era un prete della Chiesa della Madonna. Anzi l’unico e solo. Era pure il Papa di questa particolare confessione religiosa. Infatti Don Falconi adorava Madonna, ma non la madre di Gesù ma bensì una futura e ipotetica cantante che avrebbe portato la pace nel mondo con le sue stupende canzoni. Il prete lo spiegò chiaramente ai due allibiti gentiluomini. Lo spiegò anche ai due energumeni che lo trascinarono via per portarlo nella sua nuova abitazione cioè una bella cella del Goldrake Hospital. Don Falconi si mise a cantare a squarciagola mentre lo portavano via, sperando che la sua divinità lo sentisse ma rimase muta. Almeno per il momento sperava lui! Nel mentre erano arrivati i due salvatori della patria, i due che avrebbero risollevato le sorti del mondo, i due che erano inseparabili… e no, non sto parlando dei Marò ma di Luca Van Tarenzi e di Aislinn. Merita un discorso a parte la loro descrizione. Van Tarenzi sembrava un misto tra un witch doctor di Diablo III e un dottore dell’epoca. Indossava dei pantaloni fatti con il vello di pecora ma le sue scarpe erano bellissimi mocassini. Il vello di pecora poi continuava comprendo parte del petto, l’altra parte restava nuda (anche se c’era così tanto pelo naturale che a momenti non si vedeva la differenza) e poi il vello di pecora diventava una sorta di mantello. L’uomo aveva varie collanine adorne con ossa e piume di molti animali diversi e il suo look era completato da un capello a tuba, con delle corna di cervo e degli occhialoni versione steampunk. Aislinn invece era vestita in maniera più… normale, aveva un lungo vestito ovviamente nero, ricco di pizzi e borchie. Inoltre aveva degli strani anelli alle dita, alcuni dalla forma di teschio, altri sconosciuti ai più. No è che non mi va di descriverli, mi sono rotto della descrizioni! La prima filosofica ed erudita frase dell’esimio Dottore in Magia occulta e Tradizioni e Folklore della Bassa Padana fu:
“Cazzo quanto pesa questo cappello!”
E con ciò si tolse il suo pesante copricapo. Poi accompagnato dalla sua bella assistente che con la sua statura incuteva timore come Xena quando lanciava il suo mitico urlo, arrivò nella camera della malata.
“Dottor Tanabrus, è chiaro come il sole che qui ci troviamo davanti all’opera del Male in prima persona! Sentite questa puzza mefitica? E’ il lezzo della depravazione e della decomposizione che accompagna questo genere di manifestazioni!” esclamò Van Tarenzi.
“Ehi! Non c’è bisogno di sfottere! Ieri ho mangiato tutto il giorno fagioli e ‘nduja. Mi hanno fatto reazione!” esclamò Zerov uscendo dalla stanza e sbattendo pure la porta. Tutti i presenti lo guardarono perplessi mentre andava via e nessuno si azzardò a dire una parola.
“In che senso il maligno?” chiese Andrè mentre faceva arieggiare la stanza.
“Un vampiro, un succhia-sangue che sta dissanguando la povera signorina Julia e che la porterà ad un fato peggiore della Morte!”
“Le faranno il plastico a Portone a Portone?” chiese il Dottor Tanabrus realmente inorridito.
“Peggio! Diventerà anch’essa una vampira!” disse enfatico lo sciamano mentre un fulmine solitario lo illuminava.
“Per me è peggio il plastico… ma mi dica Dottor Van Tarenzi, come mai la sua assistente non parla?” chiese l’Assassino di corte.
“Una tribù di pigmei cannibali le ha tagliato la lingua per mangiarla. Ci sono riusciti ma poi lei ha mangiato tutta la tribù!” esclamò ancora più enfatico Luca per poi ricevere una gomitata da Aislinn. Quindi il famoso dottore disse toccandosi cautamente un fianco:
“No, è che ha il mal di gola… ora per salvare la bella Julia abbiamo una sola possibilità, dobbiamo rivestire la camera con dell’aglio. Deve essere tutto pieno, solo così potremmo fare in modo che il mostro che la tormenti non possa colpire anche stasera. Poi capiremo chi sia e lo uccideremo! Mettiamoci all’opera baldi giovani!”
Quindi in poco tempo la stanza della signorina Westerna venne ricoperta di trecce d’aglio. Era tutto bello pieno e la ragazza dormiva finalmente un sonno riposante. Prima che la notte scendesse, mentre tutti si stavano riposando dalle fatiche della giornata, Lilletta, di ritorno dall’ospedale, andò a trovare la sua amica. Appena entrò nella stanza venne accolta dall’odore pungente dell’aglio ed esclamò:
“Vorrei vedere che stai male! Chi ha messo tutto questo aglio nella tua stanza? Ora lo tolgo!”
“No, no….” cerco di dire Julia ma era troppo stanca per dire altro e l’amica pensò che la gattara dark stesse sognando. Purtroppo la mattina dopo la signorina Westerna era morta e l’aglio era tutto misteriosamente sparito.
“Il vampiro deve avere sottomesso qualche umano come suo aiutante!” disse il sempre erudito e saggio Van Tarenzi sbagliando clamorosamente, poi proseguì dicendo:
“Questa notte è una brutta notte. Dobbiamo tagliare la testa alla bella Julia e metterle un cavicchio puntuto nel cuore!”
“Non potrei mai farlo Dottore!” esclamò il povero Andrè piangendo.
“Lo farò io. Mi ha sempre interessato la necrofilia!” disse gigionando il Dottor Tanabrus. E si attirò gli sguardi schifati di tutti pure del Narratore di questo racconto. Che sono io, non il mio creatore rinchiuso nel manicomio! Continuiamo nel nostro racconto e ci ritroviamo quella stessa notte dopo il funerale di Julia, ricco di gatti e cose dark da darkettona, nel Cimitero Monumentale del Varano, famoso cimitero di Londra. Alcune figure si introducono nella cappella funeraria della ragazza, logicamente a forma di gatto. Ci sono delle statue di Bastet che accolgono questi visitatori notturni e appena entrati una voce li inchioda ai loro posti.
“Vi aspettavo!”
“Julia! Allora è vero! Sei viva!” esclama Andrè sollevato e terrorizzato da quanto vede. Infatti la sua amata è più bella e viva che mai. La pelle è sempre bianca come il latte, gli occhi sono sempre uguali, ma c’è una leggiadria quasi divina nei suoi movimenti, in tutto il suo essere. Ha quasi un aura divina sotto la luce lunare e delle poche torce che mal illuminano la cripta. Però i suoi canini sono lunghi e ai suoi piedi si trova il cadavere straziato ed esangue del custode del cimitero.
“Vade retro fetida creature!” esclama Van Tarenzi brandendo una riproduzione del martello di Thor che fa indietreggiare Julia che soffia proprio come fa un gatto. Il Dottor Tanabrus è pronto con la sega e con il cavicchio puntuto. Aislinn ha una corta daga e anche Andrè è armato anche se non vorrebbe usare le sue arti di assassino sulla sua amata ma dall’esterno, all’improvviso, entrano due altre figure. Due pipistrelli giganti che poi si trasformano, per lo stupore di tutti, in due personaggi che abbiamo già visto. Cioè Lord Ruthven e Carmilla.
“Luca, amico mio! Non c’è bisogno di fare così! Possiamo educare la ragazza ad essere una brava vampira vegetariana, human free come siamo noi. Soprattutto perché ha l’amore incondizionato di un cuore puro!” esclama il primo vampiro creato dalla penna di Polidori.
“Possiamo quindi salvarla in questo modo?” dice il prode Andrè.
“Beh, si. C’era anche questa possibilità… ma sai che bello piantare un paletto nel cuore di un vampiro?” dice un deluso Van Tarenzi.
“Potrai ancora farlo, amico mio. Il Conte Dracula, mio vicino di casa della Transilvania ha rapito la ragazza, di nome Lilletta amica di Julia. E vuole trasformare in un vampiro anche lei. Dovete uccidere Dracula perchè in questo modo anche Julia sarà libera dal suo influsso malefico. Noi rimaniamo qui con questa nuova vampira infatti se si dovesse avvicinare a Dracula sarebbe alla sua mercè. Voi andate ad uccidere il Conte, si trova nella badia di Carfax!”
“Comunque oggi mi chiamo Lamilcra!” esclamò Carmilla mentre Luca, Tanabrus e Aislinn correvano verso Carfax e Julia e Andrè si scambiano un bacio appassionato. Potremmo anche finire qui pensando alla bella vita che passeranno insieme i due innamorati ma continuiamo perché manca ancora un cameo importante! Poi mi dispiace per chi non è entrato nel racconto. Pamela e Alessandra sto parlando di voi. I nostri amici sono arrivati alla badia di Carfax (poi qualcuno mi deve spiegare cosa vuol dire badia, ma vabbè andiamo avanti!) e trovano una sorpresa ad attenderli. Il famoso Barone Adriano, cacciatore di mostri, seduttore di femmine di varie specie, eroe di tre mondi. Il Barone non ha bisogno di una descrizione perché sono sicuro che lo conoscerete tutti, ma qualche appunto va fatto. Portava la sua solita barba incolta e un po’ lunga, i capelli erano corti, aveva un monocolo molto fashion ed era vestito, ovviamente, con la sua divisa militare da ufficiale dell’Impero Germanico. Inoltre aveva un ridicolo casco di metallo con una punta sopra. Insieme a lui c’era Jonathan Kanon che ormai si sentiva molto meglio ed era giunto per affrontare pure lui il perfido Dracula!
“Finalmente siete arrivati! Ho già fatto distruggere tutte le casse di terra di Dracula così non avrà scelta che scappare o morire qui ora!” esclamò il Barone che conosceva molto bene Luca Van Tarenzi, insieme avevano compiuto molto imprese come sconfiggere i mostri del Giappone e acciuffare il mostro della palude Pontina. I nostri eroi riuscirono ad arrivare dentro la badia proprio nel momento in cui la povera Lilletta stava per bere il sangue del vampiro direttamente da una vena sgorgante dal suo secco petto.
“Fermo! Creatura demoniaca!” esclamò il Barone mettendosi in prima linea avanzando con un crocifisso in mano. Dracula buttò la sua preda malamente per terra, che così si liberò dal suo maleficio e poi disse:
“Barone Adriano, ci si rivede! Lei non è un fedele, non potrà farmi niente il suo crocifisso!”
E infatti il simbolo di fede si sciolse nelle mani tremanti dello sconvolto Barone.
“Ora si vada a denudare davanti alla Regina Thirrin e divori la sua tartaruga preferita! Corra!”
“Subito! Ma non pensare che non lo faccia volontariamente!” urlò il Barone scendendo a precipizio le scale.
“Siete rimasti solo voi e non potete pensare mica di potermi far qualcosa! Finalmente ho trovato la mia anima gemella, qualcuno che sia compatibile con me. E dopo che avrò reso questa ragazza una vampira conquisterò questa misera landa stappandola dalle mani di questa Regina di cui avete tanto timore! Avrete timore di me poi! Ci sarà da mangiare solo per celiaci! E a tutti dovrà piacere la Juve! Non avete scampo sono troppo potente! AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH”
Poi Aislinn iniziò a prendere a cazzotti il povero Dracula che tentò di difendersi ma quando hai contro un amazzone, puoi essere pure un vampiro e pure il Signore delle Tenebre, ma non puoi fare più di tanto.
“Non è finita qui! Non mi avete battuto!” esclamò il vampiro per antonomasia buttandosi da una finestra e poi nel vuoto sotto di lui per diventare un pipistrello e planare sulla strada. Presto sarebbe sorto il sole ma ormai era chiaro che Dracula aveva vinto. Era troppo veloce essendo secco come un chiodo e non c’era speranza di riprenderlo prima che tornasse al porto e poi a casa sua in Transilvania.
“Sciocchi! Non è servito a niente! Tornerò più forte di prima! Conterete i giorni fino alla vostra…” ma Fab Dracula non poté finire la frase perché venne investito dalla carrozza reale tirata a lucido. Venne letteralmente smembrato e i pezzi del suo corpo vennero calpestati dai bei cavalli frisoni delle stalle reali. Dentro la badia tutti furono sollevati e soprattutto Lilletta e il suo compagno Jonathan che poterono tirare un sospiro di sollievo ora che l’ombra del malvagio vampiro non era più su di loro. All’interno dell’elegante carrozza, intanto, che era trainata da quattro animali grossi quanto Re Nero, l’altera e bellissima Regina d’Inghilterra Thirrin, di nero pizzo vestita, affascinante come poche donne al mondo, esclamò, a mezza bocca coccolando la sua tartaruga preferita:
“Nessuno sopravvive dopo aver minacciato le mie tartarughe!”
Qui finisce questo lungo racconto di Natale di quest’anno. Si chiude con due scene che qui vi descrivo per completezza. Nella prima ritroviamo il Barone Adriano. Nudo. E costretto dalla Regina Thirrin a reggere con i denti la bandiera del Regno Unito per tutta una gelida notte londinese davanti alla sua reggia. Poi torniamo dove tutti è iniziato, nella tenebrosa Transilvania nel castello di Dracula. Qui due figure si aggirano svogliatamente per il maniero. Sono la cameriera e la sarta del famoso vampire, entrambe originare delle esotiche Mauritius, che in tutti gli anni di servizio, ovviamente, non si erano mai accorte delle stranezze del loro signore e delle altre persone che abitavano in questo posto.
“Secondo te quando torna Padron Dracula?” chiese la sarta Pamela alla sua amica Alessandra.
“Mah non lo so. Intanto direi che dobbiamo far arieggiare la stanza delle tre signorine. Apriamo le finestre e quelle bare puzzolenti. Così prendono aria e anche un po’ di sole!”
“Si, hai ragione! C’è bisogno di una ventata di aria fresca in questo castello! Non capisco perché il Padrone tenga sempre tutto chiuso!” rispose la sua amica. E qui finisce davvero questo lungo racconto anche perché potete ben immaginare cosa successe alle tre sexy vampire! AHUUUU AHUUUU AHUUUUUU!!!!!!
THE END
Cast
Dracula: Fabrizio Furchì
Jonathan Harker: Kanon
Mina Murray: Lilletta
Lucy Westenra: Giulia Astaroth
Le tre spose di Dracula: Sbabby, Mary, Noy
Il Borgomastro: Borgo
Abraham Van Helsing: Luca Tarenzi
L’assistente di Van Helsing: Aislinn
Il Barone Adriano: Adriano Barone
Renfield: Valberici
Quincey Morris: Zerov
John Seward: Tanabrus
Arthur Holmwood: André
Lord Ruthven: Sergio
Carmilla: Simona
Mario Pasqualotto: Se stesso
Don Falconi: Francesco Falconi
Uno dei pazzi internati: Francesco Roghi
Licia “Ragazza Drago”: Licia Troisi
La sarta di Dracula: Pamela
La cameriera di Dracula: Alessandra
Vampirella: Cristiana
SPECIAL GUEST STAR
La Regina Thirrin: Se stessa
I libri più belli che ho letto nel 2014
Ormai quest’anno è quasi finito ed è tempo di classifiche, come lo scorso anno io mi dedico alla classifica dei libri più belli che ho letto in questo 2014. I libri sono in ordire di lettura. Ecco quindi una decina di libri, trai i sessantacinque che ho letto quest’anno, che ho particolarmente apprezzato.
1) “Le Notti di Salem” di Stephen King
Il Re colpisce ancora. Ho adorato e divorato questo libro di vampiri. Penso che sia uno dei migliori di Stephen King.
2) “Grandi Speranze” di Charles Dickens
Questo è libro è stato una delle sorprese di questo 2014. Non pensavo che Dickens mi potesse piacere così tanto. Di lui avevo letto solo “Canto di Natale” che adoro ma non pensavo affatto fosse così bravo. Ho altri suoi libri, in programma, da leggere nel 2015 e non vedo l’ora!
3) “Incontro con Rama” di Arthur C. Clarke
Un classico della fantascienza che ho apprezzato davvero molto. Interessante, particolare. Consigliato!
4) “L’Ombra del Vento” di Carlos Ruiz Zafòn
Era da tempo che volevo leggere qualcosa di questo autore e un bel regalo è stato l’occasione giusta per iniziare. Mio padre ha altri libri di questo autore spagnolo e penso che li leggerò durante l’anno nuovo.
5) “Il crepuscolo della Terra” di C. J. Cherryh
Oltre a questo libro, di questa autrice di libri fantasy e sci fi, ne ho letto un altro, “Gli Invisibili“, che ho ugualmente apprezzato molto. Questo “Il Crepuscolo della Terra” è un bel libro di fantascienza che descrive la vita in varie città del nostro pianeta quando ormai la Terra è un pianeta molto difficile da abitare…
6) “Carrie” di Stephen King
Altro grande libro del Re. L’avevo letto molto tempo fa, mi sembra, che ho voluto rileggerlo dopo aver visto il film nuovo che non rende affatto giustizia a questo bel romanzo.
7) “Ubik” di Philip K. Dick
Probabilmente uno dei migliori libri che ho letto quest’anno e che ho letto in generale. Bello, strano, particolare. Dick colpisce ancora. Ho in programma di leggere, presto, altri suoi libri. Non vedo l’ora!
8) “Angelize II – Lucifer” di Aslinn
Con questo tomo si conclude degnamente la saga di Angelize iniziata l’anno scorso. Scopriamo qualcosa di più su Lucifero, e si concludono tutte le trame iniziate nel precedente libro. Aislinn è bravissima e ho apprezzato molto anche questo volume finale di Angelize.
9) “Cronache del Mondo Emerso – Le Storie Perdute” di Licia Troisi
E dopo dieci lunghi anni si torna nel Mondo Emerso. Ho un bel ricordo delle Cronache e delle Guerre, meno delle Leggende, forse perché ormai ero un lettore più “adulto” e più smaliziato. Ora sono molto più selettivo e difficile da accontentare di prima ma sono stato totalmente preso da questo ritorno in campo di Nihal in queste storie perdute. Ho nostalgia del periodo in cui ho letto le sue avventure e leggere di nuovo di lei è stato bello.
10 ) “Mai toccato da mani umane” di Robert Sheckley
Altra grande sorpresa di quest’anno. Mi avevano consigliato quest’autore e da tempo avevo trovato due suoi Urania al mercatino ad un prezzo scontato. Quindi ho deciso di iniziare a leggere i racconti prima del libro vero e proprio che ho di questo scrittore cioè “Gli orrori di Omega“, che è un bel libro. Ho apprezzato molto questi racconti di fantascienza ma molto ironici e divertenti. Consigliato!
11) “Lockwood & Co – La scala urlante” di Jonathan Stroud
Stroud è tornato ai fasti di Bartimeus. Dico solo questo per far capire quanto abbia apprezzato questo libro. L’ho finito in pochissimo tempo perché preso dalla storia, dalla scrittura e dal mondo in qualche modo assai plausibile che ha creato l’autore inglese. Aspetto con ansia che la Salani pubblichi anche in Italia il seguito.
12) “Gray” di Francesco Falconi
Questo è stato l’ultimo libro che ho letto quest’anno. E’ un regalo di Natale (che avevo scelto io xD). Francesco è una sorpresa, ogni volta cambia genere, storie, e i suoi libri, però, rimangono sempre molto validi, interessanti. Ho divorato questo libro in pochi giorni. Adoro il Gray di Oscar Wilde e questo libro di Francesco, per quanto ne sia un evidente omaggio, si discosta e reinventa quei personaggi in maniera particolare con una storia molto avvincente ed interessante. Davvero un bel modo per finire il 2014 letterario in grande.
Ok, ho barato, sono dodici libri invece che dieci, ma non potevo fare altrimenti. Come l’anno scorso ho letto troppi bei libri. Alcuni non sono nemmeno entrati in questa classifica per questione di spazio penso per esempio a “Le Fiabe Immortali” di Paolo Barbieri, ai due libri di Alessia Mainardi su Argetlam o ancora ai libri di Tanith Lee della serie che inizia con “Il Signore della Notte“. Per non parlare dei due libri di fantascienza che ho letto quest’anno di Ursula Le Guin cioè “Il mondo della foresta” e “Il pianeta dell’esilio“. Mi fermo qui sennò il post diventa chilometrico. Quindi vi auguro un Felice Anno nuovo pieno di letture interessanti!
Black Friars – L'Ordine della Penna di Virginia de Winter
Black Friars – L'Ordine della Chiave di Virginia de Winter
Si lo so, dovevo scrivere prima questo post, ma l’estate mi rende pigro, molto pigro, ho solo voglia di leggere e giocare a Football Manager. E mangiare ghiaccioli. Comunque qui si parla del secondo libro della scrittrice Virginia de Winter, che vi invito a seguire su Twitter è un vero spasso! Dicevo, il libro si intitola “Black Friars – L’Ordine della Chiave” ed è un prequel del precedente libro “Black Friars – L’Ordine della Spada“. Infatti è ambientato sempre negli stessi luoghi, la Vecchia Capitale, e ha anche, quasi, gli stessi protagonisti cioè Eloise Weiss e, soprattutto, Axel Vandemberg, ma gli eventi sono di qualche anno precedenti a quelli del primo libro. Poi ci sono anche molte facce note dell’Ordine della Spada oltre a conoscere finalmente la famosa vampira Belladore de Lanchale. Quel che mi era piaciuto del primo libro c’è ancora, anzi è pure migliorato, c’è la bellissima ambientazione, le atmosfere gotiche e horror, i personaggi ben descritti e ben costruiti. C’è un netto miglioramento nella scrittura di Virginia, un maturamento che ho notato in tutto questo “nuovo” libro. La trama è molto accattivante, bella e ben strutturata, con bei colpi di scena. Mi è piaciuta molta la scelta del “serial killer” che uccide rappresentando le eroine delle favole da Biancaneve alla Principessa sul Pisello. Tutte rappresentate, ovviamente, in chiave horror. Mi è piaciuto molto il personaggio di Belladore, molto machiavellico e interessante. Come scrivevo prima l’ambientazione è uno dei punti forti di questi libri, ma non è solo l’ambientazione, è tutto il mondo creato da Virginia ad essere “vero” e palpitante, tanto che ci sembrerà di attraversare, pure a noi di notte, i vicoli della Vecchia Capitale. Una degli aspetti migliori di questo libro è il tormento interiore del protagonista, Axel, che viene sottoposto veramente ad una tortura e quindi si capisce meglio il suo personaggio nel libro precedente. Mi ha fatto piacere rivedere anche il fratello di Axel, Bryce (che è il mio personaggio preferito) e gli altri amici di Axel. E’ bello vedere come sono cambiati nel primo libro in seguito a quanto avvenuto in questo. Quindi, concludendo, vi consiglio di leggere questo libro e il precedente, meritano davvero, sono bei libri gotici-horror-fantasy… c’è anche una parte “romantica” ma Virginia è bravissima a scriverla ed è molto godibile. Infine, proprio per ultima cosa, per chiarire il punto, non è un libro alla Twilight, sia chiaro, ci sono i vampiri ma sono veri vampiri, calcolatori e gelidi succhiasangue e soprattutto ci sono così tanti squartamenti e morti che se questo è un libro per ragazze io sono un fisico nuculare come Homer Simpsons! XD
Immagine presa da qui.
Black Friars – L'Ordine della Spada
L’altro ieri, a tarda notte, ho finito di leggere Black Friars – L’Ordine della Spada, un bel mattone scritto da Virginia de Winter, di cui dovete assolutamente leggere la biografia nel sito perché è davvero troppo spassosa ma anche il suo profilo su Facebook non scherza, leggetevi le info! Il libro mi è piaciuto molto è una storia ambienta in un mondo medievalerinascimentale simile al nostro, pieno di superstizione e profondamente religioso e abitato da creature magiche e misteriose. Come genere diciamo che è un horrorgoticofantasy, uno strano misto tra vampiri, antiche case regnanti, complotti, ordini religiosi, persone dotate di poter paranormali ed altro ancora. I tre protagonisti della vicenda sono l’antico ed ombreggiante vampiro Ashton Blackmore, Axel Vandemberg della casa regnante di Vandemberg, erede al trono, Princeps dello Studium (l’Università in cui si ambienta parte della vicenda nella Città Vecchia) nonché Conte dell’Ordine della Chiave ed infine Eloise Weiss, studentessa della Societas di Medicina e anche qualcos’altro, che si troverà invischiata nelle vicende dell’estinta famiglia Blackmore e nel Presidio. Cos’è il Presidio? Un luogo abitato nella Città Vecchia in cui hanno sede essere abominevoli, demoni, che stanno lì richiusi per tutto l’anno presidiati dall’Ordine della Spada dei Frati Neri, tranne che per un giorno in cui si possono scatenare in città. E sarà proprio una di quei giorni, durante la Vigilia di Ognissanti, che inizieranno le vicende del libro. Quel che mi è piaciuto di più di questo bel tomo è stata l’ambientazione, assolutamente eccellente, davvero ben strutturata, la scrittrice ha creato un mondo convincente ed intrigante, che sembra veramente reale. Un mondo in bilico tra scienza e religione, tra sacro e profano, tra superstizione e vampiri e altre creature, un mondo per molti aspetti simile al nostro soprattutto per l’eterno conflitto tra le istituzioni laiche e le istituzioni della Chiesa che anche lì tramite il loro potere cercano di influenzare la società. Diciamo che la Chiesa non viene rappresentata, la maggior parte delle volte, in maniera positiva. E questo mi piace. Altra cosa che merita evidenza nel libro, e non me ne frega niente dello spoiler, non c’è la storia d’amore tra Ashton e Eloise, io ve lo dico subito non siamo in Twilight e si vede, per fortuna nostra. Altra cosa che mi è piaciuta sono i personaggi tutti ben caratterizzati e tutti “vivi” in qualche modo, non mere macchiette. Invece un aspetto che mi ha fatto storcere il naso, oltre al fatto che forse troppo spesso ci viene ripetuto quanto siano bianche le mani di Ashton o d’oro di capelli di Axel, alle volte la scrittura è troppo ampollosa, la maggior parte delle volte mi piace questo tipo di scritture, ma certe volte diventa troppo pesante anche per quest’uso continuo e a volte eccessivo delle metafore. Alla fine è l’unica cosa che mi lascia un po’ contraddetto. Non riesco a pensare ad altro… ah si, la storia d’amore tra due personaggi, capisco che sia un romance ed io sono un orso per certe cose, quindi un po’ mi aveva stufato… Ricapitolando, io ve lo consiglio, è un libro originale, con belle ambientazioni e bei personaggi. Aspetto di leggere il seguito, che è un prequel della vicenda, e si intitola Black Friars: L’Ordine della Chiave… speriamo sia all’altezza di questo primo tomo!
p.s.: ovviamente Mad Dog vuole intervistare prima o poi Virginia de Winter e ha già annunciato che vuole visitare la Città Vecchia! XD
Vampire Masquerade – Cronaca N°2
Continuo nel proporvi gli appunti delle mie cronache di Vampiri, come vedete ci sono delle ripetizioni di pezzi precedenti, perché, alcune cose non erano avvenute nella precedente giocata. Buona lettura! Comunque alla fine di questa giocata il Brujah è prematuramente morto ucciso dal Principe Nubi perché aveva… dato di matto davanti a lui.
Comunque sia poco dopo, riceveranno una visita poco amichevole dai Setiti che stanno cercando anche loro Marvel, per un non meglio specificato motivo. I Setiti credono che loro abbiano scoperto dove sia Marvel e cercheranno di catturarli per poi portarli al loro tempio sotterraneo. Gli basta rapire solo uno dei pg e andare via, o ammazzare gli altri e andare via. (Preparare schede per combattimento). Ricordarsi di farlo quando ci sono tutti.
Circa mezz’ora dopo che Massimo Augusto è andato via dalla sede della Camarilla riceverà una telefonata da un rappresentante di Nubi che gli dice che la notte dopo si dovrà recare appena svegliato alla sede della Camarilla perché ci sono fatti importanti da discutere. E di comunicarlo anche agli altri membri della coterie che stanno con lui.
La stessa telefonata la riceve il tremere a cui viene intimato di tornare immediatamente alla capella dei Tremere. Arrivato qui verrà ricevuto direttamente dal Reggente della Cappella di New York e Lord dello Stato di New York, Luca Cordiana. Il quale lo rimproverà per avere usato i suoi poteri in maniera così avventata e che solo grazie al suo intervento non ha subito conseguenze per la sua azione. Se il pg diede come faccia a sapere quello che successo Cordiana risponde:
“Le vie della Camarilla sono infinite, ci sono occhi ed orecchie ovunque che riferiscono al Principe Nubi. Se non fosse per il primogenito del clan Brujah a quest’ora il tuo amico avrebbe un paletto nel cuore e la testa ad adornare la scrivania di Nubi. Quindi domani quando ci sarà l’incontro alla Camarilla scusati… so quanto possa essere difficile, sei un Tremere, sei orgoglioso come tutti noi, ma dobbiamo chinare la testa a volte, per conservala sulle spalle… Soprattutto quando si è neonati come te. Ma ti avverto, io ho investito molto su di te, su questo tuo coinvolgimento, non ho scelto te a caso, ma ti ho scelto perchè sei il neonato più promettente di questa cappella, ti avverto che se mi deludi… ne pagherai le conseguenze.”
Se il pg desidera sapere di più, Cordiana sarà elusivo e gli dirà di andare a coricarsi che ormai il sole sta per sorgere.
Agli altri non succederà più nulla di rilevante durante la notte.
Se ci vanno troveranno il locale vuoto, con solo un uomo ad aspettarli davanti al bancone del bar, sorseggiando una coppa di sangue, ne offre altro anche ai pg. E si presenta dando una pacca sulla spalla o una stretta di mano a tutti, dicendo di chiamarsi Matt Stakes e di essere un cainata anche lui che vuole aiutare dei neonati come loro nella difficile non-vita. Sarà molto interessato ai Malkavian e li tratterà molto bene, invece darà fastidio al ventrue. E’ vestito con sobrio e semplice completo italiano, di colore rosso carminio. Ha una barba molto curata, capelli corti impomatati, marroni così come gli occhi. E’ molto gentile e amichevole con i pg. Farà mostra della sua disciplina di ottenebramento, schioccando le dita farà comparire alcuni tentacoli d’ombra che porteranno i calici pieni di sangue ai pg. (Un punto sangue per calice). Stakes è molto affabile ma se i pg chiedono del suo passato sarà un po’ elusivo, dicendo che aveva un’azienda d’armi ma che ormai si è ritirato a vita privata e che faceva i suoi affari anche con l’attuale principe. (Se i pg fanno un tiro dif 7 su intelligenza, sapranno, a seconda dei successi, che Matt Stakes è un Las Ombra molto potente, che aveva effettivamente un’azienda di armamenti la Matt Stakes Army Industry, che nutre un odio terribile per Nubi e che i due hanno lottato in passato. Nubi era stato rovinato da Stakes e poco dopo il ventrue si vendicò uccidendo, apparentemente Stakes e prendendo la sua azienda ed il suo grattacielo dove ora c’è la sede della Camarilla. Stakes era un alleato esterno del Sabbat e sembrava che un gangrel di nome Oberon l’avesse ucciso su ordine di Nubi ben quindici anni fa. Stakes da allora era scomparso. E’ la nemesi di Nubi. Se i pg vogliono attaccarlo, Stakes li avverte che contro di lui non possono fare nulla e che non vuole ucciderli. Vuole collaborare con loro e non vuole nulla in cambio (per ora). Se i pg lo attaccano userà l’ultimo livello di ottenebramento per diventare di tenebra e poi scomparire tra le fessure del pavimento. Dirà anche che si rivedranno.) A parte questo il vampiro dirà che non sa realmente nulla di utile su Marvel a parte che sa che i Giovanni non si muoverebbero per così poco, non solo per la droga, c’è altro sotto, ma non sa cosa.
Quando vanno nella sede della Camarilla, verranno accolti dallo sceriffo e dal flagello che saranno molto freddi con loro. Verranno portati all’ultimo piano della torre, un attico che copre tutta la visuale dell’isola. E’ lo studio del principe Nubi che si trova dietro una scrivania nera. E’ tutto molto lussuoso e pomposo. C’è una libreria piena di tomi, una pendola interamente laccata d’oro ed altre bellezze, e tutto molto suontoso. C’è un camino su cui scoppietta un fuoco per fare atmosfera. Ci sono delle poltrone davanti alla scrivania due. Nubi dice ai pg di rimanere alzati e di mettersi in riga. Poi finisce una telefonata e si alza dalla sua poltrona. Li guarda. Uno ad uno. Usa la Maestà su di loro (pag 174 manuale), se vogliono resistere devono tirare su Coraggio (dif Carisma + Intimidire di Nubi), ma solo per un attimo poi il potere di Nubi li soggioga. Hanno una paura fottuta di Nubi, rimangono esterefatti dalla sua potenza. Tutti devono fare un tiro su Coraggio a difficoltà sette, chi non lo supera cadrà in ginocchio piagnucolando. Nubi parla.
“Idioti!” tuona “Ho già abbastanza problemi in questa cazzo di città tra Setiti, Sabbat e la dannata Cacciatrice Sarah… ora vi ci mettete anche voi che vi mettete a svolazzare per l’aria e a spararvi tra di voi per delle stronzate! E dico soprattutto a te idiota di un Brujah! Se non fosse per il tuo sire a quest’ora Qati ti avrebbe infilato un paletto nel cuore e poi ti avrebbe lasciato al sole! Chi cazzo di credi di essere per minacciare un membro rispettabile del mio clan? Eh? – Si avvicina al pg e gli molla una ginocchiata sull’inquine (calcolare danno). – Siete vampiri cazzo, avete una stramaledetta missione da compiere e vi divertite a fare gli idioti tra di voi, a litigare! Ho dovuto oliare qualche ingranaggio per risolvere il problema che avete fatto. Dannazione! Davanti ad una stazione di polizia…” Nubi si avvicana ad un capiente frigorifero, lo apre un po’ e poi butta le teste di due poliziotti ai piedi del brujah “Visto cosa ho dovuto fare per risolvere la situazione? Vi avevano visto coglioni! Stavano per arrivare a voi. Le vostre dannate targe, la dannata Aston Martin dello stracazzo di Massimo Augusto! Pure te, non mi sembri stupido, ma allora perché vai nel Bronx con una cazzo di Aston Martin??? Eh? Spiegami come hai potuto fare una cosa così stupida! Come te caro il mio Harry Potter… non hai pensato alle telecamere, sai quanta gente c’è che guarda il cielo nella speranza che arrivino gli alieni? C’è già un filmato su Youtube che vi riprende da lontano, per fortuna non vi si vede bene… pensano siate un UFO. Per tua fortuna – e gli punta un dito in petto e lo spinge – per tua fortuna le mucche sono stupide… la maggior parte, ma pensi che la Società di Leopold e gli Inquisitori non abbiano capito cosa era realmente quell’UFO? Ah e se pensate che si, potevo cambiare la memoria ai due poliziotti… si potevo farlo, sarebbe stato semplice, ma non avreste capito… cosa bisogna fare per rispettare la Masquerade. Non avreste capito. Io ho sempre rispettato la Masquerade e guardatemi adesso! Sono il principe di New York! E diventerò molto di più… e certamente non mi farò fermare da tipi come voi. Non farò come il principe Leehnsherr, quell’idiota diede troppo spago a quelli come voi e sapete come è ridotto adesso? E’ polvere! Non diventerò polvere a causa vostra. La prossima volta che non rispettate la Masquerade, non ci sarà primogenito che tenga, vi ammazzo, io stesso. Vi strappo quel cuore freddo che avete e lo butto nel fuoco! E soprattutto a te Brujah… ti avverto, un prossimo sgarro e sei morto. Morte Ultima. Caccia di Sangue. Tu sei come Oberon. Uguale. Stupido. Violento. Alla fine quelli come te schiattano e sono quelli come me che vi ammazzano. Non sono arrivato fino a questo punto per cadere a causa di idioti come voi… Ed ora andate novellini… e se ci tenete al vostro collo, portate a termine la missione che vi ho dato il prima possibile… se non volete che mi cibi personalmente della vostra anima… e del vostro sangue… Ora andate via dalla mia vista!”
Lo sceriffo gli dirà di andare con lui nella sala riunioni e vorrà sapere tutto quello che hanno scoperto. Gli dirà che qualche giorno prima della scomparsa di Marvel, era stato rubato un tomo nel palazzo di Gaetano Giovanni, un tomo sulla loro arte necromantica. E di fare maggiori ricerche in questo senso, forse così troveranno Marvel. Se gli chiedono che tomo, lui dice di non saperlo, non è uno stregone lui.
Qati, prima che vadano via, si avvicina al Tremere e gli sussurra che spera che infranga la Masquerade, così potrà bere il suo sangue di stregone e vendicarsi di ciò che il suo clan a fatto agli Assassini.
Dopo essere usciti dal palazzo la paura per il principe passa.
I pg quando andranno in giro notereanno di essere seguiti da qualcuno. Dovranno fare un tiro di Percezione + Sesto Senso (Dif 7) per capirlo. Se vogliono organizzare un’imboscata scopriranno che li stanno seguendo degli Inquisitori e ci sarà una battaglia (Preparare Schede) Se vengono catturati gli Inquisitori non dicono nulla e si uccidono ingerendo del cianuro.
I pg potrebbe andare dai Giovanni a Little Italy. Il quartier generale dei Giovanni si trova al 155 di Mulberry Street in un ristorante chiamato S.P.Q.R. Non troveranno un ambiente molto amichevole, ma nessuno li attaccherà apertamente (solo se aizzati i Giovanni si difenderanno). Se vanno nella sede dei Giovanni, verranno ricevuti da Adele Giovanni, una della famiglia. Non sarà disposta a parlare di queste cose con loro, sono faccende interne alla famiglia. Gli dice solo che il tomo non è stato ritrovato e stanno indagando su chi possa essere stato. E di non sapere chi sia Marvel. Se usano qualche potere o abilità per sapere cosa sa veramente scopriranno che non sa veramente nulla. Se cercano di minacciarla, la situazione si scalderà e verranno o accompagnati fuori o attaccati. In questo caso interverrà anche Gaetano Giovanni.
Se dopo l’attacco dei Setiti vogliono cercarli, dovranno cercare i Nosferatu, sono loro gli unici che possono sapere dove si trovi il tempio di Setiti e forse dove sia Marvel. Sono in fondo quelli che sanno tutto di tutti. Se chiedono in giro sapranno che un certo Luois è il Nosferatu che fa per loro ed abita nelle foghe, sotto Central Park. Luois è un pazzo che crede di essere ancora al tempo della Rivoluzione Francese, crede che la ghigliottina lo stia per prendere e ha paura anche della sua ombra. Ma sa ogni cosa della città. Se i pg riescono a calmarlo e a parlargli, gli dirà che Marvel si sta nascondendo dal Conte di Bergerach e che lo aspetta la ghigliottina per il furto che ha fatto ai danni del Conte. Se gli chiedono cosa ha rubato gli dirà che il Duca Marvel di Oxford ha rubato un tomo con i segreti del Conte. Per i Setiti gli dirà che lui degli Egizi non sa nulla. Che vuole essere lasciato in pace da loro e che non va mai a trovarli sotto le camere del faraone (cioè il museo egizio della città).




