Melusina & Terra senza cielo

SHAME! SHAME! SHAME! Mi cospargo il capo di cenere perché è da alcune settimane che voglio scrivere questo post e non ho avuto il tempo e l’occasione per farlo finora. “Melusina” e “Terra senza cielo” sono due libri, anzi ebooks, che ho letto recentemente. Il primo è un romanzo urban fantasy scritto da Aislinn e il secondo è una raccolta di racconti sempre di genere urban fantasy, più o meno, scritti tutti da, di nuovo, Aislinn e Luca Tarenzi. Entrambi i tomi sono editi dalla Gainsworth Publishing e sono stati i primi due ebooks che ho letto nel mio nuovo tablet di Amazon. E’ stato un bel battesimo del fuoco leggere questi due libri in maniera assai diversa da come sono abituato ma alla fine mi sono adattato. Devo dire che non è così brutto leggere gli ebooks, insomma si può fare! Invece sul contenuto vero e proprio di questi due libri devo dire che mi sono piaciuto moltissimo entrambi. Ho letto prima “Terra senza cielo” quindi inizio con questo. Alcuni racconti sono davvero bellissimi e stupendi, altri un po’ meno ma mi sono comunque piaciuti tutti. Come ha scritto il mio amico Tanabrus nella sua recensione a questo libro, di solito in questo genere di raccolte c’è sempre qualche racconto un po’ bruttino, qui invece no, sono tutti racconti molti validi. Inoltre ci sono anche delle easter eggs e cammei da alcuni libri bellissimi che hanno scritto Luca e Aislinn. Ho apprezzato molto poi le introduzioni dei vari racconti e i “dialoghi” tra i due autori, alcuni davvero divertenti. I racconti che ho preferito sono “Somebody to Love” (che mi ha fatto davvero morir dal ridere), “L’apprendista tentatore” (voglio le altre avventure di Azazel, ora!), “Il re, l’angelo e il serpente“, “Il cuore di una belva“, “Handmade god“, “Piombo” ed il mio preferito “C’è qualcosa nelle ombre“.

Passiamo ora invece a “Melusina“. Ho apprezzato molto anche questa nuova fatica di Aislinn, non quanto il suo libro precedente, ma mi è piaciuto davvero molto. Ora premessa, avrei preso il protagonista a schiaffi dall’inizio alla fine del romanzo. Detto questo “Melusina” è davvero una storia bella, interessante e originale (certe sorprese non me le aspettavo proprio, non avevo nemmeno azzeccato il mostro, pensavo che fosse Medusa! Non ho voluto cercare il termine “melusina” per evitare di spoilerarmi qualcosa… ed ho fatto bene!). I temi trattati sono tutti molto importanti, l’elaborazione del lutto, tutte le problematiche che pone una malattia terribile come il cancro, la dipendenza da sostanze stupefacenti. Aislinn è riuscita scrivere una storia tragica e bellissima nella sua perversa realtà “vera” senza nulla togliere alla parte proprio “urban fantasy”. Mi è piaciuto molto tutta la parte “fantastica” quindi e l’aver usato una figura del folklore del Medioevo che, almeno io personalmente non conoscevo. Ed è davvero una figura mitologica molto ma molto interessante. Poi ormai devo andare a Biveno a vedere il belvedere e la statua dell’orso, sta diventando sempre di più una città vera. Quando ci andrò (si lo so, che non “esiste”) mi aspetto quasi di trovare Tom che va portare il suo furgone a riparare nell’officina di Alessio. Ho apprezzato poi tutti i personaggi, anche se ripeto, avrei preso Dario a schiaffi dalla mattina alla sera e continuato anche la notte, ma li ho apprezzati anche nella loro fallibilità. L’unica pecca del libro è che avrei goduto davvero molto se fosse morto male un certo personaggio antipatico, ma capisco che era un cliché troppo prevedibile. Ecco se c’è una cosa questo libro non è prevedibile. Quando lo stavo leggendo avevo già pensato “Ah allora andrà così”, “Ora succede questo”, e invece mi sbagliavo, brava Aislinn! Spero comunque di rivedere alcuni di questi personaggi nei prossimi libri di Aislinn anche perché essendo curioso come un gatto voglio sapere come va a finire una certa cosa…

Concludendo sia “Melusina” che “Terra senza cielo” sono due bellissimi libri urban fantasy che vi consiglio caldamente di comprare e leggere. Aislinn e Luca Tarenzi si confermano tra i migliori e più bravi scrittori idel genere urban fantasy che abbia mai letto (ma possiamo anche togliere urban fantasy, sono proprio bravi scrittori). Alla prossima Lucca Comics li prenderò cartacei così me li faccio firmare dagli autori… sperando che nel frattempo escano altri libri sia di Luca che di Aislinn che qui sono sempre in astinenza!

Poison Fairies – La Guerra dei Moryan di Luca Tarenzi

Qualche settimana fa ho finito di leggere la trilogia molto particolare di Poison Fairies scritta da Luca Tarenzi e pubblicata da Acheron Books. Avrei voluto scrivere prima questo post ma purtroppo non ne ho avuto il tempo. Avevo già letto i primi due libri, mi erano piaciuti davvero molto e aspettavo con ansia il terzo. Alla fine hanno pubblicato l’intera trilogia in cartaceo quindi ho preso l’occasione per leggere tutto insieme. Devo dire che ho appezzato tanto questo ultimo libro della saga. E’ un finale dannatamente epico che conclude degnamente la vicenda iniziata nel primo tomo. Come ho scritto in precedenza ho adorato il “mondo” e l’ambientazione della discarica abitato dalle “fatine” create da Luca così come i personaggi. Dalla cocciuta Cruna a Livido, da Verderame (la mia preferita in assoluto) al malvagio Vanadio. Non scherzo quando dico che per me questo è un ottimo materiale per una serie tv o un videogame in stile Skyrim. Sarebbe davvero fantastico potere esplorare la discarica mentre devi affrontare i tuoi nemici mortali. Lo ripeto, quello che apprezzo di più è la costruzione del mondo che ha effettuato Luca, dai veleni e ai poteri di queste “fatine”, al ruolo degli umani e … dei gabbiani. Ero così immerso in questo “mondo” che verso la fine della lettura cercavo in casa oggetti e rifiuti che sarebbero potuti servire a Cruna e Verderame per completare la loro missione. Mi piacerebbe molto, in futuro, leggere altre storie ambientate in altre parti della vasta discarica, anche lontano dai goblin e dai boggard. Sento che ci sono altre avventure e drammi che potrebbero essere abilmente trattati da Luca. Quindi concludendo questa è davvero una bella trilogia urban fantasy (o per meglio scrivere dump fantasy visto dove si svolge… dopo questa battuta sono sicuro che Luca mi manderà le sue “fatine” per farmi fuori! XD) che vi consiglio caldamente di acquistare e leggere!

I libri più belli letti nel 2018

Come ogni anno è giunto il momento in cui vedo le statistiche di quest’anno di letture su Goodreads alla ricerca dei libri più belli che ho letto in questo 2018. Oggi è il 30 dicembre e nel momento in cui scrivo ho letto 205 tra libri e fumetti. Sono arrivato a quota 50 per quanto riguarda solo i libri. Quindi ecco la lista dei libri, avevo previsto fossero solo dieci ma non sono riuscito ad andare a meno di dodici! (e sono in ordine sparso, non di gradimento):

  1. Going Postal di Terry Pratchett
  2. Il Meglio di Asimov (vol 1 e vol 2) di Isaac Asimov
  3. Straniero in terra straniera di Robert Heinlein
  4. Nostra signora delle tenebre di Fritz Leiber
  5. The Twelve di Justin Cronin
  6. Abaddon’s Gate di James S.A. Corey
  7. Mondo in Fiamme vol.1 e vol 2. di Edoardo Stoppacciaro
  8. The Book of Hidden Things di Francesco Dimitri
  9. Conan il barbaro di Robert E. Howard
  10. I guerrieri di Wyld di Nicholas Eames
  11. Né a Dio né al Diavolo di Aislinn
  12. Vita Nova – Eternal War 2di Livio Gambarini

Going Postal è probabilmente uno dei libri che ho preferito di Sir Terry. Uno dei più divertenti ed interessanti ed è sicuramente tra i libri più belli che ho letto quest’anno. Era da anni che lo volevo leggere da quando, molti anni fa, ho visto la miniserie che è tra le mie preferite tratte dal Discworld.

Ho apprezzato molto i due volumi di Il Meglio di Asimov soprattutto i racconti “Notturno” (davvero fenomenale), “Conclusione errata” e “Immagine speculare“. Asimov si conferma come uno dei miei scrittori preferiti di fantascienza.

Un altro libro di fantascienza che mi è piaciuto davvero molto quest’anno è Straniero in terra straniera di Robert Heinlein. Ho letto il libro con molto interesse e mi ha appassionato tanto. Inoltre ho trovato che sia una storia dannatamente attuale sotto diversi aspetti.

Nostra signora delle tenebre di Fritz Leiber è un libro che non solo mi è piaciuto molto ma che ho trovato molto particolare. Mi ha interessato così tanto che ho cercato sul web le località che vengono citate di San Francisco per vedere come sono anche nella realtà. Anche perché la città è l’elemento più importante del libro.

Era da tempo che volevo leggere The Twelve per continuare questa bella trilogia post apocalittica con i vampiri di Cronin e ne sono rimasto, davvero, pienamente soddisfatto. Non vedo l’ora di recuperare e leggere l’ultimo capitolo!

The Expanse è un’altra saga che adoro, probabilmente è una delle migliori saghe di fantascienza degli ultimi anni. Sono arrivato al terzo libro, cioè Abaddon’s Gate e non fa altro che migliorare. Sono davvero curioso di come continuerà e cosa ci riserverà il futuro, sia per i libri che per il bellissimo telefilm.

I due libri della trilogia di Mondo in Fiamme dal titolo il primo di Primavera di Cenere e il secondo di Requiem di Acciaio sono gli ultimi due libri che ho letto quest’anno, opere prime di Edoardo Stoppacciaro. Mi sono piaciuti davvero moltissimo, ci sono tante sorprese, non ci si annoia mai e la lettura scorre davvero bene. Devo dire che certe volte sono rimasto davvero a bocca aperta dallo svolgersi degli eventi. Non sono un esperto di scontri con spade medievali ma in questi due libri ho trovato, almeno mi sembra, una cura particolare nel descrivere questo genere di combattimenti e ne sono rimasto molto contento. Che dire di altro, ho apprezzato molto i personaggi, molti, variegati, nessuno scontato. I protagonisti hanno una loro evoluzione, spesso non scontata, che è sempre interessante. Il mio preferito è Ser Daryn ovviamente. Non so quando verrà pubblicato il terzo libro ma, come si dice in gergo, ho una scimmia sulla schiena grande quanto un orco! Ringrazio molto Luca Tarenzi e Aislinn per avermi consigliato di prendere questi libri a Lucca.

Devo veramente scrivere qualcosa sul barbaro più famoso della storia? Adoro Conan il barbaro in tutte le salse. Ho quasi tutti i fumetti pubblicati dalla Dark Horse e sono davvero curioso di vedere quale sarà il nuovo corso firmato Marvel. Era da tempo che volevo avere un volume unico con tutte le opere sul Cimmero e finalmente sono riuscito a recuperarlo.

I Guerrieri di Wyld di Nicholas Eames è un altro libro che ho apprezzato molto, un fantasy molto sporco e cattivo come adoro io. Bei personaggi, bella storia, belle ambientazioni, cosa si vuole di più dalla vita? Se la Nord non si sbriga a tradurre il secondo volume me lo compro in inglese. Ringrazio Aislinn per avermelo consigliato!

Già ho scritto dei post mesi fa su The Book of Hidden Things di Francesco Dimitri, su Né a Dio né al Diavolo di Aislinn e su Vita Nova di Livio Gambarini quindi non aggiungo altro. Se cliccate nei titoli dei libri andrete direttamente ai post in cui ho scritto cosa ne penso di questi libri. Riassumendo sono davvero bellissimi e vi consiglio caldamente di leggerli tutti e tre! Considero Francesco, Aislinn e Livio tra i migliori scrittori italiani, non solo di genere, ma in generale.

p.s.: con il nuovo aggiornamento di WordPress non riesco più ad usare il testo giustificato… uff…

The Book of Hidden Things di Francesco Dimitri

Oggi ho finito di leggere un libro che ho trovato davvero molto bello, il cui titolo è “The Book of Hidden Things” di Francesco Dimitri pubblicato dalla Titan Book (che adoro come casa editrice per vari motivi ma soprattutto per aver pubblicato il bellissimo libro sul making off di Independence Day Resurgence). Prima di tutto voglio complimentarmi con Francesco, non solo perché ha scritto un libro che ho apprezzato tanto, ma anche perché “The Book of Hidden Things” è stato pubblicato da una casa editrice inglese che per un autore italiano non è affatto semplice. Non faccio il solito riassunto sulla trama del libro, non mi piace mai farlo. I temi centrali del libro sono l’amicizia, la fiducia, la vita adulta che si rivela ben diversa da quello che si aspetta nell’infanzia e nell’adolescenza, di come il tempo passi e cambi le persone e… la magia. E poi uno dei temi principali è il Salento, che devo dire, ahimé, di non conoscere così bene come vorrei. Francesco comunque riesce a ricreare perfettamente il Salento, i luoghi e l’atmosfera che si respira nell’estate salentina, mi sembrava di essere a Castelfranco (anche se non essendoci mai stato in Salento non posso esserne proprio certo). Questo, comunque, è un libro che mi ha fatto riflettere molto sulle scelte che ho fatto, sul mio percorso, sulla mia vita soprattutto in questi ultimi due anni con l’aggravarsi della demenza senile di mio padre (e devo dire che leggendo, alcune volte, mi sono un po’ commosso). Ho apprezzato molto lo stile di scrittura di Francesco e di avere vari punti vista sulla vicenda. Invece non mi ha pesato per niente leggere il libro in inglese rispetto all’italiano. Un’altra cosa che ho trovato lodevole è stata l’inclusione, nella storia, della Sacra Corona Unita, ha reso più “vera” tutta la vicenda. Passando ai personaggi, Art è fantastico, si rimane se ne rimane davvero quasi sedotti, è un grande personaggio e spero di rivederlo in altri libri prima o poi. Ho trovato, inoltre, che tutti i personaggi sia ben descritti e ben strutturati, “veri”, nessuno è perfetto e anzi sono tutti fallibili. Quindi concludendo “The Book of Hidden Things” è davvero un bel libro urban fantasy• che vi consiglio di leggere. 

  • Più o meno urban fantasy. E’ un libro molto difficile da infilare dentro ad un dato genere (Inoltre non mi piace molto etichettare i libri in un dato genere ma questo è un altro discorso).

Né a Dio né al Diavolo di Aislinn

Qualche giorno fa ho finito di leggere “Né a Dio né al Diavolo” l’ultimo libro scritto da Aislinn edito dalla Gainsworth Publishing. Conosco Aislinn da un bel po’ di anni e ho letto con piacere i due Angelize quindi ero molto interessato a questo nuovo tomo e le mie aspettative sono state completamente soddisfatte. Cosa c’è di meglio, infatti, di un libro urban fantasy in cui ci sono vampiri, metal e giochi di ruolo? Nulla, probabilmente. La storia è interessante, soprattutto la parte ambientata nel “passato” che è molto angosciante e che da un’idea molto chiara di come doveva essere il pezzo di mondo in cui si svolge la storia all’epoca. Non mi dispiacerebbe leggere, in un futuro libro, altro sul passato di alcuni dei personaggi, in epoche diversa dalla nostra. Ho, ovviamente, apprezzato i personaggi, tra tutti Mircalla ma devo dire che sono tutti personaggi, sia gli umani che i vampiri, molto “veritieri”. Si vede che hanno tutti delle motivazioni ben precise, che hanno un passato vero e non sono stereotipati. E Tom mi ricorda in parte un mio caro amico, per certi versi sembra uguale, ma conoscendo il mio di Tom avrebbe probabilmente ucciso tutti i vampiri in ben poco tempo con la sua conoscenza enciclopedica dei succhia sangue (rivaleggia con la mia probabilmente). Non ho sopportato, a volte, il protagonista Ivan che, a volte, mi ha ricordato un po’ Shinji da Evangelion. Mi è piaciuto pure un personaggio che arriva alla fine (non dico il nome per evitare spoiler) che non viene approfondito completamente in questo libro ma di cui forse, intuisco, sapremo di più nel seguito. Uno dei pregi di questo libro, oltre ai protagonisti, è l’ambientazione. Aislinn ha ambientato la vicenda nella finta cittadina piemontese di Biveno, una cittadina italiana di provincia anonima ed è riuscita a cogliere perfettamente l’atmosfera e la “vita” di un luogo del genere. Mi sembrava di stare veramente a Biveno, ho avuto anche il dubbio che esistesse veramente. I vampiri di Aislinn sono tormentati e maledetti, come è giusto che sia, con qualche aspetto classico dei vampiri ed altri ripresi direttamente dal Dracula originale di Bram Stoker e spesso dimenticati nelle altre incarnazioni dei succhia-sangue. E’ molto… inusuale, inoltre, l’origine di uno dei vampiri che mi è piaciuta davvero molto, è un aspetto davvero raro che, a quanto sappia io, non è quasi mai stato usato in letteratura o nel cinematv. Poi ho assolutamente adorato tutti i riferimenti nerd e ai giochi di ruolo (non sono così metallaro da capire tutti i riferimenti sul metal XD) e ho colto pure il riferimento ad Angelize! Ciliegina sulla torta la bellissima intervista che Luca Tarenzi ha fatto ad Aislinn e che si trova alla fine del libro, davvero un tocco di classe per finire questa lettura. Insomma “Né a Dio né al Diavolo” mi è piaciuto moltissimo, è uno dei libri migliori che ho letto quest’anno finora e spero presto di leggerne il seguito.

I libri più belli letti nel 2017

Come ogni anno, più o meno in questi giorni, è tempo di fare la classica classifica dei libri che ho apprezzato di più, questa volta di questo 2017 che sta per finire. Quindi bando alle ciance, ecco la mia personale classifica sui libri più belli del 2017:

  1. The Bloody Red Baron” & “Dracula: Cha cha cha” di Kim Newman. Libri della saga iniziata con Anno Dracula e che ho apprezzato davvero molto. Sono tutti molto interessanti, scritti benissimo e il terzo libro, “Dracula: Cha cha cha” è ambientato a Roma durante il periodo della Dolce Vita! Ovviamente sono a tema vampiri ma si dovrebbe capire dai titoli! XD
  2. Jingo“, “The Truth“, “The Last Hero“, “Il prodigioso Maurice e i suoi geniali roditori“, “Night Watch” e “L’intrepida Tiffany e i piccoli uomini liberi” di Terry Pratchett. Sono tutti libri della saga del Discword che adoro. Non saprei scegliere quello più bello tra questi, forse forse “Night Watch” ma non ne completamente sono sicuro. So soltanto che fra poco avrò finito di leggere tutti i libri del Discword e poi non saprò cosa fare. Probabilmente pregare Offler o il Blind Io che facciano altri film per la televisione tratti dalle opere di Pratchett!
  3. La notte dei biplani” di Davide Morosinotto, bellissima ucronia ambientata in una Prima Guerra Mondiale leggermente diversa dalla nostra. Ne ho parlato in questo blog, in uno dei pochi post che ormai scrivo durante l’anno, cliccate sul titolo del libro per andarlo a leggere.
  4. Niente e così sia” di Oriana Fallaci. Pian piano sto recuperando alcuni libri di Oriana Fallaci che da tempo volevo leggere. E devo dire che, almeno finora, non me ne sto pentendo. Mi è piaciuto davvero moltissimo questo libro e così ho potuto conoscere, in maniera più approfondita, un periodo ed una guerra, quella in Vietnam, che conoscevo solo a grandi linee.
  5. Caliban’s war” di James S.A. Corey. Secondo libro della serie fantascientifica The Expense da cui hanno tratto un bellissimo telefilm che vi consiglio di seguire. Questa è la miglior fantascienza che ci possa essere. Interessante, coinvolgente. I libri sono un filino superiori al telefilm ma di poco. Non vedo l’ora di leggere gli altri!
  6. The Empty Grave” di Jonathan Stroud. Ultimo libro della saga di Lockwood & co, dedicata ai fantasmi. Tutti i nodi vengono al pettine in maniera assai soddisfacente. Ho apprezzato molto questa saga, mi dispiace che sia finita, e devo dire che mi è piaciuta di più questa che quella di Bartimeus (che ho comunque adorato all’epoca). Spero che la serie tv, che dovrebbero produrre, sia all’altezza dei libri.
  7. Eternal War: L’Esercito dei santi” di Livio Gambarini. Altro libro di cui ho parlato qualche tempo fa e che mi è piaciuto davvero molto. Sia l’idea, l’ambientazione e i personaggi. La Acheron Books sforna sempre ottimi libri di ottimi autori italiani. Spero di leggere presto un seguito di questo libro!
  8. Multiverse Ballad” di Andrea Atzori e Tim D.K. Chiude la classifica una raccolta di racconti molto particolare, di cui ho scritto nel blog poco tempo fa. Tratta un argomento che mi sta molto a cuore, cioè il multiverso e le realtà alternative. Ed è davvero una bellissima raccolta che vi consiglio caldamente.

Con questo si conclude la mia personale classifica di quest’anno, per fortuna non faccio una classica dei fumetti che mi sono piaciuti di più sennò forse finiremmo nel 2118! XD

 

Multiverse Ballad di Andrea Atzori e Tim D.K.

Multiverse Ballad scritto da Andrea Atzori e da Tim D.K. è un libro particolare, anzi oserei dire che è un libro unico nel suo genere. L’ho finito giusto qualche giorno fa e mi ha davvero colpito molto. Il libro è una raccolta di racconti, apparentemente slegati fra loro ma in verità collegati in qualche modo, ambientati in realtà, mondi, differenti nel multiverso. La teoria del multiverso dovrebbe essere abbastanza nota per chi legge fumetti ed in parole povere il multiverso è l’insieme di tutti gli universi o dimensionirealtà che possono esistere. E’ un concetto spesso utilizzato nei libri, nei fumetti, nel cinema e nelle tv, basti pensare solo al telefilm “Sliders” da noi chiamano “I viaggiatori” che guardavo da ragazzino e che mi appassionava tanto all’epoca. Il multiverso, le realtà parallele, forse proprio per quel telefilm, mi hanno sempre interessato particolarmente. Nel loro libro, gli autori, aggiungono una componente nuova alla “teoria” cioè che ogni fumetto, libro, serie tv, film, sogno, racconto, esiste da qualche parte nel multiverso e che, in qualche modo, la sua esistenza raggiunge la mente delle persone che poi ne fanno quindi libri, film, fumetti, ecc… Devo dire che, dato che le realtà alternative mi interessano così tanto, era un’idea che avevo avuto anch’io qualche tempo fa e mi ha fatto molto piacere vedere che non sono l’unico ad averla avuta e che è stata pure messa per inscritto. Tornando al libro, dopo la digressione sul multiverso, i generi letterali (e quindi i mondi) che compongono questa raccolta sono davvero moltissimi c’è il cyber punk, c’è la distopia, c’è il mondo post apocalittico, c’è l’urban fantasy e sicuramente ne ne scordo qualcuno. Non voglio rivelare troppo dei vari racconti per evitare spoiler quindi dico soltanto che mi sono piaciuti più o meno tutti anche se ce ne sono alcuni che ho davvero apprezzato molto come quelli della “famiglia” Alexander. Tutte queste storie sono molto interessanti e alcuni sono davvero coinvolgenti, soprattutto dei racconti più strutturati e lunghi. Inoltre mi è piaciuta molto la scrittura del libro, che ho trovato molto scorrevole e che mi è sembrata cambiare a secondo delle tipologia di racconto (ma sono solo un lettore e potrei anche sbagliarmi su questo). Data il tipo di libro non è semplice scegliere il personaggio che ho apprezzato di più,  ce ne sono molti ma forse il personaggio che più ho apprezzato è stato Nathan Alexander del racconto che ho preferito dal titolo “Il sangue degli Alexander“. Concludendo posso solo scrivere che è un libro che ho apprezzato moltissimo e che consiglio davvero molto di leggere.

Eternal war – Gli eserciti dei santi di Livio Gambarini

Ormai più di qualche giorno fa ho finito questo libro della Acheron Books che avevo preso a Lucca cioè “Eternal war – Gli eserciti dei santi” di Livio Gambarini (che ho incontrato a Lucca ed è stato tanto gentile da portarmi il libro ed autografarmelo). Sono rimasto assai soddisfatto dalla lettura che mi conferma che questa casa editrice, almeno per quello che ho letto io per ora, riesce a sfornare del fantasyfantastico italiano bello, particolare e di tutto rispetto. L’ambientazione del libro è la Firenze del tredicesimo secolo durante le guerre tra guelfi e ghibellini, seguiamo lo spassoso Kabal l’Ancestarca (sorta di spirito guidafusione delle anime dei patriarchi di una famiglia) della famiglia Cavalcanti. E devo dire che ho apprezzato davvero moltissimo l’ambientazione, è un periodo storico molto interessante e coinvolgente, ricco di spunti (anche di riflessione). Sicuramente quello che ho appezzato di più in questo libro è stata la creazione del mondo “spirituale” che ha fatto Livio, davvero molto ingegnosa, il fatto che le “nostre” guerre si riflettano ed influenzino gli spiriti (e viceversa) l’ho trovato davvero un colpo di genio. Inoltre tutti i vari spiriti, spiritelli, demoni, divinità, ecc… che popolano le lande “immateriali” sono fantastici. Ci sono dei personaggi, tra questi spiriti, che sono davvero divertenti e interessanti. Mi è piaciuto anche il fatto che Livio abbia “usato” personaggi storici veramente esistiti (ma non dico chi, per evitare spoiler, cerco di rimanere sul vago), soprattutto due note famiglie fiorentine, che rende ancora più interessante questo romanzo. E Kabal è davvero eccezionale, simpatico, quasi quanto Bartimeus e il Teschio parlante di Lockwood & co. Un’altra cosa che mi è piaciuta moltissimo è stata Roma, com’è stata rappresentata, tutti i suoi pericoli e le sue insidie. Livio scrive davvero molto bene, in maniera scorrevole, ho letteralmente divorato il libro in pochissimi giorni (ma è una cosa che mi capita con tutti i buonissimi libri della Acheron Books devo dire XD). L’unico appunto è che mi è sembrato che il finale fosse un po’ affrettato, qualche pagina in più, a mio parere per concludere meglio la vicenda avrebbero davvero giovato. Concludo scrivendo che spero di leggere un continuo di questo tomo perché voglio sapere come continueranno le avventure di Kabal… sarebbe interessante vederlo alle prese con il mondo moderno. Chissà cosa ne penserebbe!

 

La notte dei biplani di Davide Morosinotto

Ieri ho finito un libro che ho trovato davvero stupendo, il titolo è “La notte dei biplani” scritto da Davide Morosinotto. E’ una ucronia ambientata in un mondo leggermente diverso dal nostro, durante la Grande Guerra in cui l’informatica è già stata scoperta e viene adoperata anche nello sforzo bellico da ambo le parti. Non so se uso i termini adatti ma mi sembra che ci sia una certa influenza dello steampunk nel mondo di questo romanzo. Infatti per quanto l’informatica sia anche ad un livello superiore al nostro, per farla funzionare, si usano apparecchiature molto “retro” e insomma adatte all’epoca. Il clou del libro è la famosa battaglia nei cieli che si consumò durante la Prima Guerra Mondiale tra gli Alleati e l’intesa ma questa volta i piloti di ambo le parti sono direttamente collegati al “Bot” che controlla gli aerei, una sorta di interfaccia neurale. E da qui partirà tutta la trama del romanzo, che non anticipo troppo per evitare spoiler. Adoro, personalmente, le ucronie, probabilmente sono, insieme ai viaggi nel tempo, tra le cose che preferisco di romanzo, film e serie tv fantasy e di fantascienza. quindi ho adorato questo libro. E’ scritto benissimo, mi sembrava di essere veramente in miniera o nei cieli europei a volteggiare con gli assi dell’aria. Mischia, sapientemente, fatti reali con quelli della storia alternativa di questo mondo leggermente diverso dal nostro. Alla fine, però il risultato non cambia, l’orrore e la tragedia della Grande Guerra rimangono gli stessi e vengono descritti benissimo nel romanzo. Devo dire che è stato strano leggere un altro libro che, almeno in parte, è incentrato sugli assi dell’aria della Prima Guerra Mondiale. Infatti il primo libro che ho letto quest’anno è stato “The Bloody Red Baron” di Kim Newman incentrato proprio sul famoso Barone Rosso ma in salsa vampirica. Un altro mondo alternativo al nostro, uno in cui i vampiri si sono rivelati agli umani e combattono insieme a loro nella Grande Guerra. Ed è stato davvero particolare ritrovare citati in “La notte dei biplani” alcuni dei protagonisti del libro di Kim Newman e “vedere” anche alcune delle stesse “location”. (E penso che il castello in cui i tedeschi svolgono delle ricerche segrete sia lo stesso in entrambi i libri. Suppongo che sia quello da cui partiva il Barone Rosso nella nostra realtà ma non conosco abbastanza la storia della Prima Guerra Mondiale per esserne certo). Quindi ho davvero apprezzato molto questo libro, probabilmente uno dei migliori letti quest’anno!

Poison Fairies – I Re delle Macerie di Luca Tarenzi

Ieri ho finito di leggere il secondo capitolo della trilogia delle fatine cazzute scritto dal mitico Luca Tarenzi. Il titolo è “Poison Fairies – I Re delle Macerie” e la storia riprende, più o meno, da dove si era interrotta nel primo libro. Devo dire che questa seconda avventura di Cruna, Verderame & co. mi è piaciuta molto. Luca, come sempre, scrive molto bene ed è una vera delizia leggere le sue storie. E’ interessante vedere come si organizzano le fatine nella discarica, come usano i nostri rifiuti e l’ambiente circostante per sopravvivere, come usano la magia, ecc… E’ tutto molto divertente e coinvolgente. I personaggi sono tutto decisamente fantastici da Disgelo a Livido (il mio personaggio preferito probabilmente) a Verderame e al perfido Argiope. I problemi, se così vogliamo dire, di questo libro sono due: 1) finisce troppo presto. Mi sarebbe piaciuto che fosse più lungo, più corposo (ma questo è un problema che aveva anche il primo libro) 2) è chiaramente il capitolo di mezzo con tutti i problemi che possono avere i capitoli di mezzo. Non è chiaramente “L’Impero colpisce ancora“, non raggiunge il livello di quel film che anche essendo il capitolo di mezzo della trilogia originale di Star Wars riesce ad essere il film migliore della saga. E’ un capitolo di mezzo e si sente tutto, purtroppo. Non è che sono rimasto deluso, ma è evidente che, per quanto siano importanti le vicende di questo capitolo, il vero scontro finale avverrà nell’ultimo libro della trilogia. C’è anche da dire che il primo capitolo era la novità, la ventata di aria fresca, non che in questo secondo libro non ci siano novità o fatti entusiasmanti ma ormai l’effetto sorpresa è perso. Alcune scene sono fantastiche, la scena finale su tutte o l’incontro che Cruna & co hanno con qualcosa di veramente… gigantesco… Concludendo sicuramente non è bello come il primo capitolo ma questo secondo libro è davvero molto bello. Rimango in attesa del terzo libro che chiuderà la trilogia della fatine. Sperando di vederle ancora in azione in altri libri di Luca!

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(Le copertine sono sempre molto belle!)