Eternal War 2: Vita Nova di Livio Gambarini

Qualche giorno fa ho finito il secondo libro della trilogia Eternal War scritta dal bravissimo Livio Gambarini ed edito come sempre da Acheron Books. Ho letteralmente divorato questo tomo in cui continuano le avventure di Guido Cavalcanti e del suo Ancestarca Kabal tra Firenze e Roma, tra tenzoni poetiche e elezioni papali. E’ sempre interessante “vedere” le Lande dello Spirito ed assistere alle varie vicende che ai normali mortali sono precluse, ma anche quello che succede nella Materia è molto coinvolgente con quello che succede a Guido e la sua amicizia con Dante Alighieri. (Non entro troppo nel dettaglio per evitare eventuali spoiler). Comunque penso che la scrittura di Livio è migliorata rispetto al primo libro, inoltre ho apprezzato molto tutto il mondo e gli abitanti delle Lande, i vari tipi diversi di spiriti e creature che si possono incontrare in giro, sia antichi che più moderni. Ho apprezzato molto anche tutta la parte storica sia quella ambientata a Roma che quella a Firenze, erano nozioni che ricordavo vagamente dalle lezioni di storia del liceo e che Livio ha contribuito nel farmi ricordare per bene. I personaggi poi hanno una loro evoluzione, alcuni anche molto ma molto interessante, durante l’arco di tutto libro e sono quindi curioso di leggere cosa succederà nelprossimo tomo viste questi cambiamenti. Ho trovato molto utile, poi, la postfazione del libro in cui Livio ci spiega alcuni dettagli importanti sul libro, cambiamenti che ha fatto, ecc… Concludendo Vita Nova conferma la buonissima impressione che mi aveva fatto il primo Eternal War e mi lascia con la curiosità di sapere cosa succederà nel prossimo libro, soprattutto con l’imminente elezione di Bonifacio VIII al soglio di Pietro…

Age of Empires 2 HD

Da qualche tempo sto giocando ad Age of Empires 2 HD, alle nuove campagne che hanno creato per il gioco e devo dire che, anche con poche migliorie grafiche, Age of Empires 2 è uno dei giochi migliori che siano mai stati fatti. Per ora sono alla campagna di Dracula e non vedo l’ora di iniziare le altre. Inoltre ho apprezzato molto le nuove civiltà, soprattutto ovviamente gli italiani, e le nuove unità e nuovi “oggetti” grafici che si possono usare nell’editor. Infatti ho iniziato un certosino lavoro di aggiornamento degli scenari che ho creato molti anni fa, cercando di renderli sia più giocabili sia più accurati storicamente. Qui sotto vedete un’immagine di Roma ai tempi in cui il generale bizantino Belisario l’aveva conquistata dai Visigoti cioè nel 537 D.C. L’ immagine che vedete rappresenta ovviamente il Colosseo e la zona limitrofa. Ovviamente per quanto possa cercare di essere storicamente attendibile non ho tutti i mezzi per rendere le mappa storicamente esatte al 100%

Pugnare necesse!

Da dove iniziare a descrivere una trilogia come quella di Magdenburg di Alan D. Altieri? La prima parola che mi viene in mente è capolavoro. Qualcosa che entrerà nel corpus dei più grandi romanzi scritti dall’uomo. Epica, tragica, questa storia narrata per aggettivi da Altieri. Un affresco potente della Germani durante la Guerra dei Trent’anni. Che allora chiamavano “guerra eterna”. Niente ci viene risparmiato. Davanti ai nostri occhi prendono forma morti, stupri, violenze, decadimento. Gott mit uns urlando, sempre, le varie fazioni in lotta. Dio è con noi. Dio non è con nessuno di loro, Dio è morto, come ben dice il protagonista Wulgar. Un uomo dai molti nomi. Un eretico in nero. Lo guida la vendetta. Durante il suo cammino salverà molte vite. Un po’ come un angelo maledetto. Lo stile di Altieri è particolare, ricco di aggettivi, di frasi corte, di ripetizioni di termini che però non pesano affatto sulla lettura, ma servono a ricordarci in che mondo di muovono i protagonisti della storia. E’ un mondo morto, coperto di polvere, di fango, di neve, di liquami oscuri, di putredine, di sangue e di carne decomposta. La tragedia dell’umanità, della guerra, della religione oppio dei popoli, in tutta la sua sfolgorante bellezza e tristezza. Si vede che dietro questo trittico di libri c’è un lavoro storiografico accurato, anzi accuratissimo. Non solo, anche la precisione della descrizione delle tecniche belliche, dei vari stili di combattimento, è eccellente. Non vi descriverò troppo i personaggi, vi dico solo che, e attenzione per qui c’è uno spoiler per chi non ha letto i libri, mi è piaciuto molto come, nel Demone, ci sia una totale distruzione della figura del Dekken, di quello che sembrava il “villian” dei libri ma alla fine si scopre essere solo un inetto, un’idiota. Un animale. E per uccidere gli animali, non si l’acciaio, ma solo il legno. Il bastone. Non vi parlo di altro dei personaggi, perché non c’è nulla da dire, sono perfetti, da Corigliano, che mi ha fatto scorrere una lacrima per la sua tenacia, a Nauhuas, il arcivescovo di Erfurt, figura tormentata, vile, sempre in bilico fra bene e male.

Magdeburg_1631Stampa che rappresenta il sacco di Magdenburg