Ciao Camilla, è un piacere farti quest’intervista, per prima cosa, presentati ai lettori del mio blog sul cosplay!
Ciao, il piacere è tutto mio! Allora…vediamo…su internet mi firmo spesso Melusine, come la fata della leggenda, ma il mio vero nome è Camilla. Ho 23 anni, sono educatrice in un asilo nido e insegnante di danza storica. Si può dire che sia cresciuta a pane e libri. Sono una patita di D&D, del fantasy, di mitologia, dell’epoca romantica e di animali. E di manga e anime, ovviamente!
Com’è nata la tua passione per il cosplay?
Chi non ha mai sognato di vestire i panni di qualche personaggio di un libro che ama, di un fumetto, di un film? Ancora prima di conoscere la parola “cosplay” sognavo di poter impersonare i protagonisti delle opere che amavo, anche solo per un giorno. Poi a 14 anni alla mia prima fiera del fumetto scoprii il mondo del cosplay. Ne rimasi incantata, ma essendo una persona estremamente timida, introversa e impacciata ci vollero diversi anni prima di trovare il coraggio di buttarmi in questa passione.
C’è stato qualcuno che ti ha fatto da “mentore” nel mondo dei cosplay? O che comunque è stato il tuo punto di riferimento?
Non ho avuto un mentore vero e proprio, non conoscevo nessuno in questo mondo e mi vergognavo troppo per chiedere aiuto o anche solo consiglio sulle cose più banali. Ora ho due amiche che sono anche bravissime cosmaker, quindi quando ho bisogno chiedo consiglio a loro, che hanno sicuramente molto più talento ed esperienza di me. Nel mondo cosplay sono diventate loro il mio punto di riferimento.
Qual è stato il primo cosplay che hai fatto?
Euphemia li Britannia dall’anime Code Geass, circa 3 anni fa. Fu una cosa abbastanza improvvisata, al punto che non feci in tempo a sistemare tutto…decisi così di portarlo anche se vi erano degli errori nel costume. Pensai: “ma tanto chi vuoi che guardi me? E’ solo per soddisfazione personale, per giocare; nessuno mi noterà e nessuno mi farà foto.” Risultato: mai trovato in giro per gli album di Lucca Comics così tante mie foto. D’oh!
Invece qual è stato il cosplay che ti è piaciuto di più fare?
Cheria Barnes, dal videogioco Tales of Graces. So che è un personaggio odiato da molti fan, ma io caratterialmente mi ci identifico molto, è dolce e materna. Inoltre grazie a questo cosplay ho conosciuto altri fan della serie con cui sono riuscita a fare il gruppo cosplay di questo videogioco. Insomma, doppia soddisfazione!
L’ultimo cosplay che hai fatto qual è stato?
Rei Ayanami di Neon Genesis Evangelion, nella versione Night of Festival.
C’è un personaggio di cui vorresti fare il cosplay ma che ancora non hai fatto?
La cosplay wishlist la preferisci in ordine alfabetico o cronologico? Scherzi a parte, oltre a Mami Tomoe che è in lavorazione, avrei voglia di fare tantissimi altri cosplay, ma so che non riuscirò mai a farli tutti. Ci terrei particolarmente a fare Agape di Sky Doll, Yin di Darker than Black, Sansa Stark (basandomi sulle descrizioni dei libri, non della serie TV) e Beatrix di Final Fantasy IX. La lista è molto più lunga, ma questi sono quelli assolutamente irrinunciabili.
Di solito come avviene la scelta di un cosplay da realizzare?
Prima di tutto deve essere un personaggio che amo. Non avrebbe il minimo senso investire tempo e soldi per un personaggio che non apprezzo, non conosco o che non esercita un forte fascino su di me. Cerco poi di orientarmi verso personaggi con dei lineamenti o un fisico non troppo lontani dal mio. Un esempio sciocco: spesso mi innamoro di personaggi alti un metro e una brioche, mentre io sono un metro e settanta. Non mi sentirei credibile a interpretare un personaggio che abbia come peculiarità la statura particolarmente bassa…specialmente se so di essere in gruppo con altre ragazze magari più basse di me e che interpretano personaggi più grandi o che comunque sarebbero più credibili di me con quel cosplay in particolare. So che nelle foto con qualche accorgimento si può riuscire a camuffare l’altezza o scegliere tagli e inquadrature che valorizzino il personaggio, ma personalmente mi fa comunque sentire a disagio distaccarmi troppo dal mio fisico. Ultimo criterio ma non meno importante: saper valutare le mie capacità e/o la mia disponibilità economica. Quanto sono disposta a spendere in termini di tempo e denaro? Ci sono costumi che magari richiedono stoffe pregiate (non si può pretendere di realizzare un abito di qualche nobile di Game of Thrones con della fodera di raso, per esempio), materiali costosi o una bravura superiore alla mia (e quindi si valuta se commissionarne o no delle parti). Meglio un progetto meno ambizioso ma curato e ben fatto piuttosto che qualcosa palesemente al di sopra delle mie capacità, con il rischio di non rendere giustizia al personaggio.
Quanto tempo ci vuole per creare un costume?
Dipende sempre dal tipo di costume! Purtroppo non so stimare con precisione il tempo: per quanto mi piacerebbe essere in grado di crearmi da zero tutto il costume mi mancano sia il tempo che le capacità. Sono ancora una novellina in questo campo e per la parte sartoriale devo ancora ricorrere a commissioni. Facendo due lavori inoltre mi rimane sempre poco tempo libero. Sto seguendo un corso di cucito, ma avrei bisogno di giornate di 40 ore per riuscire a imparare tutto ciò che serve e cimentarmi nella realizzazione di un cosplay partendo da zero!
C’è qualcuno che ti aiuta nella preparazione dei costumi? Gli accessori te li crei da sola o li compri da qualche parte?
Come dicevo, per ciò che va oltre le mie capacità ricorro alle commissioni, ma non mi piace non contribuire almeno un po’ alla realizzazione di un costume. Tutto ciò che posso lo realizzo da sola, dai piccoli accessori in foam ai piccoli lavoretti di cucito (il corpetto per la mia bambola steampunk, il pupazzo a forma di coniglio per la Volontà di Abyss…). Ora sto realizzando il fucile di Mami. So che per molti cosplayers può essere una sciocchezza ma per me è una sfida. Mi piace cercare di migliorarmi e piano piano spero di imparare a realizzare accessori sempre più complessi.
Hai partecipato a dei contest durante le fiere, ecc… , hai mai vinto qualche premio?
Mai partecipato a nessun contest! Non sono per niente competitiva, le gare mi annoiano e la mia timidezza renderebbe tutto più complicato.
Che vuol dire per te essere cosplayer?
Rendere omaggio ai personaggi che si amano cercando di “dargli vita” e divertendosi.
Per te cos’è più importante la parte “cos” o la parte “play” della parola cosplay?
Entrambe, direi. Il bello non è solo ricreare il costume di un personaggio, ma fare propri anche i suoi atteggiamenti, pose, modo di muoversi…
Mi è piaciuto molto il tuo cosplay di Rei che hai portato al Lucca Comics & Games di quest’anno. Qual è stata la cosa più difficile da fare per questo cosplay?
Rei è stato un caso un po’ particolare. Era da un po’ che pensavo mi sarebbe piaciuta portarla (da bambina Evangelion era il mio anime preferito), ma non avevo pensato in quella versione. E di sicuro non pensavo di portarla a questa Lucca! Non ho fatto in tempo a finire il cosplay che volevo portare e caso vuole che una ragazza abbia messo in vendita il suo cosplay di Rei. Ho colto la palla al balzo e l’ho portato come “piano B” quindi in questo caso non ci ho lavorato su, è bastato fare un po’ di riparazioni e di manutenzione. Non ho fatto in tempo a farlo per Lucca, ma ora con calma ho intenzione di aggiungere un po’ di dettagli…quindi direi che la parte difficile viene ora.
Il tuo cosplay di Euphemia li Britannia da Code Geass. E’ stato difficile trovare la parrucca adatta a questo cosplay?
All’epoca Code Geass era molto di moda, quindi no, trovare la parrucca è stato semplice. Ma dopo anni di onorato servizio si è distrutta, e ritrovarla ora è stato molto più difficile…
Vedo che un’altra delle tue passioni è lo steampunk. Qual è la differenza principale tra il cosplay e quest’altra tua passione?
Mentre limito il cosplay alle sole fiere del fumetto non è così per lo steampunk. Non vesto uno steampunk particolarmente “pesante”, quindi anche nella vita di tutti i giorni mi capita di usare accessori o particolari steam, spesso mischiandoli con il lolita. Sottogonne, orologi da taschino, stringivita e jabot fanno parte del mio abbigliamento quotidiano: non considero lo steampunk un travestirsi, ma un semplice stile di abbigliamento.
Qual è la tua presenza sul web? Hai un pagina su Facebook o un sito?
Per tentare di mantenere il mio profilo su fb un po’ più privato ho creato una pagina (https://www.facebook.com/melusinesdream) e un profilo su dA (http://thesan13.deviantart.com/ ).
Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Nell’ambito del cosplay sicuramente imparare a realizzare più accessori da sola (buoni propositi per il 2015 XD ).
I sogni nel cassetto?
Tanti! Mettere su famiglia, viaggiare, poter continuare la bellissima esperienza di insegnante di danze ottocentesche…e magari trovare anche un secondo lavoro che mi permette di stare all’aria aperta a contatto gli animali.
Spero che quest’intervista ti sia piaciuta, grazie di tutto, sei stata veramente gentile!
Grazie a te, è stata davvero divertente!
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