John Carter of Mars

Ieri ho finito di leggere John Carter di Marte, cioè i primi tre libri della saga marziana inventate dal creatore di Tarzan cioè Edgar Rice Burroughs. Sono molto interessanti, è una fantascienza un po’ vecchiotta, con ritmi e modi ripetitivi, paese sconosciuto, donzella in pericolo, combattimenti, salvataggio della donzella. Certamente non sono libri che andrebbero a ruba ora, ma all’epoca, presentati ad episodi nelle riviste specializzate, fecero furore. E si può ben capire perché. Non credo che leggerò gli altri libri di questa saga, perché sono, in fondo, la copia di questi. Di questi libri, come già avevo accennato precedentemente, la Disney sta producendo un film, trovate maggiori informazioni su Wikipedia. Anche la The Asylum, purtroppo per noi, famosa per film a basso costo e trash, ha prodotto un film sul primo libro della saga, chiamato “The Princess of Mars”, fuggite da questo film come se fosse la Morte. Comunque, giudizio su questa saga, altamente positivo, è ideale per svagarsi, certo ha dei difetti, la ripetitività soprattutto e anche un eroe senza macchia e senza paura come John Carter, ma come ho scritto, sono errori dovuti alla sua genesi come opera a puntate. Però l’aspetto sicuramente più positivo di questi libri è ispirano un sentimento, la fratellanza, infatti grazie a John Carter, le varie etnie e tribù di Barsoom alias Marte, riescono, dopo secoli di stragi e di guerre, ad essere amiche e a capire che nessuno è superiore agli altri, ma che tutti hanno gli stessi diritti. E nel nostro mondo è un messaggio dannatamente attuale ed importante…

Non so che titolo mettere… quindi vi beccate… un bel BOH

Fra poco sarà il mio compleanno, a fine mese, e tra alti e bassi la mia vita va avanti. Chissà se il 26 aprile avrò ancora un lavoro… cercando di evitare quindi di pensare a cose brutte… cosa vi posso dire? Di cosa possiamo parlare? Di libri? Attualmente sto leggendo i primi tre libri del ciclo marziano di Burroughs, i primi due già li avevo letti tempo fa ma ho pensato di rinfrescare la mia memoria. Di questi libri la Disney e la Pixar stanno producendo un film in live action… non vedo l’ora di vederlo al cinema! Poi che dire? E’ uscito Wunderkind 2 di GL, a maggio esce il nuovo libro del Falco, oltre al secondo di Prodigium che è uscito in questi giorni. Poi esce anche Alice di Francesco Dimitri. Ho adocchiato i due mammuth della Newton dedicati a Lovecraft e a Poe e spero di prenderli presto, come i volumi che mi mancano di Howard. Per quanto riguarda i telefilm devo ancora capire quanto mi piaccia il nuovo Doctor Who, mentre si confermano ottimi The Mentalist, Criminal Minds e Spartacus Blood and Sand. Invece mi ha lasciato perplesso l’ultimo episodio di Flash Forward… e il voltagabbana di un personaggio…

The Doctor

E’ tornato. Con un nuovo logo, una nuova sigla, un nuovo Tardis, una nuova compagna d’avventura, nuovo tutto insomma, anche se rimana sempre il caro vecchio Dottore. E’ presto per giudicare questo Undicesimo Dottore, per sapere se riuscirà a scalzare dai nostri cuori David Tennat. Sarà molto difficile. Già il non sentire la parlata del Decimo Dottore, fa venire il magone, come non sentire la classica sigla ma una nuova che sinceramente non mi piace affatto. Però. Però è sempre il Doctor Who. Cambi attore, cambi Dottore, ma lui rimane sempre uguale anche se profondamente diverso. E questa stagione, almeno dal trailer finale di questo primo episodio, promette davvero bene tra Dalek, Cybermen, River Song, Churchill, Van Gogh… e quelle statue simili ad Angeli di cui non ricordo il nome, ma fanno venire una strizza tremenda! Quindi bentornato Caro Dottore, ci eri mancato tantissimo… a sabato prossimo 😉

You are not alone

Per me Evangelion è stato l’Anime con la A maiuscola, il cartone animato per eccellenza, che univa spettacolarità ad introspezione dei personaggi, approfondimento psicologico, una storia ricercata e mai banale, un’innovazione del genere dei mecha, dei robot pari alla creazione di Mazinga e di Gundam. Quello che ha scontentato un po’ tutti era il finale, di cui, si diceva, potevi capire qualcosa solo se ti eri fatto dieci canne di fila. Ed ora Evangelion torna, con una grafica stupenda e con alcuni accorgimenti che facilitano la comprensione della criptica storia. Tutto quello che ci è piaciuto c’è ancora, i rimandi alla Cabala, il sempre indeciso Shinji Ikari, la freddezza di Rei, la stronzaggine di Gendo Ikari, le battaglie entusiasmanti. Io per ora ho visto il primo film Evangelion 1.0: You are (not) alone. E l’ho adorato. Così come ho adorato la soundtrack. Aspetto con ansia gli altri tre. Essi perché in progetto c’è di ri-narrare, in quattro film, tutta la serie e dare finalmente un finale degno e compiuto al tutto. Che dire se non… vedetelo!

Segnalazioni varie…

Alcune segnalazioni, con mia grande sorpresa nel sito italiano di Hunger Games, trovate il link al post che avevo fatto sul libro. Inoltre anche Licia sul suo blog, parla del libro di Suzanne Collins. Sul blog Amazing Readers, che vi consiglio caldamente di seguire, trovate invece una recensione del libro di Marco Varuzza, Terzo Regno.

Poi vi segnalo che ho intervistato due cosplayers straniere, la spagnola Black Cat e la canadese Sarcasm-Hime, proprio di quest’ultima vi faccio vedere il cosplay che ha fatto di un famoso personaggio di una serie di libri fantasy. Indovinate come si chiama si chiama il personaggio… vi dico solo che l’autrice non è italiana…big_dc06phedrelostart.ws21

Wave Without a Shore

A volte ci sembrano invisibili, non li vogliamo vedere, facciamo finta che non ci fossero, gli stranieri, i disabili, le persone strane, freak diremmo in inglese, il diverso ci fa paura, una paura atavica che viene alimentata di continuo da questo nostro governo. Per questo ho trovato estremamente attuale il libro di C.J. Cherryh, un libro di fantascienza, intitolato “Wave Without a Shore“, che in Italia si trova con il titolo “Gli Invisibili” o “Il popolo ombra”. Qual è la trama? Non ve lo dico. Vi posso accennare però che è un libro estremamente filosofico e che il protagonista è un Artista. Il libro mi è piaciuto molto e sono curioso di leggerne altri di questa autrice.

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