"Mai, mai, tu vivrai giorni felici…"

“Mai, mai, tu vivrai giorni felici…”

E’ questa frase che mi viene in mente adesso, pensando a me. Se ve lo chiedete la frase è tratta dalla sigla italiana della prima serie di Hokuto no Ken. E’ strano come un solo litigio per quanto grave abbia prodotto questa valanga di pessimismo e di tristezza, di oscurità, di umor nero, di acidità. Non è stato solo il litigio, ovvio, ci sono state anche altre piccole cose che hanno incrementato questo mio umore. Piccole cose a cui non avrai dato molto peso normalmente. Questa valanga di oscurità mi ha fatto ricordare delle cose che alcune volte mi dimentico, sono cose che so essere vere, che sento essere vere nel più profondo del mio cuore, cose che non dico ad alta voce perché non le voglio ammettere apertamente. So che morirò da solo senza nessuno accanto che mi ami, so che non mi sposerò mai e non avrò mai l’amore ricambiato di una ragazza, so che non avrò figli, so che non sarò mai realizzato in pieno che sarò un fallito per sempre. Lo so, l’ho sempre saputo, perché negarlo? Perché a volte mi illudo che non sia così? Perché mi illudo che anch’io possa provare amore per qualcuno? Che possa sentire le farfalle allo stomaco per una ragazza? Mi illudo. Con questa faccia che mi ritrovo e questo corpo orrendo nessuna donna mi potrà mai amare, nessuna. Non pensiate che non ci abbia provato, oh se ci ho provato ad amare qualche ragazza, ma qual è sempre il risultato? L’indifferenza, lo sdegno, l’allontanamento come se fossi un appestato. Come per l’amicizia, non serve a niente essere generosi, fare di tutto per aiutare gli amici, a cosa serve se poi gli amici non fanno niente per te? Se ti evitano, se non ti considerano mai e ti chiamano solo nel momento del bisogno? Se per quanto uno cerchi di aiutare, di sopportare, verrà sempre e solo considerato l’ultima ruota del carro che si può abbandonare quando non è più utile? Sono un lupo solitario, l’ho sempre saputo. E’ il mio destino, ma la mia mente è debole e capita che, spesso, si illuda che ci sia speranza. Ma non c’è speranza per me. Non è mai esistita. Non credo al destino, ma so che il mio è segnato anche perché non ho la forza di cambiarlo. Non ho la volontà di farlo perché so che comunque fallirò. La mia stella è nera di morte e di abbandono. Non compatitemi, lo odio, non provateci nemmeno. Non siate tristi per me, non servirebbe a nulla. Ma farò finta di non esserlo, farò finta che vada tutto bene, che non ci sia nulla che non vada, perché in questa nostra società di merda se accennò al fatto che sto giù di morale, iniziate tutti a compatirmi, a dire che mi comporto in maniera strana, a dire che sono troppo acido, che uso toni troppo forti quando scrivo, che vengo preso ad insulti quando espongo le mie idee che sono diverse dalle vostre, allora bene se è così, ok, fingerò che vada tutto bene mentre dentro sto morendo, fingerò di avere le vostre stesse idee perché non né accettate di diverse. A voi non interessa sapere che sto male, perché è destabilizzante, perché alla fin fine non ve ne frega una mazza di come sto io, siete egoisti e vi importa solo di voi stessi. Chiedete “come va?” non perché volete saperlo veramente ma perché dovete far tacere quella vocina moralista della vostra coscienza che vi chiede di fare quella domanda. Ma non volete sapere la risposta. Vi aspettate che sia sempre “bene, grazie a te?”. Altro non volete sapere. E dato che è così che volete che vada, sarò sempre carino e gentile. Ma dal più profondo del mio animo vi maledico tutti che possiate tutti soffrire come sto soffrendo io adesso, che possiate provare ciò che provo io. E datemi pure dello stronzo, lo sono, ricopritemi di insulti. Non sono tanto diverso da voi. Non c’è speranza per me. Non piangete per me, non sprecate la vostra acqua, sono già morto.

Guardando fuori dalla finestra…

Devo dire che mi trovo molto bene a lavoro, per ora non devo fare grandi cose, sono tutti compiti assai semplici… lavorare su Excel, fare una semplice brochure, ecc… mi è venuto in mente che potrei descrivervi cosa vedo fuori dalle grandi finestre della zona dove, per ora, mi hanno messo, allora… vedo la bella macchina del mio capo Antonio… poi alcune case, una siepe lunga, alberi, un lampione, alcune macchine del parcheggio… stavo anche riflettendo che cambierà radicalmente, almeno per questo mese di prova (poi chissà se continuerò a lavorare qui), il mio aproccio al sito e ai blog, dovrò concentrare la maggior parte del lavoro nel fine settimana o nelle zone morte del lavoro… dovrò ingegnarmi in qualche modo… 😛

X-Bye