Uomo del mio tempo

Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
con le ali maligne, le meridiane di morte,
t’ho visto – dentro il carro di fuoco, alle forche,
alle ruote di tortura. T’ho visto: eri tu,
con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
come sempre, come uccisero i padri, come uccisero
gli animali che ti videro per la prima volta.
E questo sangue odora come nel giorno
Quando il fratello disse all’altro fratello:
«Andiamo ai campi». E quell’eco fredda, tenace,
è giunta fino a te, dentro la tua giornata.
Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
Salite dalla terra, dimenticate i padri:
le loro tombe affondano nella cenere,
gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.

Questa poesia di Salvatore Quasimodo è una delle poche che riesco ancora ricordare interamente a memoria. E’ una poesia che mi ha sempre colpito e che penso sia ideale da ricordare in questa Giornata della Memoria. Per non dimenticare quello che successe durante la Seconda Guerra Mondiale e anche quello che sta succedendo in questo periodo nel Mediterraneo con i migranti. Infatti penso che sia una poesia tremendamente attuale.

Siete

degli ignorantoni! XD non avete indovinato che la poesia di qualche post fa era di Rimbaud… ecco quindi un’altra poesia… non vi dico chi è l’autore, può commentare anche Valberici! ^^ Il gioco è bello quando dura poco… vi dico chi è l’autore di questa poesia, si chiama PierPaolo Piscopo ed è un mio compagno di classe del liceo! 😛

Angeli strappati all’aureola

Ma quanto freddo fa
nella notte solitaria che accetti di vivere?
Quanto freddo fa
in questi fangosi sobborghi
tinteggiati da un viola atroce,
rinnegati da rosse passioni
ed accompagnati dal fruscio indemoniato dei soldi?
Povere lucciole
segnate da tristi ricordi,
prigioniere di loro stesse,
minacciate da claudicanti destini.
Ma fa freddo anche in voi
angeli strappati all’amore,
fa freddo – credetemi – anche in quelle persone,
impossessate della vita,
che sfruttano la vostra luce
per allontanarsi
senza aver riempito il volto

senza aver preteso il nulla.

Caleidoscopiche realtà.