Mad Dog & l'Oca

Incolpano sempre me. Ma non sono stato io a bruciare l’intero castello. E’ stato quell’idiota di mago che mi hanno mandato contro. Lui ha attaccato per primo con quei suoi dardi infuocati che mi sono rimbalzati addosso! Beh, forse io non dovevo rapire la figlia del signore del castello e non dovevo evitare di mangiare quelle guardie, ma avevo fame! Alla fame non si comanda. O era all’amore? Non ricordo mai…

Contemplavo ancora l’incendio, quando una voce acuta mi attirò. “Ti ho portato in questo mondo per salvarlo, con il mio aiuto, dal Male!” Abbassai lo sguardo. C’era un’oca davanti a me. Parlante. Era una situazione abbastanza assurda anche per i miei standard. Sapete salvare il mondo non è stata mai una mia priorità, la fame, invece quella si! Me la pappai e si rilevò un aiuto essenziale per il mio appetito! MUAHAHAH

“Sono un’entità divina, nemmeno tu puoi mangiarmi.” Era ancora la voce dell’oca, ma adesso era dentro la mia testa! Nessuno può condividere il mio corpo. “Solo io posso essere così sfigato, posseduto da un paté d’oca divino! Devo salvare questo mondo puzzolente per toglierti dal mio cervello vero?” esclamai frustato. “Potrei non lasciarti mai. Mi piace qui. Sei proprio uno sporcaccione!” Già odiavo quella voce…

L’Oca mi spiegò che dovevo trovare la Sacra Arma per sconfiggere il Malvagio Dio Oscuro per salvare il suo cesso di mondo. Per trovare il primo indizio di quest’arma dovevo recarmi nel Misterioso Tempio Nascosto. Mai sentito una storia fantasy così piena di orribili cliché! Solo la divinità ochesca mi poteva portare lì. Dovevo fidarmi della papera canterina. “Andiamo.” dissi. Una luce accecante mi avvolse e…

mi trovavo su un’isola tropicale, con stupende ragazze nude adoranti, vulcani di birra e piogge di polli arrosto. Avevo un mojito in una mano. Ovunque andassi Sex Bomb di Tom Jones si diffondeva nell’aria. “Sveglia, demone porcone!” Conoscevo quella voce acuta. L’Oca. Infranse il mio sogno perfetto. Aprì gli occhi. Non mi trovavo in una spiaggia assolata ma in un antro oscuro. Che mi ricordava molto la mia dimora.

C’era una spada incastrata in una roccia posta al centro dell’antro. ‘Sto mondo è un cliché gigantesco, pensai. “Ecco il primo indizio, ma per prenderlo bisogna essere puri di cuore.” mi spiegò l’Oca sapientona. “Allora non c’è speranza…” dissi a denti stretti. Provai comunque ad estrarre la spada. Si dice bene “La speranza è l’ultima a morire…” L’arma venne via senza sforzo, ma avevo un brutto presentimento…

La volta della grotta scompare, sradicata di netto da mani possenti. Il vento entra ululando insieme a neve e pioggia. Un gigante di ghiaccio mi guarda con i suoi occhi gelidi. “In nome del Dio Oscuro, ti schiaccerò demone!” esclama con la sua voce profonda che sembra essere quello di mille valanghe. L’Oca mi dice di scappare, ma non si dica mai che io fugga davanti a qualche nemico! Poi ci fu solo l’oscurità e…

Scappare o combattere? Bel dilemma. Se fuggivo avevo salva la vita, se affrontavo il mostro, potevo morire. Però se mi davo alla fuga, poi tutte le mie amanti l’avrebbero saputo e mi avrebbero mollato credendomi un codardo! No, non sarebbe successo. Ignorai il berciare dell’Oca disfattista. Sciolsi le pietre che mi ricoprivano e mi lanciai all’attacco. Usavo ogni mio trucco ma nulla sembrava fermare quel gigante…

Ero l’oggetto del suo desiderio. Di morte. Il pupazzo di neve era infastidito. Infatti eravamo in perfetta parità. Nessuno riusciva a sconfiggere l’altro. Il gigante dei ghiacci decise di porre termine al nostro scontro. Mi prese con una delle sue mani immense e mi mangiò in sol boccone. Nessuno si può permettermi di mangiarmi, sono io che mangio gli altri! Era la terza volta che facevo la fine di Tommy Lee Jones…

Penserete che il gigante dei ghiacci mi abbia sconfitto. Sbagliate. Farmi mangiare era un’astuta tecnica per uccidere quel maledetto pupazzo di neve semovente dall’interno! Qualcuno invece penserà che quello che è successo non faceva parte di un mio piano ben congegnato. Queste persone sappiano che le mangerò quando meno se l’aspettano! Mi trovavo nello stomaco di quel mostro e sprigionai una valanga di magma e…

We are the champions, We are the champions! Si stavo proprio cantando a squarciagola la famosa canzone dei Queen, sul cadavere marcescente del mio nemico. “Devi recuperare il secondo ed ultimo indizio che combinato con la spada ci porterà alla Sacra Arma!” Purtroppo l’Oca canterina e codarda era tornata… Brava lei, si ritira per tutta la battaglia e mi lascia da solo. Un portale si aprì sotto i miei piedi e…

Mi ritrovai in una selva oscura che la diritta via era perduta! Infatti ero atterrato in un bosco tetro, pieno di alberi scheletrici tipici dei film horror. Seduto su un tronco caduto, c’era un mio amico. Sorseggiava un caffè corretto a grappa, anzi una grappa corretta a caffè. Lo sentivo dall’odore. “Che cavolo ci fai qui?” “Apri gli occhi.” mi disse. C’era qualcosa di strano, tutta questa avventura con l’Oca era…

…come un incubo. Tutto era sbagliato. Dovevo vedere cosa si nascondeva dietro la patina d’irrealtà. Il paesaggio intorno a me si fece indistinto e scomparve. Mi trovavo nel mio antro, illuminato flebilmente da alcune torce. Attorno a me svolazzava una sorta di pulviscolo nerastro che si andò a condensare formando la figura di un uomo, alto e dinoccolato, con un ridicolo capello conico in testa. Era un incubus.

Ci voleva tutto il mio coraggio solo per guardare in faccia l’incubus. Aveva assunto una forma orrenda. L’unica che temo. L’orchetto in lingerie. “Beep di un Beep che Beep hai fatto ?” gli dissi, riuscendo a vincere il mio ribrezzo. Ah, con “beep” intendo le parolacce. “Mi sono nutrito della tua linfa vitale!” rispose. Se avete letto questa mia storia, dovreste saperlo, nessuno deve mai mangiare qualche parte di me!

Devo per caso spiegarvi quali sono i poteri degli incubus? Usano i sogni contro di noi e così facendo si nutrono della nostra essenza vitale. Ahò se volete una risposta più esauriente consultate Wikipedia. Combattere ‘sti cosi non è mica facile, non hanno sostanza, io sono un demone che usa le mani mica la mente per combattere. Quindi come fare? Dovevo batterlo nel suo stesso campo. Anche a costo di trovarmi di nuovo a parlare con l’Oca saccente. Chi meglio di me, Mad Dog il demone lussurioso, ha l’immaginazione più fervida (e perfida) che ci sia? Ci scontrammo quindi nel mondo del sogno, in cui lui aveva assunto la forma di ogre con tanto di mazza ferrata. Il nostro scontro non durò molto. Con un colpo della mia spada infuocata gli avevo già tranciato di netto un braccio, con un altro gli avevo staccato la testa che presi in mano prima che toccasse terra e mangiai allegramente. So che la scena possa fare un po’ ribrezzo ma soltanto in questo modo potevo ucciderlo. Consumando la sua di essenza vitale. Mi ritrovai nel mio antro, con un sapore dolciastro in bocca e con la mente libera da voce ochesche! Decisi di andare a visitare una realtà simil-medievale-fantasy che non avevo ancora visto, ma questa, come si suol dire, è un’altra storia…