Coglioni che si fanno pubblicare a pagamento: perché continuano ad esistere?

In giro per il web, in ambienti assai loschi tipo il blog di pseudo-scrittrici che hanno pagato per pubblicare… (ma che hanno anche pubblicato gratis… vincendo un concorso di poesia, bisogna essere precisi sennò dette autrici piangono ed invocano la mia castrazione chimica. Come se si potesse castrarmi… tsè… o era censurarmi… boh non ricordo…) comunque dicevo in giro per il web, vedo spesso una domanda, sapete la vedo scritta dietro ai template dei blog, nascosta nei video, cifrata nei commenti, non scritta in maniera normale, no, no, questo no, mai scritto in maniera normale. Vedo questa domanda “Ma quanto c’è l’ha lungo Mad Dog?” Ah no scusate, mi confondo con la domanda retorica che vi fate tutte voi che non siete venute a letto con me. La risposta è tanto, tantissimo! Comunque la domanda che vedo e mi pongo anche è “Come mai continuano ad esistere gli editori a pagamento?” Semplice. Perché ci sono tanti coglioni e coglione (coglione è riferito alle signore per chi non lo avesse capito) che vogliono pubblicare ad ogni costo, vogliono pubblicare facilmente, subito, anche spendendo soldi perché così possono dire poi di essere scrittori e scrittrici. Di ‘sta minchia! Questa gente sceglie gli editori a pagamento per vari motivi, ignoranza, prima di tutto, non sanno o non vogliono sapere che esistono editori normali che non ti fanno pagare fior di soldi per pubblicare, poi voglia di essere pubblicati ad ogni costo e no, non gli entra in testa che essere rifiutati dagli editori normali potrebbe essere sintomo del fatto che scrivono come capre incaprettate da caproni incaprettati da polipi declamanti Seneca! Beh questi non sono scrittori, sono persone che hanno pubblicato pagando… in sostanza è come andare con una puttana, dopo esserci andato ed aver pagato non sei mica un latin lover. Come esemplifica la vignetta di Zerov dello scorso post. E già che ci siamo bravo Zerov davvero bella. So che ti è venuta in mente quando mi hai immaginato nudo. Faccio quest’effetto. Poi non stupitevi se un tizio che è stato pubblicato da un EAP non viene accettato dagli editori seri, o i suoi libri non vengono recensiti, o non viene intervistato dai siti seri. Perché? Perché non è uno scrittore. E’ un tizio che ha pagato per un servizio. A me non hanno mai intervistato per essere un dongiovanni, anche se le puttane mi hanno fatte tantissime pompe! Ecco questi editori che rifiutano le persone che sono state pubblicate dagli editori a pagamento fanno bene! Benissimo! In questo modo questo morbo non si propagherà più, bisogna far informazione per far passare il verbo! Bisogna far capire che pubblicare con gli EAP è sbagliato per i tanti motivi che diciamo sempre, niente editing, niente pubblicità, niente promozione, paghi per ciò che dovresti avere gratis. E poi voglio essere senza peli sulla lingua, se venite rifiutati dagli editori seri, forse vuol dire che non avete la stoffa per farlo. Non tutti possono essere scrittori, non tutti possono fare i dottori o gli astronauti. Se non c’è il talento è solo uno spreco di tempo. Poche, pochissime persone al mondo sanno scrivere bene. Non dobbiamo incoraggiare la credenza che tutti possano scrivere. Non è così. Perché poi ‘sta gente si affiderà agli EAP. Ben poca roba che esce da queste stamperie sono buoni libri, la maggior parte è spazzatura buona soltanto per pulirsi il culo. Torno a parlare per un attimo della “Scrittrice Pazza”. Perché? Beh con l’ultimo mio post penso di averla fatta incazzare per bene. Evviva! Sono contento. Doveste leggere i messaggi di fuoco che ha mandato a quel poraccio di Impo. Penso di averla fatta piangere. Ma quello perché deve aver scoperto che non darò mai via la mia virilità a qualcuno che ha pubblicato con Lo Spenna Polli. Mai. Nemmeno se mi pagano. Non faccio il puttano per certe cose. (Puttano è il maschile di puttana, informatevi gente…) In sostanza cosa dice La Scrittrice Pazza nei suoi messaggi? Che è tutto vero! Sono rivelazioni fatte, ad una esordiente, dai Grandi Editori, ma solo a lei… perché proprio a lei? L’hanno incontrata per strada e non avevano un cazzo da fare quindi si sputtanati con la prima che passava. Logico vero? Sapendo che poi tutto sarebbe andato sul web, ma le hanno detto di non fare nomi, sennò l’avrebbero sgozzata e l’hanno giurato su San Mad Dog dal Bordello. Essì è andata così. Lo giuro sulle teste di quelli della Spenna Polli, potessero scoppiare in aria! Concludendo questo post mi pare evidente ancora di più che la suddetta pseudo-scrittrice sta cercando solamente di farsi pubblicità, di farsi conoscere. Anche visti i suoi nuovi post in cui delira ancora e paragona le agenzie letterarie agli editori. Un po’ come dire che Fanta e Coca Cola sono la stessa cosa! E’ proprio triste. Davvero. A volte voi umani siete proprio tristi. Patetici. Vi lascio con la frase che penso possa esemplificare questo post e come ci dobbiamo comportare con i libri editi tramite gli EAP.

IL VALORE DI UNO SCRITTORE DIPENDE DAL LIBRO CHE SCRIVE E DAL MODO IN CUI LO SCRIVE, NON DALL’EDITORE. MA SE QUESTO EDITORE E’ UN EDITORE A PAGAMENTO IL VALORE DI UNO SCRITTORE E IL MODO IN CUI SCRIVE DIPENDONO DALL’EDITORE. ED ESSENDO UN EDITORE A PAGAMENTO VALGONO QUANTO LA CARTA DEL CESSO.

Mad Dog vs l'Editoria a Pagamento – Parte 2

Care lettrici (so che siete tante, vi amo tutte!) che vi bagnate solo pensandomi e cari lettori che vi masturbate pensando alle lettrici che si bagnano pensando a me, sono di ritorno! Sono stato in vacanza in un posto chiamato Outworld, davvero carino, cadavere a mucchi, tizie a più braccia, quel che piace a me insomma! Tornato dalla vacanza mi sono imbattuto in un post spettacolare… spettacolare per la sua stupidità! Questo post raggiunge livelli di idiozia che nemmeno io, un demone cornuto ribelle e sexy, potevo mai immaginare. Non vi farò il nome della sfigata che ha scritto il post perché non gli voglio dare altra visibilità, che ha avuto con la sua trovata. Allora questa tizia che chiameremo “La Scrittrice Pazza” ha pubblicato con un ben noto editore a pagamento, di cui non faremo il nome per non dargli visibilità, ma che chiameremo amabilmente e anche convulsamente “Lo Spenna-Polli”. Logicamente la povera sprovveduta Scrittrice Pazza si rende contro troppo tardi di aver firmato un contratto con il demonio, anzi peggio! Io sono un demone e certe cose non le faccio firmare manco io! Capisce di aver fatto una cazzata bella e buona e pensa “come posso rimediare a questa mia cazzata?” Pensa e ripensa (e sarà stato difficile per lei visto che avendo pubblicato con “Lo Spenna-Polli” difficilmente deve avere un Q.I. molto alto), riesce a capire cosa deve fare per avere un po’ di visibilità che l’editore a pagamento in questione, stra-ricco con i soldi che gli spuntano da tutti gli orifizi, non gli può dare. Perché gli EAP (che sta per editori a pagamento) non fanno pubblicità, promozione, editing, nulla. In pratica ti chiedono un fottio di soldi solo per stampare il tuo libro, qualunque esso sia! Si cari miei potrebbe anche essere un’insieme senza senso di lettere scritte a caso, loro te lo pubblicano! A loro importa solo guadagnare il più possibile, chissene frega se hai scritto una minchiata piena di errori, se il tuo libro non è degno manco di essere stampato nella carta del cesso, a loro interessa il profitto puro e semplice. E per attirare i polli come la Scrittrice Pazza, loro che fanno? Si fanno pubblicità ma a loro, non ai polli che hanno spennato per bene! Quindi questo tipo di editori a pagamento attirano tutta quella gente che si crede scrittore, che pensa che, ah i malvagi editori normali non mi hanno pubblicato perché da loro si pubblica solo se hai culo o sei hai le raccomandazioni, e non pensano che non vengono pubblicati perché effettivamente fanno schifo come scrittori e scrivono da capre. No. E’ sempre meglio dare la colpa agli altri che a se stessi vero? E’ dannatamente meglio non affrontare la vera realtà. Non tutti sono tagliati per fare gli scrittori. Pochi lo sono. Mettetevelo in testa. Allora che dicevamo? Purtroppo io spesso mi perdo nei discorsi… questa Scrittrice Pazza per farsi pubblicità che fa? Decide di scrivere un post in cui esalta la sua casa editrice a pagamento e la sua scelta idiota, si bulla della sua scelta, dice che gli editori a pagamento non esistono e che sono tutti editori a pagamento (WTF) e getta fango su chi viene pubblicato dagli editori free, fa illazioni piuttosto pesanti senza alcuna prova, anzi millantando che, anche se non è nel giro dell’editoria, alcuni editori, autori, gente del campo, gli hanno rivelato queste informazioni! Brava. Sono capace pure io di fare il tuo giochino. Tutti sono bravi. Con questa, che chiamerò, “Operazione Fango” spera in una cosa soltanto, di avere visibilità per farsi conoscere. E così succede. Ma cara, carissima, anzi no, niente cara e niente carissima, non te lo meriti, sappi che con quel tuo post, falso, diffamatorio, ridicolo, puzzolente, si puzza di pesce rancido e vomito di scatolette di gatto andate a male, con quel tuo post ti sei pregiudicata molti lettori. Sicuramente io non comprerò il tuo libro, anzi non comprerò i tuoi libri mai e poi mai, manco se e quando (la vedo difficile ma mai dire mai) pubblicherai con un editore serio. Poi la Scrittrice Pazza ha scritto anche una cosa nel commento al suo post che devo dire mi ha fatto sbellicare dalle risate e se c’è riuscita con me che sono un demonio, signori miei rendetevi conto della cazzata che può aver scritto! Insomma che dice? Che quando uno pubblica con un editore free e poi vuole comprare delle copie del suo libro, le deve comprare dall’editore, quindi è come se pagasse, quindi è come se pubblicasse con un editore a pagamento. Seguendo questo ragionamento il Berluska è onesto, io sono vegano e Obama è un repubblicano! Beh ho scritto quello che volevo scrivere, è ora di congedarmi, non prima di ricordarvi che pubblicare con un editore a pagamento è una coglionata, andate in una stamperia a questo punto, sicuramente vi verrà a costare meno e se volete approfondire l’argomento potete andare qui o ancora meglio visitate il Writer’s Dream, un sito fatto da gente che ci capisce di queste cose e che dato che dicono la verità vengono attaccati da chi ha la coda di paglia… ed è gestito da una ragazza davvero tosta, una che ho anche intervistato e che penso abbia qualche mio gene, devo aver giaciuto, biblicamente parlando, con qualche sua antenata…

Mad Dog intervista Linda Rando (Writer's Dream) – Mad Dog vs l'Editoria a Pagamento

L’antro è immenso, non riesci a vederne la fine né tanto meno il soffitto. Ovunque possa spaziare il tuo sguardo puoi vedere pile altissime di libri marci, ammuffiti. L’odore non è per niente gradevole, poi si aggiunge pure un’improvvisa puzza di zolfo che preannuncia la venuta del demone cornuto. Infatti un circolo di fuoco bluastro si forma proprio davanti a te da cui emerge in tutta la sua possanza Mad Dog. Le fiamme attecchiscono sui libri ma senza bruciarli né emettere fumo. “Non ti preoccupare mortale sono fiamme mistiche. Le ho copiate da qualche film fantasy. Credo. Non ricordo. Ti puoi stravaccare sui libri come faccio io se vuoi. Ora iniziamo ‘sta cazzo di intervista che ho da andare a squartare i personaggi di un libro. E mi hanno stufato dannati vampiri glitter! So chi sei tu. Sei la capa di quel sito di scrittori… Il sogno degli scrittori. E’ farsi una bella gnocca, per me, non so per te. Comunque presentati dato che al confronto con il mitico metallaro pazzoide noto come GL D’Andrea, non ti conosce nessuno! E dicci anche cosa fate in ‘sto sito, oltre a sognare della gnocca. Non dico gnokko perché con questo termine si intendono certi vampiri…”

Come sarebbe a dire che non mi conosce nessuno? Tutti mi conoscono! Io sono Rando Linda, la paladina della legge, sono la combattente che veste alla marinara e sono qui per punire gli editori a pagamento in nome degli esordienti!

Citazione colta, non ti pare? Comunque, sul Writer’s Dream parliamo degli editori a pagamento e facciamo da faretto antinebbia per tutti quei poveri, piccoli, innocenti aspiranti scrittori che vogliono pubblicare un libro. Quindi, facciamo informazione a tutto tondo.

Insomma rompete le palle. Mi piace!

“Sei sicuramente una delle maggiori esperte sul campo degli editori a pagamento. Sai cosa penso degli editori a pagamento? Questo” – Mad Dog sputa a terra cercando di imitare di Caprio da Titanic ma inspiegabilmente lo sputo gli torna in faccia – “Spiega per bene a questa massa di idioti sottosviluppati che seguono questo blog cosa vuol dire pubblicare con un editore a pagamento! E spiega quali sono le cifre che chiedono questi loschi figuri, questi ladri di bestiame, che sfruttano la voglia della gente di esser pubblicata per fare soldi a palate!”

Mi vuoi far scrivere un poema, ho capito. Pubblicare a pagamento significa, detta papale papale, pagare per lavorare. Ora, io non so quanta gente firmerebbe un contratto dove si prevede che si paghino mensilmente mille euro alla propria azienda, ma so benissimo quanta gente firma per pubblicare a pagamento. È la stessa cosa, pubblicare un libro è un lavoro.
Le cifre richieste variano dai mille ai sette, otto, nove, diecimila euro. E c’è gente che li sborsa, non fare quella faccia incredula. Tra l’altro, se si fa un preventivo online con una qualsiasi tipografia si vede che l’editore guadagna di parecchio sulla cifra richiesta all’esordiente.

Ho fatto una media, ed è uscito che la differenza (media, appunto) tra la cifra richiesta per la stampa dell’intera tiratura e l’acquisto di un certo numero di copie da parte dell’autore è di circa 1600€. Qua ci sono tutti i dati: http://writersdream.org/editoria/leditore-mangia-1600-i-costi-reali-e-i-contributi se li riporto allungo l’intervista di milleduecento km e ti disintegro lo spazio web. Saresti felice?

Mi chiedevi anche cosa significa pubblicare a pagamento. Bene, nel 99% dei casi significa buttare i soldi nel cesso e tirare lo sciacquone.

Ed io che pensavo fosse come fare il mestiere più antico del mondo!

“I poveri autori sprovveduti come si possono informare su questa vera e propria piaga?”

Usando Google. Basta cercare il nome della propria casa editrice, o “come pubblicare un libro” e stupidate varie, escono dozzine di risultati sull’editoria a pagamento e informazioni sulla realtà editoriale.

Sono sprovveduti manco sanno cos’è Google…

“Negli altri paesi del mondo c’è questa editoria a pagamento? O è un’altra bella prerogativa del vostro paese puzzolente?”

Stranamente esiste anche all’estero. No, per una volta non facciamo più schifo di tutti.

Conoscendo il vostro paese avrei scommesso contro di voi!

“C’è qualche caso in cui per voi poveri e stupidi mortali sia giusto rivolgersi ad un editore a pagamento?”

Ma anche no! Quando mai è giusto pagare per lavorare?

ZZZZZZZZ Eh? Infatti. Hai ragione. Sono completamente d’accordo! D’Andrea è un figo! Ehm dicevamo?

“Qual è l’attuale situazione nel vostra Repubblica delle Banane per quanto riguarda l’editoria a pagamento?”

Schifida. All’ultimo conteggio gli editori italiani erano 10335, di cui solo poco più di 2000 attivi e presenti in termini di vendite e altro. Tutti gli altri sembrano dormire, in realtà pubblicano a pagamento e vendono i libri unicamente ai propri autori.

Tra l’altro, gli editori a pagamento si divertono a strombazzare in giro che pagare è l’unico modo di pubblicare, che gli editori non a pagamento non esistono e alcuni dicono persino che accanto al marchio “No EAP” (coniato da Zero91) ci andrebbe quello “No Editori a Proprie Spese”. Il motivo di tale idea è sconosciuto ai comuni mortali.

Da come li stai descrivendo questi editori a pagamento sono proprio una genia di ladri, arraffoni, accattoni, arrivisti, speculatori… proprio come i vostri politici!

“Ti faccio i nomi di alcune case editrici, a pagamento e non, usa un solo aggettivo per descriverle, allora iniziamo… Curcio, EdiGiò, Il Filo, Mondadori, Asegard, Salami ehm… Salani, Delos Book, Newton Compton e Einaudi!”

*vede querele volare* devo proprio?

Curcio: boh, non la conosco bene.

EdiGiò: onesta

Il Filo: democratica (citazione colta che capiranno solo quelli che hanno visto il video della tavola rotonda di Torino sull’EAP)

Mondadori: grande

Asengard: interessante

Salani: bella

Delos Book: ambigua

Newton Compton: rapida

Einaudi: prestigiosa

Quelli di Lord Mondador sono dei grandi. Sai che il loro direttivo è fatto da non morti fantasmi? No? Beh ora lo sai!

“E mortale tu – ti indica con un libro da cui cascano numerosi scarafaggi e blatte – cosa pensi della situazione attuale della vostra editoria? Meglio i grandi editori o i piccoli? Ed è vero il discorso che fa qualcuno che i grandi editori sono come Satana (mica fighi come me…) e che i piccoli editori sono degli angeli incompresi?”

Meglio i piccoli, perché tra loro ci sono davvero delle gran cose. Danno più spazio alla qualità.

Io non demonizzo i grandi editori, non ingannano nessuno: danno al popolo quello che il popolo vuole. I piccoli hanno i loro pregi e il loro difetti, mica scherziamo. E poi si incazzano come delle belve, e io non ho mai visto Dazieri girare per i blog a minacciar denunce.

Dazieri è uno forte. E’ un mio pari. Un gorilla diciamo. Ahahah sono proprio a fare le battute!

“Recentemente c’è stata una polemica tra GL D’Andrea, lo scrittore e noto metallaro che è figo quasi quanto me e un noto sito di fantasy italiano di cui non facciamo il nome, per evitare pubblicità gratuita, ma di cui posso dire che alcuni redattori sono assai succulenti. Ecco, senza suscitare di nuovo una Flame War, cosa ne pensi dell’intera vicenda?”

Penso che sarebbe tempo di piantarla col pressapochismo, con l’arietta di sprezzante superiorità da “io sono più bello e bravo di te” e che sarebbe pure tempo di smetterla di fingere di essere quel che non si è.

Io stessa sono tra quelli che hanno detto che si sarebbero aspettati maggior professionalità dal sito in questione, e ho visto risposte allucinanti da parte di qualche membro del sito in questione. Cose del tipo “voi non siete giornalisti, come vi permettete di insegnarci il nostro mestiere?”
Ma io critico quel che mi pare e piace, santo Graal. Me lo permette un libricino molto simpatico, un best seller chiamato “Costituzione”.

Ecco, sarebbe anche ora di accettare le critiche. Ma farlo seriamente.

Si infatti. Hai ragione. Accetta le critiche. Sei rompipalle!

“Tempo fa si parlò molto del baby boom del fantasy ma non ho mai capito se parlassero della gravidanza di Licia Troisi o di altro. Comunque, siccome hai l’età per il baby boom e se hai vellità… vellaità… velli d’oro… ‘sti cazzi hai capito cosa volevo dire, è ora di pubblicare qualcosa. Quale case editrice scegliesti per il tuo debutto?”

Io non voglio pubblicare. Se pubblicherò qualcosa lo farò tramite un ebook gratuito. Tant’è che a proposito del dossier sull’editoria a pagamento di cui parlavo prima un giornalista (di una testata importante) mi ha proposto di aiutarmi a cercare un editore. Ho rifiutato.

Tutti hanno vellecose letterarie. Anch’io. Voglio scrivere degli Harmony… MUAHAHAHAHHAHAHAHAH

“Ma tra una Strazzulla che si legge i libri scassamaroni a sedici anni e una Licia Troisi che alla stessa età leggeva i manga, quale preferisci? Io la Licia. Non mi di fido di una sedicenne che legge Praust… Prest… Porupampè… ehm… vabbè… e te?”

A me non piacciono né l’una né l’altra 😀

A me la Strazzulla risulta soporifera…

“Arriviamo alla domanda che tutti aspettano… cosa pensi di me il demone più sexy e figo che esista?”

Naturalmente che sei il demone più sexy e figo che esista e che mi piacerebbe molto avere il tuo calendario nudo per il 2011 da appendere nella mia cameretta.

Giusto perché sei te ti regalo una mia foto con dedica. La trovi alla fine dell’intervista. Però mi devi lasciare il numero della tizia del Filo, parrebbe succulenta…

“Ti lascio lo spazio per dire quello che ti pare mortale. Poi forse ti porto a casa. Non lo so. Devo vedere. Potrei anche lasciarti a marcire insieme a questi libri… MUAHAHAHHAHAHAHHAHAHAHAHHAHAHAHAHH”

Non. Pubblicate. A. Pagamento. Se lo farete vi troverò e vi morderò ai polpacci.

Ed io mi ciberò delle vostre anime! Quindi facciamo come se fossimo ad uno di quei seminari per alcolisti. Ripetete con me il mantra:

Non. Pubblicate. A. Pagamento.