Qualche giorno fa ho finito di leggere un libro (o dovrei dire ebook, come si dice nel caso? non sono ancora avvezzo con gli ebook. Diciamo che scrivo libro e basta) che ho apprezzato davvero molto e che è il seguito di una delle trilogie dark-fantasy italiane che mi è piaciuta di più. Sto parlando della “Trilogia di Lothar Basler” scritta da Marco Davide alcuni anni fa. Questo nuovo tomo si intitola “Il Richiamo del Crepuscolo” ed è il primo della nuova trilogia, “La trilogia dell’Estraneo” ed è edito da Delos Books. Avevo apprezzato molto, all’epoca, la trilogia di Lothar Bastler, soprattutto il primo libro. C’era una bella storia, una bella ambientazione, toni molto dark e decisamente horror. E viene tutto ripreso in questa nuova avventura, ci sono alcuni dei personaggi che abbiamo imparato ad amare nei libri precedenti (quelli che sono sopravvissuti!), ci sono nuovi interessanti personaggi, una storia molto articolata e piena di spunti e avvenimenti ed infine c’è una minaccia all’orizzonte che si avvicina. Come scrivevo all’inizio del post ho apprezzato molto questo libro, Marco è diventato molto più bravo, mi sembra, come scrittore, è decisamente maturato. La sua scrittura è diventata anche molto più cruda, ci sono delle scene di tortura che fanno veramente accapponare la pelle (se siete deboli di stomaco… non mangiate prima di leggere quelle scene XD). Ma non è violenza gratuita, anzi, è quello che ci si aspetterebbe in un medioevo simile al nostro ma per certi versi, per fortuna forse, molto diverso. E’ strano però non ho un personaggio preferito in questo libro, forse perché quello che mi piaceva di più è schiattato alla fine della trilogia precedente. Sono tutti bei personaggi, vivi, soprattutto Mutio, però ecco non c’è nessuno che mi sta veramente simpatico. Forse l’unico difetto del libro, oltre a qualche piccolo errore di battitura e qualche lapsus, è che si capisce esattamente che è il preludio per altri due libri, che si sta mettendo tanta carne a fuoco ma che molte risposte verranno date solo nei prossimi tomi. In fondo l’opera è stata immaginata come trilogia quindi è normale che sia così. Quindi vi consiglio di leggere questo libro che potete trovare in ebook in tutti gli store, però forse è meglio se iniziate dalla prima trilogia per capire per bene tutti i riferimenti (e pure la prima trilogia la potete trovare in ebook edita sempre da Delos). Infine la copertina è bellissima e come per i vecchi libri è opera del bravissimo Marco Labieni.
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(Red) Ocio
In questo periodo ho davvero poco tempo per aggiornare il blog, mi spiace, ma tra il lavoro e la mia vita ho veramente poco tempo per stare su Facebook o sul blog. Cosa vi volevo dire? Prima di tutto che sto giocando ad un gioco, un po’ gioco di ruolo, un po’ avventura testuale, si chiama Perfiducia2.0… trovate tutte le spiegazioni nel blog di Francesco Dimitri. Invece trovate il mio account qui. Non è tanto difficile indovinare qual è il personaggio che ho scelto. Poi che sto finendo di leggere tutti i libri che mi mancano di Martin. Delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco. Poi che il sei marzo a Roma ci sarà una presentazione di Marco Davide. Che se indovinate il titolo del post forse sapete il toscano. Credo. Prossimamente un post meno flash. Forse. E infine vi dico che mi sono comprato lui.
The Blade of Pain
Ho finito di leggere La Lama del Dolore, il primo libro della trilogia di Lothar Basler di Marco Davide. Ci ho messo qualche giorno più del previsto a causa del lavoro. Le premesse della lettura erano più che buone, avendo conosciuto Marco alla varie presentazioni e mi aveva fatto una bellissima impressione, dopo la lettura, le considerazioni sono ottime! Il libro, per quanto possa essere usato come arma contundente, si legge senza intoppi, tranne qualche errore di battitura non corretto nell’editing. La storia è interessante, il manipolo di anti-eroi assolutamente azzeccato, soprattutto il nano Rugni che potrebbe fare a gara con un altro nano che conosco, Krinko. La scrittura di Marco è molto descrittiva ma comunque scorrevole. Leggendo il tomo mi è venuta alla mente la serie della Torre Nera e, anche se poi c’entra poco, la scrittura di Marco mi ha ricordato Howard, Lovecraft e Haggard, insomma i grandi scrittori del mistero. Inoltre… ora non so se nessuno glielo fatto notare prima, ma sempre durante la lettura, mi sembrava di essere in uno dei quei librigame di Lupo Solitario. Mi ha riportato indietro durante la mia adolescenza… (e per questo non posso che ringraziare Marco, amo i librigame). Però ancora non capisco perché il libro mi ha fatto pensare ai librigame XD Tra i tanti meriti di Marco poi c’è il fatto che questo non è il solito fantasy (anche se io tranne qualcosa di Dragonlance “il solito fantasy” non l’ho mai letto, che sia un luogo comune?), anche perché il suo libro non è propriamente fantasy. Ci troviamo in un medioevo di un mondo parallelo intriso di mistero e di orrori, ma non ci sono, almeno per ora, centauri, elfi, draghi e tutto ciò che può essere fantasy puro. Quindi horror, mistero, stiamo dalle parti di Howard e Haggard che da quelle di Tolkien. Vi consiglio assolutamente questo libro, ora dopo La Lama del Dolore, mi dedicherò un po’ a Haggard e forse a leggere tutto John Carter da Marte.
Il disegno di Lothar Basler è di Mario Labieni che l’ha disegnato apposta per me ad una presentazione di Marco verso fine agosto…
Per finire, nel libro non piove così spesso come qualcuno accusa XD



