Domani parto per il Cos-Party, per Parma, quindi ecco un piccolo racconto scritto in fretta e furia, d’obbligo sentirsi I don’t think now is the best time dalla colonna sonora di Pirati dei Caraibi 3, quando leggete lo scritto. Ciao bella gente ci si sente lunedì! 😛
Personaggi di questo racconto (li metto prima come faceva Shakespeare per le opere di teatro perché fa più figo!)
Alessia/ Ryuki cosplayer
Elisabetta/ Lilletta cosplayer
Annalisa/ Acchan cosplayer
Maddalena/ Ricchan cosplayer
Albert/ Kanon cosplayer
La Chibi cosplayer
Rogue cosplayer
Benefy cosplayer
Kitey cosplayer
Messer Azzone cosplayer
Vickie cosplayer
Mariuccio fotografo
Max Vertua fotograto
Claudio /Jack Sparrow/Pyro cosplayer
Altri cosplayer di cui non mi ricordo ora il nome
Francesco Roghi/ imp.bianco/ Impero blogger e Lord Cancelliere del Concilio Superiore delle Dimensioni
Mad Dog demone ribelle mangia uomini
Ludovico Nubi /Anubis dio della morte egizio
Tom Goron capo degli Imperiali
Svariati Imperiali
I cattivi di cui non si dice il nome per far crescere la suspense!
Dopo una settimana ricca di pioggia e nubi, quella mattina di sabato, il cielo era limpido, di un azzurro tiepido, rischiarato da un sole timido, pallido. Un venticello gentile spirava da sud portando dell’aria fresca nella vecchia città emiliana. Guardò di nuovo, impaziente, l’orologio, era tardi.
“Allora quando viene?” chiese la ragazza a Lilletta la sua amica guardandola con i suoi bellissimi occhi di un indefinito misto di verde e azzurro.
“Aveva detto che ci metteva due minuti, aveva dimenticato qualcosa in camera…” rispose la giovane lisciandosi con una mano i fini capelli castani.
Si trovavano su di un marciapiede di una delle strade principali che immettevano nel centro di Parma. Erano circa una ventina di persone, soprattutto ragazze, vestiti con abiti leggeri, anche se aveva piovuto molto nei giorni scorsi, la temperatura era, comunque, abbastanza alta.
“Lil, sai cosa doveva andare a prendere?” chiese un ragazzo non molto alto, con i capelli corti e dei vividi occhi azzurri.
“Forse le salviette al cocco per te Kanon!” rispose ridendo una bella ragazza dai tratti orientali. Mentre partiva una risata generale, un cellulare squillò per un secondo. Era quello dei Lilletta. La ragazza prese in mano il telefonino e vide che le era arrivato un messaggio proprio dal loro amico ritardatario.
“E’ Imp…” disse la ragazza perplessa non capendo cosa volesse significare ciò che le aveva scritto l’amico.
“Cosa ti ha scritto?” chiese Ryuki la ragazza che aveva prima all’inizio di questo racconto. E’ già perché questo è un racconto che sto scrivendo ora, ma non sapete se ciò di cui sto scrivendo è già successo, se succederà e nemmeno dove è successo, in che realtà dimensionale intendo. Potremmo avervi fatto dimenticare tutto e questo che di solito facciamo, più precisamente le fa Lu. Scusate la digressione, credo sia meglio tornare alla nostra storia. Dove eravamo rimasti? Ah si, l’affascinante Alessia aveva appena fatto una domanda alla mia graziosa amica Lilletta.
“E’ molto enigmatico, dice di guardare in alto nel cielo, quando vedremo un punto nero che si avvicina, quello sarà lui.” rispose Elisabetta pensierosa alzando gli occhi verso l’alto.
“Questo si che è veramente strano… Max punta la macchina fotografica lì… cosa vedi?” disse Claudio scrutando il cielo e puntando un dito verso una zona di aria sopra di loro.
“Cosa c’è?” chiese Max Vertua il fotografo dai grandi occhiali e dalla folta barba guardando attraverso l’obbiettivo verso la zona indicata dal ragazzo. “Ma è impossibile…” riuscì solo a dire il fotografo che continuò “C’è una nave… nel cielo… sta veleggiando qui giù!” concluse l’uomo esterrefatto. L’improvviso si diffuse nell’aria, senza avere un’origine precisa, una melodia molto famosa, oserei dire piratesca!
“Ehi, ma questo è Hans Zimmer dai Pirati dei Caraibi!” esclamò stupefatta Kitey spalancando i suoi begli occhioni.
“I don’t think now is the best time, precisamente minuto 4:57…” disse quasi meccanicamente Alessia osservando le vele del vascello che si gonfiavano con il vento. La nave intanto si era avvicinata di molto in pochissimi secondi scendendo in picchiata verso il suolo ma poi assestandosi di colpo su una rotta orizzontale a una decina di metri dai cosplayers. Il gigantesco vascello era lungo circa settanta metri, larga circa quindici e alto fino alla cima dell’albero maestro ben quasi più di sessanta metri. Aveva ben tre ponti con circa un centinaio di cannoni. Le fiancate erano colorate a strisce viola e nero e quest’ultimo colore dominava su tutto il veliero. La nave viaggiava ad una velocità elevata volando quasi a pochissimi metri da terra. Non era tanto la perfetta riproduzione di un vascello del finire del 1700 a lasciare a bocca aperta gli amici di Imp quanto li vederlo arrampicato sul bompresso della nave, vestito da pirata con un completo completamente bianco che ricordava esattamente quello del Capitan Jack Sparrow di Pirati dei Caraibi. Il ragazzo agitava fieramente in aria una spada corsara, una cutlass, finemente lavorata mentre si reggeva con una mano ad una delle corde del bompresso. Dietro di lui, sul ponte della nave, c’era il dio della morte Anubis, con in testa, a coprire le lunghe orecchie da sciacallo, un capello a tre punte da corsaro. Il dio indossava comunque sempre e solo il suo solito gonnellino di lino azzurro anche se portava infilati in quest’abito, una sciabola e una pistola a pietra focaia. Ludovino Nubi stava scrutando con un vetusto cannocchiale gli amici del suo signore che ancora stupiti guardavano quella nave avvicinarsi. Al timone c’era il massiccio Mad Dog, il demone ribelle che ululava come un matto manovrando quell’oggetto. Il demone indossava anch’egli dei vestiti da corsaro, una benda nera sull’occhio destro, una bandana nera gli copriva la testa ma lasciava scappare fuori le corna ricurve. In vita portava una fascia sgualcita sempre color ebano a cui erano legate alcune pistole e alcune corte spade. Sulla nave si poteva anche vedere la ciurma di bucanieri, abbastanza impacciati in quegli strani abiti ma abili e precisi nelle manovre da compiere sul vascello. I ragazzi notarono che sull’albero maestro non veleggiava la bandiera con il Jolly Roger, bensì una bandiera nera con un simbolo viola sopra, una sorta di triangolo aperto.
“Corpo di mille balene che mi sono mangiato a colazione!” urlava Mad Dog ridendo sguaiatamente.
I due fotografi, ormai totalmente esagitati, stavano scattando foto a profusione, immaginando di poteri vincere persino il premio Pulizer con questi scatti. La nave, ormai a un solo metro dal gruppo dei cosplayer, si fermò magicamente e rimase fluettante in aria. Francesco saltò abilmente dal bompresso del veliero a pochi centimetri da Ryuki, seguito immediatamente da Mad Dog, dal dio della morte e dalla ciurma.
“Scusate il leggero ritardo, come vedete ho portato qualcosa e qualcuno con me. Credo che prima di tutto sia meglio partire dalle presentazioni, questo tipo dalle scaglie ossee scarlatte è Mad Dog, il demone ribelle, quello che ha l’aspetto di un maggiordomo imbolsito è Anubis, il dio della morte egizio, e la mia ciurma sono i miei fidi Imperiali, soldati devoti alla mia persona.” concluse soddisfatto Francesco.
“Ma… non potevi usare i poteri di Impero solo per un breve periodo di tempo?” chiese, quasi senza pensarci, Lilletta.
“A questo posso rispondere io… abbiamo migliorato la tecnica per…” cercò di dire assai accademicamente Anubis ma venne interrotto da un selva, vera e propria, di domande che gli amici di Imp stava riversando sul ragazzo e su Lilletta.
“Ok, vi spiego tutto… uff… connessione mentale in atto… ok… fatto… ora sapete tutto o quasi, dell’attentato alla metro di Milano fino a cosa ha mangiato Mad Dog cinque secondi fa!” esclamò il ragazzo.
“Uhm… Davy Jones… quant’era buono…” disse sovrappensiero il demone sbavando copiosamente.
Francesco aveva comunque notato che la sua amica Alessia era stata l’unica che non aveva parlato, era rimasta in contemplazione della grande nave.
“Non ti preoccupare Ryuki, non faremo tardi ho fermato, per così dire, il tempo. Ti sto leggendo nella mente comunque, voi, anzi, noi umani pensiamo troppo ad alta voce… In pratica leggo i vostri pensieri senza la possibilità di fermarmi… è come se cercassi di non udire un rumore, sarebbe impossibile. Comunque, ti chiedi perché siamo qui? Quale modo c’è più bello di festeggiare il Cos-Party, e soprattutto un Cos-Party piratoso come questo portando una nave dei pirati! Ok, non è proprio una nave dei pirati…” disse il ragazzo senza fermarsi un secondo nemmeno per prendere fiato. Venne interrotto dalla sua amica.
“Come si chiama?” chiese seccamente Ryuki non distogliendo lo sguardo dal vascello.
“Imperialitica, si lo so il nome è orrendo, l’ho scelse Anubis, secoli fa, quando costruirono la nave…” rispose Francesco prontamente.
“Si, ehm, la costruimmo circa nell’anno 100 d.c., quando l’altra Imperialitica venne meno…” disse freddamente il dio della morte.
“100 dopo cristo? Ma è impossibile! Nessuna nave di questo genere è stata mai costruita in quel periodo!” esclamò Ricchan da lunghi capelli corvini.
“Signorina Maddalena noi siamo stati sempre avanti in fatto di tecnologia…” rispose il dio della morte con il solito tono di voce freddo e compassato.
“Non avete i vostri cosplay… non si può fare un valzer piratesco senza costumi adatti…” disse pensieroso Francesco estraendo di poco ripetutamente la Spada dei Sette Sigilli Ancestrali che in questa occasione si era trasformata in una cutlass.
“Valzer piratesco? Cosa vorresti dire Imp?” chiese Benefy, una ragazza con un sorriso smagliante e solare in grado di stendere anche il peggiore drago che esista.
“Beh a tutto c’è un rimedio” disse anche pensieroso il ragazzo.
Francesco schioccò una sola volta le dita della mano destra e i suoi amici si trovarono, tutti, vestiti da personaggi dei Pirati dei Caraibi, proprio quelli che alcuni di loro avrebbero dovuto interpretare al Cos-Party. Alessia si trovò indosso il vestito, nero con striature gialle, di foggia orientale, che venne donato da Sao Feng a Elizabeth Swann. Lilletta invece aveva sempre un abito del personaggio interpretato da Keira Knightley ma di quando, nel primo film, la ragazza veniva rapita dai pirati zombie di Barbossa. Questo vestito era color vinaccia, bordato con passamaneria dorata. Kanon era visibilmente entusiasta di poter usare, nuovamente, il suo stupendo ventaglio e era ancor più contento di sventolarsi vezzosamente. Il ragazzo interpretava Lord Cutler Beckett, il “cattivo”, che aveva un abito finemente ricamato, di un verde smeraldo, con i bordi color oro. Vicky, Benefy e le altre ragazze invece avevano vestiti simili a quelli di Elisabetta mentre gli altri ragazzi avevano abiti da pirati.
“Mi concedete questo ballo Regina dei Mari? Mi sembra giusto, io sono un Imperatore e tu una Regina, dobbiamo per forza ballare questo valzer… e non ti preoccupare se non lo sai ballare, nemmeno io lo so fare sono un ciocco di legno per queste cose! Ma i poteri di Impero ci aiuteranno… a tutti a danzare in maniera sovraumana!” esclamò ridendo Francesco porgendo la mano destra verso Ryuki.
“Non credo sia…” cercò di dire la ragazza che venne interrotta dall’amico.
“I poteri di Impero possono tutto, oggi, solo oggi, abbiamo la possibilità di fare tutto quello che desideriamo, tranne la scena di Titanic con Di Caprio e la Winslet sulla prua della nave, quella non la farò mai!” disse Imp sorridendo.
Passarono alcuni secondi di silenzio, tutto era immobile, non c’era nemmeno una folata di vento. Poi Alessia mise la mano sinistra sopra il palmo aperto di Francesco.
“Paga!” disse, questa volta tutt’altro che freddamente, Anubis al suo amico Mad Dog.
“Dannazione, mica credevo che accettasse il ballo! Mi ha stupito!” esclamò il demone tirando fuori da un portafoglio invisibile 500 euro di carta porgendoli al dio della morte.
“Signorina Elisabetta mi vuole concedere questo ballo?” chiese l’uomo dalla testa di coyote a Lilletta. La ragazza accenno un assenso con il capo e congiunse le sue mani con quelle di Anubis.
“Siccome Impero mi ha proibito di ballare con le ragazze, crede che le potrei importunare… tsè, dovrò optare per te Kanon! Io adoro chi profuma di cocco!” esclamò al colmo della gioia il demone ribelle afferrando Albert e stringendolo strettamente a sé. Le altre coppie si formarono, alcuni Imperiali rimasti senza compagna si misero in disparte mentre la canzone dei Pirati dei Caraibi riprese nel pezzo più congeniale ad un valzer. Il ballo cominciò e mai si era visto un valzer così bello, così elegante e così stupendo. Sembrava di vedere dei ballerini professionisti, i migliori al mondo. Una contagiosa allegria aveva invaso tutti i partecipanti alla danza. Tutti tranne Kanon, schiacciato contro la grossa mole di Mad Dog, impossibilitato a muoversi, riusciva solo a mugugnare qualcosa di incomprensibile, mentre il demone ribelle trascinava il malcapitato in una danza sfrenata. Francesco e Alessia erano così presi dal valzer che non si accorsero di ballare a qualche metro dal suolo. Il ragazzo aveva inavvertitamente attivato i poteri di levitazione. Dopo alcuni minuti di un ballo divertito e coinvolgente, Francesco si fermò di colpo e portò la sua amica al livello del terreno. Tutti si erano fermati, non capendo cosa era successo.
“Lo senti Lu?” chiese il ragazzo al dio della morte che ancora abbracciava Lilletta.
“Si… lo sento…” rispose gravemente Anubis.
Un portale viola dai contorni giallognoli si aprì sopra l’Imperialitica. Dalla faglia dimensionale uscirono moltissimi ninja vestiti di nero oltre ad altri strani esseri che atterrarono alle spalle del gruppo danzante. Francesco li riconobbe tutti, era un fan sfegatato di Mortal Kombat, il famoso picchiaduro della Midway. C’erano Goro, Kintaro e Sheeva, tre appartenenti della razza degli Shokan, esseri con quattro braccia, mezzi draghi e mezzi umani. C’era Reiko, una sorta di ninja, un guerriero, con gli occhi blu, capelli sale e pepe neri e uno strano tatuaggio blu in faccia. Poi c’era Mileena, la sexy ninja dal costume striminzito nero e rosa, che in realtà aveva una bocca orribilmente grande e irta di denti aguzzi. Infine c’era Shao Kahn, l’Imperatore di Outworld, un uomo gigantesco e altissimo, massiccio, muscoloso, che indossava un’armatura e una maschera con un teschio.
“La terra è stata creata in sei giorni ma in molto meno verrà distrutta! E il settimo giorno l’umanità…” cercò di dire Kahn che venne interrotto da Impero.
“Che palle! Ogni volta che vado da qualche parte succede un casino! Mò basta!” urlò esasperato il ragazzo che chiuse gli occhi per un nano secondo. Subito dopo tutti quelli che erano comparsi dal portale erano scomparsi, anzi la stessa fenditura tra le dimensioni si era richiusa.
“Mad, tu sai dove hai molto da mangiare.” disse Francesco facendo l’occhilino al demone.
Il mangiatore di uomini buttò per terra Kanon e scomparve in un vampata di zolfo giallo con un sorriso sornione sulla faccia. Poi vi potrei anche racconto cosa è successo dopo… ma… ormai è tardi e non mi va… o forse non vi voglio far sapere cosa è successo dopo… o semplicemente ancora non è successo e per questo non ve lo posso dire… a voi la scelta…