Evelyn Starr – Il Diario delle Due Lune di Luca Azzolini e Francesco Falconi

Ieri ho finito di leggere il libro che Francesco e Luca hanno scritto insieme cioè “Evelyn Starr – Il Diario delle Due Lune“, premettendo che è un libro per ragazzi dai dieci anni in su, quindi non rientro assolutamente nel target, premettendo questo devo dire che è un bel libro e che mi è piaciuto. E’ un libro fantasy per giovani adolescenti, quindi ha tutti gli i tratti di questo genere, l’eroina che affronta un viaggio pericoloso alla scoperta di un mondo strano e dimenticato ma è un viaggio anche di trasformazione e di evoluzione, con lei ci sono il misterioso ragazzo di cui è segretamente attratta e un personaggio divertente ed ironico. Poi c’è la divisione manichea tra bene e male, in questo caso i Senzastelle e il Signore delle Nebbie e i Guardiani delle Nebbie di cui fa parte la protagonista Evelyn Starr. Cosa mi è piaciuto di questo libro? Prima di tutto alcuni personaggi e su tutti Stillygan, il furetto ironico e con una parlantina svelta che accompagna Evelyn nel suo viaggio. Anche Evelyn non è male, al confronto con altre giovani eroine di altre saghe fantasy… beh, mi sta decisamente più simpatica! (Ogni riferimento a Sofia della Ragazza Drago non è puramente casuale!). Comunque sia ogni personaggio è strutturato bene soprattutto visto il target a cui il libro si riferisce. Un altro punto a favore degli autori, oltre alla scrittura molto scorrevole e interessante, ci sono le ambientazioni molto suggestive e appassionanti, ricche di magia, e mi riferisco sia a quelle di Ithil Rune sia quelle del Mullagh Maat. Un altro aspetto positivo è la trasformazione che subisco i personaggi quando attraversano il portale che il porta nel Mullagh Maat, è un “trovata” molto carina e divertente. Ormai sono un lettore smaliziato quindi alcuni cattivi, come il goblin Huri, li ho trovati fin troppo “macchiette” e stereotipati e alcuni colpi di scena li avevo già intuiti all’inizio del libro, invece un lettore più piccolo sicuramente non troverebbe questi problemi. Per finire i disegni della disegnatrice Silvia Bigolin sono davvero molto belli, l’unica cosa che manca… e che avrei voluto nel libro sarebbe una bella cartina del Mullagh Maat per orientarsi un po’ durante lo svolgimento della storia. Questo è tutto, sicuramente è un libro adatto ai più piccoli e quindi lo consiglio a chi è in target per la colonna del Battello a Vapore della Piemme.

Spartaco, le notti nei drive-in e i cuori di ferro…

Ok lo so, non mi faccio sentire molto in questo periodo sul blog, mi spiace ma… è uno di quei periodi in cui non mi va di scrivere molto nel blog, non che non abbia tempo, anzi, solo che a volte la voglia di scrivere non è molta. Forse questo periodo di latitanza è finito, chissà! Di cosa voglio parlarvi in questo post? Ovviamente delle mie ultime letture, per iniziare proprio dall’ultimo libro “La Guerra di Spartaco” di Barry Strauss, un libro assai interessante che, unendo le poche fonti a nostra disposizione e le “indagini” e scoperte storiche ricostruisce la vicenda del famoso Spartaco il più fedelmente possibile. L’ho trovato davvero esauriente e completo, per chi, soprattutto come me, è un appassionato di Storia e gli piace leggere anche libro un po’ più “specialistici” della media. Spartaco è davvero una figura storica molto interessante, quel che è riuscito a fare e la minaccia che è diventato per Roma e l’umiliazione che le ha inflitto fa riflettere molto, come anche il suo errore. Cioè quello di non capire quando mollare perché la macchina di Roma prima o poi l’avrebbe distrutto, era lenta ma avrebbe risposto in maniera spietata, cosa che poi ha fatto. Anche se probabilmente Spartaco non poteva mollare, non poteva lasciare l’Italia quando avrebbe potuto perché ormai non controllava più la ribellione che aveva creato… perché aveva accesso un fiammifero che aveva prodotto un incendio troppo grande perché riuscisse a domarlo… Poi di che parliamo? Vi vorrei parlare di “The Boys” il fumetto di Garth Ennis e di Darick Robertson ma merita uno spazio a parte. Allora parlo di “La notte del drive-in” di Joe R. Lansdale che ho ricevuto per Natale. Beh, che dire, sono due romanzi l’uno di seguito dell’altro, e sono folli come poche cose al mondo. E’ un vero e proprio delirio di sangue, carne e morte. Un delirio assai ironico e grottesco tra King e Lovecraft… Un delirio che vi consiglio caldamente di leggere. Per finire parliamo di videogame, ultimamente mi sono innamorato nuovamente di Hearts of Iron 2 Doomsday della Paradox, un videogioco strategico in tempo reale in cui possiamo controllare una nazione di nostra scelta prima, durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale, possiamo scegliere, per esempio dagli USA alla Germania, dall’Italia alla Francia fino a finire con nazioni “poco usate” come l’Ungheria o il Siam. Insomma possiamo usare quasi tutte le nazioni che c’erano allora sullo scacchiere mondiale. Possiamo allearci con chi vogliamo (o almeno con chi ha la nostra linea diplomatica…), possiamo seguire la storia e cercare di mandarla avanti così come è andata o possiamo invertirla, cambiarla. Poi dopo aver conquistato una nazione puoi liberarla come tuo “stato pupazzo” o se possibile liberare altre nazioni nella nazione che c’era prima per esempio l’URSS ha tante nazioni separate che puoi “liberare”. Uno spasso insomma! Ora ho finito la mia ultima giocata con gli USA, ho sconfitto il Giappone e poi la Germania e ho sottomesso l’URSS. Penso che prenderò nuovamente l’Italia e…  vedrò di fare qualcosa di nuovo… altrimenti stavo pensando di prendere la Cina Nazionalista… una bella avventura dato che appena la prendi sta in guerra con il Giappone e dopo non sta messa affatto meglio… Devo dire che mi tenta l’idea di giocare ad Hearts of Iron 3, il problema è che mi spaventa la troppa vastità del nuovo gioco, già questo è “vasto” con tutte le sezioni che si possono controllare… il nuovo ha più di 15000 regioni! Diventa un po’ troppo complicato mesa… XD

Detto questo vi saluto, forse mi faccio una giocata a Risiko per pc, quello per MS DOS per intenderci!

Mad Dog intervista Adriano Barone

Apri gli occhi. E’ buio pesto. Nell’aria c’è una puzza di zolfo e di putredine. Una luce rossastra si accende all’improvviso facendoti socchiudere le palpebre. Ora hai intuito, a grandi linee, dove ti trovi. Sei in una stanza ricolma di ossa, interiora, sangue, pezzi di corpi. Assiso sopra un trono di corpi umani si trova un diavolo cornuto la cui pelle è formata da scaglie d’osso scarlatte. Le sue corna ricurve, nere e dure come l’ebano, puntano verso di te. Il suo sorriso è beffardo, sornione e i suoi occhi, come quelli dei gatti, sembrano deriderti. Infine vedi il suo membro, che a riposo è grande dieci tanto il membro di un essere umano medio. Dopo averti scrutato ancora un po’ ti parla, la sua voce sembra una eruzione di lava dell’Etna.

Adriano, amico mio! Ti do il benvenuto nel mio antro! So che ti stavi concedendo una sigaretta prima di finire il primo capitolo del tuo nuovo libro. Si intitola “Cento modi per pagare il mutuo quando si è scrittori in Italia” giusto? Bel titolo. Andrà a ruba! Sono sicuro. Anche perché nel tuo paese che va rotoli, sicuramente un libro del genere lo compreranno tanti scrittori. Ma basta parlare di te e parliamo di me. Non vedo perché dobbiamo parlare di te, mica questa è la tua intervista! … Uhm – Mad Dog si infila un dito nel naso, toglie quello che ha trovato poi si succhia il dito pensieroso – dalla regia mi dicono invece che si questa è la tua intervista! Ah sono tanto contento di intervistare un nerd amante della gnocca come sei tu! Io e te ci intendiamo benissimo! Dai presentati agli sventurati lettori ma soprattutto alle lettrici vogliose di sesso anale di questo blog. Di a tutti chi è Adriano Barone!”

Un sex addicted, uno sfaticato, uno che si annoia facilmente, un ciclotimico, un bugiardo compulsivo. Mi piace raccontare storie e giocare con le parole. La conclusione naturale era mettermi a scrivere storie.

Tu sei anche un autore di fumetti oltreché di libri assai perversi. Parliamo della tua storia di Erotico Nero. Sappi che mi sono eccitato come un cane idrofobo per l’ultima scena. Davvero originale come storia e il suo sviluppo poi… ecco è sicuramente la storia meno scontata tra le tre proposte nell’albo. Forse io già so la risposta, ma la gente che ci segue da casa, e ricordo di comprare l’aspirapolvere di ultima generazione della Mad Dog Co. che non solo toglie la polvere ma vi elimina pure la suocera e anche, all’occorrenza, la moglie! Dicevo, la risposta io la so. Tu non ancora. E la gente che ci legge ancora di meno. Quindi ti faccio questa domanda. Come mai hai scritto, hai ideato una storia del genere? Quale erano i tuoi intenti? Oltre che far toccare i genitali a tutti i tuoi lettori? E non è come intendete voi sporcaccioni!”

Lo sporcaccione sarei io, a dire il vero… u.u

Comunque: il porno mainstream. CHE PALLE. I picchi di innovazione del porno mainstream sono cose tipo il Double Anal. Capirai… Molte artiste (femministe serie, mica come me) si sono poste il problema dei sottotesti politici del porno. Fu Annie Sprinkle a ipotizzare il concetto di post-porno, un porno che non fosse eteronormativo e fallocentrico. Le mie riflessioni sull’argomento mi hanno fatto scrivere una storia in cui alcuni sottogeneri del porno (rape, torture) fossero applicati da una donna a un uomo, rendendoli totalmente non-erotici, anzi, privando l’atto erotico di ogni connotato di “eccitazione”. Insomma, l’ennesimo capitolo della mia riflessione sul corpo come identità e sulla sessualità come forma più diretta e sincera di comunicazione, partita con “Carni (e)strane(e)” e “Tipologie di un amore fantasma” e che ancora non si è conclusa.

Passiamo a Bugs – Gli insetti dentro di me. Prima di tutto devo far un grande complimento al disegnatore Babich, perché è davvero bravo e disegna gli insetti come Dio comanda. Pure la gnocca, eh. Ma gli insetti sono superbi! Bugs è una storia particolare ed originale, sia per la trama che per il protagonista… la prima domanda che ti voglio fare è… come mai gli insetti? Perché non hai scelto, chessò, le sanguisughe o i gamberi? Ti facevano schifo? A me no. Me li mangio anche a colazione i gamberi. Soprattutto quelli giganti che si credono di essere ‘sto cazzo e poi mi perdono a poker come degli idioti. Ci tengo a precisare che io baravo…”

In realtà i gamberi sono il perfetto esempio di come i condizionamenti culturali ci influenzino profondamente. L’aspetto di un gambero non è meno disgustoso di quello di un insetto, eppure ci è stato “insegnato” che i gamberi non fanno schifo: perciò li mangiamo allegramente. Ma, davvero, guardali bene: dovrebbero farci schifo.

Per quanto riguarda gli insetti: ci hanno insegnato che fanno schifo. Ergo, li troviamo disgustosi… nonostante siano la fonte di proteine di circa il 70% (dato non so quanto aggiornato) della popolazione planetaria.

Quindi: perché gli insetti? Per rendere protagonista ciò che è generalmente rimosso, per metterti davanti agli occhi qualcosa che di solito cerchi di non fissare troppo a lungo con lo sguardo. E ribaltare tutti i preconcetti sull’argomento.

Ovviamente non ha funzionato: io speravo che dopo “Bugs” sarei guarito dalla mia fobia.

Invece adesso gli insetti mi fanno più schifo e molta più paura di prima.

😦

p. s. Hai una domanda per Fabio? Chiedi pure a lui. Ah, no, non può parlare, l’ho imbavagliato e incatenato al tavolo da disegno… no, tranquillo, non sono lacrime di disperazione, è felice…

Com’è nata l’idea di questa storia e del suo protagonista Ulisse? E perché chiamarlo Ulisse? Non potevi chiamarlo Ugo? Era più figo per me. E lasciamo perdere Impo, il mio nerdissimo padrone, che dice che il protagonista si chiama in quel modo perché è una cosa legata ad un poeta greco cieco. Son cose pizzose che nessuno vuol sentire. Sono sicuro che non c’entra ‘sto tizio orbo che scriveva cose antiche! Vero?”

Ugo sarebbe andato bene, in fondo il protagonista secondo me è un perdente (anche se a differenza di Fantozzi, una rivalsa ce l’ha) che passa gran parte della sua vita a negare sé stesso. Lo fa un sacco di gente, del resto.

Il punto è che “Bugs” nasce dalla lettura dal racconto “Circe” di Julio Cortàzar, la cui protagonista serviva dolci farciti di insetti ai suoi spasimanti. Secondo il narratore, era pazza. Secondo me, aveva un piano. “Bugs” è la mia spiegazione di quel piano. Quindi, se la protagonista l’ho chiamata Circe, dal racconto, con MOLTA fantasia ho deciso di chiamare il protagonista maschile Ulisse. Del resto a me piace scrivere cose pop con tanti riferimenti fighetti (che altri chiamano “citazioni colte”).

Sai che più ci penso, più Ugo non mi sembra affatto male…?

Parliamo del personaggio migliore del volume e cioè il Grillo Parlante. O quel che era non ricordo sinceramente, in questo momento nella mia mente ci sono le tette di una cosplayer americana assai gnocca. Di che parlavamo? Ah si… il Grillo Parlante… parlaci un po’ di lui… com’è stato creato… queste cose qui… che ci interessa… moltissimo… tette…” (Mad Dog sbava copiosamente sussurrando continuamente la parola “tette”).

Eh? Scusa, stavo sbavando anch’io…(succhia rumorosamente il filino di bava). Come dice il mio amico Guido Catalano: “le tette in assoluto è la mia parte preferita sessuale/
gli occhi quella che cambia le carte in tavola
.” Comunque io sarei molto interessato alla cosplayer, anzi, se tra le mie lettrici ce n’è qualcuna particolarmente feticista per il cosplay sex, può contattarmi tramite Mad Dog.

Ah, il grillo parlante, dicevamo. Semplicemente è l’insetto mediaticamente più famoso al mondo. E dato che trovo insopportabile la versione disneyana, l’ho riportato alle radici.

Ci sarà un sequel di questo interessante fumetto? Hai già qualche idea? Ho già il titolo del sequel Mad Dog – Il Cadavere Dentro di Me – Andrà a ruba, sono sicuro!”

Bellissimo! Una storia porno-horror! Trovo che il porno-horror sia difficilissimo da fare, ci ho provato in Carni (e)strane(e), non so con quali esiti. Ma pornografia e horror sono senz’altro due generi (oddio, l’horror è una modalità narrativa, più che un genere…posto che i generi esistano. Lungo discorso, facciamo finta di niente) molto affini: è affascinante pensare che siano i generi che provocano una reazione fisica molto concreta nel corpo del lettore/spettatore. Brividi o grida nel primo caso, eccitazione nel secondo (magari anche le grida, al culmine della masturbazione).

Comunque no, sono altri gli autori che vi fregano coi sequel, facendovi la faccetta gnè gnè “Ma-non-hai-visto-che-c’era-questa-sottotramina-irrisolta?”. No, “Bugs” inizia e finisce con quel volume lì. Un motivo in più per acquistarlo, gentili lettori.

E’ uscito in questi giorni il tuo nuovo libro intitolato Zentropia e l’ha pubblicato l’Agenzia X. Che da quel che capisco è una sorta di casa editrice di spie internazionali. Allora di cosa parla questo nuovo libro? E come mai si intitola Zentropia?”

SSSH! Non posso dirti DAVVERO chi si nasconde dietro Agenzia X…l’intervista potrebbe autodistruggersi durante la lettura!

Il romanzo lo definisco “una distopia zen”. Parla dell’Italia dopo la guerra civile, immaginando che la suddetta si sia conclusa pochi minuti fa. E quello che immagino è un paese ben oltre il default, fuori dall’Unione Europea, dove la catastrofe è già avvenuta, e si procede lenti verso il nulla, ma in maniera rassegnata, quasi serena. Una discesa zen verso l’entropia. Zentropia, appunto. Il romanzo parla di…uhm, buddismo, della lettera Z, dell’Italia di oggi, di pratiche di “resistenza” che si rifanno a modelli anni ’70 e che oggi non hanno più efficacia, di pratiche contrasessuali. Soprattutto Zentropia parla del nulla. Argomento sul quale posso vantare conoscenze IMMENSE.

Parliamo ora di quel tuo bel libro pubblicato con la Asengard e cioè Il Ghigno di Arlecchino. Uno dei libro assolutamente più fuori di testa, grotteschi e pazzi che esistano. Mi ricorda qualche puntate dei programmi della De Filippi, prendine uno a caso, più o meno ci siamo… Allora, spiegaci, quanto eri fumatostrafattomalato quando hai scritto quel libro? Ora a me certe cose non fanno impressione, ma c’è gente che è impazzita dopo averlo letto! (Ok forse ho pure contribuito io…)…”

Tzè, ero lucidissimo quando ho scritto l’Arlecchino, pensa un po’…hai un filtro?

Per rispondere alla domanda: quel libro rappresenta la mia visione dell’universo, della vita e dell’amore. Se non scrivessi più libri (e a chi ci spera dico: SUCATE! Ne scriverò altri, invece!), quello che avevo da dire su questi argomenti lo si può leggere lì. È la cosa più viscerale che potessi scrivere, la più sincera, e la più violenta. E anche la più ottimista.

Molti sono rimasti offesi/incazzati da Arlecchino. Per molti era “troppo” (violento, complesso, ecc.). Bene. Sono fiero di ogni lettore che ha avuto una reazione “estrema”, da chi ha fatto il cosplay del protagonista alle lettrici che hanno trovato il romanzo altamente erotico e con cui sono finito a letto a chi ha detto che è una puttanata immonda. Senz’altro non è un libriccino da leggere distrattamente in tram o mentre fai la cacca. Se si cercano libri tranquilli e innocui, la scelta è ampia. Se si legge un mio libro o un mio fumetto, tendenzialmente sono pizze in faccia. E risate, certo.

Vedremo un sequel dell’Arlecchino? Lo vedremo ancora in giro? Avrò modo di papparmelo? Rispondi a questa ardua sentenza!”

Seguiti no. Assolutamente. Anche Arlecchino è stato scritto per essere autoconclusivo (non faccio spoiler, ma il finale spero non lasci dubbi…).

Tuttavia (hai visto che son colto? Ho detto “tuttavia”) ho in mente uno spin off su Ah Puch, anche se potrebbe venire fuori solo un racconto, e sinceramente la struttura dell’universo di Arlecchino, composto di infiniti Tracciati, tornerà, anche solo con qualche allusione, in parecchi (se non tutti) i romanzi e i fumetti che scriverò in futuro. Già “Tipologie di un amore fantasma” era un “gioco” sui Tracciati simili, ma non identici. E in “Zentropia” Arlecchino fa una comparsata. Forse. O forse è l’allucinazione di uno dei protagonisti. Diciamo che se avete letto Arlecchino, potete pensare che sia vera la prima ipotesi.

Se Arlecchino te lo pappi, però sono stracazzacci tuoi…hai visto che il bimbo è coriaceo… 😀

Al recente Lucca Comics & Games 2011 hai visto con i tuoi occhietti da nerd il cosplay dell’Arlecchino. Cosa hai provato quando l’hai visto?”

Prima non mi rendevo conto di cosa stessi vedendo davvero. Mi sono commosso. Ho provato a dire qualcosa, ma mi sono messo a balbettare. Luca Tarenzi, che mi ha “portato” Samuel, il mio lettore che ha deciso di fare il cosplay di Arlecchino, si gustava la scena ridacchiando.

Dato che non riuscivo a parlare, ho abbracciato Samuel e l’ho ringraziato, non mi è venuto in mente nient’altro da fare. E poi ci siamo messi a chiacchierare per un bel po’.

Sai il romanzo parla di un “Barone” che “crea” Arlecchino. Col suo romanzo, Barone ha “creato” Arlecchino nel mondo reale. Un divertente cortocircuito.

Purtroppo sei morto. Vieni ucciso da una folla di ragazzine impazzite che hanno visto il protagonista di Twilight. Tu stai in mezzo. Vieni calpestato fino alla morte. Come sarà il tuo funerale?”

PURTROPPO sono morto? MENO MALE che son morto, che son nato stanco…

Cosa potrebbe succedere?

Vediamo… molta gente tirerà sospiri di sollievo, altri grideranno “Finalmente!”, ci saranno roghi dei miei libri e dei miei fumetti e il fumo si alzerà tanto da oscurare il cielo… i miei amici non metteranno su musi lunghi e lacrime, ma si faranno di ogni sostanza allucinogena immaginabile, faranno festa e si racconteranno cazzate e ricorderanno gli imbarazzantissimi aneddoti di cui è costellata la mia vita privata (talmente assurdi che Luca Tarenzi dice che quando scriverò la mia autobiografia non ci crederà nessuno, perché sembrerà inventata). E soprattutto invece del corteo funebre ci sarà un corteo danzante tutto paillettato che manco il gay pride.

Cosa ne pensi di me Mad Dog il demone cornuto più simpatico, sexy e gagliardo che esista?”

Penso che per avere il coraggio di esserti fatto fare una foto col pisello di fuori in compagnia mia e di Francesco Roghi, oltre ad avere il membro infuocato, devi avere anche le palle d’acciaio.

Ora toglimi tu una curiosità: ma sei tu il padre di Beel, il mio moccioso a fumetti preferito? (per chi non avesse capito di chi parlo: http://youtu.be/RG7f7t0Se_Q)

L’intervista è finita. Ora devi tornartene a casa. Hai due modi o ti ci porto io e staremo tanto vicini… o ci vai a piedi, seconda porta a destra poi dritto, quando vedi la carcassa del mammut svolta a sinistra, la terza porta che sulla destra, quella con il teschio di orco infisso sopra e sei a casa tua… sempre che le altre presenze del mio antro ti facciano tornare tutto intero! MUAHAHAHAHAHAHAH”

Ma come, neanche un’orgetta con demoni e demonesse arrapati/e e gnocchi/e? Che palleee…

Ah, essendo un bugiardo compulsivo, chiaramente la maggior parte delle risposte sono assolutamente inventate e prive del benché minimo riscontro con la realtà.

La bambola dagli occhi di cristallo di Barbara Baraldi

Oggi ho finito di leggere un libro scritto da Barbara Baraldi, autrice italiana che apprezzo molto, il libro in questione, edito da Castelvecchi, è “La bambola dagli occhi di cristallo“, che mi è piaciuto davvero molto.  Il libro è ambientato a Bologna ed è un thriller molto ben riuscito che mi ha preso moltissimo dalla prima pagina fino all’ultima. I tre protagonisti principali della storia sono l’Ispettore Marconi che deve vedersela con una misteriosa killer che uccide soltanto uomini, l’insicura Viola che nei sogni vede delle immagini degli omicidi e Eva che cerca di farsi valere nel mondo in cui vive e che cerca di uscire dalla depressione in seguito ad un evento violento. In qualche modo sono tutti e tre legati durante lo svolgimento della vicenda… ma non vi dico come. Vi dico invece che questo è un libro davvero scritto bene, con uno stile di scrittura asciutto che riesce a ricreare alla perfezione la città di Bologna in un’atmosfera gotica ricca di suspense, con personaggi reali e ben caratterizzati.  Un libro giallo particolare che mi ha lasciato molto soddisfatto e con la voglia di leggere altri libri di questo genere scritti da Barbara Baraldi ambientati sempre a Bologna e con gli stessi personaggi. Perché un po’ mi sono affezionato, ma non vi rivelo di chi! E anche perché la scrittrice è davvero brava e mi fa venir voglia di leggere anche come scrive la lista della spesa. (Ed è un invito, nemmeno tanto velato, a pubblicare presto nuovi libri di questo genere thrillergiallo con un po’ di atmosfere gotiche XD). Quindi un buon libro, che vi consiglio caldamente!

Giveaway "Il Burattinaio" di Francesco Barbi

Giorni fa dopo aver scritto il post sulle mie impressioni di “Il Burattinaio” mi sono detto che sarebbe stato bello fare un giveaway del libro di Francesco Barbi… e quindi detto fatto! Grazie al disponibilissimo autore abbiamo in palio due copie autografate del libro una qui su Castel Oricalco e l’altra su Le mele del Silenzio il blog di Voce del Silenzio. Vi ricordo che “Il Burattinaio” è il sequel di “L’Acchiapparatti” il primo libro scritto da Barbi ma si può leggere benissimo senza aver letto il primo tomo. Prima delle regole di questo giveaway ecco la scheda del libro edito dalla Dalai Editore:

L’Oracolo, sopravvissuto sette volte al Tocco della Luce, ha predetto la caduta del Regno di Olm. L’Arconte Ossor, uno dei pochi che ancora credono nel potere del chiaroveggente, torna a consultarlo e si convince che l’imminente catastrofe sia in qualche modo legata alla scomparsa del mostro di Giloc, precipitato quattro anni prima, in circostanze alquanto misteriose, sul fondo di un crepaccio nelle lontane Terre di Confine.

Un manipolo di Guardiani dell’Equilibrio, inquisitori incaricati di reprimere ogni forma di eresia e stregoneria, parte da Olm per far luce sulla vicenda. È il loro capo, l’Indice, a sovrintendere alle operazioni per la riesumazione del mostro e a condurre le indagini circa la comparsa di un presunto stregone nel vicino paese di Tilos. Schiavo della spinavera e spietato, raccoglie voci e dicerie, interroga e tortura i paesani per scoprire l’identità e la dimora di colui che cerca. Fiuta e segue le tracce dell’acchiapparatti di nome Zaccaria fino a Ombroreggia, dove lo cattura e lo rinchiude in un gabbiotto di ferro per condurlo a Olm. Ma Zaccaria «ospita» in sé un terribile segreto. Ci sono giorni in cui il gobbo parla attraverso di lui. Ci sono giorni in cui è un terzo ad abitarlo…

Molti altri saranno trascinati nel viaggio attraverso e oltre le Terre di Confine, verso Olm: Gamara, il cacciatore di taglie accecato dalla sete di vendetta; i due bambini Steben e Nodo, incatenati sul carro del raccogli-orfani; Orgo il gigante, in cammino dietro di loro; la strega strabica con la procace figlia adottiva e l’amica ex prostituta, unite nel disperato tentativo di salvarsi e di salvare Zaccaria. Tutti protagonisti, tutti ignari di essere pedine nelle mani del burattinaio. Non è un caso che il mostro in decomposizione, nascosto su una chiatta, venga condotto via fiume nella stessa direzione.

Il burattinaio aspetta da lungo tempo. Ha concepito un piano diabolico.

Da L’acchiapparatti a Il burattinaio,
dagli emarginati ai folli.
Sinistri, enigmatici, squilibrati personaggi incrociano le loro strade per dar vita
a un intreccio mozzafiato che trascina
oltre i canoni del fantasy.
Tutti ignari di essere pedine nel piano
di vendetta del burattinaio.

Vi ricordo inoltre che nel sito 10 Righe dai Libri potete trovare le prime pagine del libro in anteprima per la lettura.

Le regole per partecipare a questo giveaway sono assai semplici. Dovete commentare, inserendo una mail valida nel form, questo post, preferibilmente scrivendo una motivazione sul perché vogliate vincere questo libro. Non saranno conteggiati commenti multipli, ma solo un commento per persona. La scadenza del giveaway è fissata per la mezzanotte del 14 dicembre dopo di che il nome del fortunato vincitore sarà estratto con Random.org. Quindi cosa state aspettando? Provate a vincere uno dei migliori libri “fantasy” pubblicati in Italia quest’anno!

Il Burattinaio di Francesco Barbi

Era da un po’ di giorni che volevo scrivere questo post ma a causa di vari impegni lo faccio solo adesso. Ho finito di leggere “Il Burattinaio” di Francesco Barbi la settimana scorsa, è il sequel di “L’Acchiapparatti” ma può essere letto anche come da solo, senza aver letto il libro precedente. Ed ora vi dico le mie impressioni su questo libro. Come il primo libro di Francesco anche questo può entrare nel genere del “low fantasy” anche se, e chi legge il mio blog lo sa bene, a me non piacciono queste divisioni rigide dei generi. Diciamo che è un libro di genere fantastico e facciamo prima. “Il Burattinaio” è un libro particolare ed originale così come lo era “L’Acchiapparatti” sia per la storia, sia per la scrittura, sia per i personaggi. Come e di più del primo libro i protagonisti sono i folli e gli emarginati. Ritornano tante figure che abbiamo apprezzo nella precedente avventura, c’è Zaccaria, Orgo, Guia, Gamara, Steben, Frida e… un personaggio che credevamo defunto… che torna alla ribalta… Ci sono anche tanti personaggi nuovi come l’Indice di Olm, i due fratelli Nodo e Tino, Fulciero, Medoro e Gogloc. E poi c’è il protagonista di questo libro il misterioso Burattinaio che guida i fili di tutta la vicenda. Come nel libro precedente, Francesco riesce a creare (e a “riportare in vita” anche) dei personaggi “veri”, a tutto tondo, reali, tutti con una loro personalità e non mere macchiette. I due mattatori di questo libro sono sicuramente Zaccaria e il Burattinaio ma anche Gamara e l’Indice, con la sua particolare pronuncia di certe parole, ci regalano bei momenti. E proprio Gamara e l’Indice sono i miei personaggi preferiti di questo libro. La storia mi è piaciuta molto coinvolge nuovamente soprattutto i folli, siano essi matti come Zaccarai o esaltati religiosi come l’Indice di Olm, gli emarginati come le puttane,  gli orfani e i poveri. Ci sono molte sorprese e colpi di scena, di cui non vi parlerò, c’è una gestione assai saggia dei personaggi e c’è una porta aperta, una porticina, nel finale che mi è veramente piaciuta, come mi è piaciuto il finale in se stesso. Un punto di forza della scrittura di Francesco, che è migliorata notevolmente dal primo libro (ed era già bravo!), è la descrizione dei luoghi, delle Terre di Confine e del Regno di Olm, tutto estremamente reale e poco fantasy (una cosa che posso rivedere nei telefilm di cui parlato nei post precedenti come Homeland e Boss, questa ricerca del realismo… mi piace molto!). A questo si ricollega, almeno per come la vedo io, anche la scelta dei nomi dei luoghi e dei personaggi, che mi sembra molto legata alla toponomastica medievale della Toscana, ma potrei anche sbagliarmi, è giusto l’impressione che ho avuto leggendo il libro. Come ho già scritto c’è un netto miglioramento nella scrittura di Francesco, un evolversi in uno stile più adulto, più maturo. In conclusione un libro che mi è piaciuto davvero molto, che ti prende come pochi, da cui fa fatica a staccarti perché vuoi sapere come andrà a finire. Un libro che ovviamente vi consiglio di leggere, semmai prima leggetevi “L’Acchiapparatti” così avrete più soddisfazioni nel leggere “Il Burattinaio”.

Francesco Barbi (con il Burattinaio) alla Superfumettopoli

Ricevo questa comunicazione e ve la giro, per chi fosse di Milano una bella occasione per comprare i libri di Francesco Barbi e farvi fare un bel autografo (oltre che comprare una saga davvero molto bella!)

Francesco Barbi a Superfumettopoli 2011

Da L’acchiapparatti a Il burattinaio, dagli emarginati ai folli.
Sinistri, enigmatici, squilibrati personaggi incrociano le loro strade per dar vita
a un intreccio mozzafiato che trascina oltre i canoni del fantasy.
Tutti ignari di essere pedine nel piano di vendetta del burattinaio.

L’Oracolo, sopravvissuto sette volte al Tocco della Luce, ha predetto la caduta del Regno di Olm. L’Arconte Ossor, uno dei pochi che ancora credono nel potere del chiaroveggente, torna a consultarlo e si convince che l’imminente catastrofe sia in qualche modo legata alla scomparsa del mostro di Giloc, precipitato quattro anni prima, in circostanze alquanto misteriose, sul fondo di un crepaccio nelle lontane Terre di Confine.

Un manipolo di Guardiani dell’Equilibrio, inquisitori incaricati di reprimere ogni forma di eresia e stregoneria, parte da Olm per far luce sulla vicenda. È il loro capo, l’Indice, a sovrintendere alle operazioni per la riesumazione del mostro e a condurre le indagini circa la comparsa di un presunto stregone nel vicino paese di Tilos. Schiavo della spinavera e spietato, raccoglie voci e dicerie, interroga e tortura i paesani per scoprire l’identità e la dimora di colui che cerca. Fiuta e segue le tracce dell’acchiapparatti di nome Zaccaria fino a Ombroreggia, dove lo cattura e lo rinchiude in un gabbiotto di ferro per condurlo a Olm. Ma Zaccaria «ospita» in sé un terribile segreto. Ci sono giorni in cui il gobbo parla attraverso di lui. Ci sono giorni in cui è un terzo ad abitarlo…

Molti altri saranno trascinati nel viaggio attraverso e oltre le Terre di Confine, verso Olm: Gamara, il cacciatore di taglie accecato dalla sete di vendetta; i due bambini Steben e Nodo, incatenati sul carro del raccogli-orfani; Orgo il gigante, in cammino dietro di loro; la strega strabica con la procace figlia adottiva e l’amica ex prostituta, unite nel disperato tentativo di salvarsi e di salvare Zaccaria. Tutti protagonisti, tutti ignari di essere pedine nelle mani del burattinaio. Non è un caso che il mostro in decomposizione, nascosto su una chiatta, venga condotto via fiume nella stessa direzione.

Il burattinaio aspetta da lungo tempo. Ha concepito un piano diabolico.

Francesco Barbi sarà presente a Superfumettopoli con il suo nuovo romanzo Il burattinaio, sabato 26 e domenica 27 novembre. L’appuntamento è al Palaforum di Assago dove sarà possibile incontrare l’autore tra conversazioni informali, interviste e autografi allo stand di Fantasy Bookshop.

Vi ricordo, inoltre, che nel sito 10 Righe dai Libri potete trovare le prime trentasette pagine del libro!

Il tradimento della Mondadori aka Wunderkind 3 esce solamente in ebook

In questi giorni nella rete si è parlato molto, almeno nei blog che seguo io, della vicenda dell’uscita nel solo formato ebook di Wunderkind: Il regno che verrà di GL D’Andrea edito dalla Mondadori. Ne hanno parlato Valberici, Tanabrus, Valentina, la Lipperini e domani ci sarà un post sull’argomento nel blog di Lara Manni (e in cui qui potrete trovare un’indice dei blog che hanno parlato della vicenda). E’ arrivata anche una risposta ufficiale dalla Mondadori che in sostanza ci dice che dato che i due volumi di Wunderkind non hanno venduto molto e le copie sono ancora nei magazzini, questo terzo volume, se avesse avuto una distruzione cartacea sarebbe stata molto piccola sia in termine di copie che di distribuzione libraria, quindi si è deciso di optare per questa scelta per far almeno in modo che l’ultimo libro uscisse anche se in formato ebook. Dopo questa risposta continuo a sentirmi preso in giro dalla Mondadori, continuo a sentirmi un lettore di serie B, continuo a sentirmi considerato uno stupito dalla Mondadori. Perché? Perché, visto che la Mondadori ha, permettetemi il termine, “soldi a fottere” avrebbe anche potuto optare per una distribuzione limitata del W3 per fare “contenti” noi lettori che abbiamo speso circa 40 € per i primi due volumi, che abbiamo dato fiducia alla Mondadori. Questa fiducia è stata tradita. Mi sento tradito e offeso dall’atteggiamento della Mondadori. Sono anche abbastanza arrabbiato, ma lasciamo perdere questo aspetto. Come dice bene Chiara Palazzolo nei commenti del post della Lipperini c’è una sorta di patto non detto di onore e di fiducia tra me lettore e l’editore (e l’autore), in questo caso la Mondadori ha rotto quel patto. Cosa comporterà? Che se dovrò comprare nuove trilogie della Mondadori ci andrò con i piedi di piombo, che comprerò trilogie solo già concluse e che quindi non mi fiderò più di questo editore che già da tempo per certe scelte discutibili, una su tutte dividere i libri di Martin o di altri autori in più parti, mi stava deludendo. Poi, poi la Mondadori rimane una grande casa editrice che pubblica anche libri bellissimi e che apprezzo molto, ma questo non vuol dire che questa volta abbiano fatto una grandissima caduta di stile che mi ha scottato come lettore e come fan di una saga. Poi gli ebook saranno il futuro dell’editoria, forse, e nessuno di quelli che è scontento dalla scelta della Mondadori dice che gli ebook sia il male ma ora chi me lo ripaga quello spazio vuoto in libreria? Quella trilogia tronca?

Nemesis – La Chiave di Salomone

Ho finito da poco di leggere l’ultima fatica del Falco, cioè Nemesis – La Chiave di Salomone, l’ultimo libro del dittico di Nemesis iniziato l’anno scorso con Nemesis – L’Ordine dell’Apocalisse. Ho apprezzato molto questo libro, anche per una ragione personale, cioè aver scelto i cosplayers che l’anno scorso hanno interpretato i protagonisti del romanzo alla Lucca Comics & Games, infatti potrete notare, e ringrazio ancora Francesco per questo, che nei ringraziamenti alla fine del libro c’è anche il mio nome. E’ stato anche emozionante vedere che nella copertina del nuovo libro, sempre superbamente disegnata da Paolo Barbieri, le fattezze di Ellen Lynch ormai sono esattamente quelle di Liz Nemesi Biella, la cosplayer che avevo scelto per il ruolo della protagonista femminile l’anno scorso. Dopo questa premessa, doverosa, comincio a parlare del libro. Quindi, forse ci saranno piccoli spoiler, io vi avverto. La cosa che ho apprezzato di più è stato il crossover con un altro libro di Francesco, L’Aurora delle Streghe, infatti alcune tematiche e alcuni personaggi tornano in questo libro. Una scelta molto marvelliana se mi permettete il termine. La trama mi è piaciuta molto con tutte queste influenze cabalistiche, mistiche, su Salomone, le streghe e tutto il resto. Così come ho apprezzato il colpo di scena finale, anche se c’è da dire che avevo subodorato la cosa…, così come il “tradimento” di un certo personaggio. Parlando dei personaggi Ellen è quella che apprezzo di più, impulsiva, ribelle e vera, Kevin… Kevin mi sta un po’ più simpatico, è nettamente migliorato come personaggio e come persona. Il personaggio che ora non sopporto è, invece, Hugh, è odioso, non vi spiego perché ma l’avrei preso a schiaffi dall’inizio alla fine. Un’altro aspetto che ho apprezzato è stato che la storia è stata ambientata, in larga parte, a Roma e, inoltre, grazie a questo libro ho scoperto cose della Città Eterna che non conoscevo, come la città abbandonata di Galeria, che ha davvero una storia interessante e misteriosa dietro (e che prima o poi vorrò andare a visitare!). Per concludere con l’aspetto positivo ho apprezzato come anche in questo libro i protagonisti non sono i più forti del mondo che possono fermare il cattivo con il potere che hanno imparato ad usare durante il libro, ma sono dei “Demoni” ed “Angeli” normali, anzi nemmeno così forti, insomma non c’è la sindrome “Dragonball”. Invece forse l’unico difetto del libro, è che è molto incentrato su Ellen, Kevin e Hugh e lascia poco spazio ad altri personaggi anche se ci sono approfondimenti sugli altri personaggi come Angus e Nora. Concludendo, un libro che consiglio vivamente a tutti!