Nel mondo perduto dei racconti dimenticati

Qualche giorno fa ho finito di leggere un romanzo che da tempo avevo voglia di iniziare cioè “Il Mondo Perduto” di Sir Arthur Conan Doyle (titolo originale “The Lost World“). Per chi potrebbe pensare una sorta di collegamento con il secondo film di Jurassic Park dal titolo proprio “The Lost World : Jurassic Park” (e con il libro scritto da Crichton)… beh c’è. Infatti il titolo ed alcuni elementi della trama delle due opere sono degli omaggi al romanzo scritto dal creatore di Sherlock Holmes. Fin da bambino ho adorato i dinosauri e avevo già visto una miniserie del 2001 della BBC tratta dal romanzo con Bob Hoskins nella parte del Professor Challenger che mi era piaciuta davvero molto. Quindi le mie aspettative erano alte anche se sapevo che essendo un romanzo fantascientifico del 1912 avrei potuto leggere delle cose che mi potevano sembrare un po’… stupide. Ovviamente è successo come il fatto che i dinosauri che vengono scoperti, come credeva la scienza dell’epoca, erano dei bestioni stupidi o come si muovevano i carnivori. Ed è normale dato che da quando è stato scritto questo libro le nostre conoscenze sui dinosauri sono migliorate molto (ma penso che lo stesso possa avvenire con “Jurassic Park” che rispetto al romanzo di Doyle è molto più recente). Però a parte questo devo dire che ho adorato questo libro, l’ho divorato, mi ha appassionato e avrei voluto che fosse più lungo. Il Professor Challenger è assolutamente il personaggio che spicca di più tra i quattri protagonisti principali. Un vero e proprio genio, con i suoi diffetti come l’arroganza, ma anche divertente e simpatico. (Certo al lettore di oggi può apparire un po’ razzista per come si rivolge alle popolazioni indigine del Sud America ma penso fosse proprio un atteggiamento del tipico europeo del periodo). Quindi concludendo un bel romanzo, interessante per la tematica cioè la scoperta di un luogo nascosto in cui sopravvivono ancora i dinosauri e interessante per il modo in cui viene descritta la reazione del mondo rispetto a questa eccezionale scoperta.

Page_59_(The_Lost_World_1912)L’immagine l’ho trovata qui, è di pubblico dominio ed è tratta dall’edizione inglese di “The Lost World” del 1912.

Ed ora voglio fare una promozione ad un libro di una mia cara amica, Elisabetta Tosi, dal titolo “Forgotten Tales“. E’ un eBook e lo potete trovare in vendita qui su Amazon e qui su Ultima Books. Non sono solito fare questo genere di “inviti alla lettura” ma nel suo caso faccio una eccezione perché so che è brava e che merita di avere tutto l’aiuto possibile. Ho già qualcosa di suo in passato e mi era piaciuto molto quindi non vedo l’ora di iniziare a leggere anche questo libro anche perchè sembra dannatamente interessante. Per chi volesse lascio qui la sinossi:

Londra, 1985.
Andrew Frost è un giovane studente di Oxford con la passione per la letteratura e la storia: è convinto che ogni leggenda, ogni racconto ed ogni favola affondino in qualche modo le proprie radici nella realtà.
Un giorno entra casualmente in possesso di un misterioso diario di oltre duecento anni prima.
A prima vista non sembra nulla di interessante se non un noioso racconto di un anziano tutore di una famiglia nobile, ma man mano che il ragazzo prosegue nella lettura si addentra nella narrazione di oscuri avvenimenti, legati ad una sinistra maledizione ed un misterioso castello sparito nel nulla assieme alla famiglia che lo abitava, di cui si è persa ogni traccia persino nelle cronache storiche.
Con l’aiuto di Elisabeth Berry, sua insegnante ad Oxfrod, di Thomas Kinght, suo compagno di corso, e Karl Baker, ex militare il cui passato si è in qualche modo intrecciato con il castello dimenticato, il ragazzo intraprende una ricerca che lo porterà a ritrovare ciò che resta del luogo narrato nel diario, a confrontarsi con un ordine secolare di cacciatori di streghe e a svelare l’origine di un’antichissima maledizione che è in procinto di riversarsi nuovamente sul mondo dopo che, per secoli, ha atteso nell’oscurità del castello della Bella Addormentata…

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Tra Star Trek, Goodreads e "I Sabati dell'Usato"

Sono passati molti mesi dall’ultimo post, purtroppo non ho avuto molta voglia di scrivere nel blog, per quanto alcune volte mi erano venuti degli spunti per scrivere dei post, la cosa non si è mai concretizzata. Oggi complice un po’ di noia ho deciso di scrivere qualcosa che mi ronzava in testa da qualche giorno. Grazie al mercatino dell’usato che si svolge ogni sabato a Monterotondo, chiamato “I Sabati dell’Usato“, ho trovato alcuni libri molto interessanti a poco prezzo.

Sembra una vita fa quando ho scritto l’inizio di questo post, poi tra una cosa e un’altra, è rimasto in bozza. Quando l’ho scritto, all’inizio di marzo, Tigre era ancora vivo. E’ strano pensarlo. La sua morte è stata così improvvisa, così sconvolgente che ancora faccio fatica a capacitarmi di quello che è successo. Comunque volevo parlare di libri e del mercatino dell’usato che si tiene a Monterotondo Scalo ogni sabato. Spesso si trovano cose molto interessanti, oltre ai libri, occasioni davvero d’oro. Io ho trovato molti libri dell’Urania e alcuni vecchi Mammut della Newton Compton, trovo sempre qualcosa da prendere sia libri per mio padre che altre cose per me o i miei nipoti. Ultimate ho fatto incetta di fumetti vecchi soprattutto della Marvel. Si può trovare davvero di tutto, se si riesce a cercare, e se ovviamente si è fortunati. Non è detto, infatti, che uno dei “mercatari” che ci sono un sabato ci sia anche l’altro, anche se ce ne sono molti che ormai sono fissi. Comunque grazie a questo mercatino sto rimpolpando ancora di più la mia libreria e ormai aspetto ogni sabato con trepidazione per vedere se riesco a trovare qualcosa di interessante. Per esempio tra i libri che trovato in una delle mie cacce a “I Sabati dell’Usato” c’è un libro di Star Trek intitolato “Salto nel tempo” (il titolo italiano non mi è piaciuto molto sinceramente, il titolo originale “Ship of the Line” è molto più azzeccato). Sono un Trekkie quindi appena ho visto la copertina con il Capitano Picard non ho potuto far altro che prendere questo tomo edito dalla Fanucci in cui incontriamo il Capitano Bateson della USS Bozeman visto in uno degli episodi che preferisco di TNG “Cause and Effect“. Questo libro si pone come prequelsequel sia dell’episodio della serie televisiva, sia di “Star Trek Generations” sia di “Star Trek First Contact“. E’ stato un libro molto interessante, che approfondisce il personaggio che abbiamo conosciuto per poco tempo nell’episodio di TNG, scopriamo qualcosa di più della storia della Uss Bozeman, della costruzione della bellissima Enterprise E e di quello che ha fatto la nostra cara crew dell’Enterprise D dopo la distruzione di quest’ultima. E’ stato bello ritornare alle atmosfere di TNG, che IMHO è la miglior serie di Star Trek, quello che ho sempre preferito e che ricordo come miglior affetto. Quella che mi manca anche di più. I nuovo film di Star Trek saranno anche carini ma non hanno il cuore di quello che era Star Trek e soprattutto le serie televisive. Pagherei oro per avere una nuova serie di Star Trek fatta come si deve. Quindi un libro interessante, che presenta Picard e la sua truppa in delle condizioni particolari (che mi hanno ricordato i due episodi, sempre di TNG, intitolati “Chain of Command” anche perché appare pure il cardassiano Gul Madred). Concludo, finalmente, questo posto informandovi che sono passato da Anobii a Goodreadsc’è voluto un po’ di tempo per convincermi ma ormai sono stabilmente passato sul questo “nuovo” (almeno per me) social network!

Sfida di lettura 2014: 50 libri per un anno

Sul blog Amazing Readers è iniziata una sfida di lettura per questo anno che è appena iniziato. La sfida è di leggere cinquanta libri in questo 2014, insomma fino al prossimo 31 di dicembre. Ovviamente partecipo ed userò questo post per tenere traccia delle mie letture. Potete trovare maggiori informazioni nel post in cui è stata annunciata questa interessante sfida.

1) “Non-A” di A. E. Van Vogt

2) “Non-A 3” di A. E. Van Vogt

3) “Le Notti di Salem” di Stephen King

4) “Mistero Doppio” di Ellis Peters

5) “Grandi Speranze” di Charles Dickens

6) “I grandi romanzi dell’orrore: William Beckford, Vathek – Robert Louis Stevenson, Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde – Bram Stoker, Dracula – William H. Hodgson, La Casa sull’Abisso – Gustav Meyrink, Il Golem – Harold W. Munn, Stirpe di Lupo – H.P. Lovecraft, Le Montagne della Follia” a cura di Gianni Pilo.

7) “Il vampiro” di John William Polidori

8) “La Signorina Scuderi” di E.T.A. Hoffman

9) “L’Abbazia di Northanger” di Jane Austen

10) “Storie di fantasmi per il dopocena” di Jerome K. Jerome

11) “Nightside” di Simon R. Green

12) “La Mossa del Drago” di Tom Clancy

13) “Tre storie del soprannaturale” di Frederick Forsyth, Edith Wharton, Stephen King

14) “Incontro con Rama” di Arthur C. Clarke

15) “I Polimorfi” di Alfred E. Van Vogt

16) “Polvere alla polvere” di Laurell K. Hamilton

17) “Sorellanza Stregonesca” di Terry Pratchett

18) “Il Ballo della morte” di Laurell K. Hamilton

19) “L’Ombra del Vento” di Carlos Ruiz Zafòn

20) “Salto nel tempo” di Diane Carey

21) “Argetlam – La Spada della Luce” di Alessia Mainardi

22) “Drago rosso” di Thomas Harris

23) “Il Signore dei vampiri” di Hugh Davison

24) “Creature della luce e delle tenebre” di Roger Zelazny

25) “Il Crepuscolo della Terra” di C. J. Cherryh

26) “L’ultimo castello” di Jack Vance

27) “Il Signore della Notte” di Tanith Lee

28)  “Il Signore delle Illusioni”  di Tanith Lee

29) “Storie di diavoli” di AA. VV. a cura di Gianni Pilo

30) “Niente di vero tranne gli occhi” di Giorgio Faletti

31) “Racconti neri e fantastici” di Nathaniel Hawthorne

32) “Macbeth” di William Shakespeare

33) “L’ira della mummia” di Anthony Wylm

34) “Fuga dalla terra” di James M. McGregor

35) “Othello” di William Shakespeare

36) “Storie di streghe” di Wire, Albright, Wright, McClusky

37) “La tempesta”di William Shakespeare

38) “Re Lear” di William Shakespeare

39) “Il mago” di William Somerset Maugham

40) “Scacco al tempo” di  Fritz Lieber

41) “Guerre Stellari – Una Nuova Speranza” di George Lucas

42) “Carrie” di Stephen King

43) “Il mondo della foresta” di Ursula Le Guin

44) “Pianeta dell’esilio” di Ursula Le Guin

45) “Incontri nel cosmo” di Alfred E. Van Vogt

46) “Pet Sematary” di Stephen King

47) “Tutto bene a Carson Planet” di Alfred E. Van Vogt

48) “Gli uomini ombra” di Alfred E. Van Vogt

49) “Tutti i romanzi fantastici vol. 1: Il mondo perduto: la valle dei dinosauri – La fine del mondo – La macchina disintegratrice ” di Sir Arthur Conan Doyle

50) “Fable – L’Ordine dei Balverini” di Peter David

51) “Ubik” di Philip K. Dick

52) “Fatherland” di Robert Harris

53) “L’uomo dei giochi a premio” di Philip K. Dick

54) “Angelize II – Lucifer” di Aislinn Aislinn

55) “Cronache del Mondo Emerso – Le Storie Perdute” di Licia Troisi

56) “Argetlam – La Lancia della Vittoria” di Alessia Mainardi

57) “Pomi d’ottone e manici di scopa” di Mary Norton

58) “Mai toccato da mani umane” di Robert Sheckley

59) “Lockwood & Co – La scala urlante” di Jonathan Stroud

60) “Attenti al gorilla” di Sandrone Dazieri

61) “Gli orrori di Omega” di Robert Sheckley

62) “HD. Harley Davidson, deserti e moderni vampiri – racconti” di Roberto Saporito

63) “Grande Macello” di AA. VV.

64) “Gray” di Francesco Falconi

65) “Fiabe Immortali” di Paolo Barbieri

Multiversum – Memoria di Leonardo Patrignani

Oggi ho finito di leggere un libro che mi è piaciuto davvero molto cioè “Memoria” il secondo tomo della trilogia di Multiversum scritta da Leonardo Patrignani. Già avevo apprezzato molto il primo libro l’anno scorso comprato a Lucca dopo aver seguito un evento degli autori Mondadori in cui c’era anche Leonardo. (E pensavo di averne parlato nel blog invece mi era sbagliato… XD). Poi per una volta ho avuto la possibilità di leggere una saga di fantascienza recente pubblicato da un italiano, quindi ero proprio curioso di comprarla e leggerla, e per ora ho fatto bene. Comunque, del volume precedente avevo apprezzato la storia dei multiversi (sono un amante delle terre alternative della Marvel e mi piace vedere Terre che hanno avuto una storia diversa dalla nostra…), e in generale avevo apprezzato lo svilupparsi della storia, la vicenda dell’asteroide e il finale che mi aveva stupito per la sua originalità. Quindi aspettavo con una certa impazienza questo secondo capitolo. E sono rimasto, come scrivevo, soddisfatto dal risultato. Non sapevo sinceramente dove sarebbe andato a parare Leonardo, davvero non ne avevo la minima idea. Si ok, Memoria… ma poi? Ecco non mi aspettavo affatto tutta la parte ambientata a Gea, da circa metà libro o poco prima. Mi piace l’idea di come sia ripartita la società depredando quella vecchia, di come il mondo sia cambiato ma alla fine sia rimasto sempre lo stesso, anzi sia pure peggiorato. Una cosa che ho apprezzato, sia in questo che nel tomo precedente, è che non c’è un arci-nemico, ok c’è una sorta di minaccia di fondo ma non c’è il classico cattivo che ti aspetti da questo genere di libri. E la cosa mi è piaciuta. Certo essendo il capitolo di mezzo lascia alcuni punti, anzi molti, da chiarire… chi influenza le persone per fare come la Tata di Jenny nel fare certe cose? Come è ripartita la civiltà con la caduta dell’asteroide? Perché cavolo non c’è una cartina del mondo post-asteroide nel libro? (Sono un feticista delle cartine geografiche, ne voglio una del mondo dove esiste Gea. Ora! XD) Chi ha mandato l’asteroide? Se era una asteroide? Insomma, ci sono ancora delle questioni da chiarire. Tornando agli aspetti del libro che ho apprezzato un altro è stato il personaggio di Marco, la sua evoluzione e quello che gli succede… che è abbastanza particolare ecco. Non faccio troppi spoiler, ma è una cosa che mi ha stupito molto. Parlando degli altri personaggi principali… sarà che ormai sono un po’ fuori target per questo genere di libro, penso, sarà perché Jenny e Alex sono adolescenti… sarà perché sarà ma non riesco a legarmi molto a loro. Il discorso è diverso per Marco, già ho più empatia per lui. Passando al finale di questo secondo libro, per quanto lasci molte porte aperte, è adatto al secondo capitolo di una trilogia e l’ho apprezzato. Parlando infine della scrittura di Leonardo a me piace molto, si legge davvero bene e scorre senza intoppi. E ho notato un certo miglioramento rispetto al libro precedente. Concludendo questo secondo capitolo di Multiversum merita di essere comprato e letto e mi lascia con le aspettative molto alte in vista del terzo e ultimo libro, “Utopia“.

Angelize di Aislinn

Qualche giorno fa ho finito di leggere uno dei libri che ho preso all’ultima Lucca e cioè “Angelize” di Aislinn. Avevo già letto qualcosa di questa scrittrice che potrebbe fare benissimo il cosplay di Xena ma niente di così… corposo, lungo, articolato. Il genere del tomo è urban fantasy, ci sono di mezzo gli angeli e… altre entità, diciamo. Nella storia c’è pure una delle divinità che preferisco, Ecate. E’ una storia in cui troverete sangue, morte, carne, spiriti e Milano che è una città adatta a questo genere di cose dato che è una città brutta come poche al mondo. Brutta, grigia, crepuscolare. Ecco se volete avere un’idea di come potrebbe essere una città in un futuro distopicopost-apocalittico andate a Milano. Tornando agli angeli non sono i classici angioletti che si vedono in alcuni libri, film o telefilm come “Il tocco di un angelo“. Per fortuna, proprio no. Questi angeli e questi… ibridi diciamo che fanno parte delle stesso filone di opere come “Dogma” e “The Prophecy“. Passiamo agli aspetti che ho apprezzato particolarmente di questo libro. Prima di tutto la caratterizzazione di Ecate e della sua “corte”, la descrizione del luogo e del modo in cui avvengono gli incontri con questa dea. E’ tutto molto suggestivo e interessante. Così come ho apprezzato il comportamento e la caratterizzazione degli angeli “puri”, la loro inflessibilità, la loro assenza di emozioni, in Mikael in primis. Poi sempre nel tema della caratterizzazione dei personaggi ho apprezzato la confusione, lo straniamento di Rafael e degli altri ibridi. Un’altra cosa che mi è piaciuta molto è che non c’è il classico eroe, non c’è l’eletto, ci sono solo tre personaggi principali, Rafael, Haniel e Hesediel su cui si concentra la narrazione. Anche le loro storie, quando erano umani e quando sono diventati ibridi, la loro morte, sono molto interessanti, coraggiose per certi aspetti. Il loro carattere, i loro atteggiamenti, questi loro retroscena li rendono dei veri personaggi, vivi, a tutto tondo. Mi è piaciuta poi molto la figura di Lucifero, davvero una bella scelta. Un’altra cosa che mi ha colpito è stata la storia generale, ben scritta e davvero interessante. Infine ho apprezzato molto il finale, certe scelte mi hanno proprio sorpreso. Poi ovviamente ho notato un miglioramento sostanziale rispetto a quello che avevo letto prima di questa scrittrice, un miglioramento netto ed evidente. Se c’è un problema con questo libro è che… è troppo corto. Volevo di più, volevo più storia, volevo che succedessero altre cose, volevo sapere di più. Insomma Aislinn sbrigati a finire il seguito che qui vogliamo sapere altre cose, vogliamo apprendere altro sulla tua Ecate e sul tuo personale pantheon di divinità e creature mitologiche. Concludendo un buon urban fantasy che va ad inserirsi nel filone dell’urban fantasymagico italiano di gente come Francesco Dimitri e Luca Tarenzi. Vi lascio con una canzone dei Within Temptation cioè “Angel” tratta dalla soundtrack ufficiale del libro (che potete trovare qui).

Ed io aspetto ancora, fiducioso, la ricetta dei biscotti di Aislinn. Se non mi sarà consegnata a breve nel prossimo libro ci saranno solo pennuti arrosto. A cosa serve avere un demone cornuto al proprio servizio se non per minacciare queste azioni? XD

p.s.: il finale ricorda anche la cronaca di Vampiri Masquerade del mio gruppo ma in quel caso c’erano Metatron e l’Arcangelo Raffaele di mezzo!

Mad Dog Cosplay, Movie, Book, Music & Game Mega-Awardese 2013

Prima di far parlare Mad Dog un piccolo appunto dall’Imperatore Bianco (sembra che il mio nickname sia tornato in auge, per un breve momento, LOL). In questi giorni volevo scrivere un resoconto su Lucca ma ho pensato quale modo migliore, mi sono detto, per ricordare questa Lucca Comics & Games 2013 se non con i famosi e temuti premi di Mad Dog? Allora iniziamo questa tornata a circa una settimana di distanza dal Lucca Comics & Games. (Per chi se lo sta chiedendo, il racconto di Lucca lo finirò di scrivere quando starò meglio). Passo la parola all’esimio e lussurioso Mad Dog:

Miei cari discepoli a cui piace LOL solo perché le cosplayers fanno cosplay ancora più sconci del solito e mie care discepole che speravate di incontrare il Dottore ma alla fine di Lucca, tutte influenzate, al massimo incontrate il medico di famiglia ottantenne e con la dentiera… ecco miei fans, sono tornato! Udite, udite! Pure voi che state ancora facendo la fila a Lucca per Ortolani! Udite, udite, voi che avete attraversato il mare di fango pur di guardare il tizio che ha scritto il manga degli zombie. Udite, udite e se non ci riuscite vuol dire che siete ancora assordati dalle ambulanze che sferragliavano per Lucca. Ecco i nuovi premi di quest’anno. Come vedete ho aggiunto più nomi, cose, città e animali. Mi piacciono gli animali. Abbasso la vivisezione! Viva la zoofilia! Ehm… dicevo, si, il nome del premio. Ho sentito dire che il Lucca Comics & Games è diventato cross… cross… trans… media… ecco si, trans-cross-sexy-mediale. Non so cosa significhi ma fa figo dire che anch’io, Mad Dog sono quella cosa. Quella parola. Oltre ad essere un eggregore. Come disse Francesco Dimitri (che mi stava invocando al suo workshop a Lucca, eh ma io avevo altro da fare. Sapete… il fascino del demone colpisce soprattutto le fanciulle leggiadre. Che si aspettano i tizi di Supernatural e poi si beccano me. Tiè!).

Premio Ammazzachebonazza

Giulia G. Astaroth

Premio Paura è!

Lilletta & Kanon

Premio fate ancora più paura di quelli qui sopra

I lama dallo sguardo assassino del Japan Palace

Premio Mad Dog è un figone

Mad Dog

Premio che begli… ehm… occhi

Le varie Lara Croft

Premio fai schifo in foto e non sai manco farle

Francesco “Imperatore Bianco”

Premio coppia dell’anno

Il cosplayer di Walt dal telefilm sui tizi che fanno la droga e la cosplayer della principessa dal videogioco con protagonisti gli idraulici

Premio bella armatura

Licia Troisi

Premio proliferazione narutesca

I cosplay del Doctor Who

Premio Miglior Cuoca della Letteratura Italiana Fantasy

Aislinn

Premio Miglior gnokko fantasy & miglior crossmedial-cosplay di Wolverine e Totoro

Luca Tarenzi

Premio Miglior Bellezza Emergente del Fantasy Italiano

Gisella Laterza

Premio Autore più Figo

Adriano Barone

Premio Sarete l’unica radio durante l’Apocalisse Zombie

Fab, Daze e gli altri della radio quella di Lucca Comics.

Premio Infangati

Chiunque tentasse di andare al Lucca Educational il sabato

Premio Miglior Pizzetto della fiera

Marco Varuzza nel cosplay di Tony Stark

Premio Hell no!

Francesco Dimitri

Premio sei diventato invisibile?

Valberici

Premio Ninja

Tanabrus

Premio Ci si rivede fra altri sei anni

Quelli di L33T

Premio ora hai la bronco-polmonite?

Al vampiro che andava in giro a petto nudo la domenica sera

Premio hai fatto il patto con il Diavolo visto che non invecchi da anni?

Francesco Falconi

Premio “Granata!”

Leonardo Patrignani

Premio questi premi non finiscono mai

Mad Dog

Premio Troll dell’Anno

Il meteo per domenica

Premio dolorosa assenza 

Luca Azzolini

Premio dolorosa assenza in ambito cosplay

Batmary (o come cavolo si chiama, cambia nick su Twitter quanto io mangio carne e la mangio in media venti volte al giorno!)

Premio Miglior Cosplay

I militari dell’Esercito Italiano, uguali, ma proprio veri!

Premio Miglior Cosplay del TARDIS

Kiara Valentine

Premio in culo al demone cornuto per il WCS (ahia!)

Nadiask & Mogu

Premio non ti ho visto ma ammazza che gnoccaggine nella foto di Londra!

Liz Nemesi

L'Età Sottile

Qualche giorno fa ho finito di leggere “L’Età Sottile” l’ultima fatica di Francesco Dimitri. Mi è piaciuto molto questo libro più del precedente cioè “Alice nel paese della vaporità“. L’Alice di Dimitri aveva alcuni problemi, era soddisfacente in pieno come “Pan“, il primo libro che abbia mai letto di quest’autore. (Se deve fare una classifica dei romanzi di Dimitri, Alice è all’ultimo posto). Invece questo nuovo tomo ha tutte le carte in regole per essere un libro degno di Pan e, anzi, in qualche modo gli è anche superiore, di poco. “L’Età Sottile” è una storia poco convenzionale sull’apprendistato di un giovane mago. Non è il solito urban fantasy e non è la solita storia di formazione (per quanto queste ormai siano diventante frasi trite e ritrite), è un’opera molto originale e nuova, almeno per come la vedo io. C’è un che di Gaiman e forse di Stroud ma si vede chiaramente che questo libro proviene da quella stessa immaginazione che ci ha regalato “Pan“. Ho apprezzato sia la storia che i personaggi, sia il protagonista che Levi difficilmente si dimenticano, come anche gli altri apprendisti del vecchio mago. Sono personaggi veri calati in una realtà vera, autentica, come per il Muro. Ecco se c’è un pregio particolare di questo libro è che è vero o meglio la magia viene trattata con realismo in maniera assai verosimile. Se la magia esistesse realmente probabilmente sarebbe la magia di questo libro, non è la sua versione di Hollywood per intenderci. Mi è piaciuto molto, quindi, come viene presentata la magia, come avviene l’apprendistato di Gregorio, il protagonista del libro. La magia comporta sacrifici, come tutto nella vita se vuoi farlo bene, e si vede, Gregorio sacrifica molte cose. Mi sono piaciute le descrizioni sia degli ambienti “magici” sia della realtà, per esempio della cittadine del Sud Italia dove va in vacanza ogni estate Gregorio. Francesco riesce a descrivere benissimo sia il mondo “immaginario” che quello “reale”, così bene che mi sembrava di essere lì con i protagonisti mentre erano nel piano astrale o per le vie di Roma. Non è uno di quei fantasy tarallucci e vino in cui si possono sparare palle di fuoco senza tanti complimenti e in cui alla fine il mago eroe conquistare la fanciulla. No, per niente. Il finale è giusto e completo e fa venire voglia di avere un secondo libro da leggere con il continuo della storia di Gregorio. I punti di forza di questo libro, almeno per me, sono la descrizione della magia e dei vari rituali magici, i personaggi, la crescita di Gregorio e la storia. Poi il titolo è decisamente azzeccato. Insomma non c’è niente che cambierei e che vorrei diverso, è un bellissimo libro che ho divorato in poco tempo. E’ un libro che vi consiglio assolutamente, che mi è piaciuto davvero molto, uno dei migliori che abbia letto ultimamente e che metterei vicino a “Godbreaker” di Luca Tarenzi per tematiche e ambientazione e non solo perché, come vedete nella foto, sono vicini di libreria! (Spero che prima o poi quei due pazzi facciano un libro a quattro mani). Infine spero che vedremo presto un seguito ambientato sempre nel Dimitriverso (e non mi dispiacerebbe se ci fosse un cameo dello Sciamano di Roma, non so se intendo!).

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Muses – La Decima Musa

Devo dire la verità ci ho messo un po’ a finire di leggere questo libro. Soltanto perché non avevo il tempo materiale per leggerlo. Avevo una pila di fumetti alta quanto le Colonne d’Ercole e non dovevo smaltire quella prima di iniziare la lettura. Se non avessi avuto i fumetti di mezzo probabilmente avrei finito il secondo Muses in due giorni al massimo. Quando un libro mi piace lo divoro. L’avevo iniziato prima che arrivasse la pila di fumetti e quando ho sistemato, con la solita cura, tutti i nuovi comics, ho continuato la lettura del libro. E non mi ha fermato più nessuno! Ho preso il via e l’ho finito in pochissimo tempo perché come il primo libro di questa saga, anche questo ti prende in un attimo e ti trascina nella sua storia. Se devo fare dei paragoni devo dire che i due libri della “duologia” mi sono piaciuti allo stesso modo. Come al solito ho apprezzato la scrittura di Francesco Falconi, mi piace molto il suo stile e mi piace davvero leggere quello che scrive, sempre. E’ bello vedere come è andato maturandosi e migliorandosi dai tempi di Estasia. La storia mi è piaciuta molto, è stato bello scoprire il passato delle Muse e della loro maledizione. Mi è piaciuto il percorso di crescita di Alice, dalla scoperta di alcuni misteri sulla sua vita e sulle Muse alla scoperta delle sue nuove abilità. Ho apprezzato anche l’antagonista di questo libro, più minaccioso di quelli del precedente libro. Mi sono piaciute anche certe scene, certi… ambienti, come il tempio ricostruito da Ian, la cena di Ian con Alice e il concerto a Roma come pure l’esibizione di Daphne. Come al solito Francesco riesce a descrivere benissimo certi scorci di Roma e di Londra, era come se mi trovassi in quelle città. Abitando vicino Roma, riuscivo davvero bene ad immaginarmi, per esempio, il concerto che si tiene accanto al Colosseo, proprio per la bravura di Francesco a descrivere questi luoghi. Ci sono degli alti tocchi di spettacolarità in questo libro, forse più del precedente. Infine ho apprezzato anche il fatto che alcuni personaggio abbiano avuto un deciso approfondimento, abbiamo scoperto di più su di loro e abbiamo visto come si sono evoluti. Alla fine penso che mi è leggermente piaciuto più questo Muses al primo libro della saga. Non so se vedremo in libreria altri libri di Muses, anche se mi sembra che nel finale venga lasciata qualche porta aperta se non proprio a dei sequel diretti a qualcos’altro. In fondo è lo stesso universo di Nemesis e dell’Aurora delle Streghe e lo si nota spesso. E questi rimandi mi piacciono molto, sono un po’ come i crossover nei film della Marvel, le varie easter eggs… chissà forse un giorno leggeremo un libro del Falconiverso che sarà una sorta di controparte degli Avengers cinematografici. Intanto ci dovremmo accontentare, si fa per dire accontentare, del film che dovrebbe uscire al cinema tratto dal primo libro di Muses. Io, sinceramente, non vedo l’ora! Per concludere, non so perché, ma ho associato questo libro a questa canzone dei Nightwish. Mi stavo per addormentare e stavo sentendo alcune canzoni dopo aver finito di leggere il libro in questione. E mi sono immaginato Alice, insieme alle altre Muse, che cantavano questa canzone. Che alla fine sarebbe più adatta ai due Nemesis. Non riesco anche a spiegarmi perché in questa sorta di sogno ci fossero anche Mad DogBilly Ballo che ballavano nel tipico modo caratteristico di quest’ultimo. Billy Ballo dei gloriosi tempi di Mai Dire e le Muse di Francesco insieme… la mente fa davvero strani scherzi a volte! XD

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Hunger Games – The End

Circa una settimana fa ho finito di leggere il terzo libro della trilogia di Hunger Games dal titolo italiano di “Il Canto della Rivolta” mentre in originale è “Mockingjay“. Ed è strano pensare che le avventure di Katniss, Peeta e Gale siano finite… Devo dire che questo ultimo tomo è assai diverso dagli altri due, questo libro è incentrato, infatti, nella lotta dei vari distretti contro Capitol City e nel ruolo che avrà Katniss in questa rivolta. Quello che sicuramente ho apprezzato di più in questo ultimo libro della trilogia è che sia alla protagonista che a tutti gli altri personaggi non viene, davvero, risparmiato nulla. In fondo si sta combattendo una guerra, feroce, violenta come tutte le guerre e sia usa qualsiasi arma pur di vincere. Le guerre sono una roba brutta fatta di sangue, dolore, ferite, morte, più o meno come gli Hunger Games solo che muore più gente e vengono colpiti tutti, anche chi non ti aspetti. E questo mi è piaciuto, il fatto che non venga proprio risparmiato nessuno. Che alla fine non c’è tanta differenza tra i ribelli e Capitol City. Ho apprezzato quasi tutto della storia, anche il contestato finale che invece, per me, dato il tipo di atmosfera dei romanzi, è davvero il finale adatto. Direi che tutto questo libro è intriso di un’atmosfera triste, catartica ma che ha, nel suo cuore, una piccola stella di speranza. Quello che sinceramente ho apprezzato davvero poco di questo libro è stata la sbrigativa dipartita di un personaggio importante, di cui non farò il nome. Ecco mi aspettavo di meglio. Mentre altre morti eclatanti sono davvero funzionali alla storia e emotive per il lettore. Se proprio devo trovare un difetto penso sia quello, aver sprecato qualche personaggio. Per il resto però la storia è buona, come i libri precedenti si legge molto bene. Non è innovativo, ma è interessante e coinvolgente. Sarà strano pensare che i giochi siano finiti… beh, non resta che attendere i sequel di Hunger Games al cinema, poi si che i giochi saranno finiti!

Godbreaker di Luca Tarenzi

Ieri sera, qualche minuto prima dello scoccare della mezzanotte, ho finito di leggere l’ultimo libro scritto da Luca Tarenzi che si intitola “Godbreaker”. Nella fascetta del libro c’è scritto che è incalzante come “Hunger Games” e visionario come “American Gods”. Godbreaker” è decisamente incalzante, anche se non avrei messo un paragone con “Hunger Games” per descriverlo, ed è sicuramente visionario e questa volta il paragone con il libro di Neil Gaiman è perfetto. Questo urban fantasy affonda le sue radici in libri come “American Gods” ma anche in “Nessun Dove” sempre di Gaiman come in altre opere dello scrittore inglese. Non solo dalle opere di Gaiman da cui trae ispirazione questo libro, ma sicuramente deve a lui il maggior debito. Dopo questo preambolo, iniziamo a parlare di “Godbreaker“. L’ho letto in circa due giorni, velocemente, perché è un libro che ti prende dall’inizio alla fine. E’ un libro appassionante, interessante e pieno di mitologia, storia e folklore come pochi altri. I rimandi nel libro a divinità, mostri, leggende, sono moltissimi e molti sono stati inventati dallo stesso Luca. Ci sono molti aspetti positivi in questo tomo dalla base, da tutto il sostrato, l’architettura a cui si appoggia il libro, i Patti, la Città, il Vuoto, il Fato. Bastano poche pagine per capire subito in che tipo di “mondo” ci troviamo, cosa stiamo leggendo. Basta poca per venire catturati dai vari personaggi, nessuno dei quali è fine a se stesso, sono tutti personaggi vivi, a tutto tondo. L’assoluto protagonista, almeno per me, è Liàthan, di cui non riuscirò mai a leggere e pronunciare il nome esatto. Mi è piaciuto molto come viene caratterizzato, come viene rappresentato questa divinità che ha così tanti anni alle spalle da scordarsi interi pezzi della sua esistenza. Anche le altre divinità e gli altri personaggi sono molto interessanti, da Edwin fino all’uomo in verde, al Re Fungo e a tutti gli altri che compaiono nel libro. Proprio la caratterizzazione della divinità, dei mostri, degli esseri mitici mi è piaciuta moltissimo, la Corte di Bran il Benedetto è stupenda, così sporca e vecchia. Il fatto che il libro affondi le sue radici nelle leggende, nei miti, è uno dei suoi aspetti migliori. La storia poi è molto bella e scorrevole, ricca di colpi di scena che sinceramente non mi aspettavo. C’è azione, c’è tensione (ad un certo punto non mi fidavo più di nessuno come un certo dio), c’è amore, c’è mistero. C’è un omaggio a Lovecraft fantastico che solo per quello Luca meriterebbe il Nobel della Letteratura o quella della Chimica, insomma quello che rimane libero alla prossima premiazione. Poi che dire, le ambientazioni sono fantastiche, il libro si svolge tra Milano, Londra e Amsterdam e Luca riesce a descrivere così bene i luoghi del suo libro che sembra di essere lì. Ho adorato, poi, gli incipit dei vari capitoli tratti da canzoni e libri sempre pertinenti. E’ uno dei migliori urban fantasy che abbia letto, è grande debitore di Gaiman, ma riesce a reggersi per proprio conto, riesce ad essere qualcosa di nuovo, innovativo, un’evoluzione rispetto allo stesso “American Gods“, insomma riesce a dire qualcosa di nuovo, qualcosa di diverso. Ecco questo “Godbreaker” non ha difetti, se non di finire troppo presto, voglio il sequel, voglio un altro libro. Voglio vedere ancora anche Arioch e i personaggi del libro precedente “Quando il Diavolo ti accarezza” se possibile, voglio sapere che fine hanno fatto altre divinità e mostri come Anubi, Tifeo (che sarebbe perfetto come futuro cattivo!) e tanti altri. Insomma, Luca sbrigati quando esce il tuo nuovo libro? Presto spero. Per concludere, “Godbreaker” è uno dei migliori libri che ho letto quest’anno, è davvero un bell’urban fantasy italiano che consacra Luca Tarenzi, ancora di più se c’è ne fosse stato bisogno, come uno dei più bravi scrittori che abbiamo in Italia. 

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