Hunger Games

Questo post, nella mia mente, era già pronto da un paio di giorni, ma a causa di impegni lavorativi pressanti (essi anch’io lavoro, anche se qualcuno potrebbe pensare il contrario…). Di cosa vi volevo parlare? Dell’ultimo libro che ho letto (fosse una novità…). Si intitola Hunger Games di Suzanne Collins. Vi premetto come al solito che questa non è una recensione ma solo un post con le mie impressioni sul libro.

Se dovessi descrivere Hunger Games in tre parole sarebbe queste:

1) Intrigante

Dopo che hai iniziato a leggere non riesci più a staccarti dal libro, l’ho finito in meno di due giorni, leggendo in ogni momento possibile.

2) Attuale

Si parli di reality show (e recentemente in Thailandia c’è stato proprio il primo morto durante un reality show tipo Survivor), di videocrazia (quantomai attuale nel nostro paese), di dittatura…

3) Epico

Perché la morte di un certo personaggio e la fine del libro ti entrano nel cuore…

Leggendo Hunger Games, mi sono tornati alla mente 1984 di Orwell e Fahrenheit 451 Bradbury, per il tema trattato, dittatura futura post apocalittica (ma credo anche che sia “normale” che accada questo, dato che chiunque scriva questo genere di libri si deve confrontare con le opere di quei due scrittori…). Ma questo non è certamente un male, non è come il caso di Hyperversum e Timeline, quella è copia spudorata, qui è simile ambientazione… anzi più che ambientazione, atmosfera, si respira, per esempio, la stessa atmosfera di V for Vendetta… Un altro libro che si può accostare ad Hunger Games, è L’Uomo in Fuga di Stephen King, che ho letto anni fa, ma comunque il plot del libro della Collins si discosta ampiamente da quello del Re dell’Horror. Sicuramente, comunque, l’autrice deve aver tratto ispirazione dal mito di Teseo e del Minotauro… peccato che alla fine non ci sia Maryanne da True Blood nella parte del Minotauro! XD

Il libro mi è piaciuto molto, è appassionante, originale, ricco di suspense, pathos, di eros e tanatos… (un mucchio di tanatos… valanghe di tanatos… insomma come piace a noi XD). Mi ci voleva dopo tutto il fantasy che ho letto ultimamente qualcosa di veramente fantascientifico… L’unico problema è che il seguito è appena uscito negli USA… quindi mi chiedo quando tempo dovrò aspettare per leggere il secondo libro di questa interessante trilogia?

Tirando le fila di questo post, vi consiglio il libro? Certo! Però penso che vi fiderete di più delle parole del Re dell’Horror, che delle mie, povero e stressato lettore…

“Non riuscivo a smettere di leggere… E’ un romanzo che da assuefazione”

p.s.: io sarei sicuramente morto per primo durante gli Hunger Games XD

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The Blade of Pain

Ho finito di leggere La Lama del Dolore, il primo libro della trilogia di Lothar Basler di Marco Davide. Ci ho messo qualche giorno più del previsto a causa del lavoro. Le premesse della lettura erano più che buone, avendo conosciuto Marco alla varie presentazioni e mi aveva fatto una bellissima impressione, dopo la lettura, le considerazioni sono ottime! Il libro, per quanto possa essere usato come arma contundente, si legge senza intoppi, tranne qualche errore di battitura non corretto nell’editing. La storia è interessante, il manipolo di anti-eroi assolutamente azzeccato, soprattutto il nano Rugni che potrebbe fare a gara con un altro nano che conosco, Krinko. La scrittura di Marco è molto descrittiva ma comunque scorrevole. Leggendo il tomo mi è venuta alla mente la serie della Torre Nera e, anche se poi c’entra poco, la scrittura di Marco mi ha ricordato Howard, Lovecraft e Haggard, insomma i grandi scrittori del mistero. Inoltre… ora non so se nessuno glielo fatto notare prima, ma sempre durante la lettura, mi sembrava di essere in uno dei quei librigame di Lupo Solitario.  Mi ha riportato indietro durante la mia adolescenza… (e per questo non posso che ringraziare Marco, amo i librigame). Però ancora non capisco perché il libro mi ha fatto pensare ai librigame XD Tra i tanti meriti di Marco poi c’è il fatto che questo non è il solito fantasy (anche se io tranne qualcosa di Dragonlance “il solito fantasy” non l’ho mai letto, che sia un luogo comune?), anche perché il suo libro non è propriamente fantasy. Ci troviamo in un medioevo di un mondo parallelo intriso di mistero e di orrori, ma non ci sono, almeno per ora, centauri, elfi, draghi e tutto ciò che può essere fantasy puro. Quindi horror, mistero, stiamo dalle parti di Howard e Haggard che da quelle di Tolkien. Vi consiglio assolutamente questo libro, ora dopo La Lama del Dolore, mi dedicherò un po’ a Haggard e forse a leggere tutto John Carter da Marte.

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Il disegno di Lothar Basler è di Mario Labieni che l’ha disegnato apposta per me ad una presentazione di Marco verso fine agosto…

Per finire, nel libro non piove così spesso come qualcuno accusa XD

Second star to the right, and straight on 'til morning

In questo periodo la mia passione per Star Trek si sta facendo sentire ben più del solito, oltre ad essermi rivisto i film più importanti della saga, tra i quali vi consiglio sicuramente Star Trek II: L’Ira di Khan, Star Trek IV: Rotta Verso la Terra e Star Trek: Primo Contatto, mi sono rivisto anche alcuni episodi della Serie Classica e di TNG, The Next Generation, la mia preferita. Di questa vi segnalo soprattutto due begli episodi, Il Naufrago del Tempo, dove incontriamo un personaggio della serie classica e dove c’è una bella riflessione sulla vecchiaia, e Universi Paralleli, in cui il povero Worf viene sbalzato di realtà alternativa in realtà alternativa. Ma non voglio solo parlarvi degli episodi televisivi di Star Trek, se siete dei Trekker apprezzerete sicuramente i due libri scritto dal mio amico Fabrizio Melodia “L’Astrofilosofo”, i due si intitolano “Seconda Stella a destra. La via della pace nella serie televisiva di Star Trek: The Next Generation” e “Canto l’uomo d’accaio. Saggio filosofico in forma narrativa.

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Il primo è un saggio in cui l’autore si confronta con il capitano dell’Enterprise D, Jean Luc Picard, sul tema della pace mentre il secondo è una riflessione sui robot, sugli androidi da Data a Kyashan. Certamente non sono facili da leggere, essendo dei saggi filosofici, ma io ve li consiglio caldamente lo stesso. Vi consiglio anche di leggere quest’intervista che feci a Fabrizio ormai due anni or sono nel vecchio blog Uncanny X-Men!

Hyperversum VS Timeline

timeline-group1Ecco un’immagine dal film di Hypervsum… ah no aspetta! E’ Timeline! L’errore può accadere dato che Hyperversum, soprattutto per la prima parte riprende pesantemente Timeline. Per il resto poi c’è molto Harmony, Barbie e Ken e l’invincibile Son Goku ehm Ian… A parte personaggi stereotipati, a parte situazioni al limite del ridicolo, alla fine il libro meriterebbe un 6. Però la copiatura di Timeline lo butta a 2.

Rimandato. Molto meglio Timeline.

Il Wusterking

L’atmosfera era fumosa. Il piccolo locale era soffocato da una cappa di fumo degna di uno di quei locali malavitosi che si vedono in certi film americani. Era orario di chiusura. Tranne un piccolo gruppo di loschi figuri, nessun cliente sedeva ai tavoli del “Giorni Perduti”. Suez, il barista, stava pulendo il bancone. Qualche incauto bevitore aveva scolato troppo alcol quella sera. Guardò verso lo strano gruppo di persone che stavano discutendo animatamente davanti a lui. C’era il Licantropo, Bulywif, che si puliva lo sporco invisibile delle sue unghie con un grosso coltello, c’era il suo amico Gus Van Zant, che fumava da ore un sigaro ormai consumato e poi c’era l’enigmatico Pilgrind, con la sua lunga barba bianca. Infine c’era il ragazzino, quello che mezza Dent de Nuit stava cercando, il Wunderkind. Stavano cercando di elaborare  un piano di azione per battere il loro mortale nemico Spiegelmann. Suez notò che Rochelle si stava tenendo in disparte, impegnata a mettere ordine, nel caotico disordine, del retro magazzino. Da qualche minuto nessuno parlava. Ognuno di loro era immerso nei propri pensieri per cercare di trovare uno sbocco alla situazione di stallo in cui si trovavano. Il silenzio venne squarciato da un urlo disumano. Gutturale. Qualcosa di estremamente pesante cadde sul tavolo dove erano raccolti i salvatori del ragazzo. Quel qualcosa era un demone. Uno di quelli che ti sogni da piccolo dopo aver sentito le storie paurose di qualche zio burlone. L’essere si alzo in piedi, la sua testa raggiungeva il soffitto. Le corna erano nere, ricurve e solide come quelle degli stambecchi. La sua pelle era scarlatta, fatta di piccole scaglie d’ossa. I suoi occhi, gialli, simili a quelli di un gatto, saettarono per tutto il locale.

“Dove cazzo sono?” chiese l’essere con la sua voce profonda simile allo scorrere placido della lava vulcanica.

“E’ venuto a prendermi! Mi ucciderà come hanno fatto con i miei genitori! Moriremo tutti!” urlò il ragazzo buttandosi a terra piangente.

“Non succederà mai!” disse il pistolero sfoderando due Glock e puntandole contro il diavolo che vendendosi quegli scacciamosche puntati contro, rise di gusto.

“No! Moriremo tutti!” continuò il Wunderkind in preda ad una crisi di pianto.

Prima che Pilgrid o qualcun altro potessero fare qualcosa. L’essere sbucato dal nulla, che noi ben sappiamo essere il demone ribelle Mad Dog, incenerì il ragazzino, sparandogli una palla di fuoco.

“Ora si che si sta meglio! Chi lo vuole un po’ di arrosto di piagnucolone?” disse il diavolo estremamente divertito da quel che aveva appena fatto.

“No! Hai ucciso il Wunderkind! Ora come faremo a fermare Spilbergo? Spieglma… Spieglamm… il tizio con la faccia ad uovo, avete capito!” esclamò disperato il barbuto barbone di Parigi.

“Ragazzi non vi preoccupate, il Wusterking l’ho mangiato già al Burger King una volta. Sono sicuro che lo fanno anche da voi!” rispose Mad Dog che non aveva capito bene la differenza tra Wusterking e Wunderkind.

“Ma tu non capisci! E’ la fine di questo mondo! Pagherai per quello che hai fatto!” continuò Pilgrid che si stava preparando a lanciare un potentissimo incantesimo contro il demone cornuto.

“Non farla troppo lunga specie di Gandalf de noatri! Vi ripago il Wusterking!”

Ma ormai era troppo tardi. Pilgrid, ferito anche nell’orgoglio per essere stato chiamato come un magucolo di un libro fantasy, scagliò il suo più potente incantesimo contro Mad Dog. Il quale non dovette nemmeno sbadigliare per contrastarlo. Disse soltanto “Specchio riflesso, buttanti al cesso!” E con queste magiche parole la magica magia magicamente tornò indietro contro il mago. Riducendolo in cenere. Alquanto magicamente.

“NOOOOOO!”

L’immane e devastante urlo spaccò ogni le vetrate del locale. L’uomo dalla testa di uovo sodo entrò ne “Il Giorni Perduti”. Era il malvagio Spilberg, Spileglmmm, Spigaman, quello lì il cui nome ho copiato prima dal sito del libro.

“Mi mancava l’uovo con la carne abbrustolita!” esclamò Mad Dog scodinzolando. Passò meno di un secondo e il demone ribelle stava degustando il cervello del malvagio cattivo direttamente con le luride zampacce.

Il Licantropo e il pistolero, anche se avevano visto la fine precaria dei loro amici, decisero di tentare il tutto per tutto contro quest’essere infernale. Per risparmiarvi i particolari agghiaccianti, diremo soltanto che Mad Dog degustò la birra del locale accompagnata con lupo alla griglia e essere simile ad una cavalletta arrosto.

La Rarefatta tornò dal retro del locale e capì immediatamente cosa era successo. Quando il demone la vide, fu amore a prima vista. Solo per lui. Quindi la prese e la portò nel magazzino e ci fece i suoi porci comodo. Essendo demone, infatti, la poteva toccare. Quando ebbe finito e tornò nella sala principale del locale, trovò ad attenderlo la persona che meno si aspettava di vedere. Era un uomo di circa trent’anni, occhialuto, con una barbetta abbastanza lunga, alta e magro. Sembrava un professore, pensò il demone, a cui piaceva mangiare i professori, in salmì soprattutto.

“Razza di idiota decerebrato! Cosa hai fatto ai miei personaggi??? Come lo faccio finire il libro ora che hai ammazzato tutti? E’ me lo spieghi?” chiese l’autore di Wunderkind.

“Beh… puoi sempre dare la colpa al Gambero Gigante. Io lo faccio sempre!” rispose pronto Mad Dog.

“La Mondadori mi licenzierà! Nessuno vorrà essere mio amico su Facebook! Sarà la mia rovina! Non ci crederà nessuno alla storia del Gambero! Dove lo vedi un Gambero Gigante qui?” esclamò preoccupato lo scrittore.

“Ehm… veramente è proprio seduto accanto a te…”

“Lo sapevo io che non era la giornata giusta per andare in giro per le varie realtà con quell’idiota di demone! Sempre a dare la colpa a noi Gamberi Giganti! Che palle!” urlò il decapode uscendo inviperito dal locale.

“Ma come farò???? E’ colpa tua mi devi aiutare!” esclamò l’autore di fantasy per niente convito dalla soluzione gamberesca.

“Senti, la ragazza mi sta chiamando per il secondo round. E te stai diventando irritante. Vuoi fare la fine di questi altri?” disse il demone indicando i resti dei protagonisti del romanzo “Parlo io con Sandrone. Lo conosco bene. Siamo amici. MUAHAHAHAHHAHAHAHHAHAH” finì Mad Dog tornando nel retro del locale.

Allo scrittore non rimase che sedersi ad uno sgabello del bancone del bar ed ordinare il liquore più forte che Suez avesse nel suo “I Giorni Perduti”.

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Pugnare necesse!

Da dove iniziare a descrivere una trilogia come quella di Magdenburg di Alan D. Altieri? La prima parola che mi viene in mente è capolavoro. Qualcosa che entrerà nel corpus dei più grandi romanzi scritti dall’uomo. Epica, tragica, questa storia narrata per aggettivi da Altieri. Un affresco potente della Germani durante la Guerra dei Trent’anni. Che allora chiamavano “guerra eterna”. Niente ci viene risparmiato. Davanti ai nostri occhi prendono forma morti, stupri, violenze, decadimento. Gott mit uns urlando, sempre, le varie fazioni in lotta. Dio è con noi. Dio non è con nessuno di loro, Dio è morto, come ben dice il protagonista Wulgar. Un uomo dai molti nomi. Un eretico in nero. Lo guida la vendetta. Durante il suo cammino salverà molte vite. Un po’ come un angelo maledetto. Lo stile di Altieri è particolare, ricco di aggettivi, di frasi corte, di ripetizioni di termini che però non pesano affatto sulla lettura, ma servono a ricordarci in che mondo di muovono i protagonisti della storia. E’ un mondo morto, coperto di polvere, di fango, di neve, di liquami oscuri, di putredine, di sangue e di carne decomposta. La tragedia dell’umanità, della guerra, della religione oppio dei popoli, in tutta la sua sfolgorante bellezza e tristezza. Si vede che dietro questo trittico di libri c’è un lavoro storiografico accurato, anzi accuratissimo. Non solo, anche la precisione della descrizione delle tecniche belliche, dei vari stili di combattimento, è eccellente. Non vi descriverò troppo i personaggi, vi dico solo che, e attenzione per qui c’è uno spoiler per chi non ha letto i libri, mi è piaciuto molto come, nel Demone, ci sia una totale distruzione della figura del Dekken, di quello che sembrava il “villian” dei libri ma alla fine si scopre essere solo un inetto, un’idiota. Un animale. E per uccidere gli animali, non si l’acciaio, ma solo il legno. Il bastone. Non vi parlo di altro dei personaggi, perché non c’è nulla da dire, sono perfetti, da Corigliano, che mi ha fatto scorrere una lacrima per la sua tenacia, a Nauhuas, il arcivescovo di Erfurt, figura tormentata, vile, sempre in bilico fra bene e male.

Magdeburg_1631Stampa che rappresenta il sacco di Magdenburg

Winterfell

Ho finito di leggere il Grande Inverno. Martin è straordinario, la storia è davvero interessante, mi piace soprattutto quella di Daenerys, non solo perché è una bonazza da paura, ma anche perché parteggio apertamente per lei, spero proprio che lei ed i suoi draghetti taglino la gola ai Lannister. Poi nella mia personale classifica dei personaggi che più apprezzo metto Jon Show, il Folletto e Arya Stark. Invece chi proprio non sopporto c’è, oltre al principino Joffrey “speriamo che si strozzi con la saliva” Baratheon, c’è anche Sansa Stark e Lisa Arryn. Poi con il caldo che fa, sinceramente andare a Grande Inverno non sarebbe mica male, anche sulla Barriera, sia che buone granite che ti fai lì? Comunque sono riuscito a trovare su internet alcuni bellissimi disegni tratti dalle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, eccone alcuni, primo fra tutti Grande Inverno! E vediamo se indovinate chi sono i due personaggi 😛

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Tutte le immagini le ho trovate qui e qui.

Third Reign, Snow, Magic and Death

Ho finito di leggere, ormai quasi più di una settimana fa, un libro fantasy scritto da un ragazzo, Marco Varuzza, che a Monterotondo e pubblicato con la casa editrice Il Filo. Il libro si intitola Il Terzoregno, Neve, Magia e Morte. E, per fortuna, non è il solito fantasy. Certo ci sono alcuni elementi “classici” come la compagnia di “eroi” molto in stile D&D. E l’influenza del famoso del ruolo si sente molto durante la lettura del tomo. Non che questo sia un problema anzi. Sapete bene che io le recensioni non so scriverle, quindi parlerò solo diffusamente dei difetti e dei pregi che ho trovato nella lettura di questo libro. Sicuramente si nota che è il primo libro di Marco, sia per la scrittura, in cui, almeno secondo me, ci sono troppe ripetizioni di termini, sia per il ritmo iniziale della storia. Ma essendo il primo libro, penso sia normale avere certi difetti. Uno dei pregi di questo libro è l’originalità di certi aspetti, non ci sono i soliti elfi, i personaggi protagonisti non sono stereotipati ma sono ben caratterizzati. Poi non c’è quella seriosità scimmiottata alla Tolkien che molti fantasy classici cercano di emulare, anzi il libro è molto ironico, come direbbe un mio parente siculo-tedesco è “scherzevole”. Insomma non si prende troppo sul serio. Un altro grande pregio è che non c’è il grande nemico finale superforte che vuole distrugge tutto il mondo e che i nostri “eroi” devono sconfiggere. Anzi anche definirli eroi è sbagliato, i protagonisti non sono eroi, semmai sono persone comuni che si trovano loro malgrado in difficoltà. Infine, concludendo, aggiungo soltanto che il finale è molto coraggioso per un libro del genere e sfido altri autori che conosco a far finire in questo modo un loro libro…

foto_neve_16A Marco piace tanto la neve… e meno male che qui fa un caldo… XD

The Darkness Bearer

Ieri ho finito di leggere il secondo tomo di “La Guerra della Falce” il primo libro della trilogia Portatore di Tenebre, i libri scritti da Aislinn, questi primi due volumi si intitolano “Una luce dal cielo” e “Le nubi si addensano”. Chi mi “segue” sa bene che io le recensioni non se lo so fare nemmeno se volessi. Quindi cosa vi posso dire sui libri scritti da Aislinn? Che dopo tanto urban fantasy e low fantasy, un po’ di fantasy classico mi ci voleva. Che l’influsso per questi libri viene diretto da Tolkien e dai Blind Guardian che hanno ispirato “Colei il cui vero nome non si può pronunciare su internet” a.k.a. Aislinn. Leggendo i due tomi si nota come ci sia un lavoro dietro molto ma molto ampio per creare un mondo e tutta una serie di leggende su cui si poggia la storia che viene raccontata. La scrittura è molto curata e le descrizioni sono veramente fantastiche, sembra quasi di essere nel Ducato delle Nebbie o negli altri luoghi descritti dalla giovine metallara. I personaggi, poi, sono ben caratterizzati e vengono descritti con poche parole sia caratterialmente che fisicamente. Le battaglie sono descritte assai bene e risultano “vere”. E’ ancora presto per dare un giudizio complessivo, mancando ancora l’ultimo tomo che forma questo primo libro da pubblicare. Intanto vi posso dire che sono dei bellissimi libri che meritano di essere letti. Gli unici difetti, oltre a qualche piccolo refuso soprattutto sul secondo volume, sono l’assenza della cartina Asàrya e il costo un po’ eccessivo per il numero di pagine (IHMO).

Se volete apprezzare di più questi libri vi consiglio di ascoltarli sentendo i Blind Guardian e soprattutto The Bard’s Song.

Ecco la trama del primo volume:

In una cupa notte d’inverno, oltre duecento anni fa, il cielo venne illuminato da una luce ignota: il Cristallo, una fonte di potere e magia ineffabile e crudele, il dono del Demone Vastarath al nuovo Stregone scelto per evocare morte e dolore nel mondo di Asàyra: Vikranor, il Portatore di Tenebra. Durante un lungo e sanguinoso conflitto, gli eserciti di vàstamaen dello stregone furono sconfitti una prima volta da un’alleanza di uomini, elfi e nani; ma, ora, nuovi segnali di guerra e oscuri presagi si susseguono… inizia la lunga, epica lotta per riportare la pace nelle Terre Prime.

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Sanctuary

Qualche giorno fa ho finito di leggere la raccolta di racconti urban fantasy Sanctury, scritta da vari autori, tra cui Francesco Falconi e Francesco Dimitri e “l’esordiente” Fabrizio “Fab” Furchì. (Tutti con la F ‘sti autori…) L’introduzione è di Alan Altieri, uno dei migliori scrittori che abbiamo in Italia, peccato che prima di scrivere l’introduzione deve aver fumato le famose erbe aromatiche dello Zio Mag Dog, perché non si capisce mica cosa abbia voluto scrivere. Ma proprio per niente. Doveva essere roba forte. Davvero. Comunque a parte questo, vi devo ricordare che io le recensioni non le so scrivere, quindi vado a getto e scrivo quello che capita. Ci sono racconti belli ed alcuni che lasciano un po’ il tempo che trovano. Personalmente mi sono piaciuti i racconti di Cecilia Randall, dei due Franceschi, di Fab e quello di Luca Tarenzi. Gli altri mi hanno lasciato un po’ così così, mentre i racconti che proprio non mi sono piaciuti sono stati quelli scritti da Egle Rizzo, Fabiana Redivivo e di Franco Clun. Ma credo sia normale, in un antologia non ti possono piacere tutti i racconti. Forse ed è l’unico appunto da fare, gli autori doveva essere coordinati meglio per dare un senso complessivo di coesione. Cioè andatevi a leggere Mirtilla perché lo spiega meglio di me XD Insomma Luca (Azzolini) hai da fare per il prossimo volume 😛

Notizia che forse vi interesserà… Mad Dog intende visitare a breve la città. Non so se sia una buona notizia… e se fossi in quelli della Loggia farei i bagagli XD

La copertina è di Paolo Barbieri… un motivo in più per comprare Sanctuary… inoltre i soldi vanno in beneficenza! 😀