Oggi vi voglio parlare di due libri della Asengard che ho finito di leggere pochi giorni fa, due romanzi brevi che hanno dei punti in comune sono, almeno sembra a me che di categorie non ci capisco nulla, tutti e due di genere “(new?) weird”, in parole povere significa ciò che è bizzarro e fuori dalla norma, folle. E tutti e due i romanzi sono folli, ma non vi ho detto i titoli dei due tomi, sono “Il Gnigno di Arlecchino” di Adriano Barone e “Il Sentiero di Legno e Sangue” di Luca Tarenzi. Oltre al genere i due romanzi sono simili per un altro aspetto, entrambi hanno per protagonisti due personaggi che sono ispirati a due burattini molti famosi, cioè Arlecchino e Pinocchio. Solo ispirati però. Niente di più. Il libro di Barone è davvero folle, folle quanto il Joker in The Dark Knight, che è una simitudine che mi è venuta spontanea. Il protagonista è Arlecchino, un essere craeto in provetta che, a causa degli esperimenti a cui è stato sottoposto, si rivela una sorta di divinità. Una divinità assai folle che si vuole ovviamente vendicare di chi l’ha seviziato e chi tenta di imprigionalo per vari motivi. Arlecchino è un pazzo e lo ammette lui stesso, è folle, fuori controllo è il Caos fatta persona. Ed il romanzo è caos anch’esso. Meraviglioso caos. Tranne qualche cosa che fa Arlecchino per godere, che mi ha fatto un po’ storcere il naso dalla schifezza (ma nemmeno tanto sono abituato a Mad Dog…), questo libro mi è davvero piaciuto tanto. Arlecchino è un personaggio inquietante ma ha la sua logica in quel che compie e sicuramente saremmo più vicini a lui che a chi tenta di imprigionarlo. In fondo non ci siamo sentiti come lui almeno una volta nella nostra vita? Rinchiusi in gabbia, usati dagli altri… Penso sia capitato a tutti. E’ logico quindi essere dalla parte di Arlecchino. Passando all’altro libro, anche solo l’introduzione di Francesco Dimitri merita il prezzo del tomo. Fantastica da incorniciare. “Il Sentiero di Legno e Sangue” è una sorta di rilettura (ma nemmeno tanto) di un classico come Pinocchio di Collodi. In un mondo futuro devastato dai Sognatori, persone che possono rendere reali i loro sogni, un essere fatto di legno dovrà fare di tutto per diventare umano. Ho divorato questo libro perché è scritto davvero molto bene, è appassionante, intrigante, folle. Le ambientazioni sono bellissime, oniriche, i personaggi interessanti, la sorpresa finale rende il romanzo ancora più bello. Un percorso verso una nuova consapevolezza. Verso la libertà. Dei personaggi di questo libro quello a cui sono più legato è sicuramente la Fata Turchina, che a preso le sembianze di Molly Quinn, che come Tarenzi alla fine del libro, è veramente la ragazza più bella del mondo. Ci sono legato perché la vedo sempre in Castle ed è stato davvero bello “vederla” anche in questo libro. Che dire di altro? Comprate questi libri. Meritano. Passerate qualche sana ora di pura follia. E’ nel nostro grigio mondo è qualcosa che vale come oro colato…
Piccola postilla, ho incontrato i due autori al recente Lucca Comics, sono due matti. Entrambi. Quindi mi stanno molto simpatici. Con Luca abbiamo parlato di fantasy e soprattutto della discussione sulla discussione sul fantasy tenuta da quelli di Fantasy On The Air e con Adriano Barone, che so essere rimasto favorevolmente colpito da una certa demone alata che conosco bene, abbiamo parlato di telefilm e soprattutto di Torchwood e del Doctor Who… 😛



