"Il Gnigno di Arlecchino" e "Il Sentiero di Legno e Sangue"

Oggi vi voglio parlare di due libri della Asengard che ho finito di leggere pochi giorni fa, due romanzi brevi che hanno dei punti in comune sono, almeno sembra a me che di categorie non ci capisco nulla, tutti e due di genere “(new?) weird”, in parole povere significa ciò che è bizzarro e fuori dalla norma, folle. E tutti e due i romanzi sono folli, ma non vi ho detto i titoli dei due tomi, sono “Il Gnigno di Arlecchino” di Adriano Barone e “Il Sentiero di Legno e Sangue” di Luca Tarenzi. Oltre al genere i due romanzi sono simili per un altro aspetto, entrambi hanno per protagonisti due personaggi che sono ispirati a due burattini molti famosi, cioè Arlecchino e Pinocchio. Solo ispirati però. Niente di più. Il libro di Barone è davvero folle, folle quanto il Joker in The Dark Knight, che è una simitudine che mi è venuta spontanea. Il protagonista è Arlecchino, un essere craeto in provetta che, a causa degli esperimenti a cui è stato sottoposto, si rivela una sorta di divinità. Una divinità assai folle che si vuole ovviamente vendicare di chi l’ha seviziato e chi tenta di imprigionalo per vari motivi. Arlecchino è un pazzo e lo ammette lui stesso, è folle, fuori controllo è il Caos fatta persona. Ed il romanzo è caos anch’esso. Meraviglioso caos. Tranne qualche cosa che fa Arlecchino per godere, che mi ha fatto un po’ storcere il naso dalla schifezza (ma nemmeno tanto sono abituato a Mad Dog…), questo libro mi è davvero piaciuto tanto. Arlecchino è un personaggio inquietante ma ha la sua logica in quel che compie e sicuramente saremmo più vicini a lui che a chi tenta di imprigionarlo. In fondo non ci siamo sentiti come lui almeno una volta nella nostra vita? Rinchiusi in gabbia, usati dagli altri… Penso sia capitato a tutti. E’ logico quindi essere dalla parte di Arlecchino. Passando all’altro libro, anche solo l’introduzione di Francesco Dimitri merita il prezzo del tomo. Fantastica da incorniciare. “Il Sentiero di Legno e Sangue” è una sorta di rilettura (ma nemmeno tanto) di un classico come Pinocchio di Collodi. In un mondo futuro devastato dai Sognatori, persone che possono rendere reali i loro sogni, un essere fatto di legno dovrà fare di tutto per diventare umano. Ho divorato questo libro perché è scritto davvero molto bene, è appassionante, intrigante, folle. Le ambientazioni sono bellissime, oniriche, i personaggi interessanti, la sorpresa finale rende il romanzo ancora più bello. Un percorso verso una nuova consapevolezza. Verso la libertà. Dei personaggi di questo libro quello a cui sono più legato è sicuramente la Fata Turchina, che a preso le sembianze di Molly Quinn, che come Tarenzi alla fine del libro, è veramente la ragazza più bella del mondo. Ci sono legato perché la vedo sempre in Castle ed è stato davvero bello “vederla” anche in questo libro. Che dire di altro? Comprate questi libri. Meritano. Passerate qualche sana ora di pura follia. E’ nel nostro grigio mondo è qualcosa che vale come oro colato…

Piccola postilla, ho incontrato i due autori al recente Lucca Comics, sono due matti. Entrambi. Quindi mi stanno molto simpatici. Con Luca abbiamo parlato di fantasy e soprattutto della discussione sulla discussione sul fantasy tenuta da quelli di Fantasy On The Air e con Adriano Barone, che so essere rimasto favorevolmente colpito da una certa demone alata che conosco bene, abbiamo parlato di telefilm e soprattutto di Torchwood e del Doctor Who… 😛

Nemesis in cosplay a Lucca Comics & Games 2010

Ormai mancano davvero pochi giorni al Lucca Comics & Games 2010 sono molto contento nell’annunciarvi qualcosa in cui ho dato una mano anch’io. Che cos’è? Sapete che a Lucca sarà presente l’ultima fatica letteraria di Francesco Falconi, cioè Nemesis, l’Ordine dell’Apocalisse, la cui copertina stupenda è stata disegnata da Paolo Barbieri. Allo stand della Castlevecchi, al Comics, nel padiglione degli editori in Piazza Napoleone (qui il link con la mappa di Lucca, lo stand precisamente è il E158a), dicevo allo stand della casa editrice, ma probabilmente anche in giro per la fiera, troverete due cosplayers che fanno i cosplay dei due personaggi principali del libro di Francesco. I cosplayers sono Liz “Nemesi” Biella e Marco Dal Castello, due ottimi cosplayers che hanno passato questi ultimi mesi alla ricerca di piume per le ali in Cina, a veder non arrivare suddette piume e poi a dover spennare polli oltre a cucire alacremente come ogni buon cosplayers. Quindi se venite allo stand per prendere il libro o alla presentazione di sabato (alle ore 13 nella sala Ingellis), potreste anche farvi una foto con due dei personaggi del libro. E io la foto la faccio sicuramente. XD

Ci vediamo a Lucca bella gente!

Lucca Comics and Games 2010

Fra due settimane esatte sarò arrivato a Lucca per il Lucca Comics and Games 2010, arrivo un giorno prima dell’inizio della fiera che si terrà dal 29 Ottobre al 1 Novembre. Starò molto in giro però penso che graviterò intorno allo stand della Castelvecchi, al Padiglione Napoleone e a quello della Asengard al Games. Inoltre sarò sicuramente presente a questi eventi nella Sala Ingellis al Games:

Sabato 30

13:20 – Ai limiti del genere fantastico

Urban e low fantasy, mondi reali e immaginari, personaggi moderni e protagonisti inconsueti, intrecci che ampliano e trascendono i canoni del fantastico italiano nei romanzi “Nemesis” di Francesco Falconi e “L’acchiapparatti” diFrancesco Barbi. Interviene l’illustratore Paolo Barbieri, modera Pierdomenico Baccalario.

Domenica 31

11:05 – Il Fantasy italiano: clonazione o evoluzione?
Radio Impronta Digitale e lo staff di Fantasy on Air incontrano Pierdomenico Baccalario, Mark Menozzi, Luca Azzolini e Francesco Dimitri per scoprire quali sono le influenze e le tradizioni che stanno modificando il genere.

16:30 – Visioni dal Mondo Emerso
Licia Troisi e Paolo Barbieri presentano Guerre del Mondo Emerso . Guerrieri e creature, il secondo volume illustrato della saga del Mondo Emerso. L’autrice parlerà in anteprima anche del terzo volume della serie Leggende del Mondo Emerso, Gli ultimi eroi, che sarà in libreria alla fine di novembre. Interviene Sandrone Dazieri.

Lunedì 1

15:00 – Alice, la Vaporità e i dadi
dal romanzo al gioco di ruolo, con la presenza dell’autore Francesco Dimitri. Moderatore ed introduce Mario Pasqualotto.

Inoltre avrò la possibilità di connettermi ad internet dall’hotel, ma non penso che in quei giorni possa seguire molto il mondo. Ah prima di lasciarvi vi dico che c’è una sorpresa per quanto riguarda il libro del Falco, Nemesis. Troverete la sorpresa allo stand della Castelvecchi. C’ho io le mani in pasta in questa sorpresa diciamo. Ecco. E vi lascio la foto di una bella cosplayer con cui mi vedrete spesso andare in giro per Lucca.

L'Acchiapparatti di Tilos

Come sempre prima di iniziare una “recensione” vi invito a leggere vere recensioni, dato che io scrivo solo le mie considerazioni sul libro e non so scrivere una vera recensione. Questa volta vi invito a leggere la recensione scritta a suo tempo da Tanabrus.

Avevo proprio sentito parlare bene di questo libro da Tanabrus quindi nell’ultimo mega-acquisto da Bol ho preso anche questo tomo scritto da Francesco Barbi. Da segnalare che questa è la “prima versione” del libro infatti successivamente i diritti sono stati comprati da un’altra casa editrice che ha edito una versione riveduta e corretta dello stesso. Più informazioni le trovate nel blog di Tanabrus. Prima di tutto devo elogiare la copertina non il solito dragoeroe in copertina, un bel cambiamento una volta tanto. Una bella copertina enigmatica. Poi devo elogiare la storia e i personaggi molto diversi dal solito. Sono degli emarginati, dei reietti, dei disadattati, personaggi che di solito sono solo di contorno ai libri. Sono personaggi veri, non stereotipati, ma anzi sono descritti davvero molto bene, probabilmente è questa la vera forza del libro. Sicuramente il personaggio più simpatico, quello che ti entra nel cuore, è Zaccaria, il protagonista, un matto che per sopravvivere si è invitato una professione, l’acchiapparatti, ma che ha grandi doti inaspettate. L’altro personaggio protagonista della vicenda è Ghescik, il becchino zoppo e gobbo di Tilos, che a causa della sua deformità è stato evitato dalla persone, umiliato e deriso, così tanto da diventare un essere meschino, solitario in cerca di una forma di rivalsa sulla vita che conduce. E questo lo porterà ad “incontrare” il boia di Giloc, una sorta di demone evocato secoli prima da uno stregone, un negromante, che è stato rinchiuso sempre per secoli nei sotterranei di Giloc e poi usato come boia per le esecuzioni. Un essere come una mentalità animalesca, bestiale che potremmo definire l’antagonista principale del libro. Una menzione merita anche Gamara, cacciatore di taglie senza scrupoli, un po’ il Frank Castle del libro, davvero un bel personaggio. Come ho scritto prima, una degli aspetti per me più positivi dell’Acchiapparatti di Tilos è il fatto che non abbiamo i soliti personaggi senza macchia e senza paura, stereotipati, qui abbiamo a che fare con banditi, ladri, assassini, prostitute, cacciatori di taglie. E’ sicuramente un fantasy molto originale. Un altro aspetto positivo, o almeno che io ho apprezzato, è l’uso di certe parole, toscane nel testo, danno un tocco di sapore al libro (No non l’ho mangiato il libro… prevengo eventuali battute…). La storia è molto lineare non che questo sia un difetto anzi e lo stile è scorrevole, il finale poi mi è piaciuto, è diverso dal solito, dal vissero tutti felici e contenti. L’unica nota negativa a mio avviso è che un personaggio, Isotta la prostituta, scompare senza più comparire, lasciando un po’ spiazzati. Poi ci saranno altri difetti ma io non ne vedo. Aspetterò il Lucca Comics per comprare, soldi permettendo, la versione “nuova” del libro così potrò godermela a piena dopo aver letta questa prima versione.

La notte ha cambiato rumore

Qualche settimana fa ho vinto, tramite un contest nel profilo della Mondadori su Facebook, un libro “La notte ha cambiato rumore” di Maria Duenas, una scrittrice spagnola alla sua prima opera che ha avuto un grandissimo successo in Spagna. Il libro narra la storia, tra due guerre quella civile spagnola e la seconda guerra mondiale, di una ragazza Sira Quiroga, una sarta, che cerca di sopravvivere ed andare avanti, tra delusioni d’amore, ricerca di una propria identità e intrighi spionistici. Il pregio maggiore di questo è riuscire farci rivivere alla perfezione o almeno a quello che noi possiamo immaginare essere la perfezione, la Spagna confusionaria pre e dopo l’Alzamiento, il Marocco del Protettorato, multietnico in cui potevano convivere le due anime europea e mussulmana e poi la Spagna del dopo Guerra Civile, con la vittoria di Franco e le infiltrazioni sempre più radicate del Germania Nazista. E’ un vero e proprio romanzo storico, con la scusa delle vicende della protagonista ci viene descritto uno dei periodi più cupi dei nostri cugini spagnoli. Un altro grande pregio del pregio del libro è i vari personaggi, che non sono per niente stereotipati, ma anzi sono descritti a tutto tondo, sicuramente quelli che rimangono più impressi sono Rosalinda Fox, donna inglese realmente esistita e Candelaria la contrabbandiera in sottana, senza dimenticare la protagonista. Concludo questo piccolo post dicendo che avrei letto questo libro se non l’avessi vinto? Probabilmente no. Non l’avrei preso. Perché la storia di una sarta che apre un atelier nel Protettorato Spagnolo del Marocco non mi avrebbe mai attirato. E avrei sbagliato. 😛

L'Aurora delle Streghe – Spoiler –

Qualche giorno fa ho finito di leggere il nuovo libro di Francesco Falconi, L’Aurora delle Streghe che mi è piaciuto davvero molto, probabilmente è il miglior libro scritto dal Falco. Almeno secondo me. Tutto le mie impressioni sono soggettive, non credo nell’oggettività. L’Aurora delle Streghe è decisamente diverso dai libri che ha scritto precedentemente Francesco, sia per stile che per ambientazioni che per trama. Ci troviamo a Barcellona, che il Falco adora e lo sa chi segue il suo blog, la protagonista è una ragazza, una zingara kalé che cerca di trovare la sua strada nel mondo, di farsi una vita. Trova un lavoro, un bel lavoro legato all’arte teatrale, trova l’amore… ma tutto le viene strappato dal fato… o da qualcosa di ancora più perverso. Usando poteri che nemmeno lei sapeva di avere riesce a far tornare in vita il suo ragazzo ma a carissimo prezzo… ora il suo Jago è una sorta di vampiro alla ricerca delle lacrime delle persone, delle loro emozioni, di cui si nutre per poi lasciare le vittime preda di una follia suicida. Un romanzo tra urban fantasy e horror con un chiaro e voluto omaggio al famoso libro della Shelley. Un romanzo particolare, scritto in prima persona, con protagoniste soprattutto donne, Abril, la sua amica Lux, la madre Miriam, scritto con un alternarsi di passato e presente… un libro molto interessante. Cupo. Decisamente un bel libro che però non finisce, probabilmente sarà il primo di una trilogia (?). L’unico dispiacere è che un personaggio, Eneko Serrano, molto interessante, non viene approfondito, per ragioni di trama e questo mi dispiace perché era decisamente un bel personaggio. Il personaggio che mi piace di più di questo libro. Abril, saranno gli avvenimenti che innesca, ma non mi riesce per niente simpatica… o almeno non riesco ad immedesimarmi… (un po’ come Sofia della Ragazza Drago… ma Sofia è una rompicoglioni di prima categoria, Abril no per nostra fortuna, sarà che sono ragazze… boh…). Il personaggio di Abril però è molto interessante, è di origine zingara e sappiamo bene quali sono i pregiudizi che si hanno sugli zingari. Abril è una giovane ragazza che vuole emergere, vuole avere una vita e cerca di farlo in tutti i modi senza dover contare sulla comunità kalè, cercando di superare i pregiudizi del mondo che la circonda. In fondo, razzisti o no, parliamoci chiaro sappiamo tutti cosa pensiamo degli zingari, che sono ladri, che sono furfanti, accattoni, che fanno mendicare i loro figli per fare soldi, che fanno prostituire le loro figlie. Sono stereotipi falsi, ma così radicati nella nostra società, nella nostra mente che anche se cerchiamo di dimenticarli e di trattare queste persone in maniera uguale alle altre, non lo facciamo. Abbiamo sempre quel sospetto nella mente, che ci fa toccare il portafoglio appena vediamo una zingara che ci viene vicino per chiedere qualche spicciolo. Per quanto vogliamo essere civili o fingere di essere tali, questo pregiudizio non si toglierà mai dal nostro cervello. Ormai sta li fermo, immobile. Pensate a vivere come loro, sapendo che nessuno si fiderà completamente di voi, che sarete sempre emarginati. Pensate se finalmente riuscite ad oltrepassare, apparentamene, questi maledetti limiti imposti alla nostra società. Questa ragazza trova il lavoro che la appassiona, trova il primo amore che le infiamma il cuore e poi perde tutto. E la prima cosa che sospettano i poliziotti è che sia stata lei l’assassina perché è una zingara kalè. Dev’essere devastante. Cosa fareste per riprendervi quello che vi è stato tolto? Fareste anche qualcosa che sarebbe proibito per le norme e le consuetudini morali e civili? Si lo fareste. Perché ad un certo punto non ti frega niente di quello che ti circonda, del mondo. Quando perdi qualcosa a cui tieni così profondamente, quando perdi qualcosa cui senza non sai vivere, faresti qualsiasi cosa per riportare tutto alla normalità. Anche vendere l’anima al diavolo in persona. Ed Abril lo fa. Chi non lo farebbe? Purtroppo l’odio va a braccetto con l’amore e quando, dopo essersi illusa che il Jago fosse tornato, si accorge dell’errore commesso, l’amore diventa odio per ciò che ha creato. Il finale ci lascia con alcune domande che ruolo ha avuto veramente Miriam nella vicenda e quali sono le sue vere intenzioni? Chi ha spinta Abril ad effettuare il rituale negromantico? Jago è stato ucciso da qualcuno o è stato un incidente? C’entra il fratello in qualche modo? A parte questo sicuramente Francesco è bravo a farci vivere Barçia, a farcela vedere come se fossimo davvero lì, un po’ come Licia con Monaco nel terzo libro della Ragazza Drago. Insomma vi consiglio questo libro… è ben scritto ed interessante. Ah e parla di streghe e cose simili… ma era facile capirlo dal titolo vero?

Coglioni che si fanno pubblicare a pagamento: perché continuano ad esistere?

In giro per il web, in ambienti assai loschi tipo il blog di pseudo-scrittrici che hanno pagato per pubblicare… (ma che hanno anche pubblicato gratis… vincendo un concorso di poesia, bisogna essere precisi sennò dette autrici piangono ed invocano la mia castrazione chimica. Come se si potesse castrarmi… tsè… o era censurarmi… boh non ricordo…) comunque dicevo in giro per il web, vedo spesso una domanda, sapete la vedo scritta dietro ai template dei blog, nascosta nei video, cifrata nei commenti, non scritta in maniera normale, no, no, questo no, mai scritto in maniera normale. Vedo questa domanda “Ma quanto c’è l’ha lungo Mad Dog?” Ah no scusate, mi confondo con la domanda retorica che vi fate tutte voi che non siete venute a letto con me. La risposta è tanto, tantissimo! Comunque la domanda che vedo e mi pongo anche è “Come mai continuano ad esistere gli editori a pagamento?” Semplice. Perché ci sono tanti coglioni e coglione (coglione è riferito alle signore per chi non lo avesse capito) che vogliono pubblicare ad ogni costo, vogliono pubblicare facilmente, subito, anche spendendo soldi perché così possono dire poi di essere scrittori e scrittrici. Di ‘sta minchia! Questa gente sceglie gli editori a pagamento per vari motivi, ignoranza, prima di tutto, non sanno o non vogliono sapere che esistono editori normali che non ti fanno pagare fior di soldi per pubblicare, poi voglia di essere pubblicati ad ogni costo e no, non gli entra in testa che essere rifiutati dagli editori normali potrebbe essere sintomo del fatto che scrivono come capre incaprettate da caproni incaprettati da polipi declamanti Seneca! Beh questi non sono scrittori, sono persone che hanno pubblicato pagando… in sostanza è come andare con una puttana, dopo esserci andato ed aver pagato non sei mica un latin lover. Come esemplifica la vignetta di Zerov dello scorso post. E già che ci siamo bravo Zerov davvero bella. So che ti è venuta in mente quando mi hai immaginato nudo. Faccio quest’effetto. Poi non stupitevi se un tizio che è stato pubblicato da un EAP non viene accettato dagli editori seri, o i suoi libri non vengono recensiti, o non viene intervistato dai siti seri. Perché? Perché non è uno scrittore. E’ un tizio che ha pagato per un servizio. A me non hanno mai intervistato per essere un dongiovanni, anche se le puttane mi hanno fatte tantissime pompe! Ecco questi editori che rifiutano le persone che sono state pubblicate dagli editori a pagamento fanno bene! Benissimo! In questo modo questo morbo non si propagherà più, bisogna far informazione per far passare il verbo! Bisogna far capire che pubblicare con gli EAP è sbagliato per i tanti motivi che diciamo sempre, niente editing, niente pubblicità, niente promozione, paghi per ciò che dovresti avere gratis. E poi voglio essere senza peli sulla lingua, se venite rifiutati dagli editori seri, forse vuol dire che non avete la stoffa per farlo. Non tutti possono essere scrittori, non tutti possono fare i dottori o gli astronauti. Se non c’è il talento è solo uno spreco di tempo. Poche, pochissime persone al mondo sanno scrivere bene. Non dobbiamo incoraggiare la credenza che tutti possano scrivere. Non è così. Perché poi ‘sta gente si affiderà agli EAP. Ben poca roba che esce da queste stamperie sono buoni libri, la maggior parte è spazzatura buona soltanto per pulirsi il culo. Torno a parlare per un attimo della “Scrittrice Pazza”. Perché? Beh con l’ultimo mio post penso di averla fatta incazzare per bene. Evviva! Sono contento. Doveste leggere i messaggi di fuoco che ha mandato a quel poraccio di Impo. Penso di averla fatta piangere. Ma quello perché deve aver scoperto che non darò mai via la mia virilità a qualcuno che ha pubblicato con Lo Spenna Polli. Mai. Nemmeno se mi pagano. Non faccio il puttano per certe cose. (Puttano è il maschile di puttana, informatevi gente…) In sostanza cosa dice La Scrittrice Pazza nei suoi messaggi? Che è tutto vero! Sono rivelazioni fatte, ad una esordiente, dai Grandi Editori, ma solo a lei… perché proprio a lei? L’hanno incontrata per strada e non avevano un cazzo da fare quindi si sputtanati con la prima che passava. Logico vero? Sapendo che poi tutto sarebbe andato sul web, ma le hanno detto di non fare nomi, sennò l’avrebbero sgozzata e l’hanno giurato su San Mad Dog dal Bordello. Essì è andata così. Lo giuro sulle teste di quelli della Spenna Polli, potessero scoppiare in aria! Concludendo questo post mi pare evidente ancora di più che la suddetta pseudo-scrittrice sta cercando solamente di farsi pubblicità, di farsi conoscere. Anche visti i suoi nuovi post in cui delira ancora e paragona le agenzie letterarie agli editori. Un po’ come dire che Fanta e Coca Cola sono la stessa cosa! E’ proprio triste. Davvero. A volte voi umani siete proprio tristi. Patetici. Vi lascio con la frase che penso possa esemplificare questo post e come ci dobbiamo comportare con i libri editi tramite gli EAP.

IL VALORE DI UNO SCRITTORE DIPENDE DAL LIBRO CHE SCRIVE E DAL MODO IN CUI LO SCRIVE, NON DALL’EDITORE. MA SE QUESTO EDITORE E’ UN EDITORE A PAGAMENTO IL VALORE DI UNO SCRITTORE E IL MODO IN CUI SCRIVE DIPENDONO DALL’EDITORE. ED ESSENDO UN EDITORE A PAGAMENTO VALGONO QUANTO LA CARTA DEL CESSO.

Mad Dog vs l'Editoria a Pagamento – Parte 2

Care lettrici (so che siete tante, vi amo tutte!) che vi bagnate solo pensandomi e cari lettori che vi masturbate pensando alle lettrici che si bagnano pensando a me, sono di ritorno! Sono stato in vacanza in un posto chiamato Outworld, davvero carino, cadavere a mucchi, tizie a più braccia, quel che piace a me insomma! Tornato dalla vacanza mi sono imbattuto in un post spettacolare… spettacolare per la sua stupidità! Questo post raggiunge livelli di idiozia che nemmeno io, un demone cornuto ribelle e sexy, potevo mai immaginare. Non vi farò il nome della sfigata che ha scritto il post perché non gli voglio dare altra visibilità, che ha avuto con la sua trovata. Allora questa tizia che chiameremo “La Scrittrice Pazza” ha pubblicato con un ben noto editore a pagamento, di cui non faremo il nome per non dargli visibilità, ma che chiameremo amabilmente e anche convulsamente “Lo Spenna-Polli”. Logicamente la povera sprovveduta Scrittrice Pazza si rende contro troppo tardi di aver firmato un contratto con il demonio, anzi peggio! Io sono un demone e certe cose non le faccio firmare manco io! Capisce di aver fatto una cazzata bella e buona e pensa “come posso rimediare a questa mia cazzata?” Pensa e ripensa (e sarà stato difficile per lei visto che avendo pubblicato con “Lo Spenna-Polli” difficilmente deve avere un Q.I. molto alto), riesce a capire cosa deve fare per avere un po’ di visibilità che l’editore a pagamento in questione, stra-ricco con i soldi che gli spuntano da tutti gli orifizi, non gli può dare. Perché gli EAP (che sta per editori a pagamento) non fanno pubblicità, promozione, editing, nulla. In pratica ti chiedono un fottio di soldi solo per stampare il tuo libro, qualunque esso sia! Si cari miei potrebbe anche essere un’insieme senza senso di lettere scritte a caso, loro te lo pubblicano! A loro importa solo guadagnare il più possibile, chissene frega se hai scritto una minchiata piena di errori, se il tuo libro non è degno manco di essere stampato nella carta del cesso, a loro interessa il profitto puro e semplice. E per attirare i polli come la Scrittrice Pazza, loro che fanno? Si fanno pubblicità ma a loro, non ai polli che hanno spennato per bene! Quindi questo tipo di editori a pagamento attirano tutta quella gente che si crede scrittore, che pensa che, ah i malvagi editori normali non mi hanno pubblicato perché da loro si pubblica solo se hai culo o sei hai le raccomandazioni, e non pensano che non vengono pubblicati perché effettivamente fanno schifo come scrittori e scrivono da capre. No. E’ sempre meglio dare la colpa agli altri che a se stessi vero? E’ dannatamente meglio non affrontare la vera realtà. Non tutti sono tagliati per fare gli scrittori. Pochi lo sono. Mettetevelo in testa. Allora che dicevamo? Purtroppo io spesso mi perdo nei discorsi… questa Scrittrice Pazza per farsi pubblicità che fa? Decide di scrivere un post in cui esalta la sua casa editrice a pagamento e la sua scelta idiota, si bulla della sua scelta, dice che gli editori a pagamento non esistono e che sono tutti editori a pagamento (WTF) e getta fango su chi viene pubblicato dagli editori free, fa illazioni piuttosto pesanti senza alcuna prova, anzi millantando che, anche se non è nel giro dell’editoria, alcuni editori, autori, gente del campo, gli hanno rivelato queste informazioni! Brava. Sono capace pure io di fare il tuo giochino. Tutti sono bravi. Con questa, che chiamerò, “Operazione Fango” spera in una cosa soltanto, di avere visibilità per farsi conoscere. E così succede. Ma cara, carissima, anzi no, niente cara e niente carissima, non te lo meriti, sappi che con quel tuo post, falso, diffamatorio, ridicolo, puzzolente, si puzza di pesce rancido e vomito di scatolette di gatto andate a male, con quel tuo post ti sei pregiudicata molti lettori. Sicuramente io non comprerò il tuo libro, anzi non comprerò i tuoi libri mai e poi mai, manco se e quando (la vedo difficile ma mai dire mai) pubblicherai con un editore serio. Poi la Scrittrice Pazza ha scritto anche una cosa nel commento al suo post che devo dire mi ha fatto sbellicare dalle risate e se c’è riuscita con me che sono un demonio, signori miei rendetevi conto della cazzata che può aver scritto! Insomma che dice? Che quando uno pubblica con un editore free e poi vuole comprare delle copie del suo libro, le deve comprare dall’editore, quindi è come se pagasse, quindi è come se pubblicasse con un editore a pagamento. Seguendo questo ragionamento il Berluska è onesto, io sono vegano e Obama è un repubblicano! Beh ho scritto quello che volevo scrivere, è ora di congedarmi, non prima di ricordarvi che pubblicare con un editore a pagamento è una coglionata, andate in una stamperia a questo punto, sicuramente vi verrà a costare meno e se volete approfondire l’argomento potete andare qui o ancora meglio visitate il Writer’s Dream, un sito fatto da gente che ci capisce di queste cose e che dato che dicono la verità vengono attaccati da chi ha la coda di paglia… ed è gestito da una ragazza davvero tosta, una che ho anche intervistato e che penso abbia qualche mio gene, devo aver giaciuto, biblicamente parlando, con qualche sua antenata…

Il blog è in ferie… o quasi!

Come potete vedere il blog è andato un po’ in vacanza con l’estate ma non vi preoccupate, non sono morto o moribondo, ma semplicemente mi sto godendo le ferie e con questo caldo (anche se alla fine non è poi tanto…) e con l’estate sinceramente non ho molta voglia di aggiornare il blog. Cosa vi posso dire di questi giorni in cui non ho aggiornato? Che, per quanto non ci crederete, non è colpa di Facebook se ho lasciato languire il blog, ‘sto poco pure su FB. Diciamo che mi sto riposando ecco. Forse vi sarete accorti o forse no, che ho riuppato la maggior parte dei video presenti nella sezione apposita, dato che Divshare aveva deciso di non renderli più visibili per qualche bug che ancora capito… Ne ho caricati anche alcuni che mi ero dimenticato di mettere tra i quali il famigerato video per un vecchio contest della Ragazza Drago. Che altro dirvi? Uhm che mi sto vedendo Fringe e sto per finire la prima stagione, è davvero un bel telefilm e lo consiglio vivamente. Un bel telefilm sci fi adatto a noi nerd. Poi ho cambiato idea su Sim City 4, lo comprai quando uscì e mi fece schifo, spesi 60 € come buttati… ora l’ho ripreso e mi sta piacendo molto! Dovrò fare qualche foto della mia Nuova Monterotondo e postarla… Ed ora giusto per farmi male, ecco l’orrido video che feci per quel famoso contest…

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