Prima di tutto debbo fare una premessa sono un grande fan di questo personaggio letterario inventato da Howard e vedendo le trasposizioni filmiche passate dei lavori di altri personaggi di Howard, ero un po’ preoccupato, alla fine del film posso affermare che le mie preoccupazioni sono state spazzate vie dal mantello di Solomon Kane. Questo è il film che ti aspetteresti su un personaggio del genere, vediamo la sua nascita per come lo conosciamo nelle opere di Howard, vediamo la creazione dell’eroe puritano che deve combattere le forze del male. Un personaggio tormentato, insicuro, alla ricerca di un proprio destino, di una proprio via nella vita. James Purefoy, IMHO, è la scelta più azzeccata del cast ed è veramente il Solomon Kane che ti immagini, soprattutto quando finalmente veste il capello con la falda larga, tipico del personaggio. Una delle cose che più ho apprezzato di questo film è il senso di oppressione, di paura, di morte, di sconfitta, le forze del male sono forti più che mai e si nascondono ovunque anche nello stesso protagonista. Non è un film politicamente corretto, anzi, sicuramente se uscirà mai nei cinema italici, , e riceverà un vietato ai minori di diciotto anni, se uscirà. Alcune scene sono molto forti, non solo perché, essendo un film che viaggia più sull’horror che sul heroic fantasy, quindi, più che in altri prodotti di questo genere, le ferite e il sangue sono molto realistici. Logicamente è sconsigliato ai deboli di stomaco, stiamo sui livelli di Spartacus Blood and Sand come violenza… non gratuita, ma giusta per un film del genere. Che altro dire? Mi sono piaciute le scenografie e la fotografia. E’ un mondo grigio quello di Kane, un mondo freddo e di morte. Per certi versi mi ha ricordato la Trilogia di Magdenburg di Altieri. Gli effetti speciali sono abbastanza buoni, tranne qualcosa all’inizio che non è altrettanto soddisfacente. Ho apprezzato tutti gli attori, soprattutto i polmoni della donzella in pericolo, Rachel Hurt-Wood che per quasi metà film non fa altro che urlare “Sssssoooollllooooommmmonnnn”. Spero molto che vengano prodotti degli altri film che arrivino a prendere mano pienamente dai racconti di Howard.
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Kull
Kull non è una versione primordiale di Conan, è proprio un altro personaggio, con un altro carattere, altre storie e un’altra fortuna. Mi chiedo cosa sarebbe successo se Howard avesse continuato a scrivere il personaggio… C’erano dei bei elementi da sviluppare, che poi probabilmente si sono sviluppati in Conan… Però mi sarebbe piaciuto leggere altre storie del re di Valusia… Ah state lontani dal film con Kevin Sorbo…

