Canada, le canadesi e le colonne d'Ercole – Canada, the canadians and the Pillars of Hercules

Sono arrivate la sera di domenica 26 maggio e sono andate via il 3 giugno. Sto parlando delle mie “cugine” canadesi, Meghan e Jessica, a cui ho fatto da Cicerone per tutti i quasi nove giorni che sono state in Italia. Una vera e propria tormenta di sana pazzia e di cuteness che ha imperversato per casa e che, sinceramente, ora rimpiango. In tutti questi giorni siamo andati in giro per Roma, per Firenze e anche per il centro storico di Monterotondo. Ho visitato luoghi di Roma in cui non ero mai stato, sono stato di nuovo a Firenze dopo diciotto anni, ho visto tantissime chiese così tante che per un anno non entrerò più in un luogo di culto cattolico! XD Siamo andati nei Musei Vaticani, abbiamo visto la Cappella Sistina, le stanze di Raffaello, la Basilica di San Pietro, il Laocoonte. Ho apprezzato i dipinti di Caravaggio, di Raffaello, di Michelangelo, di Leonardo e di tantissimi altri pittori. Mi sono venuti i brividi quando ho visto il campanile di Giotto e Piazza della Signoria a Firenze. Mi sono perso nel contemplare il Giudizio Universale di Michelangelo. Mi sono sentito davvero piccolo quando ho ammirato l’interno di San Giovanni in Laterano o di San Pietro con le loro immense colonne. Sarei rimasto ore dentro San Clemente con tutti i suoi livelli diversi. A parte tutti i monumenti, i dipinti, le statue che ho visto, sicuramente la parte migliore di questi giorni è stata conoscere queste due ragazze canadesi molto simpatiche, divertenti e un po’ pazze. Un po’ di sana pazzia fa sempre bene! Mi sono decisamente affezionato a loro e quindi ho deciso che il prossimo viaggio che farò sarà in Canada. Cercherò di mettere i soldi da parte per andare a trovarle. Il Canada poi mi sembra un paese molto bello da visitare, oltre ad essere la patria di Wolverine (XD), penso che abbia bei paesaggi naturali e belle città da vedere. Poi chissà potrei anche cercare di andare a qualche convention sui fumetti che si tiene in Canada o negli States. Insomma, vedremo, fatto sta che mi sono convinto una buona volta ad andare fuori dall’Europa per vedere com’è la vita dall’altra parte delle Colonne d’Ercole. 

They arrived on the evening of Sunday May 26 and they went away on June 3. I’m talking about my Canadians “cousins​​”, Meghan and Jessica, to whom I have do the Cicero for almost all the nine days were in Italy. A real storm of healthy madness and cuteness that has been raging my home and that, frankly, I miss now. In all these days we went around Rome to Florence and also to the historic center of Monterotondo. I visited places in Rome where I had never been, I was back in Florence after eighteen years, I have seen many churches so much that for a year I will not go more in a Catholic place of worship! XD We went to the Vaticans Museums, we saw the Sistine Chapel, The Raffaello Rooms, San Peter’s Basilica, the Laocoon. I appreciated the paintings of Caravaggio, Raffaello, Michelangelo, Leonardo and many other painters. I got chills when I saw Giotto’s bell tower and Signoria’s Square in Florence. I got lost in contemplating the Last Judgement by Michelangelo. I felt very small when I admired the interior of St. John in Lateran or St. Peter’s with their immense columns. I would have stayed for hours in San Clemente with all its different levels. Aside from all the monuments, paintings, statues I’ve seen, definitely the best part of these days was to know these two Canadian girls that are very nice, funny and a little crazy. A little healthy madness is always good! I find myself very fond of them and so I decided that the next trip I’ll be in Canada. I will try to put money aside to go and visit them. Canada then it seems to me a very beautiful country to visit, in addition to being home to Wolverine (XD), I think it has beautiful natural landscapes and beautiful city to see. Then who knows I might even try to go to some conventions about comics that takes place in Canada or the United States. Well, we will see, the fact is that I am convinced this time for good to go outside Europe to see what life is like on the other side of the Pillars of Hercules.

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Le parole sono potenti…

Il mio nome è Frederick Archibald Detizis sono, o meglio dovrei usare il passato, ero un musicista, nella mia terra natia, gli Abruzzi. Mi sono sempre considerato uno dei migliori suonatori di violino dell’Italia. La mia fama era così grande che venivo chiamato anche all’estero per tenere i miei concerti. Entrai presto in collegio per apprendere l’arte della musica, dato che fin da piccino era evidente qual era il mio dono. Mia madre, che povera anima, morì qualche anno dopo la mia nascita, aveva sempre cercato di non farmi risiedere per troppo tempo nella casa di suo padre. Il mio, di padre, era morto subito dopo la mia nascita. Era un marinaio e un giorno, semplicemente, non tornò più a casa, nessuno seppe che fine aveva fatto la nave su cui era imbarcato. Era scomparsa senza lasciare tracce. Comunque gli strani umori e atteggiamenti della mia famiglia, che una volta da bambino consideravo solamente particolari ma che una volta cresciuto e avendo visto il mondo esterno, adesso considero aberranti  mi hanno spinto ad andare il più lontano possibile dal luogo che ha visto la mia nascita. Il patriarca della mia famiglia, il mio bisnonno, Aldobrando, che ancora riusciva ad essere forte e vigoroso nonostante l’età di ben cento anni, mi ha maledetto l’ultima volta, ormai anni fa, in cui sono andato a casa. Per quanto non abbia mai creduto a questo genere di superstizioni, alle streghe, alla magia, un brivido gelato mi corse lungo la schiena quando l’anziano mi inveii contro. Disse che sarei morto come mio padre, preso dal mare e che la maledizione che grave su chi tradisce la famiglia avrebbe colpito anche me. In tutti questi anni non ho mai ripensato a quelle aspre parole, a quel dito rinsecchito che mi indicava, almeno fino a qualche giorno fa. Il brigantino su cui viaggiavo per andare a Montevideo è naufragato in seguito ad una misteriosa burrasca. Fino ad allora, durante il viaggio, non avevamo incontrato problemi di sorta, anzi il tempo era stato clemente e il “Dunwich” solcava i mari con foga e vigore. La nave su chi viaggiavo era molto solida, di perfetta fattura e appena uscita dai cantieri navali della Miskatonic Ass. nella città di Salem. Era guidata dall’intrepido capitano D’Andrea, anch’egli di origine italiana, ma che proveniva dal freddo nord della penisola. Il capitano, come lo sono io, era un culture delle leggende antiche, delle varie mitologie e spesso, nelle notti in cui la nave rollava placida sulle acque del mare, mentre lui narrava gli antichissimi racconti, io lo accompagnavo con il mio violino. Era un uomo eccezionale la cui perdita è sicuramente una grande afflizione per me. Eravamo arrivati nella zona del Mar dei Sargassi, vicino a quello che qualcuno chiama Triangolo delle Bermuda e… ma forse dovrei dire che a Salem ebbi, prima di partire, una notizia sconvolgente. Mi arrivò un telegramma dell’unico domestico della mia dimora natia. Mi informava che ero l’unico rimasto della famiglia, dopo che un improvviso incendio, scatenato da un fulmine solitario. Tutti erano periti nell’incendio, riuscì solo a salvarsi, buttandosi da una finestra, proprio il domestico. Nel telegramma mi disse che quando le fiamme, diventate stranamente di un blu quasi tendente al viola, avvamparono al massimo della loro potenza, si poté nettamente sentire la voce del patriarca della mia famiglia. Riuscì a capire ben poco, solamente che mi malediceva ancora una volta e che invocava qualcosa chiamato Cthulhu. Poi le urla si tramutarono in grida di agonia. Non rimase nulla in piedi della casa, quando l’incendio finì la sua fase più intensa, il terreno sotto la casa cedette e venne tutto inghiottito nel vicino lago che adorna, da sempre, il parco della tenuta di famiglia. Non vi nascondo che rimasi assai sconvolto da quanto avevo ricevuto. Finalmente, nel mio cuore, sentii togliersi un peso enorme. Pensavo che le parole del mio bisnonno fossero solo parole, ma a volte anche le parole sono potenti, soprattutto certe parole dette con rabbia mentre si sta bruciando vivi. In una notte di luna piena, mentre stavo per andare a dormire nella mia cuccetta, la nave subì un colpo immane. Ero sul ponte e per poco non finii direttamente nel mare che si era fatto, all’improvviso, turbolento. C’era come un gorgo gigantesco sotto “Dunwich”. Il coraggioso capitano cercò di salvare il brigantino ma fu tutto inutile, qualcosa ci sospingeva verso il gorgo. Avevo capito che cos’era, era la mia maledizione, me lo sentivo nelle ossa. Insieme agli altri passeggeri mi ero recato nella zona delle scialuppe e insieme a qualche membro dell’equipaggio. Il capitano D’Andrea era come impazzito, volendo salvare a tutti i costi la sua nave. Anche se in realtà non penso che fosse per questo che stava lottando con una vera e propria forza della natura, non penso gli importasse molto del carino, seppur prezioso, che il suo brigantino portava. No, il capitano era un uomo cocciuto, che ora si era imposto di vincere, o perire, questa battaglia contro il mare. Cercai di dissuaderlo, ma, purtroppo, fallii miseramente quanto mi ero prefisso. Il temerario capitano non capiva che non stava lottando contro la natura ma contro qualcosa di totalmente innaturale. Fui l’ultimo ad abbandonare la nave, insieme al secondo ufficiale, di cui non ricordo il nome. L’ultima volta che vidi il capitano D’Andrea, stava ancora al timone ma qualcosa, sbucato dal gorgo, lo prese e lo portò dentro le acque del mare. Non so dire di preciso cosa fosse ma il secondo ufficiale impazzì totalmente vedendo questa mostruosità e cadde in mare per “seguire il suo capitano nella morte” reggendo ancora la bottiglia di grappa che si stava scolando prima che succedesse tutta questa tragedia. Così almeno disse quell’orbo prima di buttarsi nelle onde. Alcune notti sento ancora il suo riso isterico. La scialuppa vagò il giorno seguente, in balia delle onde e del mare ormai calmo dopo questa immensa sciagura. Avevo perso il remo durante il naufragio e potevo solo aspettare, la morte o qualcuno che mi salvasse. Avevo con me una bottiglia di rum, vuota, un otre d’acqua e carte e matita. Il sole cocente mi fece svenire e, quando ormai era quasi tramontato, mi ritrovai in questa strana grotta. Sembra immensa e difficilmente posso vederne la volta. L’entrata è frastagliata, le stalagmiti e le stallatiti si dispongono in maniera assai strana e sembrano quasi i denti di una bocca umana. Per fortuna c’è del terreno asciutto e ho intenzione di avventurarmi fuori per vedere….

Non ho potuto continuare a scrivere prima, un grande terremoto ha colpito la grotta la volta è crollata, lasciandolo pochissimo spazio tra i vari “denti”. Ho cercato di dormire ma mi sembra che ci siano strane cose nell’oscurità, strani tentacoli viscidi.

L’ora della mia morte è vicina, lo sento. Ho appena trovato il cadavere del secondo ufficiale, è risalito gorgogliando dal fondo allagato della grotta. E’ orribilmente menomato, gli manca interamente la faccia e ha delle lesioni circolari su tutto il corpo. Come se qualcosa avesse… strappato la sua carne. Inoltre le sue ossa sono completamente frantumate. Qualunque cosa abbia fatto questo a lui, presto, penso sarà qui. Sento la volta della grotta che si smuove. Non so di cosa aver più paura di morire schiacciato dalle pietre della volta o dalla mostruosità che ha affondato il “Dunwich”. Sento una risata isterica, sento una voce che mi chiama… affiderò questa mia storia alla bottiglia di rum vuota e al mare, spero che qualcuno la legga… e che capisca che… le parole sono potenti e che… ma non c’è più tempo.

L’immagine che vedere qui sotto è una foto-manipolazione fatta da Fed, fatta partendo da una mia ortopanoramica, che mi ha ispirato questo racconto. D’ispirazione è stato anche giocare a Diablo ieri sera e leggere qualche racconto di Poe. Poi il solito Lovecraft! 

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Mad Dog e le cosplayers randagie

Miei cari accoliti e mie care porcellone sarete felici di sapere che Mad Dog è tornato! Il più sexy, lussurioso, divertente, carismatico demone del multiverso è tornato in questi lidi dopo aver affrontare terribili peripezie e incredibili avventure in un posto misterioso e oscuro chiamato il Parlamento Italiano. Ma di queste mie avventure ve ne parlerò un’altra volta. Mi hanno richiamato dal mio isolamento i miei amici del WWF (no, non gli animalisti ma questo WWF sta per “We will fuck”… quindi non sono, esattamente, animalisti… una specie ecco!). Questi appassionati e potremmo anche definirli viziati di… bellezza, mi hanno fatto presente un grande problema, di cui prima non sapevo l’esistenza. Questo annoso problema che scuote tutto il paese è l’abbandono delle cosplayers! Si, perché forse voi non lo sapete come non lo sapevo neanch’io, d’estate per le grandi arterie italiane, vengono abbandonate a centinaia queste povere cosplayers. Dopo aver partecipato a qualche fiera o a qualche servizio fotografico, dopo essere state sfruttare in ogni… modo e maniera dai fans, dai fotografi, dagli organizzatori degli eventi e persino dal governo Monti (sapete vero che vuole mettere una tassa sul cosplay?!), vengono abbandonate per strade come cani. Solo che i cani hanno le associazioni che li salvaguardano, le cosplayer ancora no! Io dico basta a questo scempio che manda molte povere cosplayer a vivere in orrendi zoo, dietro le sbarre di prigioni troppo piccole per metterci tutte le paia di scarpe che si sono comprate, per non parlare dei vari cosplay e di tutte le borse! In una repubblica delle banane come la vostra come è possibile che delle belle gnocche vengano trattate a questo modo? Vergogna! Manco i minatori sardi vengono trattati in questo modo (anche se il governo Monti ha un piano anche per quello, stanno prendendo spunto dai loro amici del Sud Africa!). Dovreste vederle, piangenti, senza possibilità di avere i mille trucchi che hanno a casa, con le venti parrucche di vari colori diversi rovinate dalla pioggia, con i bagni senza porte così da interrompere il sacro rito delle donne di andare al bagno in due. Una dentro e una che regge la porta. Questi sono i diritti fondamentali di ogni cosplayers e in questi zoo i diritti vengono sistematicamente vietati per la gioia di qualche morto di figa che si aggira furtivo con macchine fotografiche a basso costo, vestiti come un ninja o un ispettore privato, alla ricerca di qualche scatto osé! (Ah, se qualcuno volesse delle belle foto, un po’ sgranate però, delle cosplayers del Mad Dog’s zoo, mi contatti, privatamente. Prezzi modici. Giusto la vostra anima!). Che dicevo… ah si, una situazione veramente terribile, queste povere bestie abbattute dai cacciatori nei boschi dove vivono, davvero orribile, diciamo tutti no alla… … cosa? uhm… si… ah… capisco… quindi non stavo parlando della caccia al paperastoro…. ok… delle cosplayers in gabbia… ma che se ne fotte delle cosplayers in gabbia? Ah, ok, mi avete pagato.  Trenta vergini. Sane. Dove minchia le trovate oggi giorno? Mi farebbe comodo saperlo… ah, sto in diretta? Quindi non potete tagliare le cazzate che ho detto… Ah sto scrivendo in un blog. Mica me ne ero accorto, t’ho la tecnologia che passi da gigante che fa in qualche mese, fra poco avremmo anche la carta igienica senziente. Sai che figata. Dicevo, queste cosplayers. Ah, povere, povere figliole. Che non hanno nessuno che le riscaldi per bene. Al forno… ehm… dicevo tra le sue braccia forti. Si, poveracce. Quindi fate qualcosa… bla bla bla bla bla. Si avete capito, andate in pace e riproducetevi o se non avete la materia prima… beh, potete ben immaginarlo! MAUAHAHAHAHAHAHAHAHAH

Quindi, per riassumere il discorso, salvate le povere cosplayers randagie. Ed ecco qui il poster per denunciare, tutti, questo orrendo fatto che è una macchia, una delle tante in realtà, della vostra repubblica delle banane. Mi raccomando fate spargere la voce!

Ammasso di Candele


Quello che potete vedere qui sotto è l‘Ammasso di Candele. Non c’è bisogno che vi spieghi il nome vero? Sono candele sciolte le une sulle altre. Frutto di anni su anni di scioglimento di candele su altre candele. Fino a raggiungere la dimensione che vedete adesso. Non so sinceramente come andrà avanti e se rimarrà sul tavolo, ormai per spostarlo, infatti, dovrei per forza spaccarlo in più parti perché non riesco a spostarlo in blocco come facevo prima. Quando scioglierò altre candele vi farò vedere com’è cambiato!

Giro D'Italia a Monterotondo – Foto e Video

Ecco qui la foto principale di quelle che ho fatto quando ieri è passato il Giro D’Italia a Monterotondo verso le 14.15/14.30. Inoltre nel mio profilo di Facebook potete trovare le altre foto che ho fatto, io non sono un provetto fotografo e la mia compatta non è il massimo per fare foto, quindi siate clementi! Cliccate qui per vedete tutte le foto.

Qui invece trovate un video, fatto da un mio concittadino che ho trovato sulla bacheca del profilo di Facebook del Comune di Monterotondo.

Ma Bulma non aveva i capelli blu?

Vi ricordate nel post del pic nic di sabato in cui dicevo che ci sono ragazze a cui stanno bene i capelli color viola o rosa o di altri colori come negli anime? Ecco la prova provata. Guardate queste due ragazze, Kira e Shimizu, due cosplayers che ho intervistato tempo fa. Ecco la foto. Non stanno dannatamente bene? E non sono coraggiose a portare questi capelli, in una società italiana come la nostra in cui chi è “diverso” o non conforme ai canoni dettati dalla società viene visto con soggezione e intolleranza. Poi a me piacciono da impazzire le ragazze con i capelli con colori non convenzionali, verde, azzurro, rosa, viola… sarà colpa probabilmente degli anime. XD  Mi chiedo però chissà cosa ne penseranno le stesse ragazze fra 20 anni dei loro stessi capelli. Perché? Perché vedendo le foto delle mie sorelle, degli anni ’80 e le assurde capigliature che avevano e che ora si vergognano di aver avuto! XD Non so se avete presente i capelli delle mie sorelle negli anni ’80, cappelli gonfiati come se ci fosse esplosa dentro una bomba atomica…. XD


Vediamo se capite cosa significa il titolo del post…

P(s)ic(adelic) nic

Sabato per la prima volta nella vita, da che mi ricordi (infatti vengo puntualmente smentito da mia madre), sono andato a fare un pic nic all’Eur, sulla riva di un lago per niente artificiale da cui si godeva una bella vista di alberi giapponesi fiorenti e del palazzone dell’Eni. Tra rotolamenti vari ed canzoni dei cartoni animati ho passato davvero un bel pomeriggio insieme ad alcune cosplayers e fotografi spericolati. La festeggiata era Hellena, che ho intervistato tempo fa. Anzi. Quasi tutte le ragazze che erano al pic nic le avevo intervistate. Ad Hellena ho regalato il libri di Marco Varuzza, spero che le piaccia. Se non le dovesse piacere, poi si potrà lamentare direttamente con l’autore… XD Cosa ho imparato da questo pic nic? Che non solo in Dragonball ma anche nella vita vera le ragazze possono avere i capelli rosa o fucsia e starci bene! Vedete per credere! Andate a vedere nella mia gallery di Facebook!