Orizzonti Fantasy

Ormai mancano proprio pochi giorni ad Orizzonti Fantasy l’evento che si terrà quest’anno a Subbiano, in provincia di Arezzo, il 24 di giugno.  L’appuntamento è per le 15.30 fino alle 23.30. Moltissime le cose in programma da concerti, spettacoli interattivi, caccia al tesero, contest di cosplay e presentazioni di libri. Questa seconda edizione di Orizzonti Fantasy sarà dedicata alla seguente domanda “Come nasce dunque un eroe?” e la risposta a questo quesito verrà data dalle varie associazioni ed espositori presenti tramite disegni, giochi, spettacoli, attività. Sicuramente l’evento principale della manifestazione sarà lo spettacolo interattivo organizzato dall’Associazione Terre degli Angeli che organizza anche tutto l’evento. Comunque potete trovare tutto il programma cliccando qui. Inoltre vi ricordo che durante la manifestazione ci sarà anche Orizzonti Cosplay il contest dedicato al cosplay con tanti premi in palio!

Muses di Francesco Falconi

Se c’è una cosa che mi piace particolarmente del Francesco Falconi scrittore è che si rinnova ogni volta, non sai mai cosa aspettarti dai suoi libri, rimani sempre sorpreso perché ci sono cambiamenti di stile e di genere. E’ sempre una sorpresa. Un giorno ti pubblica un libro come Muses e poi il secondo libro di Evelyn Starr (con Luca Azzolini). Parlando di questo Muses, il primo libro che il Falco scrive per la Mondadori, penso che sia uno dei suoi libri migliori, finora. Si nota che lo stile è maturato molto, anche dai due Nemesis, così come la cura nella costruzione dei personaggi e della storia, nella profondità della trama e delle tematiche. Si vede che c’è stata una gran lavorazione dietro a questo progetto, che c’è stato molto impegno e amore. Non che gli altri libri di Francesco non siano belli, è uno dei miei scrittori preferiti, ma questa volta si è veramente superato. Alice è un personaggio stupendo, creato in maniera perfetta, è un personaggio vivo e vero, a tutto tondo. Alice non è la solita giovane eroniasolito giovane eroe di certi fantasy che va avanti nella trama quasi per inerzia dopo aver scoperto di avere straordinari poteri e di dover salvare il mondo. Alice è un personaggio complesso come lo può essere una persona vera, ha una storia e un background molto importanti dietro di sé. Non è la solita eronia positiva ma è una ragazza che per una parte del libro è sempre ad un passo dalla distruzione, perché la vita l’ha portata a fare certe scelte sbagliate… Alice è una ragazza che trovatasi in mezzo a qualcosa che le sembra ben più grande di lei, rimane spaesata, confusa, come potrebbe capitare a noi. Ed è una ragazza che riesce a reagire e fare quello che deve fare con i suoi poteri di Musa. Come disse una volta un certo zio Ben “da un grande potere derivano grandi responsabilità”. Un punto di forza di questo libro, come capita spesso nei libri del Falco, sono i colpi di scena, che sono davvero molto e che mi hanno spesso lasciato, veramente, a bocca aperta. Quando leggi un libro, vedi un film o un telefilm, di solito ti dici “ecco questo andrà così”, “quest’altro è il cattivo”… beh con questo libro alla fine non sapevo sinceramente cosa pensare e mi aspettavo di tutto. Mi sembrava di essere nel mondo delle mie cronache di Vampiri! Quindi, per ora abbiamo una protagonista che è forte e fragile al tempo stesso, tosta e spezzata, un bel personaggio, probabilmente il migliore che abbia mai creato il Falco e abbiamo un libro ricco di colpi di scena e di sorprese. Poi cosa abbiamo? Una bella e innovativa rilettura delle Muse, dei loro poteri, un modernizzazione che porta anche il “cambiamento” di alcune Muse… o come dicono nel libro una sorta di “darwinismo artistico“. Quindi abbiamo la Musa della Net.Art in pratica la Musa di internet, di Facebook, di Twitter e ancora di più… o abbiamo che la Musa della Musica, Alice, canta il metal e la Musa della Pittura utilizza il bodypainting… è sicuramente molto innovativo ed è soprattutto tutte le Muse incontrate nel libro sono descritte molto bene e sono bei personaggi. Inoltre mi è piaciuto molto che una delle Muse sia dichiaratamente lesbica, in un mondo come il nostro in cui appena si dichiara che due personaggi gay della Marvel si sposano e un’associazione di mamme cattoliche alza gli scudi per difendere i propri figli da queste turbe mentali, bisogna che aumentino ad esserci personaggi gay, lesbo, ecc… per far capire, soprattutto ai giovani, che siamo tutti uguali e non c’è nessun problema se una persona è etero o lesbica o gay. Che altro dire su questo libro, la storia, come ho già scritto, è ricca di sorprese e colpi scena, è ben scritta, è interessante ed è diversa dai solito libro di questo genere. Che, il genere, sarebbe urban fantasy, uno di quelli che preferisco maggiormente e ormai il Falco si sta destreggiare molto bene in questo sotto-genere del fantasy puro. Ci sarebbe tanto altro da dire su questo libro ma non voglio fare un post troppo chilometrico, giusto un appunto prima di finire il post, a Francesco devono piacere un sacco le sette e le congreghe segrete perché ogni volta nei suoi libri c’è né almeno una! XD Parlando proprio degli Eclettici e dei Pragmatici mi è piaciuto molto il motivo ultimo per cui agiscono… il guadagno e non la solita distruzione del mondo. Altra cosa che è mi è piaciuta molto sono state le molte chicche legate ai lavori precedenti di Francesco, il fatto che vengano citate le streghe, che ci sia un dipinto che rappresenta Ellen e Kevin di Nemesis … insomma anche questo libro si inserisce nel “Falconiverso” e è sempre bello quando ci sono questi “riferimenti”. Mi chiedo se vedremo mai un libro in cui ci sono tutti personaggi di questo “Falconiverso”… chissà! Ultima cosa, il finale è assolutamente stupendo, davvero sono rimasto stupito del finale. Ci vuole coraggio per scrivere una fine del genere. Non vi dirò cosa succede ma sappiate che è uno dei finali che ho più apprezzato in un libro. E’ una fine giusta che chiude degnamente Muses in maniera prorompente e inaspettata ma molto e molto logica dopo aver riflettuto per bene. Quindi, ricapitolando, Muses è un bel libro, che emoziona e che commuove e ve lo consiglio caldamente!

Immagine presa da qui.

Quasi mi scordavo, nel sito 10 Righe dai Libri potete trovare le prime pagine del libro da leggere!

Game of Thrones 2×10

Ed è finita, dopo dieci episodi che sono veramente volati, anche la seconda stagione di Game of Thrones. Una bella stagione, la serie è migliorata ed è sicuramente uno dei migliori telefilm che ho visto, finora, quest’anno. La puntata migliore di questa stagione, secondo me, è il nono episodio con la Battaglia della Acque Nere. Comunque parlando di quest’episodio, e attenzione agli spoiler, l’arrivo di Lord Tywin Lannister è stato stupendo, con cacata (simbolica verso il Joffrey?) del cavallo. Mi è piaciuto anche il Tyrion che vediamo in quest’episodio, atipico per come lo conosciamo, spaventato, impaurito e che comunque non riesce a scappare da questa vita fatta di intrighi e del gioco del trono perché solo così si sente realizzato. Mi è piaciuto anche lo Stannis che vista la sconfitta, ora, soffre per aver ucciso il fratello. Epica Brienne e stupendi i suoi battibecchi con Jaime! Epico anche il discorso infervorato di Theon e davvero fantastico come viene… concluso… poi, poi finalmente Jaqen dice la frase che tutti aspettavamo cioè “Valar Morghulis” e da la moneta ad Arya. Jaqen sarà anche morto ma la faccia nuova è davvero brutta! Ah comunque qualche cosa mi dice che vista come si è messa la sua situazione Sansa sta rimpiangendo di aver rifiutato l’invito del Mastino! XD Tra l’altro quello sguardo di Ditocorto non promette nulla di buono.  Jon “Non sai niente” Show finalmente sta per vedere il Re oltre la Barriera, Mance Rayder peccato che dovremmo aspettare la prossima stagione per vederlo anche noi. Bellissimo il confronto tra Daenerys e il mago, le visioni di Dany, lo scontro con i draghi, tutto davvero bello anche se cambia rispetto al libro. Toccante l’incontro di Daenerys con Drogo e il loro figlioletto. Comunque penso che Xaro lo rivedremo… Bran e gli altri si dirigono verso la Barriera dopo che Grande Inverno è stato saccheggiato e, altra scena toccante, c’è la morte di Maestro Luwin. Poi, poi arriva la scena finale che non ti aspetti, o almeno non ricordavo che andasse proprio così, con un’armata di Estranei e Non-Morti che marcia verso il Pugno dei Primi Uomini dove si sono arroccati i Guardiani della Notte. E finisce così… non vedo l’ora che arrivi la nuova stagione, che introdurrà molti nuovi personaggi, alcuni dei quali non erano stati introdotti in questa. Comunque concludendo credo che alla fine, a parte qualche cambiamento “sbagliato”, ho apprezzato la maggior parte dei cambiamenti… almeno potevo essere un po’ sorpreso dagli eventi! E ricordatevi… Valar Morghulis!

Immagine presa da qui

Game of Thrones 2×09

Siamo già arrivati alla penultima puntata, probabilmente una delle migliori di questa seconda stagione. Questa puntata è interamente dedicata alla battaglia di Blackwater (delle Acque Nere in italiano). Per quanto ci siano tagli e cambiamenti dovuti al budget, questa puntata è assolutamente stupenda sia per gli effetti speciali, l’altofuoco è davvero stupendo, sia per i personaggi, sia per come è stata resa la battaglia. Va dato merito al regista dell’episodio Neil Marshall e allo stesso Martin che ha scritto quest’episodio. E’ una puntata epica come poche. Tyrion è stupendo come al solito, riesce a contenere gli assalitori, riesce a tenere alto il morale delle truppe dopo che Joffrey torna impaurito nelle sue stanze, combatte e ammazza. Davvero stupendo e bravissimo Peter Dinklage. Bravissima anche Lena Headey sia nel suo dialogo con Sansa, sia nella scena finale prima dell’arrivo di Charles Dance che fa proprio un’entrata trionfale. Mi è piaciuto poi molto il dialogo tra il Bronn e il Mastino e poi quello che è succede a quest’ultimo è davvero rappresentato benissimo. (e comunque Sansa è davvero cogliona a rimanere lì). Avevo molto aspettative in quest’episodio perché succedono molte cose, la battaglia, il tradimento di Ser Mandon, l’arrivo del “finto” Renly, e tutto mi ha soddisfatto.  Il tocco di classe poi è il fatto che hanno cantato la canzone, che spesso sentiano nei libri, “The Rains of Castamere“, oltre che sentirla cantata da Bronn e dai soldati Lannister per farsi coraggio è bellissimo sentirla alla fine, cantata in quel modo, che chiude fantasticamente questo episodio. Il prossimo è l’ultimo. Valar Morghulis.

 Immagine presa da qui.

Game of Thrones 2×08

Perdonate il mortale ritardo nel parlare di questo ottavo episodio della seconda stagione di Game of Thrones ma la settimana è stata molto piena. Ormai a due episodi dalle fine di questa stagione è ora di fare un punto, almeno parziale, sulla valutazione che do a questa nuova stagione. E’ sicuramente una season molto positiva, ci sono si alcune scelte che non condivido, ma nel complesso rimane uno dei migliori telefilm dell’anno e che siano mai stati fatti. C’è una critica feroce che alcuni fans dei libri stanno facendo e cioè che questa stagione si sta allontanando troppo dai libri, si prende troppe libertà e fa troppi cambiamenti. Sono parzialmente d’accordo. Perché? Perché comunque è un adattamento, l’adattamento non deve ripercorrere filo per filo il materiale originale, sennò sarebbe un mero copia e incolla. No, deve adattare al meglio il materiale per rendere, in un altro media, le emozioni, il sense of wonder, tutto quello che uno prova leggendo i libri di Martin. E in questo la serie ci riesce benissimo, certo si prendono alcune libertà che anche a me fanno storcere il naso. Il fatto che non ci siano i Reed con Bran e Rickon e soprattutto il fatto che non ci sia Reek insieme a Theon a consigliarlo mi lascia assai contrariato. Questa è una scelta che non condivido ma che capisco. Il problema dei fans è che non si mettono nei panni dei produttori e rimangono fans sfegatati. Adattare i libri di Martin non è facile. Anche se, nel formato del telefilm, si hanno molte ore a disposizione, si deve tagliare qualcosa sia perché troppi personaggi disorientano lo spettatore, sia perché devi dare importanza più ad uno che ad un altro, sia per problemi di budget. Certe battaglie le abbiamo solo intraviste perché il budget del telefilm non è abbastanza da poter garantire la messa in scena di certe, certi personaggi li introdurranno nella prossima stagione perché i produttori temevano che introdurre troppi personaggi nella seconda stagione sarebbe stato deleterio. Altri personaggi sono stati accorpati per lo stesso motivo, altri sono stati sostituiti con qualcuno di più importante. E’ normale che ci siano dei cambiamenti anche perché… che gusto ci sarebbe a vedere un telefilm del genere e a sapere esattamente come avverrà tutto? E’ anche bello essere sorpresi. Certo, come ho detto il fatto che non ci sia Reek toglie molto al pathos e alla storia di Theon e di quel che verrà. C’è una scelta, per esempio, che ha fatto molto discutere, almeno da quel che ho sentito e letto, cioé che Tywin Lannister sia ad Harrenhal e abbia delle scene con Arya. Personalmente ho apprezzato moltissimo quelle scene, sono tra le migliori di questa stagione, abbiamo approfondito molto un personaggio come Tywin, cosa che nei libri non era presente in questo modo. La chimica che c’era tra Arya e Tywin, i loro sguardi, era veramente qualcosa di eccezionale. E se per questo abbiamo dovuto sacrificare Vargo Hoat, chissene frega. Altro esempio, il fatto che alcune cose non avvengano quando sono avvenute nei libri… bella forza, nei libri, spesso, le vicende avvengono in contemporanea ma noi, per forza di cose, leggiamo i vari capitoli uno dietro l’altro… nel telefilm questo non lo possono fare e per lo stesso motivo alcune cose devono essere velocizzate. Comunque parlando degli aspetti positivi della stagione, oltre alle magistrali interpretazione di Charles Dance e Peter Dinklage e degli altri attori, devo dire che le scenografie e la fotografia sono davvero molto belle, i paesaggi del Nord oltre la Barriera battono tutto. E’ tutto o quasi perfetto, gli unici difetti sono che si i metalupi sono grandi ma non li vediamo mai e alcune scelte di tagli e cambiamenti che ho detto. Passiamo all’episodio di questa settimana The Prince of Winterfell. Fantastico come al solito Tyrion (la scena tra lui e Bronn è stata davvero divina) che riesce a fare fessa la sorella, bellissima scena, anche per il sangue freddo del Folletto e per la sua apprensione per Shae. Oltre la Barriera finalmente si smuove qualcosa e ci viene presentato Rattleshirt che è abbastanza terrificante. Jon Snow continua a fare troppo il coglione speriamo che si riprenda perché deve fare tanta strada ancora… Fantastici come sempre i dialoghi tra Arya e Tywin e Jaqen (che resta uno dei personaggi migliori della stagione). Catelyn vince la palma della più odiosa e della più idiota così come nei libri, bravissima l’attrice a rendere il livello di stupidità del personaggio. Ok so che lo fa per le figlie ma è una stupida. Robb finalmente si impalma Lady Talisa per la gioia dei nostri occhi. E non mi dispiace molto che Lady Talisa abbia sostituito l’altra lady di cui si innamorava Robb nei libri. Almeno ci da modo di conoscere già un po’ Volantis. (…. ma non è che era una chicca proprio per chi, come noi, ha letto l’ultimo libro di Martin?) Stupendo il dialogo tra Jaime e Brianne. Si prometto scintille! Come è davvero bello il dialogo tra Davos e Stannis, davvero bello. Comunque bisogna dire che, per quanto abbiamo cambiato certe scene e personaggi, i dialoghi sono proprio presi pari pari dai libri. Infine mi è piaciuto molto il dialogo tra Yara cioè Asha e suo fratello Theon. E Theon fa di nuovo la figura dell’idiota. Evvai! Infine si è rivelata esatta la mia supposizione, alla fine Osha ha fatto tornare i piccoli Stark a Winterfell nella cripta di famiglia… e il Bastardo sta arrivando…

 Immagine presa da qui.

Game of Thrones 2×07

Sono in ritardo con il post lo so, ma ho avuto alcuni contrattempi come aver comprato il nuovo “pezzo” del nuovo libro di Martin e quindi sono impegnato. Dannata sia la Mondadori quando divide così i libri. E dannato sia io che poi tanto li compro. Passiamo all’episodio, le scene che mi sono piaciute di più sono quelle tra Tyrion e sua sorella Cercei, quando la Regina si confida ed ammette che il suo primogenito è un sadico coglione. Tutta la scena è stata sublime, soprattutto il fatto evidente che Tyrion volesse consolare la sorella ma non riuscisse a farlo a causa di tutto che ha passato nel corso della sua vita. Poi io ormai adoro Lord Tywin è fantastico, il suo dialogo con Arya, gli sguardi che si lanciavano, il fatto che lui abbia capito che Arya sia di nascita nobile … ecco preferisco di gran lunga questo Tywin a quello dei libri, così tanto che… beh penso abbiate capito. Invece da altri parti notiamo il ritorno in pompa magna di Jaime che per scappare non esita ad uccide suo cugino ser Alton. Anche questo dialogo tra loro due è davvero bello, denso di significati. Bello davvero. Come anche il dialogoscontro tra Jaime e la odiosa “non vedo l’ora che schiatti” Catelyn. Bella poi la sorpresa, al di là del mare, di Xaro e del maghetto Pyat Pree (e anche in questo caso il personaggio acquista uno spessore molto maggiore rispetto al libro). Mi stavo quasi dimenticando merita anche menzione il dialogo tra Sansa e Cercei, interessante perché, insieme alla scena con Tyrion, ci fanno capire meglio il personaggio. Cosa c’è altro da dire? Theon fa la figura del coglione così come Jon. E per me i due bambini Stark sono tornati indietro e si nascondono a Grande Inverno. Se sono andati avanti si viene a rovinare una bellissima scena dei libri. Comunque sinceramente, come ha detto Tanabrus, lascia molto a desiderare come hanno gestito la storyline di Theon e della sua conquista di Grande Inverno. Per concludere spero che la finta sorella di Theon, Yara muoia e torni la vera sorella cioè Asha che è decisamente più gnocca e cazzuta. Dance with Dragons docet!

Muses – Booktrailer contest

Ho recentemente partecipato al contest del booktrailer di Muses il nuovo libro del Falco, non vincerò sicuramente ma l’importante è partecipare. Quindi ecco qui il video, spero vi piaccia.

http://www.facebook.com/v/3907292001671

La voce che sentite nel video è, ovviamente, quella di Mad Dog. Purtroppo la scarsezza del mio microfono ha reso il suono della voce poco pulito. Si sentono degli scatti che non ci dovrebbero essere. Poi a causa della soundtrack si sente poco l’effetto eco e riverbero della voce di Mad. La soundtrack è la sigla di Hercules The Legendary Journey, il famoso telefilm con Kevin Sorbo. I film da cui ho tratto le scene “mitiche” sono Troy, Scontro tra Titani e Immortals. Invece le scene nel mondo moderno sono state prese, per Roma, da Angeli e Demoni e per Londra da V per Vendetta e da un episodio del telefilm Luther. Per quanto riguarda la protagonista, Alice, si vede è Io che in Scontro tra Titani è interpretate dall’attrice Gemma Arterton. Si intuisce poco del suo vestito e quel poco che si vede potrebbe anche essere un vestito “moderno” quindi ho pensato che potevo utilizzarla. Zeus invece è proprio Zeus interpretato da Liam Neeson in Scontro tra Titani. Per quanto riguarda, invece, i poteri di Alice dato che non, sinceramente, non so che razza di poteri potrebbe avere ho utilizzato una scena di Angeli e Demoni che, ho pensato, poteva andare bene. Le palle di luce vanno sempre bene quando non sai che razza di poteri hanno le protagoniste dei libri! Avrei voluto usare più scene da Immortals… ma non so, alla fine, non mi sono sembrate fatte al caso nostro. Tranne la scena del monumento, che c’è nel video, che avevo immaginato subito di mettere appena avevo immaginato il video da fare.

Game of Thrones 2×06

Siamo già al sesto episodio, ne mancano solo quattro e questa stagione sarà finita. Sta decisamente passando troppo in fretta anche perché stanno comprendo molti eventi di alcune storyline. Soprattutto per quanto riguarda Bran e Theon. Per fortuna non ricordo proprio bene la perfetta successione degli eventi, ma ricordo bene che non fu così veloce la conquista di Grande Inverno da parte di Theon. Stanno condensando troppo. Lo capisco, è una serie televisiva e non possono permettersi di andare per le lunghe e devono pure contenere i costi, certe cose bisogna farle avvenire off screen e farcele sapere dai personaggi invece di farcele vedere… ma comunque si sta perdendo troppo. Ormai penso che i due Reed li vedremo nella terza stagione, dovranno farli entrare nella storia in qualche modo. Passando alla storia dell’episodio, tranne questo spiacevole fatto mi è piaciuto. Bella la rivolta ad Approdo del Re, stupendi come sempre Tyrion (altro ceffone al nipote, evvai!) e Re Joffrey che agisce da solito psicopatico. Stupenda poi la scena in cui il Mastino salva Sansa dall’aggressione che stava subendo. Poi che dire, la parte di Arya nel castello diroccato di Harrendal con Tywin Lannister e con Jaqen mi stanno piacendo sempre di più. Ben fatte, sono tra le migliori di questa stagione.  Mi stanno quasi facendo piacere Tywin cavolo! (tra l’altro Charles Dance lo interpreta davvero divinamente!). Devo dire, poi, che, anche se sospettavo come sarebbe finita sono stato in tensione nella scena in cui Ditocorto parla con Tywin e per poco non riconosce Arya. Un’altra scena davvero bella! Un personaggio che mi sta piacendo molto è Ygritte che da il giusto filo da torcere a Jon. Stupendi, qui, i paesaggi. (Gli attori si devono essere morti di freddo!).  Parlando poi, in maniera più approfondita, di Grande Inverno, alla fine, comunque mi è piaciuto come è avvenuta la conquista di Theon. E mi è piaciuta anche la morte di Ser Rodrick e l’indecisione di Theon che ancora non è completamente convito della scelta che ha fatto. Tra l’altro caro Theon chiama Crixus così ti insegna a tagliare per bene una testa in un sol colpo ed eviti di fare macelli come hai fatto! Ultimo appunto… per quanto nei libri non lo faceva e per quanto mi piaccia l’attrice, trovo Daenerys un pochino troppo altezzosa, ok che è la Madre dei Draghi, ok che è una Targaryen… ma a tutto c’è un limite! Comunque sono curioso di vedere, un po’ lo immagino avendo letto i libri, cosa succederà nel prossimo episodio! Anche perché Theon si è fatto fregare come il coglione che è da Osha (…vabbè mi sarei fatto fregare anch’io forse nel suo caso… XD) quindi chissà cosa farà… per vendicarsi!

Lost in the Muses

Ci hanno abbandonati. Non so di preciso quando sia successo, ormai contare il tempo è diventato molto difficile, ma è successo. Loro ci hanno lasciati soli al buio delle nostre misere esistenze mortali. Loro le Muse. Schifate da cosa eravamo diventati, da come distruggevamo il pianeta, da quanto male potevamo fare al prossimo. Sono andate via. L’hanno annunciato in mondo visione. Tutti l’hanno saputo. Non ci perdonavano soprattutto di averle dimenticate. E ci hanno maledetti. All’inizio non abbiamo fatto caso alla loro maledizione. Ce ne siamo fregati. Poi fu il caos. La fine di ogni civiltà. La loro maledizione sembrava poca cosa. “Finché esisterà la razza umana nessuno di voi potrà più apprezzare l’Arte, qualunque forma di Arte esista, qualunque divertimento possa rallegrare la vostra patetica vita mortale.” E così fu. I cinema erano vuoti, così come gli stadi di calcio o i teatri. I libri e i fumetti giacevano invenduti nelle edicole e nelle librerie. Non si produceva più intrattenimento. Si innescò una gigantesca crisi mondiale e i governi risposero inasprendo il rigore. Inoltre, dato che il tempo libero ormai era inutile, si iniziò a lavorare anche quando di solito ci si riposava. Ormai nulla poteva rallegrare e dare giovamento all’umanità. Poi venne il caos. La gente stufa di lavorare di continuo e di non poter svagarsi iniziò ad ammazzarsi, a lottare per il territorio. Prima caddero gli stati più poveri, poi tutti gli altri. La furia e la pazzia dilagarono per il pianeta….

Ho perso tutto a causa delle Muse. E per questo ho deciso che mi vendicherò di loro quando potrò…

Non è difficile trovare certe cose… anche in questo mondo qualcosa è rimasto. Si rimasto. Di cattivo. E di letale. Nuova. Si. Sono pronto.

Ahahahahahahahah sono tornate. E proprio qui. Si qui. Da me. Che fortuna. Si che fortuna. Ed ho con me l’arma. Oh si è pronta. E’ tanto bella lei.

La gallina canta. Oh si se canterà. Si. Carta la gallina. Si la carta della gallina. Oh si. Con la carta la gallina viene meglio. Sopra. Oh si.

Oh si.

Sono pronto. Oh si. Si. So dove lo fanno il ritrovo delle Muse. Maledette. O benedette? No, no. Male. Oh si, oh si.

Presentano loro. Oh si. Sono tornate. Hanno un falco con loro. Ma la gallina è di carta. Oh si. E la gallina uccide il falco con la carta. Oh si.

Ho tutto con me. Vendicherò tutto quello che perso. La gallina di carta del lesso aperto del camino del vicino di re di gesso che porta il ratto della luce ai lupi dell’aurora del gioco del coniglio. Oh si. Si. Vado.

Le vedo. Eccole davanti a me. Insieme a quello scrittore falco. Oh si. Oh si. Con le patate di sabbia lui lo faccio. Oh si. Oh si. E gli lanciano le pietre.  A chi se non Ermete? Oh si. Oh si.

 

Mad Dog era in ritardo. Dannatamente in ritardo. Si era intrattenuto troppo al suo pranzo di lavoro. Alla fine i suoi ospiti avevano parlato poco. Li aveva subito uccisi per poterli mangiare per bene. Tanto erano criminali. Robin Hood sarebbe stato fiero di lui, anche se pensava forse lui non aveva mangiato lo Sceriffo di Nottingham. Comunque ormai mancava poco era quasi giunto al luogo dove ci sarebbe stata la presentazione di Muses il nuovo libro del Falco. Il suo scrittore preferito. I suoi personaggi erano i più saporiti che avesse mai mangiato, altro che quelli di Licia Troisi! Voleva andare a questa presentazione perché voleva vedere se c’erano veramente le Muse. Non aveva mai provato una Musa… sia come amante che come cibo. E a lui piacevano le novità di tutti i tipi! Era quasi giunto quando il suo senso di ragno  di demone cornuto gli fece capire che c’era un qualche pericolo intorno a lui. Mad Dog era camuffato come suo solito in modo da non farsi riconoscere. Era alto più di due metri, aveva i muscoli di un wrestler dopato, la sua struttura ossea era quella di un afro-americano ma aveva la pelle da albino, completamente bianca. Inoltre indossava quello che pensava essere una bellissima giacca leopardata bianca e nera (anche il leopardo era albino probabilmente). I suoi capelli da rasta mal nascondevano degli occhiali da sole così brutti che nemmeno il più truzzo di Roma avrebbe osato indossarli. Completavano il suo abbigliamento qualche chilo di catene d’oro al collo, dei pantaloni mimetici e delle infradito. Il demone si guardò intorno. A parte un prete che stava scappando a gambe levate dopo averlo visto (non era l’unico ad aver avuto quella reazione quando l’avevano visto per strada quel giorno) c’era solo un’altra persona vicino a lui. Un uomo che puzzava come mille pantegane del Tevere. Il suo vestito, per quanto sporco e lacero, un tempo doveva essere di un certo pregio. Ora cadeva a pezzi e il demone poteva vedere i tarli che lo infestavano. Anche il corpo dell’uomo non era meglio. Sembrava in putrefazione. L’essere lo guardò con due occhi come braci. Qualunque cosa fosse non era più umano ed emanava pazzia ad ondate. Mad Dog capì era un lich. Un lich strano però infatti, aveva una vecchia rivoltella in mano. Arrugginita e inutilizzabile. L’essere si trascinava a stento e salmodiava alcune parole di continuo “Ohhh sciii… ohhh sciiii… Musssceeee… Falcoooooo”. Il demone cornuto era contento anche un altro essere soprannaturale voleva andare alla presentazione del Falco. Ehi non l’era l’unico! Almeno non si sarebbe annoiato a morte come succedeva di solito a questi eventi. Poteva parlare con qualcuno che poteva capire la sua grandezza. Si avvicinò al non morto che nemmeno lo guardò e sembrava non percepire la sua presenza. Il demone allora diede una sonora pacca sulla schiena all’essere chiamandolo:”Compagno mio!” La schiena gli rimase appiccicata in mano. Il resto si infranse nel terreno. Mad Dog proferì qualche genere di parolacce che nessun mortale dovrebbe sentire nella sua vita poi raccolse i pezzi del suo nuovo amico, che ancora ciarlava, e li buttò nel più vicino cassonetto. Subito dopo passo il camion dei rifiuti. Delle ossa si stritolarono.

“Beh… non era poi così simpatico come amico…” disse il demone affrettandosi verso la presentazione.

Crossover

Ecco la terza parte del vecchio blogracconto a puntate scritto da me, ValbericiMechanikwing, questa è proprio la parte scritta da Mecha che sono riuscito a rintracciare dopo che ci eravamo persi di vista da un paio d’anni. La prima e la seconda parte potete trovarle qui.

_________________________________________________________________________________________________________________

Ancora mappe. Che strazio.

Il giovane Steppembaum stava seduto in una piccola tenda di colore chiaro: attorno a lui, ogni superficie orizzontale e verticale era ricoperta da carte, per lo più planimetrie e rapporti dai gruppi di ricerca. Dall’entrata, una lama di luce del sole di Turchia gli colpiva un ginocchio da due ore; il calore, simile a quello dell’acciaio bollente, appena mitigato dal costante alito di vento salmastro che proveniva da oltre il promontorio. Stava finendo di leggere gli aggiornamenti, e ancora non riusciva a credere quanto “quel vandalo di Schliemann”, guidato solo dal suo primordiale e scriteriato istinto romantico, fosse andato vicino alla verità: i nuovi rapporti confermavano la notizia bomba lanciata nel 1999, che Ilio c’era davvero; e non era quel piccolo insediamento che si credeva all’inizio, ma una città enorme. Le ultime stime dei gruppi di ricerca indicavano un’area di rovine di decine di ettari, cioè una vera mostruosità anche per la concezione antica di “megalopoli”, e paradossalmente improbabili assedi decennali venivano ormai trattati quasi come un affare di ordinaria amministrazione per un centro abitato con quei numeri; questo e altri progressi rendevano il lavoro degli appassionati pieno di entusiasmo, anche se lui, una copia dell’Iliade del Monti sempre in tasca, purtroppo non si trovava lì per assecondare un suo sogno che pure aveva fin da bambino.

Sedeva immobile e rigido, tormentando il foglio che aveva sotto gli occhi stanchi, ignorando qualsiasi impulso che non fosse finalizzato a portare a termine la sua missione; e la sua missione era quella di riuscire a guardarsi allo specchio. Non nel senso metaforico del termine: non era mai stato un gran che come cattivo, e lo specchio avrebbe comunque avuto dei seri problemi a trovare qualche nefandezza da mettergli davanti per conto della sua coscienza; il problema era molto, molto più preoccupante, e lo perseguitava dall’inizio del mese, quando si trovava a Torino.

L’ennesima giornata afosissima in una deprimente biblioteca, in compagnia di un suo illustre congiunto/defunto dalla biografia tutt’altro che allegra, gli aveva presentato un conto salato: crollo da stress, e due giorni fermo in camera sua dopo una veloce visita al pronto soccorso, dove un laconico infermiere lo aveva congedato dicendogli “letto e camomilla e starà benissimo”. E uno Steppembaum segue sempre le intuizioni della Scienza, anche quando vengono da un pragmatico e annoiatissimo infermiere torinese con l’aria di chi si sveglia solo in presenza di ferite da arma da fuoco o crisi cardiache.

Il primo giorno a letto era stata una soddisfazione assoluta: 18 ore di sonno sparse casualmente durante tutto il corso della giornata, genitori rassicurati via telefono, neanche l’ombra di un libro in tutta la camera d’albergo; il secondo giorno da dietro la tenda della doccia aveva azzardato un’occhiata alla sua faccia, guardandosi nello specchio sopra il lavandino per vedere se sembrava ancora un fantasma e se fosse il caso di farsi la barba. Pessimo errore.

Si era ritrovato mezz’ora dopo, accovacciato sotto l’acqua corrente con la testa tra le mani, mentre rombi di tuono, visioni di paesaggi e di persone che non aveva mai visto, e un paio di splendenti figure che sembravano uscite direttamente dall’Iliade in fiamme e gloria gli incidevano in testa le loro parole. Quando l’acqua gelida divenne una frusta insopportabile uscì cautamente dalla doccia e cercò di riprendersi, mentre le visioni di volti sconosciuti ma familiari continuavano imperterrite il loro messaggio su Atlantide, e sulla loro ultima speranza di sopravvivere alla guerra cosmica che minacciava di estinguere per sempre una civiltà dalle radici così antiche e potenti da essere entrata nella leggenda. E, ovviamente, tutto il resto… ma lui era un fissato, e quando si parlava di storia antica qualsiasi altra cosa passava in secondo piano.

Lo specchio gli aveva regalato altri momenti terribili da quel giorno, così era diventato imperativo riprendere le ricerche da dove le aveva lasciate il suo antenato, per scoprire se le sue erano allucinazioni di un pazzo, oppure una verità troppo grande che la sua mente non poteva ancora accettare. Insomma, per riprendere la sua vita aveva bisogno di una prova di una delle due alternative; lui era sinceramente convinto della prima, ma visto che entrambe lo portavano agli scavi di Ilio si era ritrovato, senza pensarci più di tanto, a prosciugare il suo fondo personale, partire su due piedi e farsi assumere con altrettanta rapidità come volontario degli scavi, per soli “tenda e snack”, ovvero la versione di “vitto e alloggio” per archeologi dilettanti e disperati. Una buona parte dei fondi prosciugati era evaporata nel finanziamento di certe lettere di presentazione, ma perché divagare…

Era lì da due settimane, e il suo lavoro era quello di studiare testi antichi per capire dove iniziare i prossimi scavi, sperando di trovare un’area abbastanza importante da consentire scoperte rilevanti: poteva spaziare in tutta l’area senza restrizioni, esaminare reperti… Aveva potuto cercare la sua prova; e, visto che non aveva ancora scoperto niente su Atlantide o su delle guerre cosmiche, era felicissimo di poter iniziare a credere di essere impazzito per un breve periodo come può capitare a chiunque ogni tanto, e che sotto non c’era nient’altro di preoccupante. I soldi erano finiti; il turno come volontario finiva la settimana prossima; stava per tornare a casa, dove avrebbe potuto cercare lo psicologo più vicino e farla finita. Le uniche cose che lo trattenevano dall’abbandonare la sua ricerca all’istante erano la sua accademica testardaggine nel voler essere sicuro di ciò che voleva dimostrare a se stesso, e due splendidi occhi che aveva visto tra gli scaffali di alluminio del deposito dei reperti. Conosceva poco quella ragazza, ma si erano aiutati parecchio a vicenda nei rispettivi lavori e ricerche fidandosi l’uno dell’altra: era abbastanza introversa, e spesso aveva un’aria malinconica quasi stesse scavando sulle rovine di un posto che aveva abitato e amato; ma ogni tanto sapeva sorprenderlo con sprazzi di gioia che avevano su di lui lo stesso effetto dell’aver assistito a una resurrezione. Quando si cercavano qualche posto isolato per stare da soli ognuno con i propri pensieri, spesso finivano per incontrarsi: presto era diventato un gioco, una cosa particolare e mai successagli prima; in poco tempo non riuscivano più a evitarsi; e nel giro di una settimana, non riuscivano più a smettere di cercarsi. Non se ne sarebbe andato da lì senza sapere se il destino avesse in mente qualcosa per loro due; forse, anche questa era accademica testardaggine.

Intanto evitava accuratamente gli specchi, ma continuava a pensarci, e un giorno si ricordò di un oscuro appunto che il suo antenato aveva affidato al suo diario, qualcosa riguardo alla sede dell’anima. Lo cercò nel suo portatile, e quello che trovò lo lasciò con lo stomaco sigillato.

“Secondo parte delle civiltà del mediterraneo un punto privilegiato per individuare la presenza della vita è nelle ginocchia, mentre quella dell’anima è nella bocca… come già Monti, nei suoi endecasillabi:

Già l’alma errava sulle labbra, e certo

di veder mi credetti in questo giorno

l’ombre dei morti e la magion di Pluto

…dice Ettore quasi morto in battaglia. Schliemann mi parlò della Bocca di Apollo, il luogo in cui le anime dei troiani dimorano per sempre insieme alla loro conoscenza e il futuro destino…”.

Quando l’aveva trascritto sul suo portatile un mese prima, aveva pensato solo al fastidio che provava pensando che neanche la sua passione per l’Iliade era una cosa personale ma ereditata; ma ora le domande erano altre. Ritirò improvvisamente il ginocchio dall’assalto del sole, si chiuse nella tenda, cercò di contenere il tremito simile a quello della febbre che lo stava assalendo. Quali anime stanno ferme in un posto per sempre? Quelle senza pace. Quali morti hanno un destino futuro? Quelli che in realtà non sono morti. Gli scomparsi, coloro che non hanno ancora combattuto l’ultima battaglia. Gli eredi di Atlantide.

Cercò nelle mappe, ma ricordava che il tempio di Apollo era già stato esplorato. Raccolse le sue cose e si avviò verso gli scavi, ma non trovò nulla; allora andò nell’unico posto in cui poteva ancora avere delle risposte, il magazzino dei reperti. Era l’ora di pranzo e non c’era nessuno dentro; cercò nel catalogo fino a trovare i pezzi ritrovati nel tempio di Apollo, e ne trovò uno, che da solo valeva tutti i soldi spesi negli scavi: una maschera votiva, in oro, dedicata al Dio delle arti e della poesia, il portatore della spada d’oro che sfoderava solo per ordine di Giove, del quale aveva portato spesso la terribile Egida in battaglia. Un volto privo di occhi, incredibilmente liscio dopo millenni; una singola lamina di metallo era stata usata per creare quelle fattezze forti e sensuali, ed era stata sapientemente e delicatamente ripiegata verso l’esterno per poter ottenere le labbra. Stando bene attento che non arrivasse nessuno, la osservò da tutte le angolazioni, provò a infilarla, ne rilevò tutti i particolari. Niente, a parte forse… Lamina ripiegata.

Non credeva a ciò che stava per fare. Estrasse il coltello, lo insinuò sotto il bordo della lamina del labbro inferiore: mentre il cuore gli martellava nel petto al pensiero degli anni di galera che si sarebbe fatto, e per la paura di trovare qualcosa, iniziò ad allargare la lamina, finché non sentì qualcosa spostarsi al suo interno e alla fine cadere a terra. Con urgenza ma con la massima attenzione richiuse la lamina cercando di farla combaciare col mento come prima, e dopo aver rimesso a posto il preziosissimo reperto prese da terra l’oggetto della sua vera missione: due pietre perfette, due piccole sfere che sembravano perle, di cui una era candida come un sole in miniatura, mentre l’altra era un frammento di tenebra. Ormai respirava a tratti, la gola sembrava chiusa e aveva i crampi allo stomaco dalla tensione; ancora inginocchiato le avvicinò agli occhi, e si ricordò delle parole sussurrate da un uomo dal volto così simile al suo:

“Cerca il luogo dove gli opposti sono nati, e saprai come fermare questa guerra…”

«Allora c’è qualcuno che sa, dopo tutto». Una voce calma e sottile, dura come una staffilata, lo sorprese facendolo saltare in piedi.

Lei.