Voi lo sapete, essendo mie care vittime, che a me piace girare per le varie dimensioni dell’Omniverso, sono stato in tanti posti, uno dove non esisteva la grappa, uno dove i rossi avevano conquistato il mondo ed uno persino dove al posto della razza umana c’erano degli strani esseri tutti pelosi, non riuscivo a distinguere i maschi dalle femmine! Non che fosse un problema quando me li sono fatti tutti a pecora… Comunque parlavamo dei miei viaggi, ultimamente ho visitato una dimensione assai pallosa, si chiamava tipo L’esth, L’esp, LSD, non ricordo con precisione. Mi ricordo che era pallosa. Con tutti ‘sti idioti che adoravano divinità idiote, chi Fenice (si quella della Marvel, non stufa di averci rotto i maroni con le sue resuscitazioni!) e soprattutto c’era chi adorava l’Acqua Lethae. Si quella della particella di sodio che sta da sola. Si quella. Non la Ferrarelle, non l’Acqua Panna, l’Acqua Lethae che nemmeno mi fa fare plin plin quando vado al bagno! Siccome quelli che adoravano l’Acqua della particella di sodio erano i più idioti, ho deciso di fargli uno scherzo… ho mangiato la loro divinità (che era anche indigesta) mi sono sostituita a lei e ho ordinato ai suoi fedeli le cose più strambe. Come cercare la famosa particella di sodio, immolarmi le loro vergini, fare uno strano simbolo mezzo cerchio e mezzo triangolo che loro chiamano treskè (credo per il fatto di Renato Zero e la tresca del triangolo no…) sulla fronte dei loro neonati, tagliare i capelli e la barba ad Alan Moore, crocifiggere certi scrittori e dare poi la colpa al Gambero Gigante e dulcis in fundo fargli fare lo sci di fondo nella lava. Ed hanno fatto tutto. Finché nel villaggio non è rimasta una vecchia acida di cui non mi ricordo mancò il nome. Che faccia che fece quando gli rivelai la verità! Beh non è che la ricordo poi bene, dato che l’ho mangiata subito dopo alla tizia. Però ricordo il suo nome Julia, era la ragazza di Ken Shiro. Si, si era proprio lei. Siccome era in là con gli anni, sapeva un po’ di tappo… Dopo il villaggio delle Lethae Immondo mi sono diretto verso un luogo di perdizione, di maleodoranza e di maldicenza. La rocca di Tarass o era Tarnass… no aspettate, ecco! Tamassattassatta! No… ecco si Melissa Satta! Mi sto confondendo. Insomma la rocca del supercattivo. Non era molto buono, aveva un sapore di cenere misto a guano di pipistrello, però che combattimento! 2,01 millisecondi. Quello che è durato di più. L’ho sconfitto con l’aria mefitica del mio duodeno, sapete la tizia Jurah, era un po’ pesante… Comunque dopo essere divenuto il nuovo Signore Oscuro di Lenth e dopo essermi scopato per giorni una certa Gludia, ho deciso di cambiare realtà, ormai mi era stancato di questa dimensione tutta religione, culti, adorazioni, che non fossero il mio ovviamente! Dopo Lenth ho visitato un posto… un’isola… dal nome molto sexy, Eteria… o era Eterium?
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Il Silenzio di Lenth
Premetto come al solito che io le recensioni non le so scrivere, se volete trovare recensioni del libro di Luca potete trovarle due, una qui e una qui. Cosa posso dire del libro di Luca? Che le prime quaranta pagine, l’inizio, mi ha fatto quasi addormentare, per quanto interessante, era troppo confuso… poi però il libro migliora nettamente con la storia di Windaw. Sicuramente l’aspetto più innovativo di questo romanzo è quello religioso, che mi ha ricordato molto il videogioco Black & White. Anche se qui non c’è nessuna creatura gigante. L’aspetto in comune è la divinità che controlla e gestisce la vita di tutte le persone che la adorano. Adoravo quel gioco perché si poteva scegliere se essere cattivi o buoni… non potevo resistere alla tentazione di lanciare i villici dall’altra parte del mondo. Non che le divinità di Luca lancino le persone dall’altra parte del mondo, ma comunque le comandano a bacchetta, costrigendole a compiere ogni possibile azione che possa avvantaggiarli. C’è una bella riflessione sulla fede, sul culto, sulla religione, è una critica a certi aspetti di certe religioni e di certi culti. Non mi stuperei se trovassimo Luca crocifisso a testa in giù come vendetta da parte di qualcuno… Passando ai personaggi, quello che preferisco è Zoria, mentre tutti gli altri, soprattutto gli appartenenti alla “tribù” del protagonista Windaw mi sono parsi una manica di idioti.
Comunque aspetto il secondo libro, dato che questo mi ha veramente incuriosito molto e vorrei sapere come continua, perché come ogni libro fantasy che si rispetto fa parte di una trilogia…
Lucca Comics & Games 2009
Giovedì partirò per il Lucca Comics & Games 2009, il calendario sarà fitto di impegni tra disegnatori da andare a cercare, presentazioni di scrittori, fumetti e libri da comprare, amici da incontrare… vi segnalo comunque due cose che mi interessano. Alla Self Area potrete trovare lo stand di Avelion, la saga scritta dalla mia amica Alessia Mainardi, mentre il venerdì, allo stand della Curcio che credo si troverà nel padiglione Games, potrete trovare il mio amico Marco Varuzza con il suo libro Il TerzoRegno, Magia Neve e Morte. Io starò in giro, tutti e quattro i giorni, avrò con me sia il telefonino che l’Eeepc… quindi sapete come contattarmi per vederci… Chi di voi andrà a Lucca?
The Rat-Flying Girl
Sono tornato da un viaggio interessante e proficuo (per la mia pancia soprattutto) in una delle tante realtà parallele che ammorbano l’Omniverso. E’ una realtà che voi forse conoscete. Quella della Ragazza Drago. Avete presente? Quei libri strappalacrime per bimbiminkia e quarantenni senza un occhio, in cui la protagonista ha l’intraprendenza di un comodino, la possanza di una tazza del cesso e la destrezza di una puzzola in calore. O di un bradipo, fate un po’ voi. Non crediate che sia andato in quella discarica di mondo volontariamente! Non sono mica matto, non fino a quel punto almeno. Dovete sapere che Impo, il mio signore e padrone (potete far partire le risate registrate), mi ha ordinato, finendo la lettura del secondo libro di questa sega ehm saga, di uccidere brutalmente la protagonista. Perché? Perché gli sta sui maroni. E non è l’unico a quanto pare. Non è la prima richiesta che mi viene in tal senso. E deve dire che anche a me sta, anzi stava abbastanza sulle palle. Per gli smemorati, l’imbranata si chiamava Sofia, aveva un potere nascosto, di un ratto volante che si chiamava Thubar e doveva combattere il malvagio Nigcoso, un tacchino volante. Cioè più o meno. Certi libri io non riesco proprio a capirli fino in fondo. Comunque, sembra strano, ma questa missione è andata bene. L’ho completata (applausi prego). Devo dire che era molto semplice… volete per caso sapere come ho ucciso la protagonista di una remunerata saga della Mondadori? Presto detto… Allora, sapevo che questa portatrice sana di stupidità si trovava in un circo a Benevento. Ho abitato a Benevento, sapete nel periodo della caccia alle streghe, non mi sono mai divertito tanto in vita mia. Sesso, carne fresca e rock & roll… Ok, non c’era il rock & roll, ma si andava avanti, o almeno io lo facevo, scopando, futtendo e magnando! Bei tempi… Sto divagando… dicevo, insomma mi trovavo in ‘sto circo. Che vi debbo descrivere un circo? Sapete com’è fatto? Non ci siete mai stati? Minchia che infanzia da schifo che avete avuto… Comunque c’era un tendone gigantesco, carri, roulotte, animali, umani e chi più ne ha più ne metta. Loro non possono vedermi, sono invisibile (servono a qualche cosa i miei poteri demoniaci…) e sento che la mia preda è vicina (infatti dovete sapere che la Regina degli Imbranati ha un’aura particolare, credo sia dovuto al ratto con le ali…). La vedo che si aggira tra le tende. Ci sono orchetti che sono più sexy di questa zucchina rosa. Il pensiero di un orchetto in lingerie mi distrae un attimo, tanto basta per farmi scoprire dalla ragazza-sorcio-volante. Sa che sono qui per farla fuori. Penserà che sono un emissario di Nigcoso. Chissene frega. Impo non mi ha mica detto che devo essere discreto. Sfodero tutto il mio potenziale. E dove prima non c’era nulla, ora c’è Mad Dog il demone ribelle. Alto più di due metri, altrettanto largo, rosso come la perdizione, sexy come non mai, con il cazzo già eretto pensando all’orchetto. Lei fa una faccia stupita, pienamente sorpresa, non si aspetta uno come me, anzi non si aspettava nulla. Mesa che mi sono sbagliato e non mi aveva visto. Deve averle dato troppo credito. Mi preparo alla battaglia. Ma lei scappa con la coda tra le gambe come un coniglio impaurito. Anzi un coniglio sarebbe scappato in maniera più decorosa. ‘Sta qua inciampa e cade malamente sul terreno. Manco avesse i lacci delle scarpe legati insieme. La raggiungo in un secondo e sono sopra di lei. Se fosse un po’ più grandicella e bona potrei anche pensare di farmela, ma mi basta aver pensato all’orchetto per la dose di schifezza giornaliera. Sento qualcuno gridare. Mi giro. E’ quella zingara della sua amica. Lidja mi sembra che si chiami. Con lei faccio un pensierino per dopo. Se ho tempo e modo, la conquisterò, però prima debbo ammazzare la sua amica. La ragazzina del circo urla qualcosa.
“Sofia! Ora vengo a salvarti!” credo di udire. Questi giovani di oggi parlano come i bigliettini dei baci perugina. Qualcosa mi colpisce alla testa. Un masso. Guardo Lidja direttamente negli occhi mentre la sua amica cerca di dimenarsi nella mia stretta possente. La zingara trema visibilmente quando i nostri sguardi si incontrano. Le faccio paura. Intanto sento che la protagonista della Ragazza Drago se la fa sotto.
“Non provarci di nuovo Ninna, se non vuoi che la tua amica muoia!” La chiamo Ninna, perché è il suo nome in un’altra realtà, serve per disorientarla e ci riesco. Mi guarda in modo strano, quanto basta per strappare le ali che erano cresciute alla sua amica, sentire il suo urlo di dolore e rompergli il collo con una torsione secca dello stesso. Lidja mi guarda con odio e cerca di contrattaccare, ma io svanisco nel nulla, le lascio il corpo dell’amica per la sepoltura. Oggi sono buono. Mi dovrei trovare nella mia dimensione, nel mio antro, in realtà sono in un luogo interamente immerso nell’oscurità, un luogo che è oscurità. Capisco che sono stato rapito da Nigcoso. Dalla tenebra prende forma la sua faccia da rettile. E’ una viverna, sono buone fatte allo spiedo. Mi viene fame.
“Non so chi sei, ma mi hai reso un grande servigio… cosa vuoi in cambio?” mi chiede con quella sua voce da asmatico degna di Darth Fener.
“Io avrei fame…” e il resto è storia.
The Blade of Pain
Ho finito di leggere La Lama del Dolore, il primo libro della trilogia di Lothar Basler di Marco Davide. Ci ho messo qualche giorno più del previsto a causa del lavoro. Le premesse della lettura erano più che buone, avendo conosciuto Marco alla varie presentazioni e mi aveva fatto una bellissima impressione, dopo la lettura, le considerazioni sono ottime! Il libro, per quanto possa essere usato come arma contundente, si legge senza intoppi, tranne qualche errore di battitura non corretto nell’editing. La storia è interessante, il manipolo di anti-eroi assolutamente azzeccato, soprattutto il nano Rugni che potrebbe fare a gara con un altro nano che conosco, Krinko. La scrittura di Marco è molto descrittiva ma comunque scorrevole. Leggendo il tomo mi è venuta alla mente la serie della Torre Nera e, anche se poi c’entra poco, la scrittura di Marco mi ha ricordato Howard, Lovecraft e Haggard, insomma i grandi scrittori del mistero. Inoltre… ora non so se nessuno glielo fatto notare prima, ma sempre durante la lettura, mi sembrava di essere in uno dei quei librigame di Lupo Solitario. Mi ha riportato indietro durante la mia adolescenza… (e per questo non posso che ringraziare Marco, amo i librigame). Però ancora non capisco perché il libro mi ha fatto pensare ai librigame XD Tra i tanti meriti di Marco poi c’è il fatto che questo non è il solito fantasy (anche se io tranne qualcosa di Dragonlance “il solito fantasy” non l’ho mai letto, che sia un luogo comune?), anche perché il suo libro non è propriamente fantasy. Ci troviamo in un medioevo di un mondo parallelo intriso di mistero e di orrori, ma non ci sono, almeno per ora, centauri, elfi, draghi e tutto ciò che può essere fantasy puro. Quindi horror, mistero, stiamo dalle parti di Howard e Haggard che da quelle di Tolkien. Vi consiglio assolutamente questo libro, ora dopo La Lama del Dolore, mi dedicherò un po’ a Haggard e forse a leggere tutto John Carter da Marte.
Il disegno di Lothar Basler è di Mario Labieni che l’ha disegnato apposta per me ad una presentazione di Marco verso fine agosto…
Per finire, nel libro non piove così spesso come qualcuno accusa XD
Third Reign: The Forum
Finalmente ha aperto il forum del mio amico scrittore Marco Varuzza, autore del TerzoRegno, Magia, Neve e Morte, di cui trovate la mia impressione qui mentre potete leggere qui quella del mitico grappettaro Valberici. Che dire se non… iscrivetevi in massa! Anche perché la punizione per non iscrivervi sarebbe la seguente…
e non sembra decisamente rilassante è?
Hyperversum VS Timeline
Ecco un’immagine dal film di Hypervsum… ah no aspetta! E’ Timeline! L’errore può accadere dato che Hyperversum, soprattutto per la prima parte riprende pesantemente Timeline. Per il resto poi c’è molto Harmony, Barbie e Ken e l’invincibile Son Goku ehm Ian… A parte personaggi stereotipati, a parte situazioni al limite del ridicolo, alla fine il libro meriterebbe un 6. Però la copiatura di Timeline lo butta a 2.
Rimandato. Molto meglio Timeline.
Il Wusterking
L’atmosfera era fumosa. Il piccolo locale era soffocato da una cappa di fumo degna di uno di quei locali malavitosi che si vedono in certi film americani. Era orario di chiusura. Tranne un piccolo gruppo di loschi figuri, nessun cliente sedeva ai tavoli del “Giorni Perduti”. Suez, il barista, stava pulendo il bancone. Qualche incauto bevitore aveva scolato troppo alcol quella sera. Guardò verso lo strano gruppo di persone che stavano discutendo animatamente davanti a lui. C’era il Licantropo, Bulywif, che si puliva lo sporco invisibile delle sue unghie con un grosso coltello, c’era il suo amico Gus Van Zant, che fumava da ore un sigaro ormai consumato e poi c’era l’enigmatico Pilgrind, con la sua lunga barba bianca. Infine c’era il ragazzino, quello che mezza Dent de Nuit stava cercando, il Wunderkind. Stavano cercando di elaborare un piano di azione per battere il loro mortale nemico Spiegelmann. Suez notò che Rochelle si stava tenendo in disparte, impegnata a mettere ordine, nel caotico disordine, del retro magazzino. Da qualche minuto nessuno parlava. Ognuno di loro era immerso nei propri pensieri per cercare di trovare uno sbocco alla situazione di stallo in cui si trovavano. Il silenzio venne squarciato da un urlo disumano. Gutturale. Qualcosa di estremamente pesante cadde sul tavolo dove erano raccolti i salvatori del ragazzo. Quel qualcosa era un demone. Uno di quelli che ti sogni da piccolo dopo aver sentito le storie paurose di qualche zio burlone. L’essere si alzo in piedi, la sua testa raggiungeva il soffitto. Le corna erano nere, ricurve e solide come quelle degli stambecchi. La sua pelle era scarlatta, fatta di piccole scaglie d’ossa. I suoi occhi, gialli, simili a quelli di un gatto, saettarono per tutto il locale.
“Dove cazzo sono?” chiese l’essere con la sua voce profonda simile allo scorrere placido della lava vulcanica.
“E’ venuto a prendermi! Mi ucciderà come hanno fatto con i miei genitori! Moriremo tutti!” urlò il ragazzo buttandosi a terra piangente.
“Non succederà mai!” disse il pistolero sfoderando due Glock e puntandole contro il diavolo che vendendosi quegli scacciamosche puntati contro, rise di gusto.
“No! Moriremo tutti!” continuò il Wunderkind in preda ad una crisi di pianto.
Prima che Pilgrid o qualcun altro potessero fare qualcosa. L’essere sbucato dal nulla, che noi ben sappiamo essere il demone ribelle Mad Dog, incenerì il ragazzino, sparandogli una palla di fuoco.
“Ora si che si sta meglio! Chi lo vuole un po’ di arrosto di piagnucolone?” disse il diavolo estremamente divertito da quel che aveva appena fatto.
“No! Hai ucciso il Wunderkind! Ora come faremo a fermare Spilbergo? Spieglma… Spieglamm… il tizio con la faccia ad uovo, avete capito!” esclamò disperato il barbuto barbone di Parigi.
“Ragazzi non vi preoccupate, il Wusterking l’ho mangiato già al Burger King una volta. Sono sicuro che lo fanno anche da voi!” rispose Mad Dog che non aveva capito bene la differenza tra Wusterking e Wunderkind.
“Ma tu non capisci! E’ la fine di questo mondo! Pagherai per quello che hai fatto!” continuò Pilgrid che si stava preparando a lanciare un potentissimo incantesimo contro il demone cornuto.
“Non farla troppo lunga specie di Gandalf de noatri! Vi ripago il Wusterking!”
Ma ormai era troppo tardi. Pilgrid, ferito anche nell’orgoglio per essere stato chiamato come un magucolo di un libro fantasy, scagliò il suo più potente incantesimo contro Mad Dog. Il quale non dovette nemmeno sbadigliare per contrastarlo. Disse soltanto “Specchio riflesso, buttanti al cesso!” E con queste magiche parole la magica magia magicamente tornò indietro contro il mago. Riducendolo in cenere. Alquanto magicamente.
“NOOOOOO!”
L’immane e devastante urlo spaccò ogni le vetrate del locale. L’uomo dalla testa di uovo sodo entrò ne “Il Giorni Perduti”. Era il malvagio Spilberg, Spileglmmm, Spigaman, quello lì il cui nome ho copiato prima dal sito del libro.
“Mi mancava l’uovo con la carne abbrustolita!” esclamò Mad Dog scodinzolando. Passò meno di un secondo e il demone ribelle stava degustando il cervello del malvagio cattivo direttamente con le luride zampacce.
Il Licantropo e il pistolero, anche se avevano visto la fine precaria dei loro amici, decisero di tentare il tutto per tutto contro quest’essere infernale. Per risparmiarvi i particolari agghiaccianti, diremo soltanto che Mad Dog degustò la birra del locale accompagnata con lupo alla griglia e essere simile ad una cavalletta arrosto.
La Rarefatta tornò dal retro del locale e capì immediatamente cosa era successo. Quando il demone la vide, fu amore a prima vista. Solo per lui. Quindi la prese e la portò nel magazzino e ci fece i suoi porci comodo. Essendo demone, infatti, la poteva toccare. Quando ebbe finito e tornò nella sala principale del locale, trovò ad attenderlo la persona che meno si aspettava di vedere. Era un uomo di circa trent’anni, occhialuto, con una barbetta abbastanza lunga, alta e magro. Sembrava un professore, pensò il demone, a cui piaceva mangiare i professori, in salmì soprattutto.
“Razza di idiota decerebrato! Cosa hai fatto ai miei personaggi??? Come lo faccio finire il libro ora che hai ammazzato tutti? E’ me lo spieghi?” chiese l’autore di Wunderkind.
“Beh… puoi sempre dare la colpa al Gambero Gigante. Io lo faccio sempre!” rispose pronto Mad Dog.
“La Mondadori mi licenzierà! Nessuno vorrà essere mio amico su Facebook! Sarà la mia rovina! Non ci crederà nessuno alla storia del Gambero! Dove lo vedi un Gambero Gigante qui?” esclamò preoccupato lo scrittore.
“Ehm… veramente è proprio seduto accanto a te…”
“Lo sapevo io che non era la giornata giusta per andare in giro per le varie realtà con quell’idiota di demone! Sempre a dare la colpa a noi Gamberi Giganti! Che palle!” urlò il decapode uscendo inviperito dal locale.
“Ma come farò???? E’ colpa tua mi devi aiutare!” esclamò l’autore di fantasy per niente convito dalla soluzione gamberesca.
“Senti, la ragazza mi sta chiamando per il secondo round. E te stai diventando irritante. Vuoi fare la fine di questi altri?” disse il demone indicando i resti dei protagonisti del romanzo “Parlo io con Sandrone. Lo conosco bene. Siamo amici. MUAHAHAHAHHAHAHAHHAHAH” finì Mad Dog tornando nel retro del locale.
Allo scrittore non rimase che sedersi ad uno sgabello del bancone del bar ed ordinare il liquore più forte che Suez avesse nel suo “I Giorni Perduti”.
Winterfell
Ho finito di leggere il Grande Inverno. Martin è straordinario, la storia è davvero interessante, mi piace soprattutto quella di Daenerys, non solo perché è una bonazza da paura, ma anche perché parteggio apertamente per lei, spero proprio che lei ed i suoi draghetti taglino la gola ai Lannister. Poi nella mia personale classifica dei personaggi che più apprezzo metto Jon Show, il Folletto e Arya Stark. Invece chi proprio non sopporto c’è, oltre al principino Joffrey “speriamo che si strozzi con la saliva” Baratheon, c’è anche Sansa Stark e Lisa Arryn. Poi con il caldo che fa, sinceramente andare a Grande Inverno non sarebbe mica male, anche sulla Barriera, sia che buone granite che ti fai lì? Comunque sono riuscito a trovare su internet alcuni bellissimi disegni tratti dalle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, eccone alcuni, primo fra tutti Grande Inverno! E vediamo se indovinate chi sono i due personaggi 😛
Third Reign, Snow, Magic and Death
Ho finito di leggere, ormai quasi più di una settimana fa, un libro fantasy scritto da un ragazzo, Marco Varuzza, che a Monterotondo e pubblicato con la casa editrice Il Filo. Il libro si intitola Il Terzoregno, Neve, Magia e Morte. E, per fortuna, non è il solito fantasy. Certo ci sono alcuni elementi “classici” come la compagnia di “eroi” molto in stile D&D. E l’influenza del famoso del ruolo si sente molto durante la lettura del tomo. Non che questo sia un problema anzi. Sapete bene che io le recensioni non so scriverle, quindi parlerò solo diffusamente dei difetti e dei pregi che ho trovato nella lettura di questo libro. Sicuramente si nota che è il primo libro di Marco, sia per la scrittura, in cui, almeno secondo me, ci sono troppe ripetizioni di termini, sia per il ritmo iniziale della storia. Ma essendo il primo libro, penso sia normale avere certi difetti. Uno dei pregi di questo libro è l’originalità di certi aspetti, non ci sono i soliti elfi, i personaggi protagonisti non sono stereotipati ma sono ben caratterizzati. Poi non c’è quella seriosità scimmiottata alla Tolkien che molti fantasy classici cercano di emulare, anzi il libro è molto ironico, come direbbe un mio parente siculo-tedesco è “scherzevole”. Insomma non si prende troppo sul serio. Un altro grande pregio è che non c’è il grande nemico finale superforte che vuole distrugge tutto il mondo e che i nostri “eroi” devono sconfiggere. Anzi anche definirli eroi è sbagliato, i protagonisti non sono eroi, semmai sono persone comuni che si trovano loro malgrado in difficoltà. Infine, concludendo, aggiungo soltanto che il finale è molto coraggioso per un libro del genere e sfido altri autori che conosco a far finire in questo modo un loro libro…
A Marco piace tanto la neve… e meno male che qui fa un caldo… XD






