Lucca Comics & Games 2013 – Il racconto – The End

(Lo so, è passato tanto tempo, però ecco qui il finale del racconto di Lucca di quest’anno!)

“Affascinante…”

Il Dottore era davvero interessato a questa galleria di personaggi che erano appena apparsi. Li conosceva alcuni, aveva letto i loro fumetti. Certo era tutta un’altra cosa poter vedere e analizzare con il cacciavite sonico un essere che pensava o si proclamava un Dio come Thor, esseri mutati come la Cosa o gli Hulk o mutanti come… quel tappetto peloso.

“Cocco, toglimi di dosso quell’affare!” aveva ringhiato questo mutante con un costume giallo e blu che il Dottore ricordava chiamarsi Wolverine.

Gli scrittori ormai erano veramente fuori di testa, le loro più folli fantasie si erano finalmente avverate. Soprattutto Adriano Barone stava letteralmente piangendo dalla gioia perché vedeva tutti gli eroi della sua infanzia davanti ai suoi occhi. Anche se aveva occhi soprattutto per le eroine. Chi non era rimasto con le mani in mano era Anubis, appena erano comparsi gli eroi, aveva iniziato subito a dare ordini o come li aveva chiamati lui “consigli”. Infatti l’antico Dio egiziano sapeva bene che aveva davanti tante teste calde… e poi c’era pure Destino.

“Hank Pym, Reed, Iron Man, Pantera Nera, Bestia, Dottor Nemesis, Dottor Strange, Maximus, Loki voi siete gli scienziati e i mistici che ci servono per risolvere la situazione. Voi – e il Dio della mummificazione indicò tutti gli altri – sarete la forza di contenimento chi di voi sa volare cercherà di contenere l’attacco nell’aria, chi è di forza omega come gli Hulk e la Cosa ingaggerà il nemico quando starà a terra, chi invece ha poteri minori o nessun potere aiuterà i civili nell’evacuazione. Emma Frost e la Naiadi ci coordineranno da qui. Il nostro comandante sul campo è Capitan America. Tutte le forse del Senato Unito delle Dimensioni, della Nato, e dell’Italia sono al suo servizio, Steve Rogers.”

Anubis sapeva riconoscere qualcuno che poteva anche essere più capace di lui nel coordinare la battaglia. Forse uno dei pochi poteva essere solo l’uomo che aveva contribuito alla sconfitta dell’Asse nell’Universo della Marvel. Tutti gli eroi accettarono di buon grado il discorso tranne… due soggetti a cui il Dio rimediò subito.

“Ah, tu, Otto Octavius che stai nel corpo di Spider-Man, tu rimarrai qui, la tua esperienza di scienziato serve qui. Mentre il Dottor Destino, per quanto tu sia il più geniale tra tutti loro ci servi fuori, sei il più potente e forse l’unico che può contrastare Thanos.”

“Lo sapevo che c’era qualcosa di strano in te… ne riparliamo dopo…” disse laconico il tappo canadese ad un attonito Superior Spider-Man. Era bastata una frase per smontare tutta la sua arroganza e la sua copertura. Ora vedeva negli occhi di tutti i suoi “amici” Vendicatori la consapevolezza di chi era realmente.

“Destino è lusingato delle tue parole testa di sciacallo ma Destino rimarrà qui dove può essere più… prezioso.”

La voce fredda del signore della Latveria era autoritaria e chiara. Non ammetteva concessioni.

“Ehi, borioso testa di latta se ti hanno detto di andare fuori, vai fuori!” disse Adriano Barone che voleva veramente affrontare Victor Von Doom. Probabilmente il thé con l’Oki l’aveva fatto andare fuori di testa.

“Destino non accetta che gli si parli così. Inginocchiati e chiedi scusa umano se non vuoi morire! Destino lo ordina!” esclamò Von Doom con voce squillante.

“Qui nessuno uccide nessuno, nemmeno se sei dentro un’armatura tutta luccicante Destino. Posso disattivare tutti i tuoi gadget con il mio cacciavite sonico… ma penso che tu sia più propenso a volere vedere se veramente riesci a sconfiggere da solo Thanos… secondo me non ci riesci…”

Il Dottore era intervenuto appena in tempo, non si scherza con Von Doom. Almeno era quello che dicevano i fumetti!

“Destino sconfiggerà Thanos! Vi inchinerete tutti a Destino!” disse il tiranno di Latveria andando via boriosamente.

“Destino parla in terza persona come un idiota!” esclamò di rimando Adriano che forse voleva far colpo sulla Spider-Woman o su Blackwidow ma riuscì solo ad attirare l’attenzione di Deadpool.

“Coso, io ci vengo al tuo funerale, contaci!” disse il mercenario chiacchierone uscendo dal TARDIS con le sue affilate katane.

Il Dottore si mise al lavoro con gli scienziati e mistici dell’Universo Marvel lasciando per un attimo da parte le persone normali.

Luca, che si era assentato da un po’ di tempo, tornò con secchi pieni di pop corn e li distribuì ai suoi amici.

“Tanto ormai siamo personaggi secondari di questo racconto!” disse.

Nello stesso momento Francesco Dimitri era assorto nella contemplazione del Dottor Strange ma soprattutto del mitico Occhio di Agamotto. Mentre Aislinn era entrata nel TARDIS per vederlo per bene, per capire per bene il trucco del “E’ più grande all’interno che all’esterno”. Invece Francesco stava ascoltando i discorsi del Dottore e dei suoi nuovi “compagni”.

“Il Cubo cosmico per ora ha esaurito il suo potere quando mi ha portato qui…” disse Loki sconsolato.

“Dobbiamo trovare un modo per ricaricarlo…” espresse Reed Richards per tutti.

“Se tornassimo indietro nel tempo? Hai detto che il TARDIS è una macchina del tempo, giusto Dottore?”

“Anthony Stark purtroppo ci ho provato, il TARDIS non riesce a muoversi da questo lungo, almeno temporalmente. Siamo bloccati.”

“Anche noi non riusciamo ad usare i nostri dispositivi crono-spaziali. Deve essere tutto causato dal Cubo Cosmico…” esclamò il Dio dell’Antico Egitto.

“E come ha fatto allora quel demone ad arrivare da noi e a portarci qui?”

“Magia Pym, ha usato la magia, una magia che non conosco, demoniaca, forse possiamo usarla…”

“Non potete usare la magia di Mad Dog, Dottor Strange… quanto fa fico parlare con voi! Comunque non potete usare la magia di Mad Dog, ci vorrà qualche ora prima che possa fare un altro viaggio come ha fatto con voi…” disse Francesco abbastanza imbarazzato di parlare con gente che aveva un Q.I. probabilmente il doppio o il triplo del suo.

“E tu caro ragazzo come sapresti queste cose?”

“Mr Bestia… o dovrei chiamarla Dottor McCoy? Io sono… lo scrittore. E’ complicato. Lasciate perdere.”

“Straordinario!” esclamò il Dottore facendo girare tutti verso di lui. Il Signore del Tempo continuò dicendo “L’energia che da potenza al TARDIS è la stessa del Cubo Cosmico ma non riusciremo mai a ricaricare il Tesseract in poco tempo… come va la battaglia Miss Emma Frost?”

“Non bene Dottore. Le forze di Thanos sono soverchianti e Destino, gli Hulk e Drax le stanno prendendo di santa ragione da questa versione del Titano. E’ molto più forte di quello che conosciamo noi. Ha anche una Gemma dell’Infinito dalla sua parte…. comunque non riesco a leggere, nella sua mente, la risposta questa domanda… Doctor chi?”

“Ed è meglio così, mi creda bella gnocca!” disse Adriano che subito dopo ebbe una strana urgenza di farsi fare le treccine da Aislinn.

“Ci serve un conduttore di energia che colleghi il TARDIS al Cubo Cosmico… se avessi accesso al mio laboratorio in Wakanda!”

“Ma non possiamo siamo bloccati in questa topaia senza superumani!” concluse Maximus, che non era proprio avvezzo alle buone maniere.

Intanto Francesco Dimitri, Imp e Luca si erano messi a parlare per conto loro mentre Adriano cercava in tutti i modi di convincere Aislinn a fargli delle belle treccine ai capelli.

All’esterno la situazione era caotica, squadre di soccorso, le forze armate italiane e gli eserciti della NATO accorsi tramite dei mini portali messi a disposizione da Anubis stavano evacuando la città mentre i Vendicatori e tutti gli altri eroi cercavano di contenere l’avanzata di Thanos e dei Chitauri. Il Duomo della città venne sbriciolato quando una balena Acanti ci piombò sopra dopo che Rulk l’ebbe distrutta. Carri armati volano nel cielo, elicotteri venivamo abbattuti. Sembrava la fine del mondo e forse lo era. Il Dio dell’Antico Egitto era riuscito a convincere il presidente Obama e gli altri leader mondiale a non utilizzare le armi atomiche, sarebbe servito solo a uccidere degli innocenti non certo a fermare uno come Thanos.

Mentre gli scienziati e i mistici stavano ancora discutendo come fare per risolvere la situazione, nella Sala della Guerra piombò, spargendo sabbia rossiccia dappertutto, lo stesso Anubis.

“Stiamo perdendo… avete una soluzione?”

Ma intorno aveva solo sguardi sconsolati.

“Una soluzione c’è sempre, non abbiamo pensato abbastanza!” esclamò il Dottore che riusciva a non far vedere quanto era preoccupato.

“Una soluzione c’è… noi ci abbiamo pensato – disse Imp indicando i suoi amici scrittori che erano anche dei nerd incalliti – potremmo usare la Sfera Genkidama da Dragonball… connessa alla…”

“Genkidama? Cosa sarebbe scimmia?” disse il Dottor Nemesis. Anche lui come Maximus aveva bisogno di un corso d’urgenza di buone maniere.

“E’ la sfera che usa Goku per sconfiggere…” cercò di dire Francesco poi sentì una sorta di altra mente nella sua mente. Era Emma Frost che estrapolò quello che Imp sapeva su questa tecnica per trasmetterla a tutti gli altri.

“Quindi magia. Odio la magia. Con tutto il rispetto che ho per te Stephen…”

“Io non capisco nulla della tua tecnologia, quindi siamo pari Tony. E’ una strana magia, come non ne ho mai vista… ma potrebbe funzionare. Abbiamo ancora bisogno però di un catalizzatore…”

“Lou useremo la Spada dei Sette Sigilli Ancestrali, scommetto che usa la stessa energia del TARDIS e del Cubo Cosmico!” disse l’Imperatore Bianco che poi fece comparire dal nulla uno spadone a due mani, risplendente, con sette gemme infisse nella lama. Ognuna di un colore diverso.

“L’ho inventato prima di sapere cosa fossero le Gemme dell’Infinito, sia chiaro eh! Comunque Lou faremo come a Colonia contro Dark King…”

“Potrebbe realmente funzionare…” disse freddamente Anubis. Era il massimo che poteva permettersi di dire. Avevano forse una minima speranza di farcela. Intanto Francesco aveva fatto cascare la Spada. Si la poteva anche evocare ma rimaneva un pezzo di metallo pesantissimo per lui.

“Interessante! Avevi ragione Francesco in effetti questo manufatto la stessa energia del TARDIS e del Cubo Cosmico. Anzi… se il cacciavite sonico ha ragione sta comunicando con la mia cabina blu e con il Tesseract!” esclamò il Dottore sorpreso. Questa era la giornata delle sorprese per tutti.

“Se i nostri calcoli sono esatti dobbiamo collegare questa Spada al suo TARDIS e il TARDIS al Cubo. Poi dovremmo collegare il TARDIS al castello…” disse Reed Richards e T’Challa finì per lui.

“L’energia che useremo con il procedimento della Genkidama arriverà alla Spada, da quel che abbiamo potuto analizzare anche la Spada ha… dell’energia…. sembrerebbe simile a quella dei Celestiali, per quanto poco noi la conosciamo.” Poi continuò Tony Stark.

“Poi l’energia verrà trasferita al TARDIS, la potenzierà con la sua e caricherà il Cubo Cosmico quindi il Cubo Cosmico la butterà fuori tramite il TARDIS verso il Castello…” Infine concluse Otto Octavius.

“Quindi questa energia verrà sparata tramite uno dei cannoni che hanno qui verso il portale e verso le forze di Thanos. Certo se avessi potuto lavorarci io sarebbe stato meglio… ma non abbiamo tempo.”

“Dobbiamo contenere le forze dei Chitauri in una zona precisa vicino al portale… se ne dovrà occupare il Dottor Strange, Susan Storm e chiunque altro possa avere abilità di questo tipo”. disse la Bestia.

“Li aiuterò io, venga con me Signore delle Arti Mistiche.” e Anubis scomparve insieme a Strange in una nuvola di sabbia.

“Qualcuno deve parlare alla Terra e ai suoi abitanti per convincerli a donarci parte della loro energia…”

“Ho informato io Madre Terra. Vi aiuterà come può. Ho avvertito anche gli spiriti guida degli animali, anche loro sono dalla nostra parte. – disse una nuova figura, incappucciata, che era comparsa dal nulla. Sul suo braccio sinistro giaceva un serpente sibilante, ai suoi piedi invece si trovava un cane dagli occhi fiammeggianti. La sua voce era triplice. – Io invece vi metterò in contatto con gli esseri umani. Spero che questo possa rispondere al tuo pensiero, Pantera Nera del Wakanda.” concluse la figura togliendosi il cappuccio e mostrando il suo triplice volto. Un volto era di vecchia, uno di giovane ed uno di donna adulta. Era la Divina Ecate che era stata chiamata da Anubis, suo compagno di secoli prima.

Aislinn era rimasta ancora più di prima a bocca aperta infatti ora aveva addirittura di fronte una divinità che aveva inserito nel suo ultimo libro.

“Bambina, ho apprezzato il modo in cui ci hai rappresentato.” disse la Dea che superava in altezza la stessa Aislinn accarezzando con una mano mortalmente gelida una guancia della scrittrice.

“Loki sarai tu a farci da portavoce!” esclamò Imp che si stava scervellando per  capire chi poteva fare al loro caso. Aveva già scartato Spider-Man… dentro c’era la mente del Dottor Octopus, non sarebbe andato bene. Nemmeno gli altri scienziati andavano bene… forse solo Tony Stark. Poi gli si era come accesa una lampadina in testa. Il ragazzo continuò dicendo “Assumerai la voce e l’aspetto, nella mente delle persone, del Loki dei film. Di Tom Hiddleston. Sarà sicuramente un successo!”

“Ok, allora ora mi servirà aiuto per pilotare il TARDIS. Servono sei persone, compreso me, per far funzionare tutto per bene. Voi persone normali e te tizio che ti allunghi verrete voi. Correte!”

“Emma Frost si terrà in contatto con voi per coordinarci… io e Danger collegheremo il TARDIS al computer del castello.” disse Tony Stark che era molto curioso di poter collaborare con un essere come la Stanza del Pericolo degli X-Men che aveva preso vita.

“Mi sto connettendo al mainframe – disse il robot che in una realtà alternativa sarebbe diventata la sposa di Ultron – interessante… sembra vivo e cosciente e mi ha spiegato come dobbiamo collegarlo al TARDIS…”

Dentro alla ormai famosa cabina blu il Dottore, forse per la prima volta, vide una persona che non era molto sorpresa dal fatto che il TARDIS fosse più grande all’interno che all’esterno. Quella persona era Reed Richards, infatti il famoso scienziato dei Fantastici Quattro era decisamente avvezzo a vedere spettacoli del genere.

“Bene, mettiamoci a lavoro. Quando sarà il momento dovrete compiere continuamente queste azioni.”

Il Dottore spiegò rapidamente a tutti qual’era il loro compito, chi doveva tirare su e giù una leva, chi doveva spingere un bottone, chi doveva controllare degli indicatori, chi doveva girare una manovella.

Fuori dal TARDIS Loki aveva stretto nelle sue mani quelle della Divina Ecate e si preparò a trasmettere il messaggio al mondo.

“Popoli della Terra sono Loki il dio delle leggende norrene, sto comunicando con voi perché ci serve il vostro aiuto. Mi serve una parte della vostra energia, uscite all’aperto e alzato le mani al cielo e desiderate di donare una parte della energia vitale. Non ce ne serve molta. Dobbiamo usarla per salvare la Terra e tutto l’Universo da una grandissima minaccia che…”

Il Dio della menzogna non sapeva sinceramente come continuare, sentiva che ben poche persone si stavano fidando di lui ed avevano iniziato a donare la loro energia. E queste erano soprattutto fans di Loki… anzi di Tom Hiddleston. Non erano abbastanza. Per fortuna si intromise, con tutto il suo ego-centrismo da miliardario, supereroe e filantropo il Vendicatore noto come Iron Man che cinse le mani del piccolo dio e disse solamente: “Sono Tony Stark, io sono Iron Man.”

In quel momento tutte le fangirl dei film della Marvel vedevano i loro sogni esaudirsi. Grazie alle parole e alle voci di Loki e di Stark, ma anche probabilmente alla magia della Divina Ecate, l’energia vitale dei terrestri iniziò a fluire massicciamente.

“Thanos e le sue forze sono contenute nella zona del portale, questo è il momento di agire Dottore!” urlò nella mente del Signore del Tempo, la bella Emma Frost.

“Geronimo!” esclamò quindi di rimando Eleven. Il Dottore, Francesco e i suoi amici e Mr Fantastic iniziarono a manovrare il TARDIS come ben poche volte avveniva. Non c’erano scossoni, la cabina blu si muoveva in maniera armonica, girava su se stessa pur rimanendo ferma. Per Imp e i suoi compagni di viaggio manovrare il TARDIS era il sogno di una vita da nerd.

“Sta funzionando!” esclamò Kid Loki.

In tutto il mondo, in tutti gli altoparlanti, nell’aria, nell’acqua una canzone si sentiva a tutto volume. Una canzone che ispirava felicità e libertà.

Su tutti gli schermi della Sala della Guerra si poteva vedere la stessa immagine. Da ogni parte del globo stava giungendo la forza vitale che avrebbe innescato la reazione a catena che avrebbe sconfitto, si sperava, Thanos. Dalle metropoli del Nord America ai villaggi sperduti in Africa, dal Rio delle Amazzoni al Nilo, dalla Fossa delle Marianne fino alle Montagne Rocciose, dai fiordi norvegesi al Deserto del Gobi l’energia affluiva verso Lucca e verso il TARDIS. Milioni di persone si erano riunite spontaneamente nelle più grandi piazze della Terra. Times Square, Piazza San Pietro, la Piazza Rossa, Tien’anmen, Piazza Tahrir, Plaza de Mayo, erano tutte piene di gente così come tutti i luoghi di culto e di ritrovo del mondo. L’energia vitale della Terra e dei suoi abitanti arrivava direttamente alla Spada dei Sette Sigilli Ancestrali che aveva trovato una posizione, si sarebbe potuto dire naturale, infissa nella console del TARDIS. L’energia così accumulata si riversò nel cuore della cabina blu per poi essere trasportata al Cubo Cosmico che si trovava alloggiato vicino all’arma mistica che rappresentava la forza vitale dell’Universo. Dal Tesseract, ormai ricaricato, questa immane energia venne sparata verso Thanos e le sue forze. Il risultato fu spettacolare, il Titano Pazzo non aveva mai, nella sua lunga e perversa esistenza, sperimentato una forza così potente. Abbagliato da questa energia venne ricacciato indietro con tutto il suo esercito di Chitauri. La folla nel continuum spazio-tempo venne sigillata e il cielo stellato tornò così come era prima. In pochi minuti grazie alla forza di volontà degli umani e a quello della Natura, un nemico che sembrava imbattile e che aveva provocato un’immane distruzione era stato sconfitto. Gli eroi erano ormai pronti a tornare a casa, così come il Dottore. Non potevano rimanere molto, ormai i varchi tra i mondi si stavano chiudendo. Il Tesseract era andato distrutto, troppo energia era transitata e poi andata subito via dal Cubo Cosmico. Era semplicemente svanito, così come la Spada dei Sette Sigilli Ancestrali. L’arma aveva fatto compiuto la sua missione ed era tornata al suo posto per sorvegliare l’equilibrio universale. Francesco e i suoi amici salutarono il Dottore e gli eroi della Marvel che tornavano nelle loro rispettive dimensioni. Quando tutti furono andati via e Anubis ebbe riaccompagnato i normali esseri umani davanti all’Hotel Universo, il Dio dell’Antico Egitto lì salutò freddamente come suo solito. Aveva già predisposto l’eliminazione della loro memoria a breve termine, come per tutta l’umanità. Gli esseri umani non erano ancora pronti ad affrontare questo genere di… avvenimenti. Appena svegli la mattina dopo non avrebbero ricordato nulla e Thanos sarebbe stato solo un incubo notturno. Quando la divinità egiziana scomparve, Imp si accorse che non c’era Luca.

“Dov’è finito Luca?” chiese il ragazzo perplesso.

“Luca chi?” rispose di rimando Adriano che stava armeggiando con il suo nuovo telefonino dopo del Dottor Destino. Con questo super-smartphone avrebbe potuto chiamare il suo nuovo amiconemico anche ad un universo di distanza. Ed insultarlo all’evenienza.

“Luca Tarenzi, era con noi!” esclamò preoccupato l’Imperatore Bianco.

“Non conosco nessun Luca Tarenzi.” disse Francesco Dimitri, che era assai più interessato ad un libro di arti mistiche che gli aveva lasciato il Dottor Strage.

“Non so proprio chi sia. Comunque mi vado a vedere cosa può fare questo Tom Hiddleston!” disse Aislinn che si portò via il suo premio. Si, era Kid Loki con l’apparenza del Loki dei film, e con la museruola. Infatti la punizione per il Dio della Menzogna era quella di essere il servo personale di Aislinn per una settimana.

Francesco si stava davvero preoccupando, sembrava che Luca fosse scomparso dallo stesso continuun spazio-tempo e che lui fosse l’unico a ricordarsi chi fosse. Poi qualche secondo dopo, da una via laterale, apparve, trafelato proprio lo scrittore di Godbreaker.

“Non sapete cosa mi è successo!” urlò Tarenzi con il suo tipico accento del nord. Non poté finire la frase che venne falciato e tagliato in due da una carrozza fantasma che portava il gottoso ambasciatore di Dakar, Valberici, al ricevimento in onore della Regina Thirrin. A Londra. In ritardo di giusto qualche secolo.

Francesco e gli altri furono scioccati dal vedere la morte prematura del loro caro amico ma poi dallo stesso vicolo sbucò un altro Luca Tarenzi. Uguale, identico, sempre trafelato, sempre con quell’accento un po’ del nord. Imp pensò che il continuum spazio-tempo impazzito da quanto era successo avesse creato due copie di Luca e per ristabilire l’equilibro una delle due fosse stata terminata. Era sicuramente questa la spiegazione. Poi, ora, dopo averlo rivisto, tutti si ricordavano di Luca.

“Allora Luca cosa hai visto di così emozionante che ce ne volevi parlare? …O meglio il tuo doppio che è morto, ma fa lo stesso. Allora?” chiese Adriano curioso.

“Dopo. Fame. Carne. Mangiare. Andare!” disse questo Luca Tarenzi, che era anche meno peloso del vero Luca Tarenzi. Imp constatò che la parlantina di Luca era rimasta sempre la stessa e non aveva nemmeno perso l’appetito, anche dopo aver visto la morte di un suo doppio.

“Carne cruda yummmm!” urlò lo scrittore dai capelli folti correndo come un esagitato per la piazza.

“Ah, ora riconosco il mio Luca!” continuò Dimitri, che in realtà ormai era completamente concentrato nella lettura del grimorio donatogli dal Signore delle Arti Mistiche.

“C’è qualcosa di strano in Luca però…” disse Imp ma ormai l’avventura era finita, era stanco e non ci pensò molto su questa questione. Halloween era quasi passato, doveva andare a dormire, il giorno dopo ci sarebbe stato un altro giorno di Lucca. E bisogna essere preparati bene per il Lucca Comics & Games. Sempre.

THE END

p.s.: nel racconto di Natale si scoprirà la verità sul Luca Tarenzi e sul suo doppio… quindi stay tuned!

Lucca Comics & Games 2013 – Il racconto – Seconda Parte

Dove eravamo rimasti l’ultima volta? Ah si. I nostri eroi, tre scrittori, Luca Tarenzi, Aislinn, Adriano Barone erano stati trasportati insieme al mitico Doctor Who su di un castello volante che stazionava sopra la città di Lucca durante il Lucca Comics & Games 2013. Non erano gli unici ad essere stupiti di trovarsi in questo luogo. Anche il personaggio che chiameremo come Kid Loki era sorpreso. Sorpreso di essersi fatto acchiappare da un vecchio cadavere rinsecchito che aveva la faccia da sciacallo e che non lo mollava. I tre creatori di storie fantastiche, esaurito lo shock iniziale di tutta questa strana situazione, guardarono il loro amico, fan, lettore, Francesco che nel web era meglio noto come Imperatore Bianco. O Imp. O Impo come lo chiamava qualcuno, tra cui un certo demone cornuto.

“Avete presente quei racconti che scrivo? Beh… sono veri… E’ meglio non discutere in questa sede chi sia il vero protagonista e dove si trovi il mio alter-ego Impero. Se questi personaggi siano stati creati quando ho scritto e immaginato i miei racconti o se sono preesistenti da essi. Sennò affittiamo domani mattina. Il mio ruolo è quello di scrivere i racconti, e basta.” disse il ragazzo abbastanza imbarazzato.

Un altro corvo passò nella notte, emettendo suoni striduli. Poi questa situazione di stasi venne interrotta dall’arrivo del demone cornuto Mad Dog. Il diavolo dalle scaglie di ossa rosse entrò da un arco che dava su di una stanza in penombra.

“MUAHAHAHAHAHAHAHAHAAHAHAHAHAH” urlò schiarendosi la gola.

“Questa roba è davvero potente! Diventiamo ricchi!” esclamò tutto contento Adriano facendo vedere la bottiglia vuota al suo amico Tarenzi.

Il demone si spostò di lato per far ammirare i suoi portentosi e tosti muscoli all’unica ragazza del gruppo. Dietro di lui si trovava un altro scrittore italiano molto famoso. Francesco Dimitri, il re del fantastico italiano, che indossava il suo classico cappello steampunk. Nuovamente sulle facce di Luca, Aislinn e di Adriano si dipinse un’espressione di completo stupore. Il demone cornuto, si avvicinò furtivo come un elefante in una cristalleria, al nuovo venuto.

“Fra tre giorni avrai quello che hai vinto alla nostra partita a poker. Ti piacerà l’Isola che non c’è! Poi c’è anche Trilly… MUAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHH” la risata del diavolo rosso era così profonda e potente che sembrava far tremare le mura intorno a lui.

Il Dottore e l’Imperatore Bianco erano presi da ben altro per potersi interessare a questi scambi di battute. Il famoso Signore del Tempo era rientrato nel TARDIS per analizzare in maniera più approfondita il Cubo Cosmico che ora si trovava nella mani del ragazzo che su internet erano noto come Imp.

“Straordinario!” continuava a ripetere il personaggio che aveva le fattezze dell’attore britannico Matt Smith.

“Tradotto per i comuni mortali sarebbe?”

“Questo costrutto, questo Tesseract che tu chiami Cubo Cosmico, usa la stessa energia che serve ad alimentare il TARDIS… è stato questo che mi ha attirato qui da voi e che sta alimentando il mio mezzo. Trovandosi in un’altra dimensione il TARDIS non dovrebbe funzionare…” disse il Dottore rispondendo ad Impo.

“Dobbiamo rimandare indietro il Loki e il Cubo Cosmico, non possono rimanere in questo universo. Altri potrebbero essere attirati qui e potrebbero non essere amichevoli come lei, Dottore. ” disse il ragazzo visibilmente preoccupato.

“Temo che sia troppo tardi. C’è qualcosa che dovete vedere, seguitemi nella Stanza della Guerra.”

Anubis era apparso dal nulla, con la sua sabbia rossiccia vorticante, silenzioso e freddo come un blocco di ghiaccio. Così tanto glaciale da aver fatto sobbalzare il Dottore e il suo amico mortale. Il Signore del Tempo pensò che quel tipo che indossava so un gonnellino in stile Antico Egitto era più inquietante dei weeping angel che aveva incontrato tante volte negli ultimi tempi. Il Dio egizio teneva ancora per la collottola un altro Dio, ma asgardiano. E gli aveva tappato la bocca con il nastro adesivo.

Tutto il gruppo si trasferì in un immenso ascensore che salì silenziosamente e velocemente alcuni piani. Ora si trovavano in un’altra la del castello, più moderna. Il Dottore capiva perfettamente, ora, perché chiamavano questo locale Stanza della Guerra. Il posto era grandissimo, poteva contenere centinaia di persone alla varie console che erano disseminante dappertutto. Degli immensi mega-schermi adornavano le pareti, facendo vedere il cielo a trecentosessanta gradi, tutto intorno a loro. Anubis spiegò che qui potevano controllare qualunque cosa avenisse in tempo reale. Ogni operatore controllava una diversa sezione del cielo, c’erano postazioni per vedere i dati atmosferici, satellitari, termici. C’era uno smart-computer in grado di controllare i social network, i siti di news e tutte le webcam in tempo reale per monitorare ogni possibile e minima minaccia.

“Inquietante, nessuno dovrebbe avere questo potere.” fu l’unico commento del Dottore. Il Dio della mummificazione dell’Antico Egitto nemmeno ci fece caso. Aveva ben altro a cui pensare, non gli interessavano gli aspetti morali di questa sorveglianza continua dell’umanità quanto gli aspetti pragmatici. Il suo compito era intervenire per salvare l’umanità da qualunque evento soprannaturale ed avrebbe usato qualunque mezzo pur di adempiere a questa sua missione.

Dagli altoparlanti presenti nella sala iniziò a scaturire questa canzone tratta da uno dei film catastrofici più trash della storia del cinema. Anubis guardò il ragazzo con un’occhiata da far gelare il sangue anche ad Hannibal Lecter.

“Ci sta bene con questa scena…” riuscì a dire Imp con un filo di voce appena.

“Ingrandite il punto 42.” disse Anubis che sembrava non accorgersi nemmeno della canzone che veniva sparata a tutto volume dalle efficientissime casse della Stanza della Guerra.

I maxi-schermi vennero riempiti totalmente da una porzione di cielo stellato in cui stava accadendo qualcosa di molto strano. Si era formato una sorta di circolo infuocato che esplose pochi secondi dopo. Ora sembrava veramente come se qualcuno avesse lacerato la volta del cielo e avesse esposto cosa c’era sotto e quello che c’era sotto era nero come la pece.

“Cos’è?” chiese la scrittrice da lunghi boccoli castani.

“Un portale da un’altra dimensione…” risposte Imp, esprimendo quello che un po’ tutti stavano pensando ma che non avevano il coraggio di dire alta voce.

“E quelle che stanno emergendo sembrano… balene cyborg?” esclamò il Dottore, questa era proprio la giornata delle stranezze!

“Sono i Chitauri… siamo davvero nei guai!” disse Impo sospirando.

“Uhf, uhf, ufh!” urlò o cercò di farlo Loki indicando una di queste balene, che nell’universo della Marvel sono note come Acanti. Quello che indicava era un tipo assai massiccio, possente, vestito di giallo e di blue. La faccia di questo alieno, con il mento sporgente e rugoso, era viola. Un sorriso beffardo solcava il suo volto.

“Quello è Thanos. Il Titano Pazzo. Direttamente dal film degli Avengers!” esclamò assai preoccupato Francesco aka Imperatore Bianco.

“Non sembra un persona amichevole…” disse il Dottore che poteva quasi sentire, quasi toccare con la mano l’animo oscuro di Thanos che cercava sempre di ottenere l’amore della Morte. E con il Cubo Cosmico in suo possesso sarebbe riuscito a fare qualunque cosa la sua perversa mente potesse immaginare.

“Avvertite il Presidente del Consiglio italiano, la Nato e il Comando dell’Atlantico. Ci serve tutto l’aiuto possibile. Fate evacuare la città e tutta regione. Comanderò personalmente gli Imperiali, cercheremo di tenere Thanos fuori dalla portata del Cubo Cosmico.” disse Anubis che continuò dato che nessuno osava interromperlo. “Porteremo il Cubo Cosmico nel TARDIS e Dottore lei andrà via il più lontano da qui. Senza Impero, senza Lot Destr, non c’è nessuno che possa usare la Spada dei Sette Sigilli Ancestrali, le nostre possibilità sono davvero scarse. Uomini tutti hai posti di combattimento. Allarme rosso.”

Una luce scarlatta inondò la sala ma non era dovuta agli allarmi che urlavano e sfavillano in un rosso brillante. Era Mad Dog che era andato via furtivamente ed era tornato in pompa magna. E non era da solo. Il demone cornuto era andato a trovare alcuni amici, visto che le barriere tra le realtà erano molto labili, ed aveva chiesto il loro aiuto. Un’altra canzone si partì dagli altoparlanti.

Il Dottore era sempre più sorpreso, si c’erano degli alieni mostruosi guidati da un tipo viola che voleva ucciderli tutti, ma quello che vedeva era assolutamente fantastico. I quattro scrittori e Francesco capirono perfettamente chi era la gente che avevano davanti. Bastava soltanto lo scudo che portava uno di loro. Uno scudo a stelle e strisce. Imp riuscì a riconoscerli tutti, in fondo era il nerd del gruppo. Quelli erano i Vendicatori ma non quelli del film, no quelli erano i Vendicatori dei fumetti. C’erano ovviamente i tre Avengers più famosi, Capitan America, Thor e Iron Man ma c’erano anche Hulk e Rulk, la Vedova Nera e Occhio di Falco, il Soldato d’Inverno, Spider-Man, Spider-Woman, il Dottor Strange, She-Hulk, Capitan Marvel, Wasp, Ant-Man, Venom, Mimo e tantissimi altri. Non solo c’erano anche i Fantastici Quattro e la Fondazione Futuro, tutte le varie formazioni degli X-Men con Wolverine e Ciclope in testa (che si guardavano in cagnesco), c’erano gli Inumani, Namor, Pantera Nera, i Guardiani della Galassia e persino il Dottor Destino.

“Ho pensato di chiamare qualche amico ad aiutarci… non è un problema vero?” disse Mad Dog sornione ridendo come un matto.

Lucca Comics & Games 2013 – Il racconto – Prima Parte

Questa storia potrebbe non avvenire mai. Questo potrebbe essere soltanto uno dei tanti futuri che ci attendono per la lunga strada del nostro continuum-spazio tempo. Nella città toscana di Lucca ogni anno si svolge una grande manifestazione dedicata ai fumetti, ai videogame, al gioco di ruolo e ai libri che vede coinvolte moltissime migliaia di persone. Questo evento prende il nome di Lucca Comics & Games e cade, quasi sempre, tra l’ultima settimana di ottobre e la prima di novembre. Il nostro racconto inizia in una delle piazze centrali di questa cittadina, Piazza del Giglio, tra l’antico hotel Universo e uno dei padiglioni della fiera. Vediamo tre figure che si stagliano sulla luce funerea di una luna a forma di falce, una ragazza dalla leggiadra  e lunga capigliatura bruna, una scrittrice, un ragazzo occhialuto che deve decisamente continuare la sua dieta perché è ancora sovrappeso e un uomo misterioso la cui figura è adesso offuscata dalle ombre della notte.

“Oggi è la notte del Samhain! Stanotte le porte tra i mondi si schiudono come mai prima!” urla l’uomo con i lunghi capelli e la lunga barba arruffati dal vento, sbracciandosi mentre dei fulmini solitari colpiscono il cielo dietro di lui, illuminandolo di una luce folle, quasi come un novello Dottor Frankenstein. Successivamente questo uomo che potrebbe sembrare pazzo e che forse lo è, si scola tutto in un sorso un liquido dallo strano colore verde palude contenuto in una bottiglietta di plastica. Fa una faccia strana, quasi disgustata, ma i suoi occhi dicono che ne vuole di più.

“Non credevo che qualcuno potesse diventare così dipendente dal thé alla pesca con l’OKI in mezzo…” disse il ragazzo tra divertimento e sorpresa.

“E’ da due anni che non ne può fare a meno, da quando assaggiò per la prima volta a Lucca questo intruglio. E’ colpa tua lo sai, vero?” rispose la ragazza, che tutti chiamavano Aislinn. Il perché lo troverete usando Google. Forse.

“Beh… almeno ora scrive libri ancora più psichedelici di prima!” esclamò il ragazzo ridendo e cogliendo con la coda degli occhi un movimento alla sua destra. Un ragazzino vestito di verde e di nero che si muoveva veloce tra i padiglioni di Piazza Napoleone, reggendo qualcosa tra le mani. Era stata una fugace apparizione, tanto che non aveva ben capito cosa indossasse di preciso questo bambino. I suoi amici non si accorsero di niente e lui non disse nulla per non rovinare l’atmosfera. Stavano, infatti, contemplando un cielo, che sgombro totalmente di nuvole, era uno spettacolo stupefacente con tutte le sue stelle brillanti e fulgide al loro massimo. Nessuno di loro ricordava di aver visto un cielo stellato così bello e spettacolare, sembrava quasi che si potessero toccare con mano questi lumi lontani, sembrava quasi di poter scorgere le galassie che si muovevano nel loro lentissimo moto nell’immenso spazio siderale. Il ragazzo, che si chiamava Francesco, stava pensando che era davvero questo cielo era una vista eccezionale ma c’era anche qualcosa di strano in esso, si poteva quasi sentire nell’aria, nella stessa atmosfera che ci fosse qualcosa di sbagliato in quella serata.

“Abbiamo fatto proprio bene a venire prima. Oggi a Lucca con poca gente si sta proprio bene… e questo cielo è fantastico!” disse lo scrittore barbuto. Il famoso Luca Tarenzi che aveva uno stuolo di fans adoranti che facevano concorrenza a quelle del tizio sbrilluccicoso di Twilight.

“Guardate, una stella cadente!” disse Aislinn che poi continuò in un soffio appena udibile “Esprimete un desiderio!”

E tutti e tre si concentrarono sulla quella stella cadente che sembrava star arrivando proprio verso di loro. Questo puntino luminoso, di un blu brillante, proprio in quel momento, fece una sorta di giravolta su stesso. Poi ne fece altre a ripetizione. Dei fulmini si sprigionarono da questa luce che spiccava su tutte le altre del firmamento.

“Non è decisamente una stella cadente, è troppo veloce e… si muove in modo strano…” era il ragazzo ora che parlava e osservando ancora meglio quell’oggetto che si avvinava ad una folle velocità si accorse che aveva una forma alquanto nota, avrebbe detto famigliare.

“Sembra… una cabina telefonica blu!” dissero tutti e tre all’unisono quando ormai l’oggetto si trovava quasi sopra la piazza.

Poi si sentì, forte e chiara, questa canzone.

“Scusate, è la suoneria del mio cellulare. Qualcuno mi sta chiamando ora stacco.” disse il ragazzo mentre gli altri due ormai non lo guardavano più, anzi non si erano nemmeno accorti di quello che aveva detto. Infatti tra fulmini, giravolte e strani movimenti, quella che era stata classificata come una cabina telefonica blu, atterrò perfettamente davanti a loro. Luca Tarenzi guardò con meraviglia la bottiglia vuota del suo intruglio di thè alla pesca ed OKI ed esclamò colpito: “Questa è davvero roba pesante!” 

I tre mentre osservavano l’atterraggio di quello che sicuramente se siete nerd avrete riconosciuto come il TARDIS non si erano accorti che erano stati circondati da molte figure che si confondevano con il nero della notte. Erano chiaramente soldati, lo si capita dall’atteggiamento, dalla postura e soprattutto dalle armi che imbracciavano. L’unica concessione di colore era il loro berretto, un basco viola con una striscia dorata alla base. Le armi da fuoco spianate, avevano circondato questo UFO in pochi secondi, senza farsi vedere né sentire da quasi nessuno. Avevano seguito l’approssimarsi di questo oggetto non identificato dal momento in cui era apparso sui loro radar quando era sbucato dal nulla sui cielo della Toscana. I soldati si stavano avvicinando circospetti al TARDIS pronti a sfondare la sua porta, avevano mezzi per farlo, forse erano tra i pochi a poterlo fare in tutto l’Omniverso, poi  erano pronti a catturare chiunque si fosse trovato dentro questo strano mezzo. Erano pronti anche ad una eventuale invasione, già avevano mobilitato altre truppe. Silenziosi elicotteri ed aerei stealth stavano sorvolando la zona, stavano per arrivare carri armati e altri mezzi pesanti e camion pieni di altri soldati. Il loro comandante stava per dare l’ordine di sfondare la porta quando questa si aprì di botto, spaventando i tre amici che non si erano accorti ancora di nulla, ma non questi soldati che erano addestrati fin dalla loro infanzia a non avere paura. Sulla soglia del TARDIS si trovava l’Undicesimo Dottore con il suo tipico “costume”, oltre ad un fez rosso in testa ed ad un cravattino al collo anch’esso rosso. Un ordine silente, solo lo scatto della mano del loro comandante, fece capire ai soldati che era giunto il momento di agire e di stendere il loro obiettivo. Prima attaccare, poi parlare, era questo il loro motto. Una mano alzata e una voce li fece fermare.

“E’ un amico.” disse semplicemente il ragazzo. Solo in questo momento Aislinn e Luca si accorsero di essere accerchiati da una decina di soldati in assetto di battaglia. Gli Imperiali, questo era il proprio nome anche se non c’era nessuna relazione con Star Wars, si fermarono, deposero le armi e si misero a riposo.

“Sono il Dottore.” disse… beh il Dottore che era abbastanza contrariato vedendo quello che lo circondava. Non doveva capitare in questo luogo e in questo tempo. Aveva in mente una gita a Roma ai tempi di Giulio Cesare ed era capitato invece da un’altra parte e sicuramente in un altro tempo.

“Mi chiamo Francesco” disse il ragazzo stringendo la mano del Dottore, per quanto non gli sembrasse vero. “Questi sono i miei amici Luca e Aislinn.” Gli altri due strinsero la mano di questo alieno in maniera ancora più stupita del loro amico. Erano veramente senza parole.

“Io traduco i… tuoi libri…” fu l’unica cosa che riuscì a dire lo scrittore barbuto. L’Undicesimo lo guardò in una maniera strana, perché non aveva capito bene questo riferimento. Tutta la situazione era parecchio strana, sembrava infatti che quel ragazzo sapesse qualcosa di lui, non era sorpreso di vederlo ma… lui era stato attento aveva cancellato tutti i riferimenti alla sua storia. Forse aveva sbagliato qualcosa?

“Come è capitato qui Doctor?” gli chiede il ragazzo curioso.

“C’è stata una tempesta temporale, qualcosa di una potenza che avevo raramente visto e poi mi sono ritrovato qui. Strano.” disse il Dottore che si mise ad analizzare l’ambiente con il suo cacciavite sonico. Poi esclamò: “Impossibile!”. Era davvero sconcertato, se i risultati del suo apparecchio erano esatti, quella tempesta l’aveva portato davvero lontano.

“Dalla sua faccia penso che l’abbia già capito. Non è solo in un tempo e un luogo diverso da quello in cui doveva atterrare con il TARDIS… si trova in un altro universo, parallelo al suo. Oggi è il 31 ottobre, le barriere tra i mondi si sfaldano come non mai… la tempesta in cui è incappato unita al Samhain hanno contribuito probabilmente a portarla qui da noi. Dobbiamo capire meglio come…” ma il ragazzo non poté finire il suo pensiero venne interrotto da una voce un po’ brilla, quasi irata che conosceva bene. Era, infatti, quella di un altro suo amico scrittore, Adriano Barone. Anch’esso barbuto, almeno un po’ non come il suo amico Larenzi, sembra che per scrivere cose strane bisogna essere barbuti, è la legge di Alan Moore!

“Dissento! Questa trama fa schifo! L’ha scritta sicuramente Moffat. Odio l’Undicesimo Dottore!” esclamò Barone cercando di dare un pugno al Dottore. Lo mancò platealmente e poi continuò il suo discorso dicendo “Era meglio Davies! Rivoglio Davies!” poi si mise a scolare la bottiglia gigante che aveva in mano sedendosi sul terreno. Anche lui ormai era assuefatto al miscuglio terenziano di thé alla pesca e OKI.

Un corvo passò gracchiando, poi tutti si ripresero da questa strana scena.

“Ci siamo già incontrati per caso?” chiese il Dottore al ragazzo.

“Sempre Lucca. Qualche anno fa per me, molti per te.” disse solamente Francesco ed il Doctor si ricordò del suo breve viaggio precedente. Si potrebbe ben dire in un’altra vita.

“Dobbiamo capire di preciso come sei arrivato qui, potrebbe esserci un problema molto serio qui fuori.” continuò ancora il ragazzo. Nel mentre Adriano Barone si stava contendendo la bottiglia con Luca Tarenzi, invece Aislinn era rimasta affascinata dall’interno del TARDIS. Si vedeva qualcosa dentro… ed era vero che era più grande all’interno che all’esterno!

“Penso di aver trovato la causa di questo incidente.” Era stata una voce fredda, gelida, diversa da tutte quelle che si erano sentite finora in questa notte particolare tra ottobre e novembre. Da un turbine di sabbia si formò una figura nota ai più. Era il Dio della mummificazione dell’Antico Egitto, Anubis in tutta la sua glaciale presenza. Reggeva per la collottola una ragazzino, vestito si potrebbe dire in maniera medievale, con un costume verde e nero. Questo bambino aveva una tiara d’oro sul capo e fece una linguaccia a tutti i presenti. Anubis nell’altra mano reggeva un costrutto di grande potere. Una delle armi più temibili di tutto l’Universo.

“Un Tesseract!” esclamò il Dottore mentre Francesco disse, nello stesso momento, “Un Cubo Cosmico!”

“Loki Laufeyson questa volta l’hai combinata grossa! Cosa hai fatto con quel Cubo Cosmico?” chiese Francesco, abbastanza preoccupato da quanto stava avvenendo.

“Ho solo cercato aiuto per il mio fratellastro Thor. Abbiamo un problema sulla nostra Midgard così io ho rubato questo Cubo e ho espresso il desiderio…”

“Oh… siamo in guai grossi…” disse il Dottore guardando il cielo le cui stelle si stavano colorando di strane tinte che andavano dal viola più scuro al rosso carminio.

“Possiamo controllare la situazione in maniera migliore da Castel Oricalco. Beam me up, Scotty!” disse il ragazzo che aveva voluto sempre usare questa frase nella realtà ma che non aveva mai avuto la necessità e l’occasione di usarla.

Per la sorpresa dei tre scrittori, che ormai erano in balia di eventi che non potevano controllare, tutte le persone nella piazza, TARDIS compreso, vennero teletrasportati via. Si ritrovarono in un giardino quadrato ben tenuto, ricco di piante, fiori e animali. Ai vertici e al centro di questo ambiente si trovavano cinque obelischi, adornati da geroglifici egizi. Francesco quindi il guidò verso una balconata dove potevano scorgere cosa si trovava sotto di loro. Si vedevano le luci di una città, poi altri puntini luminosi sparsi per tutta la zona circostante. Altri paesi, altri città, un fiume, montagne in lontananza e poi dall’altra parte il mare. Sopra di loro svettava il resto del castello che era una copia quasi esatta, ma con più torri e costruzioni, del castello di Neuschwanstein in Baviera.

“Quel puntino li sotto è Piazza del Giglio.” disse il ragazzo.

“Questo è un castello sospeso in aria!” esclamò il Dottore al colmo della gioia. Aveva visto molte cose nella sua lunga vita, e ormai non molte potevano stupirlo come un dannato castello svolazzante!

FINE PRIMA PARTE

Doctor Who – The 50th Anniversary

Ieri ho visto un video ed una foto che mi hanno fatto pensare. Mi hanno fatto pensare prima di andare a dormire. Perché? Perché mi hanno preoccupato. Non vorrei che si facessero di nuovo gli errori del passato. Ma se da una parte ero preoccupato dall’altra ero veramente contento ed eccitato. Ecco non sto parlando della travagliata vita politica del nostro paese ma del “Doctor Who“. L’immagine in questione è per il cinquantesimo anniversario del noto telefilm britannico.

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 E non c’è solo questa foto ma c’è anche un bellissimo trailer. Eccolo qui.

Tornate qui dopo averlo visto. Ecco. Non penso che alla fine il “Doctor Who” finirà con questo episodio. Almeno spero. Da fan penso che le avventure del caro Dottore non finiranno mai, ma ragionando un attimo capisco che queste avventure continueranno finché “Doctor Who” porterà molti soldi nelle casse della BBC. Sappiamo tutti bene che il telefilm con protagonista Matt Smith è uno di quelli di punta della televisione britannica. Finché rimarrà così non ci dovrebbero essere problemi. Ci sono due considerazioni che mi vengono in mente. La BBC non produrrà più il telefilm quando non avrà più profitti dallo stesso, giusto? E questo potrebbe accadere per due motivi 1) Lo mandano in vacca (come accaduto con il film-tv degli anni ’90) 2) Trovano un modo, alternativo al telefilm, per sfruttare il franchise. In questo caso dei film per il cinema. Come è successo con “Star Trek” che è passato dal piccolo al grande schermo così potrebbe avvenire con il “Doctor Who“. E se vi ricordate tempo fa c’erano degli inquietanti rumors di un film sul nostro Dottore preferito in produzione, un reebot ad opera di David Yates. Ci furono anche delle belle polemiche al tempo. Trovate più info qui. Certamente se la BBC, in questo tempo di crisi, volesse massimizzare gli introiti la via migliore sarebbe fare un film del “Doctor Who” adatto ad una platea internazionale. Un reboot della serie per renderlo appetibile a tutto il pubblico che guarda film come il nuovo “Star Trek” o i prossimi “Star Wars“. Ma non vi preoccupate, ancora, sono solo mie elucubrazioni. Sicuramente mi sbaglio. O almeno lo spero. Non mi piacerebbe vedere un film basato sul nostro Dottore che tradisce tutto quello che è il “Doctor Who“, poi forse se faranno mai un blockbuster potrebbe, anche, essere un bel film. Però, per esperienza, e guardando il precedente del film degli anni ’90, non vedo di buon occhio una versione cinematografica del nostro Dottore…

Doctor Who – 7 Season

Sono passati quattro episodi dall’inizio di questa nuova stagione del Doctor Who e posso ben dire che è la stagione che mi sta piacendo di meno. Premetto che non sono tanto un fan di Moffat quale produttore esecutivo ma più di Moffat come sceneggiatore, infatti il Moffat sceneggiatore è geniale ma il Moffat produttore esecutivo lascia molto a desiderare. Come produttore esecutivo era decisamente più Davies che riusciva, in ogni stagione, a dare un senso, una sorta di completezza e coesione a tutti gli episodi. Moffat invece non riesce in questo e, almeno per quel che vedo io, se ne frega un po’ quando gli episodi non sono scritti da lui. La quinta e la sesta stagione, pur con alcune pecche, a me erano piaciute abbastanza, non come quelli di Davies, ma era sempre il Doctor Who e non deludeva quasi mai. Invece questa nuova stagione, tranne un primo episodio davvero bello, è andata calando soprattutto con il secondo e terzo episodio, mentre già con il quarto la qualità migliora un po’. Non critico tanto il fatto che gli episodi siano molto stand alone ma che il Dottore si comporti in maniera non consona alla sua natura. Per citare due esempi basti pensare alla morte di Solomon nel secondo episodio e al fatto che il Dottore arrivi addirittura ad impugnare una pistola nel terzo. Capisco che il Dottore sia arrabbiato per qualcosa, lo capirebbero anche i polli, che non riesca a gestire la sua rabbia ma, almeno secondo me poi ognuno la può pensare come vuole, dovevano gestire meglio la cosa. E’ troppo evidente, è troppo semplice, è troppo facile così. Io ho la mia teoria e ve la espongo, anche se non penso sia quella esatta. Il Dottore che abbiamo visto nei primi episodi, sicuramente il secondo e il terzo, è un Dottore che ha già “perso” Amy e Rory (perché sappiamo che lasceranno, in un modo o nell’altro, lo show nel prossimo episodio) e per questo è arrabbiato, per non essere riuscito a salvarli, qualunque cosa accada nel prossimo episodio. Però già io mi accorgo che questa teoria non potrebbe essere vera per vari motivi, quindi spero che non sia veramente per questo che il Dottore sia arrabbiato. Un motivo, prima o poi, lo daranno e spero non andrà in vaccata. Il problema di questi primi episodi, soprattutto come scrivevo il secondo e il terzo, è che sono scritti male. I personaggi vanno cose senza senso, cambiano idea, atteggiamento, nello stesso episodio senza quasi motivo come il “dottore” criminale del terzo episodio. Sono episodi molto sotto lo standard del Doctor Who e anche il primo episodio per quanto bello ha le sue pecche, come il fatto che Amy e Rory riescano a risolvere i loro problemi matrimoniali in due minuti. Speriamo che la stagione si risollevi con i prossimi episodi e con l’entrata in scena di un nuovo personaggio che dovrebbe portare un po’ di aria fresca nello show…

 Immagine presa da qui.

The Doctor

E’ tornato. Con un nuovo logo, una nuova sigla, un nuovo Tardis, una nuova compagna d’avventura, nuovo tutto insomma, anche se rimana sempre il caro vecchio Dottore. E’ presto per giudicare questo Undicesimo Dottore, per sapere se riuscirà a scalzare dai nostri cuori David Tennat. Sarà molto difficile. Già il non sentire la parlata del Decimo Dottore, fa venire il magone, come non sentire la classica sigla ma una nuova che sinceramente non mi piace affatto. Però. Però è sempre il Doctor Who. Cambi attore, cambi Dottore, ma lui rimane sempre uguale anche se profondamente diverso. E questa stagione, almeno dal trailer finale di questo primo episodio, promette davvero bene tra Dalek, Cybermen, River Song, Churchill, Van Gogh… e quelle statue simili ad Angeli di cui non ricordo il nome, ma fanno venire una strizza tremenda! Quindi bentornato Caro Dottore, ci eri mancato tantissimo… a sabato prossimo 😉