Mad Dog e i Dieci Comandamenti del Perfect Cosplayer™

In questi giorni non mi sono fatto sentire perché ero in missione in Nuovo Messico… … no, aspettate, mi confondo, ero in missione nel Sinai. Avete presente quel posto sperduto tra l’Egitto e lo stato di quelli che si credono gli eletti da un Dio assai vendicativo & perverso? Beh quel posto là vicino al Mar Rosso (che non è rosso, ma allora perché chiamare Mar Rosso un mare che non è di sangue dico io?). Vabbè voi vi chiederete come mai ero in missione in una terra così lontana… perché dovevo ricercare alcune antiche tavole di pietra, risalenti a migliaia di anni fa, secolo più, secolo meno. Il mio caro amico Dio (si il Dio di voi cristiani bigotti… cioè voi credete sia il vostro Dio, ma la realtà è un tantinello diversa…)… beh Lui insomma, mi aveva spiegato che aveva dato a Mosè, il tizio del “apriti mare che devo passare”, un’altra serie di tavole oltre a quelle dei Dieci Comandamenti. Le altre tavole, che sono andate perse, quando Mosé scese dal Monte Sinai, beh queste tavole erano dedicate a voi cosplayers. E come mai chiederete voi Dio ha fatto dei comandamenti per voi? Addirittura per il Perfect Cosplayer™? Dovete sapere che Dio nella sua grande lungimiranza già sapeva che ve le sareste date di santa ragione sul cosplay, che avreste fatto cagnara ad ogni futile motivo, quindi voleva regolamentare già da allora il cosplay. Purtroppo per sfiga o per errore, le tavole sono andate perse, fino ad oggi. Essendo fatte in materiale divino sono ancora leggibili. E quindi ve le riporto qui. Spero di fare cosa gradita e spero che vogliate divulgare questo verbo che proviene direttamente dalla divinità con cui gioco ogni mercoledì sera a poker. E che faccio sempre vincere. Sai com’è, una saetta sugli zebedei fa male anche a me! Quindi ecco i comandamenti e dopo avergli dato una letta sapete che vi dico? Che li state proprio attuando alla lettera, senza nemmeno averli prima conosciuti! (Ringrazio comunque Mogu, Lilletta ed Enoch perché mi hanno aiutato in questa grande scoperta archeologicareligiosa. Prendetevela con loro se i comandamenti non vi piacciono! MUAHAHAHHAHAHHAH)

I DIECI COMANDAMENTI DEL PERFECT COSPLAYER™

  1. Il Cosplay sarà il tuo unico Signore e Dio, non ci sarà altro hobby all’infuori di lui. Dovrai considerare il Cosplay come una forma d’arte e uno stile di vita e non come un mero hobby.
  2. Farai Cosplay in ogni occasione anche per andare al Cosplay Contest della Sagra della Salsiccia con i Fagioli di Pizzo Calabro e farai Cosplay in qualunque occasione anche per andare a fare la spesa perché dovrai inculcare alle altre persone cosa sia il Cosplay.
  3. Non esiste l’amicizia nel Cosplay. Esiste solo la possibilità di sfruttare le persone e poi quando non ti servono più buttarle nel cesso. Gli odi e le faide servono per farsi conoscere. Sfruttale al meglio.
  4. Parteciperai ai contest online ed invaderai le bacheche degli amici su Facebook, oltre ad inondarli di messaggi privati, sms, contattando le persone via chat o con il piccione viaggiatore. Potrai usare anche altri metodi qui non elencati.
  5. Se qualcuno oserà criticare i tuoi Cosplay dovrai reagire come un cane idrofobo e rabbioso, non esistono critiche costruttive per i tuoi Cosplay. Accetterai solo chi ti osanna senza se e senza ma.
  6. Non avrai alcun senso dell’umorismo quando leggerai la satira sul Cosplay. Non si può scherzare su questa nobile arte. Insultali anche nei peggiori modi, se lo meritano.
  7. Se qualcun altro fa il tuo stesso Cosplay, alla tua stessa fiera, dovrai far notare quanto il tuo sia venuto meglio ed il suo peggio. E se scopri che qualcuno ha comprato un Cosplay da un sarto o da un’altra parte, lo insulterai fino alla morte, anche se hai l’armadio pieno di Cosplay comprati su ebay.
  8. Dovrai essere sempre al centro dell’attenzione, in qualunque modo possibile. Se possibile sfruttando il tuo corpo. Mezzi nudi ci si fa notare sempre di più che vestiti.
  9. Quando parteciperai alla gare di Cosplay dovrai far tutto per vincere, anche barare. Anche il furto, l’assassinio e altre forme di crimine sono contemplate. L’importante è vincere non partecipare.
  10. Se perderai una gara di Cosplay dovrai sempre dire che la giuria è venduta e corrotta. Solo te meriti di vincere. Non è colpa tua se hai perso. E’ sempre colpa degli altri. Di chiunque altro.

Mad Dog ad Orizzonti Fantasy

Ah che bello che è stato Orizzonti Fantasy… non sapete di cosa sto parlando? Beh era una fiera come fate voi umani. La fiera del nerd. E della gnocca. Oh ma quanta gnocca hanno visto le mie fosche pupille da demone cornuto! (Non sono fosche in realtà, è che è bello dirlo, direi che le mie pupille sono lussuriose… ecco si, lussuriose.) C’era gnocca di tutti i tipi, gnocca cosplay (come quella di Vocaloid con quel bastone gigante… … … solo a me fa venire in mente quel bastone pensieri zozzi?) , gnocca fantasy (di tutti i tipi da una gnocca alata che mi ricordava la mia cara Ellen Lynch alla gnocca Uruk-hai), gnocche che lottavano, gnocche che truccavano, gnocca a prescindere… c’era così tanta gnocca che non sapevo chi scegliere per… non sarò troppo volgare, ecco, per assaggiare il mio grande… apparato riproduttivo. Alla fine tra tutte le possibile fortunate ho scelto…                              la capra. Il fascino caprino colpisce ancora! Devo dire che è stato davvero un bel… rapporto… intenso… … chissà come sarà il mio discendente. Altre volte ho fatto dei figli con delle capre, non sono mai venuti molto… sani… Dicevo, c’era tanta gnocca ma anche tanto altro. Mostri. Si, lo so, anch’io lo sono, però erano davvero dei mostri quelli lì. C’erano di tutti i tipi, cornuti, linguacciuti, alati, orcheschi, caprini, insomma un po’ di tutto. Poi c’era un gattino fatto di lattice che sinceramente inquietava anche me. Ho provato a mangiarlo ma l’ho dovuto sputare che non lo digerivo bene! Ma il più brutto e orrido mostro di tutti era uno… era Impo. Per tutte le divinità infernali quant’è brutto! Poi c’erano altri individui che bisogna menzionare un certo Sam Senza Pene, un uomo che va in giro a spaventar la gente facendosi vedere senza il membro (e mi sta molto simpatico, si, beh è un tipo interessante) e due hobbit. Merry e Pipino che erano stafumati. Mi sarebbe piaciuti mangiarli, ma avevo già mangiato qualche cosplayers a sbafo ed ero sazio. E non posso non citare la presentatrice dell’evento di cosplay anch’essa molto gnocca. Ma d’altronde era Liz. Liz è gnocca qualunque cosa si metta! C’era anche la Lyppa, purtroppo io non l’ho vista molto, ero troppo impegnato con la capra e con il mangiare, ma vestita da megerazingara ci sta davvero bene! Che altro dire. Verrò (in tutti i modi) anche alla prossima edizione. Se il contenuto di gnocca si attesta su questi livelli… nessuno mi potrà allontanare dal prossimo Orizzonti Fantasy!

Mad Dog e i tre cosplay più zozzi

E’ con sommo e coitante gaudio che torno a parlare di cosplay, si coitante, non sapete cosa vuol dire? Allora uso una parola che forse vi è più congeniale, masturbante. Capito? O sennò devo usare spermaticamente? Insomma, ci siamo capiti spero, lollissimi lettori e gnocche lettrici, qui si parla dei tre cosplay più zozzi che potrete, per vostra fortuna, trovare in una fiera o in un evento di cosplay. Ed iniziamo con…

1) Yoko da Tenge Toppa Gurren Lagann

Come potete già vedere il personaggio è una gnocca, mezza nuda, che va in giro in bikini in pratica. Ci sono varie versioni, mi pare, ma quella più gettonata è questa che vedete nell’immagine sopra. Il cosplay rende di più quando lo fanno delle cosplayer gnocche, ovviamente, essere Yoko una gnocca. Soprattutto in questo caso bisogna avere delle belle tette, piene, sode. Belle. Diffidate dalle versione di Yoko che non hanno tette o ne hanno poche, quelle versioni non rispettano il vero spirito del personaggio. Che alla fine sono le sue tette, se pensate sia altro, tipo il suo mega-fucile, vi sbagliate. Inoltre, bisogna avere delle belle gambe, e, per farlo in maniera perfetta, bisognerebbe essere alte, perché quei mini-pantaloncini stanno bene con delle belle e lunghe gambe e con un bel culo tornito e sodo. E’ uno dei cosplay più zozzi perché… beh, vi devo anche spiegare perché? Non vi basta sapere che tizie con un bel paio di tette vadano in giro in bikini a novembre? Non vi basta questo per capirlo? E’ il cosplay porco per eccellenza. Ho visto gente morire dissanguata dopo aver visto certe cosplayers che portavano questo cosplay. Dissanguate dal naso. Per la precisione. Ora passiamo al secondo cosplay zozzo.

2) Panty & Stocking da Panty & Stocking With Garterbelt

Anche per questo cosplay ne esistono varie versioni, ma di questi due angeli caduti quella più famosa e sexy è la versione da poliziotte. La trama sinceramente ci importa poco, la cosa che importa a noi è che questo prodotto ci da la possibilità di vedere delle gnocche in fiera vestite da … qual è un aggettivo superiore a gnocca? … Uh fatemi pensare, si, vestite da ultra-gnocche. In maniera, ecco, che di solito non dovreste vedervi la gente in giro… E se la vedete, ditemelo che vengo ad abitare da voi. Subito. Prendo anche la cittadinanza italiana! Le ragazze ideali per fare questi due cosplay sono ragazze formose, con un bel fisico e, soprattutto come sempre, delle belle tette. Diffidate dalle imitazioni, come sempre anche in questo caso, che potrebbero aggirarsi in fiera, soprattutto quelle con poche tette. La differenza tra questo cosplay (mi riferisco alla versione poliziotte) e quello di Yoko è che mentre per Yoko… come dire, la mercanzia è bene in vista, per queste due è più nascosta, si gioca più sul vedo che c’è e me l’ho immagino al bagno. Oddio anche per Yoko, ma spesso per Yoko basta fotografare, non serve immaginare la tizia nuda… E l’immaginazione è una bella cosa si…

3) Nico Robin da One Piece

Conoscete queste personaggio vero? Se non lo conoscete ecco una piccola spiegazione, è una tizia che può creare molte braccia dal nulla ed è una piratessa… poi se volete sapete di più c’è Wikipedia e non venite a rompere il cazzo a me. Anche di questo cosplay ci sono varie versioni, che io non so ma potete chiedere a quel gran pezzo di cosplayer di Giada Robin, lei è fissata con questo cosplay. (E a noi piace tanto che è fissata con questo cosplay!). Comunque la versione più famosa è quella che vedete nell’immagine sopra, quella con il cappello da cowboy e il corpetto viola. La prerogativa principale per fare una Nico Robin fatta bene sono… beh le tette… so che mi ripeto, forse è colpa mia che sono un demone porcello, ma alla fine sei hai delle belle tette, grandi, può fare tutti i cosplay più zozzi, chissà perché mi chiedo! L’altra prerogativa sarebbe avere quattro o più braccia, ma voi esseri umani ne siete sforniti, quindi in teoria la cosplayer si deve arrangiare come può o le ruba da qualche cadavere o… beh le fa finte… ma io preferisco quando le rubano dai cadaveri. Comunque sarebbe bene anche avere la pancia piatta… o comunque non avere la pancetta, per questi tipi di cosplay, se volete rendere bene bisogna essere così purtroppo. Altra cosa, diffidate, come sempre, dalle imitazioni con poche tette o proprio non pervenute.

E siamo arrivati alla fine di questo post sui tre cosplay più zozzi, prima di lasciarvi, un piccolo appunto che mi è venuto spontaneo mettere dopo aver visto delle foto nei vostri giornali. Io come demone cornuto non sono contrario alla chirurgia plastica, ma quando abbellisce… non ti fa diventare una sorta di mostro che sinceramente anch’io trovo attraente quanto uno scopino del cesso. E mi riferisco ad una nota ragazza che si diceva avesse frequentato il vostro gaudissimo e simpaticissimo Premier. Ecco, guardatela in faccia se ci riuscite, guardate il suo corpo… ma perché rovinare quello che madre natura ti ha dato per diventare una sorta di cosa che è più plastica di un plastico di Bruno Vespa? Perché? Quindi, ok, andate dal chirurgo ma cercate di non diventare dei mostri di plastica. Fanno schifo pure a me. Poi si, basta mettergli un sacchetto in testa… ma rimangono dei mostri!

Dato che voi oggi festeggiate la resurrezione di quel tizio barbuto, il cui padre è mio carissimo amico, infatti giochiamo sempre a poker il mercoledì sera, beh per questo vi auguro Buona Resurrezione del Tizio Barbuto che è Figlio del Tizio con cui gioco a carte il mercoledì sera.

Orizzonti Fantasy

Ci sono un po’ di cose da annunciare, prima di tutto ho vinto un libro ieri. Ed è strano vincere un libro il primo di aprile! Il libro in questione è Tenerezza, di Robert Cormier edito dalla Elliot che ho vinto tramite il blog di Voce del Silenzio che per festeggiare il compleanno del suo blog ha fatto vari giveaways davvero molto belli e non solo… per festeggiare questo compleanno del suo blog, Le Mele del Silenzio, ha anche intervistato alcuni suoi amici blogger che si occupano di libri… l’ultimo intervistato era Mad Dog! Trovate qui la sua intervista. Ringrazio Voce sia per l’intervista che per il libro. Poi che altro? Ah si vi devo parlare di Orizzonti Fantasy, dovete infatti sapere che Lyppa mi ha incaricato di organizzare la presentazione fantasy dell’evento che si svolgerà il 29 maggio a Castiglion Fibocchi in provincia di Arezzo. L’autore che verrà sarà Francesco Barbi, l’autore di “L’acchiapparatti“. Inoltre sto organizzando insieme ad altre persone anche la gara di cosplay, Orizzonti Cosplay, che verrà presentata da Liz “Nemesi” Biella. Quindi appuntamento al 29 maggio, vi aspetto numerosi!

Addio Mad Dog e a tutti voi…

La decisione è presa, nel blog La Mela del Silenzio, troverete, crede presto entro oggi comunque, l’ultima presenza di Mad Dog nella rete, da oggi non lo userò più, non ci sarà più Mad Dog. Lo cancellerò anche personaggio dei miei racconti. Addio. Il fatto è che mi sono stufato di lui, mi sono stufato che lui sia più noto di me, più interessante di me, più tutto. Io che l’ho inventato sono diventato la sua spalla. E così non va bene. Non va bene che la gente mi cerchi solo per lui, che senza di lui non abbia alcun interesse per me. Poi, non è solo questo ovviamente. La presenza di Mad Dog è stata sempre ingombrante. Il fatto è che mi sono stufato di dovermi scusare ogni volta che quello che scrive Mad Dog urta la sensibilità o i sentimenti di qualcuno. E ultimamente sta succedendo troppo volte. Mi sono stufato di scusarmi continuamente per quel che scrivo come Mad Dog. Ogni volta c’è qualcuno che se la prenda male. Quindi basta. Mi sono rotto di tutto e di tutto. La smetto. Mad Dog è morto. E non tornerò sicuramente indietro su questa decisione. Forse non mi vedrete per un po’ di tempo su internet, sono successe un po’ di cose spiacevoli in questi in questo periodo e la voglia di stare su internet, soprattutto quando certe persone possono leggere ciò che scrivo e parlare alle spalle, è davvero minima. Sono tentato, molto tentanto anzi, di terminare… troncare ogni amicizia iniziata su internet perché tanto è tutto falso no? E’ tutto finto. Per quanto qualcuno di voi si professi tale, non siete miei amici, non vi importa nulla di quello che io scrivo, faccio, provo. Alla fine vi importa solamente, come è anche giusto, della vostra vita, vera, reale. A nessuno frega delle amicizia iniziate e coltivate su internet. Sarò sempre un amico, un conoscente di serie B. Quindi stop pure a questo. Se troverete il mio profilo di Facebook chiuso o se non potrete più leggere quello che posto, saprete perché. Idem il blog. Devo anche prendere una decisioni per un progetto con cui stavo collaborando, con la Lyppa, Orizzonti Fantasy di cui avrei dovuto curare la presentazione fantasy ed essere uno degli organizzatori e giurati della gara di cosplay. Ora come ora me ne voglio tirare fuori. Non voglio avere più niente a che fare con nessuno di voi. Non andrò più a Lucca né in altre fiere o eventi sparsi per l’Italia. Quindi addio a tutti e speriamo di non rivederci mai più. Mi fate solo schifo. Soprattutto quelli che fanno parte del mondo del cosplay e del mondo del fantasy italiano. Sono mondi corrotti e pieni di persone false e bugiarde che appena giri le spalle ti accoltellano. Non ti puoi fidare di nessuno. Nemmeno di quelli che avevi considerato amici o amiche. Vorrei dire certe cose a certe persone con cui sono stato insieme nel recente Roma Comics, ma per decenza mi sto zitto. Mi rimane da dirvi solo un’ultima cosa…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SE C’AVETE CREDUTO AVETE LA FACCIA DA VELLUTO, MA IL  VELLUTO COSTA CARO FACCIA DA SOMARO!

Mad Dog e i cosplay di tendenza!

Una cosa di cui volevo parlare da tempo è che nel fantasticamente, psichicamente e gaiamente drogato mondo del cosplay c’è la tendenza, come normale, a fare più cosplay da una determinata fonte. Un tempo trovavi in fiera mille Naruto e ti chiedevi se non stavano tutti facendo quella tecnica di Naruto che consiste nel duplicarsi e no, poi scoprivi che erano tutti e mille singoli che facevano Naruto… o un tempo ti trovavi viali pieni di inquietanti L da Death Note (che è il cosplay più idiota da fare maglietta bianca, jeans, cappelli scarmigliati, insomma devi essere un muratore e lo sai fare bene!). In questo periodo sono tre i cosplay che più di ogni altri vanno in voga e sono tratti da Hetalia, Kuroshitsuji e Vocaloid. Partiamo dal primo Hetalia Axis Power una versione romanzata, con gli stati in versione antropomorfa, della storia tra la Prima Guerra Mondiale alla Seconda Guerra Mondiale. Il protagonista di Hetalia è l’Italia del Nord chiamato appunto Italia.. del Nord…… ed è separata dal suo fratello terrone, l’Italia del Sud. L’Italia del Nord ha una cotta per la Germania… (e fin qui sembra un manga scritto dal Trota il figlio di Bossi). Il problema sorge dal fatto che… beh questo manga è schiettamente gay, quindi non possono essere stati i leghisti scriverlo. Perché è gay? Perché la maggior parte dei personaggi sono rappresentati come maschi e… beh avete capito. E non c’è nulla di male in ciò. Cioè io mi accoppio con qualunque genere di cosa quindi, era per dire che dei leghisti puri non potrebbero aver scritto una cosa così yaoi. Se capite cosa vuol dire yaoi, mi spiace dirvelo, ma siete proprio dei nerd senza speranza. A me l’ha detto Impo cosa vuol dire… quindi è lui il nerd senza speranza, capito? Non sono io! Allora, la trama principale di Hetalia (che io avrei chiamato Hentalia… o Yaoitalia) è la storia d’amore non corrisposta tra l’Italia del Nord a.k.a. Padania e la Germania che è troppo frigida per accettare le avances dell’Italia del Nord che è vista come un’imbranato e un’idiota. Quindi questo è un altro punto a favore del fatto che non sono stati i leghisti a scrivere ‘sta storia. Di solito i cosplayers anzi le cosplayers decido di fare i cosplay dell’Italia del Nord, della Germania e di altre nazioni a random come l’Inghilterra. Vanno in giro per le fiere con le bandiere dei vari paesi e spesso vengono scambiati per pazzoidi nazionalisti che festeggiano qualche festa dimenticata. O per partecipanti ai qualche meeting strambo delle Nazioni Unite. Di solito si usa questo manga per fare scene yaoi direttamente in fiera e scandalizzare i poveri vecchietti che possono transitare nella zona, i bambini e le bambine che non capiscono più una mazza vedendo due tizie una con la bandiera dell’Italia e l’altra della Germania baciarsi o ancora gli etero a cui prende un colpo quando vedono ‘ste cose. Insomma questo è il manga adatto per fare le cose porche in versine yaoi senza far baciare per forza Naruto e Sasuke, che mi permetto di dirlo, sono etero e non ho mai capito perché nelle fiere li vedo sempre sbaciucchiarsi insieme! Povera Sakura già ha tanti complessi per conto suo, il primo di essere piatta come una tavola da surf ed il secondo di essere inutile come ninja ma ci metti pure che il suo amore se la fa con quell’idiota di Naruto, posso ben capire allora perché Sakura sia così violenta e schizofrenica. Non è perché è una donna (e sappiamo bene che le donne sono esseri strani, dall’umore altalenante!) ma è perché è sfigata! Di Hetalia ci sarebbe anche di parlare del fatto che c’è una totale edulcorazione di certi argomenti e vicende storiche, ma io non sono un professore di storia e se voi volete pensare che Hitler era solo il “capo pazzo” della Germania, a me non me ne fotte niente! Ma ora passiamo a parlare del secondo nostro impuntato Kuroshitsuji che chiameremo per comodità Kurosticazzi (© Giada Robin, che saluto vivamente essendo una cosplayer che apprezzo tantissimo, moltissimo, levissimo!) di cosa parla questo manga? E’ ambientato nell’Inghilterra Vittoriana e parla di un maggiordomo e del suo padrone un ragazzo adolescente di nome Ciel Phantomhive… … si, un nome sicuramente molto inglese e molto vittoriano. Moltissimo. Come Paolo Meneguzzi o Piotr Rubik. E che fa sto Phantomcoso? Deve vendicarsi della gente che ha ucciso i suoi genitori e lo fa attraverso il suo maggiordomo-demone chiamato Sebastian, oltre a risolvere dei problemi misteriosi che insidiano l’Inghilterra. Ma quel che interessa in realtà ai fans di questo manga è il sottotesto omo-erotico tra i due. Si avete capito bene. Anche questo manga è yaoi. Perché alle ragazze nerd, non si sa ancora perché bene sinceramente, piace lo yaoi più di quanto piaccia vedere un maschio che si va a letto con una femmina. Misteri dell’universo femminile! Comunque altri personaggi memorabili di questo manga sono una tizia che si veste tutta di rosso ma di cui non ho capito molto il senso ed un altro tizioa che si veste anche lui di rosso ma ha una dentatura da squalo e una motosega gigante. Sicuramente una motosega molto attuale per quell’epoca. Si. Si. Ci sarebbe anche da parlare del fatto che per pronunciare Kurosticazzi in originale sono morte moltissime persone, circa mille, perché si sono strozzate con la saliva tentando di pronunciare il nome del manga. Ma sinceramente io non sono  un dannato becchino, non devo seppellire gli umani che schiattano per pronunciare Kurosticazzi, quindi per me potute pronunciare tutto quello che volete, anche quello che vi ammazza, tanto a me non me ne fotte niente. Passiamo a parlare di Vocaloid… allora… come dice il nome è una cosa sul canto. In pratica… è partito tutto da un sintetizzatore vocale. Siccome la storia è stra-pizzosa e poco interessante non ve la racconto. Dico solo che si sono queste sgalettate canterine e che ad ogni fiera ti trovi ‘ste tizie vestite da software di sintetizzazione vocale. Tu dici, sono tipo dei microfoni ambulanti o delle scatole con scritto “Vocaloid Software”. No sono vestite in maniera stramba ed hanno un numero tatuato sul braccio. Perché? Boh non lo so. E tu le vedi in fiera… frotte di ragazze con ‘sti bracci tatuati ed alcune di loro, purtroppo per noi, si credono anche cantanti, pensando che essere il cosplay di un sintetizzatore di voce… la loro voce da stonata diventi divina! Ci sarebbe anche da ragionare sul fatto che si fanno cosplay proprio da qualunque cosa, anche dai programmi per pc…. ma io non sono un esperto di cosplay e voi potete fare cosplay di quel che volete, a me, in fondo, non fotte niente. Questi quindi sono i tre cosplay maggiormente in voga tra le masse ma ora passiamo a parlare di qualcosa che piace più a noi maschi, qualcosa che ci attizza per bene, finora in fondo abbiamo parlare di cose che piacciono alle femminucce. Quindi è ora di parlare dei tre cosplay più porchi che potreste incontrare in fiera! E questi tre sono… … uhm faccio lo stronzo bastardo e sapete che faccio? Non ve li dico. Quando mi andrà di fare un altro post sul cosplay sarà sui cosplay porchi. Così vi tengo in attesa! MUAHAHAHHAAHAHAHAHAHAHAHAHHAH

Mad Dog e il rosicamento da cosplay

Salve a tutte miei procaci lettrici (un bacio alla francese soprattutto a Giulia Frontalini, ti stimo) e miei procaci lettori con la panza da ubriachi, allora si torna a parlare di cosplay perché dopo il Roma Comics è iniziato un gigantesco flame su Facebook ed anche durante la stessa premiazione. Perché è partita tutta questa storia? Per il rosicamento. Che viene dal verbo rosicare e cioè invidiare. Ed ora vi spiego perché invidiano. Dovete sapere che il cosplayer o la cosplayer rosicona è una categoria particolare del mondo del cosplay. Si credono di essere uno stracazzo di Dio della Minchia Fottuta in Terra, credono di averla o averlo d’oro, credono che dovunque loro passino dovrebbero spuntare fiori invece sputano solo funghi velenosi. Dicevo che insomma una complesso di superiorità che supera, persino, la grandezza del mio membro pienamente eretto. Questo persone quando non vincono un contest di cosplay pensano subito al complotto, al marcio, e non che se non vincono significa non che i loro cosplay non sono all’altezza o erano fatti male o che la loro esibizione faceva cagare merda acida, no, pensano che sotto ci sia un complotto! Ed i casi sono due o qualcuno ha sabotato la loro performance o la giuria è comprata. Analizziamo il primo caso, come si fa a sabotare una performance direte voi? O facendo il loro stesso cosplay e quindi rovinandogli la gara (e secondo loro hanno fatto apposta i loro stessi cosplay per ripicca e come l’hanno scoperto? Eh, questi cattivissimi cosplayers che rovinano le gare e le pilotano hanno anche le spie!). O un altro modo è quello di sabotare la scenetta. Come? Le luci messe male, il cd che non parte, il microfono che non funziona, le orecchie del pubblico che esplodono dopo aver sentito il pezzo cantato, la giuria che fa harakiri dopo aver visto i loro splendidi cosplay. Cose del genere ecco. L’altro caso è che la giuria sia comprata, corrotta ed in questo caso è tutto un magna magna! Perché vincono sempre gli stessi, vincono sempre alle stesse fiere, secondo loro è tutto già programmato. Tutto già deciso. Perché? Perché nella giuria ci sono gli amici, le fidanzate, i fidanzati, i parenti tutti, i nonni, i gatti e pure i demoni cornuti. Il problema è che quando vincono loro la giuria non è mai comprata, no, macché, quando però non vincono, la giuria è corrotta. Comodo pensare così vero? Cazzo nemmeno io che sono un demone cornuto ragiono in maniera così emeritamente cogliona! Bisogna essere proprio degli idioti decerebrati dal cazzo moscio e dalla fica secca per pensare una cosa del genere. Purtroppo succede. E quando succede questi rosiconi cominciano i flame sia durante la premiazione che poi nei social network. E cosa fanno di solito? Assaltano la giuria che poraccia si è dovuta sorbire la loro esibizione del cazzo usando persino i loro parenti come kamikaze (in fondo è cosplay si prendo le idee dei giappi in tutto e per tutto!), e come è ovvio assaltano anche il presentatore o la presentatrice che spesse volte dopo tali assalti sono costretti a rifugiarsi in Tibet per sette anni o più!  E in tutto questo non gli passa in mente che forse se non hanno vinto significa che non lo meritavano, che nella loro scenetta avevano la leggiadria di una balena spiaggiata, che sembravano truccati da un cieco epilettico, che i loro cosplay erano somiglianti agli originali da cui erano tratti quanto un cadavere di un giorno assomiglia ad un cadavere decomposto da tre mesi. Il bello è che quando vedono che hanno perso si attaccano ad ogni cosa per insultare chi ha vinto, chi gli ha rubato il premio. E la parrucca era più chiara, era marrone e non castana. Il vestito era rosso scarlatto e non rosso carminio. La lancia doveva essere lunga un metro e non un metro e un millimetro. E poi cioè ma avete visto quella lì oh aveva una lente verde e nell’altro occhio non aveva niente, ammazziamola! E cazzo non è valido partecipare con i personaggi di un musical! E no, il cosplay da musical non va bene. Anche se è il musical della Sirenetta! Che scherziamo! Eh. In conclusione per loro è tutto un magna magna. Quindi se vi state chiedendo come me lo chiedo io… ma questa gente rosicona perché partecipa alle gare se è tutto un magna magna? Organizzassero le loro e vediamo come va a finire! Poi, ma poi la vera domanda che ci dobbiamo porci, oltre a quella che ‘sta gente così cogliona avrà una vita? Boh, forse no. Se fanno tutti questi casini probabilmente non hanno problemi veri. E’ gente gretta. Che, vorrei ricordarlo forse ve ne state scordando, si sta accapigliando per delle fottute gare su chi si traveste meglio da cartone animato! Bisogna essere proprio fallati nel cervello per rosicare per queste cose. In questo modo. Sicuramente questa gente ha bisogno di uno psichiatra. E se volete mandateli da me! Comunque continuiamo con questo fenomelogia del cosplay rosicone. Dopo aver rotto le palle a tutti durante la premiazione che fanno questi cosplayer rosiconi? Tornano a casa e iniziano flame giganteschi, non avendo un cazzo da fare nella loro vita merdosa, fanno quello che gli riesce meglio. Polemica all’italiana. E sparlando e spandono merda ovunque perché hanno perso una stra-cazzo di gara sui cartoni animati. Perché questi cosplayer rosiconi con il complesso di Dio che hanno non sanno perdere affatto. Pensano che non possono perdere. Quindi alla fine si organizzeranno in gare tra di loro, solo tra rosiconi, Rosiconi Contest, in cui poi alla fine si attaccheranno tra di loro perché tutti vogliono vincere! Si, sarà così. Già lo vedo. Quelli che ora sembrano tanto amici, domani si odieranno a morte. Che tra l’altro una caratteristica essenziale di questi cosplayer rosiconi è che sono falsi, davanti sono tanto carini, ma dietro dicono peste e corna. Perché si credono gli unici cosplayer bravi che esistano sulla faccia della Terra. Questi sono gli stessi cosplayers che venderebbero la madre al diavolo pur di vincere o la nonna, o il gatto. Insomma farebbe di tutto pur di vincere. Perché cazzo vincere una gara di cosplay ti cambia la vita vero? Si, cazzo, una coppa e quando capita un viaggio in Giappone. Oh diventi famosa. E’ per quello che lo fanno perché pensano che Giorgia e Francesca abbiano sfondato ed ora abbiano i miliardi di dollari. E da quel che sono non è proprio così. Se c’è li avessero glieli avrei fregati io… o Borgo! Quindi ricapitolando, siamo giunti alla fine di questo post sui cosplayer rosiconi. Se ne incontrate qualcuno, per la vostra stessa esistenza, statene ben lontani. Potrebbero attaccarvi qualche brutta malattia. Rogna soprattutto. Metteteli nei recinti con i loro simili ed aspettate che si sbranino tra di loro, non ci vorrà molto. O al limite mettere ad ogni contest un premio “Rosicamento” e glielo assegnate. Ed il premio sono io. Così sfoltiamo un po’ questa categoria assai malsana. E vi ricordo che il cosplay, almeno è quello che mi dice Impo, è solo divertimento. Dovrebbe essere solo divertimento. Vivetelo come tale. Sennò poi diventante rognosi come certa gente. Direi che a questo punto, prima di salutarci, dobbiamo urlare tutti una frase simbolica, e non Mad Dog è strafigo, no, potete farlo se volete, ma non intendevo quella frase. No. La frase è questa.

CI AVETE FRACASSATO I MARONI, COSPLAYERS ROSICONI!

Anche se devo dire che mi state facendo divertire un modo! MUAHAHAHHAHAH siete troppo forti. Cioè siete proprio malati, ma malati tanto. Ed io che pensavo di essere fuori di testa. Io sono normale al loro confronto! Quindi cari e care vi saluto e vi attendo nei miei prossimi post. Un bacio con la lingua a tutti e a tutte. Ma non hai rosiconi. A loro un bel cazzo eretto infilato nel culo senza vasellina. A qualcuno potrebbe anche piacere! Son pure perversi ‘sti cosplayers rosiconi!

 

p.s.: a Impo dice che approva il post pienamente. Cioè è una cosa epocale! Io e Impo che pensiamo la stessa cosa!… ecco no, ora che l’ha letto dice che ho scritto un mucchio di stronzate… buuuuuu

p.p.s.: se questi cosplayers rosiconi toccano chi dico io… o chi dice Impo… sarà Guerra. Una Jihad che manco gli Orchi potrebbero fare!

Edit 23/03/2011 imp.bianco: Mi tocca editare il post per dissociarmi dai modi e dai toni di Mad Dog e per dire che Mad Dog non si riferisce a nessuna persona in particolare, a precisi fatti realmente accaduti e soprattutto non si riferisce a Francesca Fioravanti e Daniela Stocchi e mi spiace se il post ha dato quest’impressione. I post di Mad Dog sono satirici, bisogna prenderli come tali. E’ la sua visione perversa delle cose, in questo caso di alcuni aspetti del cosplay.

Mad Dog: cosplay e bellezza – Roma Comics & Games Awardese

Premessa da imp.bianco, essendo un post di Mad Dog è un presa in giro. Non prendetelo sul serio. E’ un demone cornuto alla fin fine e ragiona come tale. Intanto mi dissocio già da ora per qualunque cosa Mad Dog scriva. Non si sa mai!

 

Oggi insieme ad Impo sono stato ad una fiera di cosplay. Ok, lui non sapeva che ci fossi pure io. Sapete ero, come sempre, in incognito. Devo dire che c’era proprio tanto ben di Dio. O di Satana. O di Visnù. Fate voi. Insomma c’era tanta gnocca. Ma tanta per dire tanta. Comunque oggi non sono qui per parlare di questa fiera ma invece per parlare ancora del cosplay e soprattutto della relazione tra cosplay e gnoccaggine anche detta bellezza. Perché voglio fare questo post? E’ il mio sfintere anale che me lo chiede. E sapete bene che allo sfintere anale non si comanda! Allora nel mio ultimo post sui cosplayer maschi qualcuno che sta a Lisbona, almeno secondo quei siti farlocchi che ti mappano l’IP, ha detto ad Impo che lui ha la panza e quindi criticare chi ha la panza e fa cosplay è da merda secca. Ecco, chiunque tu sia, sappi che sei proprio un… sacco di merda di pterodattilo del giurassico! Si, e ne so qualcosa, l’ho mangiata quella merda e, signori miei, fa schifo al cubo. Dicevo, non può prendertela con Impo… sono io che scrivo ‘ste cose! E poi che c’entra se lui ha panza… non gli possono non piacere quelli che fanno cosplay e hanno la panza? Sarebbe sacrosanto, anzi, giustissimo. Infatti è di questo che voglio parlare. Di quel che voi pensate veramente nelle vostre testoline bacate e so bene che molti di voi mi criticheranno per quello che scrivo ed Impo già ha detto che si dissocia totalmente da quello che sto per scrivere. A tutti voi, sia maschi che femmine, gay e lesbiche, gamberi giganti e fotografi pervertiti, a tutti voi, piace la gnocca o il gnocco. Come a me. Voi la pensate come me ma siete moralisti del cazzo e non potete ammetterlo. Nel cosplay ci piace vedere il bello. Il cosplay è gnoccaggine. E’ perfezione del corpo. E’ belle tette e bei culi. E’ ventri piatti. E’ cosce sode. E’ bonanza. Perché a me piacciono tanto le fiere? Posso vedere tanta gnocca gratis. E sinceramente dato che ho pagato… cioè voi… io di solito con i metodi non pago. E’ utile essere un demone cornuto! Comunque dicevo, io mi aspetto di vedere certe cose e non panze da alcolizzatoa all’aria, cosce come tronchi di sequoia, assenza di tette (questa punibile con la morte immediata), culi che sembrano quello che Impo, parrucche che sembrano mocio vileda, abiti che manco ai barboni vedi indosso, armi e accessori che sembrano usciti da una discarica italiana, peli di culi maschili che escono a profusione, (io come demone cornuto sono per la totale depilazione, sapete, poi quando mangio mi trovo tutti ‘sti peli in bocca, un fastidio!). Ecco avete capito. Io voglio vedere la gnoccaggine cazzo. Se vuoi vestirti da Batman o da Sailor Moon fallo. Ma a casa tua. O se lo fai e vai in fiera… beh non ti stupire se parlano male di te o se qualcuno ti mangia o ti amputa una parte del corpo perché gli fai ribrezzo. Ecco se poi morite dissanguati non è colpa mia! Non date la colpa a me! Prima di concludere il post una mini-premiazione, si…

Premio Più bella coppia non c’è (In realtà me li sarei voluti pappare tutti e due ma Impo si è opposto… pena la castrazione perenne)

Liz & Entony

Premio Mi State Simpatici

Quelli di Cosmoplay

Premio Ammazza Che Belle…… occhi…

Giulia Frontalini

Premio Push Up

“Ino” Elena Anna

Premio ti inculo senza vasellina mon amour

Mauro Moscetta

Premio Gnoccaggine

Yuriko Tiger

Premio Ammazza Che Bonazze

Nadiask & Mogu

Premio c’è l’hai piccolo

Il Palco

Premio Miglior Fiocco

HelloLen

Premio Occhi Belli

Setsuna

Premio Orecchie Da Sturbo

Hellena

Premio Miglior Soprammobile

Veronica Neri

Premio Migliori Contorsioni

Roberto di Cosplay Planet

Premio Faccia Dolce

Cami Linalee

Premio Mentadent (lo vince sempre lei!)

Amy Colanera

Premio Sciancato (che è cascato sabato ed ha fatto un tonfo da primato!)

Impo

Premio Speciale Del Giurato Sbavante

Veronica Cetrano che ha commentato questo post

Premio Spacca Scettri

Mary Chan

I premi per ora sono finiti, forse ci saranno aggiornamenti, alla prossima oscuri lettori e gnocche lettrici!

Roma Comics: Conflitto Finale

Spesso si chiedeva perché l’avessero dimenticato, perché ormai era rilegato soltanto ai fumetti o a dei film idioti. Lui era un fottuto dio. Una divinità nordica. Doveva scegliere un bersaglio, qualcuno a cui tirare un tiro mancino così da poter essere di nuovo temuto come era stato un tempo, anzi ben di più grazie ai prodigi di quel nuovo tempo.

La prima cosa che gli venne in mente dopo aver superato i cancelli ed essere entrato dentro il palazzo dello sport, fu che c’era davvero una moltitudine di gente quella domenica al Roma Comics. Gli anelli del Palalottomica era ricchi di stand e di moltissime persone che si incuneavano in ogni spazio per poter vedere quale merce fosse esposta. Era un profluvio di fumetti, dvd e gadgets vari dai portachiavi alle action figures. Per pura fortuna riuscì ad individuare chi stava cercando, per quanto non fosse facile tra la marea di cosplayers che lo circondavano. L’aveva certamente aiutato il fatto che la sua amica, Liz, indossasse una parrucca bionda con i boccoli e che fosse accompagnata da un ragazzo, suo fratello, che portava il cosplay di Ergo Proxy dall’anime omonimo. Oltre al cappotto rosso indossava la maschera bianca con degli strani prolungamenti simili a lunghe ciocche di capelli. Calca permettendo riuscì ad avvicinarsi ai suoi amici e vide che insieme a loro c’era pure il suo amico lucchese Lord Ashram che come suo solito era vestito da impeccabile vampiro vittoriano, sembrava uscito direttamente dal famoso romanzo dello scrittore irlandese. Si era sempre chiesto come facesse Lord Ashram a sopportare i capelli così lunghi e fluenti, gli arrivano ben oltre alle spalle, neri e lucenti. Lui adorava avere i capelli corti, anzi cortissimi. Salutò tutti e rimase colpito, come capitava sempre, dalla bellezza della sua amica, era alta e snella. Ciò che piaceva soprattutto a Francesco era il viso della ragazza. La conformazione delle labbra, il taglio degli occhi, le sue guance. Liz era una ragazza che non lasciava indifferenti, non solo perché era bellissima ma anche e soprattutto per il suo carattere, per come era. Era travolgente, come l’onda di uno tsunami, ti sconvolgeva la vita e ti faceva girare la testa, ma era uno sconvolgimento buono. Benefico. Era una carissima amica. Era una delle amiche alle quali era più legato. Si stavano incamminando verso alcuni stand, in particolare, Francesco voleva andare a trovare i suoi amici di Gente di Cartoonia, quando sentì che qualcosa stava per accadere qualcosa. C’era un qualcosa di sbagliato nell’aria, lo percepiva. Era un’acuta sensazione nella propria mente quasi una sorta di deja vù. Sentì un dolore lancinante alle tempie, come se qualcosa venisse squarciato. L’amica lo guardò preoccupata.

“Tutto bene?” chiese con quella sua voce che aveva quell’accento che a Francesco piaceva tanto e di cui si scordava sempre la provenienza.

“Si, ho solo avuto una fitta alla testa. Niente di che.” rispose il ragazzo che aveva ancora quella strana sensazione. Qualcuno lo stava chiamando. Si girò. Quando vide chi era la persona, capì che la situazione doveva essere davvero molto brutta.

“Mio signore!” urlò ancora l’uomo. L’aveva riconosciuto immediatamente. Era Tom Goron, il capo degli Imperiali, la guardia scelta di Impero, che era il suo alter-ego nei suoi racconti. O in quelli che credeva essere tali. O che gli altri pensavano fossero tali. Era una questione ancora molto complicata che lui stesso non comprendeva chiaramente. L’uomo era assai muscoloso, pelato e la pelle della sua testa era perfettamente lucida. Indossava una divisa militare nera, molto semplice e sobria. Poteva vedere che l’uomo aveva un fucile mitragliatore a tracolla e una corta daga attaccata alla cintura infilata in un fodero di cuoio. L’uomo si fermò a pochi passi da Francesco e si batté il pugno destro chiuso sul petto per poi alzarlo in aria.

“Mio signore, abbiamo un problema, un’anomalia che abbiamo riscontrato nel continuum spazio-tempo. Qualcosa è emerso da un’altra realtà, non abbiamo il tempo per evacuarla in un altro luogo. Abbiamo avvertito Anubis, verrà ad aiutarci per fronteggiare la minaccia. Intanto lei ed i suoi amici sarete sotto la mia protezione e degli Imperiali.” disse Goron la cui voce era decisa e forte come ci si aspetterebbe da un soldato come il capo degli Imperiali.

“Chi è il tuo amico?” chiese Liz. Lei e gli altri non avevano sentito lo scambio di battute tra il ragazzo ed il soldato poiché erano impegnati a vedere uno stand di vestiti vittoriani.

“Mi chiamo Tom Goron, signorina Lisa Biella. Sono il capo degli Imperiali, la guardia scelta di Impero, il mio comandante nonché metà dello spirito di Francesco. Sono qui per portarvi al sicuro. Il continuum spazio-tempo è stato squarciato e qualcosa di assai pericoloso sta venendo qui. Non possiamo farvi evacuare, non abbiamo tempo, vi proteggeremo finché non arriveranno i rinforzi. Seguitemi se volete vivere.”

“Non avrei potuto dire di meglio. Direi di seguirlo. Anche se come imitazione di Terminator, lascia un po’ a desiderare…” chiosò Francesco stupendo i suoi amici che si aspettavano tutto fuorché quello che avevano appena sentito. Probabilmente fu la voce calma e decisa di Goron o le strane cosa che aveva detto, comunque tutti lo seguirono ed arrivarono ad uno stand vuoto in cui trovarono alcuni soldati che stavano caricando delle strane armi, dei mitragliatori, che sembravano fatti di plastica o di altri materiali simili. Intorno a loro altri soldati stavano ammonticchiando dei sacchi di sabbia e costruendo velocemente delle trincee e delle zone riparate. Goron il guidò ad un tavolo su cui erano sistemati due notebook in cui si poteva vedere l’esterno da delle telecamere di sicurezza come spiegò il capo degli Imperiali. Quello che videro li lasciò a bocca a aperta.

“Quello è il Golden Gate Bridge!” esclamò Francesco. Il ponte rosso di San Francisco, fluettante nell’aria, tranciato dai suoi sostegni, stava venendo a spron battuto contro il Palallottomatica. L’imponente ponte, trasportato da una forza invisibile, era uno spettacolo epico e pauroso al tempo stesso. La paura che suscitava era atavica, così impressa nell’animo umano da sconvolgere anche l’uomo più forte e tenace. La paura dell’ignoto. La paura dell’incubo che si realizza davanti ai nostri occhi. La paura dell’impossibile che prende vita.

“E’ impossibile, sarà lo scherzo di qualcuno, una manipolazione del video.”

“Vorrei che lo fosse, signor Betti, nemmeno noi siamo così bravi a creare effetti così verosimili. E’ reale. Lo dovete sentire. C’è qualcosa di terribilmente sbagliato nell’aria, è quello squarcio che vedete dietro il ponte, dove si intravede la baia di San Francisco. Qualcosa ha interferito con il normale corso degli eventi…”

“Ed ora Tom siamo noi che dobbiamo affrontare Magneto e la sua Confraternita dei Mutanti. Sono un esercito e hanno anche la Fenice Nera. Non c’è la farete da soli. Vi serve anche il mio aiuto.” disse risoluto lo scrittore dei racconti raccogliendo il poco coraggio che aveva in corpo.

“Non può. Lei non ha i poteri di Impero!”

“Ma ho questa con me.” esclamò Francesco brandendo dal nulla la mitica Spada dei Sette Sigilli Ancestrali. Non sapeva da dove fosse comparsa, non sapeva come avesse fatto, ma ora c’è l’aveva in pugno e attraverso di essa sentiva confluirgli in corpo gli immensi poteri di Impero. L’unica domanda che si poneva era se il suo corpo mortale potesse contenere tutto quel potere. C’era poco tempo per riflettere.

“Mio signore, come lei comanda. Non abbiamo molto tempo. I suoi amici resteranno qui. Abbiamo ordinato l’evacuazione ma ci sarà una ressa incredibile ai cancelli. Tutti gli uomini della sicurezza stanno accorrendo alle uscite. Abbiamo ordinato alle forze armate italiane di non fare nulla, sarebbero d’intralcio, intanto abbiamo anche ordinato l’evacuazione dell’intera provincia di Roma. Noi qui siamo cinquanta e abbiamo armi fatte di materiali non metallici, che Magneto non può usare quini contro i noi. Ne daremo anche a voi” – il capo degli Imperiali ora si stava rivolgendo agli amici di Francesco – “non si sa mai. Sono fucili laser all’oricalco, settati per tramortire, non vogliamo uccidere nessuno, non è la nostra politica, ma se le cose dovessero mettersi male… potremmo anche usare la forza letale. Vi daremo anche delle spade laser. Spero che comunque non le dobbiamo usare.”

“Due minuti all’arrivo di Magneto.” urlò uno degli Imperiali.

Il panico si era diffuso tra la gente, la paura serpeggiava diffondendosi in ogni dove, persino nell’animo di chi vi scrive. Come poteva essere diversamente? La folla rumoreggiando stava fuggendo verso le uscite di sicurezza che erano direttamente all’opposto della zona in cui sarebbe arrivato il ponte.

Francesco tirò un attimo in un luogo appartato il capo degli Imperiali.

“Affido a te i miei amici, se gli succede qualcosa, la tua anima sarà mia.” disse gravemente il ragazzo, con una luce oscura negli occhi castani.

“La mia anima è già sua. E’ la paura che la fa parlare, mio signore. La paura fa bene. Rende vivi. Più vivi di chi troppo coraggiosamente si butta a morte certa. Ma ora affrettiamoci, fra qualche secondo saranno qui!”

Prima di prendere posizione con gli Imperiali, il ragazzo si fermò dai suoi amici per dargli qualche parola di conforto nel caos che stavano vivendo.

“Andrà tutto bene, ve lo prometto.”

“Charles ha voluto sempre costruire ponti!”

Le parole del signore del magnetismo si persero tra il fragore del metallo che veniva divelto dai suoi poteri e dalle macerie prodotte dallo scontro tra il ponte e l’edificio. Una nube densa di polvere si alzò oscurando la vista. La scena era terrificante ed era stata ripresa dalle televisioni italiane per poi essere ritrasmessa in tutto il mondo. Francesco e una parte degli Imperiali si erano disposti a qualche metro dallo stand che fungeva da postazione di comando. Nel posto si erano rifugiati i suoi amici insieme agli Imperiali guidati da Tom Goron che aveva fatto portare anche dei cannoni all’oricalco puro. Le nuove armi all’oricalco erano le più efficaci che si potessero avere. Il loro raggio poteva essere modulato per colpire solo determinati gruppi di persone, in questo caso si era scelto di inibire il gene mutante.

“Il ragazzo è nell’ala sud est dell’edificio.”disse Callisto la mutante che poteva percepire i poteri degli altri della sua specie.

“Bene allora.”

Magneto fece un rapido cenno con la testa al suo braccio destro, Pyro, che esclamò soltanto “Buttiamolo giù!” e l’orda di mutanti inferociti calò contro il Roma Comics. C’erano di tutti i tipi, teleporta, telecineti, superveloci, superforti, c’era persino uno con i poteri di attaccarsi ad ogni superficie come un ragno. Anche il Fenomeno stava per avanzare per unirsi allo scontro imminente ma venne fermato da Magneto.

“Negli scacchi i pedoni vanno avanti.”disse il Signore del Magnetismo fermando l’altro mutante.

L’impatto iniziale fu devastante, i mutanti erano in soprannumero ma combattevano con rabbia, arroganza di chi pensa di essere superiore all’avversario mentre gli Imperiali erano un esercito altamente addestrato, in grado di rispondere prontamente ad ogni minaccia. Non si facevano intimorire da questi mutanti. Mentre i normali visitatori scappavano terrorizzati accalcandosi verso le uscite ancora agibili, i soldati di Impero rimasero nelle loro posizione aspettando finché l’orda di mutanti non fosse arrivata alla distanza ottimale di tiro. Ad un segnale di Tom Goron fecero fuoco simultaneamente. L’aria si saturò di raggi verdi. La precisione degli Imperiali era chirurgica, non sbagliavano nemmeno un colpo, questo sia grazie al loro addestramento militare sia al fatto che il loro DNA era stato migliorato tramite l’ingegneria genetica e la magia. I mutanti cadevano come mosche, privati dei loro poteri e storditi dal raggio all’oricalco puro. Il Signore del Magnetismo decise di intervenire, allungo la sua mano verso le armi dei soldati che gli si paravano davanti.

“Gli umani e le loro armi” esclamò… ma non successe nulla.

“Plastica, hanno imparato”.

I mutanti continuavano a cadere, le loro file decimate. Francesco non sapeva cosa fare, si era proposto di combattere, ma gli Imperiali stavano facendo tutto loro il lavoro. Nessun mutante riusciva ad arrivare nella zona in cui si era posizionato. Il ragazzo, però, sapeva bene che presto la situazione sarebbe peggiorata.

“Per questo motivo vanno avanti i pedoni”disse Magneto, vedendo qual era l’andamento dello scontro.

“Mirate al ponte!” urlò Tom Goron, facendo avanzare le mitragliatrici pesanti. I raggi partirono diretti verso i rappresentanti di spicco della Confraternita dei Mutanti e contro il loro leader, proprio quando sembrava che l’attacco era andato a segno, alcune lamiere contorte del ponte si alzarono in aria e deviarono i colpi.

“Archlight usa le tue onde d’urto, mira a quelle armi!” disse a questo punto il Signore del Magnetismo, sperando con questa mossa di ribaltare l’esito della battaglia. Francesco si ricordò immediatamente cosa sarebbe successo fra qualche secondo, lo sapeva perfettamente, aveva visto moltissime volte X-Men: Conflitto Finale. Quindi si precipitò davanti allo stand in cui si erano rifugiati i suoi amici, piantò la Spada dei Sette Sigilli Ancestrali a terra e creò un barriera di energia per difenderli da quello che sarebbe avvenuto a breve. La ragazza che rispondeva al nome di Archlight si fece avanti, si tolse i guanti e li buttò a terra, poi appena le lamiere del ponte caddero sul terreno, sbatté le mani due volte creando delle onde d’urto che distrussero le armi degli Imperiali e qualunque altra cosa fosse abbastanza fragile. Del sangue sprizzò dalla bocca di Francesco nel tentativo di tenere attiva la barriera per difendere i suoi amici dalle onde d’urto.

Intanto all’esterno comparve un’astronave di notevoli dimensioni, di forma ovale, perfetta e liscia nelle forme, che oscurava con la sua ombra l’intera città. Nella plancia dell’astronave, l’Ammiraglio della Flotta Spaziale Imperiale, Corallin, l’essere fatto di corallo, contemplò stupito lo spettacolo del Golden Gate Bridge che giaceva attaccato al Palalottomatica. Insieme a lui, oltre ai suoi ufficiali e guardiamarina, c’erano anche Anubis, il dio della Morte e braccio destro di Impero, Mad Dog, il demone ribelle e Ruber, l’atlantideo chiamato anche “Il Rosso”, per il colore dei suoi capelli e della barba.

“Per tutte le puttane dell’Inferno!” esclamò il demone cornuto, stupito anch’egli da questo scenario apocalittico.

“Ci sono altre forze in gioco oltre a Magneto, avverto un influsso magico… magia divina. Qualcuno sta giocando con noi. Magneto e i suoi non si sono nemmeno accorti di trovarsi in un mondo diverso…” disse il Dio con la sua voce sempre fredda e glaciale, distante nonostante quello che stava avvenendo.

“Non possiamo usare i jet o carri armati, Magneto li ridurrebbe in briciole. Attacchiamo con tutti gli Imperiali disponibili, evacuiamo più gente possibile… e che Dio ci assista… abbiamo anche la Fenica Nera da affrontare…”

“Hai perfettamente ragione Ruber. Non c’è tempo da perdere, ci teletrasporteremo direttamente nella zona dello scontro.” disse il Dio dalla testa di sciacallo prima di scomparire in un nugolo di sabbia rossiccia.

All’interno lo scontro continuava, gli Imperiali avevano abbandonato le loro armi ormai inutilizzabili e avevano preso in mano le loro spade laser. Intanto i mutanti si stavano apprestando ad attaccare nuovamente, fiduciosi del fatto che senza le loro armi gli umani sarebbe stati facilmente sconfitti. Magneto, ora, guardava compiaciuto il campo di battaglia, aspirando alla vittoria tanto agognata sui sapiens che tanto odiava. I mutanti si lanciarono all’attacco gridando “Uccidiamo gli umani!”, “Morte ai genezero!”. Uno di loro, lanciò un fiotto di lava dalla bocca che carbonizzò all’istante due soldati di Impero. Quando stava per avvenire lo scontro tra le due opposte fazioni, un muro di sabbia le divise momentaneamente, per poi trasformarsi in un turbine che si condensò davanti a Francesco, solidificandosi in Anubis. Accanto a lui, sul pavimento si formarono dei simboli cabalistici infuocati ed emerse Mad Dog in tutta la sua possanza. Da altri miniportali emersero altri Imperiali comandati da Ruber. I numeri in campo si equivalevano. Anubis fece disporre tutti su di una linea di difesa per scongiurare l’avanzamento dei mutanti, mentre le operazioni di evacuazioni stavano continuando.

“Sai bene bene quanto me cosa dovrò fare per fermare la Fenice Nera…” disse Francesco al Dio della Morte.

“Troveremo un modo per sconfiggerla senza sacrifici, mio signore, ora disponiamoci sulla prima linea.”

Gli Imperiali, grazie ai nuovi arrivati, avevano formato due linee compatte, l’una di fronte all’altra, una tipica linea “spartana”, tutti i soldati erano armati di spade e scudi laser, pronti allo scontro corpo a corpo.

“Tradiscono la loro stessa causa… Uccideteli!”esclamò Magneto facendo scatenare così la sua orda di mutanti che fu accolta dall’urlo demoniaco di Mad Dog. L’impatto fu devastante, i mutanti non erano disciplinati come gli Imperiali, ma avevano dalla loro parte, la forza bruta ed i loro poteri. La linea di difesa arretrò ed incassò il colpo, per poi, dopo qualche minuto di lotta, iniziarono ad avanzare. Il primo mutante che Francesco riuscì ad atterrare, fu un mutante che aveva le pupille completamente bianche. Il ragazzo gli sbatté la lama della spada, di piatto, in faccia mentre questo gli stava correndo contro. Nello stesso momento Mad Dog aveva trapassato con la sua arma da parte a parte un mutante che assomigliava a Blob per stazza mentre il Dio della Morte era riuscito a tramortire Arclight che aveva battuta facendole perdere l’equilibrio grazie alla sabbia che aveva insinuato nelle orecchie della mutante. Anche Callisto si buttò nella mischia e prese proprio di mira l’alter-ego di Impero.

“Non ancora” esclamò Magneto fermando Pyro che si voleva buttare anche lui nello scontro.

Callisto usando la sua supervelocità e la possibilità di prevedere le mosse degli avversari, riempi di calci e pugni Francesco, lo sgambettò e poi si apprestò a finirlo cercando di rompergli il collo. Il ragazzo era così tramortito che non aveva nemmeno capito cosa era successo. In pochi secondi aveva sentito un dolore lancinante da più parti del corpo e poi si era ritrovato a terra, sovrastato dal giunonica mutante. Prima che Callisto potesse fare quello che si era prefissa, Ruber si lanciò su di lei, atterrandola. I due combatterono per un po’, ma la superiore coordinazione motoria dell’atlantideo portò alla sconfitta della mutante, che si ritrovò, lei, con il collo spezzato.

“Va a prendere il ragazzo e uccidilo” disse il Signore del Magnetismo al Fenonemo

“Con piacere!” rispose Cain Marko, per poi lanciarsi verso gli Imperiali che aveva di fronte e atterrandone una decina grazie al suo potere di essere inarrestabile.

“Lo fermo io!” esclamò Mad Dog contento che poter affrontare qualcuno che aveva quasi la sua stessa stazza ma gli si parò davanti un uomo, pelato, che lo invitò a combatterlo. Tediato da questo contrattempo il demone mozzò entrambi gli arti superiori del mutante, che prontamente ricrebbero. Mad Dog stupito venne colpito al naso da due cazzotti del mutante che, ora compiaciuto di se stesso, invitava il demone a combattere. Per tutta risposta Mad Dog gli mozzò la testa.

“Prova a farti ricrescere quella, coglione!”

Il demone quindi andò a cercare il Fenomeno e lo trovò poco più in là, accerchiato da alcuni Imperiali che stavano tentando di fermarlo, invano. Mad Dog quindi, fece allontanare i soldati, e invitò il mutante a colpirlo. Quindi il Fenomeno prese una rincorsa e si lanciò contro il demone, ma venne rimandato indietro e cadde, privo di sensi per la botta, sul terreno. Negli stessi attimi Francesco si era ripreso dallo scontro con Callisto grazie ad un medico e si stava chiedendo se fosse stata una buona idea scendere in campo anche lui. Non sentiva i poteri di Impero dentro di sé come prima, era solo d’impiccio. Mentre il dottore lo medicava aveva visto Anubis occuparsi sia di Quill che di Psylocke con poche mosse del suo bastone istoriato. Gli Imperiali stavano vincendo ed i mutanti ancora in piedi erano ben pochi. Avevano vinto… per ora almeno.

“E’ tempo di porre fine a questa guerra!” esclamò Magneto che fece alzare in aria due delle macchine che si trovavano sul ponte per poi lanciarle in aria, a quel punto Pyro la incendiò e l’auto, trasformatosi in una bomba fiammeggiante caddero su due stand. Una pioggia di macchine infuocate si riversò contro quello che rimaneva dell’interno del Palalottomatica. Urla di dolore e grida di paura divennero gli unici suoni udibili oltre ai tonfi e agli scoppi delle macchine date alle fiamme.

“Tutti al riparo, attivate gli scudi di energia!” urlò Anubis.

Francesco si era rifugiato insieme insieme a Mad Dog e al Dio della Morte nello stand in cui si trovavano anche i suoi amici insieme ad alcuni Imperiali.

“Dobbiamo agire come nel film. Qualcuno deve bloccare Pyro così potremmo riuscire a neutralizzare Magneto e ricordiamoci l’unione fa la forza e la miglior difesa è l’attacco!” disse il ragazzo che ben sapeva di cosa parlava conoscendo a menadito il film in questione.

“Che frasi idiote! Comunque Impo io attirerò Pyro poi voi dovete pensare al magnete ambulante…”

“Lo farò io, Francesco non sa usare ancora bene i poteri di Impero. Dobbiamo fare in modo che la Fenice Nera non si scateni, abbiamo ancora la possibilità di evitare un confronto con lei. Dobbiamo evitare di ammazzarli, capito Mad Dog?” disse il dio egizio.

“Oh, si, si, come se io ammassi sempre la gente! Per esempio non ho ancora mangiato il midollo spinale di Liz… per quanto lo vada dicendo da tempo… deve avere un sapore assai gustoso…” disse il demone leccandosi le labbra con la lingua lunga.

“Non ti preoccupare Liz, Mad Dog è tutto fumo e niente arrosto.” disse il ragazzo cercando di tranquillizzare l’amica che era abbastanza spaventata dalla minaccia del demone.

Un secondo dopo Mad Dog uscì dal nascondiglio e quando una delle automobili in fiamme gli stava per venire addosso la tagliò a meta con la spada fiammeggiante. Quindi senza dare modo ai due mutanti di portare un altro attacco si teletrasportò accanto a loro e prima che potessero reagire diede una capocciata sia all’uno che l’altro, facendoli svenire. Accanto a se si materializzò Anubis che venne raggiunto presto da Francesco con i suoi amici e con Tom Goron e Ruber insieme ad alcuni Imperiali.

“Non hai rispettato il piano.” disse il Dio della Morte rivolto al demone con la sua voce perennemente glaciale.

“Era un piano stupido!” rispose Mad Dog ruttando per confermare la sua posizione sulla questione.

“E’ finita Jean, è finita…” disse il ragazzo cercando di calmare la Fenice Nera e di evitare che iniziasse a distruggere e ammazzare tutti così come faceva nel film. Purtroppo in quel momento una squadra d’assalto della Polizia comparve dietro Jean Grey e sparò contro di lei. Prima che i proiettili potessero arrivare a segno vennero distrutti e ridotti ad atomi dalla Fenice i cui occhi avevano era diventati completamente neri come la pece. Anche il colorito della sua pelle si era fatto più scuro, quasi grigiastro. La mutante iniziò a levitare per aria e con le lei anche pezzi di metallo e di macerie. Si girò verso i suoi assalitori e li distrusse solo con un sguardo scindendoli in molecole elementari. I poliziotti non riuscirono nemmeno a gridare tanto tutto avvenne rapidamente.

“Andiamo tutti via da qui!”esclamò il demone ribelle incitando gli Imperiali, i mutanti e i visitatori rimasti a scappare il più lontano possibile da quel vera e propria Forza dell’universo.

“Io sono l’unico che può fermarla, porta tutti in salvo, vai!”

“Mio signore lei non può…” cercò di argomentare Anubis che, una delle poche volte nella sua vita, esprimeva preoccupazione nella sua voce.

“Vai… ci penso io, questo forse è un buon giorno per morire. Porta i miei amici in salvo, Lu, vai!” lo esortò nuovamente Francesco che intanto aveva cercato di creare una sorta di barriera d’energia intorno alla Fenica Nera. Aveva, infatti, piantato la Spada dei Sette Sigilli Ancestrali nel terreno e poi ancorandosi ad essa aveva pensato ad un bozzolo d’energia che contenesse la terribile Jean Grey. Non sapeva se sarebbe riuscito a mantenere la barriera attiva, sapeva che doveva farlo per abbastanza tempo per far mettere in salvo i suoi amici.

“Dobbiamo andare via di qui. Ora!” esclamò il Dio della Morte rivolto a Liz e agli altri amici di Francesco. La sua voce era stranamente preoccupata.

“Non possiamo lasciare Francesco da solo!” gli rispose la ragazza.

“Non capisci? Si sta sacrificando per voi!”La voce di Anubis era sempre più ansiosa, vedendo che la ragazza non desisteva dal suo proposito fece solamente un gesto della testa a Mad Dog che prese la cosplayer recalcitrante come un sacco di farina e se la mise in spalla. Il gruppo si apprestò a scappare insieme a tutte le persone che erano rimaste ancora nel palazzetto dello sport, tra loro c’era anche Magneto, che scappava anch’egli dalla furia della Fenice Nera

“Che cosa ho fatto!” disse il mutante impaurito da ciò che aveva scatenato.

Francesco non riusciva più a contenere la furia distruttiva di Jean Grey, la barriera cominciò a cedere, a creparsi. Infine esplose in mille pezzi sbalzando di alcuni metri il ragazzo. La Fenice Nera ora era libera di rilasciare tutta la sua furia distruttrice. Tutto quello che si trovava intorno a lei iniziò a disgregarsi, a ridursi in atomi. Macchine in fiamme, cadaveri, pezzi di metallo, armi, fumetti, muri, stand, persone, tutto veniva distrutto. La struttura cominciò a cedere, interi blocchi del soffitto caddero al suolo. Anubis capì che non sarebbero mai riusciti ad uscire di lì prima che tutto non fosse crollato quindi, con uno sforzo immane riuscì a teletrasportare fuori tutte le persone che erano ancora presenti nel Palalottomatica. Pochi secondi dopo la coperta del palazzetto dello sport venne disgregata, l’intera struttura non esisteva più. Le uniche persone rimaste erano la Fenica Nera e Francesco, che si era rialzato in piedi, pieno di contusioni e ferite. Il ragazzo si appoggiava alla Spada per restare in equilibrio. Gli immensi poteri della Fenice Nera ormai stavano attaccando anche quello che si trovava all’esterno del palazzo appena distrutto. Francesco creò una nuova barriera, pensò a tutti quelli che amava, a tutti quelli a cui voleva bene, che sarebbe morti se non avesse fermato la Fenice. L’avrebbe fatto anche a costo della sua stessa vita e della sua anima. Risoluto come mai prima si preparò a fronteggiare l’ultimo assalto di quell’entità oscura. Solo i poteri di Impero l’avevano protetto dalla furia distruttrice della Fenice Nera, avrebbe dovuto usarli tutti per batterla. Puntò la Spada contro quella che una volta era Jean Grey e creò un’altra barriera per contenerla. Era stranamente calmo. Aveva accettato la situazione, era disposto all’estremo sacrificio pur di salvare coloro che amava. Proprio in quel momento il cielo sopra di lui si squarciò ed un luce dorata l’avvolse. Una forza, addirittura più grande di quella che gli davano i poteri di Impero, lo pervase. Il suo corpo divenne di pura luce e delle enormi ali di luce bianca, accecante si crebbero sulle spalle.

“Santo Dio!” esclamò Mattia, il fratello Liz davanti a questo spettacolo.

“Si, è proprio lui.” disse di rimando il demone ribelle che ben riconosceva quello che faceva sempre vincere nella partita di poker del mercoledì.

“Ti bandiesco dal mio Universo essere immondo!” esclamò con una voce assordante che sembrava provenire da tutti i luoghi e da tutti i tempi Dio che si era incarnato in Francesco. Il cielo divenne di fuoco, l’aria si fermò, sembrava che lo stesso Universo stesse trattenendo il respiro per quello che sarebbe successo dopo. Una scarica di luce partì dal corpo del ragazzo e dalla Spada ed andò a colpire la Fenice Nera che venne completamente disintegrata all’impatto poi il raggio di luce colpì la frattura nel continuum spazio-tempo e la chiuse. Subito dopo il cielo tornò normale così come Francesco che crollò a terra privo di sensi. Anubis scomparve in una nuvole di sabbia rossa per poi tornare trasportando il corpo inerte del ragazzo. Insieme a Tom Goron iniziarono febbrilmente a fargli il massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca. Dopo qualche secondo Francesco riprese i sensi, tossì e si rialzò in piedi. Venne abbracciato subito dal Dio della Morte, che per una volta mostrava qualche emozione di affetto per il ragazzo.

“Non me lo fare ma più.” mormorò Anubis quasi commosso.

“Lo so ragazzo, avresti voluto che fosse Liz a farti la respirazione bocca a bocca ma sei dannatamente fortunato che non te l’abbia fatta io! MUAHAHAHHAHAHAHHAHAHAHAH!”

Come sempre Mad Dog riusciva a far imbarazzare, con le sue frasi, tutto e tutti.

In pochi minuti i mutanti rimasti vennero condotti sull’Imperialitica per poi essere portati nelle prigioni del pianeta Oricalco. Francesco era rimasto insieme a suoi amici a contemplare la distruzione completa del Palalottomatica. Non si ricordava nulla di quello che era successo quando aveva affrontato la Fenice Nera per l’ultima volta.

“Ed ora cosa succederà?” chiese Liz all’amico.

“Dimenticherete tutto. Fanno sempre così. Impianteranno nella vostra memoria un falso ricordo. Sarà tutto perfetto. Nessuno sospetta mai niente.” disse il ragazzo stancamente. Era spossato dopo quanto aveva vissuto.

“Allora se dovete davvero dimenticare tutto, io ti devo dire a tutti voi, e anche a Liz, è un pensiero molto importante che devo dire a Liz da molto tempo…” disse serio Mad Dog che era sopraggiunto, il demone continuò seriamente “Io c’è l’ho più lungo! MUAHAHAHHAHAHH” concluse infine Mad Dog ridendo come un’idiota del suo scherzo. Francesco, a cui erano rimasti ancora un po’ dei poteri di Impero, creò dal nulla un martello gigante, sullo stile che usava Kaori in City Hunter. Il ragazzo lo passò alla sua amica dicendole che non era affatto pesante e che poteva benissimo usarlo per colpire Mad Dog sui gioielli di famiglia. Il demone intanto era rimasto perfettamente immobile a causa dei poteri del ragazzo. Liz colpì il demone cornuto proprio nel punto in cui gli aveva detto di mirare Francesco. Mad Dog venne lanciato a razzo, ad una velocità pazzesca e scomparve all’orizzonte.

“Home Run!” esclamò il ragazzo.

“Ora è tempo che noi andiamo. Mio signore è stato un piacere. A presto signorina Lisa Biella, speriamo di incontrarci per un evento più piacevole.” disse il Dio della Morte per poi scomparire in una nuvole di sabbia rossastra. Pochi secondi dopo anche gli Imperiali insieme a Ruber e a Tom Goron sparirono senza lasciare traccia e dalla mente di tutti i presenti, tranne uno, scomparve il ricordo di quanto era successo. Un dubbio rimaneva comunque nella mente di Anubis chi aveva scatenato Magneto e la sua Confraternita? Per una risposta a questa domanda ci sarebbe dovuti trovare in un altro luogo, nel Sacro Palazzo del Paradiso. Qui nelle camere più interne, Dio, l’Universo stesso, aveva catturato chi aveva giocato questo brutto tiro. Era Loki, il dio della menzogna e delle bugie norreno che ora era incatenato da catene mistiche al suolo della sala dove si trovavano. Dal suo trono lucente, Dio, un essere fatto di pura luce così come era apparso sulla Terra poco prima, avanzò verso la divinità nordica. Si fermò poco lontano da lui. Prima di parlare contemplò le mura, completamente spoglie, di solida roccia. Poi disse solamente.

“Nessuno mette a repentaglio la mia incolumità e quelle delle persone a me care senza pagare un prezzo. Finché avrò vita nessuno farà gli stessi errori del precedente Universo. Per quello che hai fatto ti condanno all’oblio eterno. Farai compagnia alla Fenice Nera.”

Detto questo Dio, i cui occhi brillavano di una luce oscura simile a quella che aveva avuto Jean Grey, strinse le mani sul collo di Loki che si spezzò come un fuscello. Il corpo della divinità si dissolse in liquame purulento che scomparve presto. Dio quindi si sedette di nuovo sul suo trono per osservare se stesso, continuamente, e per evitare che il Caos e il Male potessero dilagare. Era stato lui il portatore della Fine del precedente Universo. Aveva giurato che avrebbe fatto qualunque cosa per evitare che anche questo Universo, questa nuova chance, andasse persa.

Per chi pensa che Liz vestita da Night Elf sia gnocca alzi la mano!

Come da titolo. E per alzata di mano ovviamente si intende mettere il “mi piace” al post. Ecco una rapida descrizione del cosplay di Liz, fatta, ovviamente dal demone ribelle Mad Dog. Cosplay della Night Elf di World of Warcraft!

Vi chiederete perché diciamo che Liz è gnocca in questa foto, non è per il push up che incrementa la voluminosità del decolté (se vi chiedete come mai non sono volgare, Impo mi tiene le palle strette in una cesoia dai mistici poteri, ecco, perché scrivo in maniera cattolica), continuo, scusate, allora non per il ventre piatto, frutto non tanto della palestra, quanto del trattenimento del respiro e dell’angolazione della foto, non il viso perfetto, gli occhi bianchi da drogata, la pelle di un colorito che direi violaceo, no, la cosa che rende gnocca Liz, non è nemmeno il fatto che è mezza ingnuda, no sono quelle orecchie da elfa che sono ben più lunghe del membro di un tipico otaku giapponese. E che dire anche di quelle piume di corvo che gli adornano le spalle? Sexy, sessissiseme, ti vengono in mente tutti i corvi spellacchiati che aspettano Liz fuori casa in questo momento. (E poi cara Lisa, si lo so, ti da fastidio quanto ti chiamano così, dicevo cara Lisa, poi ti sogni stormi di corvi che gracchiano… e vorrei vedere! Li spenni tu! E’ il minimo, già è tanto se non ti attaccano come tanti piranha affamati… ahia… Impo, dai, e che … corbezzoli! Sto cercando di farle paura, mi devo vendicare in qualche modo… hai detto tu che non posso decapitarla e poi mangiare il suo midollo osseo… eh, almeno fammi divertire così…. ok… come non detto. Non farai la fine del mio amico Ragno. No, no. Non ti preoccupare dei corvi. Ci penso io a sterminarli così non ti danno più fastidio. Così va bene Impo? Eh… cosa non si fa per avere le palle sane!). Concludendo cos’altro rende gnocca Liz in questa foto? Oltre a tutto quello che ho elencato? Sicuramente quella lampadina che tiene in mano. Così incandescente che probabilmente ora Liz avrà un’ustione di primo grado sulla mano. Così incandescente che potrebbe illuminare il mio antro senza problemi. Non sappiamo cosa voglia farci, forse pensa di essere una parente di Fester Adams e di poter accendere le lampadine mettendole in bocca, non lo sapremo mai. Ai posteri l’ardua sentenza! Ah Impo mi dice che si dissocia dalla mia descrizione e che diventerò un bravo soprano. Chissà cosa vorrà mai intendere!