
Ciao, è un piacere farti quest’intervista , per prima cosa, presentati ai lettori del mio sito sul cosplay!
Beh, per cominciare… salve a tutti! XD *originalità portami via* Presentarmi, uhm… che dire, il mondo virtuale e del cosplay ormai mi chiama sempre e solo Angy, ho 21 anni e frequento l’ultimo anno di Psicologia a Padova. Da anni amo disegnare, passione sviluppata in modo del tutto autodidattico, leggere, scrivere storie, tradurre ed editare manga inediti… e anche collezionare SuperDollfie (fondi permettendo, purtroppo
>_<). Ho praticato per 10 anni nuoto a livello agonistico, da 3 mi dedico al Viet vo Dao (arti marziali vietnamite)… e da 2 anche al cosplay XD
Com’è nata la tua passione per il cosplay?
Com’è nata… beh, direi quasi per caso. Inizialmente mi piaceva andare in cerca di foto su Internet, ne ero incuriosita, ma la cosa non mi toccava più di tanto. Più che altro, vista la timidezza cronica, pensavo che mi sarei vergognata da morire ad andare in giro vestita come il personaggio di
un manga/videogame. Avevo sentito parlare anche delle fiere, chiacchierando con alcune amiche che c’erano già state, ma non ne avevo mai visitata una – vista anche la notevole distanza da quelle principali. L’occasione è arrivata quando una mia amica mi invitò, nel 2008, ad andare a Lucca insieme a lei in occasione del Comics. Dire che mi si sono spalancate le porte di un nuovo mondo è dire poco, ehehehe XD È stato allora che ho avuto la possibilità di vedere dal vivo i cosplay. Durante l’estate dell’anno successivo accennai a mia madre la mia intenzione di prepararne uno a mia volta, per “l’imminente” Lucca Comics: mi aspettavo quantomeno una risata in faccia, e invece ha voluto darmi più che volentieri una
mano, aiutandomi con stoffe e materiali vari. Solo che, si sa, quando entri nel girone del cosplay è difficile uscirne… e da lì, sono partiti progetti per altri cosplay, alcuni dei quali sono in lavorazione anche in questi mesi. Non so perché, ma il cosplay ha un effetto piuttosto benefico sulla mia autostima e vita sociale – quasi azzerata per via dell’attività agonistica. E poi, ammetto di aver trovato una compagnia davvero fantastica, come poche volte in passato mi era successo, fattore che rende ogni ritrovo (sia esso solo un raduno o una fiera vera e propria) un’occasione splendida per passare ore a divertirsi insieme.
C’è stato qualcuno che ti ha fatto da “mentore” nel mondo dei cosplay? O che comunque è stato il tuo punto di riferimento?
A dire il vero no. Non ho avuto mentori né punti di riferimento, ho preferito –e preferisco tutt’ora- adattare i miei cosplay ad un mio “stile”.
Qual è stato il primo cosplay che hai fatto?
Il mio primo cosplay è stato quello di Suigintou, dal manga/anime Rozen Maiden. È un personaggio che mi ha sempre affascinato molto per il suo carattere e background, trovo sia uno dei personaggi meglio sviluppati dell’intera serie. Cucire l’abito con il velluto cangiante è stata un’impresa titanica (penso di essermi attirata parecchie maledizioni da mia zia, la mia sarta ufficiale xD), però vederlo apprezzato in fiera è stato fantastico!
Invece qual è stato il cosplay che ti è piaciuto di più fare?
Attualmente, direi quello di Ciel Phantomhive, della serie Kuroshitsuji, nella versione della 6° cover del manga. Essendomi occupata dei 50 capitoli usciti prima dell’acquisto ufficiale della serie in Italia, mi ero parecchio affezionata a questo personaggio. Paradossalmente, lo trovavo affascinante proprio per via del carattere che –seppur in misura minore nel mio caso- condividiamo. Certo, io magari non ho un maggiordomo che infila la gente nei forni, non sono straricca come lui (sennò sai cosplay e SuperDollfie che avrei XD), non ho alle spalle il suo stesso passato –e meno male!-, però il carattere cinico, che reprime il carattere “vero”, diffidente e chiuso è quello. Riesco ad immedesimarmi bene nel personaggio e, all’occasione, non mi sento a disagio davanti all’obiettivo di una macchina fotografica.
L’ultimo cosplay che hai fatto qual è stato?
Quello di Ciel Phantomhive, portato a Fumetti in TV 2010. Volevo portarlo anche a Lucca, ma per una serie di complicazioni non ci sono potuta andare…
C’è un personaggio di cui vorresti fare il cosplay ma che ancora non hai fatto?
Ahahah… un sacco, direi! *sospira di fronte ai millemila progetti in attesa* Ok, a parte gli scherzi, – e al di là dei tre che sto preparando (e chiamatemi folle, lo so) – mi piacerebbe un sacco fare il cosplay di Yuu Kanda, della serie D.Gray-Man, con la terza versione della sua divisa – quella nera e rossa, per intenderci. Tempo e pecunia permettendo, comunque, sarà quello che preparerò alla prima occasione utile, una volta finiti i tre che mi stanno tenendo occupata. Sarà che adoro troppo questo personaggio… Poi, giusto per seguirlo a ruota, ci aggiungerei anche Nina William (versione abito da cocktail) di Tekken, Dark Rukia da “Bleach the Movie: Fade to Black – I call your name”, Franziska von Karma della serie Ace Attorney, Gojun di Saiyuki Gaiden, Kaito di Vocaloid in versione Magnet e Yami no Ou, Jam Kuradoberi di Guilty Gear (della stessa serie ho già fatto anche Testament)… e mi fermo qui, o potrei andare avanti per ore xD
Di solito come avviene la scelta di un cosplay da realizzare?
Innanzitutto, punto sull’affinità caratteriale. Per me è importante riuscire a rendere un personaggio bene, sia pure solo in fotografia, ma anche per sentirmi a mio agio nei suoi panni. Da notare che ho un’inquietante inclinazione per i personaggi, soprattutto maschili, che sorridono poco o niente XD Jam è un’eccezione, infatti come progetto è molto in forse – sarà per questo che ho puntato subito su Testament, quando mi invitarono a fare il gruppo di Guilty Gear – un po’ come Kaito, che non so quanto sicuramente porterò ad una fiera (certo è che prevedo grasse risate quando farò le foto per la versione Yami no Ou in coppia con Meiko, chi ha visto il video capirà perché), ma è talmente… come dire… stupidotto, forse, almeno in YnO, che personalmente non posso non adorarlo… XD Poi… beh, quanto bene conosco il suo ruolo e il suo atteggiamento nella storia. Non mi piace fare il cosplay di un personaggio solo perché “ha un vestito figo”, come dicevo prima voglio sentirmi a mio agio nel rivestire il suo “ruolo” – e tirarmela solo perché ho un vestito figo, particolare o chissà cos’altro non m’interessa. In genere evito personaggi troppo svestiti, tipo Yuna e Rikku di FFX-2, lascio il posto a quelle che hanno un fisico migliore del mio (non dico di essere più larga che alta, però c’è chi è fatto meglio, tutto qui) XD Paradossalmente, mi trovo molto più a mio agio nei panni di un uomo che in quello di una donna, anche se generalmente cerco sempre di bilanciare i vari personaggi. E, last but not at least… scelgo un personaggio perché mi piace, in qualsivoglia aspetto, e non perché è di moda.
Quando tempo ci vuole per creare un costume?
Beh, dipende da una serie di fattori. Innanzitutto dalla quantità di impegni che ho, infatti spesso e volentieri mi ritrovo a dover iniziare a preparare un vestito con mesi di anticipo, scandendomi tempi e “tappe” per poter essere sicura di riuscire a finire tutto in tempo per la fiera a cui voglio portare un determinato cosplay. Ammetto di essere schifosamente perfezionista su decori e dettagli, perciò talvolta passo più tempo a sistemare quelli che non ad occuparmi di tutto il resto – eventuale trucco e parruco, ad esempio. Ricordo che per il cosplay di Suigintou impiegai quasi due mesi a prepararlo, ma essendo agli esordi –e dovendomi macinare circa 30 km di strada per andare da mia zia per le prove- e non avendo basi su cui poter lavorare, direi che è normale. Per altri abiti, cerco dei cartamodelli quantomeno simili a quello che mi serve, modificando poi i vari dettagli nel corso della realizzazione. Per Testament, è stata una corsa contro il tempo. Era un periodo in cui avevo anche gli ultimi strascichi degli esami dell’università, e solo due settimane per poter preparare arma e abito, visto lo scarso preavviso. Per questo, il povero Gear si è “beccato” un cosplay fatto veramente alla velocità della luce e un’arma di una grandezza abbordabile da potermi scarrozzare in treno per 5 ore. Ad ogni modo, per il nuovo Rimini Comics vedrò di fare per tempo le ultime sistemazioni al vestito, e anche di realizzare una falce più grande.
C’è qualcuno che ti aiuta nella preparazione dei costumi? Gli accessori te li crei da sola o li compri da qualche parte?
Come detto precedentemente, la maggior parte della parte sartoriale è affidata a mia zia. Io mi occupo dei vari dettagli o decori da aggiungere all’abito (simboli o ricami vari, ad esempio, e tutto rigorosamente ad ago e filo… la macchina da cucire per me è ancora una sconosciuta xD), e della realizzazione delle armi o di particolari accessori, in cooperazione con mio nonno che mi reperisce i materiali migliori e adattabili allo strumento che devo preparare. Mia madre è quella che mi aiuta dal punto di vista della qualità dei dettagli, o in caso di applicazioni di decori particolari – tipo le borchie sul top e il collare di Testament -. Per quanto riguarda le parrucche, il più delle volte mi affido al vecchio Ebay, ma se me ne serve una di un colore “normale”, vedo in giro se trovo qualcosa di buono.
Hai partecipato a dei contest durante le fiere, ecc… , hai mai vinto qualche premio?
Ho partecipato solamente una volta ad un contest, e praticamente sotto minaccia di un mio amico XD È stata l’unica volta, e mi sono portata a casa la Menzione Speciale Tagliovivo, durante l’edizione 2010 di Fumetti in TV. Ad ogni modo, penso e spero di avere altre occasioni di salire sul palco, magari proprio durante il Lucca Comics 2011, insieme al mio gruppo.
Che vuol dire per te essere cosplayer?
Uhm, domanda complessa. È passione, divertimento, complicità, inventiva (spesso assurda e totalmente al di fuori delle leggi fisiche e naturali XD), un pizzico di follia… tante cose messe insieme, e personalmente non riesco nemmeno io a dare un mio personale significato a questa parola. So che il cosplay mi ha dato tanto, in questi due anni, soprattutto sul piano personale – strano, forse? –, permettendomi di trovare un gruppo con cui potermi divertire e parlare di ciò che più amo. È una continua sfida per realizzare un particolare accessorio o vestito, una “messa alla prova” per poter dare vita ad un personaggio che in realtà non esiste affatto, e vedersi apprezzati a lavoro ultimato fa salire di qualche tacca la mia scarsa autostima xD
Hai un sito web?
Un sito vero e proprio no, non ce l’ho, metto le mie foto quasi esclusivamente su Facebook o su DeviantArt
(http://damned-macabria.deviantart.com/)
Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Principalmente, trovarmi un lavoro che possa aiutarmi a sostenere le mie –ahimé- costose passioni, cosplay e SuperDollfie in primis.
Partecipare ad altre fiere, ovviamente, portare cosplay nuovi, di fattura sempre migliore… e divertirmi un sacco con la mia compagnia xD
I sogni nel cassetto?
Un inno alla banalità: andare in Giappone, tanto per cominciare. Poter avere una casetta tutta mia, con una stanza da dedicare solamente ai libri, al cosplay e alle Dollfie. Magari fare 6 al SuperEnalotto, perché no? Poter pubblicare un libro tutto mio, o anche solo riuscire a finire di scriverne uno… xD ah, già, una cosa forse strana: trovare qualcuno disposto a suonarmi Il Trillo del Diavolo di Giuseppe Tartini dal vivo. Strano?
Spero che quest’intervista ti sia piaciuta, grazie di tutto, sei stata veramente gentile!
Grazie a te per questa opportunità! ^^
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