Il mio primo post nel nuovo blog

Be yourself; Everyone else is already taken.

— Oscar Wilde.

La frase sopra, di Oscar Wilde, era compresa di default nel nuovo blog. La lascio perché penso che ci sta bene. Comunque ho deciso di creare un nuovo blog e abbandonare il vecchio dopo circa dieci anni dalla sua creazione. Una decade fa infatti mi ero comprato uno spazio web tutto per me per i miei blog, all’epoca era la cosa giusta da fare… adesso invece è tempo di abbonare quel tipo di piattaforma e tornare ad una gratuita. Il problema è che ho meno tempo da dedicarci rispetto a prima, non faccio più tanti post come un tempo ed è una cosa in meno da pagare ogni anno, per quanto il costo del dominio sia abbastanza basso. Inoltre ci sono dei problemi di natura informatica nel vecchio blog che sicuramente sono risolvibili con poco tempo ma non ho la voglia di metterci mano. Quindi inizia una nuova “avventura”, però prima devo sistemare tutti i post che ho importato già dal vecchio blog, sempre dal nome Castel Oricalco, che rimarrà online finché non scadrà il dominio l’anno prossimo. In questo blog non ci sono solo i post di Casteloricalco.eu ma anche i vecchi post dei blog sul compianto Splinder e su Blogger e del blog sul cosplay. Comunque questo nuovo Castel Oricalco è ancora un work in progress. Oltre a sistemare i vari vecchi post e i vari links, devo pure vedere altre cose da aggiustare. Quindi a presto!

Insecta di Gianrico Gambino

Ormai qualche giorno fa ho finito la lettura di “Insecta” il primo libro del mio amico Gianrico Gambino anche noto come Eleas nell’ambiente dei blogger d’annata, diciamo. Il libro è edito da Astro Edizioni e l’ho comprato all’ultima Lucca Comics & Games. Anni fa nel suo blog Gianrico iniziò dei post/racconto, a seguito di uno spiacevole incontro con un bombo, ambientati in un futuro post-apocalittico in cui l’umanità era allo stremo e gli insetti, ormai giganti, erano divenuti la razza padrona del pianeta. Da quei post, quindi, è nato un libro di fantascienza che ho apprezzato davvero molto e di cui aspetto con impazienza il seguito. Quello che mi piaciuto di più di “Insecta” è stata la storia, intricata, la maggior parte delle volte non è banale ed è anche molto movimentata e il fatto che non puoi affezionarti a nessuno perché, anche chi pensi sia il protagonista, schiatta in maniera invereconda. Mi è piaciuto anche che gli insetti sono personaggi a tutto tondo, hanno una loro lingua, delle loro usanze e sono diversi, moltissimo, dagli insetti di “Starship Troopers“. Ecco le uniche cose in cui si assomigliano quei due libri sono che l’umanità è in lotta con degli esseri insetti-formi e un’altra cosa che non vi dico per evitare spoiler, poi le similitudini finiscono qui. Nel libro ci sono tanti colpi di scena, tante sorprese, alcune telefonate, altre meno, tante belle e interessanti idee, e devo dire che comunque, per essere il suo primo libro, è scritto bene. Ho letto decisamente di peggio da alcuni esordienti, Gianrico se la cava benissimo. Poi bisogna dargli merito di aver scritto un libro di fantascienza in un paese come il nostro in cui ormai la fantascienza non ha molto spazio, sicuramente ne ha decisamente meno del fantasy. Quindi “Insecta” è un ottimo libro? No, perché ha alcuni difetti, dovuti, penso, al fatto che è la prima opera di Gianrico. In certi punti la scrittura è abbastanza confusa, non si capisce per bene cosa succede e si ha difficoltà a leggere. Inoltre mi sono confuso con tutte le sigle dei vari dipartimenti militari che erano approntanti nel passato per studiare gli insetti. Davvero troppe. Poi nel libro c’è anche il classico cliclé dei militari stupidi che fanno cose stupide che nelle opere di distopia è fin troppo abusato… Comunque nel complesso direi che questo “Insecta” è davvero una buona opera prima e ve lo consiglio caldamente. Sicuramente non vedrete gli insetti con gli stessi occhi dopo aver letto questo libro! Aspettando la seconda e ultima parte che spero esca in tempi brevi soprattutto per scoprire la risposta ad una importante domanda, a cui non viene data risposta in questo libro, che fine hanno fatto gli scarafaggi? Anche noti come bacarozzi? E il temibile insetto puzzolente? Speriamo che Gianrico ci possa rispondere a breve! Nel frattempo ecco una bella foto di un insetto, ovviamente finto, che si trova nella mia camera che per la cronaca è un Dynastes hercules. (Si ci sono cose strane in camera mia! XD)

Cosa hanno in comune il cosplay, Tutankhamon e Gulliver?

Che più o meno, sono fanno tutti parte di alcune chiavi di ricerca un po’ strane. Era da qualche tempo che volevo fare nuovamente un post su queste chiave di ricerca strane che mi capita di leggere su ShinyStat. Mi sembrava di ricordare di aver scritto un post del genere pochi anni fa e invece era nel 2009. Come passa il tempo! Comunque ecco alcune di queste chiavi di ricerca più strane che ho trovato in questo periodo:

1) porta i miei saluti a tutankhamon (quindi non sono l’unico ad aver particolarmente apprezzato questa frase del film La Mummia XD)

2) onteodroma (Megalol)

3) porta i miei saluti a tutankhamon stronzo (questa è la frase esatta in effetti! XD)

4) dog etroie (eh?! XD)

5) fare cosplay con poche tette (dilemmi proprio amletici! XD)

6) gulliver aveva una donna che lui amava e che l’aspettava ? (spero per lui!)

7) hyperversum based movie (non l’hanno mai fatto. Quello è Timeline tratto dal libro di Crichton)

8) racconti erotici insetti (OMG)

chiavi_colorate(si l’immagine è la stessa che ho usato anni fa. Viva la pigrizia! XD)

Certe mail ti risollevano la giornata!

Certi giorni capita che la tua giornata venga allietata da certe mail… stamattina ho trovato questa mail nella mia casella di posta. Come potete immaginare e come lo è per tutti, il lunedì mattina è abbastanza tragico, ma questa mail mi ha aiutato veramente… a sbellicarmi dalle risate! Eccola qui:

Ciao.
Il mio nome è Miss ****** ***, io sono una femmina e prega Ho qualcosa di importante, che vorrei condividere in comune con voi.
Basta provare a scrivere per me tornare e vorrei spiegare di più a voi e mando anche per la mia immagine per voi sapere chi sono.

Grazie e Dio vi benedica

C’era anche la versione in inglese ma, grammaticalmente, non è che fosse molto meglio della versione italiana. Sicuramente è spam, però è uno spam spassoso. Dai chi è lo stupido che risponderebbe ad una mail del genere? … Si, lo so, molti, purtroppo il web è pieno di niubbi! E immagino anche cosa sia quello che vuole condividere con me… un bel vairus per infettare il mio pc. Ci manca solo quello per dare una mazzata a questo vecchio catorcio! (Scherzo, il mio pc non è un vecchio catorcio, anzi è una macchina scattante e molto buona. Che sennò si offende. Se fate offendere il vostro pc, è la fine!)

[meme] Mad Dog’s eleven

Lunedì mattina.

Come da abitudine, sto controllando gli intestini del postino, per sapere se ci sono novità.

Domenica e mercoledì ho la partita a poker con Dio e gli angeli, martedì devo uccidere l’autrice di una schifezza fantasy, giovedì devo a creare un bel mondo distopico da qualche parte, venerdì invece devo andare alla Disney per saldare un vecchio conto che ho Topolino.

Sabato ancora non ho nulla da fare ma tra guerre, attentati, ribellioni, scandali, sicuramente troverò qualcosa da fare.

Ed oggi, lunedì, non ho proprio nulla da fare. Tranne che ammazzare il postino nuovo ma ci metto poco. Quindi a causa di una magia compiuta da quello che si considera il mio padrone, devo fare un meme che mi ha mandato Tanabrus. Preferivo la scabbia o il colera.

REGOLE: vanno elencati 11 fatti su noi stessi, si risponde alle 11 domande formulate dai blogger che ti hanno coinvolto, e si designa qualche altro per rispondere alle nostre.

In parole povere vi romperete le palle nel leggere quello che scrivo e poi i più fortunati di voi dovranno rifarlo. Paura eh? (Soprattutto te Tanabrus, giuro che partorirai con dolore. Ma dalla bocca come il Grande Mago Piccolo!)

Cose su di me

  1. Quando scuoio una persona ci metto tutto me stesso. Ci vorrebbe poco per sbagliarsi, il corpo umano è un oggetto delicato e bisogna stare attenti a quanto peli la superficie, c’è il rischio di sprecare qualcosa! Purtroppo ho un deficit dell’attenzione molto alto e quindi spesso faccio cazzate o parlo a vanvera senza motivo.
  2. Il nome Mad Dog non è il mio vero nome. Ho adottato questo nome così ganzo perché il mio nome vero, della lingua demoniaca (e che lingua!) è troppo lungo per farlo pronunciare dai vostri piccoli e semplice cervelli umani. Impazzireste soltanto!
  3. Ho due tamburi a casa. Fatti di pelle, tendini e ossa umane. Presto ne avrò anche un terzo e lo chiamerò Tanabrus.
  4. Amo leggere. Le viscere. Si scoprono sempre tante belle cose e posso predire il futuro e vendere quello che scopro. C’è tanta gente stupida in giro che abbocca subito!
  5. Sono integralista per quanto riguarda la carne umana. O è ben cotta o si mangia cruda, non ci sono vie di mezzo. Niente cazzate alla Ramsey su medium rare o cose simili. La carne o è cruda o è cotta. Io la preferisco cruda perché contiene ancora tutto il sangue e l’essenza vitale del mio pasto…
  6. Tendo a sentirmi più vicino ai Sith, hanno dolci più buoni degli Jedi!
  7. Per un certo periodo sono riuscito a condizionarmi per raggiungere un stato di vita vegano. E’ durato mezzo millisecondo. Poi ho mangiato una mandria di umani. Avevano strane magliette nero-azzurre… ma erano comunque buoni!
  8. Sono un tifoso sfegatato del sesso con qualunque cosa e animale. Anche se non respirano va bene!
  9. Sono di un’arroganza meravigliosa (beh io sono già immensamente sexy… quindi!). Reputo tutti voi umani delle scimmie decerebrate.
  10. Il mio sogno è vivere in una grotta. Anzi ci vivo. Quindi non è un cazzo di sogno è la realtà. Ed ho pure la connessione internet… tiè!
  11. Amo Lucca quando si riempie di cosplayers. In quei quattro giorni riesco ad abbuffarmi come non mai!

Ecco le risponde alle domande del fu Tanabrus:

1. Ti reputi nerd?

Mad Dog è immenso e non ha bisogno di questo genere di etichette. Ti rispondo anche in terza persona per farti capire ancora meglio quanto mi creda figo.

2. Un lato del tuo carattere che cambieresti, e uno che invece non abbandoneresti mai?

Mad Dog non cambia nulla, è figo così com’è! (continuo a parlare in terza persona per il solito motivo!)

3. Cosa saresti in un’ambientazione tipica  fantasy?

Se ci sono elfi da mangiare e sterminare, per me va bene!

4. Cosa pensi delle mode nei libri? La moda degli scrittori minorenni gettati impreparati in pasto al pubblico, la moda dei triangoli amorosi sbrilluccicosi…

Se c’è qualcosa da mangiare e sterminare, per me va bene!

5. Lettura tradizionale e cartacea, o lettura digitale? Cosa ti aspetti dai libri digitali in futuro?

Lettura tradizionale ovviamente, sennò cosa uso come carta igienica il kindle? Cosa mi aspetto… che stampino la carta igienica!

6.  Sogni per il futuro?

Si, farmi un tamburo nuovo…

7. Privacy e social networks: come ti comporti al riguardo? selezioni accuratamente cosa dire e a chi, scegli cosa dire ma lo dici a tutti, te ne freghi semplicemente…

Mad Dog aggiunge tutti, non gliene fotte della sua privacy, così può conoscere più prede!

8. Arriva l’attesa apocalisse zombie. Cosa fai?

Mattina, pranzo e cena, menù a base di zombie!

9. Musica preferita?

Quella delle ossa del corpo umane che si frantumano…

10. Fatti una domanda, e datti una risposta ^^

Sono figo? Si, infinitamente si!

11. Hai insulti da tirare a chi ti ha passato questo simpaticissimo meme? ^^

No, tanto fra poco sarai un tamburo e la tua anima sarà mia! MUAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH
Ecco le mie undici domande…
  1.  Come ammazzeresti Edward di Twilight?
  2. Mai mangiato carne umana?
  3. Quando schiatterete dove preferiste andare Paradiso o Inferno?
  4. Che torture escogiteresti per tutti gli idioti che infestano la rete?
  5. Mi votereste come nuovo Presidente del Consiglio?
  6. Cosa ne pensate di quella schifezza immane dell’editoria a pagamento?
  7. Secondo voi Mad Dog è un figo?
  8. Se ci fosse un’apocalisse zombie ed io fossi coinvolto nell’averla scatenata… cosa fareste?
  9. Avete mai provato a fare incantesimi volti alla convocazione di qualche demone? Cornuto ad esempio… (che poi sono metodi vecchi, usate le mail sono meglio delle candele nere e delle altre cose!)
  10. Vi sto per mangiare, cosa dite per implorarmi di non farlo?
  11. Prima dell’ultima domanda vi rammento che la colpa del meme è di Tanabrus, prendetevela con lui in caso. Ma ecco l’ultima domanda, se poteste vendicarvi di questo meme con il qui presente demone, cosa gli fareste?
Giro questo meme a Lyppa, il Falco, Voce del Silenzio, Marco “ho il blog ma fa figo non scriverci” Varuzza, Valberici e Arianna Das… das… klacosalì (poi dicevo che il nome è impronunciabile… vedo che non sono l’unico!).

Crossover

Ecco la terza parte del vecchio blogracconto a puntate scritto da me, ValbericiMechanikwing, questa è proprio la parte scritta da Mecha che sono riuscito a rintracciare dopo che ci eravamo persi di vista da un paio d’anni. La prima e la seconda parte potete trovarle qui.

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Ancora mappe. Che strazio.

Il giovane Steppembaum stava seduto in una piccola tenda di colore chiaro: attorno a lui, ogni superficie orizzontale e verticale era ricoperta da carte, per lo più planimetrie e rapporti dai gruppi di ricerca. Dall’entrata, una lama di luce del sole di Turchia gli colpiva un ginocchio da due ore; il calore, simile a quello dell’acciaio bollente, appena mitigato dal costante alito di vento salmastro che proveniva da oltre il promontorio. Stava finendo di leggere gli aggiornamenti, e ancora non riusciva a credere quanto “quel vandalo di Schliemann”, guidato solo dal suo primordiale e scriteriato istinto romantico, fosse andato vicino alla verità: i nuovi rapporti confermavano la notizia bomba lanciata nel 1999, che Ilio c’era davvero; e non era quel piccolo insediamento che si credeva all’inizio, ma una città enorme. Le ultime stime dei gruppi di ricerca indicavano un’area di rovine di decine di ettari, cioè una vera mostruosità anche per la concezione antica di “megalopoli”, e paradossalmente improbabili assedi decennali venivano ormai trattati quasi come un affare di ordinaria amministrazione per un centro abitato con quei numeri; questo e altri progressi rendevano il lavoro degli appassionati pieno di entusiasmo, anche se lui, una copia dell’Iliade del Monti sempre in tasca, purtroppo non si trovava lì per assecondare un suo sogno che pure aveva fin da bambino.

Sedeva immobile e rigido, tormentando il foglio che aveva sotto gli occhi stanchi, ignorando qualsiasi impulso che non fosse finalizzato a portare a termine la sua missione; e la sua missione era quella di riuscire a guardarsi allo specchio. Non nel senso metaforico del termine: non era mai stato un gran che come cattivo, e lo specchio avrebbe comunque avuto dei seri problemi a trovare qualche nefandezza da mettergli davanti per conto della sua coscienza; il problema era molto, molto più preoccupante, e lo perseguitava dall’inizio del mese, quando si trovava a Torino.

L’ennesima giornata afosissima in una deprimente biblioteca, in compagnia di un suo illustre congiunto/defunto dalla biografia tutt’altro che allegra, gli aveva presentato un conto salato: crollo da stress, e due giorni fermo in camera sua dopo una veloce visita al pronto soccorso, dove un laconico infermiere lo aveva congedato dicendogli “letto e camomilla e starà benissimo”. E uno Steppembaum segue sempre le intuizioni della Scienza, anche quando vengono da un pragmatico e annoiatissimo infermiere torinese con l’aria di chi si sveglia solo in presenza di ferite da arma da fuoco o crisi cardiache.

Il primo giorno a letto era stata una soddisfazione assoluta: 18 ore di sonno sparse casualmente durante tutto il corso della giornata, genitori rassicurati via telefono, neanche l’ombra di un libro in tutta la camera d’albergo; il secondo giorno da dietro la tenda della doccia aveva azzardato un’occhiata alla sua faccia, guardandosi nello specchio sopra il lavandino per vedere se sembrava ancora un fantasma e se fosse il caso di farsi la barba. Pessimo errore.

Si era ritrovato mezz’ora dopo, accovacciato sotto l’acqua corrente con la testa tra le mani, mentre rombi di tuono, visioni di paesaggi e di persone che non aveva mai visto, e un paio di splendenti figure che sembravano uscite direttamente dall’Iliade in fiamme e gloria gli incidevano in testa le loro parole. Quando l’acqua gelida divenne una frusta insopportabile uscì cautamente dalla doccia e cercò di riprendersi, mentre le visioni di volti sconosciuti ma familiari continuavano imperterrite il loro messaggio su Atlantide, e sulla loro ultima speranza di sopravvivere alla guerra cosmica che minacciava di estinguere per sempre una civiltà dalle radici così antiche e potenti da essere entrata nella leggenda. E, ovviamente, tutto il resto… ma lui era un fissato, e quando si parlava di storia antica qualsiasi altra cosa passava in secondo piano.

Lo specchio gli aveva regalato altri momenti terribili da quel giorno, così era diventato imperativo riprendere le ricerche da dove le aveva lasciate il suo antenato, per scoprire se le sue erano allucinazioni di un pazzo, oppure una verità troppo grande che la sua mente non poteva ancora accettare. Insomma, per riprendere la sua vita aveva bisogno di una prova di una delle due alternative; lui era sinceramente convinto della prima, ma visto che entrambe lo portavano agli scavi di Ilio si era ritrovato, senza pensarci più di tanto, a prosciugare il suo fondo personale, partire su due piedi e farsi assumere con altrettanta rapidità come volontario degli scavi, per soli “tenda e snack”, ovvero la versione di “vitto e alloggio” per archeologi dilettanti e disperati. Una buona parte dei fondi prosciugati era evaporata nel finanziamento di certe lettere di presentazione, ma perché divagare…

Era lì da due settimane, e il suo lavoro era quello di studiare testi antichi per capire dove iniziare i prossimi scavi, sperando di trovare un’area abbastanza importante da consentire scoperte rilevanti: poteva spaziare in tutta l’area senza restrizioni, esaminare reperti… Aveva potuto cercare la sua prova; e, visto che non aveva ancora scoperto niente su Atlantide o su delle guerre cosmiche, era felicissimo di poter iniziare a credere di essere impazzito per un breve periodo come può capitare a chiunque ogni tanto, e che sotto non c’era nient’altro di preoccupante. I soldi erano finiti; il turno come volontario finiva la settimana prossima; stava per tornare a casa, dove avrebbe potuto cercare lo psicologo più vicino e farla finita. Le uniche cose che lo trattenevano dall’abbandonare la sua ricerca all’istante erano la sua accademica testardaggine nel voler essere sicuro di ciò che voleva dimostrare a se stesso, e due splendidi occhi che aveva visto tra gli scaffali di alluminio del deposito dei reperti. Conosceva poco quella ragazza, ma si erano aiutati parecchio a vicenda nei rispettivi lavori e ricerche fidandosi l’uno dell’altra: era abbastanza introversa, e spesso aveva un’aria malinconica quasi stesse scavando sulle rovine di un posto che aveva abitato e amato; ma ogni tanto sapeva sorprenderlo con sprazzi di gioia che avevano su di lui lo stesso effetto dell’aver assistito a una resurrezione. Quando si cercavano qualche posto isolato per stare da soli ognuno con i propri pensieri, spesso finivano per incontrarsi: presto era diventato un gioco, una cosa particolare e mai successagli prima; in poco tempo non riuscivano più a evitarsi; e nel giro di una settimana, non riuscivano più a smettere di cercarsi. Non se ne sarebbe andato da lì senza sapere se il destino avesse in mente qualcosa per loro due; forse, anche questa era accademica testardaggine.

Intanto evitava accuratamente gli specchi, ma continuava a pensarci, e un giorno si ricordò di un oscuro appunto che il suo antenato aveva affidato al suo diario, qualcosa riguardo alla sede dell’anima. Lo cercò nel suo portatile, e quello che trovò lo lasciò con lo stomaco sigillato.

“Secondo parte delle civiltà del mediterraneo un punto privilegiato per individuare la presenza della vita è nelle ginocchia, mentre quella dell’anima è nella bocca… come già Monti, nei suoi endecasillabi:

Già l’alma errava sulle labbra, e certo

di veder mi credetti in questo giorno

l’ombre dei morti e la magion di Pluto

…dice Ettore quasi morto in battaglia. Schliemann mi parlò della Bocca di Apollo, il luogo in cui le anime dei troiani dimorano per sempre insieme alla loro conoscenza e il futuro destino…”.

Quando l’aveva trascritto sul suo portatile un mese prima, aveva pensato solo al fastidio che provava pensando che neanche la sua passione per l’Iliade era una cosa personale ma ereditata; ma ora le domande erano altre. Ritirò improvvisamente il ginocchio dall’assalto del sole, si chiuse nella tenda, cercò di contenere il tremito simile a quello della febbre che lo stava assalendo. Quali anime stanno ferme in un posto per sempre? Quelle senza pace. Quali morti hanno un destino futuro? Quelli che in realtà non sono morti. Gli scomparsi, coloro che non hanno ancora combattuto l’ultima battaglia. Gli eredi di Atlantide.

Cercò nelle mappe, ma ricordava che il tempio di Apollo era già stato esplorato. Raccolse le sue cose e si avviò verso gli scavi, ma non trovò nulla; allora andò nell’unico posto in cui poteva ancora avere delle risposte, il magazzino dei reperti. Era l’ora di pranzo e non c’era nessuno dentro; cercò nel catalogo fino a trovare i pezzi ritrovati nel tempio di Apollo, e ne trovò uno, che da solo valeva tutti i soldi spesi negli scavi: una maschera votiva, in oro, dedicata al Dio delle arti e della poesia, il portatore della spada d’oro che sfoderava solo per ordine di Giove, del quale aveva portato spesso la terribile Egida in battaglia. Un volto privo di occhi, incredibilmente liscio dopo millenni; una singola lamina di metallo era stata usata per creare quelle fattezze forti e sensuali, ed era stata sapientemente e delicatamente ripiegata verso l’esterno per poter ottenere le labbra. Stando bene attento che non arrivasse nessuno, la osservò da tutte le angolazioni, provò a infilarla, ne rilevò tutti i particolari. Niente, a parte forse… Lamina ripiegata.

Non credeva a ciò che stava per fare. Estrasse il coltello, lo insinuò sotto il bordo della lamina del labbro inferiore: mentre il cuore gli martellava nel petto al pensiero degli anni di galera che si sarebbe fatto, e per la paura di trovare qualcosa, iniziò ad allargare la lamina, finché non sentì qualcosa spostarsi al suo interno e alla fine cadere a terra. Con urgenza ma con la massima attenzione richiuse la lamina cercando di farla combaciare col mento come prima, e dopo aver rimesso a posto il preziosissimo reperto prese da terra l’oggetto della sua vera missione: due pietre perfette, due piccole sfere che sembravano perle, di cui una era candida come un sole in miniatura, mentre l’altra era un frammento di tenebra. Ormai respirava a tratti, la gola sembrava chiusa e aveva i crampi allo stomaco dalla tensione; ancora inginocchiato le avvicinò agli occhi, e si ricordò delle parole sussurrate da un uomo dal volto così simile al suo:

“Cerca il luogo dove gli opposti sono nati, e saprai come fermare questa guerra…”

«Allora c’è qualcuno che sa, dopo tutto». Una voce calma e sottile, dura come una staffilata, lo sorprese facendolo saltare in piedi.

Lei.

Typhoeus

Diario del Professor Hans Von Steppembaum

Napoli, 26 dicembre 1890

Il mio caro amico Heinrich Schliemann è morto davanti ai miei occhi, nella sua camera di albergo, si era sentito male il giorno prima nella Piazza della Santa Carità. La sua morte mi ha sconvolto, non credevo che potesse succedere così presto e così velocemente, nessuno è preparato alla morte di una persona amica. Nemmeno Heinrich era preparato, nessuno o quasi lo è davanti alla grande livella. Gli sono stato accanto sempre da quando è collassato, gli ho stretto la mano quando ho sentito che il soffio della sua vita stava andando via, ma prima di morire, in un momento di lucidità mi ha rivelato qualcosa che non aveva voluto mai dire a nessuno prima d’ora. Una tavoletta trovata a Micene, anni fa, durante i suoi scavi alla ricerca della tomba del re Agamennone. Mi disse dove trovarla, di non dire a nessuno dove si trovasse e che come suo ultimo desiderio, voleva che io, il suo migliore amico, interpretassi la strana scrittura della tavoletta. Heinrich era convito che questo oggetto potesse condurre a tesori immensi ed inimmaginabili. Non ho potuto resistere a quegli occhi supplichevoli ed ho accettato l’ultima volontà del mio amico, in sua memoria ho preso come me questa tavoletta che era conservata in un baule di piombo che Heinrich teneva sempre e gelosamente vicino al sé. Domani aprirò questo baule e vedrò per bene questo manufatto, ora sono troppo stanco e triste per fare qualunque altra cosa.

Napoli, 27 dicembre 1890

Sto aiutando Sophia nell’organizzare il trasporto della salma di Heinrich ad Atene, dove in un cimitero della città è stato costruito un enorme mausoleo per accogliere il corpo del mio amico. Non ho ancora avuto il tempo di vedere la tavoletta, ma lo farò al più presto.

Berlino, 8 gennaio 1891

Non ho avuto il tempo per scrivere, ho dovuto aiutare Sophia con tutte le faccende conseguenti alla morte di Heinrich. Il suo funerale è stato grandioso, degno degli eroi dell’antica Grecia, che lui tanto amava. Oggi ho finalmente avuto il tempo per aprire il baule del mio amico. Ho dato una prima occhiata alla tavoletta, che credevo essere di terracotta, invece è fatta di un materiale strano, non saprei come definirlo, è leggero come il vetro, liscio e senza alcuna imperfezione, inoltre ha uno strano colore bianco latte. Le scritte invece sono di colore nero scuro, sembra un qualche genere di inchiostro. Infine la scrittura per quel che posso vedere è perfetta, lineare, senza sbavature. La lingua usata è assai strana e a me sconosciuta, anche se c’è qualche rassomiglianza con le lingue indo-europee. Dovrà far ricorso a tutti i miei studi di linguistica per decifrare questo documento, non so quanto tempo ci vorrà, ma lo faccio in memoria del mio grande amico Heinrich.

Berlino, 19 febbraio 1892

E’ passato più di un anno da quando ho iniziato a decifrare la tavoletta lasciatami dal mio amico Heinrich. Ormai ne sono certo, aveva ragione, c’è qualcosa di assai importante sotto, qualcosa di estremamente importante. Prima di tutto credo che la lingua usata sia l’indo-europeo originale quello che ha dato vita a quasi tutte le lingue di oggi. Non mi spiego ancora cosa potesse farci a Micene e come si possa essere conservata un tesoro del genere. Inoltre è assai più antico delle rovine di Micene e delle scoperte che ha fatto Heinrich. Ora riporterò parte del testo che sono riuscito a decodificare, purtroppo alcune parti non sono riuscito a capirle, ma ciò che ho scoperto finora è assai interessante.

“Il mio nome non ha importanza, a chi leggerà [….] scrivendo non importerà […..] solo sapere che io sono un atlantideo, uno degli ultimi rimasti in questo mondo. Il mio [….] profondo, non potete nemmeno [….] quanto sia lontano [….] origine. Sappiate questo, eravamo una grande civiltà, la più grande che [….] Avevamo iniziato un’età che nei vostri miti verrà definita dell’oro, un’era che non si ripeterà [….] nel vostro […..] A causa di un traditore, il nostro continente è affondato sotto i flutti dell’oceano. Il Signore Oscuro ha compiuto ciò per cui era stato destinato ed ora combatte il fratello gemello, l’Imperatore Bianco per la [….] Noi pochi sopravvissuti ci nascondiamo, cerchiamo di vivere [….] in pace [….] La nostra [….] superiore alla [….] di qualunque era [….] Purtroppo l’affondamento della nostra isola ha creato un gigantesco maremoto in tutto il [….] un diluvio immenso. Abbiamo deciso di stabilirci alle pendici di un vulcano di una piccola isola che può alimentare con [….] lava [….] apparecchiature.

Abbiamo scoperto qualcosa di eccezionale, le leggende degli abitanti del luogo […..] Tifeo o Tifone, rinchiuso al centro del vulcano, sconfitto da Zeus eoni […] non crediamo a queste [….] le divinità non esistono […..] solo stati creati per […..] i fenomeni naturali che […..]

La grotta che gli indigeni […..] indicato sembra emanare […] energia sconosciuta anche a [….] abbiamo deciso [….] esplorare la caverna il [….]

C’è qualcosa di vivo là sotto, qualcosa di potente ed antico, qualcosa che abbiamo risvegliato, dannato sia […..] già due di noi sono stati divorati dalla creatura […..] più potente la sentiamo […..] notte […] respiro attraverso il vulcano. Non [….] tutta è […..] raccontano le leggende [….] dobbiamo sigillare la [….] per impedirle di scappare [….] dobbiamo avvertire l’Imperatore Bianco.

Sono riuscito [….] contatto […..] che [….] detto dove si […..] l’ [….] dovrebbe trovare […..] nel [….] ad est di Atlantide […..] combattendo contro [……] Nero. Purtroppo non […..] a [….] nelle onde […] le energie che […..] devono interferire con […..] strumenti.

Non avrei mai creduto di vedere ciò che ho visto ieri, la creatura era sempre [….] ad attirare [….] scomparsi altri […..] Quando credevamo di aver perso […..] è arrivato dal cielo un uomo, un Dio, si fa chiamare Ares è il dio [……] viene dall’Olimpo. Ci ha detto che [….] stolti per aver risvegliato il […..] ha detto che siamo […..] pensando di essere gli unici ad aver la sapienza e la […..] Ha detto che abbiamo devastato […..] Ci ha intimato di andare via mentre lui chiudeva […..] inoltre ha voluto sapere se […..] è stato toccato dalla creatura. Solo Cratis ha avuto il coraggio di [….] l’ha ucciso all’istante colpendolo con un raggio dei suoi occhi dicendo che […] ormai era [….] legato alla […..] Ares ha detto di andare [….] che lui chiama Ellade. Non ho avuto il coraggio di [….] anche mio figlio è stato […..] Ares ha detto che avrebbe informato […..] Bianco che sembra l’unico ad aver […..] nella nostra [….] Per chiunque legga questo […..] evitate [….] il monte Aetna [….] caverna […] nord del vulcano […..] Tifone.”

Quanto è scritto in questa tavoletta è di straordinaria importanza, lo capirete anche voi, narra della mitica isola di Atlantide ben prima di chiunque altro, narra dei suoi sopravvissuti e si intreccia con la leggenda di Tifeo. Sono troppo eccitato ora per descrivere appieno la portata di questa mia scoperta e tutte le sue conseguenze. Lo farò quando starò in viaggio, forse avrò la mente più lucida, parto domani per la Sicilia, già mi sono accordato con il re d’Italia Umberto I per fare degli scavi intorno al vulcano. In onore del mio amico Heinrich Schliemann compio quest’impresa, che Dio vegli sulla mia testa e mi faccia compiere la più grande scoperta dell’umanità!

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Questa è la prima parte di un racconto ancora da finire, che spero di continuare. La seconda parte la scrisse Valberici e la potete trovare qui. La terza parte l’aveva scritta Mechanikwing ma la devo recuperare perché Splinder ha fatto la fine che fatto. Infine la quarta parte che avevo scritto io la voglio rivedere per bene. Dopo che l’avrò rivista potrei passare la palla di questo blogracconto a qualcun’altro come avevamo fatto per le prime parti ormai scritte molti anni fa.

No alla Legge Bavaglio!

Letto stamattina sul blog di Lara Manni, quindi riprendo in parte il post dal blog di Valigia Blu (comunque vi consiglio di passarsi per capire per bene cosa prevede questo decreto Ammazzablog) . Speriamo che anche questa volta questa ennesima norma insulsa ed odiosa che lede la nostra libertà non passi e che il governo del “fare poco e farlo malissimo” cada quanto prima!

Cosa prevede il comma 29 del ddl di riforma delle intercettazioni, sinteticamente definito comma ammazzablog?

Il comma 29 estende l’istituto della rettifica, previsto dalla legge sulla stampa, a tutti i “siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”, e quindi potenzialmente a tutta la rete, fermo restando la necessità di chiarire meglio cosa si deve intendere per “sito” in sede di attuazione.

Cosa è la rettifica?

La rettifica è un istituto previsto per i giornali e le televisione, introdotto al fine di difendere i cittadini dallo strapotere di questi media e bilanciare le posizioni in gioco, in quanto nell’ipotesi di pubblicazione di immagini o di notizie in qualche modo ritenute dai cittadini lesive della loro dignità o contrarie a verità, questi potrebbero avere non poche difficoltà nell’ottenere la “correzione” di quelle notizie. La rettifica, quindi, obbliga i responsabili dei giornali a pubblicare gratuitamente le correzioni dei soggetti che si ritengono lesi.

Quali sono i termini per la pubblicazione della rettifica, e quali le conseguenze in caso di non pubblicazione?

La norma prevede che la rettifica vada pubblicata entro due giorni dalla richiesta (non dalla ricezione), e la richiesta può essere inviata con qualsiasi mezzo, anche una semplice mail. La pubblicazione deve avvenire con “le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”, ma ad essa non possono essere aggiunti commenti. Nel caso di mancata pubblicazione nei termini scatta una sanzione fino a 12.500 euro. Il gestore del sito non può giustificare la mancata pubblicazione sostenendo di essere stato in vacanza o lontano dal blog per più di due giorni, non sono infatti previste esimenti per la mancata pubblicazione, al massimo si potrà impugnare la multa dinanzi ad un giudice dovendo però dimostrare la sussistenza di una situazione sopravvenuta non imputabile al gestore del sito.

Se io scrivo sul mio blog “Tizio è un ladro”, sono soggetto a rettifica anche se ho documentato il fatto, ad esempio con una sentenza di condanna per furto?

La rettifica prevista per i siti informatici è quella della legge sulla stampa, per la quale sono soggetti a rettifica tutte le informazioni, atti, pensieri ed affermazioni ritenute dai soggetti citati nella notizia “lesivi della loro dignità o contrari a verità”. Ciò vuol dire che il giudizio sulla assoggettabilità delle informazioni alla rettifica è esclusivamente demandato alla persona citata nella notizia, è quindi un criterio puramente soggettivo, ed è del tutto indifferente alla veridicità o meno della notizia pubblicata.

Posso chiedere la rettifica per notizie pubblicate da un sito che ritengo palesemente false?

E’ possibile chiedere la rettifica solo per le notizie riguardanti la propria persona, non per fatti riguardanti altri.

Chi è il soggetto obbligato a pubblicare la rettifica?

La rettifica nasce in relazione alla stampa o ai telegiornali, per i quali esiste sempre un direttore responsabile. Per i siti informatici non esiste una figura canonizzata di responsabile, per cui allo stato non è dato sapere chi sarà il soggetto obbligato alla rettifica. Si può ipotizzare che l’obbligo sia a carico del gestore del blog, o più probabilmente che debba stabilirsi caso per caso.

Sono soggetti a rettifica anche i commenti?

Un commento non è tecnicamente un sito informatico, inoltre il commento è opera di un terzo rispetto all’estensore della notizia, per cui sorgerebbe anche il problema della possibilità di comunicare col commentatore. A meno di non voler assoggettare il gestore del sito ad una responsabilità oggettiva relativamente a scritti altrui, probabilmente il commento (e contenuti similari) non dovrebbe essere soggetto a rettifica.

Censura al Web: cosa puoi fare

Come sapete il 6 luglio l’AgCom voterà una delibera con cui si arrogherà il potere di oscurare siti internet stranieri e di rimuovere contenuti da quelli italiani, in modo arbitrario e senza il vaglio del giudice.

Cosa si può fare? 

  • Andare alla pagina di Agorà Digitale in cui sono raccolti tutti i link, le iniziative e le proposte dei cittadini;
  • Firmare e diffondere la petizione sul sito di Avaaz.
  • Partecipare e invitare tutti i tuoi amici a “La notte della rete“, dal 5 luglio sera: quattro ore no-stop in cui si alterneranno cittadini e associazioni in difesa del web, politici, giornalisti, cantanti, esperti.
  • Partecipare a una delle manifestazioni che si stanno a preparando a Roma e in diverse città.

Se sei un blogger infine scrivi un post, usando il logo sopra e riportando i link

Fonte: Il blog di Giulia Innocenzi (che vi consiglio di seguire… :P)

Qualche piccola riflessione personale a margine del post che ho copiato qui, per me alla fine questo decreto dell’AGCOM sarà un buco nell’acqua. Perché? Perché nemmeno in Cina o nei paesi dittatoriali riescono ad imbrigliare internet come pensate che possano farlo qui in Italia dove le cariatidi che ci governano pensare che bisogna usare Gogol per usare internet? La libertà riuscirà sempre a spuntarla nella rete e non riusciranno mai ad imbrigliarla con questi decreti idioti…

Castel Oricalco in Cosplay

Quanto più pensi che la tua vita sia monotona, priva di cambiamenti, e poi… all’improvviso cambia e non riesci a stare al passo, ti sembra. Cambia così velocemente che ti devi mettere a correre per tenere il passo. Martedì mi ha portato due sorprese, per il momento infatti lavorerò solo la mattina e, questa notizia è molto più ferale, Dada, a causa dei suoi problemi, ha chiuso il portale di Supereva. Quindi i siti sul Cosplay e sulla Marvel sono chiusi. Anche se resteranno online. In realtà quelli di Dada ci hanno licenziati, ma si tengono i siti. Furbi loro. Ora Dada dovrebbe essere venduta e speriamo che i nuovo proprietari decidano di rimettere in sesto il progetto. Quindi per ora il mio sito sul cosplay si è trasferito in un nuovo blog Castel Oricalco in Cosplay. Purtroppo le interviste vecchie non le posso riprendere, quindi poi dovrò reintervistare tutte le cosplayers e i cosplayers… E vi segnalo anche la pagina su Facebook. Mi raccomando accorrete numerosi!