10 righe dai libri

Da qualche giorno mi sono iscritto ad un nuovo siti sui libri, si chiama “10 righe dai libri”. Che cos’è? E’ una sorta di community letteraria, possiamo trovare incipit di molti libri in anteprima, come per esempio gli ultimi due libri del Falco, L’aurora delle streghe – Underlust e Nemesis – L’ordine all’Apocalisse, possiamo anche trovare interi libri in formato pdf da scaricare come Buio il primo libro di Elena P. Melodia e poi c’è la parte più interessante del sito in cui, in pratica, dobbiamo postare le dieci righe che più ci sono piaciute dei libri che abbiamo letto. Io ho iniziato con Dune di Frank Herbert, con questo estratto:

Non devo avere paura. La paura uccide la mente. La paura è la piccola morte che porta con sé l’annullamento totale. Guarderò in faccia la mia paura. Permetterò che mi calpesti e che mi attraversi. E quando sarà passata, aprirò il mio occhio interiore e ne scruterò il percorso. Là dove andrà la paura non ci sarà più nulla. Soltanto io ci sarò.
Sentì la calma invaderlo nuovamente, ed esclamò: “Sbrigatevi, vecchia”.
“Vecchia!” ribatté lei. “Hai del coraggio, non si può negare. Bene, vedremo: signor mio.” Si chinò su di lui, sfiorandolo, e abbassò la voce fino a un bisbiglio: “Sentirai dolore alla mano, nella scatola. Un dolore atroce, ma… Ritira la mano e ti toccherò il collo con il gom jabbar! La sua morte è rapida come la scure che mozza il capo al condannato. Ritira la mano, e il gom jabbar ti ucciderà. Hai capito?”
“Che cosa c’è nella scatola?”
“Dolore.”

Poi ho continuato inserendo altri libri che mi sono piaciuti. Lo faccio perché mi diverte e anche perché così posso conoscere altre persone con i miei stessi gusti e parlare dei libri che mi piacciono. Una goduria. Un incentivo a postare libri è il libro incentivo. Ad ogni “pezzo” di libro postate, da noi o dagli altri utenti, possiamo mettere un segnalibro, le dieci righe che alla fine di ogni settimana e di ogni mese hanno ricevuto più segnalibri avranno un libro in regalo. Bello vero? 😀

L'Aurora delle Streghe – Spoiler –

Qualche giorno fa ho finito di leggere il nuovo libro di Francesco Falconi, L’Aurora delle Streghe che mi è piaciuto davvero molto, probabilmente è il miglior libro scritto dal Falco. Almeno secondo me. Tutto le mie impressioni sono soggettive, non credo nell’oggettività. L’Aurora delle Streghe è decisamente diverso dai libri che ha scritto precedentemente Francesco, sia per stile che per ambientazioni che per trama. Ci troviamo a Barcellona, che il Falco adora e lo sa chi segue il suo blog, la protagonista è una ragazza, una zingara kalé che cerca di trovare la sua strada nel mondo, di farsi una vita. Trova un lavoro, un bel lavoro legato all’arte teatrale, trova l’amore… ma tutto le viene strappato dal fato… o da qualcosa di ancora più perverso. Usando poteri che nemmeno lei sapeva di avere riesce a far tornare in vita il suo ragazzo ma a carissimo prezzo… ora il suo Jago è una sorta di vampiro alla ricerca delle lacrime delle persone, delle loro emozioni, di cui si nutre per poi lasciare le vittime preda di una follia suicida. Un romanzo tra urban fantasy e horror con un chiaro e voluto omaggio al famoso libro della Shelley. Un romanzo particolare, scritto in prima persona, con protagoniste soprattutto donne, Abril, la sua amica Lux, la madre Miriam, scritto con un alternarsi di passato e presente… un libro molto interessante. Cupo. Decisamente un bel libro che però non finisce, probabilmente sarà il primo di una trilogia (?). L’unico dispiacere è che un personaggio, Eneko Serrano, molto interessante, non viene approfondito, per ragioni di trama e questo mi dispiace perché era decisamente un bel personaggio. Il personaggio che mi piace di più di questo libro. Abril, saranno gli avvenimenti che innesca, ma non mi riesce per niente simpatica… o almeno non riesco ad immedesimarmi… (un po’ come Sofia della Ragazza Drago… ma Sofia è una rompicoglioni di prima categoria, Abril no per nostra fortuna, sarà che sono ragazze… boh…). Il personaggio di Abril però è molto interessante, è di origine zingara e sappiamo bene quali sono i pregiudizi che si hanno sugli zingari. Abril è una giovane ragazza che vuole emergere, vuole avere una vita e cerca di farlo in tutti i modi senza dover contare sulla comunità kalè, cercando di superare i pregiudizi del mondo che la circonda. In fondo, razzisti o no, parliamoci chiaro sappiamo tutti cosa pensiamo degli zingari, che sono ladri, che sono furfanti, accattoni, che fanno mendicare i loro figli per fare soldi, che fanno prostituire le loro figlie. Sono stereotipi falsi, ma così radicati nella nostra società, nella nostra mente che anche se cerchiamo di dimenticarli e di trattare queste persone in maniera uguale alle altre, non lo facciamo. Abbiamo sempre quel sospetto nella mente, che ci fa toccare il portafoglio appena vediamo una zingara che ci viene vicino per chiedere qualche spicciolo. Per quanto vogliamo essere civili o fingere di essere tali, questo pregiudizio non si toglierà mai dal nostro cervello. Ormai sta li fermo, immobile. Pensate a vivere come loro, sapendo che nessuno si fiderà completamente di voi, che sarete sempre emarginati. Pensate se finalmente riuscite ad oltrepassare, apparentamene, questi maledetti limiti imposti alla nostra società. Questa ragazza trova il lavoro che la appassiona, trova il primo amore che le infiamma il cuore e poi perde tutto. E la prima cosa che sospettano i poliziotti è che sia stata lei l’assassina perché è una zingara kalè. Dev’essere devastante. Cosa fareste per riprendervi quello che vi è stato tolto? Fareste anche qualcosa che sarebbe proibito per le norme e le consuetudini morali e civili? Si lo fareste. Perché ad un certo punto non ti frega niente di quello che ti circonda, del mondo. Quando perdi qualcosa a cui tieni così profondamente, quando perdi qualcosa cui senza non sai vivere, faresti qualsiasi cosa per riportare tutto alla normalità. Anche vendere l’anima al diavolo in persona. Ed Abril lo fa. Chi non lo farebbe? Purtroppo l’odio va a braccetto con l’amore e quando, dopo essersi illusa che il Jago fosse tornato, si accorge dell’errore commesso, l’amore diventa odio per ciò che ha creato. Il finale ci lascia con alcune domande che ruolo ha avuto veramente Miriam nella vicenda e quali sono le sue vere intenzioni? Chi ha spinta Abril ad effettuare il rituale negromantico? Jago è stato ucciso da qualcuno o è stato un incidente? C’entra il fratello in qualche modo? A parte questo sicuramente Francesco è bravo a farci vivere Barçia, a farcela vedere come se fossimo davvero lì, un po’ come Licia con Monaco nel terzo libro della Ragazza Drago. Insomma vi consiglio questo libro… è ben scritto ed interessante. Ah e parla di streghe e cose simili… ma era facile capirlo dal titolo vero?