Una cosa di cui volevo parlare da tempo è che nel fantasticamente, psichicamente e gaiamente drogato mondo del cosplay c’è la tendenza, come normale, a fare più cosplay da una determinata fonte. Un tempo trovavi in fiera mille Naruto e ti chiedevi se non stavano tutti facendo quella tecnica di Naruto che consiste nel duplicarsi e no, poi scoprivi che erano tutti e mille singoli che facevano Naruto… o un tempo ti trovavi viali pieni di inquietanti L da Death Note (che è il cosplay più idiota da fare maglietta bianca, jeans, cappelli scarmigliati, insomma devi essere un muratore e lo sai fare bene!). In questo periodo sono tre i cosplay che più di ogni altri vanno in voga e sono tratti da Hetalia, Kuroshitsuji e Vocaloid. Partiamo dal primo Hetalia Axis Power una versione romanzata, con gli stati in versione antropomorfa, della storia tra la Prima Guerra Mondiale alla Seconda Guerra Mondiale. Il protagonista di Hetalia è l’Italia del Nord chiamato appunto Italia.. del Nord…… ed è separata dal suo fratello terrone, l’Italia del Sud. L’Italia del Nord ha una cotta per la Germania… (e fin qui sembra un manga scritto dal Trota il figlio di Bossi). Il problema sorge dal fatto che… beh questo manga è schiettamente gay, quindi non possono essere stati i leghisti scriverlo. Perché è gay? Perché la maggior parte dei personaggi sono rappresentati come maschi e… beh avete capito. E non c’è nulla di male in ciò. Cioè io mi accoppio con qualunque genere di cosa quindi, era per dire che dei leghisti puri non potrebbero aver scritto una cosa così yaoi. Se capite cosa vuol dire yaoi, mi spiace dirvelo, ma siete proprio dei nerd senza speranza. A me l’ha detto Impo cosa vuol dire… quindi è lui il nerd senza speranza, capito? Non sono io! Allora, la trama principale di Hetalia (che io avrei chiamato Hentalia… o Yaoitalia) è la storia d’amore non corrisposta tra l’Italia del Nord a.k.a. Padania e la Germania che è troppo frigida per accettare le avances dell’Italia del Nord che è vista come un’imbranato e un’idiota. Quindi questo è un altro punto a favore del fatto che non sono stati i leghisti a scrivere ‘sta storia. Di solito i cosplayers anzi le cosplayers decido di fare i cosplay dell’Italia del Nord, della Germania e di altre nazioni a random come l’Inghilterra. Vanno in giro per le fiere con le bandiere dei vari paesi e spesso vengono scambiati per pazzoidi nazionalisti che festeggiano qualche festa dimenticata. O per partecipanti ai qualche meeting strambo delle Nazioni Unite. Di solito si usa questo manga per fare scene yaoi direttamente in fiera e scandalizzare i poveri vecchietti che possono transitare nella zona, i bambini e le bambine che non capiscono più una mazza vedendo due tizie una con la bandiera dell’Italia e l’altra della Germania baciarsi o ancora gli etero a cui prende un colpo quando vedono ‘ste cose. Insomma questo è il manga adatto per fare le cose porche in versine yaoi senza far baciare per forza Naruto e Sasuke, che mi permetto di dirlo, sono etero e non ho mai capito perché nelle fiere li vedo sempre sbaciucchiarsi insieme! Povera Sakura già ha tanti complessi per conto suo, il primo di essere piatta come una tavola da surf ed il secondo di essere inutile come ninja ma ci metti pure che il suo amore se la fa con quell’idiota di Naruto, posso ben capire allora perché Sakura sia così violenta e schizofrenica. Non è perché è una donna (e sappiamo bene che le donne sono esseri strani, dall’umore altalenante!) ma è perché è sfigata! Di Hetalia ci sarebbe anche di parlare del fatto che c’è una totale edulcorazione di certi argomenti e vicende storiche, ma io non sono un professore di storia e se voi volete pensare che Hitler era solo il “capo pazzo” della Germania, a me non me ne fotte niente! Ma ora passiamo a parlare del secondo nostro impuntato Kuroshitsuji che chiameremo per comodità Kurosticazzi (© Giada Robin, che saluto vivamente essendo una cosplayer che apprezzo tantissimo, moltissimo, levissimo!) di cosa parla questo manga? E’ ambientato nell’Inghilterra Vittoriana e parla di un maggiordomo e del suo padrone un ragazzo adolescente di nome Ciel Phantomhive… … si, un nome sicuramente molto inglese e molto vittoriano. Moltissimo. Come Paolo Meneguzzi o Piotr Rubik. E che fa sto Phantomcoso? Deve vendicarsi della gente che ha ucciso i suoi genitori e lo fa attraverso il suo maggiordomo-demone chiamato Sebastian, oltre a risolvere dei problemi misteriosi che insidiano l’Inghilterra. Ma quel che interessa in realtà ai fans di questo manga è il sottotesto omo-erotico tra i due. Si avete capito bene. Anche questo manga è yaoi. Perché alle ragazze nerd, non si sa ancora perché bene sinceramente, piace lo yaoi più di quanto piaccia vedere un maschio che si va a letto con una femmina. Misteri dell’universo femminile! Comunque altri personaggi memorabili di questo manga sono una tizia che si veste tutta di rosso ma di cui non ho capito molto il senso ed un altro tizioa che si veste anche lui di rosso ma ha una dentatura da squalo e una motosega gigante. Sicuramente una motosega molto attuale per quell’epoca. Si. Si. Ci sarebbe anche da parlare del fatto che per pronunciare Kurosticazzi in originale sono morte moltissime persone, circa mille, perché si sono strozzate con la saliva tentando di pronunciare il nome del manga. Ma sinceramente io non sono un dannato becchino, non devo seppellire gli umani che schiattano per pronunciare Kurosticazzi, quindi per me potute pronunciare tutto quello che volete, anche quello che vi ammazza, tanto a me non me ne fotte niente. Passiamo a parlare di Vocaloid… allora… come dice il nome è una cosa sul canto. In pratica… è partito tutto da un sintetizzatore vocale. Siccome la storia è stra-pizzosa e poco interessante non ve la racconto. Dico solo che si sono queste sgalettate canterine e che ad ogni fiera ti trovi ‘ste tizie vestite da software di sintetizzazione vocale. Tu dici, sono tipo dei microfoni ambulanti o delle scatole con scritto “Vocaloid Software”. No sono vestite in maniera stramba ed hanno un numero tatuato sul braccio. Perché? Boh non lo so. E tu le vedi in fiera… frotte di ragazze con ‘sti bracci tatuati ed alcune di loro, purtroppo per noi, si credono anche cantanti, pensando che essere il cosplay di un sintetizzatore di voce… la loro voce da stonata diventi divina! Ci sarebbe anche da ragionare sul fatto che si fanno cosplay proprio da qualunque cosa, anche dai programmi per pc…. ma io non sono un esperto di cosplay e voi potete fare cosplay di quel che volete, a me, in fondo, non fotte niente. Questi quindi sono i tre cosplay maggiormente in voga tra le masse ma ora passiamo a parlare di qualcosa che piace più a noi maschi, qualcosa che ci attizza per bene, finora in fondo abbiamo parlare di cose che piacciono alle femminucce. Quindi è ora di parlare dei tre cosplay più porchi che potreste incontrare in fiera! E questi tre sono… … uhm faccio lo stronzo bastardo e sapete che faccio? Non ve li dico. Quando mi andrà di fare un altro post sul cosplay sarà sui cosplay porchi. Così vi tengo in attesa! MUAHAHAHHAAHAHAHAHAHAHAHAHHAH
Tag: anime
Ergo Proxy
Qualche tempo fa ho visto quest’anime fantascientifico segnalatomi dalla mia amica Liz. Ergo Proxy è ambientato in un mondo post-apocalisse, in cui i pochi umani rimasti abitano in delle immense cupole governati da dei governi molto autoritari e che ricordano il governo inglese di 1984 e di V for Vendetta. Gli umani per aiutarsi nella vita di tutti di giorni sono aiutati da dei androidi chiamati AutoReivs. La storia si svolge soprattutto nella città di Romdeau in cui si stanno susseguendo degli omicidi perpetrati da degli AutoReivs impazzati contagiati dal cosiddetto Cogito Virus. Una dei protagonisti dell’anime è Re-l Mayer che sta investigando su questi misteriosi omicidi, durante l’investigazione incontra un immigrato da un’altra cupola, chiamato Vincent Law… pieno di misteri. Non voglio raccontarvi di più, vi dico solo che merita molto, che ci sono tante citazioni e rimandi all’arte, alla storia, alla scienza e alla filosofia. Se non ci fossero state le note a fine di ogni episodio non avrei capito a pieno tutti i rimandi. Il personaggio che sicuramente mi è piaciuto di più, oltre ovviamente a Re-L Mayer che, a causa del cosplay che ha fatto, ho subito identificato con la mia amica Liz, è sicuramente Pino, un androide con il corpo e la mente di una bambina di sei anni circa. Un personaggio molto dolce, che ti entra nel cuore. E’ una storia complessa ed interessante con qualche rimando al Giudice Dredd e a Matrix. Un anime che vi consiglio vivamente. Era dai tempi di Evangelion che non mi prendeva tanto un anime!

