Non è mai semplice fare un resoconto del Lucca Comics & Games. Ci sono così tante cose che sono state fatte, dette, viste. Così tanti incontri, cene, chiacchierate. Prima di tutto potete trovare le miei foto di questa Lucca qui. E si parte con i ringraziamenti parto da Gabriele “Tanabrus” e Carlotta (ti dobbiamo trovare un nickname tipo Lady Tanabrus o qualcosa di questo genere!) grazie per la cena e per i fumetti! Poi è il turno di Alessandro e Monica con cui ho passato delle belle ore a Japan Town e in giro per il resto di Lucca il giovedì. Tra i vari acquisti fatti in fiera, uno molto importante è stato il secondo volume della saga di Argetlam scritto da Alessia Mainardi, che ho avuto il piacere di rivedere al loro stand insieme a Nonna Betty e a tutti gli altri. Poi per parlare di standisti ho avuto il piacere di rivedere come ogni anno i ragazzi che lavorano allo stand della Gems menzione speciale per il dinamico Luca, Arianna, Marco (spero andassero bene le caramelle!) e Daniele. Da loro ho preso il nuovo libro di Stroud e quello di “Lookwood & co. La scala urlante” ed il libro da cui è stato tratto il film della Disney “Pomi d’ottone e manici di scopa“. Poi come non ringraziare Paolo Barbieri per la firma nel suo nuovo libro illustrato che mi appresto a leggere dal titolo “Fiabe Immortali” anche se “Fiabe Immorali” sarebbe stato un titolo più interessante! Menzione super-mega-speciale per Lilletta e Kanon con cui passo sempre bei momenti lucchesi (ed è sempre bello rivedere a cena Asuka Soryu e tutti gli altri alla cena di giovedì’!). Siamo arrivati al venerdì e quindi non posso non citare i mitici Luca Tarenzi e Aislinn (di cui ho preso il secondo Angelize) con cui ho passato ore molto liete il venerdì, tra pranzo, cena, workshop. Ho incontrato e conosciuto molte belle persone come Camilla, Feleset, Lilian e gli amici di Tanabrus Sergio e Simona. Poi è stato bello incontrare inaspettatamente, dopo tanto tempo, Alice Chimera. La prossima volta ci dobbiamo organizzare e passare più tempo insieme anche con Andrea! Ho avuto anche il piacere di conoscere un’amica di Alice, Diletta. Ed ho rivisto anche Adriano Barone, Mario Pasqualotto, Leonardo Patrignani e Francesco Falconi anche se avrei voluto passare più tempo con loro. Invece Licia Troisi proprio non sono riuscito a vederla, manco da lontano, ma in compenso ho visto tanti bei cosplay delle Cronache! (Ed ho preso anche il libro del decennale). Sabato poi è stata una giornata frenetica, piena di gente in giro ma sono riuscito a fare un saluto a Fabio D’Auria (che però poi non ho rivisto domenica, peccato!) e finalmente ho conosciuto Laura Braga che poi mi ha anche fatto un bellissimo disegno di Medusa, regina degli Inumani!
Il giorno dopo ho fatto una foto con Fabrizio Mazzotta, da tempo volevo farmi una foto con lui ma non ho mai avuto l’occasione per chiederla per bene. Poi tempo di saluti in giro allo stand di Alessia e a quello della Gems, dagli amici di Gente di Cartoonia (che avrei voluto salutare meglio ma il tempo era tiranno), allo stand dove lavorava il mio amico Alessio Abruzzese da cui ho preso due fumetti di Gaiman che mi mancavano. L’incontro più bello di domenica è stato quello con la mia cara amica Giulia che aveva il cosplay di Psylocke il personaggio che preferisco degli X-Men. E lo era da prima che iniziassi a leggere i fumetti degli X-Men. E’ stato davvero bello passare un po’ di tempo con lei in giro per Lucca e poi con Andre che era davvero un assassino stupendo! Tanto da sembrare uscito direttamente dal gioco. La domenica si stava concludendo ed ho conosciuto Gloria, con un bellissimo cosplay di Red Sonja. Dopo una veloce chiacchierata l’ho accompagnata un po’ in giro ed ho immortalato l’epico momento per i posteri in cui la creatrice di SacroProfano autografava Gloria.
Infine la domenica si è conclusa con la solita cena con Lilletta, Kanon, Giorgia & co. Ho dato provo di quanto sia maldestro a questa cena. Ormai ero proprio fuso. Però sono stato contento perché abbiamo parlato di gatti, e tra gattari ci si capisce subito! Ho avuto l’opportunità di scambiare qualche parola con Arianna e Massimo di cui avevo visto i bellissimi cosplay sempre in foto o da lontano. Ora il resoconto è finito. E’ stato lungo ma è stata una lunga Lucca. Per ultimo vorrei ringraziare lo staff dell’Hotel Universo sempre gentilissimi e pronti ad aiutarti, soprattutto la cameriera che mi ha riparato il buco nello zaino, e lo staff del Ristorante del Teatro per avermi trovato un posticino a cena nella frenetica giornata di sabato dopo che la cena a cui dovevo andare era stata annullata. Finisco dicendovi che per domani di aspettarvi il ritorno di un certo demone cornuto e del suo resoconto da Lucca!
Avevo deciso che mi sarei fermato a dieci libri… poi sono andato avanti su Anobii a spulciare i libri che ho letto in questo anno che sta per finire… e andavo avanti a segnarmi quelli che mi sono piaciuti in maniera particolare. E la lista cresceva. Alla fine ne ho escluso qualcuno e sono arrivato a dodici. Avrei anche potuto aggiungere qualche titolo perché alla fine nel 2013 ho letto solo pochi libri che non mi sono piaciuti molto ed essendo selettivo vado sempre a beccare libri che mi piacciono molto. Comunque passiamo a questa sorta di classifica, in cui non c’è un ordine ben preciso. Di alcuni di questi titoli ne ho parlato qui nel blog e quindi ho deciso di linkare i post che avevo fatto per parlare di questi libri nei loro titolo nella classifica. Tutte le immagine le ho prese da Anobii.
Ho letto questo libro di Adriano all’inizio dell’anno, l’ho divorato in qualche ora (bisogna anche dire che non è molto lungo) e l’ho trovato davvero particolare ed interessante. Come tutti gli scritti di Adriano!
2) “Baltimore – Il tenace soldatino di stagno e il vampiro” di Mike Mignola e di Christopher Golden.
Mignola lo conoscevo per aver creato Hellboy e non mi sono fatto sfuggire questo bel libro che ha atmosfere gotiche, apocalittiche e che ricorda, anche per i disegni bellissimi dell’artista, un po’ tutto il mondo creato da Lovecraft.
Probabilmente il miglior libro, almeno finora, sfornato da Luca. Un bell’urban fantasy con in mezzo divinità dimenticate, padri, figli e semidei. Insomma Luca Tarenzi è sempre più il nostro Neal Gaiman!
Altro urban fantasy italiano, una bellissima storia di formazione scritto da Francesco Dimitri, vero e proprio Stregone Supremo per quanto a bravo a scrivere di magia, antichità, rituali in maniera “realistica”.
Secondo capitolo della saga urban fantasy di Muses scritto da Falco che è probabilmente uno dei suoi libri più belli. Continua la storia del primo capitolo e l’approfondisce. Davvero molto bello!
6) “IT” di Stephen King
Per me questo è uno dei libri più belli che abbia scritto il Re. C’è poco da aggiungere. Una storia che ti prende dall’inizio alla fine, un “cattivo” formidabile e un gruppo di personaggi che ti entra nel cuore. Probabilmente il suo capolavoro.
7) “L’Ombra dello Scorpione” di Stephen King
Un altro dei libri di King che ho adorato. Una bella storia, articolata, sulla fine del mondo e sui suoi sopravvissuti. Gigantesco ma si legge benissimo ed io l’ho divorato.
8) “Il Canto della Vittoria – Hunger Games” di Suzanne Collins
Il capitolo finale della trilogia di Hunger Games, interessante, strappalacrime (almeno un po’), con un finale abbastanza spiazzante. Il primo capitolo rimane inarrivabile ma questa è la degna chiusura della saga.
9) “Tanit – La bambina nera” di Lara Manni
Ultimo tomo, che ho appena finito di leggere, della trilogia iniziata da “Esbat” e continuata su “Sopdet“. Coinvolge come i due precedenti libri, bello, scritto divinamente. L’ho finito in pochi giorni perché non vedevo l’ora di vedere come poteva finire tutta la vicenda. Consigliato.
Urban fantasy particolare con di mezzo angeli, ibridi e divinità varie (ed eventuali). Ambientato in una cupa Milano è una bella prova di questa scrittrice di cui speriamo di leggere altri libri a breve.
11) “L’uomo nell’alto castello” di Philip K. Dick
Probabilmente il libro migliore che abbia mai letto, finora almeno, di questo scrittore americano. E’ un ucronia, abilmente scritta, ambientata negli Stati Uniti dopo la Seconda Guerra Mondiale vinta dall’Asse. Bei personaggi, bella storia e bello il modo in cui, nella storia, viene integrato il libro cinese “I Ching“.
Secondo libro di questa saga scritta da Leonardo Patrignani. Non mi aspettavo di essere stupito dopo aver letto il primo libro, invece sono rimasto molto sorpreso, in positivo ovviamente, da questo secondo tomo della saga. Bello, interessante, e soprattutto di fantascienza!
(Lo so, è passato tanto tempo, però ecco qui il finale del racconto di Lucca di quest’anno!)
“Affascinante…”
Il Dottore era davvero interessato a questa galleria di personaggi che erano appena apparsi. Li conosceva alcuni, aveva letto i loro fumetti. Certo era tutta un’altra cosa poter vedere e analizzare con il cacciavite sonico un essere che pensava o si proclamava un Dio come Thor, esseri mutati come la Cosa o gli Hulk o mutanti come… quel tappetto peloso.
“Cocco, toglimi di dosso quell’affare!” aveva ringhiato questo mutante con un costume giallo e blu che il Dottore ricordava chiamarsi Wolverine.
Gli scrittori ormai erano veramente fuori di testa, le loro più folli fantasie si erano finalmente avverate. Soprattutto Adriano Barone stava letteralmente piangendo dalla gioia perché vedeva tutti gli eroi della sua infanzia davanti ai suoi occhi. Anche se aveva occhi soprattutto per le eroine. Chi non era rimasto con le mani in mano era Anubis, appena erano comparsi gli eroi, aveva iniziato subito a dare ordini o come li aveva chiamati lui “consigli”. Infatti l’antico Dio egiziano sapeva bene che aveva davanti tante teste calde… e poi c’era pure Destino.
“Hank Pym, Reed, Iron Man, Pantera Nera, Bestia, Dottor Nemesis, Dottor Strange, Maximus, Loki voi siete gli scienziati e i mistici che ci servono per risolvere la situazione. Voi – e il Dio della mummificazione indicò tutti gli altri – sarete la forza di contenimento chi di voi sa volare cercherà di contenere l’attacco nell’aria, chi è di forza omega come gli Hulk e la Cosa ingaggerà il nemico quando starà a terra, chi invece ha poteri minori o nessun potere aiuterà i civili nell’evacuazione. Emma Frost e la Naiadi ci coordineranno da qui. Il nostro comandante sul campo è Capitan America. Tutte le forse del Senato Unito delle Dimensioni, della Nato, e dell’Italia sono al suo servizio, Steve Rogers.”
Anubis sapeva riconoscere qualcuno che poteva anche essere più capace di lui nel coordinare la battaglia. Forse uno dei pochi poteva essere solo l’uomo che aveva contribuito alla sconfitta dell’Asse nell’Universo della Marvel. Tutti gli eroi accettarono di buon grado il discorso tranne… due soggetti a cui il Dio rimediò subito.
“Ah, tu, Otto Octavius che stai nel corpo di Spider-Man, tu rimarrai qui, la tua esperienza di scienziato serve qui. Mentre il Dottor Destino, per quanto tu sia il più geniale tra tutti loro ci servi fuori, sei il più potente e forse l’unico che può contrastare Thanos.”
“Lo sapevo che c’era qualcosa di strano in te… ne riparliamo dopo…” disse laconico il tappo canadese ad un attonito Superior Spider-Man. Era bastata una frase per smontare tutta la sua arroganza e la sua copertura. Ora vedeva negli occhi di tutti i suoi “amici” Vendicatori la consapevolezza di chi era realmente.
“Destino è lusingato delle tue parole testa di sciacallo ma Destino rimarrà qui dove può essere più… prezioso.”
La voce fredda del signore della Latveria era autoritaria e chiara. Non ammetteva concessioni.
“Ehi, borioso testa di latta se ti hanno detto di andare fuori, vai fuori!” disse Adriano Barone che voleva veramente affrontare Victor Von Doom. Probabilmente il thé con l’Oki l’aveva fatto andare fuori di testa.
“Destino non accetta che gli si parli così. Inginocchiati e chiedi scusa umano se non vuoi morire! Destino lo ordina!” esclamò Von Doom con voce squillante.
“Qui nessuno uccide nessuno, nemmeno se sei dentro un’armatura tutta luccicante Destino. Posso disattivare tutti i tuoi gadget con il mio cacciavite sonico… ma penso che tu sia più propenso a volere vedere se veramente riesci a sconfiggere da solo Thanos… secondo me non ci riesci…”
Il Dottore era intervenuto appena in tempo, non si scherza con Von Doom. Almeno era quello che dicevano i fumetti!
“Destino sconfiggerà Thanos! Vi inchinerete tutti a Destino!” disse il tiranno di Latveria andando via boriosamente.
“Destino parla in terza persona come un idiota!” esclamò di rimando Adriano che forse voleva far colpo sulla Spider-Woman o su Blackwidow ma riuscì solo ad attirare l’attenzione di Deadpool.
“Coso, io ci vengo al tuo funerale, contaci!” disse il mercenario chiacchierone uscendo dal TARDIS con le sue affilate katane.
Il Dottore si mise al lavoro con gli scienziati e mistici dell’Universo Marvel lasciando per un attimo da parte le persone normali.
Luca, che si era assentato da un po’ di tempo, tornò con secchi pieni di pop corn e li distribuì ai suoi amici.
“Tanto ormai siamo personaggi secondari di questo racconto!” disse.
Nello stesso momento Francesco Dimitri era assorto nella contemplazione del Dottor Strange ma soprattutto del mitico Occhio di Agamotto. Mentre Aislinn era entrata nel TARDIS per vederlo per bene, per capire per bene il trucco del “E’ più grande all’interno che all’esterno”. Invece Francesco stava ascoltando i discorsi del Dottore e dei suoi nuovi “compagni”.
“Il Cubo cosmico per ora ha esaurito il suo potere quando mi ha portato qui…” disse Loki sconsolato.
“Dobbiamo trovare un modo per ricaricarlo…” espresse Reed Richards per tutti.
“Se tornassimo indietro nel tempo? Hai detto che il TARDIS è una macchina del tempo, giusto Dottore?”
“Anthony Stark purtroppo ci ho provato, il TARDIS non riesce a muoversi da questo lungo, almeno temporalmente. Siamo bloccati.”
“Anche noi non riusciamo ad usare i nostri dispositivi crono-spaziali. Deve essere tutto causato dal Cubo Cosmico…” esclamò il Dio dell’Antico Egitto.
“E come ha fatto allora quel demone ad arrivare da noi e a portarci qui?”
“Magia Pym, ha usato la magia, una magia che non conosco, demoniaca, forse possiamo usarla…”
“Non potete usare la magia di Mad Dog, Dottor Strange… quanto fa fico parlare con voi! Comunque non potete usare la magia di Mad Dog, ci vorrà qualche ora prima che possa fare un altro viaggio come ha fatto con voi…” disse Francesco abbastanza imbarazzato di parlare con gente che aveva un Q.I. probabilmente il doppio o il triplo del suo.
“E tu caro ragazzo come sapresti queste cose?”
“Mr Bestia… o dovrei chiamarla Dottor McCoy? Io sono… lo scrittore. E’ complicato. Lasciate perdere.”
“Straordinario!” esclamò il Dottore facendo girare tutti verso di lui. Il Signore del Tempo continuò dicendo “L’energia che da potenza al TARDIS è la stessa del Cubo Cosmico ma non riusciremo mai a ricaricare il Tesseract in poco tempo… come va la battaglia Miss Emma Frost?”
“Non bene Dottore. Le forze di Thanos sono soverchianti e Destino, gli Hulk e Drax le stanno prendendo di santa ragione da questa versione del Titano. E’ molto più forte di quello che conosciamo noi. Ha anche una Gemma dell’Infinito dalla sua parte…. comunque non riesco a leggere, nella sua mente, la risposta questa domanda… Doctor chi?”
“Ed è meglio così, mi creda bella gnocca!” disse Adriano che subito dopo ebbe una strana urgenza di farsi fare le treccine da Aislinn.
“Ci serve un conduttore di energia che colleghi il TARDIS al Cubo Cosmico… se avessi accesso al mio laboratorio in Wakanda!”
“Ma non possiamo siamo bloccati in questa topaia senza superumani!” concluse Maximus, che non era proprio avvezzo alle buone maniere.
Intanto Francesco Dimitri, Imp e Luca si erano messi a parlare per conto loro mentre Adriano cercava in tutti i modi di convincere Aislinn a fargli delle belle treccine ai capelli.
All’esterno la situazione era caotica, squadre di soccorso, le forze armate italiane e gli eserciti della NATO accorsi tramite dei mini portali messi a disposizione da Anubis stavano evacuando la città mentre i Vendicatori e tutti gli altri eroi cercavano di contenere l’avanzata di Thanos e dei Chitauri. Il Duomo della città venne sbriciolato quando una balena Acanti ci piombò sopra dopo che Rulk l’ebbe distrutta. Carri armati volano nel cielo, elicotteri venivamo abbattuti. Sembrava la fine del mondo e forse lo era. Il Dio dell’Antico Egitto era riuscito a convincere il presidente Obama e gli altri leader mondiale a non utilizzare le armi atomiche, sarebbe servito solo a uccidere degli innocenti non certo a fermare uno come Thanos.
Mentre gli scienziati e i mistici stavano ancora discutendo come fare per risolvere la situazione, nella Sala della Guerra piombò, spargendo sabbia rossiccia dappertutto, lo stesso Anubis.
“Stiamo perdendo… avete una soluzione?”
Ma intorno aveva solo sguardi sconsolati.
“Una soluzione c’è sempre, non abbiamo pensato abbastanza!” esclamò il Dottore che riusciva a non far vedere quanto era preoccupato.
“Una soluzione c’è… noi ci abbiamo pensato – disse Imp indicando i suoi amici scrittori che erano anche dei nerd incalliti – potremmo usare la Sfera Genkidama da Dragonball… connessa alla…”
“Genkidama? Cosa sarebbe scimmia?” disse il Dottor Nemesis. Anche lui come Maximus aveva bisogno di un corso d’urgenza di buone maniere.
“E’ la sfera che usa Goku per sconfiggere…” cercò di dire Francesco poi sentì una sorta di altra mente nella sua mente. Era Emma Frost che estrapolò quello che Imp sapeva su questa tecnica per trasmetterla a tutti gli altri.
“Quindi magia. Odio la magia. Con tutto il rispetto che ho per te Stephen…”
“Io non capisco nulla della tua tecnologia, quindi siamo pari Tony. E’ una strana magia, come non ne ho mai vista… ma potrebbe funzionare. Abbiamo ancora bisogno però di un catalizzatore…”
“Lou useremo la Spada dei Sette Sigilli Ancestrali, scommetto che usa la stessa energia del TARDIS e del Cubo Cosmico!” disse l’Imperatore Bianco che poi fece comparire dal nulla uno spadone a due mani, risplendente, con sette gemme infisse nella lama. Ognuna di un colore diverso.
“L’ho inventato prima di sapere cosa fossero le Gemme dell’Infinito, sia chiaro eh! Comunque Lou faremo come a Colonia contro Dark King…”
“Potrebbe realmente funzionare…” disse freddamente Anubis. Era il massimo che poteva permettersi di dire. Avevano forse una minima speranza di farcela. Intanto Francesco aveva fatto cascare la Spada. Si la poteva anche evocare ma rimaneva un pezzo di metallo pesantissimo per lui.
“Interessante! Avevi ragione Francesco in effetti questo manufatto la stessa energia del TARDIS e del Cubo Cosmico. Anzi… se il cacciavite sonico ha ragione sta comunicando con la mia cabina blu e con il Tesseract!” esclamò il Dottore sorpreso. Questa era la giornata delle sorprese per tutti.
“Se i nostri calcoli sono esatti dobbiamo collegare questa Spada al suo TARDIS e il TARDIS al Cubo. Poi dovremmo collegare il TARDIS al castello…” disse Reed Richards e T’Challa finì per lui.
“L’energia che useremo con il procedimento della Genkidama arriverà alla Spada, da quel che abbiamo potuto analizzare anche la Spada ha… dell’energia…. sembrerebbe simile a quella dei Celestiali, per quanto poco noi la conosciamo.” Poi continuò Tony Stark.
“Poi l’energia verrà trasferita al TARDIS, la potenzierà con la sua e caricherà il Cubo Cosmico quindi il Cubo Cosmico la butterà fuori tramite il TARDIS verso il Castello…” Infine concluse Otto Octavius.
“Quindi questa energia verrà sparata tramite uno dei cannoni che hanno qui verso il portale e verso le forze di Thanos. Certo se avessi potuto lavorarci io sarebbe stato meglio… ma non abbiamo tempo.”
“Dobbiamo contenere le forze dei Chitauri in una zona precisa vicino al portale… se ne dovrà occupare il Dottor Strange, Susan Storm e chiunque altro possa avere abilità di questo tipo”. disse la Bestia.
“Li aiuterò io, venga con me Signore delle Arti Mistiche.” e Anubis scomparve insieme a Strange in una nuvola di sabbia.
“Qualcuno deve parlare alla Terra e ai suoi abitanti per convincerli a donarci parte della loro energia…”
“Ho informato io Madre Terra. Vi aiuterà come può. Ho avvertito anche gli spiriti guida degli animali, anche loro sono dalla nostra parte. – disse una nuova figura, incappucciata, che era comparsa dal nulla. Sul suo braccio sinistro giaceva un serpente sibilante, ai suoi piedi invece si trovava un cane dagli occhi fiammeggianti. La sua voce era triplice. – Io invece vi metterò in contatto con gli esseri umani. Spero che questo possa rispondere al tuo pensiero, Pantera Nera del Wakanda.” concluse la figura togliendosi il cappuccio e mostrando il suo triplice volto. Un volto era di vecchia, uno di giovane ed uno di donna adulta. Era la Divina Ecate che era stata chiamata da Anubis, suo compagno di secoli prima.
Aislinn era rimasta ancora più di prima a bocca aperta infatti ora aveva addirittura di fronte una divinità che aveva inserito nel suo ultimo libro.
“Bambina, ho apprezzato il modo in cui ci hai rappresentato.” disse la Dea che superava in altezza la stessa Aislinn accarezzando con una mano mortalmente gelida una guancia della scrittrice.
“Loki sarai tu a farci da portavoce!” esclamò Imp che si stava scervellando per capire chi poteva fare al loro caso. Aveva già scartato Spider-Man… dentro c’era la mente del Dottor Octopus, non sarebbe andato bene. Nemmeno gli altri scienziati andavano bene… forse solo Tony Stark. Poi gli si era come accesa una lampadina in testa. Il ragazzo continuò dicendo “Assumerai la voce e l’aspetto, nella mente delle persone, del Loki dei film. Di Tom Hiddleston. Sarà sicuramente un successo!”
“Ok, allora ora mi servirà aiuto per pilotare il TARDIS. Servono sei persone, compreso me, per far funzionare tutto per bene. Voi persone normali e te tizio che ti allunghi verrete voi. Correte!”
“Emma Frost si terrà in contatto con voi per coordinarci… io e Danger collegheremo il TARDIS al computer del castello.” disse Tony Stark che era molto curioso di poter collaborare con un essere come la Stanza del Pericolo degli X-Men che aveva preso vita.
“Mi sto connettendo al mainframe – disse il robot che in una realtà alternativa sarebbe diventata la sposa di Ultron – interessante… sembra vivo e cosciente e mi ha spiegato come dobbiamo collegarlo al TARDIS…”
Dentro alla ormai famosa cabina blu il Dottore, forse per la prima volta, vide una persona che non era molto sorpresa dal fatto che il TARDIS fosse più grande all’interno che all’esterno. Quella persona era Reed Richards, infatti il famoso scienziato dei Fantastici Quattro era decisamente avvezzo a vedere spettacoli del genere.
“Bene, mettiamoci a lavoro. Quando sarà il momento dovrete compiere continuamente queste azioni.”
Il Dottore spiegò rapidamente a tutti qual’era il loro compito, chi doveva tirare su e giù una leva, chi doveva spingere un bottone, chi doveva controllare degli indicatori, chi doveva girare una manovella.
Fuori dal TARDIS Loki aveva stretto nelle sue mani quelle della Divina Ecate e si preparò a trasmettere il messaggio al mondo.
“Popoli della Terra sono Loki il dio delle leggende norrene, sto comunicando con voi perché ci serve il vostro aiuto. Mi serve una parte della vostra energia, uscite all’aperto e alzato le mani al cielo e desiderate di donare una parte della energia vitale. Non ce ne serve molta. Dobbiamo usarla per salvare la Terra e tutto l’Universo da una grandissima minaccia che…”
Il Dio della menzogna non sapeva sinceramente come continuare, sentiva che ben poche persone si stavano fidando di lui ed avevano iniziato a donare la loro energia. E queste erano soprattutto fans di Loki… anzi di Tom Hiddleston. Non erano abbastanza. Per fortuna si intromise, con tutto il suo ego-centrismo da miliardario, supereroe e filantropo il Vendicatore noto come Iron Man che cinse le mani del piccolo dio e disse solamente: “Sono Tony Stark, io sono Iron Man.”
In quel momento tutte le fangirl dei film della Marvel vedevano i loro sogni esaudirsi. Grazie alle parole e alle voci di Loki e di Stark, ma anche probabilmente alla magia della Divina Ecate, l’energia vitale dei terrestri iniziò a fluire massicciamente.
“Thanos e le sue forze sono contenute nella zona del portale, questo è il momento di agire Dottore!” urlò nella mente del Signore del Tempo, la bella Emma Frost.
“Geronimo!” esclamò quindi di rimando Eleven. Il Dottore, Francesco e i suoi amici e Mr Fantastic iniziarono a manovrare il TARDIS come ben poche volte avveniva. Non c’erano scossoni, la cabina blu si muoveva in maniera armonica, girava su se stessa pur rimanendo ferma. Per Imp e i suoi compagni di viaggio manovrare il TARDIS era il sogno di una vita da nerd.
“Sta funzionando!” esclamò Kid Loki.
In tutto il mondo, in tutti gli altoparlanti, nell’aria, nell’acqua una canzone si sentiva a tutto volume. Una canzone che ispirava felicità e libertà.
Su tutti gli schermi della Sala della Guerra si poteva vedere la stessa immagine. Da ogni parte del globo stava giungendo la forza vitale che avrebbe innescato la reazione a catena che avrebbe sconfitto, si sperava, Thanos. Dalle metropoli del Nord America ai villaggi sperduti in Africa, dal Rio delle Amazzoni al Nilo, dalla Fossa delle Marianne fino alle Montagne Rocciose, dai fiordi norvegesi al Deserto del Gobi l’energia affluiva verso Lucca e verso il TARDIS. Milioni di persone si erano riunite spontaneamente nelle più grandi piazze della Terra. Times Square, Piazza San Pietro, la Piazza Rossa, Tien’anmen, Piazza Tahrir, Plaza de Mayo, erano tutte piene di gente così come tutti i luoghi di culto e di ritrovo del mondo. L’energia vitale della Terra e dei suoi abitanti arrivava direttamente alla Spada dei Sette Sigilli Ancestrali che aveva trovato una posizione, si sarebbe potuto dire naturale, infissa nella console del TARDIS. L’energia così accumulata si riversò nel cuore della cabina blu per poi essere trasportata al Cubo Cosmico che si trovava alloggiato vicino all’arma mistica che rappresentava la forza vitale dell’Universo. Dal Tesseract, ormai ricaricato, questa immane energia venne sparata verso Thanos e le sue forze. Il risultato fu spettacolare, il Titano Pazzo non aveva mai, nella sua lunga e perversa esistenza, sperimentato una forza così potente. Abbagliato da questa energia venne ricacciato indietro con tutto il suo esercito di Chitauri. La folla nel continuum spazio-tempo venne sigillata e il cielo stellato tornò così come era prima. In pochi minuti grazie alla forza di volontà degli umani e a quello della Natura, un nemico che sembrava imbattile e che aveva provocato un’immane distruzione era stato sconfitto. Gli eroi erano ormai pronti a tornare a casa, così come il Dottore. Non potevano rimanere molto, ormai i varchi tra i mondi si stavano chiudendo. Il Tesseract era andato distrutto, troppo energia era transitata e poi andata subito via dal Cubo Cosmico. Era semplicemente svanito, così come la Spada dei Sette Sigilli Ancestrali. L’arma aveva fatto compiuto la sua missione ed era tornata al suo posto per sorvegliare l’equilibrio universale. Francesco e i suoi amici salutarono il Dottore e gli eroi della Marvel che tornavano nelle loro rispettive dimensioni. Quando tutti furono andati via e Anubis ebbe riaccompagnato i normali esseri umani davanti all’Hotel Universo, il Dio dell’Antico Egitto lì salutò freddamente come suo solito. Aveva già predisposto l’eliminazione della loro memoria a breve termine, come per tutta l’umanità. Gli esseri umani non erano ancora pronti ad affrontare questo genere di… avvenimenti. Appena svegli la mattina dopo non avrebbero ricordato nulla e Thanos sarebbe stato solo un incubo notturno. Quando la divinità egiziana scomparve, Imp si accorse che non c’era Luca.
“Dov’è finito Luca?” chiese il ragazzo perplesso.
“Luca chi?” rispose di rimando Adriano che stava armeggiando con il suo nuovo telefonino dopo del Dottor Destino. Con questo super-smartphone avrebbe potuto chiamare il suo nuovo amiconemico anche ad un universo di distanza. Ed insultarlo all’evenienza.
“Luca Tarenzi, era con noi!” esclamò preoccupato l’Imperatore Bianco.
“Non conosco nessun Luca Tarenzi.” disse Francesco Dimitri, che era assai più interessato ad un libro di arti mistiche che gli aveva lasciato il Dottor Strage.
“Non so proprio chi sia. Comunque mi vado a vedere cosa può fare questo Tom Hiddleston!” disse Aislinn che si portò via il suo premio. Si, era Kid Loki con l’apparenza del Loki dei film, e con la museruola. Infatti la punizione per il Dio della Menzogna era quella di essere il servo personale di Aislinn per una settimana.
Francesco si stava davvero preoccupando, sembrava che Luca fosse scomparso dallo stesso continuun spazio-tempo e che lui fosse l’unico a ricordarsi chi fosse. Poi qualche secondo dopo, da una via laterale, apparve, trafelato proprio lo scrittore di Godbreaker.
“Non sapete cosa mi è successo!” urlò Tarenzi con il suo tipico accento del nord. Non poté finire la frase che venne falciato e tagliato in due da una carrozza fantasma che portava il gottoso ambasciatore di Dakar, Valberici, al ricevimento in onore della Regina Thirrin. A Londra. In ritardo di giusto qualche secolo.
Francesco e gli altri furono scioccati dal vedere la morte prematura del loro caro amico ma poi dallo stesso vicolo sbucò un altro Luca Tarenzi. Uguale, identico, sempre trafelato, sempre con quell’accento un po’ del nord. Imp pensò che il continuum spazio-tempo impazzito da quanto era successo avesse creato due copie di Luca e per ristabilire l’equilibro una delle due fosse stata terminata. Era sicuramente questa la spiegazione. Poi, ora, dopo averlo rivisto, tutti si ricordavano di Luca.
“Allora Luca cosa hai visto di così emozionante che ce ne volevi parlare? …O meglio il tuo doppio che è morto, ma fa lo stesso. Allora?” chiese Adriano curioso.
“Dopo. Fame. Carne. Mangiare. Andare!” disse questo Luca Tarenzi, che era anche meno peloso del vero Luca Tarenzi. Imp constatò che la parlantina di Luca era rimasta sempre la stessa e non aveva nemmeno perso l’appetito, anche dopo aver visto la morte di un suo doppio.
“Carne cruda yummmm!” urlò lo scrittore dai capelli folti correndo come un esagitato per la piazza.
“Ah, ora riconosco il mio Luca!” continuò Dimitri, che in realtà ormai era completamente concentrato nella lettura del grimorio donatogli dal Signore delle Arti Mistiche.
“C’è qualcosa di strano in Luca però…” disse Imp ma ormai l’avventura era finita, era stanco e non ci pensò molto su questa questione. Halloween era quasi passato, doveva andare a dormire, il giorno dopo ci sarebbe stato un altro giorno di Lucca. E bisogna essere preparati bene per il Lucca Comics & Games. Sempre.
THE END
p.s.: nel racconto di Natale si scoprirà la verità sul Luca Tarenzi e sul suo doppio… quindi stay tuned!
Dove eravamo rimasti l’ultima volta? Ah si. I nostri eroi, tre scrittori, Luca Tarenzi, Aislinn, Adriano Barone erano stati trasportati insieme al mitico Doctor Who su di un castello volante che stazionava sopra la città di Lucca durante il Lucca Comics & Games 2013. Non erano gli unici ad essere stupiti di trovarsi in questo luogo. Anche il personaggio che chiameremo come Kid Loki era sorpreso. Sorpreso di essersi fatto acchiappare da un vecchio cadavere rinsecchito che aveva la faccia da sciacallo e che non lo mollava. I tre creatori di storie fantastiche, esaurito lo shock iniziale di tutta questa strana situazione, guardarono il loro amico, fan, lettore, Francesco che nel web era meglio noto come Imperatore Bianco. O Imp. O Impo come lo chiamava qualcuno, tra cui un certo demone cornuto.
“Avete presente quei racconti che scrivo? Beh… sono veri… E’ meglio non discutere in questa sede chi sia il vero protagonista e dove si trovi il mio alter-ego Impero. Se questi personaggi siano stati creati quando ho scritto e immaginato i miei racconti o se sono preesistenti da essi. Sennò affittiamo domani mattina. Il mio ruolo è quello di scrivere i racconti, e basta.” disse il ragazzo abbastanza imbarazzato.
Un altro corvo passò nella notte, emettendo suoni striduli. Poi questa situazione di stasi venne interrotta dall’arrivo del demone cornuto Mad Dog. Il diavolo dalle scaglie di ossa rosse entrò da un arco che dava su di una stanza in penombra.
“MUAHAHAHAHAHAHAHAHAAHAHAHAHAH” urlò schiarendosi la gola.
“Questa roba è davvero potente! Diventiamo ricchi!” esclamò tutto contento Adriano facendo vedere la bottiglia vuota al suo amico Tarenzi.
Il demone si spostò di lato per far ammirare i suoi portentosi e tosti muscoli all’unica ragazza del gruppo. Dietro di lui si trovava un altro scrittore italiano molto famoso. Francesco Dimitri, il re del fantastico italiano, che indossava il suo classico cappello steampunk. Nuovamente sulle facce di Luca, Aislinn e di Adriano si dipinse un’espressione di completo stupore. Il demone cornuto, si avvicinò furtivo come un elefante in una cristalleria, al nuovo venuto.
“Fra tre giorni avrai quello che hai vinto alla nostra partita a poker. Ti piacerà l’Isola che non c’è! Poi c’è anche Trilly… MUAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHH” la risata del diavolo rosso era così profonda e potente che sembrava far tremare le mura intorno a lui.
Il Dottore e l’Imperatore Bianco erano presi da ben altro per potersi interessare a questi scambi di battute. Il famoso Signore del Tempo era rientrato nel TARDIS per analizzare in maniera più approfondita il Cubo Cosmico che ora si trovava nella mani del ragazzo che su internet erano noto come Imp.
“Straordinario!” continuava a ripetere il personaggio che aveva le fattezze dell’attore britannico Matt Smith.
“Tradotto per i comuni mortali sarebbe?”
“Questo costrutto, questo Tesseract che tu chiami Cubo Cosmico, usa la stessa energia che serve ad alimentare il TARDIS… è stato questo che mi ha attirato qui da voi e che sta alimentando il mio mezzo. Trovandosi in un’altra dimensione il TARDIS non dovrebbe funzionare…” disse il Dottore rispondendo ad Impo.
“Dobbiamo rimandare indietro il Loki e il Cubo Cosmico, non possono rimanere in questo universo. Altri potrebbero essere attirati qui e potrebbero non essere amichevoli come lei, Dottore. ” disse il ragazzo visibilmente preoccupato.
“Temo che sia troppo tardi. C’è qualcosa che dovete vedere, seguitemi nella Stanza della Guerra.”
Anubis era apparso dal nulla, con la sua sabbia rossiccia vorticante, silenzioso e freddo come un blocco di ghiaccio. Così tanto glaciale da aver fatto sobbalzare il Dottore e il suo amico mortale. Il Signore del Tempo pensò che quel tipo che indossava so un gonnellino in stile Antico Egitto era più inquietante dei weeping angel che aveva incontrato tante volte negli ultimi tempi. Il Dio egizio teneva ancora per la collottola un altro Dio, ma asgardiano. E gli aveva tappato la bocca con il nastro adesivo.
Tutto il gruppo si trasferì in un immenso ascensore che salì silenziosamente e velocemente alcuni piani. Ora si trovavano in un’altra la del castello, più moderna. Il Dottore capiva perfettamente, ora, perché chiamavano questo locale Stanza della Guerra. Il posto era grandissimo, poteva contenere centinaia di persone alla varie console che erano disseminante dappertutto. Degli immensi mega-schermi adornavano le pareti, facendo vedere il cielo a trecentosessanta gradi, tutto intorno a loro. Anubis spiegò che qui potevano controllare qualunque cosa avenisse in tempo reale. Ogni operatore controllava una diversa sezione del cielo, c’erano postazioni per vedere i dati atmosferici, satellitari, termici. C’era uno smart-computer in grado di controllare i social network, i siti di news e tutte le webcam in tempo reale per monitorare ogni possibile e minima minaccia.
“Inquietante, nessuno dovrebbe avere questo potere.” fu l’unico commento del Dottore. Il Dio della mummificazione dell’Antico Egitto nemmeno ci fece caso. Aveva ben altro a cui pensare, non gli interessavano gli aspetti morali di questa sorveglianza continua dell’umanità quanto gli aspetti pragmatici. Il suo compito era intervenire per salvare l’umanità da qualunque evento soprannaturale ed avrebbe usato qualunque mezzo pur di adempiere a questa sua missione.
Dagli altoparlanti presenti nella sala iniziò a scaturire questa canzone tratta da uno dei film catastrofici più trash della storia del cinema. Anubis guardò il ragazzo con un’occhiata da far gelare il sangue anche ad Hannibal Lecter.
“Ci sta bene con questa scena…” riuscì a dire Imp con un filo di voce appena.
“Ingrandite il punto 42.” disse Anubis che sembrava non accorgersi nemmeno della canzone che veniva sparata a tutto volume dalle efficientissime casse della Stanza della Guerra.
I maxi-schermi vennero riempiti totalmente da una porzione di cielo stellato in cui stava accadendo qualcosa di molto strano. Si era formato una sorta di circolo infuocato che esplose pochi secondi dopo. Ora sembrava veramente come se qualcuno avesse lacerato la volta del cielo e avesse esposto cosa c’era sotto e quello che c’era sotto era nero come la pece.
“Cos’è?” chiese la scrittrice da lunghi boccoli castani.
“Un portale da un’altra dimensione…” risposte Imp, esprimendo quello che un po’ tutti stavano pensando ma che non avevano il coraggio di dire alta voce.
“E quelle che stanno emergendo sembrano… balene cyborg?” esclamò il Dottore, questa era proprio la giornata delle stranezze!
“Sono i Chitauri… siamo davvero nei guai!” disse Impo sospirando.
“Uhf, uhf, ufh!” urlò o cercò di farlo Loki indicando una di queste balene, che nell’universo della Marvel sono note come Acanti. Quello che indicava era un tipo assai massiccio, possente, vestito di giallo e di blue. La faccia di questo alieno, con il mento sporgente e rugoso, era viola. Un sorriso beffardo solcava il suo volto.
“Quello è Thanos. Il Titano Pazzo. Direttamente dal film degli Avengers!” esclamò assai preoccupato Francesco aka Imperatore Bianco.
“Non sembra un persona amichevole…” disse il Dottore che poteva quasi sentire, quasi toccare con la mano l’animo oscuro di Thanos che cercava sempre di ottenere l’amore della Morte. E con il Cubo Cosmico in suo possesso sarebbe riuscito a fare qualunque cosa la sua perversa mente potesse immaginare.
“Avvertite il Presidente del Consiglio italiano, la Nato e il Comando dell’Atlantico. Ci serve tutto l’aiuto possibile. Fate evacuare la città e tutta regione. Comanderò personalmente gli Imperiali, cercheremo di tenere Thanos fuori dalla portata del Cubo Cosmico.” disse Anubis che continuò dato che nessuno osava interromperlo. “Porteremo il Cubo Cosmico nel TARDIS e Dottore lei andrà via il più lontano da qui. Senza Impero, senza Lot Destr, non c’è nessuno che possa usare la Spada dei Sette Sigilli Ancestrali, le nostre possibilità sono davvero scarse. Uomini tutti hai posti di combattimento. Allarme rosso.”
Una luce scarlatta inondò la sala ma non era dovuta agli allarmi che urlavano e sfavillano in un rosso brillante. Era Mad Dog che era andato via furtivamente ed era tornato in pompa magna. E non era da solo. Il demone cornuto era andato a trovare alcuni amici, visto che le barriere tra le realtà erano molto labili, ed aveva chiesto il loro aiuto. Un’altra canzone si partì dagli altoparlanti.
Il Dottore era sempre più sorpreso, si c’erano degli alieni mostruosi guidati da un tipo viola che voleva ucciderli tutti, ma quello che vedeva era assolutamente fantastico. I quattro scrittori e Francesco capirono perfettamente chi era la gente che avevano davanti. Bastava soltanto lo scudo che portava uno di loro. Uno scudo a stelle e strisce. Imp riuscì a riconoscerli tutti, in fondo era il nerd del gruppo. Quelli erano i Vendicatori ma non quelli del film, no quelli erano i Vendicatori dei fumetti. C’erano ovviamente i tre Avengers più famosi, Capitan America, Thor e Iron Man ma c’erano anche Hulk e Rulk, la Vedova Nera e Occhio di Falco, il Soldato d’Inverno, Spider-Man, Spider-Woman, il Dottor Strange, She-Hulk, Capitan Marvel, Wasp, Ant-Man, Venom, Mimo e tantissimi altri. Non solo c’erano anche i Fantastici Quattro e la Fondazione Futuro, tutte le varie formazioni degli X-Men con Wolverine e Ciclope in testa (che si guardavano in cagnesco), c’erano gli Inumani, Namor, Pantera Nera, i Guardiani della Galassia e persino il Dottor Destino.
“Ho pensato di chiamare qualche amico ad aiutarci… non è un problema vero?” disse Mad Dog sornione ridendo come un matto.
Questa storia potrebbe non avvenire mai. Questo potrebbe essere soltanto uno dei tanti futuri che ci attendono per la lunga strada del nostro continuum-spazio tempo. Nella città toscana di Lucca ogni anno si svolge una grande manifestazione dedicata ai fumetti, ai videogame, al gioco di ruolo e ai libri che vede coinvolte moltissime migliaia di persone. Questo evento prende il nome di Lucca Comics & Games e cade, quasi sempre, tra l’ultima settimana di ottobre e la prima di novembre. Il nostro racconto inizia in una delle piazze centrali di questa cittadina, Piazza del Giglio, tra l’antico hotel Universo e uno dei padiglioni della fiera. Vediamo tre figure che si stagliano sulla luce funerea di una luna a forma di falce, una ragazza dalla leggiadra e lunga capigliatura bruna, una scrittrice, un ragazzo occhialuto che deve decisamente continuare la sua dieta perché è ancora sovrappeso e un uomo misterioso la cui figura è adesso offuscata dalle ombre della notte.
“Oggi è la notte del Samhain! Stanotte le porte tra i mondi si schiudono come mai prima!” urla l’uomo con i lunghi capelli e la lunga barba arruffati dal vento, sbracciandosi mentre dei fulmini solitari colpiscono il cielo dietro di lui, illuminandolo di una luce folle, quasi come un novello Dottor Frankenstein. Successivamente questo uomo che potrebbe sembrare pazzo e che forse lo è, si scola tutto in un sorso un liquido dallo strano colore verde palude contenuto in una bottiglietta di plastica. Fa una faccia strana, quasi disgustata, ma i suoi occhi dicono che ne vuole di più.
“Non credevo che qualcuno potesse diventare così dipendente dal thé alla pesca con l’OKI in mezzo…” disse il ragazzo tra divertimento e sorpresa.
“E’ da due anni che non ne può fare a meno, da quando assaggiò per la prima volta a Lucca questo intruglio. E’ colpa tua lo sai, vero?” rispose la ragazza, che tutti chiamavano Aislinn. Il perché lo troverete usando Google. Forse.
“Beh… almeno ora scrive libri ancora più psichedelici di prima!” esclamò il ragazzo ridendo e cogliendo con la coda degli occhi un movimento alla sua destra. Un ragazzino vestito di verde e di nero che si muoveva veloce tra i padiglioni di Piazza Napoleone, reggendo qualcosa tra le mani. Era stata una fugace apparizione, tanto che non aveva ben capito cosa indossasse di preciso questo bambino. I suoi amici non si accorsero di niente e lui non disse nulla per non rovinare l’atmosfera. Stavano, infatti, contemplando un cielo, che sgombro totalmente di nuvole, era uno spettacolo stupefacente con tutte le sue stelle brillanti e fulgide al loro massimo. Nessuno di loro ricordava di aver visto un cielo stellato così bello e spettacolare, sembrava quasi che si potessero toccare con mano questi lumi lontani, sembrava quasi di poter scorgere le galassie che si muovevano nel loro lentissimo moto nell’immenso spazio siderale. Il ragazzo, che si chiamava Francesco, stava pensando che era davvero questo cielo era una vista eccezionale ma c’era anche qualcosa di strano in esso, si poteva quasi sentire nell’aria, nella stessa atmosfera che ci fosse qualcosa di sbagliato in quella serata.
“Abbiamo fatto proprio bene a venire prima. Oggi a Lucca con poca gente si sta proprio bene… e questo cielo è fantastico!” disse lo scrittore barbuto. Il famoso Luca Tarenzi che aveva uno stuolo di fans adoranti che facevano concorrenza a quelle del tizio sbrilluccicoso di Twilight.
“Guardate, una stella cadente!” disse Aislinn che poi continuò in un soffio appena udibile “Esprimete un desiderio!”
E tutti e tre si concentrarono sulla quella stella cadente che sembrava star arrivando proprio verso di loro. Questo puntino luminoso, di un blu brillante, proprio in quel momento, fece una sorta di giravolta su stesso. Poi ne fece altre a ripetizione. Dei fulmini si sprigionarono da questa luce che spiccava su tutte le altre del firmamento.
“Non è decisamente una stella cadente, è troppo veloce e… si muove in modo strano…” era il ragazzo ora che parlava e osservando ancora meglio quell’oggetto che si avvinava ad una folle velocità si accorse che aveva una forma alquanto nota, avrebbe detto famigliare.
“Sembra… una cabina telefonica blu!” dissero tutti e tre all’unisono quando ormai l’oggetto si trovava quasi sopra la piazza.
Poi si sentì, forte e chiara, questa canzone.
“Scusate, è la suoneria del mio cellulare. Qualcuno mi sta chiamando ora stacco.” disse il ragazzo mentre gli altri due ormai non lo guardavano più, anzi non si erano nemmeno accorti di quello che aveva detto. Infatti tra fulmini, giravolte e strani movimenti, quella che era stata classificata come una cabina telefonica blu, atterrò perfettamente davanti a loro. Luca Tarenzi guardò con meraviglia la bottiglia vuota del suo intruglio di thè alla pesca ed OKI ed esclamò colpito: “Questa è davvero roba pesante!”
I tre mentre osservavano l’atterraggio di quello che sicuramente se siete nerd avrete riconosciuto come il TARDIS non si erano accorti che erano stati circondati da molte figure che si confondevano con il nero della notte. Erano chiaramente soldati, lo si capita dall’atteggiamento, dalla postura e soprattutto dalle armi che imbracciavano. L’unica concessione di colore era il loro berretto, un basco viola con una striscia dorata alla base. Le armi da fuoco spianate, avevano circondato questo UFO in pochi secondi, senza farsi vedere né sentire da quasi nessuno. Avevano seguito l’approssimarsi di questo oggetto non identificato dal momento in cui era apparso sui loro radar quando era sbucato dal nulla sui cielo della Toscana. I soldati si stavano avvicinando circospetti al TARDIS pronti a sfondare la sua porta, avevano mezzi per farlo, forse erano tra i pochi a poterlo fare in tutto l’Omniverso, poi erano pronti a catturare chiunque si fosse trovato dentro questo strano mezzo. Erano pronti anche ad una eventuale invasione, già avevano mobilitato altre truppe. Silenziosi elicotteri ed aerei stealth stavano sorvolando la zona, stavano per arrivare carri armati e altri mezzi pesanti e camion pieni di altri soldati. Il loro comandante stava per dare l’ordine di sfondare la porta quando questa si aprì di botto, spaventando i tre amici che non si erano accorti ancora di nulla, ma non questi soldati che erano addestrati fin dalla loro infanzia a non avere paura. Sulla soglia del TARDIS si trovava l’Undicesimo Dottore con il suo tipico “costume”, oltre ad un fez rosso in testa ed ad un cravattino al collo anch’esso rosso. Un ordine silente, solo lo scatto della mano del loro comandante, fece capire ai soldati che era giunto il momento di agire e di stendere il loro obiettivo. Prima attaccare, poi parlare, era questo il loro motto. Una mano alzata e una voce li fece fermare.
“E’ un amico.” disse semplicemente il ragazzo. Solo in questo momento Aislinn e Luca si accorsero di essere accerchiati da una decina di soldati in assetto di battaglia. Gli Imperiali, questo era il proprio nome anche se non c’era nessuna relazione con Star Wars, si fermarono, deposero le armi e si misero a riposo.
“Sono il Dottore.” disse… beh il Dottore che era abbastanza contrariato vedendo quello che lo circondava. Non doveva capitare in questo luogo e in questo tempo. Aveva in mente una gita a Roma ai tempi di Giulio Cesare ed era capitato invece da un’altra parte e sicuramente in un altro tempo.
“Mi chiamo Francesco” disse il ragazzo stringendo la mano del Dottore, per quanto non gli sembrasse vero. “Questi sono i miei amici Luca e Aislinn.” Gli altri due strinsero la mano di questo alieno in maniera ancora più stupita del loro amico. Erano veramente senza parole.
“Io traduco i… tuoi libri…” fu l’unica cosa che riuscì a dire lo scrittore barbuto. L’Undicesimo lo guardò in una maniera strana, perché non aveva capito bene questo riferimento. Tutta la situazione era parecchio strana, sembrava infatti che quel ragazzo sapesse qualcosa di lui, non era sorpreso di vederlo ma… lui era stato attento aveva cancellato tutti i riferimenti alla sua storia. Forse aveva sbagliato qualcosa?
“Come è capitato qui Doctor?” gli chiede il ragazzo curioso.
“C’è stata una tempesta temporale, qualcosa di una potenza che avevo raramente visto e poi mi sono ritrovato qui. Strano.” disse il Dottore che si mise ad analizzare l’ambiente con il suo cacciavite sonico. Poi esclamò: “Impossibile!”. Era davvero sconcertato, se i risultati del suo apparecchio erano esatti, quella tempesta l’aveva portato davvero lontano.
“Dalla sua faccia penso che l’abbia già capito. Non è solo in un tempo e un luogo diverso da quello in cui doveva atterrare con il TARDIS… si trova in un altro universo, parallelo al suo. Oggi è il 31 ottobre, le barriere tra i mondi si sfaldano come non mai… la tempesta in cui è incappato unita al Samhain hanno contribuito probabilmente a portarla qui da noi. Dobbiamo capire meglio come…” ma il ragazzo non poté finire il suo pensiero venne interrotto da una voce un po’ brilla, quasi irata che conosceva bene. Era, infatti, quella di un altro suo amico scrittore, Adriano Barone. Anch’esso barbuto, almeno un po’ non come il suo amico Larenzi, sembra che per scrivere cose strane bisogna essere barbuti, è la legge di Alan Moore!
“Dissento! Questa trama fa schifo! L’ha scritta sicuramente Moffat. Odio l’Undicesimo Dottore!” esclamò Barone cercando di dare un pugno al Dottore. Lo mancò platealmente e poi continuò il suo discorso dicendo “Era meglio Davies! Rivoglio Davies!” poi si mise a scolare la bottiglia gigante che aveva in mano sedendosi sul terreno. Anche lui ormai era assuefatto al miscuglio terenziano di thé alla pesca e OKI.
Un corvo passò gracchiando, poi tutti si ripresero da questa strana scena.
“Ci siamo già incontrati per caso?” chiese il Dottore al ragazzo.
“Sempre Lucca. Qualche anno fa per me, molti per te.” disse solamente Francesco ed il Doctor si ricordò del suo breve viaggio precedente. Si potrebbe ben dire in un’altra vita.
“Dobbiamo capire di preciso come sei arrivato qui, potrebbe esserci un problema molto serio qui fuori.” continuò ancora il ragazzo. Nel mentre Adriano Barone si stava contendendo la bottiglia con Luca Tarenzi, invece Aislinn era rimasta affascinata dall’interno del TARDIS. Si vedeva qualcosa dentro… ed era vero che era più grande all’interno che all’esterno!
“Penso di aver trovato la causa di questo incidente.” Era stata una voce fredda, gelida, diversa da tutte quelle che si erano sentite finora in questa notte particolare tra ottobre e novembre. Da un turbine di sabbia si formò una figura nota ai più. Era il Dio della mummificazione dell’Antico Egitto, Anubis in tutta la sua glaciale presenza. Reggeva per la collottola una ragazzino, vestito si potrebbe dire in maniera medievale, con un costume verde e nero. Questo bambino aveva una tiara d’oro sul capo e fece una linguaccia a tutti i presenti. Anubis nell’altra mano reggeva un costrutto di grande potere. Una delle armi più temibili di tutto l’Universo.
“Un Tesseract!” esclamò il Dottore mentre Francesco disse, nello stesso momento, “Un Cubo Cosmico!”
“Loki Laufeyson questa volta l’hai combinata grossa! Cosa hai fatto con quel Cubo Cosmico?” chiese Francesco, abbastanza preoccupato da quanto stava avvenendo.
“Ho solo cercato aiuto per il mio fratellastro Thor. Abbiamo un problema sulla nostra Midgard così io ho rubato questo Cubo e ho espresso il desiderio…”
“Oh… siamo in guai grossi…” disse il Dottore guardando il cielo le cui stelle si stavano colorando di strane tinte che andavano dal viola più scuro al rosso carminio.
“Possiamo controllare la situazione in maniera migliore da Castel Oricalco. Beam me up, Scotty!” disse il ragazzo che aveva voluto sempre usare questa frase nella realtà ma che non aveva mai avuto la necessità e l’occasione di usarla.
Per la sorpresa dei tre scrittori, che ormai erano in balia di eventi che non potevano controllare, tutte le persone nella piazza, TARDIS compreso, vennero teletrasportati via. Si ritrovarono in un giardino quadrato ben tenuto, ricco di piante, fiori e animali. Ai vertici e al centro di questo ambiente si trovavano cinque obelischi, adornati da geroglifici egizi. Francesco quindi il guidò verso una balconata dove potevano scorgere cosa si trovava sotto di loro. Si vedevano le luci di una città, poi altri puntini luminosi sparsi per tutta la zona circostante. Altri paesi, altri città, un fiume, montagne in lontananza e poi dall’altra parte il mare. Sopra di loro svettava il resto del castello che era una copia quasi esatta, ma con più torri e costruzioni, del castello di Neuschwanstein in Baviera.
“Quel puntino li sotto è Piazza del Giglio.” disse il ragazzo.
“Questo è un castello sospeso in aria!” esclamò il Dottore al colmo della gioia. Aveva visto molte cose nella sua lunga vita, e ormai non molte potevano stupirlo come un dannato castello svolazzante!
Ieri ho letto, tutto d’un fiato, “Zentropia” libro di Adriano Barone pubblicato da Agenzia X nel 2011. “Zentropia” come tutti gli scritti di Adriano non è un libro “semplice”… è strano e particolare (si potrebbe dire come l’autore). E’ anche abbastanza inquietante per quello che descrive, per il futuro prossimo che prospetta… e viste le recenti elezioni un futuro che è ancora, se possibile, più attuale. Il libro è ambientato in una Italia sconvolta dalla guerra civile, tra adolescenti alienati, tra religioni estreme e deviate e tra gruppi terroristici che si dedicano anima e corpo alla rivoluzione contra-sessuale. Un’Italia in cui ci sono i “Bug Donald” dove si vendono insetti fritti (Adriano è fissato con gli insetti), un’Italia cacciata dalla NATO e dall’UE, da dove non si può scappare. Un’Italia che ricorda l’ex-Jugoslavia durante la sua guerra civile, un’Italia in cui vige un governo dittatoriale. Un paese senza via d’uscita (che ricorda tragicamente la nostra Italia). Per quanto sia un ritratto surreale ed estremo del nostro paese, non si fatica a vedere le basi reali da cui è stato tratto. La Chiesa dell’Asomatismo, per esempio, ricorda, in un certo qual modo, tutte quelle sette pseudo-religiose che vanno tanto di moda negli Stati Uniti (come la Visualize di “The Mentalist“). La particolarità di questa setta è che, oltre a devolvere ogni bene alla chiesa, gli adepti vengono privati degli arti, messi in una vasca con del liquido, attaccati a dei tubi e lasciati a meditare dimentichi delle disgrazie del mondo. (Un po’ come avveniva, ma con intenti più umoristici sicuramente, con i pro-pro-nipoti di Fry nell’episodio “Near-Death Wish” della settima stagione di Futurama). Un elemento assai interessante è il gruppo terroristico che ha come capo indiscusso Bea e le sue tematiche contra-sessuali. La nostra società è estremamente rigida su queste tematiche, il sesso accettato è solo quello etero, i gay, le lesbiche, lo sappiamo bene, vengono ancora discriminati. Tutto per una serie di ragioni che affondano nella storia del nostro paese e con la presenza della Chiesa Cattolica nel nostro suolo. Questa tematica del sesso diverso, difforme da quello accettato dalla nostra società, già l’ho riscontrata, con delle differenze ovviamente, in altri lavori di questo autore come il “Ghigno di Arlecchino” e nella sua storia di “Erotico Nero” come in quella di “Odissea Nera“. Insomma niente è mai “normale” con Adriano, è tutto sempre weird (e per fortuna!). Un altro aspetto molto interessante del libro sono i ragazzini nazisti chic che aggrediscono senza ritegno chiunque sia adulto e capiti nella loro strada. La loro caratterizzazione, il loro “credo”, è uno degli aspetti che mi ha colpito di più di “Zentropia“. Anche perché quella disumanizzazione di questi ragazzi è molto, purtroppo, molto attuale. Concludendo è un questo “Zentropia” è un bel libro? La risposta è si, è un bel libro, strano, particolare, sicuramente. Vi lascerà uno strano sapore in bocca dopo aver finito di leggerlo. Non ho voluto scrivere molto o approfondire troppo perché penso che questo libro debba essere scoperto da soli, senza troppe spiegazioni, anche perché non è molto lungo e uno spiegone troppo lungo rovinerebbe la lettura del libro. Quindi, vi consiglio di prendere “Zentropia” soprattutto se avete apprezzato altre opere di Adriano Barone!
Ormai mancano solo ventisei giorni e inizierà l’edizione 2012 di Lucca Comics & Games. Non vedo l’ora di essere a Lucca e godermi questa fiera. Ancora i programmi non sono ben definiti, perché sul sito della manifestazione ancora non sono online, ma almeno, oggi pomeriggio verranno messe online le mappe quindi ci si potrà fare un’idea della disposizione dei padiglioni perché mi pare che quest’anno non si possa usare Piazza San Michele quindi penso che ci sarà qualche cambiamento rispetto agli anni scorsi. Da quel che si può leggere nel sito ci saranno tanti ospiti da Sara Pichelli a Christopher Paolini, da Takeshi Obata a Jim Lee e tanti altri. Insomma, come sempre, ci saranno begli incontri. Poi ovviamente ci saranno gli autori italia Licia Troisi, Francesco Falconi, Paolo Barbieri e gli altri che mi piacerà incontrare nuovamente. Da quel che leggo nel sito della manifestazione ci sarà un bello spazio dedicato a Game of Thrones con, addirittura, un drago di quattro metri e i cosplay dei personaggi dei libri di Martin. So già alcuni degli acquisti che farò e saranno l’ultimo pezzo dell’ultimo libro di Martin di Game of Thrones, il volume “L’Inferno di Dante” di Paolo Barbieri, “Odissea Nera” un volume firmato tra gli altri da Adriano Barone, il quarto volume dei libri game Lupo Solitario di Joe Dever (e me lo farò firmare!) giusto per cercare di completare la collezione. Poi andrò alla ricerca di qualche fumetto che mi manca e l’ultimo giorno di qualche occasione, semmai i volumi di Hellboy e qualche action figures. Poi dato che quest’anno c’è anche lo stand del Gruppo Editoriale Mauri Spagnol (e sarebbe Nord, Salani, Tea, Longanesi e altri) potrei prendere, se li portano, i libri che mi mancano di Pratchett, della Carey e della Hamilton. Concludendo l’unica cosa in parte sicura a cui andrò sarà il concerto dei Raggi Fotonici che si terrà alle 16.30… chi viene con me? 😀
Apri gli occhi. E’ buio pesto. Nell’aria c’è una puzza di zolfo e di putredine. Una luce rossastra si accende all’improvviso facendoti socchiudere le palpebre. Ora hai intuito, a grandi linee, dove ti trovi. Sei in una stanza ricolma di ossa, interiora, sangue, pezzi di corpi. Assiso sopra un trono di corpi umani si trova un diavolo cornuto la cui pelle è formata da scaglie d’osso scarlatte. Le sue corna ricurve, nere e dure come l’ebano, puntano verso di te. Il suo sorriso è beffardo, sornione e i suoi occhi, come quelli dei gatti, sembrano deriderti. Infine vedi il suo membro, che a riposo è grande dieci tanto il membro di un essere umano medio. Dopo averti scrutato ancora un po’ ti parla, la sua voce sembra una eruzione di lava dell’Etna.
“Adriano, amico mio! Ti do il benvenuto nel mio antro! So che ti stavi concedendo una sigaretta prima di finire il primo capitolo del tuo nuovo libro. Si intitola “Cento modi per pagare il mutuo quando si è scrittori in Italia” giusto? Bel titolo. Andrà a ruba! Sono sicuro. Anche perché nel tuo paese che va rotoli, sicuramente un libro del genere lo compreranno tanti scrittori. Ma basta parlare di te e parliamo di me. Non vedo perché dobbiamo parlare di te, mica questa è la tua intervista! … Uhm – Mad Dog si infila un dito nel naso, toglie quello che ha trovato poi si succhia il dito pensieroso – dalla regia mi dicono invece che si questa è la tua intervista! Ah sono tanto contento di intervistare un nerd amante della gnocca come sei tu! Io e te ci intendiamo benissimo! Dai presentati agli sventurati lettori ma soprattutto alle lettrici vogliose di sesso anale di questo blog. Di a tutti chi è Adriano Barone!”
Un sex addicted, uno sfaticato, uno che si annoia facilmente, un ciclotimico, un bugiardo compulsivo. Mi piace raccontare storie e giocare con le parole. La conclusione naturale era mettermi a scrivere storie.
“Tu sei anche un autore di fumetti oltreché di libri assai perversi. Parliamo della tua storia di Erotico Nero. Sappi che mi sono eccitato come un cane idrofobo per l’ultima scena. Davvero originale come storia e il suo sviluppo poi… ecco è sicuramente la storia meno scontata tra le tre proposte nell’albo. Forse io già so la risposta, ma la gente che ci segue da casa, e ricordo di comprare l’aspirapolvere di ultima generazione della Mad Dog Co. che non solo toglie la polvere ma vi elimina pure la suocera e anche, all’occorrenza, la moglie! Dicevo, la risposta io la so. Tu non ancora. E la gente che ci legge ancora di meno. Quindi ti faccio questa domanda. Come mai hai scritto, hai ideato una storia del genere? Quale erano i tuoi intenti? Oltre che far toccare i genitali a tutti i tuoi lettori? E non è come intendete voi sporcaccioni!”
Lo sporcaccione sarei io, a dire il vero… u.u
Comunque: il porno mainstream. CHE PALLE. I picchi di innovazione del porno mainstream sono cose tipo il Double Anal. Capirai… Molte artiste (femministe serie, mica come me) si sono poste il problema dei sottotesti politici del porno. Fu Annie Sprinkle a ipotizzare il concetto di post-porno, un porno che non fosse eteronormativo e fallocentrico. Le mie riflessioni sull’argomento mi hanno fatto scrivere una storia in cui alcuni sottogeneri del porno (rape, torture) fossero applicati da una donna a un uomo, rendendoli totalmente non-erotici, anzi, privando l’atto erotico di ogni connotato di “eccitazione”. Insomma, l’ennesimo capitolo della mia riflessione sul corpo come identità e sulla sessualità come forma più diretta e sincera di comunicazione, partita con “Carni (e)strane(e)” e “Tipologie di un amore fantasma” e che ancora non si è conclusa.
“Passiamo a Bugs – Gli insetti dentro di me. Prima di tutto devo far un grande complimento al disegnatore Babich, perché è davvero bravo e disegna gli insetti come Dio comanda. Pure la gnocca, eh. Ma gli insetti sono superbi! Bugs è una storia particolare ed originale, sia per la trama che per il protagonista… la prima domanda che ti voglio fare è… come mai gli insetti? Perché non hai scelto, chessò, le sanguisughe o i gamberi? Ti facevano schifo? A me no. Me li mangio anche a colazione i gamberi. Soprattutto quelli giganti che si credono di essere ‘sto cazzo e poi mi perdono a poker come degli idioti. Ci tengo a precisare che io baravo…”
In realtà i gamberi sono il perfetto esempio di come i condizionamenti culturali ci influenzino profondamente. L’aspetto di un gambero non è meno disgustoso di quello di un insetto, eppure ci è stato “insegnato” che i gamberi non fanno schifo: perciò li mangiamo allegramente. Ma, davvero, guardali bene: dovrebbero farci schifo.
Per quanto riguarda gli insetti: ci hanno insegnato che fanno schifo. Ergo, li troviamo disgustosi… nonostante siano la fonte di proteine di circa il 70% (dato non so quanto aggiornato) della popolazione planetaria.
Quindi: perché gli insetti? Per rendere protagonista ciò che è generalmente rimosso, per metterti davanti agli occhi qualcosa che di solito cerchi di non fissare troppo a lungo con lo sguardo. E ribaltare tutti i preconcetti sull’argomento.
Ovviamente non ha funzionato: io speravo che dopo “Bugs” sarei guarito dalla mia fobia.
Invece adesso gli insetti mi fanno più schifo e molta più paura di prima.
😦
p. s. Hai una domanda per Fabio? Chiedi pure a lui. Ah, no, non può parlare, l’ho imbavagliato e incatenato al tavolo da disegno… no, tranquillo, non sono lacrime di disperazione, è felice…
“Com’è nata l’idea di questa storia e del suo protagonista Ulisse? E perché chiamarlo Ulisse? Non potevi chiamarlo Ugo? Era più figo per me. E lasciamo perdere Impo, il mio nerdissimo padrone, che dice che il protagonista si chiama in quel modo perché è una cosa legata ad un poeta greco cieco. Son cose pizzose che nessuno vuol sentire. Sono sicuro che non c’entra ‘sto tizio orbo che scriveva cose antiche! Vero?”
Ugo sarebbe andato bene, in fondo il protagonista secondo me è un perdente (anche se a differenza di Fantozzi, una rivalsa ce l’ha) che passa gran parte della sua vita a negare sé stesso. Lo fa un sacco di gente, del resto.
Il punto è che “Bugs” nasce dalla lettura dal racconto “Circe” di Julio Cortàzar, la cui protagonista serviva dolci farciti di insetti ai suoi spasimanti. Secondo il narratore, era pazza. Secondo me, aveva un piano. “Bugs” è la mia spiegazione di quel piano. Quindi, se la protagonista l’ho chiamata Circe, dal racconto, con MOLTA fantasia ho deciso di chiamare il protagonista maschile Ulisse. Del resto a me piace scrivere cose pop con tanti riferimenti fighetti (che altri chiamano “citazioni colte”).
Sai che più ci penso, più Ugo non mi sembra affatto male…?
“Parliamo del personaggio migliore del volume e cioè il Grillo Parlante. O quel che era non ricordo sinceramente, in questo momento nella mia mente ci sono le tette di una cosplayer americana assai gnocca. Di che parlavamo? Ah si… il Grillo Parlante… parlaci un po’ di lui… com’è stato creato… queste cose qui… che ci interessa… moltissimo… tette…” (Mad Dog sbava copiosamente sussurrando continuamente la parola “tette”).
Eh? Scusa, stavo sbavando anch’io…(succhia rumorosamente il filino di bava). Come dice il mio amico Guido Catalano: “le tette in assoluto è la mia parte preferita sessuale/
gli occhi quella che cambia le carte in tavola.” Comunque io sarei molto interessato alla cosplayer, anzi, se tra le mie lettrici ce n’è qualcuna particolarmente feticista per il cosplay sex, può contattarmi tramite Mad Dog.
Ah, il grillo parlante, dicevamo. Semplicemente è l’insetto mediaticamente più famoso al mondo. E dato che trovo insopportabile la versione disneyana, l’ho riportato alle radici.
“Ci sarà un sequel di questo interessante fumetto? Hai già qualche idea? Ho già il titolo del sequel Mad Dog – Il Cadavere Dentro di Me – Andrà a ruba, sono sicuro!”
Bellissimo! Una storia porno-horror! Trovo che il porno-horror sia difficilissimo da fare, ci ho provato in Carni (e)strane(e), non so con quali esiti. Ma pornografia e horror sono senz’altro due generi (oddio, l’horror è una modalità narrativa, più che un genere…posto che i generi esistano. Lungo discorso, facciamo finta di niente) molto affini: è affascinante pensare che siano i generi che provocano una reazione fisica molto concreta nel corpo del lettore/spettatore. Brividi o grida nel primo caso, eccitazione nel secondo (magari anche le grida, al culmine della masturbazione).
Comunque no, sono altri gli autori che vi fregano coi sequel, facendovi la faccetta gnè gnè “Ma-non-hai-visto-che-c’era-questa-sottotramina-irrisolta?”. No, “Bugs” inizia e finisce con quel volume lì. Un motivo in più per acquistarlo, gentili lettori.
“E’ uscito in questi giorni il tuo nuovo libro intitolato Zentropia e l’ha pubblicato l’Agenzia X. Che da quel che capisco è una sorta di casa editrice di spie internazionali. Allora di cosa parla questo nuovo libro? E come mai si intitola Zentropia?”
SSSH! Non posso dirti DAVVERO chi si nasconde dietro Agenzia X…l’intervista potrebbe autodistruggersi durante la lettura!
Il romanzo lo definisco “una distopia zen”. Parla dell’Italia dopo la guerra civile, immaginando che la suddetta si sia conclusa pochi minuti fa. E quello che immagino è un paese ben oltre il default, fuori dall’Unione Europea, dove la catastrofe è già avvenuta, e si procede lenti verso il nulla, ma in maniera rassegnata, quasi serena. Una discesa zen verso l’entropia. Zentropia, appunto. Il romanzo parla di…uhm, buddismo, della lettera Z, dell’Italia di oggi, di pratiche di “resistenza” che si rifanno a modelli anni ’70 e che oggi non hanno più efficacia, di pratiche contrasessuali. Soprattutto Zentropia parla del nulla. Argomento sul quale posso vantare conoscenze IMMENSE.
“Parliamo ora di quel tuo bel libro pubblicato con la Asengard e cioè Il Ghigno di Arlecchino. Uno dei libro assolutamente più fuori di testa, grotteschi e pazzi che esistano. Mi ricorda qualche puntate dei programmi della De Filippi, prendine uno a caso, più o meno ci siamo… Allora, spiegaci, quanto eri fumatostrafattomalato quando hai scritto quel libro? Ora a me certe cose non fanno impressione, ma c’è gente che è impazzita dopo averlo letto! (Ok forse ho pure contribuito io…)…”
Tzè, ero lucidissimo quando ho scritto l’Arlecchino, pensa un po’…hai un filtro?
Per rispondere alla domanda: quel libro rappresenta la mia visione dell’universo, della vita e dell’amore. Se non scrivessi più libri (e a chi ci spera dico: SUCATE! Ne scriverò altri, invece!), quello che avevo da dire su questi argomenti lo si può leggere lì. È la cosa più viscerale che potessi scrivere, la più sincera, e la più violenta. E anche la più ottimista.
Molti sono rimasti offesi/incazzati da Arlecchino. Per molti era “troppo” (violento, complesso, ecc.). Bene. Sono fiero di ogni lettore che ha avuto una reazione “estrema”, da chi ha fatto il cosplay del protagonista alle lettrici che hanno trovato il romanzo altamente erotico e con cui sono finito a letto a chi ha detto che è una puttanata immonda. Senz’altro non è un libriccino da leggere distrattamente in tram o mentre fai la cacca. Se si cercano libri tranquilli e innocui, la scelta è ampia. Se si legge un mio libro o un mio fumetto, tendenzialmente sono pizze in faccia. E risate, certo.
“Vedremo un sequel dell’Arlecchino? Lo vedremo ancora in giro? Avrò modo di papparmelo? Rispondi a questa ardua sentenza!”
Seguiti no. Assolutamente. Anche Arlecchino è stato scritto per essere autoconclusivo (non faccio spoiler, ma il finale spero non lasci dubbi…).
Tuttavia (hai visto che son colto? Ho detto “tuttavia”) ho in mente uno spin off su Ah Puch, anche se potrebbe venire fuori solo un racconto, e sinceramente la struttura dell’universo di Arlecchino, composto di infiniti Tracciati, tornerà, anche solo con qualche allusione, in parecchi (se non tutti) i romanzi e i fumetti che scriverò in futuro. Già “Tipologie di un amore fantasma” era un “gioco” sui Tracciati simili, ma non identici. E in “Zentropia” Arlecchino fa una comparsata. Forse. O forse è l’allucinazione di uno dei protagonisti. Diciamo che se avete letto Arlecchino, potete pensare che sia vera la prima ipotesi.
Se Arlecchino te lo pappi, però sono stracazzacci tuoi…hai visto che il bimbo è coriaceo… 😀
“Al recente Lucca Comics & Games 2011 hai visto con i tuoi occhietti da nerd il cosplay dell’Arlecchino. Cosa hai provato quando l’hai visto?”
Prima non mi rendevo conto di cosa stessi vedendo davvero. Mi sono commosso. Ho provato a dire qualcosa, ma mi sono messo a balbettare. Luca Tarenzi, che mi ha “portato” Samuel, il mio lettore che ha deciso di fare il cosplay di Arlecchino, si gustava la scena ridacchiando.
Dato che non riuscivo a parlare, ho abbracciato Samuel e l’ho ringraziato, non mi è venuto in mente nient’altro da fare. E poi ci siamo messi a chiacchierare per un bel po’.
Sai il romanzo parla di un “Barone” che “crea” Arlecchino. Col suo romanzo, Barone ha “creato” Arlecchino nel mondo reale. Un divertente cortocircuito.
“Purtroppo sei morto. Vieni ucciso da una folla di ragazzine impazzite che hanno visto il protagonista di Twilight. Tu stai in mezzo. Vieni calpestato fino alla morte. Come sarà il tuo funerale?”
PURTROPPO sono morto? MENO MALE che son morto, che son nato stanco…
Cosa potrebbe succedere?
Vediamo… molta gente tirerà sospiri di sollievo, altri grideranno “Finalmente!”, ci saranno roghi dei miei libri e dei miei fumetti e il fumo si alzerà tanto da oscurare il cielo… i miei amici non metteranno su musi lunghi e lacrime, ma si faranno di ogni sostanza allucinogena immaginabile, faranno festa e si racconteranno cazzate e ricorderanno gli imbarazzantissimi aneddoti di cui è costellata la mia vita privata (talmente assurdi che Luca Tarenzi dice che quando scriverò la mia autobiografia non ci crederà nessuno, perché sembrerà inventata). E soprattutto invece del corteo funebre ci sarà un corteo danzante tutto paillettato che manco il gay pride.
“Cosa ne pensi di me Mad Dog il demone cornuto più simpatico, sexy e gagliardo che esista?”
Penso che per avere il coraggio di esserti fatto fare una foto col pisello di fuori in compagnia mia e di Francesco Roghi, oltre ad avere il membro infuocato, devi avere anche le palle d’acciaio.
Ora toglimi tu una curiosità: ma sei tu il padre di Beel, il mio moccioso a fumetti preferito? (per chi non avesse capito di chi parlo: http://youtu.be/RG7f7t0Se_Q)
“L’intervista è finita. Ora devi tornartene a casa. Hai due modi o ti ci porto io e staremo tanto vicini… o ci vai a piedi, seconda porta a destra poi dritto, quando vedi la carcassa del mammut svolta a sinistra, la terza porta che sulla destra, quella con il teschio di orco infisso sopra e sei a casa tua… sempre che le altre presenze del mio antro ti facciano tornare tutto intero! MUAHAHAHAHAHAHAH”
Ma come, neanche un’orgetta con demoni e demonesse arrapati/e e gnocchi/e? Che palleee…
Ah, essendo un bugiardo compulsivo, chiaramente la maggior parte delle risposte sono assolutamente inventate e prive del benché minimo riscontro con la realtà.
Il terzo capitolo di Wunderkind uscirà il 29 novembre solo in versione ebook. Inoltre in questi giorni esce Zentropia di Adriano Barone. Maggiori info le trovare su questo post che ho scritto nel nuovo blog che ho aperto sul fantastico. Nei prossimi giorni vi voglio parlare di Boss e del secondo libro di Nemesis del Falco!
Alla Lucca Comics & Games della scorsa settimana ho comprato vari fumetti e, con questo post, vi voglio parlare di due fumetti in particolare cioè di Erotico Nero e di Bugs – Gli insetti dentro di me. Il primo è una raccolta di tre storie erotiche ed uno dei racconti, l’ultimo, è scritto da Adriano Barone, l’autore di Arlecchino, mentre è disegnato da Valentino Biagetti, le altre storie sono scritte e disegnate, rispettivamente, da Susanna Raule e Simone Buonfantino e da Valentino Sergi e Dario Viotti. L’altro fumetto invece, è sempre opera di Adriano Barone ed è disegnato da Fabio Babich. Entrambi i fumetti mi sono piaciuti molto. Le storie di Erotico Nero sono tutte interessanti, disegnate molto bene, soprattutto la seconda che è la mia preferita tra le tre presentate in questo volume. Affrontano poi una tematica, l’erotico in salsa noir che in Italia è una sorta di tabù (oddio ad essere chiari qualunque forma di erotismo e sessualità che non sia conforme alla distorta morale cattolica viene visto come un tabù, ma se continuo di questo passo il post diventa polemico, religioso e politico, quindi la finisco qui…). Sicuramente la storia più… provocatoria, in un certo senso, è proprio quella di Adriano, che difatti è piaciuta molto ad un demone cornuto di nostro conoscenza. Anch’io l’ho trovata una bella storia, sicuramente interessante e… almeno per noi maschi, molto dolorosa, ma non voglio farvi troppi spoiler. Riassumendo, il volume mi è piaciuto molto e vorrei leggere altri volumi con storie di questo genere. Per quel che ho detto prima, forse, per chi è cattolico è meglio non leggere il volume, potrebbero avere un infarto… o… peggio! Passiamo a parlare invece di Bugs – Gli insetti dentro di me, ma prima di dire qualunque cosa, voglio ringraziare il disegnatore per il bellissimo disegno che mi ha fatto a Lucca. Vabbé già che ci sono ringrazio anche Adriano per le dediche ad entrambi i volumi e per avermi fatto passare dei momenti molto divertenti a Lucca. Non vi racconterò molto della trama per non fare troppi spoiler, comunque è la storia di ragazzo Ulisse… ma vi faccio raccontare tutto da lui…
E’ una storia di insetti, si, lo so, sembra strano dirlo, una storia di insetti quindi… e di evoluzione e di amore. Lo so non ci state capendo una mazzafionda ma senza voler far spoiler è difficile spiegare cosa mi è piaciuto di questo fumetto. Sicuramente il comparto grafico (avete visto quando voglio anch’io posso usare paroloni per indicare qualcosa di estremamente semplice, perché lo faccio? Fa figo!), i disegni di Babich sono davvero belli e dinamici, non hanno nulla da invidiare alle produzione della Marvel, per fare un esempio, poi disegna gli insetti davvero bene! Passando alla storia… una delle cose che mi sono piaciute molto le scene in cui appare il Grillo Parlante in cui ci spiega, con fare saputello, alcune cose sugli insetti, sono inserti assai istruttivi e simpatici. La storia poi è originale e divertente con un retrogusto mitologico… (se ci pensate bene, alla fine… non faccio spoiler, ma finita la lettura mi ha ricordato qualche mito greco…). E’ una storia, come ho scritto, che parla di amore ed evoluzione, di cambiamento. E’ una storia che fa riflettere e che fa anche divertire, dinamica. Che posso dire di più? Compratelo, che poi Adriano deve anche finire di pagare il mutuo, quindi fate pure un’opera di bene! Riassumendo Bugs – Gli insetti dentro di me è un fumetto divertente, particolare e intelligente. Sicuramente dopo averlo letto vedrete gli insetti in maniera assai diversa… o forse no!