Earthquake's question

Poco fa un’altra scossa ha fatto tremare casa e ha provocato altra distruzione in provincia dell’Aquila. Appena è finita mi sono collegato alla mail aspettando che arrivasse la mail Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia per compilare il Questionario Macrosismico che compilo ogni volta colpisce l’Italia. Vi invito a farlo anche voi, basta andare qui e così aiuteremo i ricercatori a creare mappe in tempo reale del terremoto. Ed è un altro modo, in più, per rendersi utili in questo momento. Ecco qui una mappa preliminare del Risentimento macrosismico MCS, che non so che cacchio vuol dire, ma è per darvi un’idea di ciò che aiutate a fare…

Poi, questo è un auspicio che mi faccio, evitiamo di stare ad ascoltare dei ciarlatani che non fanno altro che pensare al proprio personale tornaconto inventandosi fandonie su possibili modi per prevedere i terremoti. Fatemi il piacere, sentite cosa dice Mario Tozzi, un esperto nel campo, non un perito elettronico qualsiasi…

Blood's Inn

Entrò nel locale sporco e polveroso, una ventata di fumo e di olezzo puzzolente lo investì. Non ci fece caso. Squadrò la lurida taverna, il pavimento era così incrostato di vomito, escrementi, sporcizia che non si vedeva il suo colore originale, era tutto un miscuglio schifoso di marrone e giallo vivo. Pochi tavoli in legno, invasi dalle termiti, su cui erano stravaccati alcuni ubriachi. Si avviò verso il bancone, lercio come il grembiule dell’oste, un orco dalla faccia butterata dal vaiolo che tossiva e sputava quasi ogni minuto.

“Cosa vuoi?”

“Il meglio che ha la tua casa oste!” rispose l’uomo con la sua voce gutturale.

“Basta che paghi…”

Sul bancone apparvero magicamente alcune monete d’oro che l’oste fu veloce a far sparire dentro una tasca dei suoi pantaloni rattoppati alla meglio. Sputò quindi in un boccale, lo ripulì con uno straccio più nero della pece e ci verso dentro del liquido scuro e giallognolo che servì al viandante che lo ingollò tutto in sol sorso. Fece cenno di versagliene altro.

“Vuoi anche qualcosa da mangiare?” chiese l’oste riempiendo nuovamente il bicchiere.

“No. Sei tutto vaiolato di vaiolo, non saresti di mio gradimento!”

L’uomo non riuscì a comprendere la strana frase che aveva formulato lo straniero che ad una seconda e più penetrante occhiata gli appariva molto particolare. Indossava un pastrano nero di una strana pelle che non aveva mai visto in vita sua, lungo fino ai piedi, le brache erano della stessa fattura mentre la maglia che indossava era di un tessuto che si sarebbe detto lino, sempre del colore della pece, con strani e piccoli bottoni bianchi. Infine in testa portava un cappello molto strano con una falda molto larga, scuro come solo una notte senza luna poteva essere. Aveva poi un cinturone su cui si potevano vedere due pistole, interamente di acciaio e una sciabola nel suo bel fodero di avorio. All’improvviso, nell’osteria, irruppe una ragazza, i capelli rossicci inzuppati di sudore, la sottana sporca di sterco di cavallo. Piangeva e si stava avventando sulle scale che conducevano alle stanze nel piano superiore. Si fermò però di colpo quando qualcun altro entrò nel locale. Un prete, vestito con una tunica bianca linda e pinta, seguito da due armigeri armati di picche. Lo straniero si alzò dallo sgabello e andò lentamente verso i nuovi arrivati mentre i due uomini armati si avvicinavano velocemente verso la ragazza impaurita che cercava di scappare per le scale.

“Cosa ha fatto quella ragazza?” chiese con la sua voce gutturale.

“E’ accusata di aver fornicato con il demonio in persona! L’accusa è stata formulata dal vescovo, Magister Inquisitionis di Stuttgart! Dio vuole che questa ragazza venga bruciata al rogo!” esclamò il prete con fervore.

“Vi sbagliate. Non ha fornicato con me.” disse lo straniero la cui voce si fece ancora più gutturale e profonda.

Il prete guardò per la prima volta in faccia quello zotico. Capelli lunghi neri, barba incolta, un viso lungo e sottile, naso dritto e stretto. Quel che faceva spavento erano i suoi occhi. Rossi. Come braci ardenti in una notte senza luna piena. Vide inoltre che i canini di quello straniero si stavano allungando a dismisura. Gridò. Il demonio era davanti a lui! Gli armigeri accorsero per fronteggiare quel vagabondo che attentava alla vita del prete. Il quale, intanto, se l’era fatta sotto, sporcando la sua bella veste.

“Ah… Carne fresca finalmente. Spero non abbiate avuto il vaiolo.”

La sua voce era ancora più orrenda, più demoniaca di prima, al prete ricordò l’esplosione di molteplici cariche di cannone. Le picche andarono a segno, ma si infransero in mille pezzi, suscitando l’ilarità di quel demonio che non attese oltre. Afferrò il primo degli armigeri, un uomo corpulento con folti baffi marroni e gli staccò di netto la carotide inghiottendola con le sue zanne acuminate. Poi mentre la vita abbandonava la sua prima vittima, si scagliò contro l’altro soldato che cercò di sparare con la sua pistola. Tutto inutile. L’essere prese il braccio che impugnava l’arma e lo stacco dal corpo del malcapitato, spandendo sangue tutto intorno. L’uomo cadde a terra agonizzante mentre gli avventori della taverna scappavano veloci come il vento che spirava dal grande nord. Nella locanda ora si poteva sentire solo il salmodiare continuo del prete, che inginocchiatosi a terra, stava recitando il Pater Noster e ancora più sommesso il pianto e i singhiozzi di una giovane spaventata a morte.

“Puoi invocare tutti i santi del Paradiso, con tutta la gente che hai mandato al rogo, visiterai direttamente il mio amico ‘cyfer.”

“Vade retro satana!” urlò il prete sfoderando da sotto la tunica un crocefisso d’oro.

“Credi davvero che quel simbolo così possa farmi soggezione? Se tu avessi una fede pura forse sarebbe possibile, ma per tua sfortuna, così non è. Vaiolato di un prete, ora ti mangerò la tua testolina che credi santa in un sol boccone!”

“Demonio parli in maniera incomprensibile!” urlò il prete

“No parlo come scrive Alan D. Altieri!” disse l’essere demoniaco prima di abbassarsi e staccare con un morso netto la testa al religioso. Fiotti di sangue uscirono dal collo reciso per qualche secondo, poi il cadavere si accasciò a terra. La testa del prete esplose masticata dai denti aguzzi del demone come fosse un melone maturo. Si lecco voluttuosamente il sangue e la materia cerebrale che gli colava sul mento, poi si voltò verso la ragazza che si era rannicchiata in un angolo. Una vistosa chiazza di urina giallognola la circondava.

“Te la sei fatta addosso. Che schifo.” commentò il mostro sarcastico.

“Mangerai anche me?” chiese con un filo di voce la ragazza cercando di farsi forza.

“Te? Non potrei mai ucciderti, tu sei la figlia di Mad Dog, il demone ribelle, tu sei mia figlia… una delle tante!”

Relative Time

Non credo che avrò molto tempo per aggiornare il blog in questa settimana, o comunque avrò poco tempo per farlo. Per questo vi beccherete dei post programmati per uscire nei giorni prestabiliti ad ore prestabilite. Vedrete cosa ho in serbo per voi. Insomma leggerete cose che ho scritto adesso, ma fra qualche giorno. Il tempo è relativo lo sapete. Intanto mi sono accorto che sto scrivendo tutti i titoli dei post in inglese, anzi me l’hanno fatto notare, ora non ricordo chi. Mica me ne ero accorto…

Kings and Castle

In questi ultimi giorni ho visto degli episodi di due nuovi telefilm da poco in onda negli USA sulla NBC e sulla ABC. Il primo di cui vi parlo è “Kings” telefilm ambientato in una realtà parallela alla nostra, nel regno di Gilboa e soprattutto nella sua nuova capitale Shiloah che assomiglia alla odierna New York. La storia ruota attorno ad un giovane soldato di nome di David il cui destino è legato a quello del regno e del suo re, Re Silas che vent’anni prima unificò Gilboa. Il simbolo di Gilboa è una farfalla arancione perché, come piace ripetere spesso Re Silas, fu dopo che un gruppo di farfalle arancioni volò sulla sua testa formando una corona, decide di unificare il regno. Attorno al giovane e sprovveduto soldato, ruotano molti personaggi, dalla figlia del re, di cui si innamora al reverendo Samuels convinto che ormai Re Silas abbia perso il favore di Dio. Un  telefilm molto interessante, basato sulle Sacre Scritture, sulla vicenda di Re Saul e di David. Tutti i personaggi più importanti del telefilm hanno un loro corrispettivo nel mito biblico.

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L’altro telefilm è invece “Castle”, un telefilm molto divertente in cui uno scrittore di libri gialli, alla Ellroy diciamo, inizia a collaborare con la polizia di New York per risolvere i casi di omicidio. Il “bello” di questo telefilm è che Castle, questo il cognome dello scrittore, è tutto fuorché il classico scrittore compassato di gialli. E’ un tipo molto eccentrico, un autore molto affermato che però ha perso la voglia di scrivere… Una delle chicche del telefilm è che Castle usualmente gioca a poker con alcuni altri scrittori di libri gialli e nella prima puntata possiamo vedere che gioca con James Patterson e Stephen J. Cannell, veri scrittori! Tra i personaggi che più mi piacciono ci sono sicuramente, oltre al protagonista, la figlia quindicenne, una sorta di Lisa Simpsons e la povera detective a cui viene “affidato” Castle.

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Non voglio dirvi altro per evitare spoiler, sono due telefilm bene diversi, ma molto interessanti per ragioni diverse, io ve li consiglio. Prossimamente se ho tempo farò un post sul film Wall-e che ho trovato davvero carino.