Dove va finire il cielo di Licia Troisi

Mi sembrava giusto iniziare questo post con la sigla iniziale di Cosmos di Carl Sagan, non solo perché viene spesso citato nel libro di Licia, soprattutto alla fine nel suo bellissimo discorso sul “pale blue dot”, ma anche perché la sensazione che ho avuto leggendo questo ultimo libro di Licia è stata la stessa di quando ho visto la prima volta Cosmos (ed anche il suo sequel con Neil deGrasse Tyson). La sensazione che ho provato è stata un misto di curiosità, meraviglia e un po’ pure di timore nel realizzare quanto siamo piccoli nell’infinità dell’Universo. E’ stata una lettura appassionante, interessante e anche divertente per certi versi che mi ha lasciato con la voglia di prendere un telescopio e scrutare il cielo in una fredda notte invernale. Che dire poi di questo libro, è un libro di astronomia, di divulgazione scientifica con una sezione fotografica strabiliante. Sono rimasto incantato nel vedere (anche foto che avevo già visto, ed alcune che uso come sfondo del desktop come quella dei “pilastri della creazione” nella nebulosa dell’Aquila) delle bellissime foto di quello che ci circonda da Plutone alle stelle, galassie e nebulose fino alla foto del “pale blue dot” ripresa dalla sonda Voyager 1 quando era in missione verso Giove e Saturno. Devo dire che alcune cose, anzi molte già le sapevo, certo non spiegate così bene e meticolosamente come fa Licia, altre invece le ignoravo, quindi è stato davvero piacevole leggere tutte queste notizie e nozioni sul nostro Universo. Anche perché tutto il libro è scritto con una vena di passione evidente per l’argomento. Licia è un’astrofisica, quindi è ovvio che ami scrivere dello spazio, delle stelle, è il suo lavoro, la sua vita, però penso che sia qualcosa di più c’è, in ogni parte del libro, del sense of wonder che accompagna il lettore durante la lettura. Meraviglia per come funzionano le stelle, per come si è originato l’Universo, per come si è formata la Luna e per gli uomini e le donne i cui studi hanno portato a queste scoperte che ci aiutano a comprendere, ancora non del tutto, quello che ci circonda. Per quanto io ci stia provando non penso di riuscire a descrivere per bene quanto mia sia piaciuto questo libro, quanto l’abbia apprezzato e quanto sia bello. (Non sono mai stato molto bravo a scrivere questi post). Per fare una comparazione, per quanto forse non si dovrebbero fare, devo dire che mi è piaciuto quanto Cosmos di Carl Sagan, che adoro. Io vi consiglio questo libro, e penso che “Dove va a finire il cielo” sia probabilmente il libro migliore scritto da Licia Troisi. Poi l’epilogo con le parole di Carl Sagan, soprattutto quelle parole, penso sia davvero ottimo e in linea con il libro. Non sarebbe potuto essere migliore. Per concludere vi consiglio di leggere questo libro con la soundtrack adatta cioè “Heaven and Hell” di Vangelis da cui è stata tratta anche la sigla del primo Cosmos.

Heic1501a - Copia(Nella foto “I pilastri della creazione” nella Nebulosa dell’Acquila. Foto presa da Wikipedia. Credit: NASA, ESA/Hubble and the Hubble Heritage Team)

Cthulhu Chronicles & De Complottis

Sono tornato da Lucca lunedì mezzo morto e mi sto ancora riprendendo dall’influenza pre-durante-post Lucca. Quindi quale momento migliore di questo per leggere i fumetti comprati durante la fiera? I primi due che ho letto sono Cthulhu Chronicles e De Complottis. Il primo è opera di Francesca Basso e Sonia Amaduzzi ed è una auto-produzione. Ora che ho la disponibilità di avere dei soldi in più ogni mese, mi sembra buono e giusto finanziare i fumettisti che si auto-producono. Ma cos’è Cthulhu Chronicles? E’ un fumetto ambientato a Londra (almeno qui inizia) durante l’epoca vittoriana ricco di misteri, horror e ambientazioni che richiamano, logicamente, il sommo maestro Lovecraft. Che io adoro. (Infatti a Lucca ho pure comprato l’adattamento a fumetti di “Le Montagne della Follia” edito anni fa da Magic Press). Lo stile del disegno è particolare, sicuramente, e mi è piaciuto e la storia è interessante e quando si finisce di leggere questo primo numero c’è la voglia di sapere come andrà a continuare. Quali sono le risposte alle domande che vengono poste durante questa avventura e se verranno svelati i fitti misteri che circondano i protagonisti. Se vi piace il lavoro di Lovecraft, vi dovrebbe piacere pure questo fumetto che trae a pieni mani dal mondo creato dallo scrittore di Providence, con un pizzico di humour in più però, che non fa mai male. Passiamo ad un genere completamente diverso cioè a De Complottis – Ci voglio crederci che è una raccolta di alcune scritte, anche inedite, della serie De Complottis creata da Vincenzo “Zerov” Salvo e di cui ho scritto varie volte nel blog. Il volume è edito da Comma 22 ed io ho preso quello con la bellissima variant cover di Emanuela Lupacchino. C’è un sottile filo che lega questi due fumetti… cioè mostri dai tanti tentacoli che appaiono, per ragioni diverse, in tutti e due questi bei volumi. Che dire di questo primo volume sulle strisce dedicate ai complottisti della domenica? Che mi ha fatto morir dal ridere. Edmondo è fantasticamente idiota e la sua famiglia è adorabile. Le strisce sono sempre molto divertenti e vanno a prendere in giro tutte quelle teorie del complotto che girano su internet e tutto quello che gli sta intorno. Quindi ci si diverte con la presa in giro di quelli che credono alle scie chimiche, a quelli che provano a diventare respiriani e a quelli, infine e sono un must, credono agli alieni. Poi ovviamente c’è il gatto della famiglia De Complottis che è un personaggione e meriterebbe, ovviamente, una striscia tutta sua! Zerov disegna sempre molto bene, anzi, mi sembra che ci sia un miglioramento nelle ultime strisce, un cambiamento in meglio (ma dato che io di queste cose non ci capisco niente potrei pure sbagliarmi XD). Quindi vi consiglio caldamente questi due fumetti anche perché hanno un prezzo molto modico, il primo costa solo dieci euro e il secondo otto. Inoltre aiutate dei giovani fumettisti che devono competere in un mondo molto affollato e difficile.

Monterotondo-20151103-00501p.s.: giuro che non mi hanno pagato per scrivere questo post. E’ tutto frutto della mia mente. Forse un po’ anche dell’influenza. XD

Lucca Comics & Games 2015

Fra una settimana esatta inizierà a Lucca il Lucca Comics & Games di quest’anno. Come per ogni edizione ci sarà tanti eventi da vedere, molte cose da fare e girerò come una trottola per la fiera. Consultando il programma ho trovato quei tre eventi che vorrei proprio vedere. Eccoli qui:

  1. Il Fantasy in Italia: Cultura Underground o Genere in Estinzione?

Incontro che si terrà nella sala Ingellis, al Games, di venerdì alle 11.45. Interverranno, tra gli altri, Luca Tarenzi e Aislinn.

   2. Gioco o Misticismo? I Tarocchi di Paolo Barbieri

Sempre di venerdì, sempre nella sala Ingellis ma alle ore 15.00. E si parlerà dei tarocchi disegnati da Paolo Barbieri in uscita per Lucca.

   3. Ribellione, guerra e libertà nella letteratura fantastica. 

Questo incontro invece è una tavola rotonda con Herbie Brennan, Alwyn Hamilton, Matteo Strukul e Licia Troisi, moderato da Pierdomenico Baccalario. Si terrà la domenica, alle 11.00 all’Auditorium San Romano.

Oltre agli eventi a cui andare, una parte molto importante di questa manifestazione, sono le cose da comprare: fumetti, libri, gadgets, ecc… Ho già pronta una lista minima di cose da prendere, che piano piano sta diventando lunghissima! Però ce ne sono tre soprattutto che mi sembrano molto interessanti e sono queste:

  1.  Slayers of Angels

Slayers of Angels è un modulo per il gdr d’azione apocalittico Apocalypse Slayers edito dalla Wild Boar. Sarà possibile acquistarlo in anteprima a Lucca e uno degli scrittori di questo modulo è Luca Tarenzi.

   2.  Rebel. Il deserto in fiamme di Alwyn Hamilton

Questo sembra un libro davvero molto interessante. Chi l’ha letto in anteprima me l’ha consigliato caldamente, quindi lo prenderò a Lucca anche perché c’è l’autrice.

  3. De Complottis – Ci voglio crederci di Vincenzo “Zerov” Salvo

Tempo fa avevo già scritto nel blog di De Complottis, striscia creata dal mio amico Vincenzo “Zerov” Salvo. E sono molto contento che a Lucca ci sia la possibilità di comprare questo volume edito da Comma 22 che è la prima raccolta, più inediti, di queste strisce. (e l’immagine che vedere qui sotto è proprio la copertina del volume. Inoltre ci sarà anche una bellissima variant cover disegnata da Emanuela Lupacchino!)

12138621_1638974923047535_8781810062998991172_oPerò alla fin fine, la parte che più mi diverte e che più aspetto della fiera sono le cene con gli amici. Sia per la compagnia ma anche per il buon cibo toscano che si mangerà! XD

The Last Ship

The Last Ship” è uno dei miei telefilm preferiti dell’estate, coinvolgente, divertente, interessante, “semplice” da seguire, adatto alla stagione. Non è uno di quei grandi telefilm come “Person of Interesto “Daredevil” ma è comunque gradevole per far passare questo periodo di calura. Il telefilm è tratto dal libro omonimo del 1988 scritto da William Brinkley,  anche se nella versione televisiva cambiano molti aspetti della vicenda. La serie è ambientata in un mondo in cui c’è una pandemia sta mietendo numerose vittime in tutto il mondo (mentre nel libro c’era di mezzo una guerra nucleare e il pericolo quindi delle radiazioni). Nella prima stagione (ora siamo alla seconda e la serie è stata rinnovata per una terza) l’equipaggio della Nathan James, la “nave” protagonista del telefilm, doveva fronteggiare proprio l’inizio dell’epidemia e della frenetica ricerca di una vaccino. Per fortuna sulla nave si trova la dottoressa Rachel Scott, interpretata dalla brava Rhona Mitra, mentre l’abile capitano Tom Chandler ha il volto di Eric Dale, il suo “vice” Mike Slattery è Adam Baldwin (visto nel primo “Independence Day” dove interpretava sempre un militare ma dell’Air Force quella volta e visto poi in mille altri film e telefilm). Tra i tanti volti del telefilm voglio segnalare John Pyper-Ferguson che io ricordo per “Alphas” e per una particina in “X-Men: The Last Stand” che qui interpreta Tex Nolan e Marissa Neitling che è il LT Kara Foster. La seconda stagione, invece, è incentrata su un gruppo di immuni al virus, fanatici, che darà filo da torcere a quel che rimane della Marina degli USA. In questa stagione hanno aggiunto nuovi personaggi e il mio preferito è il luogotenente Ravit Bivas, israeliana, interpretata dalla bella e brava Inbar Lavi. Comunque tra l’equipaggio della nave e i suoi avversari ci sono molti comprimari e personaggi ricorrenti molto azzeccati, con attori tutti molto bravi. L’argomento della pandemia, della scomparsa della civiltà, di cosa fare dopo, di come ricostruire è sempre interessante. Poi il telefilm è pieno d’azione, ovviamente, ed è una molto godibile. Sono molto contento che “The Last Ship” sia stato rinnovato per una terza stagione e non vedo l’ora di vedere gli ultimi due episodi di questa seconda stagione!

46464-the-last-ship-the-last-ship - CopiaImmagine presa da qui.

Cosa hanno in comune il cosplay, Tutankhamon e Gulliver?

Che più o meno, sono fanno tutti parte di alcune chiavi di ricerca un po’ strane. Era da qualche tempo che volevo fare nuovamente un post su queste chiave di ricerca strane che mi capita di leggere su ShinyStat. Mi sembrava di ricordare di aver scritto un post del genere pochi anni fa e invece era nel 2009. Come passa il tempo! Comunque ecco alcune di queste chiavi di ricerca più strane che ho trovato in questo periodo:

1) porta i miei saluti a tutankhamon (quindi non sono l’unico ad aver particolarmente apprezzato questa frase del film La Mummia XD)

2) onteodroma (Megalol)

3) porta i miei saluti a tutankhamon stronzo (questa è la frase esatta in effetti! XD)

4) dog etroie (eh?! XD)

5) fare cosplay con poche tette (dilemmi proprio amletici! XD)

6) gulliver aveva una donna che lui amava e che l’aspettava ? (spero per lui!)

7) hyperversum based movie (non l’hanno mai fatto. Quello è Timeline tratto dal libro di Crichton)

8) racconti erotici insetti (OMG)

chiavi_colorate(si l’immagine è la stessa che ho usato anni fa. Viva la pigrizia! XD)

Eretum Comics

E’ un po’ strano scrivere questo post perché non pensavo sarebbe mai successo ma alla fine anche Monterotondo, la mia città, avrà il suo evento incentrato sui fumetti, sul cosplay e su tutto quello che ci gira attorno. Eretum Comics si svolgerà il 6 e il 7 giugno presso lo stadio Fausto Cecconi dalle 10.00 alle 21.00. Ci sarà un contest di cosplay, tornei di videogiochi, gdr e carte e una conferenza con i doppiatori Fabrizio Mazzotta e Giorgio Locuratolo. Trovate, comunque, maggiori informazioni sui vari eventi cliccando qui. Inoltre, cosa davvero buona, l’ingresso è gratuito. Sicuramente ci sarò a scattare brutte foto, data che sono abbastanza negato nell’arte fotografica, e a dare una guardata agli stand. Forse se posso andrò alla conferenza dei doppiatori. Vi ricordo, per chi prenderà il treno, che Monterotondo è collegato a Roma con la linea FR1, e che quindi scenderete allo Scalo e per raggiungere lo Stadio dovrete prendere la navetta del Cotral (o i Rossibus che sono gli autobus “ufficiali” della nostra città). Purtroppo il sabato e la domenica non ce ne sono così tante e vi conviene controllare bene gli orari prima di partire. Il mio consiglio è quello, almeno all’andata se volete arrivare di mattina, di prendere la linea Roma Tiburtina Nomentana del Cotral, che se non sbaglio dovrebbe proprio fermarsi vicino allo Stadio. Questo perché c’è un buco di tre ore sia il sabato che la domenica dalle 9.00 alle 12.00 circa per quanto riguarda i treni. Quindi durante quell’orario non circolano treni sulla FR1. Comunque sul sito di Trenitalia e su quello del Cotral potrete controllare gli orari e i costi del biglietto. Vi lascio la mappa di Google Maps che fa vedere dove si trova lo Stadio Fausto Cecconi.

Volete sapere perché si chiama Eretum Comics? Perché Eretum è il nome di una antica città della Sabina, di epoca pre-romana che a lungo è stata identificata come una versione antica di Monterotondo. Per questo i monterotondesi vengono anche chiamati eretini. Trovate più informazioni, come al solito, su Wikipedia cliccando qui.

Libriomancer di Jim C. Hines

Oggi vi voglio parlare di un libro che ho finito di leggere poco tempo fa, Libriomancer scritto da Jim C. Hines. In Italia è stato pubblicato dalla Ponga Edizioni ma io ho deciso di prenderlo in inglese nell’edizione in brossura per due motivi: 1) costava di meno 2) la copertina era decisamente più bella. Mi spiace dirlo ma quella dell’edizione italiana non mi piace per niente. Detto questo devo dire che Libriomancer è un libro spettacolare. Probabilmente l’urban fantasy definitivo e devo ringraziare Luca Tarenzi per avermelo consigliato. Non voglio dire molto sulla trama, soltanto che ci sono persone, in questo libro, che possono riuscire ad evocare gli oggetti dai libri quindi, per esempio, una spada laser da un libro di Star Wars o una spada di Valyria da un libro di Martin. Giusto per fare due esempi semplici. Immaginate solo questo quanti spunti interessanti può dare. E’ una trovata davvero fantastica. Comunque tornando alla trama, in soldoni è che sta iniziando una guerra tra vampiri e libriomanti, con tutto quello che ne può conseguire. Una degli aspetti migliori del mondo creato da Jim C. Hines, per me, è il fatto di aver diversificato i vari vampiri a seconda dei libri. Ci sono quelli tratti dai libri di Twilight (e sbrilluccicano alla luce del sole XD), quelli tratti da Dracula, dai libri di Anne Rice ecc… E sembra tutto logico, sensato che ci siano tutti questi tipi di vampiri perché il mondo creato dall’autore è plausibile, potrebbe essere perfettamente “reale”. Tutte le regole, l’organizzazione di cui fa parte il protagonista, la magia, riescono a creare un mondo molto vivo e vero. Per quanto riguarda i personaggi sono tutti stupendi, come non si può adorare Isaac? O il ragno Smudge? E vogliamo parlare della mia preferita cioè Lena? Ma anche quel bastardo di Gutenberg e lo stregone Juan Ponce de Leon? Come fai a non ammirare e a affezionarti a questi personaggi? Anche gli altri personaggi sono tutti descritti bene, così come tutto il resto. La storia scorre assai bene e dopo che hai iniziato il libro non vedi l’ora di finirlo. Ho davvero apprezzato tutto di Libriomancer e non vedo l’ora di leggere gli altri di questa serie. Anche se sarò costretto a leggerli in inglese. Però devo dire che non è stata questa gran fatica, ormai dopo anni che vedo tutto in inglese, è stato abbastanza semplice leggere questo libro. Ho trovato un po’ più di difficoltà nel leggere Mort di Sir Terry Pratchett in lingua originale, forse perché certi parti erano in “dialetto”. Questo mi fa venire in mente… che figata sarebbe se Isaac, nei prossimi libri, prendesse la spada di Death? XD

libriomancer

Trenta

E sono trenta. Non mi sembra ancora vero. Il tempo ha un suo modo tutto strano di passare, la festa dei miei venti anni mi sembra, ormai, passata da un secolo e, a volte, mi sembra ieri che facevo il liceo. Trenta iniziano ad essere tanti. Ricordo che dieci anni fa, dopo aver festeggiato il mio compleanno, qualche giorno dopo nacque il mio primo nipotino, Michele. Allora entrando nell’ospedale per vederlo per la prima volta mi dicevo: “Quando lui avrà dieci anni, io ne avrò trenta. Chissà come sarà e cosa farò…”. La mia vita è decisamente cambiata da allora, è passata molta acqua sotto i ponti, sono successe tante cose belle e brutte. La vita si è fatta più difficile rispetto al passato o forse, semplicemente, quando sei bambino e ragazzo, di certe cose non te ne accorgi molto. Comunque tanti auguri a me che faccio trent’anni. La terra gira ancora intorno al sole (almeno spero, se fosse il contrario sarebbe tragico… ma almeno i complottisti sarebbero contenti!), alla fine non mi sembra di essere tanto diverso da ieri (un po’ come quando festeggiai i miei diciotto anni). Vi lascio con un piccolo regalo, per tutti voi che leggerete questo mio post, un augurio speciale che ho ricevuto da un mio caro… amico… si, amico… (dovete cliccare sul link per sentire questi auguri!).

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Spero di ricevere tanti bei libri e fumetti per questo compleanno (come sempre), anche se mi servirebbe di più una belle libreria dell’IKEA XD

#ioleggoperché

Perché mi diverte. Perché uno svago dalla vita quotidiana. Perché mi permette di esplorare luoghi in cui non potrei mai andare. Perché mi fa conoscere la Storia e il nostro passato. Perché mi fa imparare cose nuove e fa crescere il mio io. In parole povere non saprei cosa fare senza libri. Sono un lettore “forte”, leggo, circa cinquanta libri l’anno e mi piace la lettura. Lo devo ai miei genitori, anche a loro piace leggere e l’hanno inculcato anche a noi figli. Di libri in casa, tra me e mio padre, penso che sfioriamo i tremila tomi. Ed io ne compro sempre di nuovi (usati e non). Proprio per questo penso che uno degli aspetti peggiori della malattia di mio padre sia che non può più godere, come un tempo, dalla lettura. Infatti ormai noto che rilegge sempre gli stessi libri (e le stesse parti), non riesce ad andare avanti. E’ molto triste vedere una persona che leggeva così tanto non riuscire quasi a leggere per niente. Tornando a noi, dopo l’excursus un po’ triste, io vado decisamente all’opposto di quello che dicono tutti i sondaggi sulla lettura in Italia. XD Appena ho saputo dell’iniziativa di #ioleggoperché ho voluto subito aderire proprio perché mi piace leggere e mi piace far leggere, infatti per i compleanni o per Natale, di solito, regalo sempre libri. Questa bella iniziativa degli editori italiani si svolge il 23 di aprile perché è la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore. Come libri da donare ho scelto “Il cacciatore di aquiloni” di Hosseini e “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore” di Sepulveda. Ho deciso di dare questi bei libri ai miei amici con cui gioco a Vampire Masquerade, al compagno di una delle mie sorelle a cui non piace leggere (e spero con questo di invogliarlo verso la buona strada, tentar non nuoce!) e alle persone che erano in fumetteria quando ci sono andato stamattina. Devo dire che è sempre bello regalare dei libri… e spero di riceverne tanti al mio compleanno, a cui mancano pochi giorni. In realtà, più che libri, mi servirebbe una libreria ma per quello credo che mi rivolgerò alla fida Ikea!

DSCN0135[1]Ecco i tre amici che giocano a Vampire a cui ho regalato alcuni libri dell’iniziativa

Tigre & Macchia

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Oggi è il 4 aprile. L’anno scorso saranno state circa le 8.30 di mattina avevo appena saputo che Tigre era morto dopo aver lottato per due giorni. Ancora non mi sembra vero. Il tempo è strano, alcune volte sembra sia passata un’eternità da quel maledetto venerdì, altre volte sembra sia solo ieri. Non è facile, anche tutti questi giorni che mi separano da quella data, scrivere questo post. Penso a Tigre ogni santo giorno, è stato il mio compagno di vita per sedici lunghi anni. Era come un fratello per me. Ancora come quella mattina non mi sembra vero che non potrò più accarezzare il suo pelo, che non potrò più sentire l’odore del suo manto dopo che si era pulito per bene, che non potrò più sentire le sue fusa. Soprattutto mi manca il suo peso sulla mia pancia o sul mio petto quando dormivamo insieme. E tante altre cose che rendevano Tigre un gatto unico al mondo (come è per tutti gatti, in tutte le loro particolari abitudini e comportamenti). Era anziano e ormai da qualche tempo avevo in mente che non aveva ancora tanti anni davanti ma non me l’aspettavo… la sua dipartita è stata così repentina, così veloce. Forse è stato meglio. Ha sofferto ma non molto, perché, per fortuna, c’era le medicine che gli alleviavano il dolore. E’ stupido scriverlo, lo so, ma lo vorrei di nuovo con me. Gli volevamo tutti tanto bene e lui ne voleva molto a noi in maniera incondizionata. Era la nostra costante. C’era sempre, soprattutto quando stavamo male o eravamo giù di morale. Sentirò sempre un vuoto pensando a lui e per quanto la ferita della sua perdita si rimarginerà piano piano, non guarirà mai, di questo ne sono sicuro. Invece di arrovellarmi il cervello pensando a quel che potevamo fare in quei giorni in cui è stato male (abbiamo fatto tutto quello che era in nostro potere per salvarlo, ma le possibilità erano assai minime) penso a tutti i momenti belli che abbiamo passato insieme. Quella volta che rubò il baccalà a mia madre il 24 dicembre e scappò per tutta la casa. Quella volta che si fregò un pacco di Buondì Motta al Cioccolato per mangiarne solo gli zuccherini. Quando fece quasi cascare giù dalle scale la signora del piano di sotto che ha paura dei gatti. Voglio ricordare tutti i momenti belli e il fatto che gli abbiamo dato una bella vita, piana di affetto e amore.

Ricordo che i giorni successivi alla morte di Tigre sono stati i più difficili e brutti che io ricordi da tanto tempo. La casa era vuota senza di lui. Era spettrale. Non sarei riuscito a vivere in una casa del genere. Tigre riempiva l’ambiente con la sua presenza. Subito dopo la morte di Tigre abbiamo voluto prendere un altro gatto ma non per sostituire Tigre, è impossibile, ma per dare ad un altro gatto la possibilità di avere una bella vita come l’ha avuto il nostro Tigrottolo. E forse, si, per superare anche la morte di Tigre, per andare avanti. Per avere qualcosa che ti porta gioia durante la giornata in questa vita difficile. Quindi abbiamo preso Macchia… o è lui che ha scelto noi, ancora non ho ben capito. Macchia è un gatto straordinario, per certi versi diverso da Tigre, per altri molto simile. Fa meno fusa, lecca e miagola molto di più. E’ ancora piccolo e abbiamo dovuto imparare di nuovo come comportarci con un gattino piccolo dopo esserci ormai abituati a vivere con un gatto anziano. E’ un giocherellone e ci fa divertire e ridere molto. Alle volta sembra proprio matto e infatti mia madre lo chiama “Matteria”. Ci fa dimenticare i problemi quotidiani. E ci ricorda, ogni giorno, con un sorriso di Tigre. Probabilmente non sarebbe andati molto d’accordo. Tutti e due teste calde, avrebbero fatto delle belle lotte, ne sono sicuro…

Voglio ricordare Tigre con questa bella canzone, tratta dal terzo film del Signore degli Anelli, Il Ritorno del Re. L’ho sentita l’anno scorso, il 4 aprile, per tutto il giorno. Mi sembrava, e mi sembra ancora oggi, adatta.

DSCN0045Macchia