Ciao, è un piacere farti quest’intervista, per prima cosa, presentati ai lettori del mio blog sul cosplay!
Salve! Mi chiamo Adurnah (o Adu, ovviamente è un nome d’arte ma quasi tutti oramai mi chiamano così XD), ho 21 anni e sono di Pesaro! Sono una cosplayer da 4 anni e mezzo, oltre a questo nella vita lavoro come impiegata e studio web design e fotografia 😀
Com’è nata la tua passione per il cosplay?
È nata appunto quasi 5 anni fa, nell’estate del 2009. Per puro caso, girando su Internet, ho scoperto l’esistenza di una fiera del fumetto vicino a casa mia (il Rimini Comix), e per pura curiosità ci sono andata. Inutile dire che sono rimasta incantata ad ammirare tutti questi ragazzi vestiti da personaggi di cartoni animati e videogames *_* Quel giorno mi sono divertita tantissimo, avevo scoperto un mondo nuovo in cui non vedevo l’ora di tuffarmi. Ho iniziato ad informarmi sui vari eventi e due fiere dopo avevo già il primo cosplay XD
C’è stato qualcuno che ti ha fatto da “mentore” nel mondo dei cosplay? O che comunque è stato il tuo punto di riferimento?
Sì, dato che la mia prima fiera è stata appunto Rimini Comix per me il mio primo punto di riferimento è stato il gruppo BHC. Ero iscritta al forum e curavo la grafica, quindi per diverso tempo ho continuato a bazzicare nel loro giro, ma poi ho iniziato ad andare per la mia strada.
Qual è stato il primo cosplay che hai fatto?
Cissnei da Final Fantasy VII:Before Crisis. Avevo organizzato un piccolo gruppetto insieme a un’amica. Inutile dire che avevo le scarpe da ginnastica e i capelli colorati con lo spray *_* (che vergogna.)
Invece qual è stato il cosplay che ti è piaciuto di più fare?
Non saprei, mi è difficile rispondere! Mi è piaciuto fare quasi tutti i miei cosplay, a loro modo XD
L’ultimo cosplay che hai fatto qual è stato?
Odette de L’Incantesimo del Lago (il film d’animazione), la “copia” con il vestito nero. Un cosplay parecchio sfigato♥ Parrucca non arrivata in tempo, gruppone disfatto, pioggia (era Lucca)… di tutto XD
C’è un personaggio di cui vorresti fare il cosplay ma che ancora non hai fatto?
AHAHAH uno solo? Sono tantissimi XD Tra l’altro sono ben cinque mesi che non faccio cosplay nuovi e in tutto questo tempo ne ho “accumulati” un sacco da fare quindi la mia lista si è allungata ancora di più D:
Di solito come avviene la scelta di un cosplay da realizzare?
Mh, dipende. Alcuni personaggi li porto semplicemente perché me ne sono innamorata seguendo la serie, se ci sto bene (non mi piace portare personaggi in cui so che non ci azzecco nulla, anche se li adoro). Ci sono delle volte in cui un personaggio mi colpisce per il suo design, quindi sì, a volte decido un cosplay in base al design XD Ma ovviamente sempre conoscendo il personaggio che sto interpretando.
Quanto tempo ci vuole per creare un costume?
Oh, beh è difficile da dire XD In genere, dato che ora lavoro anche, non meno di due settimane. Ma non credo di essere mai andata oltre al mese di lavorazione per un solo cosplay, non ne ho mai fatti di particolarmente complessi.
C’è qualcuno che ti aiuta nella preparazione dei costumi? Gli accessori te li crei da sola o li compri da qualche parte?
Ehm, sì *coff* Per il cucito mi faccio aiutare da mia madre, io sono impedita *_* Per tutto il resto, armi, accessori, parrucche, faccio tutto da sola, o al massimo mi faccio aiutare da qualche amica cosplayer.
Preferisci di più la parte “cos” o la parte “play” del cosplay?
Beh, secondo me la parte “costume” è importante. Per me fare cosplay è portare alla realtà personaggi che non sono reali, quindi sono ossessionata dalla precisione del costume XD Per quanto riguarda il “play”, ecco, io personalmente non ci bado molto. Non per scelta, ma è che non ne sono capace XD Se in foto cerco di fare una qualsiasi espressione vengo malissimo, e in generale non sono capace di interpretare in senso letterale Inoltre non faccio più scenette sul palco da una vita, quindi!
La parrucca che indossi nel cosplay di Hakaze Kusaribe da Zetsuen no Tempest: The Civilization Blaster è davvero molto bella. E’ stato difficile trovare la parrucca perfetta per questo cosplay?
In realtà no XD Dopo anni di cosplay e ricerche su Internet ho trovato i migliori venditori di parrucche, e uno dei miei preferiti aveva proprio quella parrucca perfetta, quindi è stato semplice!
Uno dei tuoi cosplay migliori, per me, è Yuuko Ichihara da xxxHOLiC. Qual è stata la più grande difficoltà nella realizzazione di questo costume?
Ehm, io penso che quello sia uno dei miei cosplay peggiori *_* L’ho portato due volte e due volte faceva schifo, mi cadeva a pezzi e si rovinava tutto, era fatto davvero male… e in fondo non c’era niente di particolarmente difficile.
Scorrendo la tua gallery su DevianArt ho notato che hai fatto molti cosplay tratti da Vocaloid. Come mai e a quale sei più legata?
Beh perché i Vocaloid sono una droga XD E per quanto riguarda il cosplay sono una manna dal cielo, perché i personaggi sono sempre gli stessi, ma in mille versioni diverse e bellissime *_* Quello a cui tengo di più è Rin Kagamine in versione Worst Carnival. Perché lo rimandavo da tantissimo tempo e per me ha un significato particolare… e sono molto contenta di come è venuto ^_^
Quale sarà la prossima fiera a cui parteciperai?
La prossima fiera che farò sarà molto probabilmente il Festival del Fumetto di Novegro, a maggio. Non so ancora se porterò cosplay però, per lo stesso motivo per cui non ho fatto nuovi cosplay da Lucca, e cioè che sono troppo impegnata con scuola e lavoro. Nel caso, porterò la macchina fotografica e farò qualche foto XD
Hai partecipato a dei contest durante le fiere, ecc… , hai mai vinto qualche premio?
Sì, soprattutto agli inizi partecipavo quasi sempre alle gare. E sì ho vinto qualche premio XD Cinque in totale, ma per di più “non meritati”, nel senso che facevo parte di gruppi non organizzati da me. Solo una volta ho vinto un premio Miglior Gruppo per una cosa organizzata da me, di cui vado molto fiera nonostante tutto 🙂
Che vuol dire per te essere cosplayer?
Essere un idiota che spreca una valanga di soldi in cose inutili *_* ♥ (e purtroppo sono seria XD)
Qual è la tua presenza sul web? Hai un pagina su Facebook o un sito?
Come “pagina” Facebook uso il mio profilo, in cui tutto ciò che riguarda il cosplay è pubblico mentre il resto è privato, quindi chiunque sia interessato può seguirmi https://www.facebook.com/adurnah
e poi deviantart!
È difficile da dire, la mia vita in questo momento è un po’ in “stallo” e non ho idea di cosa mi riserverà il futuro XD In ambito cosplay poco ma sicuro che voglio ricominciare, ma gli impegni e la vita di tutti i giorni continuano ad oppormisi XD (e la pigrizia anche eh.)
I sogni nel cassetto?
Niente in particolare, per quanto riguarda il cosplay ^^ Vorrei solo avere meno impegni quotidiani e più tempo libero da dedicare al cosplay. E soldi. XD
Spero che quest’intervista ti sia piaciuta, grazie di tutto, sei stata veramente gentile!
Grazie a te, per la seconda volta *_* (e scusa il ritardo XD)
Purtroppo durante la mattinata Tigre, il mio gatto, è deceduto per complicazioni dopo aver avuto, mercoledì mattina, quello che sembra essere stato un ictus. 16 anni insieme sono tantissimi, era più di un animale domestico per me, era un fratello. Non lo potrò mai dimenticare. Lenire il dolore che sento adesso sarà molto difficile. Adesso voglio solo ricordare i tanti momenti belli che abbiamo vissuto insieme e ricordare che ha vissuto una bella vita con noi. Addio Tigre.
Ciao Alice, è un piacere farti quest’intervista, per prima cosa, presentati ai lettori del mio blog sul cosplay!
Ciao a tutti, mi chiamo Alice Zanlorenzi, ho 18 anni e sono di Roma ;DDD
Com’è nata la tua passione per il cosplay?
La mia passione per il cosplay è nata molto per scherzare con delle mie ex compagne di squadra di pallavolo, quando nel 2011, essendo tutte accomunate dalla passione per manga, anime e fumetti in generale, decidemmo di fare un gruppo con tema Naruto ed io impersonai Conan. Non fu un cosplay molto preciso, però quell’esperienza mi piacque talmente tanto che l’anno seguente volli continuare e da quel momento non mi sono più fermata.
C’è stato qualcuno che ti ha fatto da “mentore” nel mondo dei cosplay? O che comunque è stato il tuo punto di riferimento?
Come punto di riferimento ho sempre avuto un mio carissimo amico, che ho conosciuto il primo anno di liceo, lui era già un cosplayer e quando nacque in me questa passione lui mi aiutò, e mi aiuta tutt’ora nelle varie scelte per la realizzazione dei miei cosplay. Oltretutto fu lui a consigliarmi di fare il cosplay di X-23, che poi è diventato il mio personaggio più apprezzato.
Qual è stato il primo cosplay che hai fatto?
Il primo cosplay SERIO che ho fatto è stata Hellequin, o l’Arlecchina di Assassin’s Creed Brotherhood.
Invece qual è stato il cosplay che ti è piaciuto di più fare?
Sicuramente quello che mi è piaciuto di più è stata X-23, in quanto sono riuscita senza alcuno sforzo a calarmi nel personaggio, anche perché le somiglio molto caratterialmente ed adoro la sua storia… non per nulla sto preparando un nuovo cosplay, sempre di X-23, ma con un outfit diverso, questo potrebbe far capire quanto mi piace XDDD
L’ultimo cosplay che hai fatto qual è stato?
L’ultimo che ho fatto è stata Wonder Woman.
C’è un personaggio di cui vorresti fare il cosplay ma che ancora non hai fatto?
Ci sono tantissimi personaggi che vorrei fare in futuro, tanto che sulla mia pagina ho un album interamente dedicata ai cosplay che farò, ma sicuramente, quello a cui tengo di più per una questione affettiva è Xena La Principessa Guerriera, perché adoravo il suo personaggio e fin da piccola e avevo il sogno di diventare come lei XD ed ora che posso realizzare questo sogno, voglio che diventi il mio capolavoro.
Di solito come avviene la scelta di un cosplay da realizzare?
Normalmente mi baso molto sulla somiglianza fisica, soprattutto sul il colore e la lunghezza dei capelli… so che sembra una cosa stupida oltre che un grosso limite che mi pongo, ma non amando le parrucche cerco di scegliere sempre personaggi con i capelli neri e lunghi XD anche se devo ammettere che nella lista dei futuri cosplay qualche eccezione per cui dovrò usare le parrucche ci sono… cosa non si fa per un personaggio che si ama troppo? XD Però secondo me, ci deve essere anche molto amore per il personaggio e non poca somiglianza nel carattere, in quanto ogni cosplay che faccio voglio che dica anche qualcosa su di me.
Quanto tempo ci vuole per creare un costume?
Ovviamente dipende molto dalla difficoltà del cosplay, però mediamente ci vogliono uno o due mesi… io tendo a fare le cose con moooolto anticipo perché poi quando si arriva alla settimana prima della fiera, se non ho tutto pronto e perfetto divento pazza XDDD
C’è qualcuno che ti aiuta nella preparazione dei costumi? Gli accessori te li crei da sola o li compri da qualche parte?
Purtroppo facendo una scuola abbastanza impegnativa non ho mai tempo sufficiente per creare i miei cosplay e neanche le abilità necessarie, soprattutto nel cucire, mancanza alla quale vorrei rimediare il prima possibile… e quindi, a parte la mia prima versione di X-23, ho sempre fatto fare i miei cosplay ad altri su commissione.
Hai partecipato a dei contest durante le fiere, ecc… , hai mai vinto qualche premio?
Non ho ancora mai partecipato a dei contest durante le fiere, mi piacerebbe moltissimo, ma essendo abbastanza timida ho il terrore (soprattutto per un contest come singola) di bloccarmi e non riuscire a salire sul palco o di sbagliare l’esibizione. Però ho partecipato ad alcuni contest soprattutto su Facebook ed un paio li ho vinti ;D
Qual è la parte che preferisci nella parola cosplay, “cos” o “play”?
Secondo me sono fondamentali entrambe… un ottimo cosplay dipende dall’unione tra una perfetta realizzazione del costume e un’altrettanta perfetta interpretazione ;D
Penso che il tuo cosplay migliore sia quello di X-23 della Marvel. Qual è stata la difficoltà più grande nel fare il cosplay del clone femminile di Wolverine?
A dire il vero non c’è stata una difficoltà in particolare, è un cosplay molto semplice, solo gli artigli forse… la prima volta che ho portato questo cosplay li ho fatti da sola e non erano venuti benissimo, quindi per la seconda versione che ho portato, quella migliorata, me li sono fatti fare su commissione, in acciaio… non potete immaginare quanto pesano :’) però li amo tanto XD
Un altro dei tuoi cosplay che ho apprezzato molto è quello di Wonder Woman. Come mai hai fatto il cosplay della più famosa supereroina della DC Comics?
Adoro la figura di Diana… penso sia la donna per eccellenza, è una DEA. Può essere una donna normale e bellissima, ma anche la più grande supereroina della storia che può competere senza problemi con tutti gli altri supereroi uomini… non poche volte salva la pelle a Superman o a Batman!!! Per non dire che è l’unica a poter sollevare il Mjöllnir di Thor u.u Insomma… penso che tutte le donne dovrebbero riprendere un pochino da lei ed impersonarla è stato un onore 😀 soprattutto perché è stato un cosplay mooolto amato dai bambini e questo mi ha fatto moltissimo piacere 😀
Che vuol dire per te essere cosplayer?
Essere cosplayer per me vuol dire essere libera… avere dei momenti in cui io non sono più io… mi metto gli artigli e divento X-23, la clone di Wolverine dalla vita contrassegnata dalla morte e dalla sofferenza. Mi metto la bandiera americana addosso e divento la più famosa supereroina dei fumetti… metto un cilindro e divento Zatanna ecce ecc. Essere cosplayer vuol dire poter scappare da una realtà che non sempre mi piace, anzi, che la maggior parte delle volte non sopporto proprio… ed oltretutto essere cosplayer vuol dire avere la possibilità di conoscere delle persone meravigliose, ed esser uniti da un’amicizia ancora più forte essendo legati da questa passione ❤
Qual è la tua presenza sul web? Hai un pagina su Facebook o un sito?
Nell’ottobre 2013 ho creato la mia pagina su Facebook, Alice ZZ Cosplay, ecco il collegamento ;D
Sicuramente tanti nuovi cosplay 😀 poi, spero quest’estate, un corso molto intenso per imparare bene a cucire XDDD
I sogni nel cassetto?
Penso che come ogni cosplayer vorrei poter partecipare alle fiere più famose del mondo e adesso purtroppo scuola ed impegni vari me lo impediscono… però chi può dirlo… quando diventerò più brava magari ci farò un pensierino 😀 però adesso mi accontenterei anche di poter partecipare a tutte le fiere d’Italia durante l’anno, così potrei passare ancora più tempo in cosplay XD
Spero che quest’intervista ti sia piaciuta, grazie di tutto, sei stata veramente gentile!
Mi è piaciuta moltissimo e mi ha fatto davvero tanto piacere :DD Grazie mille ciaoooo :*****
Sul blog Amazing Readers è iniziata una sfida di lettura per questo anno che è appena iniziato. La sfida è di leggere cinquanta libri in questo 2014, insomma fino al prossimo 31 di dicembre. Ovviamente partecipo ed userò questo post per tenere traccia delle mie letture. Potete trovare maggiori informazioni nel post in cui è stata annunciata questa interessante sfida.
1) “Non-A” di A. E. Van Vogt
2) “Non-A 3” di A. E. Van Vogt
3) “Le Notti di Salem” di Stephen King
4) “Mistero Doppio” di Ellis Peters
5) “Grandi Speranze” di Charles Dickens
6) “I grandi romanzi dell’orrore: William Beckford, Vathek – Robert Louis Stevenson, Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde – Bram Stoker, Dracula – William H. Hodgson, La Casa sull’Abisso – Gustav Meyrink, Il Golem – Harold W. Munn, Stirpe di Lupo – H.P. Lovecraft, Le Montagne della Follia” a cura di Gianni Pilo.
7) “Il vampiro” di John William Polidori
8) “La Signorina Scuderi” di E.T.A. Hoffman
9) “L’Abbazia di Northanger” di Jane Austen
10) “Storie di fantasmi per il dopocena” di Jerome K. Jerome
11) “Nightside” di Simon R. Green
12) “La Mossa del Drago” di Tom Clancy
13) “Tre storie del soprannaturale” di Frederick Forsyth, Edith Wharton, Stephen King
14) “Incontro con Rama” di Arthur C. Clarke
15) “I Polimorfi” di Alfred E. Van Vogt
16) “Polvere alla polvere” di Laurell K. Hamilton
17) “Sorellanza Stregonesca” di Terry Pratchett
18) “Il Ballo della morte” di Laurell K. Hamilton
19) “L’Ombra del Vento” di Carlos Ruiz Zafòn
20) “Salto nel tempo” di Diane Carey
21) “Argetlam – La Spada della Luce” di Alessia Mainardi
22) “Drago rosso” di Thomas Harris
23) “Il Signore dei vampiri” di Hugh Davison
24) “Creature della luce e delle tenebre” di Roger Zelazny
25) “Il Crepuscolo della Terra” di C. J. Cherryh
26) “L’ultimo castello” di Jack Vance
27) “Il Signore della Notte” di Tanith Lee
28) “Il Signore delle Illusioni” di Tanith Lee
29) “Storie di diavoli” di AA. VV. a cura di Gianni Pilo
30) “Niente di vero tranne gli occhi” di Giorgio Faletti
31) “Racconti neri e fantastici” di Nathaniel Hawthorne
32) “Macbeth” di William Shakespeare
33) “L’ira della mummia” di Anthony Wylm
34) “Fuga dalla terra” di James M. McGregor
35) “Othello” di William Shakespeare
36) “Storie di streghe” di Wire, Albright, Wright, McClusky
37) “La tempesta”di William Shakespeare
38) “Re Lear” di William Shakespeare
39) “Il mago” di William Somerset Maugham
40) “Scacco al tempo” di Fritz Lieber
41) “Guerre Stellari – Una Nuova Speranza” di George Lucas
42) “Carrie” di Stephen King
43) “Il mondo della foresta” di Ursula Le Guin
44) “Pianeta dell’esilio” di Ursula Le Guin
45) “Incontri nel cosmo” di Alfred E. Van Vogt
46) “Pet Sematary” di Stephen King
47) “Tutto bene a Carson Planet” di Alfred E. Van Vogt
48) “Gli uomini ombra” di Alfred E. Van Vogt
49) “Tutti i romanzi fantastici vol. 1: Il mondo perduto: la valle dei dinosauri – La fine del mondo – La macchina disintegratrice ” di Sir Arthur Conan Doyle
50) “Fable – L’Ordine dei Balverini” di Peter David
51) “Ubik” di Philip K. Dick
52) “Fatherland” di Robert Harris
53) “L’uomo dei giochi a premio” di Philip K. Dick
54) “Angelize II – Lucifer” di Aislinn Aislinn
55) “Cronache del Mondo Emerso – Le Storie Perdute” di Licia Troisi
56) “Argetlam – La Lancia della Vittoria” di Alessia Mainardi
57) “Pomi d’ottone e manici di scopa” di Mary Norton
58) “Mai toccato da mani umane” di Robert Sheckley
59) “Lockwood & Co – La scala urlante” di Jonathan Stroud
60) “Attenti al gorilla” di Sandrone Dazieri
61) “Gli orrori di Omega” di Robert Sheckley
62) “HD. Harley Davidson, deserti e moderni vampiri – racconti” di Roberto Saporito
Avevo deciso che mi sarei fermato a dieci libri… poi sono andato avanti su Anobii a spulciare i libri che ho letto in questo anno che sta per finire… e andavo avanti a segnarmi quelli che mi sono piaciuti in maniera particolare. E la lista cresceva. Alla fine ne ho escluso qualcuno e sono arrivato a dodici. Avrei anche potuto aggiungere qualche titolo perché alla fine nel 2013 ho letto solo pochi libri che non mi sono piaciuti molto ed essendo selettivo vado sempre a beccare libri che mi piacciono molto. Comunque passiamo a questa sorta di classifica, in cui non c’è un ordine ben preciso. Di alcuni di questi titoli ne ho parlato qui nel blog e quindi ho deciso di linkare i post che avevo fatto per parlare di questi libri nei loro titolo nella classifica. Tutte le immagine le ho prese da Anobii.
Ho letto questo libro di Adriano all’inizio dell’anno, l’ho divorato in qualche ora (bisogna anche dire che non è molto lungo) e l’ho trovato davvero particolare ed interessante. Come tutti gli scritti di Adriano!
2) “Baltimore – Il tenace soldatino di stagno e il vampiro” di Mike Mignola e di Christopher Golden.
Mignola lo conoscevo per aver creato Hellboy e non mi sono fatto sfuggire questo bel libro che ha atmosfere gotiche, apocalittiche e che ricorda, anche per i disegni bellissimi dell’artista, un po’ tutto il mondo creato da Lovecraft.
Probabilmente il miglior libro, almeno finora, sfornato da Luca. Un bell’urban fantasy con in mezzo divinità dimenticate, padri, figli e semidei. Insomma Luca Tarenzi è sempre più il nostro Neal Gaiman!
Altro urban fantasy italiano, una bellissima storia di formazione scritto da Francesco Dimitri, vero e proprio Stregone Supremo per quanto a bravo a scrivere di magia, antichità, rituali in maniera “realistica”.
Secondo capitolo della saga urban fantasy di Muses scritto da Falco che è probabilmente uno dei suoi libri più belli. Continua la storia del primo capitolo e l’approfondisce. Davvero molto bello!
6) “IT” di Stephen King
Per me questo è uno dei libri più belli che abbia scritto il Re. C’è poco da aggiungere. Una storia che ti prende dall’inizio alla fine, un “cattivo” formidabile e un gruppo di personaggi che ti entra nel cuore. Probabilmente il suo capolavoro.
7) “L’Ombra dello Scorpione” di Stephen King
Un altro dei libri di King che ho adorato. Una bella storia, articolata, sulla fine del mondo e sui suoi sopravvissuti. Gigantesco ma si legge benissimo ed io l’ho divorato.
8) “Il Canto della Vittoria – Hunger Games” di Suzanne Collins
Il capitolo finale della trilogia di Hunger Games, interessante, strappalacrime (almeno un po’), con un finale abbastanza spiazzante. Il primo capitolo rimane inarrivabile ma questa è la degna chiusura della saga.
9) “Tanit – La bambina nera” di Lara Manni
Ultimo tomo, che ho appena finito di leggere, della trilogia iniziata da “Esbat” e continuata su “Sopdet“. Coinvolge come i due precedenti libri, bello, scritto divinamente. L’ho finito in pochi giorni perché non vedevo l’ora di vedere come poteva finire tutta la vicenda. Consigliato.
Urban fantasy particolare con di mezzo angeli, ibridi e divinità varie (ed eventuali). Ambientato in una cupa Milano è una bella prova di questa scrittrice di cui speriamo di leggere altri libri a breve.
11) “L’uomo nell’alto castello” di Philip K. Dick
Probabilmente il libro migliore che abbia mai letto, finora almeno, di questo scrittore americano. E’ un ucronia, abilmente scritta, ambientata negli Stati Uniti dopo la Seconda Guerra Mondiale vinta dall’Asse. Bei personaggi, bella storia e bello il modo in cui, nella storia, viene integrato il libro cinese “I Ching“.
Secondo libro di questa saga scritta da Leonardo Patrignani. Non mi aspettavo di essere stupito dopo aver letto il primo libro, invece sono rimasto molto sorpreso, in positivo ovviamente, da questo secondo tomo della saga. Bello, interessante, e soprattutto di fantascienza!
Come ogni anno ecco qui il racconto di Natale made in Mad Dog (che brutta immagine sinceramente!). Questa volta il libro parodiato è “I Viaggi di Gulliver” di Jonathan Swift. Passo la parola, se così si può dire, al demone cornuto. Buona lettura!
MUAHAHAHAHAHAHAHAH Sono Mad Dog il demone ribelle, così ribelle che mi mangio il kebab con il cioccolato… bianco! Si quello più industriale e zozzo che c’è! Quest’anno vi voglio racconto una storia, la vera storia dei viaggi di Gulliver non quella scritta da Swift. Che, tra parentesi, non è che era molto sano di mente. Dovevate conoscerlo, era davvero un bel tipino eh… un vero rompicoglioni! Però non è mica colpa mia se poi è tipo impazzito, no, io non c’entro nulla mica gli ho fatto vedere in anteprima di qualche secolo una puntata del Grande Fratello, no, no, fossi matto! Comunque dicevo, ecco il racconto di quest’anno… dovete sapere che nella città toscana nota per un certo evento legato ai fumetti e a tutte le cose da nerd c’era un certo scrittore conosciuto come Luca Tarenzi…
Mad Dog presenta:
I Viaggi di Gulliver
Non ricordava cosa fosse successo, a momenti non ricordava nemmeno chi fosse, sapeva solo che dopo una lunga, o almeno gli sembrava così, dormita, ora non riusciva più ad alzarsi. C’erano come dei legacci, sottili e forti, che lo tenevano ancorato sulla spiaggia su cui era coricato. Sentiva le onde del mare che si frangevano sulla costa poco lontano e sentiva, distintamente, delle vocine che parlottavano. Non capiva nulla, era una lingua a lui sconosciuta. Man mano che si svegliava completamente iniziava a ricordarsi il suo nome. Si chiamava Luca Tarenzi ed era uno scrittore. Si trovava a Lucca ma non ricordava bene per quale motivo e non capiva assolutamente come era possibile che si trovasse, immobilizzato, su di una spiaggia. Le ultime ore della sua vita era confuse e nebulose. Cercò di parlare ma anche le sue labbra erano cucite. Rabbia, dolore e panico crescevano nel suo animo. Poi c’era anche il fatto che doveva andare urgentemente al bagno. Aveva deciso di provare a liberarsi quando sentì qualcosa camminargli sul corpo ed arrestarsi sul suo petto. Con tutte le forze che aveva riuscì a sollevare quel tanto che bastava la testa per vedere cosa c’era. Si aspettava qualche insetto ma invece quel che vide lo lasciò attonito. Erano delle persone, piccole, minuscole. C’era una donna, vestita alla moda, con un completo che avrebbe fatto invidia a molte ministre europee, dei soldati scortavano questa figura ed avevano le loro pistole spianate contro di lui. Capì di trovarsi nella mitica Lilliput. La sua mente vacillò ma riuscì comunque ad ascoltare quello che diceva la donna che guidava quella sorta di delegazione. All’inizio non capì nulla, poi dopo qualche secondo comprese le parole di questa persona evidentemente invitata da chi governava Lilliput.
“Ormai il traduttore universale che abbiamo iniettato un’ora fa dovrebbe aver fatto effetto. Chiuda una volta gli occhi se mi capisce” – disse la donna e Luca obbedì immediatamente – “Bene, vedo che ha un barlume di intelligenza e riesce a comprendere quello che dico. Le ripeto quello che avevo detto prima mi chiamo Fedred Des Tizios sono la Segretaria degli Affari Privati del Sommo Valberici, Imperatore di Lilliput. Sono qui a parlare con lei per ordine di Sua Maestà Imperiale. Come vede ho anche indossato questo bellissimo vestito creato partendo da un mio disegno. La prego anche di volersi appuntare mentalmente l’indirizzo del mio blog se avrà tempo e modo di seguirlo durante la sua breve permanenza da noi…. – e la donna diede l’indirizzo del suo spazio blog – Ora mi duole informarla che, e capirà perfettamente, la nostra economia è in recessione. Quei dannati social network hanno ucciso i blog. Il nostro paese vive di blog. Ormai molti nostri cittadini sono andati ad abitare a Blefuscu, il regno dei social network e il nostro paese, la povera Lilliput, ormai è declino. Ma tutti quei traditori moriranno presto, il nostro esimio sovrano ha escogitato un piano per sconfiggerli per sempre. Purtroppo questo piano, per riuscire a pieno, e sono sicura che capirà la nostra situazione e ci aiuterà nella nostra impresa, beh prevede la sua morte…”
Lo stress fu troppo. Luca con uno strattone si liberò di alcuni dei legacci che lo tenevano fermo riuscendo a liberare la mano destra e con molto dolore riuscì anche a liberare le labbra che erano state attaccate tra loro in maniera sommaria. Urlò con tutte le sue forze cercando nello stesso tempo di alzarsi. Non aveva considerato la natura assai particolare dei lillipuziani. Il suo urlo arrivando a coprire bande super-soniche causò un effetto indesiderato nella delegazione dell’Imperatore Valberici. Fece esplodere la testa a tutti anche alla Segretaria degli Affari Privati. Luca, schifato, con una mano cercò di togliersi i resti dei lillipuziani rimasti sul suo petto ma prima di riuscire a farlo cadde addormentato. L’esercito di Lilliput schierato poco lontano, vedendo la situazione, aveva sparato delle raffiche di missili con dentro così tanto sonnifero da stendere anche un gigante come quello che si erano ritrovati sulle loro coste.
Dopo un periodo di tempo che gli sembrava abbastanza lungo, si riprese dall’incoscienza. Ora si trovava al chiuso in quello che gli sembrava un grande hangar. Grande per gli standard di Lilliput, poteva a mala pena stare seduto senza toccare il soffitto. Aveva fame e trovò del cibo già pronto e bevande a volontà. Il sapore era abbastanza schifoso, ma almeno aveva lo stomaco pieno. I lillipuziani avevano pensato proprio a tutto e su di un lato dell’hangar c’era una latrina. Ora che ci pensava bene la sua situazione era molto strana e si sentiva un po’ in colpa per i piccoli abitanti di Lilliput che aveva, involontariamente, ucciso. Passò qualche ora, poi la porta dell’hangar venne aperta ed una immensa delegazione entrò. Erano tutti nobili, era evidente dai loro vestiti strambi e costosi. In testa al gruppo si trovava un individuo che, per quanto poteva vedere, aveva una folta barba grigia, portava un vestito riccamente decorato ed aveva uno scettro in mano. Dietro di lui c’erano altre due figure, uno che per stazza eguagliava quella del primo venuto, e l’altro che anche lui aveva un’aria un po’ pienotta ma non come gli altri due. Si mangiava bene a Lilliput. O almeno lo facevano i nobili.
“Io sono il Sommo Valberici, Imperatore di Lilliput!” esclamò il primo venuto e la sua voce Luca la poté sentire direttamente nella sua testa. “Per evitare incresciosi incidenti, ti è proibito parlare, comunicheremo telepaticamente. La nostra società o Gulliver” – e a Luca questo termine veniva tradotto in italiano come “O tu che hai la barba lunga e la porti male” – “E’ molto avanzata, sicuramente più della tua rozza creatura. Devi sapere che abbiamo messo un dispositivo alla tua caviglia sinistra, se proverai a scappare o a fare del male a me o a qualunque abitante della mia terra, morirai in maniera atroce. Ti verrà iniettato un potente veleno. Ora che ho la tua attenzione ti vorrei parlare del mio paese Lilliput” – e questa parola lo scrittore la sentiva tradotta come “Bloglandia” – “Abbiamo alcuni problemi da un po’ di anni. Un tempo eravamo la nazione più forte del mondo. Un tempo grazie ai nostri blog controllavamo anche la ribelle Blefuscu. Poi quei dannati inventarono i social network ed iniziò il nostro rapido declino. Tutti i nostri più grandi ingegneri, scienziati, architetti, idraulici sono andati nell’isola di Blefuscu. Ormai qui rimaniamo solo noi, i nobili e i poveracci che non possono affrontare l’impresa di traversare il mare. Quindi ci serve il tuo aiuto. Pensavamo di ucciderti e utilizzare il tuo scheletro per farne un robot ma… dopo la tua dimostrazione di forza abbiamo pensato bene di costringerti ad esaudire i nostri desideri. Ho bevuto molta grappa stanotte prima di giungere a questa sacra decisione. Ora lascio la parola al Grande Tesoriere del regno Eleas Applenap e al Supremo Ammiraglio della Flotta Skyrim Tanabrus.”
I pensieri di Luca erano i più disparati, non sapeva cosa fare, se ridere o piangere. Questi omini erano fuori di melone come pochi.
“Purtroppo” iniziò il corpulento Eleas “le nostre finanze peggiorano sempre di più. Rimangano pochi blog attivi che possiamo tassare e pochi producono della vera ricchezza. Anzi molti di questi stanno pensando di passare al nemico! Tradimento!” – ed indicò un altro dei nobili che venne prontamente preso dai soldati e giustiziato sul posto senza tanti complimenti – “Quell’uomo, era evidente un traditore, aveva un completo di Versacce che non si poteva permettere. Sicuro aveva imbrogliato sulle tasse. Nessuno può imbrogliare me! Comunque se non troviamo dei soldi al più presto non si potrà tenere la settimanale caccia alla cortigiana di corte che piace tanto al nostro Imperatore… – e la faccia del Sommo Imperatore si riempì di lacrime appena ebbe udito queste parole – e non si potrà più fare la leggiadra festa in maschera da maiali che teniamo mensilmente. Per non parlare del problema delle mutande d’oro. Se continua così il Sommo Imperatore ne dovrà comprare solo una nuova al giorno!” ed il povero Tesoriere si mise a piangere su un fazzoletto tempestato di diamanti.
“La nostra flotta purtroppo” – cominciò il Supremo Ammiraglio che indossava un impeccabile completo da ammiraglio con tanto di cappello strambo… si avete presente quelli da… ammiraglio ecco – “è in declino. Le spese militari sono state le ultime che il nostro Sommo Sovrano ha dovuto limitare. Prima abbiamo dovuto togliere tutti i servizi non essenziali a noi nobili come la Salute Pubblica, l’Istruzione, le Opere di Carità… ma ora anche noi militari soffriamo questa crisi. Quindi il mio consiglio è quello di distruggere Blefuscu e sottomettere i suoi abitanti al nostro volere. Distruggeremo la rete dei social network ed imporremo a tutto il mondo la nostra piattaforma di blog. Il Rimedio Universale sarà l’unica via di comunicazione mondiale! Tu Gulliver ti occuperai di attaccare il porto principale… noi staremo a distanza aspettando la tua vittoria!”
L’Imperatore, Eleas e Tanabrus si misero a ridere in una maniera che oserei definire… da scienziati pazzi dei film horror o per farvi capire meglio, stupidi umani, direi che risero come fa un certo demone cornuto molto sexy e lussurioso. MUAHAHAHAHAHAHAHAH. Alla risata dei tre si unirono anche tutti i nobili ed i soldati presenti nell’hangar.
“Gulliver – disse ora il Tesoriere – quelli che vedi qui sono tutti i veri nobili rimasti sull’isola, siamo noi che governiamo con il nostro pugno di ferro Lilliput. Tutti gli altri sono andati a Befuscu. Siamo rimasti solo noi qui. Siamo tutti delle Blogstar molto famose e ricche. E saremo noi a dominare il mondo… abbiamo anche progetti per il tuo di mondo. Secoli fa un altro della tua schietta arrivò sulla nostra terra e portò distruzione e morte. Questa volta useremo le tue doti per…”
Eleas non riuscì a finire il suo discorso che tutti i presenti sentirono nella loro mente la voce di Luca dire solamente un potente e deciso “No!”.
“Giammai vi aiuterò!” continuò lo scrittore di Godbreaker.
“Come osi ribellarti a me il Sommo Grappettomane di Lilliput! A morte, ritorneremo al piano del robot ci serve solo il suo scheletro, uccidetelo Supremo Ammiraglio!” esclamò Valberici arrabbiato come non mai da questa dimostrazione di libero arbitrio. Non era abituato al fatto che qualcuno disubbidisse ai suoi ordini diretti… beh tranne i traditori. Con quelli sapeva come trattare li costringeva a leggere tutti i suoi post filosofici (che tutti a Lilliput pretendevano di leggere ma nessuno lo faceva realmente) per ventiquattro ore di fila. Alla fine si uccidevano tutti! Però non aveva capito ancora perché.
Skyrim Tanabrus spinse il bottone che avrebbe attivato la loro arma e il veleno, veloce e silenzioso, entrò in circolo nel corpo di Luca che sentì solo una leggera puntura sulla caviglia. Lo scrittore si preparò ad una morte lenta e dolorosa… ma nulla accadde. Si sentiva bene. Anzi meglio di prima. Probabilmente, si disse, tutte le bevute con Adriano Barone l’avevano reso immune ai veleni. Resosi conto della situazione decise di passare all’azione. Si alzò in piedi e senza molto sforzo distrusse il tetto dell’hangar. Emettendo versi degni di Godzilla (almeno pensava che questo fosse l’atteggiamento migliore da utilizzare) si mise a distruggere tutto quello che trovava. Il Supremo Ammiraglio non trovò scampo e venne schiacciato da una sua scarpa mentre l’opulento Eleas cercò di salvarsi usando il suo ultimo IMegaPod della Appule (che conteneva anche una macchina per fare il caffè e una spada laser), purtroppo il raggio laser era ben misera cosa per Luca che prese il Tesoriere e lo lanciò a chilometri di distanza. La mira di Luca (o la sfortuna di Eleas vedete voi) fu perfetta. Il nobile di Lilliput finì infilzato sulla guglia più alta della Basilica della Sacra Grappa. L’Imperatore ormai rimasto solo venne prontamente preso dallo scrittore che lo mangiò con un sol boccone. Il Sommo Valberici se ne andò postando grazie al suo smartphone un ultimo suo post filosofico che ovviamente non lesse nessuno. Il titolo era “Il Comunismo dell’Imperatore Valberici nell’era del declino post-social network a Lilliput. Considerazione sparse”. Dopo aver finito il suo sterminio di Lillipuziani, Luca si trovò in una situazione alquanto pericolosa. Cosa fare? Gli venne in mente sola una soluzione ai suoi problemi. Andare a Blefuscu e vedere se il sovrano di quel regno, visto il favore che gli aveva fatto sterminando la nobiltà di Lilliput, poteva aiutarlo a tornare a casa. Quindi si recò a Blefuscu, non gli servì nuotare, il fondale era così basso che riuscì a camminare e ad arrivare presto sull’isola vicina a Lilliput. Appena arrivato nel paese dei blefusciani di trovò circondato da gente festante, infatti tramite il web si era sparsa la voce della morte del governo di Lilliput e del malvagio dittatore Valberici. Tutta la gente che vide aveva almeno uno smartphone in mano, c’era chi lo filmava, chi faceva foto, chi postava qualcosa sui social network. Venne ricevuto dal sovrano di queste terra direttamente nel prato della Reggia di Faccia Libro. Il sovrano era un uomo magro, con una corta barbetta e gli occhiali. Indossava un abito nero elegante, giacca, cravatta e pantaloni con una camicia bianca. L’uomo prima di parlare usò uno dei suoi numerosi smartphone poi si rivolse verso Gulliver.
“Il sono il Grande Furchì, sovrano di Blefuscu e ti do il benvenuto a… scusa hanno commentato un mio status su Faccia Libro devo rispondere – e il sovrano si mise di nuovo ad usare uno degli smartphone poi continuò – ti do il benvenuto a Blefuscu e ti ringrazio per aver liberato Lilliput dal crudele governo di… ah, scusa devo fare almeno una foto all’ora per postarla su Istogramma fai cheese! – e il piccolo uomo scattò una foto al faccione di Luca – ci mettiamo l’effetto seppia che ci sta sempre bene e vai! Fatto. Dicevo. Bravo che hai sistemato Valberici e tutti i suoi nobili. Siamo fieri di te. Stiamo mandando aiuti ai nostri cugini lillipuziani e li aiuteremo nella transizione… devo assolutamente abbandonare i blog. Sono morti! Ma dimmi… cosa… oh scusa, ho avuto un cinguettio di rimando su Cinguettare, devo rispondere assolutamente! – dopo che il sovrano ebbe di nuovo usato uno dei suoi smartphone riprese a parlare – dicevo cosa ti serve? Ti possiamo aiutare in qualche modo? Per tornare a casa per esempio?”
“Si, avete un modo per farmi tornare a casa?” chiese, anzi pensò, speranzoso Luca che sinceramente trovava sia la società di Lilliput che quella di Blefuscu molto inquietanti.
“Forse i miei scienziati hanno qualcosa che ti può aiutare, tu aspetta qui io torno nella mia reggia…” – prima di rientrare il Grande Furchì aggiunse, rivolto a se stesso – “Mi stavo dimenticando di fare check-in sul parco della Reggia su Quattropiazze! Lo faccio subito!”
Il gigante che ormai era noto a tutti come Gulliver dovette aspettare qualche ora poi il sovrano tornò e gli disse che il giorno dopo sarebbe tornato a casa. Forse. I suoi scienziati avevano progettato un sistema per viaggiare tra mondi differenti. Pensavano infatti che Luca provenisse da un altro mondo, parallelo al loro e che con la loro macchina potevano farlo tornare a casa. Il giorno dopo di primo mattino tutto era pronto, in un grande campo fuori dalla capitale di Blefuscu era stato allestito quello che somigliava ad un gigantesco Stargate. Luca, che dopo aver passato ormai alcuni giorni in queste piccole isole e che le trovava davvero brutti posti dove vivere, senza pensarci troppo, si buttò nel portale. Non capì quanto durò il viaggio. Se furono pochi secondi o una lenta eternità. Sapeva solo che ora si trovava in un campo di grano. Il problema era che gli steli di grano erano alti come sequoie. Luca stava maledicendo la sfiga, era cascato dalla proverbiale padella alla brace. Non poteva andare peggio di così… la legge di Murphy però è chiara. Se qualcosa può andare peggio, andrà peggio. Ed infatti dal campo di grano sbucò una bambina occhialuta. La bambina, che era alta per Luca una ventina di metri, incuriosita da quello strano insetto lo prese delicatamente con una mano e lo portò vicino ai suoi occhi.
“Che carino!” esclamò la ragazzina assordando il povero scrittore italiano.
“Mettimi giù… ragazzina!” urlò Luca esasperato da tutti questi avvenimenti.
“Sai parlare! Che bello! Che strano animale che sei… io mi chiamo Glumdalclicia ma tutti mi chiamo Licia. Il signore dell’anagrafe era ubriaco quando scrisse il mio nome… tu come ti chiamo scricciolo d’uomo?”
“Lu… ehm volevo dire Gulliver” urlò il povero scrittore per farsi sentire da quella grande piccola bambina gigante.
“Ti porto subito a casa mia Gulliver!” esclamò contenta la ragazzina portandosi dietro quello strano essere che infilò prontamente nella tasca della sua blusa blu.
Il viaggio, assai breve, per Luca non fu molto traumatico e presto si trovò nuovamente alla luce del sole dentro una casa delle bambole. Il viso gioviale di Licia lo sovrastava, la ragazzina aveva preso una piccola spazzola da bambola ed iniziò a spazzolargli i capelli e la barba. Quando questa operazione fu finita, senza pensarci due volte, la carceriera di Luca lo denudò lasciandolo in mutande per poi mettergli dargli un vestito da nobile. Preso ovviamente da una bambola. Lo scrittore si guardò allo specchio e per poco non si riconobbe! Era davvero cambiato. Sembrava quasi un’altra persona. Tipo uno di quelli che poteva entrare senza problemi in un locale di Briatore. Preferiva di gran lunga il suo di look, ma pensava che fosse meglio assecondare la sua padrona. I giorni passarono e il nostro protagonista si adattò a vivere nella casa delle bambole. I suoi pasti gli venivano preparati dalla sua buona carceriera e la maggior parte del tempo lo passava con lei, di solito giocando a prendere il thè con i pupazzi della ragazzina. (Bisogna anche dire che una volta la bambina cercò, senza successo, di farlo accoppiare con una sua bambola. Non fu una bella esperienza, per nessuno.). Licia amava, soprattutto, creare storie usando il povero Luca come protagonista. In tutta la sua numerosa famiglia erano famosi gli spettacoli che metteva in scena la bambina usando i burattini e il suo nuovo e vivo giocattolo. Una delle storie più famose era “Nihal nella Terra di Mezzo”, “Dubhe contro Nyarlathotep” e soprattutto “Il Drago ragazza”. Tutte le protagoniste erano interpretate da Gulliver che indossava dei bellissimi completi creati dalle piccole mani di Licia. Lo scrittore dell’Età Sottile… ah no, quello è quell’altro. Che altro ha scritto Luca oltre a Godbreaker? Ah si, ecco, ora ricordo. Nessuno può dire che Mad Dog si scordi qualcosa! Allora dicevo, si, lo scrittore di Shining, il nostro caro Luca, non amava molto questi spettacoli. Soprattutto la scena dell’accoppiamento tra Nihal e Sennar. Quella se la sognava pure di notte… con orrore! La notizia di questo bizzarro e minuscolo essere umano arrivò fino alla corte del Re e della Regina di Brobdingnag che chiamarono a palazzo la bambina e il suo nuovo giocattolo. Bisogna dire che la bambina adorava Luca, lo abbigliava sempre con vestiti differenti, lo pettinava, lo lavava, lo nutriva. Sapeva come comportarsi con lui, evitava di urlare perché sapeva che poteva far scoppiare la testa al povero Gulliver-Luca. Il giorno solenne in cui il nostro scrittore (che aveva inculcato il pallino della scrittura anche alla sua padroncina) arrivò a corte, fu il giorno in cui la sua vita a Brobdingnag cambiò per sempre. Infatti conobbe il Re Falco e la sua regale sorella la Regina Ninna. Tutti e due i sovrano furono subito interessati a quel minuscolo esserino ma mentre il Re era più propenso a voler vedere come era fatto l’interno di questo Gulliver, la Regina invece voleva sapere se era un essere intelligente in grado di parlare e di comprendere la loro lingua. Per fortuna per Luca, riusciva a capire tutto benissimo grazie all’impianto che gli avevano messo a Lilliput. Il nostro protagonista riuscì a rispondere a tutte le annose domande che gli vennero fatte come “Quanto fa due per due?”, “E’ nato prima l’uovo o la gallina?”, “Se la risposta è 42 qual è la domanda?”. Il Re presto si dimenticò di questo esserino e del suo volerlo vivisezionare, almeno per il momento, e presto la sua massima attenzione al suo più annoso problema… restare giovane in eterno. Aveva provato varie soluzioni diverse, che si erano rivelate tutte fallimentari come bere sangue umano, farsi il bagno nel latte di capra, respirare con una sola narice. La Regina Ninna, invece dal canto suo, fu subito affascinato da Gulliver e lo fece sistemare, insieme alla ragazzina, in una stanza nello stesso piano del suo regale appartamento. Questa Regina era nota in tutta Brobdingnag per essere una delle cantanti migliori del regno. I suoi dischi andavano letteralmente a ruba… nel senso che erano gli oggetti più in voga da depredare per i ladri. Erano le merci più lautamente pagate e rare. Il giorno dopo della sua venuta a corte, Gulliver venne visitato dai tre Dotti della Corte, i dottori Patrignani, Pasqualotto e Azzolini. Dopo averlo lasciato in mutande, i tre anziani uomini dalla lunga barba, iniziano a visitarlo. Lo toccarono con stecchini di legno, palparono le sue membra, lo osservavano con lenti di ingrandimento. Questa visita durò varie ore, poi davanti alla stessa Regina e ad un Re particolarmente annoiato che voleva tornare alla stesura del suo ultimo capolavoro dal titolo “L’Aurora delle Muse dell’Estasia Prodigiosa”, vennero presentati i risultati. I tre saggi, come al solito, non concordavano affatto.
“Per me questo essere proviene da una realtà diversa dalla nostra! Un’altra dimensione del multiverso. Come ho già illustrato nel mio libro Omniverso che spero le nostre maestà abbiano letto. Per mia ferma convinzione ci sono infinite realtà e questo Gulliver ne è la prova. Vorrei squartarlo per scoprire di più da lui!” disse il sommo Dottor Patrignani.
“Il mio esimio collega si sbaglia di grosso!” – esclamò l’egregio Dottor Pasqualotto – “E’ evidente che questa persona è vittima di un restringimento alcolico. Si vede dalla lunga barba e dai lunghi capelli, nonché dalla pelle del viso assai brutta che è un grande bevitore. Evidentemente ha bevuto troppo e si è ristretto di dimensioni. Anche se non concordo con il mio collega, appoggio la sua mozione di squartamento. Sicuramente così sapremo chi ha ragione!”
“Vi sbagliate entrambi carissimi colleghi. La verità è sotto i vostri occhi anche se non la vedete. Questo Gulliver è una pixie. E’ da anni che vado dicendo dell’esistenza di un Minuscolo Popolo che abita la nostra terra ma che è solo relegato alle leggende. Come vedete invece, e come ho scritto nella mia più famosa opera La Stella Evelina, questo esserino fa parte del mondo fatato. Comunque anche se non concordo con loro appoggio la loro mozione per saperne di più da lui dobbiamo squartarlo!” disse, enfaticamente, il dottissimo Dottor Azzolini.
Il Re Falco era molto propenso all’ipotesi dello squartamento, anzi avrebbe voluto curare lui stesso l’operazione anche perché era molto attirato dall’ultima delle ipotesi quella del Dottor Azzolini. Infatti il Re aveva aiutato il sommo Dottor nella stesura del suo libro essendo lui stesso un appassionato di mitologia e creature fantastiche. Per fortuna Gulliver venne salvato dall’intervento della Regina Ninna che voleva conservare e scoprire qualcosa di più di questo strano essere. Furono giorni lieti a corte… non per Gulliver ovviamente. Per tutti gli altri che si crogiolavano di vedere gli spettacoli messi insieme da Licia, il cui futuro come scrittrice sembrava ormai assicurato. La Regina era compiaciuta del suo nuovo acquisto nella corte ed aveva già dimenticato il suo nano e giullare di corte. L’aspetto di questo personaggio è quanto di più regale Luca poté mai vedere in vita sua. Le corna nere e ricurve, i muscolo scattanti, le ali tozze ma nobili, gli artigli affilati. Mad Dog era proprio gnocco, stupendo. E prima dell’arrivo di questo Gulliver era la miglior attrazione che la corte poteva offrire. Negli ambienti intorno alla Regina e al Re si sussurrava che il nano di corte, che era arrivato misteriosamente come Luca nella loro terra mesi prima, odiava il nuovo arrivato. Erano passate due settimane e ancora il nostro protagonista non aveva mai visto questo giullare ma ne aveva solo sentito parlare e aveva molto paura di lui. Poi un giorno mentre stava riposando nella sua casa delle bambole, un puzzo di zolfo raggiunse improvvisamente il suo naso. Aprì la porta della casettina e si trovò davanti il supremo Mad Dog. Il demone ribelle era decisamente più alto di lui ma in confronto ai giganti che abitavano questi paesi era davvero un nano.
“Mad Dog sei tu! Che bello! Sei venuto a salvarmi?” esclamò Luca al colmo della gioia.
“Si… certo!” disse il bellissimo e sexy demone cornuto che poi continuò “Anch’io sono intrappolato in questa topaia. Ormai è questione di tempo prima che ci facciano fuori entrambi. La Regina Ninna si stufa facilmente, ormai ti sta ricevendo meno spesso del solito… presto perderà interesse verso di te e ti darà al Re Falco. E sai cosa ti farà lui!” e Mad Dog mimò un gesto molto eloquente che indicava un dolore lancinante in una certa parte del corpo. Ed in effetti Luca si rendeva conto che le ultime volte che era stato davanti al cospetto della bellissima Regina di questo paese aveva notato la sua noia. Ormai non sapeva cosa inventarsi per farla divertire e aveva ascoltato, anche lui, delle voci preoccupanti per quanto riguardava gli interessi del Re Falco.
“Gnomico uomo non ti preoccupare. Nel periodo in cui nessuno mi osservava, grazie al tuo arrivo, ho creato questo dispositivo” – E il demone ribelle tirò fuori una sorta di piccolo telecomando – “Ancora non l’ho settato per bene però quando l’avrò fatto potremo tornare da dove proveniamo… Un minuto e ho fatto!”
“Dammi il tempo di cambiarmi, ho ancora questo vestito da ragazza…” esclamò sconsolato il povero Luca.
“Non c’è bisogno che ti cambi. Non ti porto con me per farti una favore ma sai… non so quanto durerà il viaggio dovrò pur mangiare qualcosa!” disse Mad Dog tronfio come un tronista di Uomini e Donne.
“Guarda Mad Dog un passerotto, prendilo!” urlò Luca indicando la finestra.
Il demone cornuto scattante quanto un acquirente della Playstation 4 nel primo giorno di vendite, lanciò il piccolo telecomando nella mani del nostro Gulliver, per saltare poi verso la finestra aperta al grido “Vieni da paparino!”.
“Come rubare un lecca-lecca ad un bambino!” disse soddisfatto Luca spingendo l’unico grande bottone rosso del telecomando. Dimenticandosi ovviamente di regolare l’altra manopola. Anche perché non sapeva come farlo. Il nostro eroe scomparve in un lampo di luce lasciando il povero Mad Dog interdetto e urlante di furia. Purtroppo non posso riportare qui quelle parole. Poi vi dovrei venire a cercarvi e dovrei uccidervi tutti. Non sarebbe un bel modo, per voi, di passare il Natale vero? MUAHAHAHAHAHAHAHAHAH
Luca si trovava adesso, vestito da ragazzina con annesse treccine, in un vicolo oscuro abbastanza puzzolente. Dall’odore capì di essere a Londra, c’era la puzza giusta un misto di fiume, pesce e patatine. Aveva davanti ai propri occhi uno strano manifesto c’era scritto, ovviamente in inglese, “Strength Through Unity, Unity Through Faith”. Non ricordava questi strani slogan l’ultima volta che era stato nella capitale britannica. All’improvviso, da uno dei vicini edifici, dal tetto, balzò un uomo interamente vestito di nero, con uno strano cappello e una maschera di Guy Fawkes.
“E’ pericoloso andare in giro dopo il coprifuoco ragazza…” disse l’uomo misterioso che non riuscì a finire la sua frase. Si sentì quel tipico rumore di… beh qualcuno che vomita, infatti l’uomo aveva visto per bene Luca. Il nostro eroe non era proprio il più bello spettacolo da vedere in un vicolo buio di notte, ecco. Il vestito rosa confetto, le treccine, la barba lunga, le gambe villose come le zampe di un ghiottone. Luca comunque aveva capito che questa non era la sua realtà, quindi spinse di nuovo il bottone rosso e scomparve. Prima però riuscì a dire sorpreso:
“Ma tu guarda… il Movimento Cinque Stelle è arrivato pure qui!”
Gulliver-Luca a questo punto si trovò in una landa desertica, butterata da qualche cespuglio rachidico e da un vento sprezzante. Stava quasi per spingere nuovamente il bottone per andare via quando un’ombra gigantesca oscurò il paesaggio. Dalla paura lo scrittore di Godbreaker e di quell’altra cosa su Pinocchio fece cadere il prezioso telecomando che andò in mille pazzi. Si girò e vide un gigantesca isola volante simile a quella del film Laputa dello Studio Ghibli. Presto sentì che un raggio traente lo prendeva e lo portava su su, fino alla guglia di questa gigantesca isola volante. Venne trasportato in un bellissimo giardino, ricco di piante aromatiche e di fiori. Un uomo, insieme ad un esercito di servi e guardie, lo stava attendendo. Era vestito all’orientale, con un grande turbante arancione e viola. Soprattutto la cosa più bella per Luca era che le persone in questo mondo avevano una dimensione normale.
“Il mio nome è Lord Barbidi, straniero. Abbiamo visto che eri perduto nel Grande Deserto Orientale e il nostro sovrano, il magnanimo e sapiente Adriano Magno. Ti trovi nell’isola volante di Laputa da dove sua maestà amministra il suo immenso regno. Qui troverai studiosi e letterati tra i più dotti al mondo. Purtroppo non posso annoverarmi tra loro, io amministro solo i beni materiali del nostro stupendo monarca. Ora seguimi, ti accompagno da Sua eccellenza, che sarà sicuramente curioso di vedere… ehm, una persona particolare come te!”
Attraversarono immensi corridoi, archi, affreschi, mosaici tutto in stile orientaleggiante. Venne finalmente condotto nella grandissima sala del trono di Adriano Magno. L’Imperatore-Padishà (questo era il suo titolo onorifico esatto) era circondato dalle sei delle sue cento concubine e riposava su alcuni cuscini assiso sul suo trono. Come tutti gli studiosi dell’isola il monarca stava pensando ad un argomento di vitale importanza. Questa volta era l’incidenza della scomparsa dei blog (era giunta notizia a Laputa della tragica morte dell’Imperatore Valberici e di tutti i suoi nobili) sull’editoria del sua paese. Sarebbe cambiato qualcosa? I blog influenzavano le vendite dei libri e il loro successo? Dopo ben tre ore di elucubrazioni, il sovrano giunse ad una risposta e disse:
“Nahhhhhhh!”
Poi si accorse dell’orrore che aveva davanti e per poco non morì di infarto. Infatti bisogna ricordare al caro lettore che Luca non si era ancora cambiato dalla sua fuga dai giganti ed era ancora vestito con l’abito rosa pastello.
“Sei la donna più brutta che abbia mai visto… o l’uomo più brutto. Comunque sei un orrore. Cosa vuoi?” esclamò il magnanimo Re che stava pensando di buttare fuori quel coso dalla sua bella isola.
“Mi chiamo Gulliver e vengo da un posto lontano. Sono scappato dai miei carcerieri, che mi hanno abbigliato in questo modo e… mi chiedevo se sua maestà potesse prestarmi un vestito e potesse indicarmi un modo per tornare da dove vengo…”
“Lord Barbidi dia tutto l’occorrente a questo nostro ospite, poi lo faccia portare alla nostra Accademia sicuramente qualcuno dei nostri studiosi potrà aiutarlo. Ora toglietelo dalla mia vista che ho perso tutta la mia libido almeno per una settimana! E fammi portare un po’ di polvere di corno dell’Unicorno così che possa farmi tornare la voglia…” disse il Re che non era proprio molto contento di questo nuovo e brutto venuto.
Appena si fu cambiato d’abito, ora indossava anche lui una tunica ed un turbante ma di colore blu elettrico, Gulliver si mise a girare per questa misteriosa isola volante. Scoprì che i suoi motori non erano tanto diversi da quelli di un aereo di linea del suo mondo ma che erano atomici. Incontrò molti studiosi ma nessuno gli fu d’aiuto erano tutti impegnati in pensieri importanti e non potevano essere disturbati. Anzi proprio non lo ascoltavano. Accanto a loro c’era sempre uno o più servi con una bastone nodoso nelle mani quando gli eruditi, sovrappensiero, stavano in pericolo, come scendere le scale o stare troppo tempo sulla tazza del cesso, venivano percossi con questi bastoni. E date che questi filosofi erano anche i nobili, la gente più ricca del regno, non bisogna stupirsi se la carina di scuotitore di menti era la più ambita del regno. Cioè ti pagano per menare uno ricco sfondato, meglio di così si muore! Durante questo suo giro di esplorazione, prima di essere scaricato all’Accademia di Laputa, Gulliver incontrò una persona normale… o quasi. Quest’uomo si faceva chiamare il Borgo-Mastro e diceva di provenire dal mitico Mondo di Oz. Un anno prima lui era colui che gestiva la ridente comunità dei cosplayers di quel lontano paese… purtroppo dopo la sconfitta del malvagio Stregone dell’Ovest, una razza di cosplayers immortali, dei vips in pratica, avevano preso il potere e l’avevano scacciato. Il Borgo-mastro si era vendicato e prima di andare via, oltre a strappare un bacio a tradimento alla Strega del Nord, aveva rubato centinaia di lingotti che formavano la strada d’oro che portava alla Città di Smeraldo. Ormai da qualche mese abitava a Laputa ed era stato accettato da Adriano Magno perché era diventato, in pratica, il più ricco che ci fosse nell’isola. Le finanze di Laputa, all’epoca, dopo una cruenta guerra civile non erano molto buone e il Borgo-Mastro si era accordato per vere sei concubine del sommo Re e la possibilità di vivere per sempre nello sfarzo e nell’ozio.
“Il migliore affare della mia vita!” – gli disse l’uomo dagli occhiali assai trendy a Luca mentre veniva circondato dalle sue concubine assai procaci. Poi il Borgo-Mastro continuò – “Ho capito da dove vieni… è una realtà parallela alla nostra, qualcuno del tuo mondo negli anni è venuto pure ad Oz. La Strega del Nord forse ti potrebbe aiutare ma qui… beh questi che si dicono studiosi sono solo una manica di deficienti!”
Per quanto le parole del Borgo-Mastro avessero un po’ abbattuto le speranze di Luca, andò, accompagnato da Lord Barbidi all’Accademia di Laputa. Vennero trasportati davanti al maestoso edificio dal raggio traente e Gulliver poté vedere lo stato di abbandono in cui versava la terra di Laputa. La sua guida gli spiegò che Adriano Magno regnava solo sull’isola, nominalmente era il re di tutto il paese ma in realtà il regno “terrestre” era amministrato da dei ministri scelti dal popolo. Purtroppo le ultime scelte avevano lasciato molto a desiderare, per vent’anni aveva regnato uno strano nano che era scomparso qualche mese prima adesso regnava il giullare di corte. Lord Barbidi aveva cercato più volte di essere eletto, ma lui era una persona onesta e non voleva illudere i suoi concittadini che quindi votavano sempre per quello che gli proponeva la panzana migliore. I due vennero accolti all’Accademia dal Grande Maestro Markus Varuzza che li accolse con questo grido sconsolato:
“Che amarezza!”
Dopo aver spiegato al dottissimo Dottore in Letteratura da Spazzatura e in Amarezza Conclamata la sua situazione, Gulliver venne condotto nello studio di questo luminare. Questa grande stanza era tappezzata da poster di ragazze in bikini, calendari di ragazze poco vestite, libri della peggiore risma come “Fulmine vampirico” o “Amarezza – Secondo Capitolo” scritto dallo stesso Varuzza.
“Il suo problema è noto come Amarezza da trapasso compulsivo-leninista. Purtroppo non posso aiutarla più di tanto ma lei si deve aiutare da solo. Non è questione dell’io ma del SO che adopera. Dovrà usare Linux perché il Viagra non funziona. Mi spiace ma se il cane non va tanto al lardo se non ci metti i croccantini! La prego di leggere questo mio scritto dal titolo Team Sportivo, l’unica possibilità per l’umanità. Sarà di conforto quando morirà investito da un carro. Ma la prego di pensare che forse l’unico rimedio per la sua soluzione sia un problema di carattere empirico-gallico-nebbioso se pensa che…”
Lo studioso stava ancora parlando quando i due erano già andati via da un bel pezzo. Avevano capito quasi subito che questo Gran Maestro parlava a vanvera. Quindi si inoltrarono per l’Accademia alla ricerca di qualcuno che potesse aiutare Gulliver.
In una stanza assai puzzolente incontrarono una donna alta, giunonica, vestita di una tunica nera che mischiava in un pentolino della terra, delle radici, dei vermi e della corteccia d’albero, per poi scaldare il tutto sopra un fuocherello di un fornello elettrico.
“Spero di riuscire ad arrivare in contatto con la mitica Ecate, la divinità triplice perché voglio chiederle qualcosa di molto importante!” esclamò la studiosa che disse di chiamarsi Aislinn che significava semplicemente Aislinn. Era una parola a caso che si era inventata una mattina dopo una sbornia colossale. Gulliver e il Lord lasciarono parlare questa erudita ma non perché fossero davvero interessati alle sue farneticazioni ma perché questa donna aveva in mano una mannaia. E sembrava avere tutta l’intenzione e la pazzia di usarla.
“Quello che voglio chiedere alla divina Ecate è un quesito che si pone l’umanità dalla notte dei tempi. Non parlo di cosa c’è dopo la morte o del significato della vita e nemmeno di cosa significa avere come risposta quarantadue. No. La domanda che voglio porre io è di chi sesso sono gli angeli? Sono sicura che anche voi vi siete posti questa mia identica domanda, lo vedo dalle vostre facce stupite!” disse la studiosa tagliandosi il palmo della mano e facendo gocciolare alcune stille di sangue nell’intruglio per poi berlo tutto in un sorso. Il nostro dinamico duo (ma de che!) era intanto andato via quatto quatto da questa stanza per capitare in un’altra in cui si trovavano due ragazze. Una era alta e l’altra era bassa, una aveva una carnagione più scura e l’altra una carnagione più, una era vestita tutta di nero… e l’altra pure. I loro vestiti,ricordarono a Luca quelli delle classiche streghe dell’iconografia medievale. Avevano persino il porro sul naso adunco e il capello strambo. Quella alta, che scoprirono chiamarsi Odry da una targhetta che aveva sul collo, stava buttando vari ingredienti in un calderone. L’altra invece stava creando una bambola vudù. Si, lo so, il vudù e le streghe europee sono un po’ come la maionese sul cioccolato, ma queste due studiose, come tutti in quest’Accademia, per quanto si professassero eruditi erano più ignoranti persino di certi parlamentari leghisti! Lord Barbidi interpellò le due studiose chiedendo cosa stessero studiando.
“Io sto creando una bambola vudù, è il mio ennesimo tentativo ma sono sicura che questa volta ci riuscirò! Grazie a questa bambola riuscirò a controllare le persone, perché la mia teoria, e ricordatevi il mio nome Princess Pamela, perché questo nome risuonerà in tutto l’universo! AHAHAHAHAHAH Si, la mia teoria è che tutti noi siamo in realtà bambole… dei giocattoli di un bambino e tutto il nostro mondo è il suo parco giochi. Così creando e facendo funzionare una di queste bambole avrò la conferma di quanto affermo. La mia compagna ha fatto voto di silenzio… cioè gli altri accademici gli hanno cucito la bocca perché parlava troppo. Sta facendo un minestrone da mangiare partendo da ingredienti quali scaglie di drago, naso di talpa, dito indice di nerd, alluce di Martin e cose del genere. Pensa che anche questi ingredienti tutti mischiati insieme facciano un minestrone nutriente e sano. Volete provarlo?” disse tutto d’un fiato la strega che era intenta nella creazione delle bamboline. A quel punto Gulliver era già scappato via, rincorso da Lord Barbidi che gli doveva ancora consegnare una copia del suo ultimo libro dal titolo “L’Acciuffaragni di Talos”. Era la biografia del Lord, la sua infanzia passata nella città ricca di studiosi eccentrici e disattenti. Uno dei best seller di questo particolare paese. Luca stava correndo con tutte le sue forze, iniziava seriamente ad odiare tutti questi strani posti dove capitava, stava iniziando anche ad odiare il fantasy e se fosse riuscito a tornare a casa aveva deciso di diventare uno scrittore di Harmony. Stava scappando come un forsennato quando non si accorse che era entrato in una stanza che aveva un pentacolo sul pavimento. Fu un momento. Entro nel simbolo esoterico tracciato con il gesso per un attimo proprio quando uno studioso stava leggendo delle parole da un libro molto antico, che pensava essere un trattato di cucina, il libro si intitolava “Necronomicon”. Luca sparì in un lampo di luce rossastra e una puzza di zolfo aleggiò tutto intorno. Lo studioso impazzì del tutto dopo aver letto quel famoso ed antico tomo e venne eletto quindi Grande Maestro dell’Accademica di Laputa. Ormai il nostro eroe non ci faceva più caso, portali, teletrasporto, magia. Era abituato. Niente poteva più sconvolgerlo. O almeno era questo che pensava. Ora si trovava in un grande palazzo silenzioso, pieno di servi muti, incappucciati che gli indicavano solo una porta lontana. Questo edificio, dove ora si trovava, sembrava un grande palazzo della Chiesa di Roma, dove avrebbe potuto alloggiare un Papa o un importante Cardinale. C’erano grandi vetrate istoriate, statue, arazzi, affreschi. E poi c’era quella porta lignea che rappresentava il giudizio universale così come l’aveva ricreato Michelangelo nella Cappella Sistina. L’immenso portone si aprì da solo per rivelare una grande stanza in penombra con un unico punto interamente illuminato, un trono che sembrava fatto di agata verde e di alabastro. Sopra questo bellissimo trono si librava, di qualche centimetro in aria, un uomo che vestiva con un completo nero e con un mantello rosso svolazzante. Nella sua mente Luca sentì la voce di quest’uomo che lo invitava ad avanzare.
“Luca Tarenzi noto come Gulliver io sono il Dimitri Supremo di questa realtà. Sono il più grande stregone che esista e sei stato mandato qui per un motivo preciso. Vieni avanti, grazie alle mie abilità negromantiche chiameremo gli spiriti dei defunti così che tu possa capire cosa ti sta succedendo.” esclamò questo sapiente mago con dei baffetti davvero ridicoli.
Gulliver si avvicinò titubante a questo strano uomo e gli chiese di conoscere e far venire tutte figure molto importanti nella storia dell’umanità. Rimase per giorni e giorni a discutere con Walt Disney, Frank Herbert, Edgar Allan Poe, William Hartnell e Bram Stoker, tra i tanti. Poi un giorno, l’ultimo giorno in cui Luca sapeva di poter restare in questo mitico regno dei Glubbdubrid (cioè degli Stregoni. Era una sorta di parolaccia che la gente normale usava per indicare gli stregoni. Perché per quanto potenti e saggi se c’era qualcosa che non andava con il tempo atmosferico o con il tempo temporale… sapevi che era colpa di quei coglioni di stregoni. Ecco cosa significava esattamente Glubbdubrid proprio coglioni di stregoni!), il Dimitri Supremo convocò… la Morte stessa! L’Eterna Falce aveva l’aspetto di una bellissima ed algida ragazza, con la pelle bianca come l’avorio e i capelli lunghi e neri come l’ebano. Aveva delle stupende ali nere come un angelo ed indossava un completo anch’esso nero. La luce rifuggiva questa creatura mitica che era accolta nel buio ma che ugualmente rifulgeva di una sinistra luminosità oscurità. Questa creatura mitologica era la gnoc… ehm, era la nemesi della vita, l’annullamento dell’esistenza, la Playstation 4 nuova che ti si rompe al primo utilizzo. Era tutte queste cose messe insieme e anche di più. La sua presenza era spettrale e stupenda allo stesso tempo.
“Luca Tarenzi detto Gulliver tu… mi rivedrai!” fu l’unica cosa che disse prima di sparire in una nuvola di fumo nerastro.
“E per dirmi questo dovevo sopportare tutto quello che mi è successo?” disse arrabbiato il nostro eroe. In effetti non aveva tutti i torti eh. Comunque il Dimitri Supremo si accorse che ormai la moglie era quasi tornato a casa, aveva giocato abbastanza con questo nuovo animaletto ed era ora di riportarlo a casa sua. Infatti la sua compagna non amava questi ospiti particolari e il marito poteva invitarli nella loro dimora sono quando lei non era presente. Tutto di fretta pronunciò un incantesimo di teletrasporto ma si sbaglio e mandò il povero scrittore di Godbreaker in un altro posto da favola. Dove il livello di gnoccanza era assai alto. Sto parlando del mitico Cosplayland del Mondo di Oz. Ora Luca poteva vedere vicino a lui solo figoni e figone vestiti con i cosplay più belli e particolari del mondo. C’era ragazze vestite da Lamù altre da Lara Croft, ragazzi che avevano il cosplay degli spartani di 300 e altri che erano tratti da Ken il Guerriro. Insomma c’era per tutti i gusti. Ora Gulliver si ricordò che il Borgo-Mastro gli aveva parlato di questa mitica terra dove tutti si vestivano in questo modo strambo e che ora era governata dai Cosplayers Immortali una sorta di vips del cosplay. Presiedevano alla giurie del cosplay, vincevano le gare, avevano coppe e coppette che facevano invidia agli attori di Hollywood, avevano stuoli adoranti di fans e… beh erano immortali. Luca venne prontamente vestito da Radagast dai film dello Hobbit di Peter Jackson e venne presentato alle sovrano di questa mitica terra. Davanti ad un triplice trono che si trovava davanti ad un albero immenso che sembrava arrivare fino alle stelle si trovavano le Madri di Tutto. A sinistra c’era Sbabby, una ragazza bellissima che aveva… occhi… si, occhi, molto belli e che indossava un costume di Ms Marvel l’eroina della Casa delle Idee. Ai suoi piedi c’era un gatto gigante con il cosplay di Chewbecca da Star Wars. In mezzo invece si trovava una formosa ragazza che si chiamava Mary ed indossava un costume di Harley Quinn, la compagna del Joker. Il suo sorriso sogghignante avrebbe fatto sciogliere pure il più algido degli uomini (dalla paura, dalla lussuria, dalla pazzia, fate voi!). A destra invece si trovava la leggiadra e avvenente Noy che invece portava una parrucca verde e un cosplay tutto nero, sembrava un abito da balla di quelli che si usavano un tempo nella nobile Europa. Ed in effetti questa ragazza, forse più delle altre due, aveva un portamento nobiliare, da aristocratica. Comunque questo costume era del personaggio noto come C.C. da Code Geass. Ai piedi di questa ragazza c’era un gatto gigante con il cosplay della pantera viola di Skeletor. Le Madri di Tutto parlavano l’una dopo l’altra concludendosi le frasi a vicenda, in maniera sinceramente un po’ paurosa, pensavano anche tutte e tre insieme, era no quasi un’unica mente. Ed erano bellissime oltre ogni dire.
“Non sei il primo straniero che giunge nella nostra terra. Purtroppo l’Imperatore di Oz è scomparso un anno fa e l’unica che forse ti può aiutare è la Strega del Nord, che abbiamo appena chiamato. Ci scuserai Gulliver della Terra ma abbiamo molte questioni da affrontare.” e con questo le Madri di Tutto lo congedarono. Il nostro Luca non disse nulla perché era abbagliato dalla bellezza di questa cosplayers e ancora di più lo fu quando arrivò la Strega del Nord che aveva cambiato cosplay. Quest’anno indossava un completo nero e gotico, in cui risaltava il corsetto, gli stivaloni e il mantello con annesso cappuccio. Senza contare il fisico, oh, si quello si che risaltava. Uno stuolo di gatti randagi circondava questa figura che emanava una grande gnoccanza. L’unica cosa che sussurrò la Strega del Nord fu:
“Avvicinati!” una sorta di comando morale-imperiale-sacro-profano. Ecco pure Mad Dog avrebbe ubbidito. Forse. Non lo so. Penso di si. Vedremo! Però il nostro Luca si avvicinò subito, subito, obbediente, come un cagnolino. Appena fu vicino a questa bellissima figura, Gulliver venne baciato in fronte e partì per un reame fatato. Nel senso che ci rimase quasi secco. Perse i sensi di colpa e si risvegliò in un luogo molto strano. Almeno per i suoi attuali standard. In questa regione, come ebbe modo di scoprire nel corso dei giorni in cui ci abitò, ci vivevano principalmente due razze di esseri. I Centauri, saggi, eloquenti, compassionevoli che governavano questo regno chiamato Fantasy Kingdom e un’altra razza, assai abbietta, che assomigliava incredibilmente agli esseri umani ma che non poteva parlare ed era usata solo per i lavoro di fatica perché non era per niente intelligente. Questi esseri chiamati Nerd erano solo in grado di parlare una propria lingua orrenda e gutturale, erano avidi di ninnoli senza senso, litigavano di continuo con i propri simili per delle stupidaggini e potevano essere facilmente beffati dai centauri se questi usavano alcuni accorgimenti psicologici molto semplici. In questa landa da favole, in cui tutto era perfetto, pulito, in ordine, quasi militaresco (tranne ovviamente le tane dei Nerd), il nostro Gulliver venne accolto da un centauro famoso per la sua eloquenza, che veniva chiamato lo Zarbo. Lo scrittore dei libri che ormai conoscete solo di titolo restò molto impressionato dall’intelligenza dei centauri e anzi si sentì svilito perché erano molto più dotti e saggi degli esseri umani suoi simili e degli abietti Nerd che erano, probabilmente, una versione degradata degli homo sapiens. (Sta a voi decidere quanto degradata). Comunque Luca passò molto tempo a parlare della vasta letteratura orale, della società e dei costumi dei Centauri con il suo Giusto Padrone, come chiamava lo Zarbo. Scoprì che il suo padrone di casa era un grandissimo erudito in discipline e aveva composto, ovviamente oralmente, molti trattati quali “Sopravvivenza alle fiere dei fumetti”, “Essere centauri nell’era di internet”, “Evitare di morire schiacciato da una folla di Nerd assatanati” e soprattutto “Gestire una conferenza di Nerd che non ti aspettavi di gestire”. Anche lo Zarbo e gli altri della razza dei Centauri furono contenti di conoscere Luca e sorpresi perché vedevano che era molto simile alla razza dei Nerd. Anche perché Luca era riuscito a recuperare a Cosplayland una maglietta di Avril Lavigne e la portava tutto fiero senza sapere che proprio la nota cantante era una degli idoli dei Nerd. Però i Centauri videro che questo Gulliver era un po’ più intelligente della razza che loro dominavano, anche se aveva qualche pelo in più. Comunque la notizia dell’arrivo di questo inatteso ospite arrivò fino alle fine orecchie equine del Padrone Supremo anche chiamato Potente Padrone, un Centauro che era al di sopra degli altri per la potenza del suo sangue metallaro, questo Centauro era nome con il nome di il D’Andrea. Appena questo superbo esemplare della razza dei centauri ebbe saputo della esistenza di Luca, lo mandò a chiamare. Si incontrarono in una brulla pianura in cui erano stati convocati anche molti altri centauri e Nerd per assistere… alla morte di Gulliver. Infatti il Padrone Supremo temeva che questo inaspettato arrivo avrebbe potuto risvegliare lo spirito di libertà dei Nerd portandoli alla rivolta. Questo non doveva capitare infatti i Centauri erano molti meno della razza abbietta e li controllavano con il pugno di ferro che conveniva ad una razza più forte come la loro. Luca stava iniziando a sospettare qualcosa quando vide che alcuni centauri giovani gli facevano segno di volergli fare un sorriso sulla gola. Il Padrone Supremo, fumando una sigaretta e guardandolo attraverso i suoi occhiali alla moda, gli disse:
“Sei decisamente un esemplare interessante ma ora muori. Ciao.”
Era stato di poche parole perché… beh, uno come lui aveva molte centauree a cui… badare, e c’era poco tempo per altre cose. Ecco. Poi oh l’avevo pagato per ammazzare Luca. E che cavolo mi ha fatto restare per altri due mesi in quel posto con i giganti, certe cose non si perdonano! Purtroppo appena il D’Andrea ebbe pronunciato la sua sentenza, tutti i Nerd insorsero. Infatti questa schietta abbietta aveva visto come veniva trattato bene Gulliver, l’aveva eletto a suo modello, eroe, ed ora che sentivano che veniva messo a morte si ribellavano contro i proprio padroni. I Centauri non ebbero scampo contro il numero sovrastante e schiacciante di questi esseri assatanati che in poco tempo li trucidarono tutti. La cosa più inquietante, per Luca, oltre a vedere la testa del suo Giusto Padrone, lo Zarbo su una picca, fu di notare che tutti i Nerd ora avevano il suo aspetto. Infatti questi esseri, ma nessuno l’aveva mai saputo prima, avevano proprietà camaleontiche e riuscivano anche ad imitare, un minimo, il linguaggio di un essere simile a loro. I Centauri erano troppo diversi per essere imitati ma l’home sapiens e l’home nerdarensis sono assai simili avendo un progenitore comune l’home idiotus. Nel mentre il Padrone Supremo girava allegramente, ma non per lui, su un immenso spiedo. Gulliver decise di fuggire da quello che era ora diventato un lungo infernale dal paradiso quale era, purtroppo non vedeva molte alternative. Sapeva bene che questi esseri, questi Nerd, presto si sarebbero rivoltati contro di lui. E l’avrebbero ucciso in maniera… molto cruenta. (Anche perché un certo demone cornuto li avrebbe incitati a farlo, sappiatelo). La salvezza, diciamo un deux ex machina, arrivò dall’Imperatore di Oz. Questo essere che viaggiava per le diverse dimensioni con un completo bianco ancora intonso anche se era passato già per la pantagruelica cena della Vigilia di Natale, apparve dal nulla per salvare Luca.
“Vieni qui Luca, ti ho creato un portale che ti porterà a Lucca, dove tutto è iniziato!” esclamò l’enigmatica figura che indossava anche una maschera d’avorio bianco. Bastardo! Poveri Elefanti!!111 Uccidiamolo! Viva il Movimento del Pentacolo! Dicevo, ecco, che il nostro eroe riuscì ad attraversare il portale ma subito dopo lui, prima che si chiudesse, passò anche uno dei Nerd che aveva il suo aspetto. Luca pensava di essere salvo, ah che bello assaporare di nuovo l’aria di Lucca, che bello vedere le pantegane che nuotavano felici nei canali della cinta muraria, che bello vedere le stelle che si conoscono. Era arrivato alla piazza del Duomo e vedeva i suoi amici, li salutò calorosamente dicendo:
“Non potete immaginare cosa mi è successo!”
Poi venne falciato da una carrozza fantasma, la sua vita si spense sotto gli zoccoli di ronzini dagli occhi di fuoco e il corpo maciullato venne lasciato a quelle stesse stelle che stava osservando con amore e delizia. I suoi amici erano sconvolti ma vennero rallegrati quando videro un altro Luca emergere dalle nebbie del tempo. Era il Nerd che l’aveva seguito e che da allora ha preso il posto del vero Luca Tarenzi. Anche se parla in maniera un po’ meno… sapiente e non usa molti verbi. Poi è pure meno villoso! Insomma tutti ci hanno guadagnato. Bisogna anche aggiungere per essere pignoli che la carrozza che trasportava l’Ambasciatore di Dakar alla reggia londinese della Regina Thirrin per il ricevimento dell’Ambasciatrice del Gran Ducato di Toscana Viola Vitalis era in ritardo e per questo correva. Era solo in ritardo di qualche secolo. La sovrana illuminata (nel senso che aveva sopra un lampadario) quando seppe che l’Ambasciatore di Dakar avrebbe ritardato per qualche altro anno disse soltanto:
“Tagliategli la testa!”
E con questa bella frase, degna dello spirito natalizio finisce il racconto di Natale di quest’anno. Cosa vi ha insegnato? Mah sinceramente non so voi a me Mad Dog il demone cornuto ha insegnato a non fidarmi mai degli scrittori fantasy. Cattivi! E’ giusta l’ora di salutarvi con queste canzone che vi esorto a comprare. Buon Sol Invictus a Tutti!
Personaggi
Luca Tarenzi-Gulliver: Luca Tarenzi
L’Imperatore di Lilluput: Valberici
Il Grande Tesoriere del regno Eleas Applenap: Gianrico Gambino
Il Supremo Ammiraglio della Flotta Skyrim Tanabrus: Gianluca Ninci
La Segretaria degli Affari Privati Fedred Des Tizios: Federica Di Tizio
L’Imperatore di Blefuscu il Furchì Supremo: Fabrizio Furchì
Glumdalclicia: Licia Troisi
La Regina di Brobdingnag, Ninna: Rossella Rasulo
Il Re di Brobdingnag, il Falco : Francesco Falconi
I Tre Dotti di Corte: Leonardo Patrignani, Mario Pasqualotto, Luca Azzolini
Il Nano di Corte: Mad Dog
Il Re di Laputa Adriano Magno: Adriano Barone
Il Borgo-Mastro: Borgo
Lord Barbidi: Francesco Barbi
Gli Accademici di Laputa: Marco Varuzza, Aislinn, Pam, Odry.
Il Re dei Glubbdubrid aka Stregoni: Francesco Dimitri
Morte: Liz Nemesi Biella
Le Madri di Tutto: Sbabby, Noy e Marychan.
La Strega del Nord: Giulia G. Astaroth
Lo Zarbo: Alfonso Zarbo
Il Potente Padrone, Signore dei Centauri: Gl D’Andrea
L’Imperatore di Oz: Francesco Roghi
Thirrin nella parte della Regina Thirrin
Viola Vitali nella parte dell’Ambasciatrice del Gran Ducato di Toscana Viola Vitalis
(Lo so, è passato tanto tempo, però ecco qui il finale del racconto di Lucca di quest’anno!)
“Affascinante…”
Il Dottore era davvero interessato a questa galleria di personaggi che erano appena apparsi. Li conosceva alcuni, aveva letto i loro fumetti. Certo era tutta un’altra cosa poter vedere e analizzare con il cacciavite sonico un essere che pensava o si proclamava un Dio come Thor, esseri mutati come la Cosa o gli Hulk o mutanti come… quel tappetto peloso.
“Cocco, toglimi di dosso quell’affare!” aveva ringhiato questo mutante con un costume giallo e blu che il Dottore ricordava chiamarsi Wolverine.
Gli scrittori ormai erano veramente fuori di testa, le loro più folli fantasie si erano finalmente avverate. Soprattutto Adriano Barone stava letteralmente piangendo dalla gioia perché vedeva tutti gli eroi della sua infanzia davanti ai suoi occhi. Anche se aveva occhi soprattutto per le eroine. Chi non era rimasto con le mani in mano era Anubis, appena erano comparsi gli eroi, aveva iniziato subito a dare ordini o come li aveva chiamati lui “consigli”. Infatti l’antico Dio egiziano sapeva bene che aveva davanti tante teste calde… e poi c’era pure Destino.
“Hank Pym, Reed, Iron Man, Pantera Nera, Bestia, Dottor Nemesis, Dottor Strange, Maximus, Loki voi siete gli scienziati e i mistici che ci servono per risolvere la situazione. Voi – e il Dio della mummificazione indicò tutti gli altri – sarete la forza di contenimento chi di voi sa volare cercherà di contenere l’attacco nell’aria, chi è di forza omega come gli Hulk e la Cosa ingaggerà il nemico quando starà a terra, chi invece ha poteri minori o nessun potere aiuterà i civili nell’evacuazione. Emma Frost e la Naiadi ci coordineranno da qui. Il nostro comandante sul campo è Capitan America. Tutte le forse del Senato Unito delle Dimensioni, della Nato, e dell’Italia sono al suo servizio, Steve Rogers.”
Anubis sapeva riconoscere qualcuno che poteva anche essere più capace di lui nel coordinare la battaglia. Forse uno dei pochi poteva essere solo l’uomo che aveva contribuito alla sconfitta dell’Asse nell’Universo della Marvel. Tutti gli eroi accettarono di buon grado il discorso tranne… due soggetti a cui il Dio rimediò subito.
“Ah, tu, Otto Octavius che stai nel corpo di Spider-Man, tu rimarrai qui, la tua esperienza di scienziato serve qui. Mentre il Dottor Destino, per quanto tu sia il più geniale tra tutti loro ci servi fuori, sei il più potente e forse l’unico che può contrastare Thanos.”
“Lo sapevo che c’era qualcosa di strano in te… ne riparliamo dopo…” disse laconico il tappo canadese ad un attonito Superior Spider-Man. Era bastata una frase per smontare tutta la sua arroganza e la sua copertura. Ora vedeva negli occhi di tutti i suoi “amici” Vendicatori la consapevolezza di chi era realmente.
“Destino è lusingato delle tue parole testa di sciacallo ma Destino rimarrà qui dove può essere più… prezioso.”
La voce fredda del signore della Latveria era autoritaria e chiara. Non ammetteva concessioni.
“Ehi, borioso testa di latta se ti hanno detto di andare fuori, vai fuori!” disse Adriano Barone che voleva veramente affrontare Victor Von Doom. Probabilmente il thé con l’Oki l’aveva fatto andare fuori di testa.
“Destino non accetta che gli si parli così. Inginocchiati e chiedi scusa umano se non vuoi morire! Destino lo ordina!” esclamò Von Doom con voce squillante.
“Qui nessuno uccide nessuno, nemmeno se sei dentro un’armatura tutta luccicante Destino. Posso disattivare tutti i tuoi gadget con il mio cacciavite sonico… ma penso che tu sia più propenso a volere vedere se veramente riesci a sconfiggere da solo Thanos… secondo me non ci riesci…”
Il Dottore era intervenuto appena in tempo, non si scherza con Von Doom. Almeno era quello che dicevano i fumetti!
“Destino sconfiggerà Thanos! Vi inchinerete tutti a Destino!” disse il tiranno di Latveria andando via boriosamente.
“Destino parla in terza persona come un idiota!” esclamò di rimando Adriano che forse voleva far colpo sulla Spider-Woman o su Blackwidow ma riuscì solo ad attirare l’attenzione di Deadpool.
“Coso, io ci vengo al tuo funerale, contaci!” disse il mercenario chiacchierone uscendo dal TARDIS con le sue affilate katane.
Il Dottore si mise al lavoro con gli scienziati e mistici dell’Universo Marvel lasciando per un attimo da parte le persone normali.
Luca, che si era assentato da un po’ di tempo, tornò con secchi pieni di pop corn e li distribuì ai suoi amici.
“Tanto ormai siamo personaggi secondari di questo racconto!” disse.
Nello stesso momento Francesco Dimitri era assorto nella contemplazione del Dottor Strange ma soprattutto del mitico Occhio di Agamotto. Mentre Aislinn era entrata nel TARDIS per vederlo per bene, per capire per bene il trucco del “E’ più grande all’interno che all’esterno”. Invece Francesco stava ascoltando i discorsi del Dottore e dei suoi nuovi “compagni”.
“Il Cubo cosmico per ora ha esaurito il suo potere quando mi ha portato qui…” disse Loki sconsolato.
“Dobbiamo trovare un modo per ricaricarlo…” espresse Reed Richards per tutti.
“Se tornassimo indietro nel tempo? Hai detto che il TARDIS è una macchina del tempo, giusto Dottore?”
“Anthony Stark purtroppo ci ho provato, il TARDIS non riesce a muoversi da questo lungo, almeno temporalmente. Siamo bloccati.”
“Anche noi non riusciamo ad usare i nostri dispositivi crono-spaziali. Deve essere tutto causato dal Cubo Cosmico…” esclamò il Dio dell’Antico Egitto.
“E come ha fatto allora quel demone ad arrivare da noi e a portarci qui?”
“Magia Pym, ha usato la magia, una magia che non conosco, demoniaca, forse possiamo usarla…”
“Non potete usare la magia di Mad Dog, Dottor Strange… quanto fa fico parlare con voi! Comunque non potete usare la magia di Mad Dog, ci vorrà qualche ora prima che possa fare un altro viaggio come ha fatto con voi…” disse Francesco abbastanza imbarazzato di parlare con gente che aveva un Q.I. probabilmente il doppio o il triplo del suo.
“E tu caro ragazzo come sapresti queste cose?”
“Mr Bestia… o dovrei chiamarla Dottor McCoy? Io sono… lo scrittore. E’ complicato. Lasciate perdere.”
“Straordinario!” esclamò il Dottore facendo girare tutti verso di lui. Il Signore del Tempo continuò dicendo “L’energia che da potenza al TARDIS è la stessa del Cubo Cosmico ma non riusciremo mai a ricaricare il Tesseract in poco tempo… come va la battaglia Miss Emma Frost?”
“Non bene Dottore. Le forze di Thanos sono soverchianti e Destino, gli Hulk e Drax le stanno prendendo di santa ragione da questa versione del Titano. E’ molto più forte di quello che conosciamo noi. Ha anche una Gemma dell’Infinito dalla sua parte…. comunque non riesco a leggere, nella sua mente, la risposta questa domanda… Doctor chi?”
“Ed è meglio così, mi creda bella gnocca!” disse Adriano che subito dopo ebbe una strana urgenza di farsi fare le treccine da Aislinn.
“Ci serve un conduttore di energia che colleghi il TARDIS al Cubo Cosmico… se avessi accesso al mio laboratorio in Wakanda!”
“Ma non possiamo siamo bloccati in questa topaia senza superumani!” concluse Maximus, che non era proprio avvezzo alle buone maniere.
Intanto Francesco Dimitri, Imp e Luca si erano messi a parlare per conto loro mentre Adriano cercava in tutti i modi di convincere Aislinn a fargli delle belle treccine ai capelli.
All’esterno la situazione era caotica, squadre di soccorso, le forze armate italiane e gli eserciti della NATO accorsi tramite dei mini portali messi a disposizione da Anubis stavano evacuando la città mentre i Vendicatori e tutti gli altri eroi cercavano di contenere l’avanzata di Thanos e dei Chitauri. Il Duomo della città venne sbriciolato quando una balena Acanti ci piombò sopra dopo che Rulk l’ebbe distrutta. Carri armati volano nel cielo, elicotteri venivamo abbattuti. Sembrava la fine del mondo e forse lo era. Il Dio dell’Antico Egitto era riuscito a convincere il presidente Obama e gli altri leader mondiale a non utilizzare le armi atomiche, sarebbe servito solo a uccidere degli innocenti non certo a fermare uno come Thanos.
Mentre gli scienziati e i mistici stavano ancora discutendo come fare per risolvere la situazione, nella Sala della Guerra piombò, spargendo sabbia rossiccia dappertutto, lo stesso Anubis.
“Stiamo perdendo… avete una soluzione?”
Ma intorno aveva solo sguardi sconsolati.
“Una soluzione c’è sempre, non abbiamo pensato abbastanza!” esclamò il Dottore che riusciva a non far vedere quanto era preoccupato.
“Una soluzione c’è… noi ci abbiamo pensato – disse Imp indicando i suoi amici scrittori che erano anche dei nerd incalliti – potremmo usare la Sfera Genkidama da Dragonball… connessa alla…”
“Genkidama? Cosa sarebbe scimmia?” disse il Dottor Nemesis. Anche lui come Maximus aveva bisogno di un corso d’urgenza di buone maniere.
“E’ la sfera che usa Goku per sconfiggere…” cercò di dire Francesco poi sentì una sorta di altra mente nella sua mente. Era Emma Frost che estrapolò quello che Imp sapeva su questa tecnica per trasmetterla a tutti gli altri.
“Quindi magia. Odio la magia. Con tutto il rispetto che ho per te Stephen…”
“Io non capisco nulla della tua tecnologia, quindi siamo pari Tony. E’ una strana magia, come non ne ho mai vista… ma potrebbe funzionare. Abbiamo ancora bisogno però di un catalizzatore…”
“Lou useremo la Spada dei Sette Sigilli Ancestrali, scommetto che usa la stessa energia del TARDIS e del Cubo Cosmico!” disse l’Imperatore Bianco che poi fece comparire dal nulla uno spadone a due mani, risplendente, con sette gemme infisse nella lama. Ognuna di un colore diverso.
“L’ho inventato prima di sapere cosa fossero le Gemme dell’Infinito, sia chiaro eh! Comunque Lou faremo come a Colonia contro Dark King…”
“Potrebbe realmente funzionare…” disse freddamente Anubis. Era il massimo che poteva permettersi di dire. Avevano forse una minima speranza di farcela. Intanto Francesco aveva fatto cascare la Spada. Si la poteva anche evocare ma rimaneva un pezzo di metallo pesantissimo per lui.
“Interessante! Avevi ragione Francesco in effetti questo manufatto la stessa energia del TARDIS e del Cubo Cosmico. Anzi… se il cacciavite sonico ha ragione sta comunicando con la mia cabina blu e con il Tesseract!” esclamò il Dottore sorpreso. Questa era la giornata delle sorprese per tutti.
“Se i nostri calcoli sono esatti dobbiamo collegare questa Spada al suo TARDIS e il TARDIS al Cubo. Poi dovremmo collegare il TARDIS al castello…” disse Reed Richards e T’Challa finì per lui.
“L’energia che useremo con il procedimento della Genkidama arriverà alla Spada, da quel che abbiamo potuto analizzare anche la Spada ha… dell’energia…. sembrerebbe simile a quella dei Celestiali, per quanto poco noi la conosciamo.” Poi continuò Tony Stark.
“Poi l’energia verrà trasferita al TARDIS, la potenzierà con la sua e caricherà il Cubo Cosmico quindi il Cubo Cosmico la butterà fuori tramite il TARDIS verso il Castello…” Infine concluse Otto Octavius.
“Quindi questa energia verrà sparata tramite uno dei cannoni che hanno qui verso il portale e verso le forze di Thanos. Certo se avessi potuto lavorarci io sarebbe stato meglio… ma non abbiamo tempo.”
“Dobbiamo contenere le forze dei Chitauri in una zona precisa vicino al portale… se ne dovrà occupare il Dottor Strange, Susan Storm e chiunque altro possa avere abilità di questo tipo”. disse la Bestia.
“Li aiuterò io, venga con me Signore delle Arti Mistiche.” e Anubis scomparve insieme a Strange in una nuvola di sabbia.
“Qualcuno deve parlare alla Terra e ai suoi abitanti per convincerli a donarci parte della loro energia…”
“Ho informato io Madre Terra. Vi aiuterà come può. Ho avvertito anche gli spiriti guida degli animali, anche loro sono dalla nostra parte. – disse una nuova figura, incappucciata, che era comparsa dal nulla. Sul suo braccio sinistro giaceva un serpente sibilante, ai suoi piedi invece si trovava un cane dagli occhi fiammeggianti. La sua voce era triplice. – Io invece vi metterò in contatto con gli esseri umani. Spero che questo possa rispondere al tuo pensiero, Pantera Nera del Wakanda.” concluse la figura togliendosi il cappuccio e mostrando il suo triplice volto. Un volto era di vecchia, uno di giovane ed uno di donna adulta. Era la Divina Ecate che era stata chiamata da Anubis, suo compagno di secoli prima.
Aislinn era rimasta ancora più di prima a bocca aperta infatti ora aveva addirittura di fronte una divinità che aveva inserito nel suo ultimo libro.
“Bambina, ho apprezzato il modo in cui ci hai rappresentato.” disse la Dea che superava in altezza la stessa Aislinn accarezzando con una mano mortalmente gelida una guancia della scrittrice.
“Loki sarai tu a farci da portavoce!” esclamò Imp che si stava scervellando per capire chi poteva fare al loro caso. Aveva già scartato Spider-Man… dentro c’era la mente del Dottor Octopus, non sarebbe andato bene. Nemmeno gli altri scienziati andavano bene… forse solo Tony Stark. Poi gli si era come accesa una lampadina in testa. Il ragazzo continuò dicendo “Assumerai la voce e l’aspetto, nella mente delle persone, del Loki dei film. Di Tom Hiddleston. Sarà sicuramente un successo!”
“Ok, allora ora mi servirà aiuto per pilotare il TARDIS. Servono sei persone, compreso me, per far funzionare tutto per bene. Voi persone normali e te tizio che ti allunghi verrete voi. Correte!”
“Emma Frost si terrà in contatto con voi per coordinarci… io e Danger collegheremo il TARDIS al computer del castello.” disse Tony Stark che era molto curioso di poter collaborare con un essere come la Stanza del Pericolo degli X-Men che aveva preso vita.
“Mi sto connettendo al mainframe – disse il robot che in una realtà alternativa sarebbe diventata la sposa di Ultron – interessante… sembra vivo e cosciente e mi ha spiegato come dobbiamo collegarlo al TARDIS…”
Dentro alla ormai famosa cabina blu il Dottore, forse per la prima volta, vide una persona che non era molto sorpresa dal fatto che il TARDIS fosse più grande all’interno che all’esterno. Quella persona era Reed Richards, infatti il famoso scienziato dei Fantastici Quattro era decisamente avvezzo a vedere spettacoli del genere.
“Bene, mettiamoci a lavoro. Quando sarà il momento dovrete compiere continuamente queste azioni.”
Il Dottore spiegò rapidamente a tutti qual’era il loro compito, chi doveva tirare su e giù una leva, chi doveva spingere un bottone, chi doveva controllare degli indicatori, chi doveva girare una manovella.
Fuori dal TARDIS Loki aveva stretto nelle sue mani quelle della Divina Ecate e si preparò a trasmettere il messaggio al mondo.
“Popoli della Terra sono Loki il dio delle leggende norrene, sto comunicando con voi perché ci serve il vostro aiuto. Mi serve una parte della vostra energia, uscite all’aperto e alzato le mani al cielo e desiderate di donare una parte della energia vitale. Non ce ne serve molta. Dobbiamo usarla per salvare la Terra e tutto l’Universo da una grandissima minaccia che…”
Il Dio della menzogna non sapeva sinceramente come continuare, sentiva che ben poche persone si stavano fidando di lui ed avevano iniziato a donare la loro energia. E queste erano soprattutto fans di Loki… anzi di Tom Hiddleston. Non erano abbastanza. Per fortuna si intromise, con tutto il suo ego-centrismo da miliardario, supereroe e filantropo il Vendicatore noto come Iron Man che cinse le mani del piccolo dio e disse solamente: “Sono Tony Stark, io sono Iron Man.”
In quel momento tutte le fangirl dei film della Marvel vedevano i loro sogni esaudirsi. Grazie alle parole e alle voci di Loki e di Stark, ma anche probabilmente alla magia della Divina Ecate, l’energia vitale dei terrestri iniziò a fluire massicciamente.
“Thanos e le sue forze sono contenute nella zona del portale, questo è il momento di agire Dottore!” urlò nella mente del Signore del Tempo, la bella Emma Frost.
“Geronimo!” esclamò quindi di rimando Eleven. Il Dottore, Francesco e i suoi amici e Mr Fantastic iniziarono a manovrare il TARDIS come ben poche volte avveniva. Non c’erano scossoni, la cabina blu si muoveva in maniera armonica, girava su se stessa pur rimanendo ferma. Per Imp e i suoi compagni di viaggio manovrare il TARDIS era il sogno di una vita da nerd.
“Sta funzionando!” esclamò Kid Loki.
In tutto il mondo, in tutti gli altoparlanti, nell’aria, nell’acqua una canzone si sentiva a tutto volume. Una canzone che ispirava felicità e libertà.
Su tutti gli schermi della Sala della Guerra si poteva vedere la stessa immagine. Da ogni parte del globo stava giungendo la forza vitale che avrebbe innescato la reazione a catena che avrebbe sconfitto, si sperava, Thanos. Dalle metropoli del Nord America ai villaggi sperduti in Africa, dal Rio delle Amazzoni al Nilo, dalla Fossa delle Marianne fino alle Montagne Rocciose, dai fiordi norvegesi al Deserto del Gobi l’energia affluiva verso Lucca e verso il TARDIS. Milioni di persone si erano riunite spontaneamente nelle più grandi piazze della Terra. Times Square, Piazza San Pietro, la Piazza Rossa, Tien’anmen, Piazza Tahrir, Plaza de Mayo, erano tutte piene di gente così come tutti i luoghi di culto e di ritrovo del mondo. L’energia vitale della Terra e dei suoi abitanti arrivava direttamente alla Spada dei Sette Sigilli Ancestrali che aveva trovato una posizione, si sarebbe potuto dire naturale, infissa nella console del TARDIS. L’energia così accumulata si riversò nel cuore della cabina blu per poi essere trasportata al Cubo Cosmico che si trovava alloggiato vicino all’arma mistica che rappresentava la forza vitale dell’Universo. Dal Tesseract, ormai ricaricato, questa immane energia venne sparata verso Thanos e le sue forze. Il risultato fu spettacolare, il Titano Pazzo non aveva mai, nella sua lunga e perversa esistenza, sperimentato una forza così potente. Abbagliato da questa energia venne ricacciato indietro con tutto il suo esercito di Chitauri. La folla nel continuum spazio-tempo venne sigillata e il cielo stellato tornò così come era prima. In pochi minuti grazie alla forza di volontà degli umani e a quello della Natura, un nemico che sembrava imbattile e che aveva provocato un’immane distruzione era stato sconfitto. Gli eroi erano ormai pronti a tornare a casa, così come il Dottore. Non potevano rimanere molto, ormai i varchi tra i mondi si stavano chiudendo. Il Tesseract era andato distrutto, troppo energia era transitata e poi andata subito via dal Cubo Cosmico. Era semplicemente svanito, così come la Spada dei Sette Sigilli Ancestrali. L’arma aveva fatto compiuto la sua missione ed era tornata al suo posto per sorvegliare l’equilibrio universale. Francesco e i suoi amici salutarono il Dottore e gli eroi della Marvel che tornavano nelle loro rispettive dimensioni. Quando tutti furono andati via e Anubis ebbe riaccompagnato i normali esseri umani davanti all’Hotel Universo, il Dio dell’Antico Egitto lì salutò freddamente come suo solito. Aveva già predisposto l’eliminazione della loro memoria a breve termine, come per tutta l’umanità. Gli esseri umani non erano ancora pronti ad affrontare questo genere di… avvenimenti. Appena svegli la mattina dopo non avrebbero ricordato nulla e Thanos sarebbe stato solo un incubo notturno. Quando la divinità egiziana scomparve, Imp si accorse che non c’era Luca.
“Dov’è finito Luca?” chiese il ragazzo perplesso.
“Luca chi?” rispose di rimando Adriano che stava armeggiando con il suo nuovo telefonino dopo del Dottor Destino. Con questo super-smartphone avrebbe potuto chiamare il suo nuovo amiconemico anche ad un universo di distanza. Ed insultarlo all’evenienza.
“Luca Tarenzi, era con noi!” esclamò preoccupato l’Imperatore Bianco.
“Non conosco nessun Luca Tarenzi.” disse Francesco Dimitri, che era assai più interessato ad un libro di arti mistiche che gli aveva lasciato il Dottor Strage.
“Non so proprio chi sia. Comunque mi vado a vedere cosa può fare questo Tom Hiddleston!” disse Aislinn che si portò via il suo premio. Si, era Kid Loki con l’apparenza del Loki dei film, e con la museruola. Infatti la punizione per il Dio della Menzogna era quella di essere il servo personale di Aislinn per una settimana.
Francesco si stava davvero preoccupando, sembrava che Luca fosse scomparso dallo stesso continuun spazio-tempo e che lui fosse l’unico a ricordarsi chi fosse. Poi qualche secondo dopo, da una via laterale, apparve, trafelato proprio lo scrittore di Godbreaker.
“Non sapete cosa mi è successo!” urlò Tarenzi con il suo tipico accento del nord. Non poté finire la frase che venne falciato e tagliato in due da una carrozza fantasma che portava il gottoso ambasciatore di Dakar, Valberici, al ricevimento in onore della Regina Thirrin. A Londra. In ritardo di giusto qualche secolo.
Francesco e gli altri furono scioccati dal vedere la morte prematura del loro caro amico ma poi dallo stesso vicolo sbucò un altro Luca Tarenzi. Uguale, identico, sempre trafelato, sempre con quell’accento un po’ del nord. Imp pensò che il continuum spazio-tempo impazzito da quanto era successo avesse creato due copie di Luca e per ristabilire l’equilibro una delle due fosse stata terminata. Era sicuramente questa la spiegazione. Poi, ora, dopo averlo rivisto, tutti si ricordavano di Luca.
“Allora Luca cosa hai visto di così emozionante che ce ne volevi parlare? …O meglio il tuo doppio che è morto, ma fa lo stesso. Allora?” chiese Adriano curioso.
“Dopo. Fame. Carne. Mangiare. Andare!” disse questo Luca Tarenzi, che era anche meno peloso del vero Luca Tarenzi. Imp constatò che la parlantina di Luca era rimasta sempre la stessa e non aveva nemmeno perso l’appetito, anche dopo aver visto la morte di un suo doppio.
“Carne cruda yummmm!” urlò lo scrittore dai capelli folti correndo come un esagitato per la piazza.
“Ah, ora riconosco il mio Luca!” continuò Dimitri, che in realtà ormai era completamente concentrato nella lettura del grimorio donatogli dal Signore delle Arti Mistiche.
“C’è qualcosa di strano in Luca però…” disse Imp ma ormai l’avventura era finita, era stanco e non ci pensò molto su questa questione. Halloween era quasi passato, doveva andare a dormire, il giorno dopo ci sarebbe stato un altro giorno di Lucca. E bisogna essere preparati bene per il Lucca Comics & Games. Sempre.
THE END
p.s.: nel racconto di Natale si scoprirà la verità sul Luca Tarenzi e sul suo doppio… quindi stay tuned!
Oggi ho finito di leggere un libro che mi è piaciuto davvero molto cioè “Memoria” il secondo tomo della trilogia di Multiversum scritta da Leonardo Patrignani. Già avevo apprezzato molto il primo libro l’anno scorso comprato a Lucca dopo aver seguito un evento degli autori Mondadori in cui c’era anche Leonardo. (E pensavo di averne parlato nel blog invece mi era sbagliato… XD). Poi per una volta ho avuto la possibilità di leggere una saga di fantascienza recente pubblicato da un italiano, quindi ero proprio curioso di comprarla e leggerla, e per ora ho fatto bene. Comunque, del volume precedente avevo apprezzato la storia dei multiversi (sono un amante delle terre alternative della Marvel e mi piace vedere Terre che hanno avuto una storia diversa dalla nostra…), e in generale avevo apprezzato lo svilupparsi della storia, la vicenda dell’asteroide e il finale che mi aveva stupito per la sua originalità. Quindi aspettavo con una certa impazienza questo secondo capitolo. E sono rimasto, come scrivevo, soddisfatto dal risultato. Non sapevo sinceramente dove sarebbe andato a parare Leonardo, davvero non ne avevo la minima idea. Si ok, Memoria… ma poi? Ecco non mi aspettavo affatto tutta la parte ambientata a Gea, da circa metà libro o poco prima. Mi piace l’idea di come sia ripartita la società depredando quella vecchia, di come il mondo sia cambiato ma alla fine sia rimasto sempre lo stesso, anzi sia pure peggiorato. Una cosa che ho apprezzato, sia in questo che nel tomo precedente, è che non c’è un arci-nemico, ok c’è una sorta di minaccia di fondo ma non c’è il classico cattivo che ti aspetti da questo genere di libri. E la cosa mi è piaciuta. Certo essendo il capitolo di mezzo lascia alcuni punti, anzi molti, da chiarire… chi influenza le persone per fare come la Tata di Jenny nel fare certe cose? Come è ripartita la civiltà con la caduta dell’asteroide? Perché cavolo non c’è una cartina del mondo post-asteroide nel libro? (Sono un feticista delle cartine geografiche, ne voglio una del mondo dove esiste Gea. Ora! XD) Chi ha mandato l’asteroide? Se era una asteroide? Insomma, ci sono ancora delle questioni da chiarire. Tornando agli aspetti del libro che ho apprezzato un altro è stato il personaggio di Marco, la sua evoluzione e quello che gli succede… che è abbastanza particolare ecco. Non faccio troppi spoiler, ma è una cosa che mi ha stupito molto. Parlando degli altri personaggi principali… sarà che ormai sono un po’ fuori target per questo genere di libro, penso, sarà perché Jenny e Alex sono adolescenti… sarà perché sarà ma non riesco a legarmi molto a loro. Il discorso è diverso per Marco, già ho più empatia per lui. Passando al finale di questo secondo libro, per quanto lasci molte porte aperte, è adatto al secondo capitolo di una trilogia e l’ho apprezzato. Parlando infine della scrittura di Leonardo a me piace molto, si legge davvero bene e scorre senza intoppi. E ho notato un certo miglioramento rispetto al libro precedente. Concludendo questo secondo capitolo di Multiversum merita di essere comprato e letto e mi lascia con le aspettative molto alte in vista del terzo e ultimo libro, “Utopia“.
Ciao, è un piacere farvi quest’intervista, per prima cosa, presentatevi ai lettori del mio blog sul cosplay!
Ciao!! Io sono Illy :3
Ciao sono Lee! In molti “posti” (siti, giochi ecc) mi chiamo Lee Whiro (o Hirolee..vecchio nick).
Com’è nata la vostra passione per il cosplay?
La mia passione per il cosplay è nata qualche anno fa, probabilmente perché amo avere la possibilità di trasformarmi in qualcun o qualcos’altro e mostrare agli altri l’impegno che ho messo nel creare qualcosa (a mio avviso) di meraviglioso.
La mia passione è nata da altre passioni almeno sei anni fa!…Mi spiego meglio! Io ho sempre amato disegnare, poi mi sono appassionata ai fumetti, ai manga, agli anime e ai videogiochi e da lì è nato anche il desiderio di interpretare in tutto e per tutto i miei personaggi preferiti! E come dice Illy…la possibilità di essere anche solo per un giorno un mio “eroe” è esaltante!x3 E in più la soddisfazione di creare qualcosa con le proprie mani è davvero una soddisfazione, nonostante io non sia ancora riuscita a completare un costume da sola >.<
C’è stato qualcuno che vi ha fatto da “mentore” nel mondo dei cosplay? O che comunque è stato il vostro punto di riferimento?
Non credo di aver mai avuto un reale “mentore” nella mia avventura nel mondo del cosplay, piuttosto ho sempre cercato di pormi delle sfide da superare, per migliorarmi sempre di più.
In realtà neanche io credo di aver avuto punti di riferimento…o cose del genere. Ora seguo alcune cosplayer che stimo molto e spero di arrivare ai loro livelli un giorno, ma le ho scoperte da poco…Perché in realtà solo da neanche un anno ho iniziato a pensare al cosplay come una parte della mia vita! Non posso più farne a meno! xD
Qual è stato il primo cosplay che avete fatto?
Il mio primo cosplay è stata una terrificante Maka di Soul Eater che è meglio mantenere segreta ahah
Debitto di D.Gray-man! Si ma…ho perso le foto ahahah…(per fortuna?)
Invece qual è stato il cosplay che vi è piaciuto di più fare?
Lux di League of Legends ovviamente!! Anche se ho amato molto anche Stocking di Panty & Stocking with Garterbelt.
Syndra di League of Legends. Perché è stato il mio primo cosplay più elaborato e…ci tenevo davvero tanto a portarlo! Ma in realtà, ogni cosplay mi ha dato soddisfazioni…Come Panty e Saïx!
L’ultimo cosplay che avete fatto qual è stato?
Lux di League of Legends!
Syndra di LoL.
C’è un personaggio di cui vorreste fare il cosplay ma che ancora non avete fatto?
Direi che sono tantissimi! Però il prossimo che potrebbe essere in cantiere è Morgana (sempre di League of Legends)
Troppi…ç^ç! Per ora sto progettando di fare Haunted Zyra (LoL)! Il prima possibile xD
Di solito come avviene la scelta di un cosplay da realizzare?
Dire che avviene molto “a sentimento” dipende da quanto è il desiderio di fare un determinato cosplay in quel momento..
In base a quanto amo il personaggio, in base alla difficoltà e al budget. Infatti, per mancanza di cash, ho iniziato da poco a orientarmi su cose più elaborate e costose! Ma devo sempre risparmiare e lasciare da parte altre cose per il cosplay…
Quanto tempo ci vuole per creare un costume?
Dipende dalla complessità del cosplay, e se è fatto con semplici abiti o con un armatura, ci sono diverse cose da mettere in conto.. ma generalmente un’ armatura base come quella di Lux la faccio nel giro di 4 mesi.
Dipende dalla difficoltà del costume, da quanto lavori (pause, giornate intere senza far niente ecc xD)e sempre da quelli…i sssssoldi! A volte un costume ha bisogno di tempo per essererealizzato perché mancano materiali! Che ovviamente vanno comprati. Oppure, nel mio caso per quest’ultimo cosplay, può dipendere da quanto impiega, a farti i pezzi richiesti, la persona a cui hai commissionato il lavoro. Ma ho fatto anche io la mia parte per quel costume quindi…altro tempo! xD Qualche mese ci è voluto, tipo 4.
C’è qualcuno che vi aiuta nella preparazione dei costumi? Gli accessori ve li crei da sole o li comprate da qualche parte?
I cosplay li creiamo noi, e se una delle due ha bisogno di aiuto ci diamo una mano a vicenda!
Come ho spiegato sopra, per problemi di tempo (e materiale introvabile dalle nostre parti) ho dovuto commissionare la maggior parte del mio ultimo cosplay. L’unica cosa che non credo di essere in grado di fare…è cucire xD Per ora!
Per voi è più importante la parte “cos” o la parte “play” del cosplay?
Credo che il cosplay sia fatto di un buon 50% di “cos” e un 50% di play, credo che per la riuscita di un cosplay ci voglia tanto impegno nella realizzazione di qualcosa di veramente buono, ma non deve mancare nemmeno una buona predisposizione per il personaggio e una buona interpretazione.
La penso esattamente come Illy :3
Qual è stata la cosa più difficile nella creazione dei vostri cosplay di League of Legends?
Tutto! Ahahah.. no davvero…TUTTO!! A parte il cerchietto e la gonna tutte le parti dell’armatura sono state una bella sfida
Be’ per me la vera impresa è stato colorare tutti pezzi di armatura per problemi di brutto tempo ahahah! E fare alcuni pezzi del casco, che ho dovuto aggiungere io.
Qual è la situazione più bizzarra in cui vi siete venute a trovare durante il recente Lucca Comics & Games?
Probabilmente quei momenti imbarazzanti in cui mi si sganciava uno spallino o a Lee scivolava una calza e mentre ci sistemavamo la gente continuava imperterrita a farci delle foto (spero di non trovare mai quelle fotografie ahah)
Come dice Illy! Oppure quando ci chiedevano foto mentre mangiavo! Se riuscivo a mangiare…ahahah.
Come avete trovato le parrucche perfette per i vostri cosplay di League of Legends?
Grazie al super fantasmagorico eBay!! Ovviamente!
Per me è stata una vera impresa! Avevo ordinato, da ebay, una parrucca e due ponytail almeno 2 o 3 mesi prima del Lucca. Purtroppo mi è arrivato solo un ponytail. Dopo settimane di disperazione mi sono arresa e ho preso una parrucca scadente di riserva. Per fortuna ho trovato una bella parrucca in uno stand al Lucca Comics!! Ah si..il secondo ponytail è arrivato appena sono tornata dalla fiera.
Avete partecipato a dei contest durante le fiere, ecc… , avete mai vinto qualche premio?
A quest’ultimo Lucca Comics abbiamo partecipato solamente alla sfilata di League of Legends, in compenso abbiamo ricevuto una borsa con un po’ di gadget! Yay
Sfilata dei cosplayer allo stand di League of Legends. Spero di vincere qualche premio in futuro! 😀
Che vuol dire per voi essere cosplayer?
Per me essere cosplayer può essere riassunto in 3 parole: Sogni, Determinazione e Soddisfazione (tanta soddisfazione). E’ una passione, un hobby, una mania (chiamatela come volete) che come una droga, una volta assaggiata non se ne può più fare a meno.
La penso come Illy. Esattamente così! Ho pensato molte volte di abbandonare questo mondo e i miei sogni riguardanti a questo per svariati motivi…ma non ce la faccio!
Qual è la vostra presenza sul web? Avete un pagina su Facebook o un sito?
Ovviamente! Abbiamo i nostri profili singoli, in più abbiamo una pagina https://www.facebook.com/pages/Illy-Lee-Cosplay/523490714358660?fref=ts E anche un canale Youtube che ora però è abbastanza spoglio quindi cercheremo di dargli un po’ di vita mettendoci a creare video e presentazioni il prima possibile speriamo! :3 Potete trovarmi su Tumblr cercando “shiningilly”!
Speriamo di creare sempre più cosplay, ampliare la nostra pagina e avere più seguaci che amano il nostro duro lavoro! éwè
Esatto! Spero che questa passione possa diventare anche un lavoro! Per continuare a seguirla e per ovviamente vivere facendo una cosa che si ama! Purtroppo non si vive di aria. E se non dovesse andare così, c’è sempre la mia passione per il disegno. Spero di poter avere possibilità lavorativa nel campo dell’illustrazione.
I sogni nel cassetto?
Eeeeh sono tanti… diventare delle splendide PRINCIPESSE! È possibile? Ahah no beh, a parte gli scherzi, uno dei sogni nel cassetto, almeno.. Il mio (credo però che concordi anche Lee) sarebbe di poter diffondere sempre di più questo fantastico mondo chiamato cosplay, soprattutto in Italia, e magari poter aprire un negozietto di abiti e accessori per cosplayer (non ce ne sono abbastanza a questo mondo).
Be’ penso che i miei sogni nel cassetto siano strettamente collegati ai miei progetti per il futuro! E si, sono d’accordo anche con quello che dice Illy.
Spero che quest’intervista vi sia piaciuta, grazie di tutto, siete state veramente gentili!
Qualche giorno fa ho finito di leggere uno dei libri che ho preso all’ultima Lucca e cioè “Angelize” di Aislinn. Avevo già letto qualcosa di questa scrittrice che potrebbe fare benissimo il cosplay di Xena ma niente di così… corposo, lungo, articolato. Il genere del tomo è urban fantasy, ci sono di mezzo gli angeli e… altre entità, diciamo. Nella storia c’è pure una delle divinità che preferisco, Ecate. E’ una storia in cui troverete sangue, morte, carne, spiriti e Milano che è una città adatta a questo genere di cose dato che è una città brutta come poche al mondo. Brutta, grigia, crepuscolare. Ecco se volete avere un’idea di come potrebbe essere una città in un futuro distopicopost-apocalittico andate a Milano. Tornando agli angeli non sono i classici angioletti che si vedono in alcuni libri, film o telefilm come “Il tocco di un angelo“. Per fortuna, proprio no. Questi angeli e questi… ibridi diciamo che fanno parte delle stesso filone di opere come “Dogma” e “The Prophecy“. Passiamo agli aspetti che ho apprezzato particolarmente di questo libro. Prima di tutto la caratterizzazione di Ecate e della sua “corte”, la descrizione del luogo e del modo in cui avvengono gli incontri con questa dea. E’ tutto molto suggestivo e interessante. Così come ho apprezzato il comportamento e la caratterizzazione degli angeli “puri”, la loro inflessibilità, la loro assenza di emozioni, in Mikael in primis. Poi sempre nel tema della caratterizzazione dei personaggi ho apprezzato la confusione, lo straniamento di Rafael e degli altri ibridi. Un’altra cosa che mi è piaciuta molto è che non c’è il classico eroe, non c’è l’eletto, ci sono solo tre personaggi principali, Rafael, Haniel e Hesediel su cui si concentra la narrazione. Anche le loro storie, quando erano umani e quando sono diventati ibridi, la loro morte, sono molto interessanti, coraggiose per certi aspetti. Il loro carattere, i loro atteggiamenti, questi loro retroscena li rendono dei veri personaggi, vivi, a tutto tondo. Mi è piaciuta poi molto la figura di Lucifero, davvero una bella scelta. Un’altra cosa che mi ha colpito è stata la storia generale, ben scritta e davvero interessante. Infine ho apprezzato molto il finale, certe scelte mi hanno proprio sorpreso. Poi ovviamente ho notato un miglioramento sostanziale rispetto a quello che avevo letto prima di questa scrittrice, un miglioramento netto ed evidente. Se c’è un problema con questo libro è che… è troppo corto. Volevo di più, volevo più storia, volevo che succedessero altre cose, volevo sapere di più. Insomma Aislinn sbrigati a finire il seguito che qui vogliamo sapere altre cose, vogliamo apprendere altro sulla tua Ecate e sul tuo personale pantheon di divinità e creature mitologiche. Concludendo un buon urban fantasy che va ad inserirsi nel filone dell’urban fantasymagico italiano di gente come Francesco Dimitri e Luca Tarenzi. Vi lascio con una canzone dei Within Temptation cioè “Angel” tratta dalla soundtrack ufficiale del libro (che potete trovare qui).
Ed io aspetto ancora, fiducioso, la ricetta dei biscotti di Aislinn. Se non mi sarà consegnata a breve nel prossimo libro ci saranno solo pennuti arrosto. A cosa serve avere un demone cornuto al proprio servizio se non per minacciare queste azioni? XD
p.s.: il finale ricorda anche la cronaca di Vampiri Masquerade del mio gruppo ma in quel caso c’erano Metatron e l’Arcangelo Raffaele di mezzo!